Objet du Conseil n. 112 du 15 mars 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 112/73 - Disegno di legge regionale concernente: "Provvidenze per la ripresa dell'industria edilizia nel settore dell'edilizia economica e popolare".
Montesano (P.S.D.I.) - Io credo che questa mattina l'Assessore Chantel ha fatto una esauriente relazione sul disegno di legge da lui presentato a nome della Giunta e quindi io credo che si possa passare senz'altro all'esame degli articoli che sono poi pochi, oppure vuol riprendere la parola Assessore Chantel? Stamattina mi pare che hai esposto...
Chantel (P.S.I.) - No, no, io stamattina ho dato un'esposizione che mi sembra abbastanza chiara e ho previsto che con l'impiego immediato di questi 800 milioni noi, coi 60 giorni di applicazione, noi avremo la possibilità non solo di dare l'avvio immediato a case diciamo così veramente popolari, almeno come tipo di affitto, e nello stesso tempo daremo un impulso all'impiego dei lavoratori dell'edilizia.
Montesano (P.S.D.I.) - I Signori Consiglieri che vorranno prendere la parola approfitteranno della lettura degli articoli, della chiamata degli articoli.
Allora Consigliere Chincheré.
Chincheré (P.C.I.) - Sì, ma io entrerò nel merito di questa legge, non è che farò finta che questa legge non esista, anzi.
Ecco, vorremmo anche ribadire alcuni nostri concetti di fondo senza i quali correremmo il rischio di non capire la nostra posizione specifica su questa legge, il giudizio che ne diamo e gli emendamenti che andremo a proporre in fase di discussione articolo per articolo.
Noi crediamo che la Valle d'Aosta, diciamo sempre che è una situazione particolare, e siamo sempre convinti di questo fatto, e anche per quanto riguarda la casa è una necessità che forse è presente anche in altre regioni, ma in modo particolare da noi, è una esigenza diffusa a tutto il territorio regionale.
Noi pensiamo che è talmente diffusa che la Giunta, nelle sue "Nouvelles de l'Administration Régionale" che abbiamo stabilito ieri nella discussione sulla legge per la stampa e il Bollettino della Giunta sono le pubblicazioni ufficiali, le ricerche della Giunta dice che le esigenze della Valle d'Aosta in fatto di abitazione residenziali, non parlo di edifici in genere, ma parlo di abitazione residenziale, ha la necessità a oggi, cioè ad un anno fa, quando avete fatto questo Bollettino in base alle ricerche della programmazione, di 13.000 camere per un importo di 41 miliardi di lire. Noi su questa ricerca non abbiamo nulla da obiettare, anche perché grosso modo concorda con quella che fanno le Commissioni del nostro partito, che hanno fatto a loro tempo le Commissioni del nostro partito sull'argomento casa.
Do atto che la Programmazione ha più mezzi ed è più esatta questa ricerca, ma anche la nostra era una ricerca di tutto rispetto.
Noi pensiamo, in base a quelle che sono le nostre concezioni ideali e le nostre concezioni ideologiche, la strategia del nostro Partito, che in Valle d'Aosta, visto che esiste questa realtà, si debba operare in quattro direzioni.
La prima direzione che molte volte è sottovalutata e non sufficientemente sottolineata dal dibattito consiliare, è la conservazione e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.
La seconda direzione nella quale muoversi è la casa ai contadini-operai, e dico prima contadini e poi operai proprio perché la condizione sociale, la condizione culturale e la condizione psicologica di questi operai è più contadina che operaia, e di conseguenza direi che quando parliamo di questa categoria di valdostani, di cittadini della Valle d'Aosta, dovremmo usare il termine contadini-operai e non operai-contadini.
La terza direzione è dare la casa, la possibilità di costruirsi una casa, di avere una casa, in proprietà a chi, leggo letterale gli appunti, ha un po' di soldi e ha la possibilità di accendere un mutuo e di avere la garanzia di riuscire poi a spegnere questo mutuo, con tutte le agevolazioni che la Regione dà in questo campo e siamo tanto d'accordo sul fatto che ci sia una iniziativa nei confronti della proprietà privata, della casa, proprietà non speculativa ma monofamiliare, individuale che abbiamo votato senza battere ciglio malgrado non siano passati alcuni nostri emendamenti pure importanti, la legge che abbiamo votato prima.
La quarta direzione è dare la casa, e ci sembra che al di là dei numeri venga poi fuori in modo primario questa esigenza, queste ricerche che voi avete fatto, dare la casa a chi è escluso da queste, a chi non appartiene a queste tre categorie precedenti, a chi non ha il terreno, a chi non ha il capitale iniziale, a chi non è in grado di spegnere i mutui che va ad accendere, a chi vive in realtà diversa da quella dell'operaio contadino, contadino-operaio, da chi vive in una realtà diversa da chi si trova nella condizione di voler valorizzare e ristrutturare una casa che ha già.
E crediamo che, tutto sommato, soprattutto nei grossi centri urbani della Valle d'Aosta, perché non è vero che l'unico centro urbano della Valle d'Aosta, né oggi tanto meno in prospettiva, anzi pensiamo che i centri più urbani, titolo a pieno diritto questo, ci sia Aosta e altri centri della Valle, centri che saranno ancora destinati ad un ulteriore allargamento e potenziamento.
Dicevo che questa condizione, questo tipo, questa fascia sociale di famiglie, di persone, di cittadini che hanno bisogno della casa in questi termini, perché loro hanno la possibilità di averli in altri, siano, tutto sommato, la maggioranza. E qui mi dispiace forse qualcuno si annoierà, ma credo che sia indispensabile, io non mi annoio evidentemente, fare alcuni brevissimi, proprio così per aver alcuni punti fermi ai quali riferirsi, sulla famosa deprecata, non utilizzata, direi sconfessata legge 865, dicendo che la 865 non è la legge per l'esproprio, non è la legge per portar via la terra ai contadini piccoli o grandi che essi siano, è una legge che fa dell'esproprio soltanto lo strumento primario per dare alle assemblee elettive la possibilità di pianificare la politica riguardante il territorio, l'esproprio è uno strumento di questa legge, non è la legge stessa, è solo una parte di questa, strumento che in Valle d'Aosta con motivazioni ampiamente giustificate alcune, le nostre ad esempio, e non solo le nostre, è motivazione del tutto strumentale non si è voluto applicare.
Noi siamo sempre d'accordo e lo ribadisco che in Valle d'Aosta il metodo dell'esproprio com'è concepito, com'è previsto da questa legge non può e, soprattutto, non deve essere applicata.
Noi siamo del parere che questo metodo non può essere applicato perché violerebbe in modo troppo gravoso quelle che sono le giuste, quella che è la realtà della Valle d'Aosta, lo spezzettamento della proprietà privata, la piccola proprietà privata terriera, non l'abbiamo inventata noi comunisti, la Valle d'Aosta è una realtà.
Tanto è vero che noi sosteniamo che questa legge deve essere assolutamente integrata nel più breve tempo possibile da una legge regionale, e lo Statuto ce lo consente, che ci permetta un uso, tra virgolette, valdostano, di questo strumento dell'esproprio, proprio perché noi pensiamo che sia uno strumento fondamentale questo per arrivare ad una pianificazione seria di tutto il territorio regionale, altrimenti i piani urbanistici, i piani di sviluppo regionale, il nuovo sviluppo della Città di Aosta, le città a dimensione umana diventano soltanto delle belle parole con le quali si possono fare comizi più o meno interessanti ma nel concreto poi non vengono fuori.
Questa legge aveva altresì lo scopo, abbiamo detto l'esproprio visto in quei termini, pianificazione del territorio vista in questi termini, e scusate su questa legge ci sarebbero molte cose da dire, tanto è vero che il P.C.I. in campo nazionale su questa legge si è astenuto e tutto l'onore e l'onere di questa legge va ascritto soprattutto al Governo, in particolar modo alla D.C. e ai suoi alleati, perciò polemiche che poi i D.C. a loro tempo hanno fatto ci lasciano abbastanza dubbiosi sulla validità delle cose che hanno detto. Chiusa parentesi: esproprio assetto del territorio, case per i lavoratori, tramite chi? Regione, Istituto Autonome Case Popolari, Cooperative e la proprietà divisa, Cooperativa a proprietà indivisa, ma non una qualunque casa ai lavoratori, non sistemata in qualunque posto del territorio cittadino, non data ad un affitto qualunque, ma data e costruita in modo tale che rispetti alcune esigenze fondamentali, primo il basso costo, secondo che soddisfi fino in fondo le giuste esigenze che i lavoratori hanno e che hanno ampiamente manifestato con tutta una serie di lotte che sarebbe molto interessante analizzare ma credo che non sia il momento opportuno.
Allora arriviamo al dunque, a questa famosa legge presentata dalla Giunta, che adesso non trovo più, eccola qua, che dice diamo 800 milioni all'Istituto Autonomo Case Popolari, noi su questa affermazione di principio non abbiamo assolutamente niente da dire, noi siamo del parere che l'Istituto Autonomo Case Popolari democratizzato come previsto dalla legge 865, democratizzazione che è da noi chiesta alla Giunta Regionale e non passa, mi si dirà: mah complicazioni burocratiche, legislative, sì ma il dato di fatto è che in questa direzione non ci si è mossi, non abbiamo niente in contrario che la Regione dia 800 milioni alle Case Popolari, ma a quali condizioni? A condizione che questi soldi non diventino un qualcosa che viene messo sul mercato edilizio per l'esclusiva ripresa dell'industria edilizia, che abbia anche questo aspetto - Chantel io non ti interrompo mai - che abbia anche questo aspetto, ma deve soprattutto avere un altro, quello di dare alla Città di Aosta e a tutti i centri urbani della Valle uno strumento di sviluppo urbanistico alternativo diverso da quello che abbiamo avuto fino a oggi e che tagli il più possibile fino in fondo la speculazione sulle aree edilizie e sul metro quadrato di pavimento che poi viene sempre e soltanto pagato dai lavoratori, i quali pagano fino al 40-45%, e sono statistiche delle ACLI che fino a prova contraria non sono comuniste e dal vostro punto di vista più attendibili, e anche dal nostro punto di vista, che questa speculazione viene pagata solo ed esclusivamente dai lavoratori fino al 47% dello stipendio.
