Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 167 du 28 juin 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 167/72 - Legge regionale concernente: "Provvidenze nel settore dei miglioramenti fondiari".

Maquignaz (D.P.) - Non credo che ci sia molto da aggiungere in quanto la relazione mi pare sia abbastanza ampia ed illustra i motivi e le ragioni per cui viene presentata al Consiglio l'approvazione di questo disegno di legge.

Cioè per quanto riguarda la ricostruzione degli alpeggi e dei mayens, per quanto riguarda gli elettrodotti e gli acquedotti noi provvedevamo sempre con fondi e leggi dello Stato, fondi che venivano assegnati alla Regione dalla legge della montagna e sia dal Piano Verde. La legge della montagna che è scaduta già dal 1968 e il Piano Verde dal 1970 ci hanno creato una situazione un po' difficile; abbiamo delle pratiche per circa 300 milioni presentate in Assessorato e non avevamo alcun mezzo per far fronte, quindi questo è il motivo per cui si riteneva urgente presentare un provvedimento in modo da far fronte a questa carenza con provvedimento regionale.

Lo stesso discorso si può dire per gli elettrodotti e per gli acquedotti che in base ai fondi del Piano Verde noi avevamo parecchie richieste che non potevamo più mandare avanti proprio perché il Piano Verde non è stato rinnovato e comunque rinnovato solo parzialmente per alcuni capitoli.

Vorrei dire che come modificazione rispetto all'applicazione precedente non vi è nulla da dire per gli elettrodotti, dove continuiamo a dare l'80% e abbiamo l'assicurazione da parte dell'Enel che coprirà il 20% come per la legge del Piano Verde.

Per gli acquedotti abbiamo escluso le frazioni in quanto che interviene già l'Assessorato ai Lavori Pubblici e sarebbe stato un doppione anche un provvedimento dell'agricoltura; quindi, noi interveniamo per gli acquedotti delle aziende singole e associate ma comunque sempre non per le frazioni, per gli agglomerati.

Per quanto riguarda, invece, gli alpeggi, abbiamo previsto di portare, di elevare la percentuale prevista dalla legge della montagna al 50%, noi prevediamo di elevarla al 65% quando si tratta di gruppi di alpeggi che si mettono insieme per esaminare dove c'è la possibilità di fare delle opere che non siano al servizio di piccoli alpeggi ma che interessino un po' tutto il comprensorio e quindi fare in modo che siano delle opere più durature anche per le prospettive.

Per quanto riguarda, invece, le modifiche che sono state apportate da parte della Commissione Agricoltura sono già direttamente inserite nella proposta di legge e quindi il disegno è già comprensivo di tutte le modificazioni apportate in quella sede.

Manganoni (P.C.I.) - Io sono d'accordo su questa proposta di legge anche perché favorisce le Cooperative ed i Consorzi prevedendo il contributo del 75%, mentre per i privati, i singoli è ridotto al 50%.

Io sono d'accordo sulla relazione circa la situazione dell'agricoltura; voglio però attirare l'attenzione del Consiglio su questa situazione che va assumendo aspetti sempre più catastrofici, potrei parlare per un'ora e stancarvi tutti.

Mi limito a farvi un esempio pratico, che riflette, io penso, la situazione un po' generale della Valle d'Aosta.

Arvier Capoluogo, nel 1950 circa, in quel periodo una ventina di famiglie possedeva del bestiame, quindi vi era circa una ventina di allevatori di bestiame ad Arvier Capoluogo.

Oggi, in quella zona, ed il capoluogo vi sono due allevatori di bestiame, due, di cui uno che ha mandato in alpeggio, negli alpeggi il suo bestiame e che ha oltre 70 anni, e dice: "me ze-nen prou" e lo si può anche capire, ha detto: "Quando scendo dall'alpeggio vendo il bestiame"; alla fine di quest'anno, noi avremo ancora una famiglia che ad Arvier Capoluogo avrà, alleverà il bestiame, non so per quanti anni, perché probabilmente fra un po' di anni anche quello venderà il bestiame.

Ora, qui vorrei invitare a riflettere, nel passato, io non chiedo che l'Assessore all'Agricoltura sappia a memoria questi dati, però quanti contributi la Regione ha dato? Parlo sempre di quella zona, per sistemazione, ricostruzione o costruzione di stalle, di fienili, di concimaie, cioè la Regione quanti milioni ha speso per, dicevo, la ricostruzione di stalle, ecc., e che oggi queste stalle sono abbandonate e le concimaie saranno adibite a garage.

Quindi, denaro che l'Ente pubblico ha speso male, su cui però non si può fare delle accuse a nessuno, perché la situazione di allora non era quella di oggi, primo, ed in secondo luogo i provvedimenti legislativi della Regione sono quelli e si attuano.

