Objet du Conseil n. 103 du 14 mars 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 103/73 - Ritiro della proposta di legge concernente: "Modificazioni e norme di attuazione e di integrazione della legge regionale urbanistica e per la tutela del paesaggio in Valle d'Aosta 28 aprile 1960, n. 3".
Montesano (P.S.D.I.) - Allora a chi diamo la parola? Al relatore, al proponente oppure al Consigliere Andrione?
Andrione (U.V.) - La Commissione che era composta dai Consiglieri Dolchi, Balestri, Manganoni e da me e che è stata assistita dal Dr. Brero e dall'Arch. Bellone, quali tecnici per la parte giuridica e per la parte tecnica, ha, si è riunita per quattro volte, e ha effettuato un esame della materia urbanistica più che un esame della legge Manganone, vera e propria; in quanto la Commissione ha ritenuto che sia per una certa inadeguatezza della legge Manganone stessa, sulla quale i commissari non erano perfettamente concordi, sia per una certa via metodologica che non era conforme a quella che era stata ritenuta dalla maggioranza dei Commissari della Commissione Affari Generali, quando aveva esaminato quella legge stessa, sia infine per il fatto che siamo quasi alla scadenza del Consiglio regionale e un esame approfondito non avrebbe dato la possibilità di portare in discussione questa legge al Consiglio con la dovuta ponderatezza e le dovute riforme, la Commissione stessa si è limitata a un esame generale della materia urbanistica, dando atto al Consigliere Manganone di avere sollevato un problema di enorme importanza con una legge che, a parte la discussione sul contenuto, aveva per lo meno il merito di mettere il dito nella piaga, e sia nel riscontrare una certa carenza da parte degli organi della Giunta in materia di legge urbanistica Manganone che è rimasta depositata per diverso tempo e non ha seguito l'iter che avrebbe dovuto seguire.
Di conseguenza la Commissione ha criticato le differenti carenze politiche e mi valgo in quello che dico sia dell'aiuto del Dr. Brero, sia di quello dell'arch. Bellone, che ringrazio a nome di tutta la Commissione, per lo meno dei Consiglieri, le carenze politiche in materia di urbanistica, sia di un passato remoto, sia di un passato recente, si tratta, come credo, abbia detto in una riunione recente, il Consigliere Ramera di una patata bollente che, effettivamente, scotta e che siamo tutti restii a prendere in mano, trattandosi di problema estremamente delicato ed estremamente difficile, di conseguenza il punto che a noi è sembrato fondamentale, è la mancanza di una pianificazione socio-economica e urbanistica, tale da dare delle vere indicazioni, delle fere possibilità di scelta agli organi politici.
Di conseguenza, dobbiamo secondo quanto ha detto la Commissione, ci troviamo di fronte all'imprescindibile necessità di mettere in moto questo processo pianificatorio, atto ad analizzare l'attuale realtà, individuando gli squilibri esistenti, individuare al tempo stesso, una volta che questa prima analisi è stata fatta, una strategia di intervento per superare detti squilibri, diffondere lo sviluppo, salvaguardare e valorizzare le particolarità e le risorse di ciascuna parte del territorio.
La Commissione ha espresso un parere che credo sia però anche il parere unanime del Consiglio, almeno quanto è risultato dalla discussione sulla bozza di piano, che le strutture burocratiche regionali, preposte alla pianificazione e questo sia socio-economico, che urbanistica, sono inadeguate sul piano dimensionale e su quello funzionale.
Di conseguenza, la Commissione indica e lo indica a fine di questo Consiglio, ma evidentemente vorrebbe indicarlo come punto fermo, come punto di partenza per i lavori del prossimo Consiglio, indica alcuni punti fondamentali sui quali deve svolgersi l'azione consiliare e l'azione della Giunta in materia urbanistica:
1°) riunire sotto un'unica direzione; politico-amministrativa gli uffici della programmazione economica e della programmazione urbanistica, cioè si è affermato che non devono essere due organismi differenti a interessarsi della pianificazione socio-economica da un lato e dall'altro lato l'ufficio del piano che lavorano parallelamente e non coordinatamente, non insieme, adeguando, per quanto si è detto prima, gli organici agli effettivi fabbisogni.
2°) La Commissione ha creduto di ravvisare anche in mancanza di un membro della Giunta presente, ha creduto di ravvisare che è mancato, in quanto è stato fatto finora, è mancato une... de trasmission, una cinghia di trasmissione tra i lavori delle Commissioni per la pianificazione e per il piano e il Consiglio e la Giunta, cioè ci sono stati dei lavori che sono stati portati avanti, senza che gli organi politici potessero seguirli, intervenire e potessero rendersi conto di quanto avveniva da un lato e dall'altro lato e dare le indicazioni necessarie, perché questi lavori fossero effettivamente efficaci.
Di conseguenza, e credo di terminare molto rapidamente, e praticamente non vi annoierò a lungo, di conseguenza, secondo questa Commissione il primo punto dovrebbe essere quello di valutare criticamente i documenti elaborati dall'ufficio di programmazione, valutare criticamente , ma criticamente nel senso spiegato prima, e cioè con un contatto, sia con la Giunta che con il Consiglio, la bozza del piano urbanistico regionale e assumere questa critica, come dato di partenza e come indicazioni metodologiche per iniziare concretamente il processo di pianificazione.
Detto in altre parole, è necessario secondo questa Commissione che la Giunta e il Consiglio, prima la Giunta e poi il Consiglio, attraverso un organismo politico che mantiene con l'ufficio di pianificazione sia socio-economica che urbanistica, dia delle precisioni... degli elaborati e che sottoponga questi elaborati al Consiglio per delle decisioni definitive in materia di norme, di procedura e norme concrete che possono servire a urbanizzare nel senso specifico della parola la Valle d'Aosta.