Ora io credo che la Cogne la conosciamo tutti, l'Ilssa-Viola la conosciamo tutti, le Imprese che girano per la Valle d'Aosta le conosciamo tutti e non credo che nessun lavoratore, quelli che vengono chiamati a reddito fisso che poi qualche volta scopriamo che non sono a reddito fisso perché fa freddo e i cantieri edili restano chiusi, non possa e non debba, non può perché non ha i soldi e non deve perché non è giusto pagare quegli affitti, dobbiamo andare in concreto verso una legislazione, verso un operare, un aggredire il problema in termini diversi da quello che si è fatto finora.
Ebbene su questa legge di questi concetti non c'è niente, dico sia chiaro, forse non è politico dirlo prima, ma dico, al limite, noi questa legge comunque la votiamo, perché è pur sempre meglio una legge di questo genere che una non legge che mi fa dormire ancora ottocento milioni da noi voluti sul bilancio per fare le case, non siamo mica così scemi, abbiamo dei momenti di contrattazione a vario livello e vogliamo, intendiamo usarli fino in fondo.
Dicevo in questa legge di questi concetti non c'è niente, non solo, noi diamo 800 milioni all'IACP, sulla quale ripeto siamo d'accordo, senza poi operare un tipo di controllo, tanto è vero che si dice all'articolo 2 "I regolamenti di assegnazione sono di competenza dell'IACP" che attualmente non è ancora democratizzato, del quale io e noi non ci fidiamo.
Noi vogliamo che questa possibilità resti al Consiglio Regionale.
Abbiamo alcune grosse cose da dire, tutto sommato, sulla limitatezza dei finanziamenti, ma in discussione della nostra legge sulla casa andremo poi a discutere anche lì, e quando abbiamo speso i soldi per Courmayeur nel penultimo Consiglio io chiesi a Milanesio "i soldi per comprare quei terreni a quei prezzi li avete?" E la Caserma dei Carabinieri senza polemica, per comprare i terreni per case dei lavoratori non li avete! Venite poi in Consiglio a dirci poi perché per i carabinieri sì, gli speculatori di Courmayeur sì e i lavoratori no! Stai calmo Chantel che è la terza volta, Signor Presidente, per favore non voglio essere interrotto!
Montesano (P.S.D.I.) - Ha ragione, beh un richiamo...
Chincheré (P.C.I.) - Di tutte queste cose in questa legge non c'è niente. Noi non solo, non solo, si ripete per alcuni versi e qui forse giustificato, lo stesso identico errore che si commetteva per il fondo di rotazione; qui il Consiglio è chiamato a deliberare cosa? Dateci 800 milioni, noi li diamo all'IACP, dopo di che non si sa.
La Giunta, ancora una volta, fa la parte del leone, premessa, parentesi, cioè.
Visto che siamo alla scadenza del mandato, cade il Consiglio ma cade anche la Giunta, almeno per quanto riguarda la straordinaria amministrazione credo, non me ne intendo molto di queste cose, per fortuna mia non ho mai fatto parte di una Giunta, siamo anche d'accordo che per questo periodo di tempo gli impegni vengano presi esclusivamente dalla Giunta perché il problema, noi vogliamo che i terreni si comprino, che le case si facciano e vogliamo che queste cose vadano avanti, fidiamoci della Giunta, diamogli questo mandato, ma sia chiaro che nel prossimo Consiglio Regionale il Gruppo comunista opererà al fine che questo potere della Giunta venga ridato al Consiglio, vuoi perché avremo più tempo in avanti da fare.
Bene, io grosso modo credo di avere finito, probabilmente non ho finito ma fa niente, parlerò forse dopo quando entreremo nell'analisi, io credo comunque che alla Giunta e al Consiglio alcuni elementi di valutazione politica e amministrativa sul problema della casa, sull'uso di questa legge, speriamo che la Giunta sia già in grado di cogliere alcuni aspetti e di trarre alcune considerazioni.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola alla Vice Presidente Siggia.
Siggia (P.C.I.) - Seguo l'intervento del compagno Chincheré perché faccio una questione generale adesso sul tema della legge, preannunciando anche degli emendamenti poi per quanto riguarda gli articoli, ma mi pare giusto dare l'indicazione di perché e chiederò quelle modifiche in una discussione generale che coinvolge tutta la materia della legge come si è presentata.
E mi riallaccio all'ultima parte dell'intervento dicevo del Consigliere Chincheré proprio per quanto riguarda un potere dato alla Giunta che se per una parte, e ha ragione Chincheré, scelta delle aree e altre cose devono essere demandate alla Giunta proprio fintanto sta in carica e quindi una pratica immediata attuazione di questa legge può essere fatta, non mi trova più d'accordo quando si scende poi nel dare alla Giunta tutto il potere nell'assegnazione degli alloggi.
Qui nella legge si dice in realtà che per una parte degli alloggi vengono assegnati dall'Istituto Autonomo case Popolari, nell'articolo 3 si dice che una quota parte di questi alloggi saranno assegnati in affitto previa formazione di graduatoria secondo punteggi deliberati dalla Giunta regionale.
Ma mi pongo una domanda e credo che sia domanda che tutto il Consiglio si sia posta: questa legge costituisce una nuova impostazione per costruzione di case popolari e molte parti si può avvalere della graduatoria sia quelle per esempio tradizionali istituite con leggi nazionali dell'Istituto Autonomo Case Popolari qui invece si parla di graduatorie che saranno fatte comunali, in base, formate in base a condizioni a punteggio, che vengono però esaminate dalla Giunta.
Se noi pigliamo tutta la serie delle leggi a partire dal 1965 in avanti sull'edilizia economica e popolare vediamo come il Consiglio ha deliberato, proprio nei particolari, il modo di assegnazione; beh si scendeva nell'esame dei punti, tanti punti per la X casa, l'alloggio inabitabile, tanti punti per ogni persona appartenente al nucleo familiare, tanti secondo il reddito dei lavoratori.
Era quindi il Consiglio che stabiliva i criteri in base ai quali si formava quella graduatoria per l'assegnazione degli alloggi, e direi che ancora questo pomeriggio, quando abbiamo votato il disegno di legge n. 15, che ci è stato presentato con modifiche sulla legge per i mutui per l'edilizia popolare, si sono modificati alcuni criteri di graduatoria, ma li ha stabiliti il Consiglio.
La Giunta si è sentita in dovere di portare questo testo di legge perché il Consiglio approvasse certi criteri modificativi nell'assegnazione degli alloggi.
Beh se l'intendimento della Giunta era quello e pareva giusta questa strada scelta ed adottata che il Consiglio fosse partecipe nella decisione e della scelta dei criteri di assegnazione degli alloggi, mi pare che questo stesso concetto debba essere affermato nella legge successiva di iniziativa dell'Assessore alle Finanze che porta il n. 18, per cui ritengo che al di là delle considerazioni che Chincheré ha fatto sul complesso della legge sia indispensabile cambiare e modificare l'articolo 3 proprio perché sia il Consiglio regionale che determina i criteri in base ai quali gli alloggi vengono assegnati, e lo preciso adesso per non fare un intervento lungo dopo, che sostengo che gli alloggi, l'ho detto di proposito, non una quota parte degli alloggi, perché non mi pare logica la distinzione tra una quota di alloggi che vanno assegnati da parte dell'Istituto Autonomo Case Popolari e una parte dalla Regione anche perché creerebbero delle discrepanze proprio nei criteri e nei punteggi che vengono assegnati alle persone che fanno richiesta di questa casa.
Quindi, per questo motivo, ritengo che tutti gli alloggi debbano essere assegnati in affitto previa formazione di graduatorie comunali deliberate dal Consiglio regionale.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Chantel.
Allora Chantel, permetti che dia la parola al Consigliere Manganoni e così rispondo a tutti. Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Io non voglio assolutamente ripetere quanto ha detto Chincheré nel suo esauriente intervento che ha magistralmente centrato il problema.
Mi limiterò a trattare alcuni aspetti di questa legge e riferendomi ad alcuni precedenti.
Noi nel 1971, se vado errato l'Assessore alle Finanze mi corregga, avevamo 400 milioni in bilancio per le case popolari, nel 1972 ne avevamo un miliardo e mezzo, un miliardo e otto, nel 1973 ne abbiamo non so due miliardi e otto, tre, i miliardi li contiamo un po' come le noccioline; però di fatto cosa è successo? Che malgrado che da tre anni abbiamo un rilevante numero di milioni e di miliardi sul bilancio noi non abbiamo messo giù un mattone per le case popolari, perché? Perché secondo me le ragioni possono essere tante, secondo me l'errore base, di partenza, è questo: che le case non si possono fare in aria ma si fanno sui terreni e anziché stanziare solamente dei fondi per la costruzione delle case dovevamo stanziare dei fondi innanzi tutto per l'acquisto dei terreni se no le case non si fanno e poi per l'allestimento dei progetti e poi per la costruzione delle case.
Noi abbiamo proceduto tutto a rovescio e in tre anni non abbiamo concluso niente, noi, voglio precisare, non noi, perché da parte di questi banchi non è la prima volta che sollecitiamo, che interveniamo, che presentiamo delle interpellanze affinché si faccia qualche cosa.
Senonché le nostre richieste, le nostre insistenze non sono state recepite.
Ebbene io vedo qui in questa legge all'articolo uno dice: "È autorizzata la costruzione su aree di proprietà regionale site nei Comuni della Valle d'Aosta". Ora noi Consiglio possiamo almeno essere informati in quali Comuni della Valle si costruiranno queste case? Le costruiamo a Bionaz, St. Nicolas o ad Aosta? Beh io penso che almeno il Consiglio abbia il diritto di essere informato almeno di questo, in quali Comuni?
Primo.
Secondo: questi Comuni dispongono dell'area necessaria per la costruzione delle case?
Altri interrogativi ai quali pregherei l'Assessore di rispondermi perché se non mi risponde, abbia pazienza, io lo ribadirò fin quando risponderà.
Terzo. Ci sono i progetti per costruire queste case in questi Comuni? Perché se noi non disponiamo di questi elementi noi non facciamo che ripetere l'errore che ripetiamo da tre anni, cioè non metteremo giù un mattone, perché senza i terreni e senza i progetti non si può appaltare e quindi non si può iniziare i lavori; e allora pregherei l'Assessore di essere preciso in questa risposta.
