Objet du Conseil n. 108 du 15 mars 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 108/73 - Discussione generale su leggi edilizia.
Montesano (P.S.D.I.) - Così come si disse ieri, c'è un esame globale per quello che riguarda la discussione generale, così come fu espresso nella seduta precedente a questa, da parte del Consiglio, e così come ha ribadito la Commissione affari generali sui punti che riguardano l'edilizia, sia essa edilizia popolare, sia essa edilizia nei centri storici e sia anche edilizia degli agglomerati rurali.
Dopo di che ci dobbiamo di buona volontà mettere a dipanare la matassa di questi diversi provvedimenti in sede di esame particolareggiato di ogni proposta.
Quindi c'è l'oggetto n. 15, e, nel campo dell'edilizia viene inserita anche la costituzione di un fondo di rotazione che è l'oggetto n. 16 "Disegno di legge regionale concernente costituzione di fondi di rotazione per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Valle d'Aosta" e l'oggetto n. 17 "Disegno di legge regionale concernente provvidenze per la ripresta dell'industria edilizia del settore dell'edilizia economica e popolare" e l'oggetto n. 18 "Proposta di legge di iniziativa dei Consiglieri Dolchi, Cretier, Manganoni, Macheda e Siggia recante provvedimenti per l'edilizia economica e popolare", l'oggetto n. 19 "Proposta di legge di iniziativa dei Consiglieri Dolchi, Cretier, Manganoni, Macheda e Siggia concernente provvedimenti per il risanamento conservativo di case di abitazione situate in zone di interesse storico ambientale" e l'oggetto n. 20 "Proposta di legge di iniziati Pedrini-Maghetti concernente provvidenze a favore degli agricoltori e aziende agricole per la costruzione, sistemazione, ampliamento e riattamento di fabbricati rurali".
Ecco, sono questi 6 argomenti che vanno in una discussione generale. Io, per dare un certo ordine agli interventi, proporrei che aprisse la discussione generale il Presidente della Giunta, sul fondo di rotazione, per poi dare la parola all'Assessore Chantel - per quello che riguarda le leggi di sua competenza e dare la parola poi ai Consiglieri proponenti del Gruppo Comunista e del Gruppo Liberale.
Dujany (D.P.) - Il disegno di legge riguardante la costituzione di un fondo di rotazione per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Regione - che è già stato preannunciato al Consiglio in sede di discussione di bilancio, porta una disponibilità finanziaria nel bilancio del 1973 di tre miliardi e 400 milioni.
Si è pensato di indirizzare questi stanziamenti in quattro settori in particolare in questa prima fase di applicazione, e sono i seguenti:
- provvidenze per la valorizzazione di villaggi rurali a scopo turistico-ricettivo;
- provvidenze in favore del turismo;
- provvidenze in favore della industrializzazione e dell'agricoltura.
Abbiamo ritenuto opportuno di indirizzarci su queste scelte, che qualcuno potrebbe considerare eccessivamente limitative, per una ragione organica e per una ragione, direi così, anche di esperienza e di prudenza iniziale.
Lo scopo, le finalità a cui tende questa legge possono essere così sintetizzate al mantenimento della popolazione da distribuirsi in un modo conveniente sul territorio, la riduzione delle sperequazioni economiche oggi esistente tra le varie categorie, e alla coesistenza delle principali attività economiche sul territorio della Regione attraverso una diversa distribuzione delle risorse regionali distribuite nella nostra Regione.
Fatte queste brevissime premesse, abbiamo per le singole voci di intervento, stabilite alcune indicazioni e alcuni criteri che dovrebbero successivamente guidare l'Amministrazione regionale nell'applicazione della presente legge.
Così, ad esempio, per quanto riguarda la valorizzazione dei villaggi rurali a scopo turistico-ricettivo, si tende a far sì che sia il proprietario della vecchia casa cadente, spesso, o direi sempre, privo di ogni possibilità di abitazione, sia lui stesso a provvedere alla sistemazione e a utilizzare questi finanziamenti, evitando così le possibili speculazioni di compratori di queste case che possono poi successivamente utilizzare il denaro della Regione, privando così di un patrimonio la popolazione che ne è proprietaria.
Per quanto riguarda invece il turismo si tende ad intervenire più che nella costruzione dei nuovi alberghi, si tende soprattutto ad intervenire a favore della ristrutturazione e della sistemazione delle attività alberghiere attualmente esistenti che sono già superate dall'evolversi dei tempi e per evitare una tendenza troppo frequente della trasformazione dell'albergo in attività ricettiva a carattere di appartamento o attività di questo tipo, privandoci di presenze alberghiere che riteniamo utili.
