Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 83 du 28 février 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 83/73 - Disegno di legge regionale concernente: "Istituzione del servizio di assistenza tecnico-economico-sociale per l'agricoltura".

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di dare la parola all'Assessore, preannuncio che il progetto di legge è stato esaminato anche dalla Commissione Paritetica.

Andrione (U.V.) - No, ma io faccio parte della Commissione Paritetica e non eravamo d'accordo, almeno, c'è stata una interruzione...

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma io dico che è stato esaminato e vi sono delle modifiche da apportare.

Ecco le modifiche saranno a voi annunciate dall'Assessore all'Agricoltura, e poi se mai il Consigliere Andrione farà le sue osservazioni.

La parola all'Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Si tratta del Servizio di Assistenza tecnico-economico-sociale agli agricoltori, un problema che abbiamo esaminato da alcuni anni direi, e che naturalmente erano stato anche un po' discusso circa la utilità e la opportunità di istituire questo Servizio.

Noi riteniamo che l'Assistenza tecnico-economica sia un fatto importante e che non può essere fatta direttamente dall'Assessorato ma che deve essere un Servizio un po' decentrato, un servizio io lo definirei un po' reso a domicilio, cioè fare in modo che l'agricoltura ogni qualvolta deve prendere una iniziativa non sia costretto a venire ad Aosta ma che possa trovare invece questi tecnici a sua disposizione nelle zone che noi riteniamo opportuno di istituire.

Il Servizio prevede infatti la istituzione di cinque zone periferiche, a capo di queste zone periferiche è previsto, sono sotto la responsabilità di un perito agrario che è coadiuvato da alcuni esperti, esperti nel settore lattiero-caseario, esperti nel settore orto-frutticolo, esperti nel settore enologico e viticolo, dovrebbero garantire quell'assistenza agli agricoltori che oggi naturalmente ci rendiamo conto che attraverso il personale dell'Assessorato all'Agricoltura non possiamo espletare completare, anche se in ogni occasione di sopralluogo i funzionari cercano di dare delle indicazioni, ma naturalmente non possono essere in continuità in giro per il fatto che le pratiche li assorbono quasi interamente negli uffici.

Quindi noi riteniamo che questo Servizio abbia una sua validità perché non basta che l'Amministrazione regionale adotti dei nuovi provvedimenti, riteniamo che però questi provvedimenti siano informati gli agricoltori e credo che il Servizio di assistenza così come è stato concepito consenta veramente di portare a domicilio queste informazioni, cosa che oggi invece non potevamo fare.

Il Servizio non prevede solo l'assistenza tecnica, prevede anche l'assistenza economica, difatti all'articolo 2 della legge, si indica chiaramente quali sono i compiti che dovrebbero essere affidati a questo Servizio di assistenza, perché mi pare che un agricoltore quando intende prendere una iniziativa deve essere informato anche sulle sue possibilità, sulla convenienza economica e sulle spese di gestione che poi graveranno. Quindi sono tutte informazioni che si possono dare se si conosce da vicino, se si può naturalmente essere a contatto di più con l'agricoltore, cosa che invece, come dicevo prima, era impossibile per il fatto che i funzionari dell'Assessorato erano assorbiti dal lavoro quotidiano delle pratiche, dei sopralluoghi, per controllare i lavori fatti.

Quindi non mi dilungo perché mi pare che la relazione allegata sia molto chiara e anche completa, rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.

Faccio solo presente che la Commissione Paritetica aveva proposto alcuni emendamenti che andremo ad esaminare man mano nella discussione poi dei singoli articoli.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Io penso che è da tempo che questa legge venisse in Consiglio no? Però vorrei chiedere una cosa: Lei nella sia relazione ha parlato di esperti in viticoltura e in enologia, però non so, nell'articolo 6, mi pare che questo non sia concepito abbastanza bene, insomma, o almeno non sia spiegato abbastanza bene. Vorrei che poi Lei spiegasse bene dove sono inseriti questi esperti.

Maquignaz (D.P.) - Posso rispondere subito?

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, prego.

