Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 122 du 29 mai 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 122/72 - Acquisto di beni immobili, siti in Arnaz, dalla Società Compagnia Generale Dolciaria - S.p.A., con sede in detto Comune. Delega alla Giunta.

Chantel (P.S.I.) - Questa è una proposta analoga a quella precedente e qui anche ci sono 63.420 metri di terreno e sono state riservate al 50% le attrezzature degli uffici e in più sono stati inseriti anche tre piccoli appartamentini posti su piano rialzato del condominio Miramonti, sito in Comune di Arnaz... Statale 26. I macchinari dalla compravendita sono esclusi, sono esclusi invece quelli usati per la produzione dolciaria con relative attrezzature, eccezione della centrale termica, della centrale elettrica comprese nella vendita i residuati di magazzini, la restante quota parte al 50% dell'arredamento degli uffici, cioè degli arredamenti degli uffici metà lo lasciano e metà lo portano via. Qui, c'è da premettere che esiste tra la Società Generale Dolciaria e l'Istituto Immobiliario Italiano, un mutuo diciamo così che in parte è stato estinto perché era di mezzo miliardo a interesse agevolato e in parte è ancora da pagare. Qui, non si sa ancora se eventualmente l'IMI accetterà di passare il mutuo alla Regione e non ne conosciamo ancora gli estremi per poter vagliare se è convenienza nostra accettare anche il mutuo o rifiutarlo nella compravendita, questo non è compreso, è poi libertà della Giunta se la cosa dal lato diciamo così finanziario è economicamente utile, allora si può accettare il passaggio del mutuo IMI qualora si riesca a ottenere e speriamo di poter ottenere se questo ci conviene o altrimenti pagando i 400 milioni non siamo estranei anche al mutuo IMI che ricadrebbe naturalmente sulla Compagnia Generale Dolciaria, queste le condizioni che si sono ottenute nelle trattative, questi sono i dati che avete avuto attraverso la comunicazione dell'oggetto n. 6 e io non ho altro da dire.

Fosson (U.V.) - Io credo di aver letto bene e, quindi, anche da quanto è stato detto adesso dall'Assessore Chantel, la questione dei mutui eventualmente sarebbero in deduzione, la quota parte ancora da pagare, da estinguere del mutuo, sarebbero in deduzione ai 400 milioni, quindi l'esborso da parte dell'Amministrazione regionale è di 400 milioni, o in contanti 400 milioni senza nessun mutuo oppure 40 milioni meno la parte di assunzione di mutui. Scusate se ho voluto precisare ancora a me stesso questo e precisarlo in Consiglio perché c'era qualcuno che aveva delle perplessità su questo punto nel senso che lo aveva interpretato in modo diverso, io credevo di averlo interpretato in questo senso e mi sembra che è nella maniera esatta, quindi chiarito questo punto le questioni, le considerazioni generali che ho già fatte prima, le ho già fatte prima per l'altro argomento, noi abbiamo espresso un parere di massima favorevole l'altra volta per questo complesso e la raccomandazione eventualmente che potremmo fare è solo quella di essere molto oculati quando si dovrà vedere quali Ditte eventualmente potranno essere immesse a svolgere una certa attività su questi complessi di non trovarsi a quelle sorprese e questo bisognerà fare una valutazione molto attenta, perché non ci ritroviamo dopo un certo periodo anche se qui sarà proprietà nostra e, quindi, la metteremo a disposizione ma sarebbe sempre poco simpatico e non solo poco simpatico ma poco redditizio se noi dovessimo trovare una Ditta che fa mille promesse e poi all'atto pratico non è idonea a svolgere una certa attività che noi ci ripromettiamo e quindi ci ritroveremmo a distanza, a breve distanza di tempo, di nuovo con lo stesso problema anche se noi avremmo, abbiamo messo a disposizione lo stabilimento. Quindi, questa è una raccomandazione che penso sia da tener presente anche da parte della Giunta e deve essere tenuta presente da parte del Consiglio, quindi anche se è necessario di spendere un certo periodo di tempo di più per trovare la Ditta adatta, è meglio quello che non avventurarci verso qualcuno che potrebbe darci poi dei dispiaceri a breve scadenza.

Andrione (U.V.) - Le considerazioni che sono state fatte prima da Fosson e da Pedrini, e semplicemente a scanso di equivoci, bisognerebbe precisare chiaramente che la Regione non fa queste operazioni, un'operazione di assunzione in proprio di imprese industriali, non si crea l'IRI della Valle d'Aosta, perché da voci incontrollate, ma che credo siano pervenute anche alla Giunta in Bassa Valle si dice: "Adesso la Regione diventa proprietaria e quindi la Regione aprirà la fabbrica", quindi sarebbe necessario spiegare bene che per un certo tipo di politica in questi casi possiamo essere d'accordo di comprare questi stabilimenti industriali, ma che non si tratta assolutamente di una gestione in proprio da parte della Regione, bensì di un tentativo di uscire dalla crisi industriale attraverso i normali strumenti che ci sono sul mercato, per cui se domani, fatta l'ipotesi più nera, domani durante un certo periodo di tempo anche abbastanza lungo, questi capannoni dovessero rimanere vuoti, la Regione si accollerà le spese della loro manutenzione, ma non farà mai in proprio il fabbricante di cioccolatini o di carburo o di altre cose di questo genere, ecc.

Bordon (D.C.) - ... queste perplessità, l'ho detto prima parlando di Champdepraz, mi sembrava che la situazione fosse ancora diversa, naturalmente ripeto visto l'impostazione che viene data e questa tranquillità assoluta che abbiamo sentito esporre ancora adesso dalla Giunta, queste perplessità spariscono e, quindi, noi siamo favorevoli. Naturalmente, chiedevo proprio questo se forse nel momento in cui ero fuori, avevate già detto ma non mi risulta quali trattative ci possono essere, quali prospettive ci sono, cioè c'è già la possibilità di avere sotto mano qualche Ditta che venga su e che ci dica a un certo momento mi date questi capannoni per... e questi macchinari, tra parentesi poi c'è il 50% ancora dei macchinari ancora da acquistare se non sbaglio qui dentro, perché si parlava del 50%, passano tutti insieme? Io avevo capito... La SIRCA-DAVIT naturalmente. Allora il problema era solo questo. A un certo momento arriva una Società, viene a chiederci questo capannone, questi capannoni, questo insieme di attrezzature ecc. per poter andare avanti e la Regione che cosa intende fare? Si farà pagare un affitto simbolico o che cosa vuol fare? Arrivati a un certo momento ha già delle trattative con alcune Società oppure no, perché non vorrei che anche dopo aver comperato tutto questo si continuassero a creare delle illusioni a questi lavoratori della Bassa Valle che da ormai due anni hanno, sono vissuti solo di illusioni, perché tutti i momenti sembrava che il problema fosse risolto e, invece, non è risolto per niente. Quindi, sarei stato più tranquillo se avessi saputo che c'erano già delle Società o qualcuno che aveva richiesto questo, perché io ritengo che se domani dovessero essere adibiti questi capannoni ad altre attività, non so se saranno adatti, perché io non sono un tecnico in materia, quindi non credo che uno stabilimento che va bene per esempio per una fabbrica di cioccolato, possa andare bene per un'altra attività, però, questo lo vedremo in seguito.

Quindi, io vorrei alcune parole di tranquillità da parte del Presidente della Giunta ma non per me, perché rimanendo agli atti si assuma ognuno le proprie responsabilità e, in particolare, i lavoratori del fondo Valle sappiano a che punto si trovano.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di dare la parola al Presidente della Giunta c'è qualche altro che vuole intervenire? Consigliere Manganone.