Però, io mi chiedo: vogliamo riflettere su questi fatti? Vogliamo continuare a commettere questi, che io definisco errori, Assessore io mi sono ricostruito un mayen nel 1952, ho percepito 1.400.000 di contributo, la legge sulla montagna, ho cacciato fuori di tasca mia circa un altro mezzo milione, fatto una stalla bellissima, 30 capi di bestiame, ebbene fra alcuni anni sarà abbandonata, perché oggi c'è ancora un vicino che viene a mangiare l'erba con i manzi perché gli dico: per favore, sii gentile, fammi un favore di venire a mangiare l'erba, non so per quanti anni verrà, poi sarà abbandonata.

Lo Stato ed io stesso abbiamo investito bene quei denari? Allora, sembrava di sì perché la situazione di allora non era quella di oggi, nel 1952, 1953; oggi però dobbiamo accorgerci che abbiamo fatto degli investimenti sbagliati, scusi se parlo del fatto mio ma sono dei fatti che io vi cito.

Allora, l'agricoltura dovrà essere ridimensionata e questa va da sé, non è il caso che la programmazione, l'Assessorato all'Agricoltura, delle Commissioni da nominare, questo è una cosa che il Consiglio deve vedere, esamini le zone - sempre dal punto di vista agricolo - che, data la loro situazione, non so di essere zone non irrigue, alpeggi e mayens che incontrano difficoltà di essere allacciati dalla strada, considerazioni del terreno, ecc, difficoltà di approvvigionamento idrico, pascoli pericolosi, con burroni, ecc. per il bestiame, in modo che si classifichi la Valle d'Aosta, - sempre dal punto di vista agricolo -, e naturalmente deve tenere conto delle potenziali possibilità di sviluppo turistico, naturalmente, questa è una cosa collegata, compresa, dove però si dica: zona A è una zona, i territori compresi in quella zona - io definirei zona A) tanto per rendere un'idea - vanno abbandonati, vanno rimboschiti dove è possibile, dove naturalmente è roccia vanno abbandonati, e la Regione, pur non obbligando i proprietari ad abbandonarli, li lascia liberi di coltivare la coltivazione, però, la Regione dice: "Qui per queste zone non do dei contributi", perché farebbero la fine di quelli dei fatti che ho già accennato prima.

Altre zone, invece, che dovrebbero essere particolarmente, prati e pascoli verdi irrigui, vigneti o che so io, zona B) per esempio, definiamola B), dove la Regione concentra i suoi finanziamenti, per mantenere a tutti i costi l'agricoltura, affrontando le spese necessarie, considerando questi agricoltori, questi contadini come giardinieri della natura, ignorando assolutamente il tornaconto economico, perché se no abbandoniamo tutto, ma tenendo presenti le condizioni ecologiche, idro-geologiche, turistiche, paesaggistiche, per evitare che si abbandonino magari delle zone che dal punto di vista ecologico, turistico, ecc. vanno mantenute e si mantenga la coltura in altre che invece sarebbe bene che siano abbandonate.

Ora, io vi ho accennato molto brevemente, il discorso sarebbe molto più lungo, ne ho accennato brevemente e non mi dilungo per non stancare il Consiglio, però io invito il Consiglio e particolarmente l'Assessore a riflettere su questi fatti, perché noi in questo modo continuiamo a spendere miliardi e domani, in un domani non lontano, faremo il ragionamento che oggi io ho fatto per Arvier, per il mio mayen, cioè abbiamo sprecato del denaro pubblico e abbiamo incoraggiato il privato, anche lui, a spendere la sua quota, perché la Regione non è che paghi tutto, a spendere male, a investire male il suo denaro pubblico, il suo denaro privato aggiunto a quello della Regione, cioè al denaro pubblico.

Ora, dopo questa scheletrica esposizione brevissima no, che però io penso di avere reso l'idea, cosa ne pensa l'Assessore all'Agricoltura?

Dobbiamo continuare ad andare avanti, a dare dei sussidi dappertutto, anche nelle zone che noi sappiamo che verranno abbandonate? Quindi buttiamo via del denaro, del denaro pubblico, incoraggiando il privato ad aggiungere la sua quota per sperperare anche la sua quota, mentre queste cose una volta non si potevano prevedere oggi sì, perché oggi l'agricoltura in Valle d'Aosta crolla.

Quindi, o noi limitiamo le zone da mantenere in coltura, e lì cacciamo fuori il denaro necessario per mantenere le colture, abbandonando il resto, se noi continuiamo a spendere miliardi sperperandoli, questa è la domanda che io pongo all'Assessore all'Agricoltura.

Fosson (U.V.) - Comme Commission de l'Agriculture nous avons examiné à fond cette loi sur les améliorations foncières, nous avons fait certaines remarques, nous sommes d'accord et je voudrais moi aussi faire encore quelques recommandations ici au Conseil, recommandations tout de même que l'Assesseur il sait déjà, mais alors seront très brèves, parce-que nous les avons déjà faites au sein de la Commission.