Maquignaz (D.P.) - Fa parte appunto di quegli emendamenti di cui parlavo prima, perché noi l'avevamo esaminato in Commissione - e Lei era presente - e poi nel testo definitivo c'era stato un malinteso, non risultavano più questi esperti, quindi l'emendamento appunto parla di sette coadiutori da mettere a fianco dei periti, in cui ci sono quattro esperti nel settore lattiero-caseario, un esperto nel settore orto-frutticolo, un esperto nel settore enologico, un esperto nel settore viticolo.

Fa parte appunto di quegli emendamenti che abbiamo esaminato questa mattina in sede di Commissione Paritetica.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Chi chiede la parola? Allora se mai i Signori Consiglieri, se non vogliono fare un esame globale della legge, faranno le loro osservazioni articolo per articolo.

Allora si passa all'esame della legge, articolo per articolo, se non ci sono osservazioni o dichiarazioni diverse io do gli articoli approvati.

Articolo 1 - Il Consiglio approva.

Articolo 2 - Il Consiglio approva.

Per favore un po' di silenzio, perché si sente un brusio e allora bisogna che richiami ogni tanto.

Articolo 3 - Il Consiglio approva.

Articolo 4 - Il Consiglio approva.

Articolo 5 - Il Consiglio approva.

Articolo 6 - Vi è un emendamento proposto dalla Commissione Paritetica. Se mai se l'Assessore vuole illustrarlo.

Maquignaz (D.P.) - Quanto sottolineava il Consigliere Tonino, riguardava appunto l'articolo 6, quindi l'articolo 6 viene rettificato, rettificare il riferimento di cui al primo rigo dell'articolo 6 in pagina 5, bisognerebbe modificare qui, anziché parlare dell'articolo 6 (e non all'articolo 6), alla prima linea dell'articolo 6 - sostituire l'articolo 5 all'articolo 6.

Il secondo comma va rettificato come segue: "dopo recapiti periferici" bisogna dire: "n. 1 diplomata e specializzata in economia domestica rurale"; n. 7 coadiutori", cioè viene sostituito praticamente il 2° comma, "n. 7 coadiutori di cui 4 esperti nel settore lattiero-caseario; n. 1 esperto nel settore orto-frutticolo; n. 1 esperto nel settore enologico; n. 1 esperto nel settore viticolo".

Questo naturalmente si impone per il fatto che noi in Commissione avevamo ritenuto opportuno di precisare quali erano gli esperti che erano necessari per l'espletamento di questo servizio. Siccome la nuova dizione parla ora di coadiutori nel Regolamento organico del personale in generale, si era sostituito questi cinque coadiutori senza precisare però che branca di specializzazione dovevano essere, e quindi noi specifichiamo la specializzazione di questi esperti. Quindi, qui, sono segnati quattro esperti nel settore lattiero-caseario.

Viene annullato. Rimane una diplomata e specializzata in economia domestica, e, anziché cinque coadiutori, bisogna mettere sette coadiutori che è il numero di personale occorrente, precisando però che quattro sono esperti del settore lattiero-caseario, uno nel settore ortofrutticolo, uno enologico e l'altro viticolo.

Cioè ritorniamo nella direzione che era stata proposta dalla Commissione dell'Agricoltura.

Manganoni (P.C.I.) - Io non ho capito bene tra esperti e coadiutori. Gli esperti rimangono quattro nel settore lattiero-caseario e nessuno nel campo dell'enologia, della viticoltura?

Montesano (P.S.D.I.) - Gli altri tre.

Maquignaz (D.P.) - Vengono chiamati "coadiutori" con la nuova definizione ...

Però noi preferiamo sintetizzare che questi coadiutori devono avere una speciale qualificazione e quindi precisiamo che si tratta di quattro esperti nel settore lattiero-caseario, uno ortofrutticolo, uno nel settore viticolo, che sono i coadiutori.

Manganoni (P.C.I.) - In più rimane sempre il punto primo: quattro esperti nel lattiero-caseario?

Maquignaz (D.P.) - No. Vengono conglobati e sono considerati tutti "coadiutori". Però precisiamo che questi coadiutori devono avere un particolare titolo di specializzazione.

Manganoni (P.C.I.) - Questo vale per tutti, non per ogni recapito periferico.

Maquignaz (D.P.) - Questo vale per tutti i recapiti periferici, cioè per i cinque recapiti.

Cioè questo si tratta, riguarda il numero complessivo di personale che noi riteniamo occorrente per l'espletamento del servizio, in tutto il territorio regionale.