A parte che poi all'articolo 2 vediamo: "La Giunta Regionale è autorizzata," cioè qui il Consiglio non esiste più, non esiste più il Consiglio in Valle d'Aosta, qui oggi è tutto demandato alla Giunta e io mi permetto di far presente una cosa: al secondo comma dell'articolo 2 dice che "La Giunta Regionale è autorizzata ad adottare i provvedimenti deliberativi necessari per l'acquisto delle aree", e il Consiglio? Fino ad oggi correttamente, e ne do atto, la Giunta ha sempre portato in Consiglio l'acquisto di un appezzamento di qualsiasi immobile per la Regione, non solo, recentemente abbiamo approvato l'acquisto di un appezzamento di terreno per l'accesso alla Casermetta di Arvier, il cui ammontare mi pare era di tre milioni, ebbene c'era la delibera con allegato la planimetria, ed allora i Consiglieri regionali si rendevan conto di quale terreno si acquistava, dove, poteva esprimere i suoi pareri, cioè non è che approvava così alla cieca, senza sapere cosa trovava.
Noi qui dobbiamo delegare tutto alla Giunta, insomma non è, secondo me, non è serio.
Al terzo comma ci siamo di nuovo "la Giunta Regionale è autorizzata ecc.", poi sempre al terzo comma ad un certo punto dice che "l'assegnazione degli alloggi avverrà secondo i vigenti regolamenti". Quali regolamenti? Quelli vigenti per l'Istituto Popolare sui cui regolamenti tutti siamo unanimi che è necessario rivederli perché come sono oggi si prestano troppo a certe manovre che conosciamo? O ci riferiamo ai vigenti regolamenti della legge che abbiamo testé approvato sulla assegnazione delle precedenti circa l'assegnazione di mutui per la costruzione di case? E quindi accenniamo a quali, almeno quali sono questi vigenti Regolamenti.
Non ripeto il resto, cioè quanto han già detto i mei compagni che mi hanno preceduto, sulla parte degli alloggi, una parte viene assegnata dal Comune, dalla Regione, da qui non si capisce bene da chi viene assegnato, comunque io ho già detto che non volevo affliggere il Consiglio, io sto constatando questo: che la Giunta presa alle strette, avendo perso tre anni con i rilevanti stanziamenti che avevamo in bilancio, e non avendo concluso, non avendo posato un solo mattone, per le ragioni che ho esposto e che non ripeto, alla scadenza del Consiglio tenti di far avallare al Consiglio tutto quello che la Giunta può fare, dicendo "delegate tutto alla Giunta" e noi Consiglieri dovremmo rinunciare alle prerogative del Consiglio e dei Consiglieri.
Ebbene questo non è serio: comunque siccome noi siamo d'accordo di fare le cose e di farle non diciamo presto, perché farle presto dovevamo farle tre anni fa, ma di farle almeno adesso però con una legge del genere ci lascia molto perplessi perché siamo ancora alla partenza dei terreni, di cui qui non si dice neanche in base a quali leggi si acquisteranno i terreni, se si tiene conto di quanto è stato detto qui in Consiglio circa la Commissione nominata per una legge correttiva, di cui si è parlato mi pare nel mese di dicembre, questa Commissione non ha ancora riferito in Consiglio, insomma noi vogliamo che le case si costruiscano, ribadiamo, ma vogliamo che si facciano, però non giudichiamo onesto che si prenda il Consiglio così per il collo alla sua scadenza per potergli poi dire: o avallate tutto quanto vogliamo fare noi Giunta o se no la colpa è vostra se le cose non si fanno, mentre se le cose non si fanno da tre anni, è da tre anni non per colpa del Consiglio ma dell'organo esecutivo che ha i fondi e le case non le costruisce. Ho finito.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Chantel - no Bordon.
Bordon (D.C.) - Vorrei se mi consente un piccolissimo inciso per dare magari anche possibilità a Chantel di dire qualche cosa di più se ancora non ne ha abbastanza.
Però io non posso lasciarmi scappare questa occasione e pur non avendo avuto nessuna intenzione prima di prendere la parola io sono qui che inizio e non so come finirò.
È indubbio che qui dentro noi per i ben noti fatti che io non sto a ripetere perché non voglio suscitare nessuna polemica, da tredici Consiglieri che eravamo qui dentro siamo ridotti a sei o sette, ripeto per tante volte, per l'ennesima volta siamo qui in un angolino ridotto in minoranza e su questo nessuno pone dubbi, perché più minoranza di noi indubbiamente siamo i vasi di creta in mezzo ai vasi di ferro, perché noi qui contiamo quanto il fante di picche, ma io mi sto demoralizzando perché non posso neanche più fare l'opposizione, perché il bello è questo: che chi sostiene questa Giunta che noi non abbiamo mai voluto riconoscere perché riteniamo sia retta dal Partito Comunista, ci si dice non è vero ma è così, perché se non avesse i voti del Partito Comunista sarebbe già caduta questa Giunta da lungo periodo, noi arriviamo qui dentro con l'intenzione di fare naturalmente delle logiche osservazioni dicendo, innanzitutto protestiamo perché non sappiamo dove verranno fatte le case, anche se nella parte di presentazione della legge mi si dice che la Regione ha comperato già tanti terreni, intende fare queste case - perché lo dice nella prima parte - ma uno arriva qui tranquillo per dire: ma signori noi non siamo soddisfatti di certe impostazioni, noi vediamo che tutto viene attribuito alla Giunta e come lo diciamo adesso lo avevamo detto circa mezz'ora fa, non avendo il consenso di nessuno e questo non ci preoccupa perché tanto poi le cose si ripetono, state tranquilli, ne vedrete con l'applicazione se lasciate tutto in mano alla Giunta, perché la Giunta oggi è questa, domani può essere un'altra, non è che si faccia la battaglia contro una Giunta si fa la battaglia per difendere le prerogative del Consiglio Regionale in un piccolo Consiglio come il nostro in modo particolare, dove questi problemi di massima importanza hanno da essere dibattuti qui dentro, perché non so se vogliamo dibattere qui dentro i problemi delle barbatelle o di altre cose e non discutiamo queste cose quando effettivamente si tratta di 800 milioni come se fossero buttati lì. Ha detto bene l'amico Manganoni, come se fossero delle noccioline.
Ma io che cosa ci sto a fare qui dentro? Vengo per criticare questa legge, ma non ne ho proprio bisogno, perché abbiamo sentito le osservazioni del Partito Comunista che hanno detto, è una critica continua completa questa legge, è una critica che naturalmente è condizionata da che cosa? Da quello che condizionano e noi è per questo che tante volte non prendiamo neanche più la parola, non ne vale la pena; noi arriviamo qui e ad un certo momento ci diciamo: 800 milioni per questa legge, case popolari, a basso reddito di affitto, per chi non ce l'ha, ma chi è che può votare contro? Perché è una cosa che non si può che approvare, ma naturalmente tolto il nocciolo della questione vogliamo anche sapere come vengono dati.
Ma io che mi ero preparato un po' non ho più niente da dire, perché fra Chincheré, la Sig.ra Siggia e Manganoni hanno detto tutto alla perfezione, questa legge, dice bene Manganoni, sarebbe una cosa che si dovrebbe neanche approvare, perché in fondo in fondo è talmente inconsistente, non come capitale, perché gli 800 milioni ci sono, ma per quello che potrà avere lo sviluppo futuro che ci lascia veramente perplessi, perché arrivati ad un certo momento noi veniamo fuori e, giustamente si dice, qui siamo arrivati dopo due anni, tre anni, sono parole di Manganoni non sono le mie, e io non voglio neanche farle mie perché non sono qui per recepire niente da Manganoni, ma ad un certo momento si sente dire non avete fatto niente per tre anni e quindi adesso all'ultimo momento, per quella data ben nota che tutti aspettiamo perché sarà l'unica che porterà di nuovo la serenità e la chiarezza in questo Consiglio Regionale, che sarà quello delle future elezioni che, se non sbaglio, saranno finalmente al 10 giugno, ebbene perché siamo alla vigilia di questa data ecco che vengono questi provvedimenti a spron battuto, che noi naturalmente dobbiamo approvare.
Quindi noi siamo veramente d'accordo con voi, ma io mi auguro che questo sistema, e qui ne abbiamo ancora delle leggi perché ne sono già passate tante ma mi auguro che non tutte le leggi che ci vengono portate così a spron battuto abbiamo da vere questo risultato, perché ricordatevi che passando tutte queste leggi è vero che abbiamo soltanto più un paio di sedute, ma indubbiamente non è il modo serio di farle passare, perché noi dovremo dire questa legge qui così com'è non la vogliamo, deve essere rinviata, ma siccome siamo ai termini scaduti ormai non possiamo che non rinviarla, la possiamo approvare.
Quindi io desidero solo che rimanga ben chiaro agli atti, noi siamo solidali con quanto avete detto, anche se certe nostre barriere ci dividono e ci divideranno probabilmente sempre, almeno per qualcheduno di noi perché questi sono i nostri principi, ma finché portate avanti questi discorsi siamo d'accordo, perché noi qui stiamo approvando che si dice "in mancanza di meglio approviamola" perché non possiamo farne a meno, ma signori stiamo discutendo di 800 milioni, qualche volta discutiamo di un miliardo e mezzo e quindi noi siamo qui soltanto per dire approviamola in mancanza di meglio; io mi permetto, grazie a Dio ce ne sono di quelli molto più vecchi di me in questo Consiglio e ci guardiamo a vicenda, quindi io mi permetto di dire che questo non è il sistema di far passare le leggi in Consiglio Regionale serio, perché se la legge non va, se noi dobbiamo discutere sui punteggi, se noi dobbiamo discutere qui dentro di come viene applicato questo regolamento, indubbiamente noi oggi facciamo una cosa con enorme faciloneria, che non può essere approvata da nessuno.
Indubbiamente mi permetto di avvalermi ancora, perché mi è stata data la parola, di ribadire questo principio che da alcune sedute io vedo venire fuori, vedo affiorare con molta preoccupazione, prendetemi qui tutti i capoversi di questa legge, e l'ha fatto notare la Sig.ra Siggia, io chiedo scusa non posso mica inventare altre cose perché le leggo, "La Giunta Regionale è autorizzata ad adottare i provvedimenti deliberativi", "La Giunta Regionale è altresì autorizzata ad affidare locali", la Giunta Regionale fa tutto, e noi che cosa ci stiamo a fare qui dentro? Ecco tutto qui, d'accordo, vedi Manganoni dopo vent'anni di battaglia in Consiglio Regionale probabilmente alla vigilia delle elezioni per dieci minuti o per tre sedute andiamo d'accordo, ma questo è veramente grave, perché noi qui dentro passiamo dei provvedimenti di 800 milioni, un miliardo, un miliardo e mezzo e li passiamo soltanto perché diciamo tanto non possiamo fare più niente, perché se io per esempio criticassi questo e per protesta contro questa impostazione, perché mi è stata portata avanti all'ultimo momento, io dovessi votare contro, indubbiamente avrei la critica e l'opposizione di tutti; ma io penso che se avessi detto le parole che avete detto voi contro la Giunta attuale un boato sarebbe avvenuto fuori qui dentro, quindi io vi ringrazio, mi associo a quanto avete detto e naturalmente anche noi voteremo a favore perché questa è la serietà che noi abbiamo adottata qui dentro.