Ce qui a soulevé ici, il y a un instant, le Conseiller Manganoni est juste, est juste dans un certain point, c'est-à-dire de pouvoir voir les zones dans lesquelles on doit encore intervenir, mais il n'est pas facile, il n'est pas facile d'établir - en tout cas il répondra l'Assesseur - mais je me permets de dire tout de suite qu'il n'est pas facile d'établir maintenant, dans ce moment, les zones, pas maintenant mais je dis dans un délai de temps assez court, il faut tout de même s'orienter dans ce sens, surtout pour la question des alpages, et d'autre part, ensuite aussi, on a déjà classifié certains alpages et on a dit: dans certaines zones, dans certains alpages on intervient encore, dans autres on intervient plus.

Nous devons tout de même, même si on devra arriver à ce point ici en Vallée d'Aoste, il faudra faire cela avec bien d'attention parce-qu'il est toujours très difficile de trancher le problème avec un coup net dans cela.

Tout de même ici, je fais assez vite, sur la question des pourcentages nous étions d'accord sur la question, parce-que ici on ne fait que substituer à la loi de la montagne, dans certains cas, qui ne fonctionne plus maintenant, et dans le cas que la loi de la montagne mette de nouveau des fonds à disposition, automatiquement ces interventions vis-à-vis des alpages et des mayens on les fera de nouveau aux électroducs et aux aqueducs, on les fera de nouveau avec les fonds si on les aura à disposition. D'autre part dans l'article 1 on dit justement qu'on substitue la Région actuellement dans l'attente d'avoir de nouveau des fonds à disposition.

Mais, à part ceci, alors sur la question de l'électrification on donne les mêmes pourcentages de ce qui était prévu et nous sommes d'accord. Sur les aqueducs a déjà éclairci l'Assesseur, nous sommes d'accord, sur les pourcentages pour les améliorations foncières des alpages et des mayens nous avons dans la Commission, nous avons levé un petit peu du 30-40% comme vous avez vu dans les modifications qui sont déjà portées dans la loi pour l'adaptation de certains bâtiments. Le 50% est celui qui était prévu aussi par la loi de la montagne, on a fait quelque chose de nouveau en portant au 65% pour les alpages qui soient en coopérative ou qui soient plusieurs alpages et aussi plusieurs mayens.

Nous sommes d'accord aussi sur ce pourcentage, tout de même vraiment dans ces cas - et c'est ici la recommandation que je veux faire à l'Assesseur, d'autre part que j'avais déjà fait - qu'il faudra faire une grande attention, parce-que si le privé doit prendre le 50% de contribution de l'Administration régionale et il doit tout de même mettre déhors son 50%, il pense avoir, s'il y a une rentabilité dans son alpage ou dans son mayen, une rentabilité relative, mais là s'il a encore le moyen de le faire, s'il y a le 65%, vous savez en tirant un peu le prix, une chose et l'autre, il y a une possibilité peut-être de pousser un peu de plus le monde, rien de mal, de le pousser à se réunir, mais de se réunir dans le cas qui est encore valable de se réunir, voilà ici je me rattache au discours qui a fait avant le Conseiller Manganoni, parce-que si quelqu'un se réunit seulement pour prendre 65% en pensant avec le 65% de se payer presque tout et sans plus penser à ce qui viendra après, et alors ici nous devions faire un peu attention.

L'Administration régionale, l'Assessorat à l'Agriculture il regardera d'une façon particulière ces cas ici et il cherchera de voir de donner seulement ces contributions quand il est justifié de donner cette contribution.

Mais dans la question des alpages c'est encore une question assez facile parce-que on ne voit pas construire des nouveaux alpages même coopératifs, même si on a le 75% du danger peut y venir soit dans le cas de certains mayens qui sont mis à une certaine altitude qui peuvent servir dans un deuxième temps du point de vue purement touristique et alors on peut déjà faire en tout cas la question dans un certain sens de le voir dans un certain sens et aussi certaines sociétés, certaines sociétés qui ont des moyens financiers assez fort et auxquels il serait pas, même si réunissent un certain nombre d'alpages on devrait pas arriver à donner le 75%. Je fais le cas de certains grands financiers qu'ils ont toute une vallée en Vallée d'Aoste, qui tiennent les alpages assez bien, auxquels nous donnons des contributions, l'alpage le tiennent comme ça pour un hobby ou de quoi, mais nous ne devons pas arriver dans ces cas là à donner le 75%, parce-qu'il serait un peu ridicule de donner un 75% à un Turatti même s'il fait une question d'amélioration foncière comme il serait assez étrange de donner le 75% à l'Alpila, qu'il a un certains moments tous les alpages de la zone de Pila. Voilà il faudrait être un peu clairs sur ces points ici parce-que d'accord de donner, d'arriver au 75% pour pousser les différents propriétaires d'alpages de se mettre ensemble mais que à un certain moment la spéculation la fassent pas certains financiers qui ont l'argent et que au lieu restent lettre morte vraiment pour ceux que nous nous voudrions au lieu de pousser à se réunir.