Manganoni (P.C.I.) - Quindi sette più la diplomata otto.

Maquignaz (D.P.) - Esatto. Più i cinque, naturalmente inseriti, che sono poi, i responsabili della zona.

Manganoni (P.C.I.) - Ma lo diciamo qua, art. 6 ad ogni recapito periferico di cui all'art. 5 è preposto un perito agrario, responsabile a tutti gli effetti del funzionamento del servizio di zona di competenza.

Quindi ci sono cinque periti. Ad ogni zona fa capo un perito agrario.

L'Assessorato, invece, si dice al secondo comma: a seconda delle necessità delle caratteristiche agricole, delle singole zone: "l'Assessore regionale all'Agricoltura e alle Foreste assegnerà, in servizio, il seguente personale presso i recapiti periferici".

Quindi sono una diplomata, più i sette coadiutori, più i cinque.

Savioz (P.C.I.) - Io vorrei chiedere di aprire una piccola parentesi per quanto concerne l'articolo 6, e precisamente questo: nella nostra Regione abbiamo una attività da parte degli agricoltori, che non viene mai menzionata perché non molto conosciuta, ed è l'attività degli apicoltori che sono organizzati e, sono in numero di circa 800 con un numero di arnie di carattere moderno che oltrepassano le 2.000 con una produzione annua di oltre 150 q.

Sono organizzati in un consorzio, hanno da parte della Regione dei contributi che sono previsti dalle nostre disposizioni di legge in materia, però quello che manca a questa associazione è, in questo momento, in un modo veramente preoccupante, tenuto conto della situazione sanitaria di questi apiari.

Mancano di un esperto in apicoltura. Allora io penso che non debbo perdere tempo a spiegare cosa significhi l'apicoltura per l'agricoltura.

Quale sia il beneficio che portano questi insetti, in modo particolare alla flora, alla frutta, ecc.

Quindi io pregherei il Consiglio di voler esaminare un momento, se non fosse possibile, tenuto conto che siano veramente in argomento di includere un esperto in apicoltura perché possa dare manforte a questi apicoltori, e badate bene che sono quelli che rimangono nei paesi e che mantengono una certa situazione di ecologia e che comunque continuano a coltivare la terra.

La stragrande maggioranza degli apicoltori sono tutti contadini attivi e l'apporto di questa branca di lavoro all'economia domestica non è indifferente.

Quindi io non vado oltre. Mi fermo qui perché ritengo e penso che sia sufficiente per chiarire quale sia l'importanza di questa branca di lavoro nella nostra Regione e purtroppo manchiamo di leggi per il controllo sanitario, necessario affinché non si divulghino la peste americana, la peste europea e le altre malattie che sono diverse e che non è il caso di citarvi in questa seduta.

Quindi concludo e ringrazio.

Bancod (U.V.) - Io mi scuso. Pregherei, se posso ritornare indietro all'art. 5

Montesano (P.S.D.I.) - È già approvato sa.

Bancod (U.V.) - È già approvato lo so, ma mi permetta, non sono arrivato in tempo, mi scuso.

Perché vedo qui, insomma, le sedi, il servizio d'assistenza tecnico, economico-sociale, spezzato mediante cinque recapiti periferici avente sede nei Comuni di Donnaz, Châtillon, Aosta, Villeneuve, Morgex e, sappiamo che per l'agricoltura, insomma gli esperti dovrebbero essere sul posto.

Io non voglio, insomma, dire che Châtillon non sia un posto adatto, ma noi per l'attività vinicola, io ritengo che Chambave, tutta quella zona lì, sia più importante; che i tecnici devono essere lì sul posto altrimenti gli agricoltori non vanno, insomma, trovano già difficoltà al andare fuori. Insomma, ritengo che sia necessaria una sede lì proprio sul posto.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Bancod, io mi permetto di dirle che è approvato... non c'era da fare nessuna modifica, non è più possibile perché il Consiglio ha approvato, non possiamo distruggere un voto del Consiglio.

Mi dispiace, ma è così. Comunque può rispondere poi.

Io ho dimenticato l'ultima parte, mi son lasciato trasportare dai sentimenti, cioè, o meglio dalle necessità.