Manganone (D.C.) - Devo fare rilevare due cosette: qui dice che la proprietà va dalla statale fino alla ferrovia Torino-Aosta il che non è vero affatto, la proprietà va dalla statale fino all'autostrada, perché l'autostrada è al di qua della ferrovia. Sarebbe stato più opportuno che tutti i Consiglieri avessero almeno avuto le piantine, la pianta come si è fatto per l'ASPA, che noi potevamo vedere qual era la consistenza effettiva dei terreni perché io la conosco in parte, ma può darsi che dal '62 in poi sia cambiata questa consistenza.

Mi risulta anche che c'era una concessione per un raccordo ferroviario. Vorrei chiedere se esiste ancora questa concessione per il raccordo ferroviario? Quindi sarebbe stato opportuno che questo allegato fosse stato completato con delle planimetrie e con altre notizie, perché spendiamo 400 milioni con una delibera di una paginetta.

Caveri (U.V.) - Ma, ho l'impressione che questa strada che si è imboccata, sia la strada sbagliata, che ci rivelerà delle tristi e amare sorprese. Si sono commessi dei gravissimi errori probabilmente da parte di tutti, nel passato in materia di industrializzazione, noi avevamo fatto delle riserve nel passato, quando le abbiamo fatte non siamo stati creduti, siamo stati accusati di essere contrari all'industrializzazione della Valle d'Aosta, noi eravamo semplicemente contrari alla politica grossolana e sbagliata che si stava facendo e oggi si sta peggiorando ancora. Questa politica industriale ha una importante componente, finora mi pare che nessuno l'ha detto, demagogica ed elettoralistica, non è così che si affrontano seriamente i problemi industriali.

Tutti penso che ricordano quello che abbiamo detto noi dell'Union Valdôtaine e quello che personalmente ho detto a proposito della FERA, io avevo assunto informazioni private per conto mio, perché so che ormai le informazioni delle banche non hanno più nessun valore perché le banche danno sempre ottime informazioni di tutti anche quando è il caso di dare cattive informazioni, avevo assunto informazioni mie private e le informazioni erano state disastrose sugli amministratori della nuova FERA e infatti, e oggi vediamo che i fatti mi hanno dato ragione, perché abbiamo letto sui giornali che questi Signori hanno dovuto tutti sedersi sul banco degli imputati come bancarottieri e, quando io dicevo queste cose e parlavo in Consiglio dei pericoli, tutti magari no, ma buona parte, come diceva Napoleone, ora oggi si aggrava ancora con queste proposte e si fa una politica se è possibile ancora più sbagliata.

Quindi, cosa succederà? Che verranno adescati, attirati dal fitto simbolico di questi terreni che la Valle paga profumatamente, verranno tutti i bru-bru del Piemonte, della Lombardia e dintorni, l'Amministrazione regionale con qualsiasi Giunta e con qualsiasi Presidente non ha la possibilità di valutare quali sono le qualità, qual è la portata, qual è il peso specifico di una Società o di un'Azienda, si affitterà al primo pagella che arriverà, cioè al solito bru-bru con i quali, uno dei tanti bru-bru con i quali abbiamo avuto a che fare, e poi avremo probabilmente un nuovo fallimento e ci rimetteremmo fior di soldi e fior di quattrini. Per cui, per me la superficialità del Dr. Chantel nell'esporre questo problema è di una superficialità che ha qualche cosa di pazzesco perché non si può con una superficialità così infantile esporre un problema del genere che dovrebbe far tremare le vene e i polsi agli amministratori regionali, ma gli amministratori regionali loro pensano soltanto ad aumentare i voti ad Arnaz o le preferenze per Tizio e Caio, perché poi si possa dire "Ah, lu l'è bravo", non è così che si affrontano i problemi dell'industrializzazione della Valle d'Aosta. Io faccio una raccomandazione alla Giunta ed è questa: io ritengo, siccome qua dentro siamo chiari, siamo sinceri, dobbiamo essere modesti e umili, dobbiamo riconoscere che qualcuno, non c'è nessuno che si intenda di organizzazione industriale e di industrie, non c'è nessuno qua dentro in questa sala a cominciare da me e, allora, è necessario che la Giunta interpelli dei consulenti in questa materia ad alto livello ma non i soliti consulenti che servono solo per pagare degli onorari, a proposito vedo che qui non c'è, a proposito di onorari, io avevo chiesto all'Assessore Milanesio che è assente come al solito, perché l'Assessore Milanesio lui non si degna di partecipare ai lavori del Consiglio, sono molto più importanti i lavori di corridoio, quelli sono molto più importanti. Comunque, io avevo chiesto dei dati sugli onorari dei professionisti che si sono occupati dell'ALPILA, ho avuto grandi assicurazioni dalla Giunta, da tutti quanti, ma io questi dati non li ho ancora ricevuti, probabilmente mi dovrò rivolgere alla Società ALPILA che voglia graziosamente elargirmi quei dati, evidentemente c'è qualcuno che tiene per la giacca l'Assessore Milanesio, perché non ha interesse che si pubblichino gli onorari di certi professionisti i quali hanno avuto anche il becco, essendo loro progettisti di certi lavori, di sollecitare questi lavori qui come Consiglieri regionali, ma questa è una parentesi quadra e, quindi, io ritorno all'argomento.

Per me è indispensabile che la Giunta regionale si rivolga a delle persone competentissime in materia, che conoscano le condizioni delle industrie di tutti i Paesi del MEC e che questo consulente dica se e quali possibilità serie vi sono di fondare delle industrie in Valle d'Aosta. Questo è il punto di partenza necessario per fare una seria politica che oltre che demagogica, elettoralistica è anche sbagliata e che non ha nessunissima serietà, oltre tutto è anche paternalistica poi. A me piacerebbe sapere qual è la scuola economica alla quale si ispirano gli amministratori regionali. Che cos'è questo, è...? Perché poi dicono che noi siamo di sinistra! Ma che sinistra è questa? Cos'è? È liberalismo, è socialismo, dirigismo, non si capisce questa politica... nelle grandi scuole economiche classiche rientri questa politica. Lo si capisce.

Manganoni (P.C.I.) - Qui sin quando le industrie andavano bene e allora erano gli osanna, quando le industrie hanno cominciato ad andare male tutti lamentiamo, abbiamo ragione di lamentarci perché denaro pubblico sia del BIM sia della Regione è denaro che noi perdiamo però ci siamo mai chiesti il perché di questo? Il perché è dovuto alla legge regionale che stabilisce questi sistemi di incentivi alle piccole e medie industrie e qui non è nostro sistema recriminare o scaricare la responsabilità, però sia molto chiaro che su questi banchi, quando si è parlato dell'ultima modifica alla legge regionale sugli incentivi delle piccole e medie industrie, noi abbiamo segnalato l'inconveniente e ci siamo astenuti, perché abbiamo detto "noi in questo modo non tuteliamo gli interessi della Regione perché non abbiamo nessuna garanzia". Comunque questa legge c'è e questa legge fino quando non la si modifica rimane in vigore e la si applica, pertanto tutte le lamentele, tutte le recriminazioni dei Consiglieri, se non si provvede a modificare la legge, noi non risolveremo niente e fin quando non avremo modificato la legge noi continueremo a lamentarci e a recriminare, quindi il problema è nella legge, è lì il guaio. Allora, noi fino adesso davamo dei quattrini, prima li dava il BIM, poi è arrivata la Regione, dicevo senza avere nessuna garanzia di ricupero né di terreni, né di capannoni, né di redditi perché la legge non lo prevede. Ora questa legge, ed io non vi svelo dei segreti, è all'esame della Commissione dell'Industria e Commercio, di cui io faccio parte, però il sistema di uscirne con delle garanzie sufficienti per recuperare i soldi che la Regione anticipa sotto qualsiasi forma, di mutuo a fondo perduto ecc., bene la Commissione non l'ha ancora scoperto. Se ci sono dei Consiglieri che hanno le idee più chiare in quel senso; io pregherei a nome della, non a nome della Commissione perché non posso parlare della Commissione, ma come membro della Commissione di farcela avere, di suggerircele questi criteri, queste proposte di legge, perché il problema sta tutto lì.