Voilà c'est seulement une question dans ce sens de recommandation de voir en tout cas dans les détails de l'Assessorat pourra toujours s'orienter dans un sens ou dans l'autre.

Voilà nous nous sommes en tout cas d'accord pour la loi....

Savioz (P.C.I.) - Bene, io ho soltanto due piccole cose da dire. A me sembra che tenuto conto dello spirito della legge che è proposta che ci sia un divario un po' troppo sensibile tra quella che è la possibilità di raggruppamento dei vari proprietari e tra quella che è la possibilità di un individuo solo, mi spiego.

Ci sono dei proprietari di mayens, di piccoli mayens che sono unici e che non hanno possibilità di raggrupparsi con gli altri tenuto conto della loro dislocazione, ora questa gente trovandosi di fronte a un contributo del 50% deve pensare all'altro 50% e quindi è uno sforzo non indifferente che devono fare, non sempre questo è possibile per una famiglia. A mio modesto avviso doveva esserci una differenza tra il singolo e la collettività però meno, meno forze, qui c'è un 25%. Il 25% Signori rappresenta un quarto ed è molto... se voi tenete conto, vi ripeto, dello spirito e di che cosa vuole risolvere questa legge noi avremo 80 casi singoli di fronte a 20 collettivi. Questa è la verità assoluta quindi io non ripeto quanto ha detto Manganoni prima e quanto ha asserito Fosson poi, condivido in larga parte quello che loro hanno detto, propendo però a fare questa osservazione di una differenziazione troppo forte e poi a me sembrerebbe che questa legge così com'è va bene, ma tenuto conto della delicatezza del problema perché è molto delicato intervenire in questa faccenda, io penso che non sarebbe niente di troppo di fare un regolamento alla legge.

Maquignaz (D.P.) - Consigliere Manganoni ci rendiamo conto delle difficoltà che sta attraversando l'agricoltura, del resto ogni volta che si porta in Consiglio un provvedimento per l'agricoltura questo discorso viene evidenziato però non è facile trovare delle soluzioni.

Siamo tutti d'accordo che se l'agricoltura ad un certo momento si era spinta fin negli alpeggi più impossibili, oggi invece dobbiamo cambiare il sistema cioè a mio avviso siccome proprio il settore della zootecnia e dell'allevamento quello che è più in crisi, noi dovremmo consigliare, cosa che del resto facciamo già, indirizzare proprio gli agricoltori a non più voler sfruttare quei pascoli impervi e invece concentrarsi e scendere di nuovo nella zona dei mayens perché solo se faranno in quel modo lì potranno utilizzare quella zona che oggi è completamente abbandonata, la zona dei mayens, e si spingono ancora negli alti pascoli dove invece sarebbe conveniente abbandonarli.

Quindi, un primo orientamento riportare quella che è la zona degli alpeggi e prendere di nuovo la zona dei mayens che prima aveva un motivo di esistere e oggi invece a mio avviso piccoli come sono non possono più e soccombono.

Altro discorso che noi facciamo in tutte le occasioni è quello che i terreni che non sono più lavorabili, che non si possono lavorare con le macchine, devono essere trasformati da prati in pascoli, questo è indubbio perché senno non riusciamo ad avere una convenienza economica, quindi anche in quei casi noi suggeriamo di continuare a lavorare i terreni dove è possibile arrivare con la meccanizzazione, il resto invece va trasformato in pascolo, praticamente è tutta una fase che si deve riguadagnare i terreni che prima erano sfruttati in un modo e trasformarli in altro sistema.

Problema di fondo rimane sempre quello dell'aumento delle aziende, dell'ampliamento delle aziende e noi portiamo avanti questo discorso sia attraverso l'affitto e abbiamo già delle pratiche, vediamo dei privati che presentano delle domande di contributo per stalle di 50-60 capi e hanno già assicurato un certo comprensorio attraverso l'affitto e se l'altro discorso lo si fa in base all'orientamento della conduzione associata delle aziende cioè le stalle sociali, a questo proposito vorrei dire che quando il Consiglio ha approvato la legge sulla cooperazione delle stalle sociali noi abbiamo già 10 iniziative di stalle sociali di cui una è già avviata, due sono di prossimo avvio e le altre mi pare che sono sulla buona strada e quelle che mi ricordo ne abbiamo a Gressan, ne abbiamo a St. Nicolas, ne abbiamo a Sarre, ne abbiamo a Cogne, a Valtournenche, a Pollein e a St. Christophe e non ho presente adesso tutte le zone comunque sono 10 le iniziative che noi abbiamo in Assessorato, quella di St. Nicolas è già avviata, hanno già avuto l'autorizzazione per iniziare i lavori quindi mi pare che anche da parte degli agricoltori c'è un cambiamento. Si sono resi conto che non possono più andare avanti con la conduzione a carattere familiare e quindi cercano di orientarsi verso questa conduzione associata oppure ampliando l'azienda attraverso l'affitto, io però non so se sia opportuno e qui concordo con quanto diceva il Vice Presidente Fosson, arrivare a determinare delle norme precise delle zone, io penso che nell'agricoltura bisogna andare avanti gradatamente però è un discorso che va fatto in tutte le occasioni e noi lo facciamo in occasione delle rassegne e in ogni occasione che abbiamo a trovarci con gli agricoltori perché questo è un lavoro che deve essere capito e non imposto e noi avremo dei risultati nella misura in cui questi nostri orientamenti saranno recepiti e condivisi dagli agricoltori.