Volevo precisare, per noi, per l'apicoltura non è necessario che ci sia un esperto ogni singola sezione, noi ne abbiamo abbastanza di uno per la bassa Valle e di uno per l'alta Valle, non c'è bisogno di farne uno ogni sezione di cui è prevista.

Savioz (P.C.I.) - Eh no, non basta Signore, ce ne vorrebbero due, per fare un lavoro come si deve, perché c'è una situazione pesante.

Andiamo a rischio di perdere l'apicoltura perché, ripeto, ci sono le malattie che sono veramente penetrate nella nostra Regione e, ogni anno continuano ad arrivare e quindi bisogna fare, se non un risanamento comunque, o Dio io non voglio mica neanche insistere per averne due, indiamoci bene.

Se ce ne date già una, potrebbe già essere un passo avanti.

Allora, in questo caso, però bisognerebbe prevederlo in Aosta, che possa essere un po' a portata di tutti.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi?

Maquignaz (D.P.) - Mi rendo conto che quanto ha chiesto il Consigliere Savioz, per la verità è necessario e, mi rendo conto anche qual è l'importanza del Consorzio apistico per la Regione.

Faccio presente che per tutto il settore orto-frutticolo abbiamo previsto un solo esperto, campo molto più ampio e con un giro da fare molto superiore a quello apistico.

Quindi è chiaro che noi ci siamo contenuti al minimo indispensabile e quindi non credo che sia possibile, almeno accedere a questa richiesta. Faccio presente però che l'abbiamo già detto anche al Consorzio Apistico.

Noi siamo disponibili per venire incontro, mediante contributi, sia per dei corsi di specializzazione, sia nelle spese di gestione del Consorzio Apistico, per questo genere di assistenza che però sia previsto in pianta organica un esperto proprio per seguire questa attività. Non so, almeno, io non so se questo è possibile.

Mentre invece, per quanto riguarda gli eventuali aiuti al Consorzio, siccome ci rendiamo conto dell'utilità e della necessità di avere degli esperti, io penso che noi potremo farlo, mediante interventi presso il Consorzio Apistico.

Per quanto riguarda invece quanto diceva il Consigliere Bancod, l'art. 5 è ormai approvato, però non dobbiamo vedere i recapiti di zona come degli uffici dove il personale sta lì negli uffici. Lì è solo un recapito per rintracciarli.

Questo personale, non deve restare in ufficio ma deve essere fuori continuamente.

Quindi è chiaro che sia da Châtillon a venire a Chambave non c'è nessun problema.

L'importante si sappia che lì c'è una possibilità di trovare una persona, quindi si telefona e naturalmente si mandano gli esperti dove c'è la richiesta.

Cioè il personale di assistenza non deve stare in ufficio ma deve girare presso le aziende. Quindi non credo che sia un groppo problema.

Noi abbiamo suddiviso per avere una distribuzione migliore nel territorio regionale, però evidentemente, quel personale non deve stare in ufficio.

Chabod (D.C.) - Nell'art. 5 ho visto cinque zone, mi riferisco poi al 6, non si preoccupi, Presidente.

Ho visto cinque zone, invece qui nell'art. 6 vedo solo quattro esperti; allora vorrei sapere nella quinta zona, qual è l'esperto?

Un'altra cosa: secondo me, non so, è un po' come i medici, cioè il medico condotto.

Se noi abbiamo di questi esperti che vanno in queste zone, è inutile che li mettiamo in ufficio a Villeneuve, Donnaz, Morgex, perché questi partono sempre da Aosta, al mattino timbreranno qui e, quando arriveranno sulla zona, sarà l'ora che sarà, e poi dovremo sempre fare degli uffici in più.

Allora io direi che questa gente dovrebbe abitare nelle zone, vivere nelle zone e rimanere lì. Per me è una cosa molto importante.

Poi vorrei avere una precisazione su questa quinta zona. Ci sono cinque zone: Donnaz, Châtillon, Aosta, Villeneuve e Morgex e qui gli esperti sono solo quattro e poi un diplomato e cinque coadiutori.

Montesano (P.S.D.I.) - Un attimo che sentiamo ancora il Consigliere Bancod e poi l'Assessore risponde.

Bancod (U.V.) - È bene quello che ha detto l'Assessore Maquignaz, però io chiederei che nella zona di Chambave, specialmente per il settore vinicolo, che facciano capo un giorno o due la settimana proprio in quella zona lì in modo che gli agricoltori non debbano, perché se gli agricoltori devono già andare in cerca fino a Châtillon, viene già un po' problematico.