Comunque, con l'acquisto di questi terreni, a mio parere noi veniamo a superare in parte le deficienze della legge perché? Perché con questi terreni e questi capannoni di proprietà della Regione che, se ho ben capito, sarebbe intenzione della Giunta di dare in affitto a eventuali installazioni e imprese industriali, che vengono in Valle d'Aosta, anche a un affitto simbolico, però qual è la garanzia che ha la Regione? Che i terreni ed i capannoni rimangono di proprietà della Regione e quelli non ce li rimette più perché fino adesso noi davamo contributi per l'affitto dei terreni, contributi per l'acquisto dei capannoni e dei macchinari e poi alla fine se la Ditta andava in malora perdevamo tutto, quindi a mio parere questo è già un grande passo avanti perché questi capitali che noi oggi immobilizziamo per i terreni e i capannoni, è vero che li immobilizziamo, però sono dei capitali che noi metteremo a disposizione delle eventuali imprese che vengono in Valle, ma la cui proprietà rimane della Regione e noi non ci troveremmo più nella situazione di adesso di aver contribuito all'acquisto dei terreni della SIRCA-DAVIT e di doverli ricomperare una seconda volta, ma noi rimarremmo proprietari anche in caso di fallimento perché secondo me questo è già un notevole passo avanti. E io sono del parere che in avvenire per tutte le aziende industriali che si installeranno in Valle i terreni, i capannoni è un problema da esaminare, possibilmente bisogna farlo anche quello, ma almeno i terreni li acquisti la Regione e li dia in affitto anche simbolico, almeno quei terreni rimangono a noi, ecco perché noi siamo favorevoli anche, anche con gli inconvenienti che sono stati lamentati circa i capannoni è vero, ci sono indubbiamente degli inconvenienti comunque noi siamo favorevoli. Siamo stati per l'industria di Champdepraz e lo siamo per la SIRCA-DAVIT precisamente per queste ragione, perché avremo i terreni che rimarranno di proprietà della Regione e non dovremo acquistarli una seconda come capita oggi, che stiamo acquistando una seconda volta i terreni della SIRCA-DAVIT che abbiamo già acquistato, non acquistato, comunque contribuito e abbiamo concesso dei contributi rilevanti per l'acquisto di questo terreno. Ecco le ragioni per cui noi siamo favorevoli e io ribadisco se però vogliamo cambiare quel sistema di incentivi alle industrie, ebbene dobbiamo cambiare la legge perché la legge è quella che è e se noi non la cambiamo questa legge che tutti critichiamo, e sono il primo a criticarla questa legge, però se noi non la cambiamo è inutile che continuiamo a lamentarci perché le cose continueranno fino adesso e continueranno come hanno continuato fino adesso. Pertanto modifica della legge, io chiederei il contributo di tutti i Consiglieri, suggerimenti alla Commissione se hanno delle idee non dei suggerimenti per venirne fuori e per studiarne una legge nuova che dia maggiori garanzie in secondo luogo il fatto di essere, che la Regione è proprietaria dei terreni e dei capannoni è già una garanzia perché almeno quelli anche se la Ditta va in fallimento rimarranno di proprietà nostra.

Chantel (P.S.I.) - Genericamente il Presidente darà i dettagli. Vorrei sapere, visto che si è voluto fare, di fronte a un tentativo di aiutare dei lavoratori disoccupati, si è tentato di fare una sparata politica, una sparata politica cioè che la Giunta lavorerebbe in certi settori esclusivamente a caccia di voti, vorrei sapere se l'Union Valdôtaine sia di fronte, in questa occasione, perché dopo le dichiarazioni di Fosson di essere favorevoli, abbiamo sentito delle dichiarazioni nette dell'On. Caveri di essere nettamente contrari.

E, naturalmente, ha tirato a mano anche la questione della FERA, dimenticando che in quel caso lì la responsabilità è di tutti anche se io in Giunta non ero molto favorevole, parlo della Giunta del Leone. La Giunta del Leone che si è occupata di questa questione.

E adesso posso andare avanti.

Caveri ha approfittato della mancanza dell'Assessore compagno Milanesio per attaccarlo l'ennesima volta. Io a Caveri darò solo una risposta, e poi giudichi il Consiglio: nel Consiglio di amministrazione dell'ALPILA, Caveri ha messo dentro Dagnes e Viotti. E avendo dentro due che fan parte del Consiglio di Amministrazione, invece di rivolgersi ai suoi - che son dentro al Consiglio d'Amministrazione e che dovrebbero controllare e sapere queste cose - continua a tirare in ballo la Giunta, mentre mi sembra che se io ho in un Consiglio di Amministrazione ben due elementi, almeno questi Consiglieri di amministrazione, che rappresentano l'Union Valdôtaine nella ALPILA, per essere molto chiari, dovrebbe chiedergli queste spiegazioni ed eventualmente incentivarli a intervenire.

Questo è un modo logico di vedere. Invece di cercare ogni volta di scaricare sugli altri quel che si può avere in proprio, o meglio ancora, dopo aver chiesto dei rappresentanti, ignorarli completamente.

Questo, per quel che riguardava le domande dell'On. Caveri.

Il fatto della modifica degli incentivi per l'industria e commercio, li ho citati prima in apertura di seduta, e ripeto ancora una volta, è un inconveniente che bisognerebbe superare cambiando la legge o almeno trasformandola in qualche modo.

Perciò, io ho dato le risposte che dovevo dare e lascerei la parola per le eventuali future prospettive e per i contatti che ci sono con degli industriali al Presidente della Giunta Dr. Dujany.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima dell'Avv. Caveri si era iscritto il Presidente della Giunta. Il Presidente vuol parlare subito? Ultimo. Allora...

Qui, lei parla per la seconda volta, Avv. Caveri. Va beh, allora il Presidente potrà ripetere poi dopo. La parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Dunque, mi pare opportuno, per rispondere ad alcuni problemi posti dall'intervento dei vari Consiglieri.

Prima risposta, che mi pare deve essere chiara: la Regione non farà mai l'industriale. Questo non è il suo compito, non ne ha la competenza, non ne ha la preparazione e non sono i suoi compiti di istituti.

D'altra parte, l'Amministrazione regionale ha il compito, in questa situazione economica, di favorire lo sviluppo dell'industria soprattutto - direi essenzialmente - in quelle zone dove son venuti a mancare posti di lavoro a seguito della chiusura di alcuni stabilimenti. Ed è questo il motivo per cui si propone oggi al Consiglio l'acquisto di due stabilimenti in fase di liquidazione, collocati nella zona critica, nella zona cosiddetta del comprensorio di Verrès.

Quindi, mi pare valida l'osservazione del Consigliere Fosson e di altri Consiglieri, i quali mettono in guardia la Giunta di non iniziare un certo andazzo di acquisizione di stabilimenti falliti, acquisizione da farsi a tutti i costi e di imboccare una strada sbagliata.

Non è questa l'intenzione della Giunta.