Quindi, mi rendo conto che è estremamente delicato e se noi abbiamo cercato di dare quel 75% è proprio per iniziare anche qui in questo campo degli alpeggi un discorso nuovo per fare in modo che non vi siano più quelle iniziative per un alpeggio di 40-50 capi che sono superati, ma in questi casi si veda che nel comprensorio è possibile fare qualche cosa di migliore, qualcosa di più ampliato, perciò noi come Assessorato all'Agricoltura questo discorso lo facciamo in ogni occasione, se il Consiglio invece fosse dell'avviso di fare una legge, di stabilire delle norme più precise è chiaro che potrebbe essere radicale ma a mio avviso è forse migliore il sistema di andare avanti invece con la persuasione e prendendo gli esempi che sono stati fatti in modo che tutti si possano convincere della loro validità.

Per quanto riguarda quanto diceva Fosson, quindi, io raccolgo le raccomandazioni che lui faceva nel senso che quelle iniziative a carattere cooperativistico devono essere vagliate, esaminate attentamente cioè che non ci sia solo la volontà di sfruttare quel 75% ma che ci sia veramente una convenzione economica nell'investimento.

Per quanto riguarda, invece, il divario che aveva accennato il Consigliere Savioz, devo dire che in Commissione l'abbiamo esaminato lungamente questo problema perché anche in Commissione è venuto fuori questo divario e, però, siccome l'orientamento è quello di cercare di indirizzare in un modo migliore, diverso gli agricoltori, abbiamo ritenuto in questo momento di mantenere questa percentuale soprattutto anche per il fatto che noi abbiamo delle domande già presentate da due, tre anni, e quindi il provvedimento come si dice all'art. 1 serve a sopperire momentaneamente a quella carenza per delle pratiche a lavori già fatti e quindi verremmo a creare una diversità tra le pratiche già finanziate prima e quelle che finanziamo in questo momento. Per le iniziative nuove invece c'è questa possibilità del 75%, quindi, non credo che sia il momento adesso di modificarlo, semmai invece se non avremo altri fondi dello Stato, successivamente esaminare se non è il caso di migliorare un po' questa percentuale di intervento ai privati, però, a nostro avviso, dobbiamo insistere maggiormente nel fatto di riunire i vari conduttori di alpeggi dove è possibile. Saranno gli alpeggi che verranno abbandonati e sopperiranno solo per la conservazione del paesaggio in quei casi perché abbiamo diverse zone in cui noi sappiamo che è impossibile e non è nemmeno serio consigliare gli agricoltori a rifarsi la baita, perché già lo sappiamo che è fallito in partenza, quindi in quei casi noi già adesso suggeriamo di non fare delle grosse spese proprio perché ci rendiamo conto che fra qualche anno saranno inutilizzati e, quindi, sono capitali spesi male.

Ripeto è un provvedimento che ha il carattere della provvisorietà nel senso che paghiamo tutte le pratiche che abbiamo lì ferme e abbiamo voluto dare qualche indirizzo per le pratiche che si presenteranno per le nuove iniziative.

Freppaz (U.V.) - Je regrette mais le discours que j'ai entendu de classifier la zone A et la zone B je ne suis vraiment pas d'accord parce-que ici la zone A elle serait celle avec possibilité coopérativée de former les consorces etc., et la zone B qu'elle serait principalement il faut le dire essentiellement la Basse Vallée, celle là ce serait la zone B, la zone qu'elle... de rien. Dans ce cas moi je la voie comme ça et je ne suis pas d'accord du tout sur la loi, sur les propositions de Manganoni, soit de Fosson. Nous avons des zones comme a dit Savioz et il n'y a pas la possibilité de coopérativer, ...savez pas dire qu'elle soit la zone B.