Chiederei proprio che un giorno o due la settimana facciano capo lì a Chambave o in altre zone per quello che è necessario in altre zone, non star sempre lì a Châtillon.

Savioz (P.C.I.) - Vede, Assessore, io la voglio tenere al corrente di una questione.

Quello che Lei dice del contributo al Consorzio e della funzionalità del Consorzio l'ho detto anch'io prima, la Regione dà ecc....

Però il problema si pone in un modo molto più delicato.

Noi abbiamo al Consorzio due esperti: uno che agisce nella bassa Valle che abita a St. Vincent e l'altro che agisce nell'alta Valle e che abita a Derby.

Entrambi sono ragazzi pieni di buona volontà, però sono ragazzi che hanno potuto fare un corso rapido di specializzazione a Bologna, dove sono rimasti, se non vado errato, otto giorni e allora voi vi renderete conto che non si può in otto giorni diventare esperti di apicoltura. Prima cosa.

Seconda cosa: non hanno nessuna autorità di nessun genere, come fanno ad andare ad imporre certe cose, non è possibile.

Il risultato è lì, lampante. Ogni anno noi abbiamo la triste soluzione che quando abbiamo finito le nostre inchieste, ci accorgiamo che le malattie sono aumentate.

Si continua a spendere dei soldi per distruggere degli apiari da una parte e ci sono gli altri che sono infettati.

Abbiamo degli esperti pieni di buona volontà, però la buona volontà non basta.

Ecco perché è necessario che ad un certo momento ci sia un individuo con una preparazione che possa determinare in loco e non andare a prelevare gli insetti, mandarli a Bologna, per avere da Bologna una risposta su degli insetti ormai morti, che da giorni viaggiano con le poste per poi andare dall'apicoltore per dirgli: Il tuo apiario è infetto e quindi non rimane altro che bruciare tutto.

Ma a distruggere siamo tutti capaci, bisogna arrivare al punto di esser sul posto al momento opportuno e salvare.

Perché se per i vigneti noi dovessimo aspettare che la peronospora è in pieno svolgimento per andare a dare il solfato, sarebbe perfettamente inutile, perché il raccolto viene distrutto, così avviene negli apiari.

Quando queste malattie vengono a conoscenza dell'apicoltore che, purtroppo, sono apicoltori come sono, non è che abbiano una preparazione scientifica in merito, e allora la malattia è talmente avanzata per cui rimane l'unica possibilità: distruggere e pagare un contributo per il danno che subiscono.

Ma il nostro problema, ripeto, non è la distruzione. Dobbiamo salvare l'apicoltura e salvarla, Signori, occorre avere del personale che sia all'altezza del compito e che abbia la preparazione sufficiente e che abbia soprattutto alle spalle un Ente che gli garantisce la possibilità di agire perché sennò francamente continuiamo a spendere dei soldi.

Io lo so, quanto viene dato al Consorzio perché ne faccio parte, conosco la situazione, ma Signori miei, molte volte questo denaro purtroppo, con tutte le buone intenzioni di tutti indistintamente, è un denaro speso non sempre molto bene.

Ecco, il problema. Allora se vogliamo fare veramente un passo avanti, a meno che, siano sul terreno di lasciare andare l'apicoltura e, allora non stupiamoci se tra dieci, quindici o vent'anni andremo a cercare le api in Jugoslavia per ripopolare la Valle d'Aosta.

Montesano (P.S.D.I.) - Ed ora la parola all'Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Io penso che non è stato letto attentamente il terzo comma dell'art. 6. Cioè, siccome noi prevediamo cinque zone però non ci sono cinque esperi in enologia, cinque esperti in frutticoltura, cinque esperti in viticoltura ma abbiamo limitato al massimo questi esperti.

Quindi per le cinque zone, noi abbiamo un esperto in enologia, un esperto in viticoltura, uno in ortofrutticoltura, quattro nel settore lattiero-caseario, perché è quello più ampio e comprende l'80% circa del reddito per quanto concerne il settore agricolo.

Quindi è chiaro che noi qui aggiungevamo al terzo comma "gli esperti anche se destinati ad un singolo recapito, hanno l'obbligo di prestare la loro attività in altre zone su disposizione del responsabile del servizio di assistenza tecnico, economico-sociale".

