Objet du Conseil n. 107 du 15 mars 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 107/73 - Approvazione di ordine del giorno concernente l'istituzione di Parchi Nazionali e di Riserve Naturali.
Dujany (D.P.) - Signori Consiglieri, al Senato è stato presentato un disegno di legge di iniziativa di Senatori appartenenti a vari partiti concernente la legge quadro sui Parchi nazionali e le riserve naturali.
È una legge importante che interessa in prima linea la Valle d'Aosta stante la presenza del Parco Nazionale del Gran Paradiso che copre circa il 10% dell'estensione territoriale della Valle d'Aosta.
Da un esame rapido di questa legge ci pare che essa non rispetti le esigenze della Regione, le esigenze delle popolazioni locali e le competenze della Regione e dei Comuni.
Infatti, tra le altre cose, prevede l'istituzione di un Consiglio centrale dei Parchi e delle riserve naturali, Consiglio centrale che avrebbe il compito di studiare le istituzioni di nuovi parchi e di modificazione di quelli esistenti ed è costituito con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Consiglio dei Ministri, da vari rappresentanti dei Ministeri Agricoltura - Lavori Pubblici - Pubblica Istruzione e da varie Associazioni quali "Italia nostra" e "Pro-Natura" con l'assenza assoluta della presenza delle Regioni.
Nel successivo... (Montesano: Consigliere Balestri, per favore...) ...Scusatemi neh, ma io non riesco a parlare quando ho altri vicino che continuano a fare le loro cose personali.
Tra l'altro, prevede che per ciascun parco nazionale la delimitazione del territorio, la determinazione delle specifiche finalità, la determinazione dei confini e l'istituzione dell'Ente Parco ove si provveda con legge..., sono stabilite con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Questo Consiglio centrale, poi, avrebbe un compito di vigilanza sugli Enti parco di vigilanza su tutti i Consigli di Amministrazione.
Cioè non vorrei qui dilungarmi nel citare i vari articoli della legge, ma mi pare che l'impostazione di questa legge è una impostazione tipicamente centralizzatrice e che tende a togliere alle Regioni le competenze che gli sono attribuite dalla Costituzione sul piano delle competenze dell'agricoltura, dell'urbanistica e paesaggistica e nello stesso tempo tendono a togliere completamente anche alle Amministrazioni comunali le competenze che hanno sull'organizzazione del loro territorio nell'ambito comunale.
In terzo luogo, tende a far scomparire definitivamente la competenza, direi decisionale, che attualmente ha il Consiglio di Amministrazione, per esempio, del Parco del Gran Paradiso, ponendolo in una posizione diversa e sotto un organismo di vigilanza e di tutela estremamente accentrato ed estremamente tecnocratizzato per cui ritengo che possa essere estremamente pericoloso.
Quando voi vedete, per esempio, che per ciascun parco la delimitazione del territorio, la determinazione delle finalità, la determinazione dei confini - che è uno dei grossi problemi, ad esempio della discussione nel campo nostro - che questo viene completamente attribuito a questa Commissione centrale, con un decreto del Governo, Voi pensate quali potranno essere le conseguenze.
La proposta di legge è all'ordine del giorno del Senato. Sarà discussa, probabilmente, nella settimana ventura, perché è uno degli oggetti iscritti all'ordine del giorno nella seduta dal 10 al 19. Questa settimana - da informazioni datemi dal Senatore ieri - non avrà luogo l'inizio della discussione. Quindi inizierà, probabilmente, nella settimana ventura.
Proponevo al Consiglio - se lo ritiene opportuno - di votare un ordine del giorno che io ho abbozzato in questo modo: "Il Consiglio regionale
a conoscenza che sarà prossimamente discusso dal Senato il disegno di legge di iniziativa parlamentare n. 222 recante norme sull'istituzione di Parchi nazionali e di riserve naturali;
ritenuto che nel predetto disegno di legge non sono tenute presenti le competenze e le esigenze di intervento delle Regioni interessate ai problemi di cui si tratta e dei conseguenti vincoli da istituire in vari campi;
ritenuto che il predetto disegno di legge risulta poi in contrasto con le finalità della legge 1102 riguardante la istituzione delle Comunità montane e anche con l'indicazione relativa a parchi e a riserve del programma economico nazionale 1971/75 del Ministero del Bilancio e delle Programmazione
formula richiesta
alla Presidenza del Senato, ai Capi Gruppi del Senato affinché prima dell'esame del predetto progetto di legge sia sentito in merito il parere delle Regioni direttamente interessate ai problemi di cui si tratta".
È un ordine del giorno molto generico, ma che è fatto per attirare l'attenzione del Presidente del Senato su questo problema che per noi ha un'importanza particolare stante proprio la collocazione di un Parco Nazionale abbastanza ampio in una zona territoriale relativamente ristretta.
Manganoni (P.C.I.) - La necessità di una legge nazionale che regolamenti i parchi, beh, io penso che nessuno possa metterlo in dubbio tenuto conto del caos che vi è attualmente in fatto di regolamentazioni del Parco.
Noi sappiamo i conflitti dei Comuni nostri nei confronti del Parco, dove non vi sono delle leggi chiare e dove ci si arrampica su dei decreti-leggi chissà di quale data, ecc. Ciò che causa solamente dei conflitti fra privati, enti pubblici ed ente parco.