Infine definire a livello consiliare le qualità e i criteri dell'azione qualificatrice e prevedere, e questo dovrebbe essere un punto fondamentale, periodiche consultazioni e verifiche sia a livello di Giunta, sia a livello consiliare.
Io con questo ho finito, credo che il Consigliere Manganone voglia intervenire dopo di me.
Manganone (D.C.) - Devo dare atto della serietà dei commissari che hanno attentamente esaminato, diciamo, la parte esterna alla legge, perché non sono entrato in merito alla legge.
Io credo che, se questa sottocommissione di esperti fosse stata insediata tre anni fa, a quest'ora avremmo delle norme sulle quali poterci basare per la redazione di tutti gli strumenti urbanistici.
Questo non è stato fatto e l'ha messo molto in evidenza il Consigliere Andrione nel suo intervento: è mancata la cinghia di trasmissione, sono mancati i rapporti - mi pare - tra gli Assessori e gli uffici preposti.
Io non mi dilungo oltre, credo sempre, crediamo sempre nella bontà della nostra legge.
Tuttavia, nella passata seduta, si è verificato che il Consiglio ha approvato un disegno di legge recante norme sull'istituzione e sul funzionamento delle Comunità montane, cosa che noi della D.C. non avevamo previsto nella nostra legge.
Io quindi, in questo momento, chiedo al Presidente di non mettere ai voti la mia legge - se è possibile - affinché noi la integriamo con gli articoli mancanti e che si riferiscono appunto a questa comunità montane.
Io chiedo di non mettere in votazione la mia legge... (Montesano: La ritira?) ...La ritiro se vuole, perché noi abbiamo già studiato degli articoli che completerebbero la legge, riferendosi alle comunità montane.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri chiedono la parola?
La parola all'Assessore Milanesio.
Milanesio (P.S.I.) - Io vorrei capire preliminarmente se la proposta del Consigliere Manganone, si ritiene quindi ritirata oppure se chiede che venga posta in votazione.
Io volevo, perché, qui non è il caso di fare polemiche, mi pare che l'epilogo sia il più sereno possibile, voglio dire questo: che la Commissione ha fatto un lavoro molto equilibrato, perché non ha potuto che esaminare questa volta, non in una riunione di Consiglio, quindi una riunione pubblica, sottoposta alle così, pressioni psicologiche che vengono fatte dagli interventi di coloro che, così, prendono la parola sull'argomento. Ha fatto un ottimo lavoro, cioè ha riconosciuto l'estrema difficoltà e complessità di questa materia, cosa che era già stata sottolineata da me, a nome della Giunta, quando si presentò la bozza di piano urbanistico regionale; ha riconosciuto, come è già stato riconosciuto da questa Giunta, le carenze che nel settore manifestate e continuano a manifestarsi.
Quindi se c'è un discorso di responsabilità, questo discorso coinvolge tutti e non in prima persona questa Giunta o il sottoscritto, o altre persone ancora e che questo problema si può risolvere solo con una consapevolezza generale ed una volontà politica precisa.
Ecco, mi pare che queste siano le conclusioni che noi, come Giunta, non possiamo che sottoscrivere e volutamente non si è presentato alcun membro della Giunta alla Commissione, proprio perché si voleva che la Commissione operasse in piena autonomia di giudizio nei confronti dell'Amministrazione; è intervenuto il Segretario Generale, è intervenuto l'architetto Bellone, che è il responsabile del settore urbanistico, e mi fa piacere che siano state sollevate in quella sede e accertate in quella sede le carenze strutturali che ci sono oggi nell'Amministrazione Regionale e che impediscono di affrontare un serio discorso di pianificazione urbanistica e direi anche economica, generale, in ordine poi alla necessità di un collegamento più stretto tra il potere politico - è una grossa parola quella del potere, prendetela tra virgolette e la funzione tecnica che oggi è esercitata dal Comitato per la programmazione, dall'ufficio del piano e dagli uffici regionali dell'urbanistica, ebbene i rapporti che devono incorrere tra questi Organismi, a mio avviso, però, dovrebbero essere disciplinati in modo nuovo per l'avvenire, cioè, se noi crediamo nella programmazione, allora dobbiamo farla diventare un organo del potere esecutivo, cioè, a mio avviso, occorre istituire un apposito assessorato o trasformare degli assessorati. Questa è la parola grossa, perché col comitato non si risolve niente, anche se sono pieni di gente di buona volontà; o la programmazione entra nella politica, entra nell'esecutivo, oppure ne rimarrà sempre esclusa.
Sarà sempre un sottoprodotto della volontà politica e, come tale, non avrà accesso in questo Consiglio e neanche nella Giunta.
Quindi, le riforme devono essere di struttura, se la futura Giunta Regionale vorrà occuparsi di programmazione dovrà dirlo a chiare lettere con un organo a ciò preposto, con una rappresentanza nel seno del potere esecutivo.
Questa è la soluzione migliore che deve essere discussa ed esaminata.
E a questo proposito possono giustificarsi delle fusioni di competenza che oggi sono sparse e che sono frutto di una situazione, così ereditata dal passato.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola?
Allora la proposta di legge di cui all'oggetto n. 13 è ritirata, e si dovrebbe passare all'oggetto n. 14.
Non so il Consiglio cosa vuole fare, perché l'oggetto n. 14 è una proposta di legge che va, credo, con discussioni lunghe.
Rimandiamo al pomeriggio.
Resta inteso, ritirata sì.
Resta inteso che i componenti della Commissione Affari Generali Dolchi, Andrione, Balestri, Bordon, Chantel e Siggia sono convocati sotto la Presidenza del Segretario Andrione alle ore 16.
Il Consiglio è convocato per le ore 16,30.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 12,20.