Dolchi (P.C.I.) - Due brevi considerazioni sulla legge; sulla legge e sulle osservazioni che ha fatto il collega Bordon; dice: i comunisti sostengono la Giunta e poi criticano i provvedimenti, ebbene noi abbiamo detto in parecchie occasioni quando il nostro voto è stato determinante per la Giunta, che sostenevano la Giunta sui provvedimenti che la Giunta presentava al Consiglio avremmo fatto le nostre critiche, avremmo portato il nostro contributo convinti in questo modo di assolvere al nostro mandato di Consiglieri regionali.
Abbiamo detto in parecchie occasioni, e forse su questo non siamo d'accordo, non solo su questo, ma particolarmente su questo non siamo d'accordo con il collega Bordon, il Consigliere regionale sia di maggioranza che di minoranza deve sforzarsi di portare il suo contributo all'Assemblea elettiva, di portare il suo contributo alla elaborazione, alla discussione e alla decisione dei provvedimenti. Abbiamo sentito dire più volte da Bordon "la maggioranza decide, propone, la minoranza critica", e ancora adesso ci ha detto: "avremmo voluto criticare noi minoranza questo progetto di legge, lo hanno già criticato i colleghi comunisti".
Noi l'abbiamo criticato e presenteremo anche degli emendamenti perché secondo noi questa è la nostra funzione, nell'intento di migliorare i provvedimenti e di migliorarli nel senso che questi provvedimenti debbono essere il più possibile orientati per soddisfare le esigenze dei lavoratori e delle masse popolari.
Quindi non è un atteggiamento di vigilia elettorale, è un atteggiamento coerente che sempre in quest'aula abbiamo tenuto, in minoranza non abbiamo mai criticato per criticare, ma anche come minoranza abbiamo portato avanti le nostre idee affinché in emendamenti o in contributo nel corso della discussione potessero essere recepiti dalla maggioranza e quando in certi momenti il nostro voto diventa determinante anche in quel momento noi portiamo avanti la nostra battaglia per affermare determinate cose che riteniamo giuste, e il fatto che discutiamo del problema della casa non alla vigilia delle elezioni, lo sta a dimostrare tutta un'azione di carattere esterno che abbiamo fatto con gli interessati, con quelli che avevano bisogno delle case, con i cittadini del centro storico che hanno fatto le manifestazioni, la nostra discussione che ha portato alla presentazione della legge che discutiamo assieme a queste iniziativa della Giunta già due anni fa. Ecco quindi la nostra posizione, e ho voluto ribadire chiara nei confronti dei provvedimenti legislativi e di qualsiasi provvedimento che viene portato all'esame consiliare, qualsiasi provvedimento avrà sempre il nostro contributo e sarà approvato quando va in direzione delle necessità e delle esigenze delle classi lavoratrici, delle masse popolari.
E questa legge ha una caratteristica: l'utilizzazione, e dicevo prima che non esclude la legge nostra, quella portata al punto 18 dell'ordine del giorno, proprio perché ha una caratteristica, ha la caratteristica di utilizzare quegli 800 milioni, che ricordava il collega Chincheré, il Partito Comunista si è battuto perché fossero inseriti nel bilancio del 1973 quale dimostrazione delle possibilità che ha una Regione Autonoma come la Valle d'Aosta di affrontare, a livello regionale, delle riforme fondamentali della vita del nostro paese.
Ci sono 800 milioni, questa legge tende all'utilizzazione degli 800 milioni, ed ecco perché non ne facciamo un emendamento, ma una sottolineatura ci va, non è solamente come dice il primo rigo dell'articolo 1 che questa legge viene fatta per la ripresa dell'industria edilizia nel campo dell'edilizia economica e popolare, questa legge viene fatta per dare degli alloggi a basso fitto a quanti ne hanno bisogno e, in misura più ristretta nell'ambito amministrativo, per l'utilizzazione di 800 milioni che a questo fine sono stati inseriti nel bilancio del 1973.
Ecco quindi la nostra posizione su questa legge in Consiglio Regionale, come già l'avevano illustrata alcuni colleghi, e che si traduce anche per quanto riguarda l'articolo due, lo dico adesso così non riprendo più la parola, nella rinuncia, lo diceva il collega Manganoni, e mi sembra che sia valido, nella rinuncia di una nostra posizione coerentemente e insistentemente assunta nel Consiglio Regionale, e cioè che il Consiglio Regionale non può e non deve abdicare a delle sue prerogative, e quindi è chiaro che quando l'articolo due prevede che la Giunta Regionale è autorizzata ad adottare i provvedimenti deliberativi necessari per l'acquisto delle aree e per la costruzione dei predetti fabbricati, noi dobbiamo sottolineare il perché accettiamo questa dizione che non avremmo accettato in un altro momento; lo accettiamo perché se vogliamo utilizzare gli 800 milioni, trovandoci in fine di legislatura al penultimo o al terzultimo Consiglio Regionale, non saremmo in grado di utilizzare questi 800 milioni , se demandassimo questi compiti come dovrebbe essere, come giusto sia, se li demandassimo al prossimo Consiglio Regionale.
Bisogna acquistare subito le aree, bisogna provvedere subito, bisogna acquistarle anche perché all'Art. 1 si dice che gli stabili vengono costruiti su aree di proprietà regionale e quindi è indiscusso che all'Art. 2, queste aree dobbiamo comperarle se vogliamo soddisfare alla norma prescritta dall'Art. 1, al concetto che ispira la legge, dobbiamo autorizzare la Giunta a fare, a prendere questi provvedimenti, sennò verrebbe meno tutto il principio ispiratore della legge, verrebbe meno la stessa legge che vuole utilizzare entro il 1973 questi fondi, se non autorizzassimo la Giunta a fare questi provvedimenti.
È però una posizione e noi ci teniamo a sottolinearlo, di natura eccezionale, straordinaria, motivata dalle considerazioni che ho fatto adesso e che riguardano la necessità di ottemperare con questa legge a un indirizzo sancito con la cifra di 800 milioni nel bilancio del 1973.
Se così non facessimo, se non rinunciassimo per questa occasione in via eccezionale alla nostra posizione di principio sui poteri del Consiglio Regionale, in fatto di acquisto di aree, non avrebbe valore il provvedimento legislativo.
Fatto eccezionale, della delega alla Giunta per questi provvedimenti, lo dimostriamo subito dopo, quando ha annunciato la collega Siggia, noi chiediamo che per un provvedimento che non è così urgente, perché sarà fatto quando le case saranno in via di ultimazione, cioè, per l'assegnazione e soprattutto per stabilire quali saranno i punteggi, noi chiediamo e lo chiediamo formalmente con un emendamento che presenteremo all'Art. 3, che non sia la Giunta Regionale a stabilire i punteggi, ma sia il Consilio Regionale, il prossimo Consiglio Regionale, perché per questo ci sarà tempo, le case certamente, non saranno costruite prima di luglio, e da luglio in avanti, o per lo meno non saranno ultimate prima di luglio, e da luglio in avanti, il Consiglio Regionale, avrà il tempo di stabilire i punteggi come ricordava la Consigliera Siggia, in base a tutta una prassi stabilita nel Consiglio Regionale della Valle d'Aosta.
Ecco quindi, ho voluto ribadirlo il nostro voto favorevole alla legge, la nostra presentazione di emendamenti che si ispirano a questi principi che hanno sempre orientato le nostre posizioni e i nostri voti in questa Assemblea.
Dujany (D.P.) - In relazione ad alcune affermazioni politiche, fatte dal Consigliere Bordon, vorrei farvi notare che questa Giunta, porta avanti problemi concreti e chiede il voto dei vari gruppi consiliari che ritengono opportuno di dare l'appoggio e di sostenere queste proposte che riteniamo aderenti alla realtà della popolazione e riteniamo validi nell'interesse della popolazione stessa e rispondono alle esigenze concrete di un certo momento politico che stiamo attraversando.
Per quanto riguarda le altre affermazioni fatte da Bordon mi pare non ho nulla da aggiungere, perché se rispondo a Bordon risponderei prima a Manganoni, poiché lui, non ha fatto altro che ricalcare pedestremente quanto è stato detto, forse molto più abilmente da Manganoni, ed è la fase critica, la fase fatalistica di chi deve votare un qualcosa che è stato proposto dalla Giunta senza capacità e volontà di fare proposte alternative e sostitutive che tendono a risolvere i problemi concreti.
E mi pare che merito di questa Giunta, forse è stata anche questa, di rompere gli schemi tradizionali dei "frondismi" vuoti di contenuto e vuoti di concretizzazioni e realizzazioni, ma piene di parole.
Se alla vigilia elettorale stiamo portando avanti e richiediamo al Consiglio l'approvazione di una serie di provvedimenti, questi non sono provvedimenti nati come funghi in questi ultimi mesi, ma sono provvedimenti che erano già stati illustrati in sede di approvazione bilancio 1973 e preparati sin dagli ultimi mesi del 1972.
Certo che ci è voluto un po' di tempo per prepararli materialmente per farli approvare dalle varie Commissioni e secondo il regolamento e, oggi sono alla discussione del Consiglio, sono alla vostra osservazione e sono soggetti alla vostra critica ed alla vostra approvazione.
In merito ai problemi urgenti e ai problemi importanti, portati alla vigilia delle elezioni, vorrei farvi notare che in una visita al Consiglio del Vallese, abbiamo sentito, in una Regione Cantonale che ritengo ricca di esperienza democratica e di vita concreta, discutere problemi estremamente importanti e direi che da noi direi non elettoralistici, problemi anche difficili, alla vigilia delle elezioni.
Stavano quindici giorni prima delle elezioni o un mese prima discutendo il Piano Urbanistico del territorio, la legge quadro Urbanistica per tutto il Cantone del Vallese.
Stavano discutendo tutto un programma ospedaliero che comportava delle spese di parecchi miliardi.
Quindi, mi pare che questo lavoro non è dovuto alla vigilia elettorale ma è un adempimento che abbiamo ritenuto opportuno di portare avanti in conseguenza degli impegni che c'eravamo presi in occasione dell'approvazione del bilancio e che hanno già costituito oggetto di una lunga discussione in sede di discussione di sede di approvazione di bilancio da parte di tutti i gruppi consiliari.