Quindi è normale che uno può essere assegnato per esempio per il settore viticolo a Donnaz.

Quello però, naturalmente, ha il compito di seguire tutta la parte della Valle dove c'è il settore viticolo.

Quello del settore frutticolo idem, può essere assegnato alla zona di Aosta o Villeneuve, ma naturalmente viene dislocato secondo un programma di attuazione delle singole zone, dei responsabili di zona.

Quindi non c'è un problema, non è che noi possiamo dire: ogni zona avrà il suo esperto nelle singole branche, gli esperti saranno disponibili per tutti, per tutte le zone e questo sarà fatto secondo un programma del responsabile di tutto il servizio di assistenza.

Quindi mi pare che non c'è quella preoccupazione, perché se noi avessimo previsto quattro esperti, son cinque zone, allora nasce il discorso: il quinto come mai?

Invece noi ne abbiamo solo uno per tutta la Valle.

L'abbiamo fatto proprio perché riteniamo che inizialmente sia sufficiente un esperto per quella singola branca, naturalmente potremo sempre un domani rivederlo, esaminarlo, ma per il momento riteniamo di limitare il massino questo personale a quello che è lo stretto indispensabile.

Al Consigliere Savioz vorrei di nuovo ripetere: non è che noi non siamo d'accordo su questo intervento, però non so se è il caso di prevedere qua e aggiungere un esperto, visto già il concetto, un po' di economia, con cui abbiamo mandato avanti e fatto questa proposta perché ne abbiamo uno solo per tutta l'enologia della Valle, uno solo per la viticoltura di tutta la Valle.

Savioz (P.C.I.) - Scusi, Assessore, Le faccio una proposta conciliativa in attesa che poi questo problema ritorni all'ordine del giorno e che lo vediamo ancora.

Allora chiederei che l'esperto in frutticoltura sia anche esperto in apicoltura.

Maquignaz (D.P.) - I corsi di specializzazione sono diversi.

Savioz (P.C.I.) - D'accordo, però se è un esperto in frutticoltura deve pur conoscere anche l'importanza dell'apicoltura proprio nel campo della frutticoltura.

Badi che hanno un certo legame tra i due, non è che non ci sia il legame e, d'altra parte può anche essere un individuo che possa essere preparato in questi due campi, perché non è poi che l'esperto prepari l'esperto di apicoltura, ci vogliano poi degli studi particolari di anni e anni, ci vuole l'individuo che abbia un po' di hobby verso questa materia, perché andarsi a far pungere dalle api non è di tutti. Questo me ne rendo perfettamente conto. Prima cosa.

Secondo luogo: io conosco della gente che ha questa passione e, son sicuro che se si dà questa possibilità si perfezionerebbero anche in un altro campo, pur di poter fare questo.

Ora credo che non sia difficile trovare l'individuo che sia veramente quotata e portato per entrambi i campi, con questo si dimostrerebbe e si darebbe un aiuto a questi apicoltori che veramente lo attendono, lo aspettano, perché sennò ripeto, non so come andremo a finire.

Io penso di essere conciliante, credo di non chiedere la luna, credo di chiedere qualcosa che possa essere fatto.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora prima la parola al Consigliere Tubère, dopo l'Assessore Maquignaz.

Borrel-Tubère (D.C.) - Io vorrei sapere quali sono i compiti della diplomata e specializzata in economia domestica e rurale? Una per tutta la Valle?

Io non son se si deve spostare da Pont-St-Martin a Courmayeur, la giornata è passata, e vorrei sapere che compiti avrà questa esperta in economia rurale.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro intervento? La parola all'Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Ma io penso che la proposta del Consigliere Savioz, si possa accettare come raccomandazione, a meno che io non so se lui intendeva aggiungere qua un esperto nel settore ortofrutticolo e apistico, non so se intendeva questo.

Lo potremo anche aggiungere, però ripeto, il corso di ortofrutticoltura, mi pare che non sia delle possibilità di avere delle nozioni sull'apicoltura.

Quindi dovremo per forza fare i corsi suppletivi in modo da perfezionarsi anche in questo settore.

Quindi io ritengo che si potrebbe anche accettare e aggiungere "esperto nel settore ortofrutticolo e apistico". D'accordo.

