Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 325 du 15 décembre 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 325/72 - Commemorazione dell'ex Presidente della Repubblica, Antonio Segni.

Andrione (U.V.) - "Alla Sig.ra Siggia Giovanna in Bianco, Vice Presidente del Consiglio regionale, Alla Sig.na Arlina Personnettaz, Vice Presidente del Consiglio regionale - Loro Sedi.

Comunico alle SS.LL. che per ragioni familiari sarò assente dalla sede dal 13 al 22 c.m. e, pertanto, prego di darne comunicazione al Consiglio e di assumere le mie funzioni come sotto indicato:

Vice Presidente Personnettaz - È pregata di presiedere la seduta del Consiglio Regionale del 15.c.m. e di voler sostituirmi nella presentazione degli auguri al Capo dello Stato del giorno 19 c.m.

Vice Presidente Siggia in Bianco - È pregata di presiedere la seduta del Consiglio Regionale del 20 e gg. Seguenti e di voler provvedere a convocare nella giornata del 20 avanti la seduta pomeridiana, la Commissione consiliare dei Lavori Pubblici con l'oggetto "Nomina del Presidente".

Formulando a tutti i Consiglieri e loro famiglie gli auguri più sentiti di Buone Feste, ringrazio Loro della collaborazione e invio vive cordialità. Il Presidente (Giuseppe Montesano)".

Personnettaz (D.P.) - Pronto? Ecco così... scomparso... Prego i Consiglieri di osservare un minuto di raccoglimento in memoria dello scomparso, stando in piedi.

(L'Assemblea osserva un minuto di raccoglimento)

Prego i Consiglieri di sedersi.

Con la morte di Antonio Segni avvenuta il primo giorno di questo mese, scompare una delle ultime figure di quella generazione di politici, che maturata alla scuola del popolarismo "sturziano" contribuì alla costruzione della democrazia post-bellica.

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta, di cui oggi esprimo anche a nome del Presidente del Consiglio, il cordoglio profondo per il luttuoso evento è certamente unanime nell'onorare in Segni, il fedele servitore dello Stato faticosamente rinato dopo l'amara esperienza fascista, ma c'è un altro aspetto in Segni che suscita maggiormente in noi valdostani l'adesione al compianto della Nazione, è il fatto di avere portato Egli nella direzione del Governo e dello Stato i valori più nascosti della sua Regione sarda, Regione che possiede molte analogie con la nostra in fatto di cultura locale, di particolarismo, di istanze autonomistiche e non è forse un caso che Egli come Presidente del Consiglio abbia tenuto a battesimo, così dire, l'Europa unita nascente fra i trattati di Roma quasi a consacrare in quel vertice europeo i valori del federalismo e i legami profondi che esso possiede con le istanze del regionalismo e delle autonomie locali.

Nato a Sassari nel 1981, Professore universitario, Egli come molti uomini politici di quella generazione attinse negli studi giuridici e procedurali, quel rigore anche morale che contraddistinse la Sua attività di amministratore politico.

Eletto Deputato nel 1946 per l'Assemblea Costituente e successivamente, sempre riconfermato, iniziò la Sua attività di Governo, nel dicembre 1944 con la nomina a Sottosegretario per l'Agricoltura e Foreste nel secondo Ministero Bonomi.

Conservato l'incarico nei Governi Parri e De Gasperi, nel luglio 1946 fu nominato Ministro nello stesso Dicastero dove operò una vasta e profonda azione fino al luglio 1951 legando il suo nome quella riforma agraria che ebbe nella legge del maggio 1950 per la colonizzazione dell'altipiano della Sila, la sua pria impostazione decisiva e per i tempi e per le condizioni ambientali anche innovatrice e i principi di un rinnovamento sociale delle campagne, si ritrovano anche negli altri provvedimenti da Lui sostenuti come la legge dell'acceleramento della bonifica, il lodo De Gasperi sulla mezzadria, la legge sulla piccola proprietà contadina e sulla relativa cassa, il piano verde. Dal luglio 1951 al gennaio 1954 eccettuato un breve intervallo, fu Ministro della Pubblica Istruzione e il 2 luglio 1955 ebbe l'incarico di presiedere il Governo che lasciò nel 1957 per poi ritornare dopo le elezioni del giugno 1958, prima come Vice Presidente del Consiglio e Ministro della Difesa, poi nel febbraio 1959 nuovamente come Presidente del Consiglio, fino al marzo 1970; dopo essere stato per tre volte Ministro degli Esteri il 6 maggio 1962 venne eletto Presidente della Repubblica.

Questo rapido accenno alla sua biografia politica è necessario per comprendere come la suprema magistratura dello Stato non nasce come un fatto casuale nella vita di Segni ma è il risultato di un impegno politico realizzato attraverso esperienze e contingenze diverse e quindi non può essere misurato con quel metro che prende in esame solo alcuni episodi anche di rilievo ma comunque anche circoscritti, dissociati cioè da quel mosaico di contributi, di fatiche, di valori che costituisce la vita di un protagonista della democrazia italiana come è stato Segni.

Né possiamo dimenticare la generosità del servizio reso al suo partito, organizzatore della Democrazia Cristiana dopo essere stato iscritto al Partito Popolare fin dalla sua fondazione. Egli fu un animatore, una guida, un punto di riferimento e di stabilità all'interno del Partito democristiano anche quando diventato Capo dello Stato si elevò al di sopra del suo e di tutti i partiti per dirigere secondo le patriarcali tradizioni della sua Regione, la vita della Nazione, poi con quella decisione drammatica del 7 agosto 1964 dovuto alla paralisi, il ritiro e la solitudine. Con lo stesso silenzio nel quale visse in questi ultimi anni, ora se ne è andato, lascia in noi valdostani l'immagine di un Presidente della Repubblica che ha portato al vertice della Nazione quel senso profondo, ancestrale, culturale della Sua Regione per la quale preparò lo Statuto speciale.

Vi leggo il telegramma che è stato inviato dal Presidente Montesano ai familiari dello scomparso:

"Ricordando luminosa figura et alti meriti politici sociali et culturali dello scomparso at nome personale et Consiglio regionale Valle d'Aosta esprimo commossa partecipazione al grave lutto che habet colpito vostra famiglia. Montesano - Presidente Consiglio Regionale Valle d'Aosta".

Ecco, adesso chi vuol prendere la parola per la commemorazione dell'On.le Segni?

Passiamo all'ordine del giorno, Comunicazioni del Presidente del Consiglio.