Per quanto riguarda gli interventi a favore dell'industria, si tende a favorire l'incremento dell'industria media e piccola con queste provvidenze che dovrebbero lentamente sostituire le altre provvidenze esistenti che consistono in contributi a fondo perduto per dare il via a degli interventi con dei mutui ad un tasso di interesse relativamente basso del 4% per la trasformazione e l'installazione di nuove industrie e di piccole industrie.
Poi, successivamente, ci sono altri interventi a favore dell'agricoltura che tendono a concedere mutui per finalità varie a favore degli agricoltori o a favore dei consorzi di agricoltori o consorzi di miglioramento fondiario o cooperative agricole, con tassi di interesse di carattere diverso, in modo da incominciare, anche a favore di questa categoria, l'inizio di una politica creditizia anziché di un intervento a contributo a fondo perduto.
Nelle riforme generali, successivamente, si stabiliscono le percentuali di ripartizione del totale del fondo per le varie categorie di intervento, cioè dei tre miliardi e 400 milioni disponibili il 25% dovrebbe essere destinato a provvidenze per la ricostruzione e la valorizzazione dei villaggi rurali, il 30% dovrebbe essere destinato alle provvidenze per il turismo, il 30% ancora a favore delle industrie e il 15% a favore dell'agricoltura. E poi c'è, successivamente, la legge contiene una serie di norme di esecuzione e di funzionamento nella sua sede di applicazione.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Chantel, come relazione introduttiva alla legge.
Il Comm. Pedrini era assente momentaneamente, io l'ho iscritto d'Ufficio a parlare come relazione introduttiva. L'Assessore, poi il Consigliere Dolchi, e poi lei.
Chantel (P.S.I.) - Dunque, qui sono due leggi sull'edilizia popolare di cui una non è altro che una modifica alla legge già esistente e cioè una proroga, per l'anno 1973, delle leggi regionali che noi conosciamo dal 1965 in avanti.
L'unica modifica che è stata apportata a questa legge intanto è l'elevazione del tasso in certi casi, cioè dei mutui fino a 7 milioni.
È stata compresa, così, nella legge, la possibilità di estendere questi mutui anche per il rifacimento di case - diciamo così, che riguardano l'agricoltura.
Terzo: è stato modificato il tasso e la legge per invogliare in modo particolare non la compera diretta di appartamenti già costruiti, e cioè la moltiplicazione, specie ad Aosta-città di case molto grosse, per la compera di alloggi già fatti in condominio, e naturalmente con uno scarto non indifferente di prezzo perché noi riteniamo che, se gli alloggi verranno fatti in piccole cooperative - al massimo di 12 alloggi - o comunque in accordo - senza dubbio verranno a costare molto meno di quel che costano sul libero mercato attraverso le diverse imprese che costruiscono case.
Perciò il tasso, in un caso simile, è stato elevato, non solo, ma le cooperative, qualora dovessero venir fatte anche di 4 alloggi fino a 12, sarebbero in un certo qual modo favorite.
Altre aggiunte potranno saltar fuori - diciamo così - dalla discussione. Il limite è il solito mutuo che raggiunge i 2 miliardi per quest'anno, su questa legge e mentre si discuterà la legge dovrò fare qualche piccola modifica non sulla legge, ma sui dati, cioè dove portiamo quegli artigiani, quei pensionati, ecc. alla cifra massima, è stato elevato la cifra di reddito, cioè fino a 2.600.000 per quel che riguarda il diritto da parte dei subordinati dei lavoratori ecc. per poter concorrere, ed è stato portato per gli artigiani, ecc.. La cifra ad un milione e 200 mila è errata bisogna correggere in 1 milione e 300 mila, come bisognerà correggere la tabella, ma mentre leggeremo gli articoli citerò queste due variazioni dove si parla da 525 mila come minima, che, invece, deve essere considerato 500 mila, fino a 1 milione e 300 mila. Sono correzioni che faremo quando discutiamo la legge per inquadrare giustamente il punteggio in rapporto al reddito, cioè chi ha un bassissimo reddito, ha diritto a dieci punti e chi ha un reddito abbastanza elevato, il reddito rappresenta 0 punti nella graduatoria.
In ogni modo è una questione che discuteremo. L'importanza della legge è stata questo: aver mantenuto il livello di prima, di milioni, per chi acquista alloggi già costruiti, di aver portato, invece, ad una cifra superiore per chi, invece, è deciso a modificare delle vecchie costruzioni o a costruire a nuovo.
Naturalmente io qui devo avvertire il Consiglio che perché questo beneficio non venga in un certo qual modo distrutto, in parte bisognerà che il Consiglio nello stesso tempo voti una fideiussione per quelli che otterranno il mutuo perché certamente le banche non apriranno il mutuo, vero, se non quando possono mettere l'ipoteca sulla casa.