Manganoni (P.C.I.) - Solo una precisazione a Freppaz. Io ho dovuto essere breve per non..., per esempio le zone che dovrebbero essere abbandonate riguardano particolarmente l'alta valle e sono le zone a monte dei canali irrigui e non irrigui dove una volta, tempo addietro, non so 10-20-30-40 anni fa era coltivato a segala ed a frumento e a fave e a patate e oggi è tutto abbandonato, quelle, per esempio, rientrerebbero nelle zone da abbandonare, da rimboschire e queste non riguardano la valle di Gressoney, perché nella Valle di Gressoney non ci sono tutti questi campi che ci sono nella bassa valle.

Ora la questione che vi dicevo non è per colpire nessuno, è per salvare il salvabile e forse la Valle di Gressoney è quella che meno rientrerebbe nella zona A, cioè quella da abbandonare, beh nella zona B, cioè quella da abbandonare ma è particolarmente Alta e Media Valle e particolarmente quelle zone a cui accennavo che già oggi sono abbandonate, incolte, tutti i campi non irrigui della media ed alta valle oggi sono incolti ed è naturale ed è logico che sia così, comunque lasciamo perdere quello.

Su quanto diceva l'Assessore, io apprendo con piacere, ma veramente con piacere che ci sono 10 iniziative per stalle sociali e questo dimostra che finalmente si comincia a capire che o ci si associa, associa nel senso si conduce in senso associativo l'agricoltura o si crolla. Ho fatto una precisazione per chi ha capito male la parola associa, ora è giusto anche il fatto, dice l'Assessore, che noi suggeriamo agli agricoltori. Beh, ma con quale esito? Però quello delle stalle sociali dimostra che i suggerimenti sono ascoltati, che bisogna andare avanti gradualmente, che bisogna convincere, che non bisogna imporre. Esatto, perché se noi imponiamo cosa otteniamo? La reazione. Però, la mia preoccupazione è un po' questa che noi continuando a dare a tutti quelli che chiedono spendiamo male una parte dei soldi, non ripeto l'esempio del mayen di Arvier ecc., che impegniamo dei capitali pubblici degli Enti pubblici, regionali in questo caso dello Stato, invogliamo il privato per prendere il contributo di investire dei capitali anche lui per dei lavori, delle case, concimaie o che so io, che poi fra 2-3-10 anni, forse, neanche, vengono abbandonati come è già successo, ecco perché dicevo, perché a me preoccupava questo fatto, cioè di non spendere male il denaro come abbiamo speso senza che nessuno ne abbia la responsabilità, la situazione era quella che era, cioè la mia preoccupazione è di non arrivare tardi, quando sarà tutto crollato nel campo dell'agricoltura e non sarà più possibile rimediare, prendendosi tempo si può ancora salvare una parte dell'agricoltura.

Bordon (D.C.) - Io sarò molto breve perché mi sembra che periodicamente, adesso, ieri, avanti ieri, qui in quest'aula ci divertiamo a fare delle lunghe chiacchierate su quella che è la situazione gravissima dell'agricoltura, ogni tanto o meglio tutti i momenti ci ripetiamo che l'agricoltura sta morendo, ci diciamo che bisogna provvedere a dare nuove impostazioni, ci diciamo che bisognerà per forza esaminare in modo particolare determinati sussidi, determinati contributi, ci preoccupiamo come giustamente dice Manganoni se è il caso di continuare in certi sussidi, certi aiuti che potrebbero anche essere inutili e non ci soffermiamo mai invece per decidere qualche cosa di concreto e intendo dire questo, per esempio il paragone che ha portato l'amico, il collega più che amico di Manganoni, sul comune di Arvier là dove si parlava di 20 famiglie che avevano le bovine, ne hanno soltanto ormai più due se le hanno o una, si ripete in tutti i paesi della Valle d'Aosta e ecco quindi che incomincia ad affiorare una prima proposta che ci siamo già fatta qui, la faresti tu per primo te ne do la paternità, allorché si parlò di dare ad esempio il contributo a coloro che avevano le bovine. Io non tolgo i meriti a nessuno perché interessa sempre e soltanto di avere dei risultati positivi e, allora, è venuta fuori la famosa proposta di dare le 50.000 lire per bovine perché, ed era logico, un primo esame da prendersi era proprio questo perché io posso lavorare alla Cogne o in un altro stabilimento, mi mantengo, cioè conduco ugualmente la mia piccola azienda agricola perché riesco ad irrigare ugualmente, a falciare, a fare i fieni e poi vendo i fieni, ma questo non è più un sacrificio che noi prendiamo in esame, noi andiamo a prendere in esame proprio colui che conduce il bestiame, perché qui continuiamo sempre a dire le stesse cose. Da una parte noi parliamo di settimana corta, dall'altra parte parliamo di festa al sabato e alla domenica. Ma queste gente qui io vi domando ho dei casi particolari a Fénis, uno che ho potuto studiarlo, perché interessato direttamente dove per esempio c'è il papà e la mamma con due figli, uno lavora in un'industria e l'altro continua a lavorare a casa, quello che è all'industria porta a casa il denaro liquido e l'altro in tasca non ne ha mai per cui chi è ancora che si dedica lavorando dalle 4 del mattino alla sera e non avendo nessuna soddisfazione? Quindi, per forza la Regione deve intervenire con quelli che si trovano in particolari difficoltà come quelli che conducono il bestiame ed ecco allora una prima interpellanza che io presenterò in questo momento, perché ne abbiamo parlato, abbiamo fatto il censimento alla vigilia delle elezioni e lo abbiamo detto l'altro giorno quindi non polemizziamo, perché non interessa la polemica ma vogliamo vedere i risultati, sappiamo che è allo studio in un confessionale sembra, una legge in particolar modo segreta perché nessuno lo deve sapere se è vero di questo che mi hanno riferito, ma noi dobbiamo pure ad un certo momento portare avanti questi discorsi.