L'intenzione della Giunta è semplicemente quella di poter intervenire a creare nuovi posti di lavoro in una zona in cui, per strane vicende, sono venuti a cessare e mi pare che la zona sia ben localizzata nel comprensorio di Verrès.

La gestione successiva di queste aree sarà affidata a delle industrie - che cercheremo più serie possibili - che diano maggiori garanzie possibili, che creino tipi di posti idonei alla manodopera disponibile perché nella Bassa Valle sono venuti a mancare circa 400-450 posti di lavoro: 320 erano i dipendenti della Brambilla, 100-150 erano i dipendenti della SIRCA-DAVIT. Quindi, sono venuti a mancare circa 400-450 posti per lo più posti femminili. Quindi dobbiamo creare industrie occupanti per lo più forze femminili anche perché la SADEA sta iniziano i lavori di sistemazione della Brambilla-costruzione, acquistata a suo tempo e ora mi risulta che sono in fase di inizio i lavori di demolizione e di ricostruzione del nuovo stabilimento per creare un certo numero di posti di lavoro attraverso il trasferimento di alcune attività da altri stabilimenti e attraverso il mantenimento dell'industria chimica già preesistente.

Direi di più: se vogliamo localizzare meglio l'industrializzazione io pregherei la Commissione Industria e Commercio di esaminare se ci torna opportuno sovvenzionare e incoraggiare l'installazione di determinate industrie nella zona Donnaz - Pont Saint Martin.

Mi pare che quella zona sia una zona satura. Mi pare che l'Ilssa-Viola sta assorbendo una certa quantità di manodopera che proviene dal Canavese, ecc.

Mi pare che Pont Saint Martin si stia avviando verso uno sviluppo veramente preoccupante per le possibilità dell'Amministrazione comunale, per le possibilità di carattere generale, ed anche per le complessità del problema che ci porta sul piano urbanistico. E tanto mi pare che valga anche per Donnaz.

Quindi, sì alle industrie. Sì, però, a quella determinata quantità di industrie necessarie per sostituire la quantità di posti di lavoro necessari per far fronte alle richieste della nostra popolazione.

Tipo di lavoro idoneo alla preparazione dei nostri giovani, tipo di lavoro necessario per occupare le persone che sono rimaste disoccupate dalla chiusura dello stabilimento e in questo caso, soprattutto, occupazione femminile.

Niente iniziative industriali di iniziativa regionale. La Regione deve solo provocare delle iniziative incentivanti per favorire la collocazione di determinate industrie allo scopo di creare determinati posti di lavoro.

L'Avv. Caveri ha fatto un intervento demolitore, direi da periodo elettorale - forse gli è sfuggita, ma si vede che ce l'ha nell'animo (ridendo) - quindi dice che qui ci mettiamo su una strada pericolosa, agiamo in un modo superficiale.

Abbiamo fatto molti errori nel passato. È vero che sul piano dell'industria si son fatti molti errori. Però è vero che sul piano dell'industria si son fatti molti errori in tutto il territorio italiano, per non dire anche in molte località del territorio europeo.

Il problema non è colpa nostra, non è colpa di tutti noi, è una certa crisi che si sta inserendo in un certo tipo di attività liberalistica e l'attività - chiamiamola così - "statale", che rivelano tutte e due la loro deficienza e la loro impotenza a far fronte ai reali problemi del Paese esistenti in questo momento.

Quindi, con questa iniziativa noi stiamo cercando un esperimento che abbiamo verificato, pare con risultati abbastanza positivi in alcune zone della Francia e, soprattutto, in alcune zone del cantone di Ginevra dove queste forme ormai sono sviluppate da parecchio tempo.

Verifichiamo se, in base alla nostra legislazione, se in base alla nostra situazione locale, se in base alla nostra situazione di carattere molto più generale, queste forme di intervento possono essere delle forme valide. Certo è che, invece di intervenire attraverso dei contributi in conto capitale da distribuire a determinati industriali che ritengono di poter installare posti di lavoro, noi sostituiamo questa forma di denaro in conto capitale con del terreno da dare in uso ad un certo tipo di affitto, con certe formule.

Rimarremmo comunque, nella peggiore delle ipotesi, sempre proprietari del fondo e non correremmo la sorte nella quale siamo corsi sino ad oggi che, dopo aver dato decine e decine di milioni di contributi, assistiamo impotenti alla chiusura dello stabilimento in quanto non abbiamo saputo creare altri strumenti per mantenere i posti di lavoro.

Questo è tutto quello che io volevo dire e mi pare che con questa iniziativa crediamo di avviare una soluzione concreta non demagogica.

Siamo alla ricerca di una soluzione concreta e seria verso la soluzione del problema dell'occupazione di quella Regione che è stata particolarmente danneggiata in questi ultimi mesi.

Caveri (U.V.) - Il primo intervento dell'Assessore Chantel era stato un intervento breve. Era stato superficiale - avevo detto - questo intervento, ma era stato breve. Così, di castronerie, non ne aveva dette, o almeno ne aveva dette poche.

Il suo secondo intervento è stato un intervento lungo e così le castronerie dette dall'Assessore Chantel sono state molte.

Io sarò brevissimo, così dirò poche castronerie anch'io.

Dunque: mi spiace di non poter condividere l'opinione del Dr. Chantel, il quale non manca mai di mandare degli strali avvelenati a due rappresentanti che abbiamo nella società ALPILA.

Io voglio rettificare questa sbagliata interpretazione del Dr. Chantel.

Dei vari Consiglieri di Amministrazione della Soc. ALPILA si possono avere delle idee, si possono dare dei giudizi più svariati.

Io, come Consigliere regionale, Dr. Chantel, posso chiedere in via privata e confidenziale ad alcuni Consiglieri di Amministrazione delle informazioni. E le posso avere e le posso non avere.

Ma questo mi riguarda come persona privata. Come Consigliere regionale io ho il diritto e il dovere di chiedere le informazioni sulla Soc. ALPILA a chi? Alla Giunta regionale, ma questo è chiaro!

Quindi, io continuerò a rivolgermi alla Giunta, al Presidente della Giunta, all'Assessore al Turismo. E se anche non sono molto nell'argomento che oggi trattiamo, rinnovo all'Assessore al Turismo la richiesta di volermi fornire un elenco dei valenti uomini che, come professionisti, hanno lavorato per l'ALPILA ed hanno presentato le loro parcelle, che sono state regolarmente pagate o che stanno per essere pagate.

Io rinnovo la preghiera all'Assessore Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Ho ricevuto, sabato - poiché avevo trasmesso lettere all'ALPILA di richiesta - brevi manu questi dati e glieli trasmetterò oggi stesso.

Caveri (U.V.) - Venendo ora - io credo di aver risposto al Dr. Chantel. Adesso io vorrei rivolgermi un momento a tutta la Giunta ed in modo particolare al Presidente della Giunta.

Il mio intervento non è stato niente affatto demolitore, almeno non credevo che il mio intervento aveva questa caratteristica.

Io sono - come d'altra parte siamo in parecchi in questo Consiglio - vivamente preoccupati di quello che il Presidente Dujany chiama "un esperimento".

Se questo fosse soltanto un esperimento, che la Giunta, domani, potesse avere la libertà di continuare o di non continuare, e allora potremmo dire: "pazienza, è un esperimento e poi la Giunta vedrà, continuerà o non continuerà questo esperimento".