Ora non è giusto che chi costruisce non possa avere nelle stesse condizioni subito i soldi via via che ci sono gli accertamenti dei lavori, cioè, costruita una prima parte dovrà avere una parte del mutuo perché è inutile pretendere che abbia tutti i soldi in tasca. Ne deve avere una minima parte per poter cominciare la costruzione, ma senza dubbio non dobbiamo lasciarli in balia delle banche, le quali fin che non avrebbero acceso il mutuo metterebbero il loro interesse e non quello concordato con la Valle.
Naturalmente la partecipazione della Valle è sempre il 4% per venti anni. Queste sono le novità che ci sono nella vecchia legge.
Se, nello stesso posso discutere dell'altra legge che riguarda l'impiego immediato per l'edilizia popolare, d'accordo con i diversi Gruppi, si adopererebbero gli 800 milioni che ci sono in bilancio e li si potrebbe adoperare subito, cioè gli 800 milioni la legge, grosso modo - io non sto a leggere, leggeremo gli articoli - ma grosso modo ci dice questo: si dovranno decidere entro 70 giorni dalla votazione della legge, l'impiego di 800 milioni sul territorio della Valle per costruire case popolari, il cui affitto dovrà essere rapportato, diciamo così, al reintegro della cifra entro 40 anni, - un affitto che potrà essere a portata di mano veramente dei più bisognosi. I criteri, naturalmente, verranno definiti, tipo quelli per l'assegnazione delle case popolari e in questa legge è ammesso che noi possiamo fare intervenire, sia per gli appalti che per il resto, se lo vogliamo, anche l'Ente per costruzione di case popolari.
Naturalmente, in questo modo, noi otterremo due risultati: cominciare a fare subito qualcosa per l'edilizia popolare, votare una legge di immediato impiego - i quattrini ci sono, le case dovranno essere fatte su proprietà già di proprietà della Valle o comunque con l'intervento della Valle, e, naturalmente, noi potremo fare qualcosa di immediato.
E mi sembra che questa sarebbe una cosa tangibile e buona. E, d'altra parte, noi dobbiamo anche preoccuparci della crisi che si sta proiettando molto vicino di quel che è l'impiego della manodopera nell'edilizia. Noi, in questo momento, vediamo che l'edilizia, la manodopera dell'edilizia non ha in questo preciso momento uno sfogo immediato, per prossima campagna, diciamo, ed è bene che mettendo in cantiere almeno immediatamente questo 800 milioni, diamo se non altro l'avvio a 800 milioni di lavori nel campo dell'edilizia, con l'impiego almeno di una parte dei lavoratori dell'edilizia per la costruzione di questo gruppo di case.
Le, diciamo così, differenziazioni, salteranno fuori via via che leggeremo e discuteremo gli articoli di legge che riguardano queste due leggi dell'edilizia popolare in cui, da una parte tendiamo all'optimum, cioè che ogni utente abbia la propria casa, e questo sarebbe l'ideale: che ogni utente avesse la propria casa in proprietà; e, nello stesso tempo, cerchiamo per quelli che non possono ancora arrivare a questo livello, di dar loro la possibilità di avere una casa decente a un prezzo confacente alle loro possibilità economiche.
Dolchi (P.C.I.) - Ho già avuto occasione di illustrare le proposte di legge che sono all'oggetto n. 18 e n. 19 dell'ordine del giorno di questa seduta e mi ripeterò brevemente per introdurre, come hanno fatto il Presidente della Giunta e l'Assessore Chantel, la discussione sulle singole leggi, anche se ritengo di aver così interpretato il richiamo e il programma di attività del Presidente del Consiglio se i confronti e il dibattito avviene in sede di discussione generale.
Quindi mi riserverò di prendere la parola in sede di discussione generale.
Quindi, l'introduzione, per quanto riguarda la legge n. 18, è una proposta di legge presentata oltre due anni fa, che può quindi risentire del lungo tempo trascorso in Commissione, ma che comunque ha un suo carattere di attualità perché copre dei settori che non sono coperti dall'intervento dell'Amministrazione regionale sia per quanto riguarda la proroga della legge, diciamo così di mutuo agevolato, la legge al punto 15 all'ordine del giorno, sia per quanto riguarda la legge del punto 17 all'ordine del giorno che è un intervento, direi immediato ed unico, per l'utilizzazione degli 800 milioni previsti nel bilancio del 1973.