Alla Signora Tubère vorrei solo dire questo: che noi riteniamo però che si debba cominciare a fare qualcosa anche in questo settore.

Lo abbiamo visto, per esempio, quello che è la scuola di Monza. Lo abbiamo visto a Châteauneuf, in Svizzera, quelle donne che vanno in giro, che insegnano anche nei lavori di casa, nei lavori domestici proprio e, diciamo, anche negli allevamenti delle galline, dei pollami, negli allevamenti dei conigli, ma soprattutto, direi proprio, in quella istruzione domestica.

Lo so che con una si può risolvere mica, però cominciamo a fare qualcosa in quel settore, avendo una persona che è disponibile tutto l'anno per seguire le famiglie, può dare naturalmente già un primo apporto.

Perché è chiaro che se noi riteniamo che una non basta, ne potremo mettere due, tre, ma inizialmente cominciamo a fare qualcosa.

Il compito c'è e del lavoro ce n'è.

Quindi per concludere, io accetterei la proposta del Consigliere Savioz, aggiungendo naturalmente all'art. 6 con la proposta di emendamento: "esperto nel settore ortofrutticolo e apistico".

Montesano (P.S.D.I.) - Allora esauriti gli interventi sull'art. 6, questo viene messo ai voti con gli emendamenti annunciati dall'Assessore all'Agricoltura, sui quali appunto è venuta la discussione.

Se c'è ancora qualcuno che vuole spiegazioni sugli emendamenti, lo dica perché poi va ai voti l'art. 6.

Chabod (D.C.) - Io ci tengo ad insistere, per me mi sembra un po' una cosa buttata nelle nuvole, avremo cinque zone, ci sarà un ufficio, ci sarà una persona lì che riceverà le telefonate.

Questa persona dovrà ritelefonare ad Aosta, perché da dove parte tutto, partirà tutta da Aosta.

Se ci fosse uno che rimane in zona, allora sì, sarei perfettamente d'accordo, perché questo vivrebbe con gli agricoltori, vivrebbe in quella zona perché tutti me lo insegnano e poi specialmente Maquignaz e tutti quello che sono qui dentro, sanno che vivendo, parlando con gli agricoltori ...

Quand'è che si parla! Si parla nelle ore in cui la gente non lavora perché quando la gente lavora, non è facile discutere con loro, perché hanno da lavorare.

In modo particolare la sera, nel pomeriggio tardi si può parlare e discutere con gli agricoltori. Invece così per me è una cosa un po' ... è uno spreco.

Se noi organizzassimo tutto, cioè da partir tutto da Aosta, come si dice nell'ultimo capoverso che dice: "su proposta dell'Assessorato sarà un tecnico quello che dirige tutto, cioè il Coordinatore".

Per me dovrebbe partire tutto dal Coordinatore ecco, allora sarebbe una cosa molto più seria.

Sì, ma parte, però con tutte queste zone che abbiamo, io da Rhêmes, da Pila, da Valsavaranche telefonerò a questo impiegato che sarà a Villeneuve, questo in ufficio non ci sarà - sì, ci deve essere, lo sappiamo che ci deve essere - allora cosa capiterà? Che questa riceverà la telefonata, poi dovrà telefonare giù per sapere se viene o se non viene e si dovrà avere una risposta all'indomani, per me son tutte cose sprecate.

O uno rimane sul posto, vive sul posto, allora, sì, sono d'accordo; invece così per me è un po' tutto un imbroglio, insomma dà un po' un senso elettoralistico a tutta questa cosa, potrebbe anche andare ... No, no, no è, insomma Maquignaz, non arrabbiarti.

Montesano (P.S.D.I.) - Faccia delle proposte.

Chabod (D.C.) - Non sono proposte, per me non è che sia contrario, perché se il Consigliere accetta.

Io sono contrario a questi uffici di zona fatti così, se fossero fatti diversamente... cioè io vorrei un po' mettere come il medico condotto che vive nella zona.

Questi esperti devono vivere in zona perché devono vivere con questa gente.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora va ai voti ...