Ma io temo che non si tratti qui di un esperimento isolato. Temo che qui, stiamo mettendo i piedi su di un tapis roulant sul quale non ci potremo più arrestare, perché domani verrà il Sindaco del Comune di Morgex o di Pollein o di qualunque altro Comune, dove si son fatte queste tristi esperienze industriali e chiederà al Presidente della Giunta, all'Assessore all'Industria, a tutta la Giunta intera: "ma, perbacco, avete speso 400 milioni per acquistare i terreni della industria dolciaria, non vorrete mica commettere l'ingiustizia di non comprare i terreni della Morgex-Carbo o della Pollein" - non so bene come si chiami questa industria. Non vorrete mica commettere questa ingiustizia!

Ma cosa, ci sono dei Comuni privilegiati o degni di particolare attenzione?

Sappiamo che il Presidente della Giunta non ha mancato di andare alla Feta du Lard - e questo è stato per lui un grandissimo titolo d'onore, che gli è riconosciuto da tutti i cittadini d'Arnaz. Noi, che non eravamo andati a la Feta du Lard di Arnaz ci siamo trovati in quel Comune, nell'ultima campagna elettorale, in condizioni - direi quasi di inferiorità, ridendo.

"Ah, uè, Dujany qu'el è bravo, il è venu à la Fêta du Lard, vo, n'è pas venu à la Fêta du Lard!", eccetera. Ma, a parte gli scherzi, non credo che in Valle d'Aosta ci siano dei Comuni privilegiati dove si possa spendere la robusta somma di 400 milioni - quasi mezzo miliardo - e poi potrete voi negare a Morgex, a Pollein e agli altri Comuni di comprare i terreni di quelle altre industrie che stanno fallendo, che falliranno tra qualche mese o tra un anno?

Speriamo che non falliscano, ma che rischiano comunque di fallire. Potrete rispondere di no? È lì il pericolo, che quell'esperimento diventi il principio di tutta una serie di gravi sbagli.

E poi c'è un altro pericolo. Io ho accennato prima al pericolo che delle qualunque FERA (a dire "di quella FERA" mi ricordo di quel verso "di quella pira lo rendo fuoco") ...ma, di quella FERA, il Dr. Chantel ha rivendicato imprudentemente la paternità. Io gliela lascio, perché io personalmente sono sempre stato contrario all'esperimento delle FERA.

Comunque, c'è un altro pericolo, anzi, ci sono due pericoli: uno è che tornino i vari Pagella, tutti i bru-bru dell'universo chiamati da certi commercialisti di Aosta, ecc. ecc. E l'altro pericolo qual è? Che quei capannoni, che quegli stabilimenti acquistati a fior di baiocchi dalla Amministrazione regionale diventino dei musei regionali.

Quello è un altro pericolo. Ma dei musei regionali ne abbiamo già tanti. Abbiamo quei magazzini generali situati vicino alla ferrovia che sono un autentico museo regionale, il cui custode è l'Assessore Albaney, nevvero.

Ma c'è il pericolo che questi capannoni, che questi stabilimenti, acquistati profumatamente dall'Amministrazione regionale diventino musei regionali.

E, il Dr. Chantel, con una retorica degna dei periodi più infausti delle campagne elettorali faceva un momento fa la voce grossa e diceva: ma noi difendiamo i lavoratori, noi facciamo gli interessi dei lavoratori.

Sarebbe ora di finirla di raccontare queste bubbole! Perché 400 milioni vanno a finire nelle tasche di persone che non rientrano affatto nella categoria dei lavoratori, per lo meno nella categoria dei lavoratori come la interpreta il Chantel nella nuova edizione riveduta e corretta. Perché ci sono altre edizioni precedenti del Dr. Chantel non ancora rivedute e corrette; allora, non si parlava dei lavoratori, allora si parlava di altre categorie o di altre cose. Ma quella era un'altra retorica che ora è passata di moda. Adesso c'è la nuova retorica di quei poveri lavoratori.

Ma, io dico, sti lavoratori con tanti difensori che hanno dovrebbero star bene. Ma ormai è chiaro che la storia dei lavoratori, da parte di certe persone è soltanto un motivo di retorica. Perché 400 milioni vanno nelle tasche dei proprietari. Di coloro che erano i padroni dell'industria dolciaria e non vanno niente affatto nelle tasche dei lavoratori, quindi, non raccontiamo delle storie! Sarebbe ora di finirla di raccontare certe storie!!

Bordon (D.C.) - È più difficile per me l'intervento perché il Consigliere Caveri ha mietuto largamente nel campo in cui volevo mietere io. Ed è meglio che sia stato così perché ha mietuto certamente meglio di quanto io avrei potuto fare.

Anch'io avrei voluto dirigere qualche strale contro l'amico Chantel, però non lo faccio perché non mi sento di fare il Maramaldo. Perché infieriamo tutti contro Chantel... (voce) ...soltanto che tutte le volte che si trattano dei problemi con altri Assessori e col Presidente si può fare un dialogo costruttivo, se lo si ha da fare con Chantel, è talmente confusionario e semplicistico che è la cosa più facile di questo mondo. Si parla di 300-400-500 milioni. Abbiamo esaminato li problema, diritto di prelazione, ci siamo inseriti dentro - diceva prima - e arrivederci e grazie.

Questo è il modo di trattare i problemi... (voce di Chantel) ...però, basta così. Chiedo scusa a Chantel per quanto ho detto, cercherò di migliorare e di non fare il Maramaldo come ho detto prima.

Possiamo invece adesso fare un discorso più costruttivo, perché è ben quello che desideriamo fare, anche se più serio e ci mette meno di buon umore. E il discorso serio lo avevamo già iniziato prima.

Il discorso serio lo avevamo iniziato prima parlando dell'altro problema e dicendo: innanzitutto siamo favorevoli, e qui lasciatemi la frase latina obtorto collo, siamo favorevoli a portare avanti questo problema perché, Signori, non ne possiamo fare a meno.

Innanzitutto, questo è il primo problema.

Non è che ci sia questione di scelta: c'è la possibilità o non c'è la possibilità. Proprio per il problema che vi ho detto prima, perché, arrivati ad un certo momento, bisogna avere il coraggio - e non voglio fare della demagogia in questo momento, che non è proprio il caso di farla, bisogna che noi tutti riconosciamo, qui, che, ad un certo momento, sui problemi amministrativi prendono un sopravvento i problemi politici. C'è niente da fare! Questa è la verità.

Chiamiamoli problemi sociali, chiamiamoli di sinistra, perché, generalmente, quando si risolve un problema sociale - l'Avv. Caveri non vuole ancora convincersi - anche se siamo tutti noi a risolverlo, il problema sociale si risolve grazie alla sinistra. Poi vediamo in altri campi che cosa accade quando dipende dalla sinistra.

E quindi, su questo, noi non siamo d'accordo ovviamente perché io credo che i problemi che vengono risolti qui dentro si guardano da un punto di vista di necessità economica-sociale e chi più ne ha più ne metta.

Fatta questa premessa, a me sembra che il problema debba essere distinto in due modi. E questo perché la prima parte del discorso di Manganoni io la condivido in pieno.

Innanzitutto, dobbiamo distinguere se si parla di nuovi posti di lavoro in Valle d'Aosta sempre in campo industriale - o se si tratta di "mantenere" i posti di lavoro.

Allora, se si tratta di parlare di nuovi posti in Valle d'Aosta è giusto fare il discorso di Manganoni - ci riferiamo alla legge passata - tutti abbiamo contribuito. Forse il padre di questa legge, e qui non c'è, è l'Ing. Benzo quando era lì all'Assessorato Industria e Commercio, col quale litigammo violentemente in Giunta con minacce di dimissioni - dimissioni che fanno ridere tutti, perché tutti diciamo che dimissioniamo e poi non andiamo mai via - e chi più ne ha, ne metta, anche qui! E quindi, arrivati ad un certo momento, questa legge è venuta fuori, con le critiche, con le obiezioni, con tutto quello che si può fare, ognuno ha cercato di modificare. Però, è indubbio che anche allora avevamo detto "sarebbe opportuno tenere i terreni". Poi abbiamo detto: "se noi prendiamo i terreni, li affittiamo soltanto, chi è che viene a costruire sul terreno soltanto in affitto? E tutte considerazioni che erano state fatte".