Il provvedimento proposto dal Gruppo Comunista vuole assicurare nel periodo di 5 anni, cioè con una visione programmata, per un quinquennio, a circa 600 nuclei familiari di tutta la Valle d'Aosta una casa civile a prezzo equo ed è orientato essenzialmente verso quella fascia di lavoratori meno abbienti che in tutti questi anni non disponeva, e non dispone ancora tutt'ora, dei mezzi finanziari necessari per integrare il mutuo agevolato che era di 5 milioni e che viene aumentato solamente con la proposta odierna, e che veniva concesso per l'acquisto o la costruzione di nuovi alloggi. Soprattutto per la costruzione di nuovi alloggi, la possibilità di utilizzare del mutuo era possibile se si era proprietari almeno del terreno.
Gli articoli fissano, nella loro progressione, l'ampiezza dell'intervento finanziario della Regione per i 5 anni, la ripartizione proporzionale delle opere tra Aosta e la Valle d'Aosta - e ricordo che nella passata seduta, in cui si è discusso questo argomento, era stata sollevata l'eccezione se era ben nella legge stessa stabilire il 70% per Aosta e comuni confinanti e solo il 30% per i comuni più lontani; avevamo detto in quella sede che questa legge era aperta agli emendamenti e ai contributi che potevano venire fra i vari Gruppi consiliari e che, siccome ritenevamo che le case sarebbero state fatte là dove ce n'era bisogno, potevamo anche accedere alla richiesta di eliminare questa percentuale.
L'articolo 3 della legge prevede la determinazione dei prezzi di affitto dei nuovi alloggi proprio perché il concetto della legge è quello dell'intervento verso nuclei familiari meno abbienti e quindi che debbono fruire di un particolare affitto agevolato.
Gli altri articoli fissano le modalità per la realizzazione di questo intervento quinquennale, quindi la necessità di ancorarlo a dei piani e alla programmazione.
L'articolo 8 - che il Presidente del Consiglio aveva rilevato - non precisava il finanziamento; viene ora integrato con un emendamento che mi permetterò di presentare al Presidente del Consiglio e nel quale si propone l'accensione di mutui di un miliardo per cinque anni.
L'altra legge riguarda il risanamento conservativo di case di abitazione situate in zone con interesse storico e ambientale e il Gruppo comunista, facendo questa proposta, riteneva che non potesse mancare nel quadro di interventi mirati a dare una casa a basso fitto ai lavoratori valdostani anche una iniziativa che si orientasse, si rivolgesse alla valorizzazione e utilizzazione del patrimonio edilizio già esistente degradato nei centri storici e della città di Aosta e di altri comuni della Valle.
Il fondo di rotazione fa un accenno alla conservazione, ammodernamento dei villaggi rurali, a scopo di utilizzazione e ricezione turistica. Mi sembra che questo non contrasta minimamente con la proposta che sto illustrando e che riguarda risanamenti conservativi nell'ambito del centro storico per le abitazioni di quanti intendono, nel centro storico, abitare.
Il problema è legato a tutta la valorizzazione dei centri storici. All'impedimento della loro degradazione, alla fuga da parte della popolazione del centro storico ed è legata quindi a una valorizzazione, non solo ambientale e non solo urbanistica, ma anche legata allo sviluppo economico e all'attività sociale della città stessa nel centro storico.
La legge, come avete avuto occasione di leggere, prevede contributi ai proprietari che intendono compiere opere di risanamento e prevede interventi differenziati sia che questo intervento sia per singoli alloggi o per il complesso degli alloggi che costituiscono un fabbricato.
La legge stessa prevede anche che i comuni intervengano nella redazione degli elenchi indicanti le zone che dovrebbero essere oggetto di attenzione o di contributo e che sia poi un'apposita commissione regionale che stabilisca le priorità di questi interventi e la redazione dei programmi definitivi.
Anche questa legge si propone abbia la durata di 5 anni e l'intervento sia di 200 milioni per ogni anno.
Riservandomi di riprendere la parola, poi, in sede di discussione generale per il confronto fra le varie proposte, avrei finito per l'illustrazione dei due disegni di legge.
Pedrini (P.L.I.) - Evidentemente lo studio che questa Giunta ha fatto sul problema, bisogna dire, sotto un certo profilo che è uno studio che ha voluto sintetizzare in una maniera abbastanza buona tutto quello che i sottoscritti liberali, Consiglieri Pedrini e Maghetti, avevano fatto, presentando una legge in favore degli agricoltori e delle aziende agricole per la costruzione, sistemazione e ampliamento e riattamento di fabbricati rurali e, evidentemente, anche per la costruzione di un fabbricato civile per quello che riguardava proprio gli agricoltori in sé e questo, avevamo spiegato, in riferimento al fatto che, dato che l'agricoltura dà un magro cespite ai nostri contadini, era evidente che la costruzione di un nuovo alloggio - noi avevamo detto di 5 camere con i servizi, ecc. ecc., - e che è stato ulteriormente allargato sotto questo profilo, avrebbe potuto permettere ai nostri agricoltori di affittare o durante l'inverno o durante l'estate o nelle due stagioni questo alloggi ai forestieri, permettendo così di guadagnare qualcosa in più e di far conto su di un modesto affitto.