Un'altra interpellanza che andremo a presentare in questo momento è quella che rivolgeremo all'Assessore alla Sanità per quanto riguardava le medicine, noi non abbiamo ancora visto attuare questo, l'Assessore alla Sanità con la massima tranquillità mi dirà il 15 di luglio che ha dato allo studio una legge per portare avanti questo, ma intanto i mesi passano e questo non viene avanti.

Un'altra interpellanza che andremo a presentare è quella delle puerpere e la presenteremo in questo momento, perché in campo nazionale entra in funzione un contributo "una tantum" di 50.000 lire. Vi ricordate che ne avevamo chieste 80.000, abbiamo fatto una riunione di Commissione, abbiamo pregato qualcuno di studiare le 30.000 di integrazione e, però, a tutt'oggi questo non .... benissimo mi risponderai al momento buono, perché io non faccio più queste discussioni, perché è inutile portarlo avanti in questo modo, non servono a niente, facciamo tutti della poesia, versiamo le lacrime su latte versato che non serve più, ci veniamo a dire ad un certo momento in alta montagna bisogna vedere se quei mayens possono ancora andare avanti o no e quindi sono tutte parole che lasciano il tempo che trovano, perché quello che dicevi tu Manganoni corrisponde alla realtà, una volta tanto...ma te ne devo dare atto, perché qui ci si diverte a fare degli interventi più o meno interessanti e più o meno fondati, ma in conclusione non viene fuori niente.

Quindi, io sono veramente lieto che questa disposizione sia venuta fuori in questo modo, sono lieto di queste cooperative perché poi il bello è questo che tu sai meglio di me Manganoni come sia lo spirito dei nostri contadini, ad un certo momento "Quand ni pas mi la mina vatse de...a la coopérativa, l'e pas mis la mina vatse" questo bisogna dirlo in patois, perché questa è la battuta, quindi io non ripeto più queste cose perché attraverso la Coltivatori Diretti ce la sentiamo dire tuti i momenti con gli insulti e le critiche che ne possono venire fuori.

Quindi, io ripeto, è un problema che non deve più essere discusso, è un problema che deve avere qualche provvedimento concreto e potrebbe anche darsi che qualcheduno di questi provvedimenti sia sbagliato, pazienza! Ma quanti provvedimenti prendiamo in un altro campo e poi risultano sballati, quanti provvedimenti abbiamo preso per l'industrializzazione della Valle d'Aosta e poi o da una parte o dall'altra abbiamo dovuto riconoscerci certi torti perché abbiamo visto che erano sballati questi provvedimenti, quindi pazienza, vuol dire che se anche in agricoltura ne sbaglieremo qualcheduno li correggeremo, però facciamoli, perché se noi come vi dicevo già un giorno noi abbiamo portato questo ammalato sul tavolo anatomico, non so dove volete portarlo, ditelo voi che siete i medici, chi è competente più di me e che lo stiamo sezionando, guardando ecc., ecc., ad un certo momento ci diciamo: "È morto". E sfido io che è morto, perché abbiamo aspettato troppo per poterlo fare vivere e, quindi, quando sarà morto diremo tutti: "Abbiamo rovinato la Valle d'Aosta". Vengono fuori le vipere dappertutto, il turismo è, il turista è spaventato, perché non sa più... l'alta montagna è tutta arrossata, perché non si irriga più, perché l'ecologia, puoi pensare quando tutti i terreni di alta montagna, i nostri mayens, i nostri alpeggi più alti saranno abbandonati, che cosa ne verrà fuori? E allora il turismo anche andrà a farsi friggere, andrà a carte 48, io non voglio dilungarmi, perché tutto quello che avete detto voi lo avete detto bene, ma con tanta pazienza perché lo ripetiamo sempre, però bisogna arrivare a qualche cosa di concreto. Grazie.