La legge è quella che è e questa legge non va bene. Questo è indubbio: dovrà essere rivista.

Che cosa si può fare per modificarla? Ne parleremo in Consiglio, la studieremo insieme, sentiremo i pareri dei tecnici, sentiremo i pareri della programmazione. Tra parentesi poi, anche qui, mi sia permesso, perché non è giusto che sia permesso solo all'Avv. Caveri di aprire delle parentesi quadre, una la voglio aprire anch'io.

Parlando di programmazione noi avevamo chiesto determinati stipendi al Presidente della Giunta, che cosa ci era già costata la programmazione e tante, tante altre cose. Se non sbaglio questo due mesi or sono. Il Presidente ci aveva detto: "Vi farò avere una risposta scritta". La risposta scritta non mi sembra che ancora a tutt'oggi... (Voce) ...Beh, noi volevamo la risposta scritta, perché l'avevi detta tu. Io preferivo avere la risposta scritta, perché, dicendolo in Consiglio, poi bisogna andare a vedere i verbali.

Noi ci eravamo subito associati, adeguati alla tua richiesta ed eravamo felicissimi di avere per iscritto, perché mi sembra che erano dati interessanti quelli che erano gli stipendi, tutto quello che era già speso, per vedere anche un confronto con quello che ci aveva reso questa programmazione.

A parte questa considerazione - e non aggiungo altro perché sarei fuori strada - quindi, per quanto riguarda i posti di lavoro nuovo bisognerà rivedere questa legge, discuterla insieme prima alle Commissioni, la Giunta, il Consiglio, tutto quello che volete e quindi lasciamo fuori dalla nostra discussione questa prima parte.

Quindi, parliamo essenzialmente di mantenere posti di lavoro qui in Valle. E qui, la prima obiezione che mi veniva era: precedenti. È naturale.

Ma, non ci stupiamo, o meglio, non ci stupiremo certamente domani, perché si ha un bel dire che noi oggi in fondo Valle veniamo fuori a fare questa operazione che è una prova. Innanzitutto, ho detto prima, è una prova che dobbiamo fare. Lo condividiamo. Non possiamo farne a meno anche se ci fa dispiacere. Però, Signori, guardate che è una prova che dobbiamo fare, ma che certamente dovremo ripetere perché giustamente - si diceva prima da parte dell'Avv. Caveri - io voglio vedere, quando domani si dirà "perché fate questa operazione"?

Oggi, venendo qui, trovavo della gente che mi diceva "ma siete mica matti ad andar a comprare la SIRCA-DAVIT?". E gli ho risposto: "Signori, siamo matti, forse, ma lo dobbiamo fare perché dobbiamo mantenere il posto di lavoro a 300-350 lavoratori". Benissimo.

E allora noi dobbiamo vedere che cosa dobbiamo fare. Dobbiamo comperare questo stabilimento per il fondo Valle perché è un periodo di crisi, ecc. Ma giustamente!

Io mi domando se domani dovesse andare in crisi un'altra industria a Châtillon, dove volete voi, cosa faremo noi? Diremo "no", come la canzone "no, tu no". Laggiù sì, ma qui no! Non si potrà fare questa distinzione. Quindi, non c'è niente da fare, bisognerà prendere già fin da adesso memoria di questo, perché è certamente un problema che si ripeterà e ce lo dobbiamo aspettare ed io sono convinto, nel modo più assoluto, che non avremo anche allora la possibilità di rifiutarcelo, come non l'abbiamo oggi, perché - ad un certo momento - di fronte al mantenere il posto e la sbobba e la sbaffatoria a 300-350 famiglie, indubbiamente non possiamo rifiutare questo.

Io dicevo che andando a scuola, tanti anni or sono, e forse ho disimparato quel poco che avevo imparato - lo dicevo prima con un amico che è stato per tanti anni amministratore del Comune di Aosta - gli Enti pubblici, mi si diceva quando sono andato a scuola di Segretario comunale, non hanno il compito - come ha detto giustamente il Presidente della Giunta - di essere né commercianti né industriali. Però è altrettanto vero, ad un certo momento, che hanno il compito di dare dei servizi pubblici, e forse oggi sta diventando un servizio pubblico anche questa impostazione. Ma sia ben chiaro che le responsabilità devono essere già prese sin da adesso, perché quando si porta avanti un problema di questa fatta bisogna vederlo proiettato nel futuro.

E, difatti, io vi dico che quando verrà un altro caso come questo ce lo dovremo prendere in esame e lo dovremo esaminare con questa decisione che abbiamo preso oggi.

La mia preoccupazione era un'altra, invece, vedete, mantenere i posti di lavoro a tutti i costi. Non possiamo farne a meno. Io avevo chiesto al Presidente Dujany se avesse potuto dirmi se c'erano già delle trattative, probabilmente ci sono perché non sono mica qui per fare l'opposizione, perché se poi non ci sono è perché non sono venute fuori prima; forse perché non acquistandolo non si poteva ancora portare avanti questo problema.

Ma, insomma, se c'era questa possibilità, perché questa domanda? Questa domanda per alcuni motivi. Anzitutto perché, giustamente dice il Presidente della Giunta - e sarebbe il colmo se noi non facessimo ciò - andremo a vedere la potenza, la consistenza di questa ditta, speriamo, come avevamo detto prima, attraverso la voce dell'Avv. Caveri, che questa consistenza venga appurata nella sua effettiva consistenza, perché tutte le volte che noi abbiamo trattati, sono arrivati qui, ci davano tutti tutte le garanzie di questo mondo, poi abbiamo visto che cosa ne è venuto fuori!

Garanzie che probabilmente erano venute a mancare perché era sorta la crisi, per dei motivi non dipendenti da questi datori di lavoro, da questi impresari.

Quindi, vedere innanzitutto questo.

Ma, secondo me, la domanda aveva ancora un altro scopo. Io vi dicevo che noi, adesso, comperiamo questo stabilimento. Ad un certo momento arriva la ditta Pinco-pallino, ci chiede di poterne usufruire.

Innanzitutto, prima domanda: con la stessa lavorazione o no? Perché, secondo il mio modesto parere, non ero qui quando ha parlato Pedrini, se non sbaglio ha parlato di macchinari, perché l'ho solo sentito così. Ma voi capite che in uno stabilimento, cambiando il macchinario, insomma, c'è già una certa difficoltà perché in linea di massima non si tratta solo di capannoni che vanno bene. Io vorrei vedere, per esempio, ad un certo momento, e forse la Cogne è un problema troppo grosso, ma se, per esempio, alla Soie di Châtillon io dovessi andare a mettere una fabbrica di cioccolato o forse, laggiù, alla SIRCA-DAVIT mettere una fabbrica di cioccolato, forse quello stabilimento che è lì non vale niente.

Quindi questo - non sono un tecnico - lo dirà la Programmazione, come ci ha già detto tante, tante altre cose, certamente risolverà anche questo problema. Busiard se l'è vera!

Però, il problema è ancora questo: arrivati ad un certo momento, noi avremo uno stabilimento funzionante. Avremo una società che gestisce questo stabilimento funzionante. Avremo una società che gestisce questo stabilimento e che ha i 350 operai, - io mi auguro di più.