Problema dei voti: ma Signor Bordon, caro Consigliere Bordon ieri tu, hai votato con i Comunisti una proposta, ma guarda un po' democristiano e comunisti avete votato insieme contro di noi oggi ha di nuovo fatto lo stesso nell'Articolo del fondo di rotazione in cui i Comunisti erano contrari alla proposta della Giunta, tu ti sei comodamente accomunato a loro e, per carità, nulla da dire era naturalmente un tuo comportamento che hai ritenuto opportuno seguire, perché rispondeva probabilmente a un problema concreto, a un problema che sentivi naturalmente di risolvere in quel modo.
Nulla da rimproverare, però, Signori miei, o c'è una logica e una coerenza oppure c'è una coerenza di fatti e un certo comportamento conseguente ai fatti, oppure c'è una coerenza diversa.
Per quanto riguarda il problema specifico della delega alla Giunta, è vero che esiste naturalmente in questa legge una certa forzatura di delega alla Giunta, però è dovuto questo un po' alla necessità dei tempi e in rapporto ai momenti che in vigilia di sospensione di cessazione del mandato del Consiglio Regionale e della necessità di poter subito utilizzare subito questi finanziamenti.
Per quanto riguarda, mi pare che la cosa è già stata sufficientemente chiarita, dal Consigliere Dolchi, per quanto riguarda invece il problema dell'assegnazione degli alloggi, nulla vieta, naturalmente di vedere il problema attraverso una graduatoria fissata con criteri diversi.
Chantel (P.S.I.) - Intanto, faccio presente che all'Art. 2, c'è scritto, gli atti relativi al secondo e terzo comma del presente articolo, debbono espletarsi entro 60 giorni, dell'entrata in vigore della legge, e in ultimo c'è scritto che la legge è considerata urgente, ecco il perché della delega alla Giunta.
Perché, o si vogliono fare queste cose, o si vuole effettivamente adoperare questi 800 milioni che non son stati dati improvvisamente, beh; ha detto il Presidente della Giunta, Dujany, che questi 800 milioni, son già stati elaborati nel mese di settembre, ottobre, quando si stava preparando il bilancio, e son stati votati regolarmente nel bilancio, perché non son stati storni di fondo, sono utilizzazioni di fondo che esistevano in bilancio.
In quanto alle altre richieste di Manganone, io dovrei fargli presente tre cose.
Per poter costruire in qualunque posto, compreso la città di Aosta, bisogna mettersi d'accordo col Sindaco, il quale ha i suoi diritti, vero, e le sue progressive per quel che riguarda l'edilizia, e la zona di costruzione.
Perciò, quando noi diciamo che costruiremo su terreni di proprietà della Regione, e se anche la legge, ripeto, è venuta, portata in ritardo, perché tutti questi pour parler, questi controlli sul Piano regolatore di Aosta, questa possibilità di avere le aree e noi le abbiamo, d'accordo col Sindaco, le abbiamo quelle due o tre che in pochi giorni saranno definite, dove noi potremo, approvata la legge, dar subito corso, immediato agli appalti, di modo che si cominci a far subito qualcosa, perché sarebbe ridicolo di dire di dover andare incontro ai lavoratori dell'edilizia, perché tutto questo fosse proiettato in un futuro molto lontano.
Aggiungo qualcosa di più, perché ci sia serviti dell'Istituto Case Popolari, perché l'Istituto Case Popolari ha già tutta una serie di piani, di cui avrebbe dovuto usufruire qualora avesse avuto i terreni.
Perciò, non è che noi siam preoccupati di andare per tempi lunghi, andremo per tempi brevi.
Abbiam cercato tutti quegli agganci che ci dessero effettivamente la possibilità di farlo subito, e, naturalmente abbiamo allargato nella richiesta, perché se nelle altre zone, vero, in cui vorremmo fare qualcosa, il terreno fosse di proprietà comunale o non ci fosse, dovremo trovare il mezzo di averlo.
È logico che le zone che hanno la caratteristica con la presenza dei lavoratori, per l'edilizia popolare.
Questo non è manco da discutere, e, il resto come già ha pronunciato il Presidente della Giunta, levati via i punti dove abbiam messo "La Giunta", per necessità di poter varare e portare a termine questo, perché se avessimo avuto del tempo, non ce ne importava proprio niente, per il resto, dove è possibile accettare che sia il Consiglio a decidere, noi siam perfettamente d'accordo.
C'è un solo fatto che voglio far presente, siccome Dolchi ha ricordato il centro storico, e i provvedimenti che a suo tempo abbiam preso per una parte delle famiglie del centro storico, e avendo a suo tempo, la Valle, dei locali che non può abbattere, delle case comprate per abbatterle, e non può abbatterle perché magari c'è una sola famiglia dentro, la quale non è entrata in... (?) ...e non sa dove andare, era logico che amministrativamente si prevedesse anche per questi casi sporadici che non sono molti, dove c'è una famiglia o due,, in una casa già totalmente vuota, che è da abbattere per necessità di abbattimento o è pericolosa, perciò abbattere era logico che inserissimo in questo punto, vero, la possibilità di trasferire queste famiglie, perché è chiaro che son famiglie povere, perché vi assicuro che se fossero famiglie a un reddito sufficiente, io non esiterei a ricorrere all'Autorità Giudiziaria.
È logico, però che trovandomi di fonte a una famiglia povera, questo purtroppo non lo posso fare, perciò devo aggiustarmi, per poter collocare queste famiglie e poter procedere dar la possibilità...(?)... di queste case che ora sono pericolose o sono state comprate per abbattere.
Ecco la ragione per cui s'era cercato di mettere in questa legge, queste poche norme, e io ritengo che sul punto lì, a punteggio deliberato dalla Giunta Regionale, possa benissimo essere sostituito dal Consiglio Regionale, perché questo, non porta alla non applicazione e a servirci all'impiego di questi 800 milioni, porta a un futuro che non riguarda più la possibilità, mentre negli altri casi è stata una necessità, per potere entro 60 giorni, e, faccio notare che sulla legge c'è scritto entro 60 giorni, perché siccome è una legge urgente, dal momento che è applicata, entro i 60 giorni, e prima se è possibile, perché entro il tempo massimo, cioè, immediatamente, si provveda a firmare i contratti, a dar gli appalti e viaggiare.
I progetti ci sono, ecco perché ci rivolgiamo alle case Popolari perché i progetti li hanno, con la sola differenza che non hanno i terreni.
Questa è la verità, perché se avessero i terreni, vero, i progetti li avrebbero già messi in atto.
Vero quantitativo, io non so, qui si dovranno costruire almeno una sessantina di alloggi, e gli altri si costruiranno nelle altre zone della Valle.
Vi aggiungo qualcosa di più, che usufruendo di terreni già di proprietà della Regione, e ripeto subito, abbiam preso in osservazione proprio la parte di quei terreni comprati entro quest'anno, dove son uscite delle zone, dove effettivamente l'edilizia si può fare, a fianco ci son già altri fabbricati in costruzione, vero, questo naturalmente che cosa importa, se noi invece di comprarli, usufruiamo di terreni che abbiamo già, questo sarà tutto a vantaggio, per fare magari qualche alloggio di più.
Questo è logico, ed è proprio per questo che cercheremo di utilizzare i nostri terreni.
È una scelta che naturalmente noi, al momento opportuno, dovremo fare assieme al Consiglio comunale di Aosta, attraverso il Sindaco, il quale ci darà il nulla osta, per quei dati terreni che siano o non siano vincolanti (questo è un altro paio di maniche); non so se ho dato il concetto, ecco, perché ci son questi concetti, e naturalmente una legge che bisogna fare entro il tempo ristretto, e in cui lo scopo principale è quello di adoperare questi 800 milioni, subito, può avere delle pecche siamo d'accordo, gli articoli son stati ridotti ai minimi termini, vero, perché forse se ne scrivevamo di più, le pecche aumentavano invece di diminuire.
Non ho altro da aggiungere, e credo di aver risposto esaurientemente alle richieste fatte.
Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio è d'accordo nel chiudere... Prego, allora prima di chiudere la parola al Consigliere Bordon.
Bordon (D.C.) - Allora, io vorrei, volevo anzi riservarmi la seconda cartuccia perché ritenevo di ottenere il risultato che ho ottenuto, in quanto che, come vedete il mio intervento, grazia a Dio, non è stato gradito né dalla Giunta, né dal Partito Comunista, quindi è proprio quello che volevamo dimostrare.
Questa netta distinzione ed è proprio il risultato che ci aspettavamo, perché effettivamente, checché se ne dica, non volevamo avere dei connubi, se non fossero più che chiari.
Allora, fatta questa piccolissima premessa son contento di sprecare la mia seconda cartuccia, così almeno anche se sarò insultato, non avrò più la possibilità di rispondere e farò anch'io come fa qualcheduno, che attacca, critica, poi se ne va e non si fa vedere in aula.
E andrò anch'io a prendermi un caffè, tanto più che in tutto il pomeriggio non l'ho preso.
Allora, vorrei cominciare a rispondere amichevolmente perché questo è bello, è un dibattito molto simpatico, perché è stato tenuto su quei binari che qualche volta invece con altri interlocutori non riusciamo a mantenere.
Quindi con un certo fair play, con una certa educazione, con una certa simpatia anche nella discussione.
Maggioranza, minoranza: è venuto fuori l'amico Dolchi.
Mi chiama collega e io lo voglio chiamare amico. E dice: le maggioranze, le minoranze.
Le minoranze, devono, dice secondo te, pungolare ecc. ecc. ma io mi domando, noi abbiamo sempre portato avanti tutto quello che potevamo fare come minoranza, e, le ho chiesto l'autorizzazione, subito l'amico Ramera, per esempio, io non posso dimenticare perché se forse mi aveva sollecitato, quando ad un certo momento, nel riparto finanziario, vedemmo partire Ramera col presidente della Giunta, Dujany e Ramera accompagnò l'amico Dujany da Fanfani, perché queste disposizioni sul riparto, passassero al più presto.
Quindi noi... (voce) ...E, ma bravo, tanto per cominciare mi aiutate, siete gentili perché mi aiutate sempre, sono arrivato alla Giunta, son rimasti lì, dopo otto mesi di vuoto, non di "vacanza", perché chi aveva lasciato il vuoto era ammalato grave, e qui avevano avuto il coraggio di chiamarla "vacanza", come se uno fosse andato nelle Hawaii a passeggio, cosa che molti Assessori attuali, qualche volta fanno.