Bancod (U.V.) - Due parole. Si insiste molto sui consorzi, sulle cooperative, ma sì sì, è una bella cosa, insomma, di riunire tutti questi proprietari, ma bisogna vedere le possibilità, ci sono certe zone, tanti luoghi che non porta a questa possibilità. Concordo su questo affare che ha detto Freppaz del 50%, non è giusto insomma che si adotti questa misura, ma più sul 40% sul rifacimento, sulla sistemazione e riadattamento ed ammodernamento di fabbricati rurali a servizio di alpeggi e mayens singoli ed associati, ma se si cerca continuamente, insomma poco tempo fa c'è stato l'Assessore Chantel, insomma ha decantato alla legge sulla casa, insomma gli interventi di riattare le vecchie case nelle frazioni, e quelle le lasciamo andare alla deriva, secondo me bisognerebbe intervenire di più, migliorare questo articolo qua, non il 40% portarlo più su in modo che non abbandonino il posto, il posto insomma dove hanno la loro casa, dove hanno tutti i loro averi.

Fosson (U.V.) - En tout cas il répondra l'Assesseur à l'Agriculture, mais moi je voudrais dire une chose au Conseiller Freppaz, parce que je pense quand on veut tenir, distinguer entre ce qui est la coopération et ce qui est le simple propriétaire c'est un principe que je retiens que on doit souligner. Or dans certains alpages où actuellement il y a la possibilité de réunir plusieurs alpages assez grands, la coopération se fera à travers la réunion d'alpages grands à travers la centralisation du travail dans un alpage seul au lieu d'avoir deux ou trois fruttiers dans deux ou trois alpages. Or nous savons très bien, nous connaissons la vallée pas dans toutes les zones ceci est possible, dans la zone de la Basse Vallée surtout dans la zone du Conseiller Freppaz, il y a de petits mayens, mais aussi ces petits mayens s'ils continuent à aller en avant avec trois ou quatre vaches par mayens, et ne se mettent pas ensemble au moins de regrouper pas des montagnes de centaines de vaches, parce qu'il n'y a pas la possibilité mais au moins de regrouper ces petits mayens et ils seront destinés à tomber pour leur compte quand même, même si nous nous lui donnons le cent pour cent, viendra le jour que ces mayens absolument ils seront abandonnés. Alors s'il y a une possibilité de les tenir débout c'est de les faire coopérer, encore dans ces zones là sera l'Assessorat à l'Agriculture qui devra voir de pas considérer sur le même plan et dire: "Dans la zone de Doues ou des montagnes de By, la réunion des alpages si nous prenons en examen pour donner une contribution du 75% c'est la réunion d'alpages de 80, de cent vaches" et en avant de ce genre. Dans la zone qui intéresse la Vallée de Gressoney comme d'autres vallées qu'ils ont des petits mayens sera suffisant qu'il y ait deux ou trois mayens de quatre ou cinq vaches qui se mettent ensemble, ils auront... le mayen qui en sortira, il sera de dimension très réduites en comparaison des alpages, mais tout de même il y a toujours le principe de la coopération et c'est le principe de la coopération que nous devons primer. Alors ce n'est pas qu'il y ait un numéro, un nombre fixe pour dire s'il y a tant de vaches nous pouvons donner le 75% ou s'il y en a moins nous le donnons pas, mais c'est le principe de la coopération. Alors ce principe de la coopération peut exister aussi dans la basse vallée et il faut le pousser aussi dans la basse vallée parce que s'il y a déjà une difficulté dans les alpages où il y a 50 ou 60 ou 70 ou 80 vaches de les faire rendre et encore plus difficile les rendre à un mayen où il y a trois ou quatre vaches, ceci, tant que il y a les vieux paysans probablement ils vont en avant, mais le jour que ces mayens doivent passer aux jeunes ils seront destinés à être abandonnés fatalement et alors voilà que le principe de la coopération, nous devons chercher de favoriser aussi la coopération dans ce sens ici, ceci je voulais dire seulement à Freppaz dans ce sens de...

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Mi pare che ha già risposto Fosson, quindi chiudiamo la discussione e andiamo alla votazione della legge la quale è già modificata al testo definitivo secondo i suggerimenti della Commissione Agricoltura, quindi ciò che votiamo è già modificato.

Art. 1 - Se non ci sono osservazioni lo diamo per approvato.

Il Consiglio approva.

Art. 2 - Il Consiglio approva.

Art. 3 - Il Consiglio approva.

Vuole cercare per favore, Gal, il Segretario.

Art. 4 - Il Consiglio approva.

Art. 5 - Il Consiglio approva.

Art. 6 - Il Consiglio approva.

Art. 7 - Il Consiglio approva.

Art. 8 - Il Consiglio approva.

Art. 9 - Il Consiglio approva.

Art. 10 - Il Consiglio approva.

Art. 11 - Il Consiglio approva.

Art. 12 - Il Consiglio approva.

Art. 13 - Il Consiglio approva.

Art. 14 - Il Consiglio approva.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto.

Risultato della votazione presenti 27, votanti 27, maggioranza 13, favorevoli 25, contrari 2. Il Consiglio approva.

Oggetto n. 17.