Tonino (P.C.I.) - Io consiglierei al Consigliere Chabod di essere un po' più presente nella Commissione dell'Agricoltura, perché questi problemi li abbiamo dibattuti in Commissione Agricoltura e, combinazione, noi vediamo sempre che i soliti presenti alla Commissione Agricoltura sono sempre: Crétier, Maquignaz, Dayné, Tonino, insomma, e quindi qui bisogna poi discutere poi dopo in Consiglio è meglio partecipare prima alle riunioni di Commissione dove si possono dibattere e limare un po' le questioni e non protestare in questo modo.

Montesano (P.S.D.I.) - Io esorto i Signori Consiglieri a tener presente che dobbiamo esaurire l'ordine del giorno. La parola al Consigliere Chabod.

Chabod (D.C.) - Due secondi, caro Tonino, in quella riunione ero presente, e queste cose le ho fatte presenti.

Tonino (P.C.I.) - Io mi illudo, sa mi illudo non è che possa. Qui si fanno i "botta e risposta", invece gli interventi dovrebbero essere organici.

Chabod (D.C.) - Ma Tonino lo sa benissimo che ero presente e che queste cose le ho dette in Commissione, dunque.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora va ai voti l'art. 6 così come è stato emendato. I Consiglieri sono d'accordo? O c'è bisogno di votare? Chi è favorevole alzi la mano.

Contrari? Astenuti? Astenuto il Consigliere Chabod. Il Consiglio approva.

Articolo 7: anche questo articolo ha degli emendamenti.

Allora li annuncia l'Assessore all'Agricoltura.

Maquignaz (D.P.) - In conseguenza alla modificazione dell'art. 6 evidentemente c'è una modifica anche in questo articolo.

Quindi al primo comma, dopo i due punti, inserire la precisazione: "Carriera esecutiva, di cui due esperti del settore lattiero-caseario, un esperto nel settore ortofrutticolo e viticolo in questo caso, perché l'abbiamo accennato prima, e apistico, un esperto nel settore enologico, un esperto nel settore viticolo".

Vi si chiederà perché qui parliamo solo più di due esperti nel settore lattiero-caseario, mentre prima erano previsti quattro, siccome due li abbiamo già in pianta organica, sono già di ruolo. È quindi evidente che i posti, qui, parliamo invece dei posti nuovi, sono previsti semplicemente due, perché due sono già di ruolo.

Montesano (P.S.D.I.) - Interventi? Allora va ai voti l'art. 7 con quelle precisazioni.

Maquignaz (D.P.) - Con l'aggiunta un esperto nel settore ortofrutticolo e apistico.

Ripetere l'emendamento aggiuntivo del Consigliere Savioz.

Montesano (P.S.D.I.) - Ora va ai voti con questo emendamento.

Chi approva alzi la mano. Contrari. Astenuti. Il Consiglio approva.

Art. 8: Il Consiglio approva.

Art. 9: Il Consiglio approva.

Art. 10: Il Consiglio approva.

Art. 11: Il Consiglio approva.

La tabella A ha delle modifiche, degli emendamenti che vi verranno annunciati dall'Assessore all'Agricoltura.

Vero, Lei li ha Assessore?

Maquignaz (D.P.) - Qui, pianta organica dei posti di ruolo bisogna solo aggiungere la parola "nuovi", quindi dopo "pianta organica": "dei nuovi posti di ruolo", rettificare la tabella della qualifica del personale con l'aggiunta dopo: Tecnici Diplomati, precisare: Periti Agrari; dopo Coadiutori, sempre nella tabella, aggiungere come da art. 7, perché all'art. 7, è precisato e sono quindi gli esperti in settore lattiero-caseario, ortofrutticolo, viticolo, quindi si tratta solo di fare un richiamo all'art. 7.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora il Consiglio approva con questi emendamenti.

Tabella B: anche qui ci sono delle modifiche, ma soltanto "pianta organica dei nuovi posti".

Il Consiglio approva con le modifiche.

Tabella di concetto: dopo tecnici diplomati aggiungere Periti Agrari.

Tabella carriera esecutiva, aggiungere dopo Coadiutori come da art. 7, cioè ripetere la stessa.

Il Consiglio approva.

Allora si passa alla votazione a scrutinio segreto.

Risultato della votazione:

Presenti: 27 - Votanti: 27 - Favorevoli: 21 - Contrari: 6. Il Consiglio approva.

Si passa all'esame dell'oggetto n. 26, no n. 25.