Non era una vacanza, era un vuoto, era un vuoto, siano arrivati qui dopo 8 mesi di vuoto, voi sapete che fino a prova contraria, credo, che l'incombenza di un Presidente della Giunta, siano abbastanza gravose, è vero che ho dovuto ricredermi, perché abbiamo visto un Presidente cella Giunta che con la massima tranquillità ha ricoperto per un lasso di tempo: e la Presidenza della Giunta e l'Assessorato ai lavori Pubblici, quindi è segno che quando è arrivato lui, di vecchio, non aveva trovato molto.
Però abbiamo avuto il dispiacere di rimanere anche solo per 8 mesi, erano già troppi, perché erano veramente gravosi, proprio per gli 8 mesi.
Allora non ho potuto risolvere il problema del riparto, perché siamo rimasti poco tempo, ma indubbiamente se l'attuale Giunta vuole essere un po' obiettiva, e se non lo vorrà essere lo dimostreremo in altro luogo e in altri tempi, la Giunta ha trovato delle impostazioni per il nuovo riparto che sono state preparate non da me, ma dai funzionari della Finanziaria e della Segreteria Generale, e che sono stati portati avanti dalla Giunta, perché la Giunta ha evitato il buono e il cattivo, come tutti i Presidenti di Giunta, hanno ottenuto e hanno fatto, ed è l'ora di finirla di portare avanti quel culto della personalità, come bene la definisce il Partito Comunista, quando si porta qualcheduno su certi piedistalli, sembrano siano stati salvatori della patria, perché la Patria Valdostana, non è stata salvata in questi ultimi tre anni, la Patria Valdostana è stata salvata da, è stata salvata da tutti i Partiti, da tutti i colori, da tutte le idee dal 1943 in poi, e quindi non dobbiamo niente di straordinario e le decisioni che sono venute fuori a favore della popolazione valdostana, non sono state prese dalla Giunta, ma sono state votate da tutto il Consiglio.
Io, su questa strada potrei continuare per delle ore, ma non lo faccio, proprio perché siamo troppo vicino alle elezioni e avremo il tempo di sfogarci sulle pubbliche piazze, con la massima tranquillità.
Quindi, rimaniamo a dei problemi concreti, e seri.
Allora, Dolchi, noi abbiamo sempre portato il nostro contributo, ma qualche volta ci demoralizziamo anche e non comprendiamo più niente, e diciamo che qualche volta il comportamento di tutti noi qui dentro, ha da essere una farsa per chi ci vede, per chi ci ascolta, per esempio, io so che ieri sera abbiamo finito il Consiglio Regionale alle otto, voi vi siete riuniti coi D.P., avete discusso per due ore, per certi problemi e oggi come oggi, vediamo venire in aula con delle divergenze di impostazione che, a un certo momento ci fanno venire delle perplessità che potrebbero essere dei dubbi, e dire, ma è un dubbio che mi viene, ma si vuol solo far finta di non andare d'accordo o un certo momento si hanno altri arrière pensée, perché questo è il problema, perché quando Dolchi mi dice ad un certo momento, noi votiamo questo, soltanto per usufruire, utilizzare quegli 800 milioni, ma l'ho detto anch'io, lo facciamo anche noi, però io non mmi son permesso, anche se mi si è detto che ho seguito pedestremente, notate la battuta che il suo punto cattivo, che bisogna notare, perché noi, minoranza non sappiamo che "seguire pedestremente", quella stessa persona che oggi usa quel titolo, era con noi e faceva lo stesso lavoro che facevamo noi, perché quello che non abbiamo fatto noi, facevano parte di una Giunta, nella quale questi Signori, facevamo parte di una Giunta, della quale questi Signori, facevano parte, quindi fa ridere anche questo ma non ha importanza, il problema è un altro.
Ecco, io dico a Chantel, bravo Chantel, hai portato avanti una legge, per me non è una legge fatta bene, non la condivido, però va bene lo stesso.
Perché, perché si utilizzano gli 800 milioni, che abbiamo, ma appunto, non ho potuto venire qui, ecco il dubbio, che mi sorge, che qualche volta vi mettiate d'accordo con i vostri amici Comunisti per far dire a loro tutto quello che temete che si possa dire noi, perché effettivamente, noi non avremmo potuto dire nient'altro.
Quando io vedo il buon Manganoni, che vien fuori e dice: "Signori, in tre anni, non abbiamo tirato fuori neanche un bastone", non so che cosa hai detto, basterà leggere il verbale, e ben, a questo punto non posso che associarmi con te, non ti abbraccio per la soddisfazione, ma indubbiamente sono le parole che tu hai usato più duramente, crudamente, di quello che avrei usato io, ma in fondo in fondo, mi suggeriva l'amico Ramera, le stesse cose, dice: "abbiamo fatto interpellanza ecc.", invece io sono di un'altra pasta, perché io ritengo che ad un certo momento non si è portato avanti, sempre per altri motivi, ben venga; però possiamo dire, lo hai detto tu, lo abbiamo detto tutti, che è una legge portata avanti così sulla carriola, perché arrivi subito a destinazione, e non se ne parli più.
Detto questo, io ringrazio il Presidente della Giunta per gli spunti che mi potrebbe dare, qui sopra, perché ce ne sarebbero a iosa, tirare fuori per esempio a un certo momento, se non sbaglio il "pedestremente" non mi ha colpito granché, ma portare avanti i problemi concreti, ma mi ricordo un nostro e un vostro amico che ad un comizio in Valle d'Aosta, ebbe a dire che "gubernar no es asfaltar", e in quella occasione gli demmo tutti ragione, perché si disse che i problemi da difendere in Valle d'Aosta, e allora non si può dire portiamo avanti dei problemi concreti, poi chi li vota, chi non li vota lascia stare, perché mi sembra che questa sia un'impostazione che abbia un certo materialismo porti avanti un qualche cosa, ma che sia una linea politica, una linea che un Consiglio regionale deve avere, io non lo condivido.
Tanto più che c'è stata una battuta del Presidente del Consiglio se non sbaglio, ieri o stamattina, non so quando, che dice ma tanto qui dentro siamo tutti in minoranza, perché è vero che, non c'è più maggioranza, io mi avvalgo dell'autorevole parola del Presidente del Consiglio e poi ricordo il sorriso del Presidente della Giunta, siamo tutti in minoranza, non si capisce più niente, perché una maggioranza non c'è, secondo certe impostazioni.
Ma, qui perdonami Dujany, rispondo solo a quello che mi hanno detto, solo questo per favore, rispondo solo a questo.
L'amico Dujany, mi fa piacere, perché abbiamo anche qualche origine svizzera, e quindi quando dice noi andiamo nel Vallese, abbiamo assistito, bene non è una cattiveria, perché ce la siamo già detta tante volte, l'altra era vecchia, questa vecchia e gobba,, se vuoi, però indubbiamente in Svizzera, tu ha trovato della gente che è molto seria, della gente che può discutere di problemi importanti anche a 24 ore dalle elezioni, della gente che però, e qui la battuta cattiva, ma non è troppo cattiva, è una realtà, ad un certo momento, gente che quando entra però in una lista, e riesce con una certa votazione in una lista con una certa impostazione, non scappa come avete fatto voi... (voce) ...Io guardo solo le mie qui, e mi preoccupa questa, perché indubbiamente se noi andiamo avanti così, abbiamo già avuto alcune scissioni in questo Consiglio, credo che l'unico a esserne rimasto immune e gli auguro di poter continuare questa strada, sia per la sua costituzione interna, come per i suoi principi, è il Partito Comunista, perché tutti gli altri, le scissioni le hanno avute, 13 Consiglieri, quattro o cinque soddisfatti, gli altri no, addio Ninetta, si passa dall'altra parte, e altre soluzioni le abbiamo viste in altri banchi, ma non è il caso di ricordarlo, perché tutti ce li ricordiamo.
E allora, dicevo, è gente che effettivamente ha una certa serietà ecc., noi abbiamo votato con i Comunisti, ma ci vogliamo divertire anche un po' noi, abbiate pazienza, ma solo voi vi dovete divertire anche un po' noi, abbiate pazienza, ma solo voi vi volete divertire, e l'unico Partito, al quale non sia concesso di poter fare qualcosa coi Comunisti, è il nostro, e io che voglio bene a Manganoni, come Manganoni vuole bene a me, perché da oltre vent'anni, ci sorridiamo in queste aule, quante volte ci siamo detti: pensa Manganoni, otto Comunisti, 13 Democristiani, in 21, che maggioranza di ferro, cosa conterebbero gli altri, ma a noi questo non è concesso, perché ... dobbiamo dire noi per certi principi di libertà, di difesa dell'uomo, non siamo d'accordo coi Comunisti, che la vedono in un altro modo, e non ci è concesso il giorno dopo averlo detto, venire con voi e collaborare con voi.
Ma se penso che i tempi abbiano a cambiare, quando ci saranno dei giovani, non più noi, perché essendo ormai incancreniti su quella strada, non possiamo certamente cambiare, chissà che questo non abbia a cadere, e allora certi movimenti che queste cose non vogliono capire, che portano avanti soltanto per convenienze politiche, economiche, e se ne accorgeranno allora.
Quindi, io non ho nient'altro da dire, ci sia concesso anche a noi, qualche volta di fare qualche cosa di diverso, e come dico, Chantel, speravo che Chantel mi insultasse anche lui, invece con Chantel non ci si può insultare.
Io sono contento che Chantel abbia portato avanti questa legge, abbiamo detto prima che votiamo ma se non avessimo discusso un'ora e più, l'avremmo votata ugualmente, perché si arrivava qui, di fronte alla necessità, era necessario votare e qui quindi, la Democrazia Cristiana, non dico con dispiacere, perché avremmo voluto che ci fosse qualche cosa di più, però siamo contenti che vengano utilizzati quegli 800 milioni, e vedremo nel futuro, come è stato detto di mettere tutti i nostri accorgimenti, affinché vengano spesi e utilizzati e destinati nel migliore dei modi.
Bancod (U.V.) - Io volevo chiedere qualche chiarimento, chiarimento che avevo già chiesto stamattina.
Ma, il Partito Comunista ha presentato un disegno di legge ed è stato chiaro sulle percentuali, cioè il 70% per Aosta e il 30% per la Valle.
Questo provvedimento non dice niente, non dice e ci preoccupa un po', perché l'intervento dell'Assessore Chantel, praticamente ha parlato quasi esclusivamente della città di Aosta. Io, richiedo che questo, insomma mi preoccupa un po' e vorrei un'affermazione, che non vadano poi tutti, insomma alla città di Aosta, perché tutti ne hanno bisogno, anche i nostri Comuni, insomma, bisognerebbe vedere di fare un po' una percentuale.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, facciamo questa votazione. Siete d'accordo per la chiusura della discussione che mi è stata chiesta, in linea ufficiosa dal mio Segretario?