Quello però che, evidentemente, io non sono molto, non posso approvare come impostazione e che mi lascia molto scettico e nella discussione chiederò ulteriori precisazioni al fine di chiarire quello che è il mio pensiero in materia è l'articolo 2 della legge dove si fa riferimento alle zone A) e addirittura al 5° comma della legge 6 agosto 1967 n. 765, contro la quale noi liberali ci siamo sempre battuti e continueremo a batterci perché riteniamo che una legge in campo nazionale che iugula totalmente quello che è il diritto dei nostri valdostani di costruirsi una piccola bicocca e viene appunto frustrato da questa legge nazionale, noi ribadiamo ancora una volta il concetto che tutti i nostri valdostani che riescono faticosamente a mettere da parte due soldi hanno il diritto di costruirsi una casa, con un piccolo appezzamento di terreno intorno, non già come prevede la legge nazionale che prevede centinaia di metri - cosa che i nostri valdostani non hanno e non potrebbero avere, data la natura della nostra Regione.
E quindi io trovo molto strano che ad un dato punto si sia voluto ritornare a ribadire un concetto che metterebbe praticamente la situazione urbanistica e di costruzione allo status qui precedente.
E poi ritornerò naturalmente su questo, all'articolo 7, dove addirittura si limitano a delle zone che saranno definite dalla Giunta regionale, sentito il comitato tecnico consultivo per la programmazione regionale, chi più ne ha più ne metta, la costruzione di nuovi esercizi alberghieri quando io ritengo che ogni cittadino debba poter avere la libertà, se è nato, non so, a St. Nicolas, o se è nato al Gabiet o se è nato sulla punta del Monte Bianco, di spendere, di costruire, dove meglio egli desidera, quando dà tutte quelle garanzie per cui non soltanto non lede gli interessi della Valle, ma lavora in favore del turismo e dell'industria alberghiera valdostana.
Sono delle restrizioni che lasciano veramente perplessi e che ci portano addirittura a fare delle constatazioni di indole talmente pesanti che, qua, la proprietà privata, quello che è il cervello e l'intelligenza di ognuno vengono ad essere costretti sotto la Giunta regionale valdostana a cui io non dò evidentemente questa capacità e non dò questa presunzione di comando. Che cos'altro? All'articolo 12, mi riservo, dico ancora mi riservo perché qua c'è da ritornare sopra, perché questo è stato fatto, naturalmente, noi pensiamo come opposizione di poter dire il nostro parere e di chiedere, evidentemente, che siano fatti degli emendamenti, perché questa legge ha il fondo buono, ma è la sua possibilità di attuazione che lascia un po' perplessi.
Nell'articolo 12, addirittura si dice: "è autorizzata la concessione di prestiti agrari di conduzione per la durata di un anno al tasso annuo dell'interesse dell'1% a favore di coloro che conducono direttamente l'azienda agraria".
Ma evidentemente, io non so chi ha steso questa legge, ma probabilmente questo signore o questi signori, mi lasciano perplessi su quella che è la loro conoscenza dei problemi agricoli e dei nostri agricoltori valdostani.
Ma un prestito di un anno, io non so, se siete entrati, io vengo da una famiglia contadina e quindi, insomma, penso di poter dire, di poter dare un certo giudizio, ma nelle nostre valli laterali, in modo particolare, ma come pensate di potere in un anno fare ritornare un reddito tale su un prestito tale da poter restituire i soldi che si sono fatti imprestare dalla Regione? Ma è assolutamente assurdo.
Qua, bisogna che questa, la durata di un anno, venga allargata e si dia la possibilità a chi fa questi prestiti di poterli restituire, non dar loro i soldi e poi mettono le condizioni perché succederà questo; che il contadino, avendone bisogno, farà il prestito, pensando di poter restituire i soldi; poi o l'annata agricola è grama, o succede qualcos'altro, per cui non riesce a incassare i soldi che magari aveva preventivato di ottenere e si trova alla fine dell'anno di dover pagare questi soldi, di non averli da pagare e quindi di mettersi nelle condizioni di un fallimento o di cose del genere.
Io ho detto soltanto parte, così, di quello che è il nostro pensiero in materia.