Io mi domando: quando domani siano in difficoltà di tirare avanti, che si trovino con 50--100-200 milioni, con quale difficoltà o facilità maggiore o minore si presenteranno alla Regione e dire: "Signori, noi chiudiamo!" Quindi, fateci la cortesia, o ci date 150 o 200 milioni perché si tiri avanti la baracca per superare questo momento, questo contingente difficile, se no noi chiudiamo.

Io sono convinto, lo dico per me, non lo dico mica per gli altri, io sono convinto che noi risponderemo "sì" senza dubbio, perché avremo di nuovo il problema di mantenere il posto di lavoro. Perché indubbiamente questo si verificherà. Noi avremo di nuovo delle difficoltà, avremo degli aumenti di salari, degli aumenti di costo, esaminiamo con tranquillità, lasciando la politica da una parte un momento. Io sono sicuro già fin da adesso che noi diremo sì.

Ecco l'unica perplessità che si può avere con la premessa, però, che non si può fare a meno.

Ecco, quindi, la conclusione.

Io prego la Giunta, veramente con la massima attenzione, problema che verrà ancora riportato in Consiglio per esaminarlo tutti insieme, perché non abbiamo nessun desiderio e nessun vantaggio di lasciare la responsabilità sulle spalle vostre, perché quando avete dei meriti ce li vogliamo dividere; siamo qui per assumere le responsabilità, ma è altrettanto vero, Signori, che è una responsabilità terribile per il futuro e noi chiediamo che venga esaminato con la massima attenzione, che venga vagliato.

Naturalmente, l'altro problema balordo è questo: l'ho detto prima. Ma voi capite che, oggi come oggi, io non sono arrivato al punto, se non sbaglio di Andrione che mi sono venuti a dire apertamente: "Ma guardate che sarà la Regione che gestisce questo!"

Io vi prego, Amici, cominciamo a smentire al più presto queste illusioni, perché ripeto per l'ennesima volta, di illusioni, per la Bassa Valle, ne abbiamo già date tante. Noi abbiamo già letto sui giornali che il problema era risolto da lunga data.

Abbiamo assistito con ammirazione a degli applausi che gli operai avevano fatto e qualcheduno e forse con un po' di invidia perché erano stati veramente in gamba a risolverli. Ma il problema non è ancora risolto e non vorrei che neanche questa volta si andasse avanti per tanto tempo. Questo è il discorso.

Naturalmente, niente ho suggerito. Ho suggerito solo questo: che noi siamo qui per condividere le vostre responsabilità, però cerchiamo di accelerare questi tempi nel limite del giusto perché questa gente ne ha bisogno. Però stiamo molto in gamba con le società che dovranno venire lì perché, Dujany, non è un rimprovero, forse se fossi lì nei panni tuoi no, potrei rispondere, forse, diversamente neanch'io; ma, insomma, vedere che questa società venga su e sia veramente robusta.

Perché se sono solo gli avventurieri, come ne abbiamo già visti tanti, siatene convinti, ci metteranno nella bagna con la massima tranquillità. Perché quando qui, su questo piazzale, noi avremo 150-200 operai con i cartelli soliti che sono la loro difesa della loro pagnotta, io ritengo che tutti noi non potremo che dire "sì" e continueremo a versare a queste due, ad altre che verranno in futuro.

Quindi, io ho una raccomandazione, vorrei dire "costruttiva" che faccio. Quindi i vostri problemi portateceli pure al più presto possibile, con la massima attenzione, perché se no ci inguaieremo sino alla punta dei capelli.

E altri 500 milioni che si mangiano in bilancio per certi aumenti, oltre a certe spese che vengono fuori così impreviste, noi avremo anche queste e vedremo che cosa ne verrà fuori del bilancio regionale.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di dare la parola al Presidente della Giunta chi interviene ancora? Allora la parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Vorrei ancora ribadire al Consiglio che la proposta di questa soluzione è la conseguenza dell'impossibilità di raggiungere soluzioni concrete in altro modo.

Il problema SIRCA-DAVIT si sta trascinando da ben un anno. Avevamo chiesto al proprietario, all'azionista di venderci lo stabilimento fin da un anno fa e aveva chiesto un miliardo. Successivamente ci aveva chiesto 720 milioni, e non l'abbiamo fatto.

Avremmo preferito che il problema fosse stato risolto dall'azionista stesso attraverso altre combinazioni con altri imprenditori, e se abbiamo aspettato è proprio perché speravamo di trovare una soluzione in quella direzione e quella sarebbe stata una soluzione conseguente all'impostazione liberistica.

Visto che però questa impostazione non arrivava a nessuna concretizzazione ci siamo decisi di imboccare questa strada. Ma l'abbiamo fatto a titolo di esperimento, in quella zona, in cui tutto il Consiglio concorda che c'è una deficienza occupazionale.

In questo momento, e facciamo questa operazione in questo momento, è chiaro che le situazioni economiche cambiano. Le situazioni imprenditoriali possono anche cambiare; però, in questo momento, la situazione è quella che è ed è quella che voi conoscete.

Sono anch'io molto preoccupato che questo principio non debba continuare nei riguardi di altre iniziative che si trovassero nelle stesse condizioni. Però, vi posso dire che abbiamo detto no, per esempio, all'acquisto della FERA di Saint Vincent, abbiamo detto no all'acquisto della Società molitoria qui nella zona di Pollein, abbiamo detto no all'acquisto della Mec-Meccanica ancora nel comune di Pollein, perché qui, in questa zona, c'erano altre soluzioni possibili, di altra natura, c'erano altri interessi privati che avevano interesse di mettersi in moto per risolvere il problema attraverso una serie di iniziative private.

In quella zona, purtroppo, l'iniziativa privata, non so per quali motivi, non è stata mai sollecitata. Ecco i motivi per cui oggi portiamo questa proposta in Consiglio regionale. E la portiamo come proposta ad hoc, come proposta specifica, come soluzione di un problema particolare di cui il Consiglio deve prendere le decisioni e non come una proposta di un provvedimento globale. Quindi, è una proposta a sé stante.

Seguirà, all'acquisto di questo stabile, l'approvazione di una convenzione di affitto a determinati imprenditori coi quali stiamo portando avanti delle trattative. Gli imprenditori sono parecchi. Stiamo analizzando di che valore sono. Stiamo analizzando di che serietà e di che validità economica e imprenditoriale sono.

Su questo punto dovremo essere estremamente attenti. E mi pare che qui tutto il Consiglio ha espresso la sua preoccupazione, perché i nuovi imprenditori siano imprenditori che ci garantiscano una continuità occupazionale e che non deludano lo sforzo fatto dall'Amministrazione regionale.

Dell'Avv. Caveri vorrei cogliere un aspetto positivo di tutte le cose dette, molte inutili che non sto a rilevare. Molte polemiche, molte cattive.

Cioè, mi pare, c'è stata un'osservazione estremamente valida: sarebbe opportuno che l'Amministrazione regionale affrontasse attraverso organi tecnici seri lo studio dell'avvenire economico della Regione ed è un interrogativo che mi sono già posto anch'io.

Però, se vogliamo fare una cosa del genere potremmo interpellare, ma delle grosse società estremamente serie, scelte dagli stessi grossi imprenditori, i quali naturalmente si servono di questi studi prima di avviare alcuni investimenti di un certo valore.

Se vogliamo imboccare questa strada e se vogliamo far fare uno studio di questo tipo, io sono disponibile a portare una proposta di questo genere, perché mi parrebbe che ne vale la pena.

Perché è vero che noi andiamo avanti troppo spesso in un modo estremamente pragmatico in un modo estremamente, direi, con una visione dei tempi e dell'evoluzione economica estremamente limitata. Per cui non sempre riusciamo a valutare quali sono le conseguenze di determinate iniziative.