Allora chiudiamo la discussione, siete d'accordo? Va bene.
Si passa all'esame dei diversi articoli, io prego chi ne ha. Allora se ci sono degli emendamenti, vengano fatti presenti.
Art. 1.
Manganoni (P.C.I.) - ... all'Assessore che non mi ha risposto, allora glielo chiedo adesso, in quali Comuni intende costruire? Parla di aree di proprietà regionale, e conferma che ha delle aree di proprietà regionale, mi dica grosso modo dove sono ubicate, e se ci sono i progetti non solo per Aosta, per gli altri Comuni.
Premettendo una cosa che a me sembra un po' difficile poter adattare un progetto a qualsiasi area, perché se noi le costruiamo sul fondo della collina, quella che stanno massacrando, e deturpando, e ben il progetto deve avere una caratteristica, se noi invece lo costruiamo non so, tipo al villaggio Dora, il progettone avrà un'altra caratteristica, allora io non penso che i progetti in serie, tenuto conto che la Valle d'Aosta non ha pianura, ma si possono adattare in qualsiasi terreno. Ecco, pregherei solamente l'Assessore di rispondermi.
Chantel (P.S.I.) - Dico ancora una volta che noi abbiam detto che li avremmo adoperati in quelle zone dove esistono delle zone industriali e dove sussistono la necessità in base alla legge di edilizia popolare di creare degli alloggi. Chiaro.
Sul resto, chiaro come il sole.
Non me ne importa proprio niente, se per te non è chiaro, questo non importa niente, questa è la mia risposta e tu chiariscila come ti pare e piace.
Adesso, aggiungo qualcos'altro, ho spiegato prima che per poter costruire bisogna mettersi d'accordo coi Sindaci, i quali son qua, perché danno i permessi diritti e mi sembra che dopo aver dato questa risposta, sia stato esauriente. Chiaro?
Perché l'accordo anche per costruire ad Aosta, lo dovremo pigliare col Sindaco di Aosta, dove in Giunta ci siete anche voi.
Montesano (P.S.D.I.) - Emendamenti non ce n'è.
Manganoni (P.C.I.) - Assessore, è esaurientissima e io, la paragono a quei due che si sono incontrati e si dicono: "Oh, ciao che bel tempo" e l'altro risponde: "Sì, io porto dei pesci nella borsa".
Questo è quanto è esauriente la risposta di Chantel. Comunque chiedo.
Montesano (P.S.D.I.) - Bene, chiuso l'incidente.
Nessun'altra osservazione sull'Art. 1?
Chi è favorevole alzi la mano. Non ci sono emendamenti.
Contrari - Astenuti. Il Consiglio approva.
Art. 2 - La parola al Presidente della Giunta.
Dujany (D.P.) - L'art. 2, mi pare risponde anche indirettamente alle domande fatte da Manganoni e Bancod circa il problema della disponibilità delle aree, questo denaro è destinato, in parte a costruire alloggi, in parte ad acquistare le relative aree nei Comuni maggiormente bisognosi di queste aree.
Infatti, la Giunta è autorizzata ad adottare provvedimenti e deliberazioni, per l'acquisto delle aree, la costruzione dei predetti fabbricati e l'approvazione delle relative spese.
Per quanto riguarda l'emendamento, mi pare relativo alle graduatorie; che è stato chiesto mi pare dall'intervento della Signora Siggia, e Dolchi e Bordon, mi pare direi che bisognerebbe prevedere un emendamento nell'Art. 3, che però prevede, deve prevedere una modifica anche dell'Art. 2, ed esattamente nel primo, secondo, terzo comma dell'Art. 2, ed esattamente nel primo, secondo, terzo comma dell'Art. 2 "La Giunta Regionale, è altresì autorizzata ad affidare ai locali Istituto Autonomo case Popolari ecc....", al penultimo rigo si dice: "Nonché relativi all'assegnazione degli alloggi, secondo vigenti regolamenti"; se procediamo all'assegnazione degli alloggi, in criteri nuovi, bisogna depennare questa parte "Nonché i relativi", sta bene, "Nonché relativi, (si salta tutta la riga), "alla gestione e manutenzione dei fabbricati stessi" cancellando "all'assegnazione degli alloggi secondo i vigenti regolamenti", altrimenti, rischiamo poi di fare una norma in contrasto con l'emendamento previsto poi nell'Art. 2.
Non so se...
Montesano (P.S.D.I.) - Ebbene, preannuncia l'emendamento dell'Art. 3. La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Tutto, un'altra domanda che ho posto al mio intervento e, alla quale l'Assessore Chantel non ha risposto.
Per l'acquisizione dei terreni, la Giunta intende ricorrere all'amichevole trattativa, pagando i prezzi di mercato o, intende ricorrere agli strumenti legislativi vigenti?
Nel secondo caso, a quali di questi strumenti legislativi che sono diversi intende ricorrere?
Dujany (D.P.) - È chiaro che l'indirizzo del Consiglio è stato chiaro, l'indirizzo del Consiglio in grande maggioranza ha stabilito certi criteri.
La Giunta, organo esecutivo, non potrà non attenersi ai criteri, stabiliti dal Consiglio Regionale in una riunione, mi pare avvenuta un paio di mesi fa, attraverso un ordine del giorno.
Quindi sarà lo strumento della trattativa privata in collaborazione con le proposte che eventualmente potessero pervenire dai relativi Comuni interessati.
Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro interviene? Allora resta inteso che l'Art. 2, è modificato per una proposta di emendamento soppressivo, alla penultima e ultima riga del terzo comma, quindi va votato con questa omissione, cancellatura di quanto è stato detto dal Presidente della Giunta.
Chi è favorevole alzi la mano. Contrari - Astenuti - Il Consiglio approva.
Art. 3 -
Per l'Art. 3, io ho qui degli emendamenti proposti dal Partito Comunista, che vi leggo.
E precisamente al primo comma, al terzo rigo, dopo la parola "aree", aggiungere: "Con prezzi rapportati ai valori della legge 865".
Un attimo, c'è l'altro emendamento.
Vuole interrompere.
Dolchi (P.C.I.) - Noi siamo d'accordo, su quanto ha detto il Presidente della Giunta, con molta chiarezza che ha soddisfatto il collega Manganoni, forse non ho avuto io, questa impressione altrettanto di chiarezza, mi sembra che dove è possibile si fa la trattativa provata, si realizza un accorso e si paga il valore delle aree, questo è stata la tesi, dice il Presidente della Giunta, che...in seguito di Consiglio Regionale.
Però, qui, perché non si applica la 865, perché c'è una iniziativa a livello regionale per realizzare questo.
Va bene, però il primo comma dell'Art. 3, cosa dice: "I nuovi alloggi popolari di cui alla presente legge saranno assegnati in affitto, a prezzi che consentano l'ammortamento nel periodo di anni quaranta, delle eventuali spese di acquisizione delle aree, e delle spese di costruzione dei fabbricati".
Ora, noi ci facciamo belli di fare la trattativa privata, di pagare 14.000 lire al metro, il terreno che con la 865, dovrebbe essere pagato L. 1.500 e la facciamo pagare in quaranta anni, agli assegnatari degli alloggi, cioè proprio a quegli assegnatari che noi, a cui noi vogliamo dare un alloggio a basso affitto con determinate agevolazioni di affitto.
Quindi, il basso affitto non diventa più basso affitto sarebbe basso affitto se la costruzione di tipo popolare, la costruzione di aree, la costruzione su aree di proprietà regionale e di tasse, nel conteggio dell'affitto stesso, cioè di inserire il prezzo dell'area e allora sì, che il risultato dei quarant'anni sarebbe un basso affitto.
Ma se noi mettiamo il valore dell'area al prezzo di libero mercato; è chiaro che non sarà più un basso affitto.
Questo primo comma, se noi non lo correggiamo nell'applicazione, facendo riferimento a quello che sarebbe il prezzo della 865, e quindi a tutto il discorso del valore di questa legge, per il problema della riforma della casa, tutto va a ramengo, come si potrebbe dire in Veneto.
Cioè, il conteggio del primo comma non porta più a un basso affitto.
Ecco, perché noi non diciamo di pagare, ho voluto chiarire subito la portata del nostro emendamento, che i prezzi, indipendentemente da quelli che saranno pagati dall'Amministrazione Regionale, dovranno essere rapportati per computare l'affitto a quelli che sarebbero se si applicasse la 865.
Perché vogliamo pagare, per tutte le considerazioni che sono state dette in quest'aula e che sono state anche decise poco tempo fa da Chincheré, vogliamo pagare a libero mercato e non applicare la 865 per delle considerazioni valdostane, e ben questo ci pone un sacrificio come Consiglio Regionale di pagare noi la differenza se vogliamo seguire questa strada.
Montesano (P.S.D.I.) - Signora Chanoux, lei aveva chiesto la parola? No. Allora la parola al Consigliere Chamonin.
Chamonin (M.A.V.) - Si potrebbe ancora comprendere il ragionamento del Consigliere Dolchi se non fosse implicito il fatto che, due fatti. Uno che mi pare, abbiamo già i terreni sui quali costruire almeno, la massima parte dei terreni sui quali costruire questo insediamento, questi insediamenti, per questi 800 milioni.
In secondo luogo, bisogna pensare che l'ammortamento è previsto in quarant'anni.
Quindi, purtroppo anche soltanto un quarto dello slittamento attuale, annuale della moneta, mi pare che l'ammortamento è previsto in quarant'anni, va bene, e questi prezzi saranno talmente diluiti nel tempo che, cioè, rappresenteranno talmente poca entità, passata già in vent'anni; non parlo neanche di arrivare ai 30 o ai 40 che comunque, questo ragionamento per me non è valido.
Sarebbe molto valido il ragionamento, se l'ammortamento fosse da calcolarsi in 15 o 20 anni, perché le rate di pagamento... (voce) ...Non c'è Pedrini che ci possa rispondere.
Quindi io non sarei molto dell'avviso di accollare all'Amministrazione Regionale la differenza di prezzo fra il prezzo in comune commercio e il prezzo calcolato secondo la 865.
Siggia (P.C.I.) - Ma lo spirito e il senso della nostra richiesta, era proprio dettata dal fatto che questi alloggi dovevano essere dati a basso affitto. Ora se il Consigliere Chamonin dice: diluiti nei 40 anni il prezzo però dell'affitto è direi quasi uguale a quello dell'affitto che uno va a stipulare a un proprietario privato.