Ci riserviamo, specie per quanto riguarda la 765, la iugulazione della 765 di ritornare in merito, chiedendo anche poi quali sono i villaggi rurali delle zone A o delle zone B ecc. perché qua, penso che qualcuno più abile di me, più tecnico di me, potrà porre delle domande ben chiare al fine che si sappia con esattezza chi può avere determinati benefici per chi è incluso nella zona A e chi, invece, nella zona B ritorna ad essere servo della gleba, o la schiavetto negro, che porta soltanto l'acqua con i due secchielli ai grandi che possono e loro devono sempre nella loro vita grama di prima.
Naturalmente, chiariti questi punti, noi saremmo lieti di poter approvare questa legge in quanto, effettivamente, riconosciamo ad essa il fondamento di un principio che noi già avevamo chiesto con la nostra legge presentata circa un anno fa.
Dolchi (P.C.I.) - Posso fare una mozione d'ordine? Mi sembrava che il Presidente del Consiglio avesse richiesto ai vari presentatori quindi: Presidente della Giunta, Assessore alle Finanze e proponenti di illustrare le rispettive leggi, e poi di fare una discussione unica.
Mi sembra che la discussione unica, abbinando e coinvolgendo e fondo di rotazione e problema della casa, cioè le cinque leggi della casa, creerebbero una notevole confusione.
L'intervento del collega Pedrini è stato incentrato sul fondo di rotazione, pensavo che invece dovesse concludere le illustrazioni dei ...
La mia proposta sarebbe questa: di fare poi successivamente alla discussione generale l'esame dei singoli oggetti, d'accordo, ma che la discussione generale fosse almeno divisa in due e cioè: una per il fondo di rotazione, l'altra anche comune per le cinque leggi, interessanti i problemi dell'abitazione, perché sennò, mi sembra che veramente creano troppo... Ecco, ma siccome il fondo di rotazione ha un riferimento piuttosto limitato ai problemi della casa, se non per quanto riguarda il villaggio rurale, ecco dico mi sembra che si possa fare una discussione generale separata: problemi della casa, cioè le cinque leggi e fondo di rotazione.
Questa sarebbe la mia proposta, perché sennò non ci potrebbe essere un confronto valido e proficuo, se negli interventi parliamo e del fondo di rotazione e delle varie leggi che interessino i problemi dell'abitazione, quindi la mia proposta è: d'accordo poi dell'esame analitico di ogni punto all'ordine del giorno, ma la discussione generale sulla proposta per quanto riguarda il fondo di rotazione e altra discussione generale per le cinque leggi.
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Manganone.
Manganone (D.C.) - Sono d'accordo con il Consigliere Dolchi.
E inizio parlando del fondo di rotazione, perché questa legge sottende poi alle altre leggi sulle case per i lavoratori e ieri, il sottoscritto era già contento perché la Giunta aveva recepito tacitamente in parte nella sua legge, nella mia legge, e noto, però che la Giunta stamattina, vuole farsi approvare i dettami della 765.
E devo far approvare proprio lì all'articolo 2, quindi noi ci siamo sempre battuti contro questa ripetizione di questa legge e ci batteremo ancora adesso, esaminando l'articolo 2.
Qui, si parla di sistemazione parziale o totale dei villaggi rurali e, allora, io vado a prendermi i decreti ministeriali del 2 aprile e voglio vedere cosa dicono, cosa dice 'sto decreto per le zone A.
Dunque, intanto nelle zone A è solo permesso il restauro conservativo.
Io credo che nessun importo, nessun finanziamento, può essere dato se teniamo in piedi questo articolo 2.
Perché noi non possiamo fare delle ristrutturazioni, perché non possiamo fare le sopraelevazioni, perché non possiamo fare nessun ampliamento; quindi, io non mi dilungo oltre anche perché vedo che c'è un assenteismo totale da parte della Giunta sulle mie parole e chiedo che l'art. 2 della legge sul fondo di rotazione termini prima della parola zona A.
Perché, se questo rimane valido, noi non potremo dare una casa, non potremo dare un alloggio adeguato ai nostri lavoratori nelle zone A.
Questo è il mio principio: io mi batterò affinché la legge 765 non compaia assolutamente in una nostra legge regionale.
Bancod (U.V.) - Io volevo prima di tutto fare una piccola premessa sull'oggetto n. 16, sulla relazione al disegno di legge regionale riguardante la costituzione di fondo di rotazione regionale per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Valle d'Aosta; cioè, vedo che sono stati presi provvedimenti, cioè provvidenze per la valorizzazione di villaggi rurali a scopo turistico rispettive e va bene.
Provvidenze in favore del turismo, provvidenze in favore dell'industria e dell'agricoltura.