So che esistono gruppi, in modo particolare, in Francia più ancora che in Italia, estremamente seri, che possono fare studi di questo genere. Però, sono organismi che lavorano seriamente e che richiedono tempo e che richiedono una certa quantità di denaro.

Se volete io mi metto a contatto con qualcuna di queste società per vedere di esaminare il problema in questa direzione.

Questo, naturalmente, nello spirito di accogliere l'osservazione dell'Avv. Caveri il quale si preoccupava di individuare la filosofia di questa iniziativa e riteneva che sotto questa iniziativa c'era solo del pragmatismo e non c'era nessuna filosofia e nessuna ideologia che sorreggesse questo modo di agire.

Vice Presidente Personnettaz (D.P.) - La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (U.V.) - Io mi ero permesso, prima, di puntualizzare certe cose e di raccomandare alla Giunta una certa prudenza in un certo senso.

E, anche in questo momento, sulla proposta che è stata fatta, mi permetto di richiamare l'attenzione della Giunta.

E, per esperienze passate, proprie, esperienze passate non di Amministrazione regionale, ma proprio nel campo industriale. Voi sapete che ci sono - e l'ha detto adesso il Presidente - degli organismi che studiano l'organizzazione industriale e via dicendo e praticamente si mettono al servizio, e anche certe industrie si avvalgono di questi complessi per l'organizzazione.

Un'esperienza fatta nel passato è stata completamente negativa proprio nel campo organizzativo di una grande industria, perché? Perché questa gente ha studiato certi problemi avulsi completamente da quello che era l'ambiente della società in cui doveva operare - e non sto a dire quanti milioni o quante... - non è quello che è stato pagato a questa organizzazione, ma gli sprechi di milioni, centinaia di milioni che si sono fatti poi nell'organizzazione di questa stessa società, in base a quelle che erano state le direttive date, che poi si sono dimostrate completamente negative.

Quindi, piano in questo affare di organizzazione di questo genere prima di tutto perché alle volte c'è un nome molto conosciuto, molto capace alla testa, e poi il lavoro viene svolto da gente che non è all'altezza. Quell'altro mette soltanto la sua firma e si vedono poi, a distanza di tempo, gli effetti negativi.

Quindi, se si deve prendere un'iniziativa per "sentire" da parte di alcuni competenti, è preferibile trovare alcuni competenti veramente capaci e a cui si dà mandato ben preciso per avere, eventualmente, le...

Caveri (U.V.) - Voglio rettificare e precisare l'interpretazione che è stata data alla mia proposta. Io non ho proposto che la Giunta si rivolga a organi tecnici, come ha detto il Presidente della Giunta, perché anzi io chiedo che la Giunta non si rivolga alle solite società di programmatori, istituti vari di ricerche economiche e sociali, che ormai abbiamo capito che spesso questi Istituti sono degli Istituti di bidonisti che son solo capaci di chiedere i 30-40-50-60 milioni per fare i loro studi e poi gli amministratori ne sanno tanto come prima e la differenza è che c'è stato soltanto un salasso finanziario per l'Amministrazione regionale.

No, io domando, io chiedo che la Giunta interpelli delle singole persone, che siano delle persone competenti, super-competenti! Ce ne sono in materia industriale. E chieda a loro dei pareri, dei consigli, dei suggerimenti. Questo volevo dire! Io escludo, anzi, e son d'accordo con quello che ha detto Fosson che è pericolosissimo rivolgersi, ormai è chiaro, l'abbiamo capito, ci siamo arrivati un po' tardi, ma abbiamo capito che certi Istituti che si ammantano di scienza economico-finanziaria l'economia e la finanza la sanno fare molto bene, ma la sanno fare molto bene prima di tutto per le loro tasche eh!

Quindi, io chiedo, e lo dico per l'ultima volta, che si chiedano dei consigli a singole persone che sono competenti, ce ne sono in Italia e fuori, di competentissimi, chiedo che si domandi a queste persone singole dei pareri, dei consigli, dei suggerimenti, perché non bisogna che succeda quello che è successo a me, parlando con l'Avv. Einaudi, quando si discuteva della Cogne, che gli ho chiesto di dirmi che differenza c'era tra i costi di produzione della Cogne ed i costi di produzione delle industrie italiane, delle industrie del MEC in genere e l'Avv. Einaudi mi ha detto che non mi poteva rispondere.

E allora, se non si può rispondere, se non si può parlare di costi di produzione, allora è inutile parlare degli acciai industriali.

Io ho parlato, qualche anno fa con degli industriali francesi che si occupavano di quella industria, di cui adesso non ricordo più il nome, - che il Consigliere Andrione lo sa - "Décolletage" che veniva indicata come la grande scoperta dell'America per la Valle d'Aosta, ma quando ho parlato con quegli industriali, mi hanno detto che quell'industria stava passando dei momenti molto difficili. Allora, può darsi che adesso quell'industria si sia ripresa - in Savoia - io questo non lo so. Ma per dire che si possono fare degli sbagli tremendi in questa materia anche dopo aver chiesto i consigli ai grandi super-competenti, perché anche i competenti super-competenti sbagliano anche loro.

Io mi ricordo di aver chiesto un parere sulla Morgex-Carbo e su altre industrie della Valle d'Aosta e ho avuto delle risposte ultra-tranquillanti, ultra-ottimistiche. Quelli che mi davano - non dico consigli, perché io non ero allora al potere regionale, quindi, ma lo chiedevo così, ho avuto delle risposte di un roseo ottimismo. Ho poi visto dopo che tutte quelle risposte erano sbagliate dalla prima all'ultima e quei grandi competenti, in realtà, potevano sbagliare anche loro.

Quindi tutto quello che si dice è tutto relativo evidentemente.

Però, questi consigli è bene di chiederli lo stesso. Vuol dire che dovranno poi essere, questi consigli e questi suggerimenti, valutati con prudenza; questo è evidente.

Ma non mi si venga poi a dire che questa spesa dei 400 milioni serve ai lavoratori. Insomma, questi 400 milioni vanno a finire nelle tasche del Signor Pesenti che è uno dei più grandi plutocrati italiani e sappiamo benissimo quali sono le forze che sono dietro il Signor Pesenti.

Quindi, insomma, non facciamo ridere i "polli", a dire certe frasi che vanno bene nella campagna elettorale per i gonzi, ma finita la campagna elettorale certe frasi non diciamole più eh!

Dujany (D.P.) - ... acquistando uno stabile e un'area che non darglieli a fondo perduto come gli è stato dato?

Caveri (U.V.) - Ma io non rispondevo a lei, rispondevo a Chantel!

(Voci sovrapposte)

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, chiudiamo. Lei, Avv. Caveri ha approfittato della magnanimità della Presidenza: ha parlato tre volte!

Allora, chiudiamo la discussione generale. Senza ritornare su, perché si tratta di una delibera e non di una legge e quindi io credo che, se non ci sono altri interventi da parte della Giunta, si possa andare al voto.

Ci sono dichiarazioni di voto da fare? No? Allora, chi approva la delibera e l'oggetto n. 6 alzi la mano. Contrari? Astenuti? Tutti favorevoli. Allora il Consiglio approva.

Si passa all'oggetto ...

Dunque, sentiamo il Consiglio cosa vuol fare. Abbiamo ancora quattro oggetti. Quindi li potremmo fare nel pomeriggio, è vero? Presidente? D'accordo.

Allora la seduta è chiusa. La seduta è aggiornata alle ore 16.

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La seduta è tolta alle ore 12,29.