Io, impresario, costruisco, ma io provato costruisco pagando l'area a prezzo di mercato, impongo un prezzo d'affitto che mi compensa dell'acquisizione del terreno e del costo di fabbricazione.
Ma se la Regione deve agevolare questo tipo di affitto, qui deve farlo a un prezzo più ribassato, è chiaro che non deve pesare un qualcosa, la costruzione ce l'abbiamo messa, non deve pesare l'acquisto delle aree, quanto meno non deve essere a prezzo di mercato corrente.
Tra l'altro, qui non ho capito molto bene, l'aveva detto l'Assessore Chantel e lo riprendeva adesso il Consigliere Chamonin. Le aree ci sono, altre saranno da acquisire.
Per un condominio come calcoleremo, l'area regionale c'è già, per l'altro condominio calcoleremo le 10.000 lire al metro e a quegli assegnatari, faremo pagare l'affitto in proporzione anche alle 10.000 lire al metro di terreno?
Io non mi ancoro su quell'emendamento, presentato se la Giunta ritiene, dal momento che pare che le aree siano già in parte acquisite, togliamo e traduciamo l'articolo mettendo "Spese per costruzione dei fabbricati".
Vuol dire che se dobbiamo fare, Chantel, se dobbiamo fare come Amministrazione Regionale, il sacrificio perché vogliamo creare degli alloggi a basso fitto e costituire così un calmiere con gli altri alloggi privati, evidentemente qualcosa dobbiamo fare.
Quindi togliamo l'acquisizione delle aree e va bene lo stesso.
Andrione (U.V.) - Sembra che il concetto espresso dal Dolchi e Siggia, sia accettabile, però secondo me, bisognerebbe formulare l'emendamento in maniera differente, non togliere completamente il prezzo dell'acquisizione delle aree, ribadendo il fatto che rimaniamo contrari all'applicazione della 865, e, a mio avviso, l'emendamento dovrebbe essere formulato e stabilirò dopo la formulazione esatta, ma in questa maniera: "delle eventuali spese di acquisizione delle aree, delle spese di costruzione di fabbricati", restando intesi che l'acquisizione delle aree inciderà per non più del 10% della somma totale, e, allora in questo caso si ha effettivamente l'equiparazione, perché ci possono essere aree più o meno care, e allora ci sarebbe ancora una volta, come avviene con la GESCAL o con gli altri Istituti una differenza di prezzo nei differenti alloggi, alla quale noi non siano favorevoli.
Ma stabilendo che per tutti viene calcolato il 10% della costruzione come delle aree, io credo che sia un po' meno della metà del prezzo di mercato, si fa un'operazione di giustizia e si evita che la Regione spenda tutto il costo della acquisizione delle aree; in certi casi o niente in altri.
Manganoni (P.C.I.) - Io forse ho commesso un errore. Mi ero felicitato con il Presidente, perché gli ho detto: "è la prima risposta chiara e esauriente che dà la Giunta in seguito a questa discussione, contrariamente a quanto faceva l'Assessore Chantel".
Io ho capito che il Presidente avesse detto, tenendo conto della volontà dei Consiglieri espressa in questa aula, recentemente, alcuni mesi fa, cioè, ciò che tradotto in altri termini voleva dire: legge regionale correttiva alla 865, o no.
Ed allora, a me pare che queste discussioni cadono ugualmente, perché, dice Chantel ad Aosta i terreni la Regione li ha, ed allora chiuso, rimangono i terreni nei Comuni, i terreni nei Comuni si pagano, non hanno i prezzi di Aosta, le 20 o 30.000 lire.
Nei Comuni, il prezzo dei terreni al mq è di poche migliaia di lire al metro. 4 o 5.000 lire, comunque non hanno dei prezzi esorbitanti come ad Aosta, incide poco, trattandosi di poche migliaia di lire al metro, incide poco sulla questione dei prezzi dell'affitto.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi altro chiede la parola?
Allora un attimo di sosta per concordare qui un emendamento. No, non vadano via i Consiglieri, perché è un attimo.
È stato concordato un emendamento, è stato ritirato il primo emendamento, per favore fate un po' di attenzione, sennò dobbiamo ripetere.
Consigliere Balestri, Consigliere Ramera, Assessore... è stato concordato un emendamento che materialmente è stato proposto dall'Avvocato Andrione, io prego di leggerlo, ed è stato ritirato il primo emendamento da me letto, del Partito Comunista.
Andrione (U.V.) - Allora, Art. 3, al primo comma, viene cancellata soltanto la parola "Eventuali", "Spese" rimane tale e quale e, cioè suona: "nel periodo di anni 40 delle spese di acquisizione delle aree e delle spese di costruzione di fabbricati."
Poi, immediatamente dopo vi sarebbe un comma aggiuntivo in cui si dice: "Le spese di acquisizione delle aree, saranno calcolate sull'affitto e saranno valutate in ogni caso nella misura del 10% del prezzo stabilito".
Saranno calcolate sull'affitto, cioè, viene un affitto di 200.000 lire all'anno, verrà questo affitto maggiorato, saranno valutate in ogni caso, quindi a prescindere dal costo del terreno nella misura del 10% del prezzo stabilito.
Montesano (P.S.D.I.) - Assessore Chantel, guardi che è stato concordato...
Chantel (P.S.I.) - Non è chiaro, sarebbe stato molto più chiaro, mettere delle eventuali spese di acquisizione delle aree, che non potranno incidere oltre il 20% ecc., senza fare un articolo apposta.
Montesano (P.S.D.I.) - Non è un articolo apposta, è un comma. Be' qui bisogna uscire da questa...
Chantel (P.S.I.) - Perché diventa un po' incerto questo doppio articolo. Perché quando tu metti che non potranno incidere oltre la misura del 10% sul valore dell'affitto, finito.
Senti, Andrione, non potrebbero metterlo via "delle eventuali spese di acquisizione delle aree", levarlo via...
Montesano (P.S.D.I.) - Guardi che parla con Andrione che non c'è.
Chantel (P.S.I.) - ...Calcolato col 10% sull'affitto, finito.
Andrione (U.V.) - Ma io mi permetto questo, che se noi togliamo l'acquisizione delle aree...
Montesano (P.S.D.I.) - La seduta non è sospesa, per favore.
E c'è l'emendamento proposto dal Dott. Andrione, per favore un po' di silenzio, perché altrimenti non usciamo più da questo...
Andrione (U.V.) - Le spese di acquisizione delle aree saranno calcolate sull'affitto, e saranno valutati in ogni caso nella misura del 10% del prezzo di affitto.
Montesano (P.S.D.I.) - Ecco, cominciamo a votare questo emendamento. Chi è d'accordo alzi la mano?
Contrari - Astenuti - Nessuno.
Il Consiglio approva.
Poi c'è un altro emendamento del Partito Comunista, la Signora Siggia vuol leggerlo o lo leggo io.
Siggia (P.C.I.) - Il canone di locazione...
Montesano (P.S.D.I.) - Che va messo dopo il secondo comma, e adesso è diventato terzo.
Siggia (P.C.I.) - "Il canone di locazione non potrà in ogni caso superare il 12% del salario medio di un lavoratore dipendente, calcolato su scala regionale, comprensivo su spese generali di amministrazione e per i primi 5 anni, delle spese di manutenzione, escluse le spese del riscaldamento.
Per i pensionati, il canone di locazione, non potrà superare il 12% del reddito complessivo del nucleo familiare comprensivo di ogni spesa ordinaria e straordinaria".
Dujany (D.P.) - Temiamo di non poter accettare questo emendamento perché di difficile applicazione e mi pare anche inopportuno.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora mettiamo ai voti, se non ci sono dichiarazioni, mettiamo ai voti l'emendamento proposto dalla Vice Presidente, Siggia.
Chi è favorevole alzi la mano... (voce) ...Bene, non l'ha sentito, ma l'ha letto.
No, io non mi arrabbio, soltanto che tutti siamo un po' stanchi. Allora chi è favorevole all'emendamento Siggia, alzi la mano. Chi è contrario, alzi la mano.
Astenuti: 5
Il Consiglio respinge.
Allora si mette ai voti l'Art. 3 con l'emendamento Andrione si mette ai voti con la sua completezza... (voce: c'è ancora un altro emendamento) ...Chi l'ha presentato?
Dujany (D.P.) - L'ultimo comma, abbiamo discusso tutto il pomeriggio su questo problema contro la concentrazione del potere della Giunta, insomma.
È il problema delle graduatorie, che mi pare è stato il clou della critica da parte di ogni gruppo politico.
Allora, "I predetti alloggi saranno assegnati in affitto previa formazione di graduatorie comunali, formate in base a condizioni e punteggi, deliberati dal Consiglio Regionale, con precedenza alle famiglie abitanti in vecchi fabbricati da demolire per ragioni igienico-sanitarie urbanistiche".
Sì, le prime quattro parole: anziché dire: "Una quota parte dei predetti alloggi", la frase incomincia in questo modo: "I predetti alloggi saranno assegnati" (poi nulla di invariato) nella prima riga, anziché "Giunta", c'è "il Consiglio".
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, l'Art. 3, va messo in votazione, integrato dall'emendamento Andrione e da quello del Presidente della Giunta.
Chi approva alzi la mano.
Contrari - Astenuti - Il Consiglio approva.
Art. 4 - Il Consiglio approva.
Art. 5 - Il Consiglio approva.
Art. 6 - Il Consiglio approva.
Si passa alla votazione a scrutinio segreto.
Programmare ulteriormente. Una raccomandazione che spero sia accolta da tutti i Consiglieri in quanto che, ognuno di essi, si rende conto come me della mole di lavoro che ci aspetta.
Manganoni, per favore, io, non è per lei questa raccomandazione, perché lei è sempre puntuale.
Raccomando ai Consiglieri di essere puntuali alla convocazione delle 9,30, altrimenti non ce la facciamo per domani sera.
Se regolarmente noi, attendiamo mezz'ora, quaranta minuti alle volte, per iniziare la seduta di Consiglio, sono quaranta minuti persi. Soltanto che ci sia almeno la possibilità, che ci sia il numero legale, per deliberare, perché io, personalmente se nella discussione non c'è il numero legale, non mi interessa niente.
Perché ci sia il numero legale per prendere le decisioni.
Allora, presenti 27, votanti 27, Favorevoli 23, Contrari 4.
Il Consiglio approva.
La seduta è tolta e il Consiglio è convocato per domattina alle 9,30.
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La seduta termina alle ore 20,21.