Non vedo l'artigianato; mi sembra che sia una carenza, lasciare indietro insomma da queste provvidenze l'artigianato, poiché ritengo che l'artigianato sia, che gli artigiani siano proprio quelli che tengono un po' l'economia di tutti i nostri piccoli paesi, perché son sparsi un po' dappertutto, mentre l'industria è raggruppata nei nostri grossi centri. Sull'oggetto n. 17, volevo solo un chiarimento, cioè, l'Assessore nella relazione del disegno di legge riguardante il provvedimento per l'edilizia economica e popolare, l'Assessore Chantel non ha spiegato se sono state mantenute o meno le proposte fatte dai presentatori della legge nella discussione precedente cioè, del 70% ad Aosta e del 30% negli altri Comuni fuori Aosta.
Vorrei quindi sapere il parere della Giunta su questa proposta.
Andrione (U.V.) - No, ma vorrei sapere che fine ha fatto la mozione d'ordine di Dolchi.
Ho l'impressione che sia caduta in un momento particolarmente sfavorevole e che nessuno l'abbia discussa perlomeno, c'è stato un certo attimo di smarrimento, comunque, si potrebbe anche accedere alla mozione d'ordine, presentata dal Consigliere Dolchi, ma, secondo me, bisognerebbe che prima il Consiglio si pronunci soltanto sulla mozione d'ordine, dopodiché, se si continua la discussione come è stato fatto fino adesso in linea generale, è un conto e, sennò, si potrà dividere così come aveva proposto Dolchi a fondo di rotazione e leggi sulla casa.
Personettaz (D.P.) - Prende la parola il Presidente della Giunta.
Dujany (D.P.) - Cominciamo a esprimerci come Giunta: noi siamo favorevoli a iniziare la discussione così con fondo di rotazione e poi successivamente i vari provvedimenti di legge di iniziativa di Giunta e di iniziativa consiliare per quanto riguarda i problemi attinenti la casa.
Altrimenti rischiamo di fare una discussione abbastanza confusa e, sì, scoordinata.
Personettaz (D.P.) - Chi prende la parola? Argomento fondo di rotazione.
Chincheré (P.C.I.) - Anche perché la proposta proviene dal nostro gruppo, non credo che ci siano grossi dubbi, direi nessun dubbio, sul fatto che il nostro partito è stato in passato dell'accordo oggi sulla necessità per la nostra Regione, di avere un fondo di rotazione che dia maggior respiro al bilancio regionale e che lasci una maggiore possibilità reale e di intervento da parte del Consiglio regionale nei vari problemi che di volta in volta dovremo affrontare.
Cioè, siamo d'accordo sulle strutturazioni del fondo di rotazione, l'abbiamo sollecitato, rimarchiamo, senza polemica, con un certo dispiacere il ritardo con cui, anche se ci rendiamo conto delle more tecniche, dei ritardi tecnici per cui è venuto in Consiglio e siamo sostanzialmente positivi all'istituzione di questo fondo.
Però, vorremmo, anche se credo che una carenza sul fondo di rotazione è stata questa, che venisse fuori, con la maggior chiarezza possibile, l'uso politico, la funzione che vogliamo dare a questo fondo di rotazione.
La Valle d'Aosta è una regione nella quale sono state decisamente, indubbiamente, raggiunte le grosse e reali conquiste.
Se nella nostra Regione, siamo più avanti rispetto ad altro anche potenzialmente più ricche, e con maggiori possibilità economiche, uno dei motivi, forse il principale, va cercato nel fatto che nella nostra Regione funziona un'amministrazione che gode di ampie possibilità legislative, possibilità non sempre usate bene, possibilità qualche volta non usate, però, decisamente la possibilità legislativa che abbiamo va sottolineata come un fatto estremamente positivo.
La creazione dell'Ente Regione è stata la risposta istituzionale e programmatica allo spirito autonomista accompagnata da un profondo senso di libertà che ha sempre espresso il popolo valdostano.
Possiamo pertanto trarre un bilancio positivo, una sommatoria positiva dell'uso che i Valdostani hanno fatto della loro autonomia, ma resta il fatto che oggi non possiamo stare a guardare i risultati raggiunti, non possiamo e non dobbiamo mummificare l'autonomia e i suoi concetti ispiratori, è necessario andare più avanti, fare un salto di qualità, cioè, quello che io chiamerei un uso nuovo di questi strumenti autonomistici, amministrativi di cui gode la nostra Regione.
A questa domanda ne viene fuori un'altra.
Come facciamo a fare questo salto di qualità a questo strumento legislativo e amministrativo, e in quale situazione ci troviamo per poter fare questo salto qualitativo?
Ma diamoci un po' un'occhiata intorno: noi siamo del parere che la Valle d'Aosta non possa essere ritagliata dal resto dell'Italia e, tanto meno, ritagliata dal resto del mondo.
Diamo un'occhiata alle vicende valutarie che stanno un po' alla base di tutta la situazione politica ed economica nella quale si dibatte l'Europa.
Indubbiamente la crisi monetaria, quella che viene chiamata la fluttuazione della valuta, non è una normale crisi di assestamento, è chiaramente uno scontro tra gli Stati Uniti d'America, massima potenza imperialistica occidentale, con il resto del mondo capitalistico, principalmente tra gli Stati Uniti d'America e l'Europa Occidentale.
Politica, questa, fatta dagli Stati Uniti d'America che tende a far pagare ad altri e principalmente a noi le scienze politiche e militari che gli U.S.A. hanno fatto; ci diceva ieri il Presidente della Giunta delle difficoltà di fare una politica agricola adatta alla nostra realtà con le decisioni che il MEC ha preso in fatto di agricoltura.
Quali sono gli sviluppi, le conseguenze che ha oggi il nostro Paese? È una crisi generale che pesa anche sul nostro Paese e qui ci sarebbe da fare tutta una serie di battute.
Noi abbiamo i governanti che chiedono che gli Stati Uniti sostengano il dollaro, che non facciano pesare tutto sull'Europa la svalutazione del dollaro.
E abbiamo tutta la stampa ben pensante, i partiti d'ordine, il governo che sostiene che attualmente la svalutazione della lira va a carico delle lotte operaie, come se fossero gli scioperi a far aumentare il costo della vita e la svalutazione della lira; in realtà sappiamo che stiamo pagando la svalutazione del dollaro, l'Italia corre il rischio di trovarsi in una situazione sempre più subalterna all'interno dell'Europa e corriamo il rischio di avere, all'interno dell'Italia stessa, una sempre maggiore spinta centralista che tende a soffocare l'autonomia delle Regioni.
La Valle, di conseguenza, la Valle d'Aosta non può estraniarsi, ritagliarsi da questa realtà.
Dobbiamo operare per una riorganizzazione delle strutture socio-economiche della nostra Regione, operando in quali settori? Prima di tutto, operando per una ricollocazione dell'agricoltura, perché noi sappiamo che l'agricoltura non significa solo tenere i contadini sulla terra, ma significa risolvere in parte il problema dell'occupazione, significa risolvere la difesa del suolo e significa risolvere alcuni grossi problemi di natura internazionale, basti pensare alle massicce importazioni dei prodotti agricoli che l'Italia fa nei confronti con gli altri Paesi.
Dobbiamo creare l'industria che valorizzi l'agricoltura, i consumi sociali, il turismo, favorendo la piccola e media impresa e anche l'artigianato.
Ne deriva che la Regione deve fare una scelta di strategia che faccia saltare la realtà alla quale ho accennato, che soffoca il libero sviluppo dell'autonomia locale e delle forze economiche nazionali.
Questa realtà salta, se va avanti l'automatismo che propone cose nuove e non le solite provvidenze o le solite regalie.
Ecco che allora la Regione dev'essere protagonista nella sua realtà, per operare direttamente in prima persona quelle scelte che vanno nell'interesse della Valle, della sua gente, senza subordinazioni a nessun interesse economico, contrario alla Valle d'Aosta.
Ci sembra che il fondo di rottamazione risponda in parte a queste esigenze e voglia effettivamente andare in questa direzione; certo l'esiguità dei fondi a disposizione non permette quel respiro di intervento che noi vorremmo; ci preoccupa il fatto che da questa legge siano tagliati fuori gli Enti locali che non possono usufruire di tutta una serie di possibilità offerte dal fondo.
La preoccupazione maggiore, comunque, resta per quanto riguarda l'aspetto gestionale e decisionale del fondo stesso, che ci sembra che la Giunta abbia un potere eccessivo e il Consiglio sia in buona parte tagliato fuori.
Noi pensiamo che le scelte economiche-sociali della Valle d'Aosta riguardino soprattutto il Consiglio regionale non la Giunta e si tende a affiancare da questo potere eccessivo della Giunta, ecco una gestione più che altro tecnica di questo fondo mentre noi pensiamo che la gestione debba essere prevalentemente politica.
Concludendo, un giudizio francamente positivo, sul fatto di istituirsi al fondo di rotazione, evidentemente per quanto riguarda i singoli emendamenti, i singoli articoli che noi faremo, lo faremo quando si arriverà in sede di discussione particolare.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Nessuno chiede la parola? Consigliere Andrione.