Quindi, io, sulla necessità di una legge sono d'accordo. Però quale legge? Io ho preso visione di due proposte di legge, non so il Presidente a quale delle due si riferiva. Mi dispiace, non mi son portato i due progetti di legge... (voce) ...Ecco, no, sono d'accordo, non faccio nessuna accusa. Se l'avessi saputo avrei potuto portarmi i due progetti ed esaminarli, non perdere una seduta per esaminarli entrambi, comunque avrei potuto pronunciarmi con più cognizione di causa, ma li ho lasciati a casa.
Ora vi è, oltre a quanto segnalato dal Presidente, cioè sulle limitazioni di potere su tutti gli enti pubblici - e tutto viene demandato a questa famosa Commissione - vi è un'altra questione che non so se è sfuggita al Presidente o l'ha sorvolata per ragioni di tempo nella sua esposizione.
Vi è un problema molto grave almeno su una delle due proposte di legge che dice questo "gli strumenti urbanistici nel territorio del Parco sono di esclusiva competenza del Parco".
Gli enti pubblici interessati non saranno neanche sentiti. Facciamo un esempio dei nostri comuni che hanno parte del loro territorio nel territorio del Parco.
Ebbene il parco farà uno strumento urbanistico, un piano regolatore - chiamiamolo come vogliamo - nel suo territorio, quindi nel territorio di questi Comuni, ignorando completamente i Comuni.
E guardate che questa è una questione grave e, a mio parere, e più grave ancora di quelle segnalate dal Presidente. Perché? A parte che il privato è completamente ignorato, il privato, là, ancora pazienza, ma vengono completamente ignorati i Comuni, quindi il territorio del Comune in quella zona il Comune non c'entra più. È completamente estromesso. Quindi una questione molto grave. Tant'è vero che di questo io ho avuto un incontro con i Sindaci interessati di quella zona, con i 7 sindaci ed effettivamente erano allarmati.
Era anche intenzione del nostro Gruppo di attirare, di portare il problema in Consiglio regionale e mi fa piacere che il Presidente ci abbia preceduti. Mi fa piacere, che ci abbia dimostrato la sensibilità in questo campo.
Comunque io non solo sono d'accordo, però - non è che io chieda di modificare - lo propongo comunque: a mio parere non starebbe male una affermazione sulla necessità di una legge che regolamenti i Parchi. Perché questo è un fatto.
Naturalmente non quella come propongono loro. C'è la necessità di una legge che regolamenti i parchi - perché noi sappiamo, leggiamo, sappiamo cosa succede, per esempio, nell'Abruzzo, nel parco dell'Abruzzo, eh, eh, succede il caos, lì.
E se non c'è una legge nazionale, rigida, che regolamenta, non so dove ne usciamo. Non ripeto i conflitti che abbiamo qui tra Comuni, privati e l'Ente Parco. Quindi c'è la necessità di una legge regionale.
Forse, per non dare l'impressione che il nostro ordine del giorno sia completamente negativo nei confronti di quella legge, a mio parere noi dovremmo confermare, come Regione, come ordine del giorno, la necessità di una legge che regolamenti i parchi, però una legge che dovrebbe essere fatta dopo aver sentito le Regioni.
Quindi, io, su tutto il resto, sono d'accordo con il Presidente. Ma forse, per evitare di farci accusare - perché, badate, io ho partecipato all'incontro coi Parchi, ecc.; qual è la mentalità in giro che si crea nei confronti dei valdostani? "Voi vorreste abolire il parco, voi siete tutti dei bracconieri, voi volete massacrare tutto".
Questo è un po' anche causa dei giornali che hanno contribuito a creare questa opinione sulla popolazione valdostana. Che non è esatto questo, non è esatto.
Ed allora, se noi facciamo un ordine del giorno senza affermare od ammettere la necessità di una legge sembra, potrebbe apparire all'opinione pubblica e quindi anche a Roma ai parlamentari che noi siamo solamente nel campo negativo, dire di no a tutto, ciò che non è vero.
Quindi io giudicherei opportuno mettere, pur riconoscendo la necessità di una legge nazionale che regolamenti i parchi, però tutto quel che se ne segue. Per evitare questo fattore negativo, eh, osservi Presidente Dujany, perché questa è la mentalità che c'è in giro nei confronti.
Una volta i valdostani erano solamente dei contrabbandieri. Oggi i valdostani, un po' meno contrabbandieri, però oggi sono solamente dei bracconieri, i nemici del parco, i nemici di tutto, i nemici della natura. Questo è quanto si è creato nell'opinione pubblica, non solo nazionale, ma anche un po' internazionale.
Andrione (U.V.) - Nous partageons l'ordre du jour qui a été présenté par le Président de la Junte, même si nous avons examiné d'une façon sommaire cette proposition de loi, mais nous demanderions que pour que l'action di Conseil régional soie plus efficace, que à travers le Deputé et le Sénateur valdôtains et à travers l'intérêt de tous les groupes qui sont représentés ici mais qui sont représentés également à la Chambre et au Sénat, on étudie des amendements de façon que cette loi respecte les droits de la Région. Parce que je ne voudrais pas qu'un ordre de jour générique reste comme cela sur le papier et que après on nous dit "vous n'avez pas fait des propositions concrètes". Il faudrait - je crois - l'engagement de tous les groupes, de façon à présenter quelque chose déjà étudié, un amendement pour reconnaître un droit de regard à la Région et un droit d'initiative soit en matière de confins du Parc et en matière d'administration.
Sur ce qui disait Manganoni je peux partager l'idée générale, mais je dois lui dire que vraiment dans le Parc des Abruzzes la plupart des villages qui ont été construits à l'intérieur du parc appartiennent à des directeurs généraux de ce Ministère qui devraient former et aux chefs du cabinet qui devraient former cette fameuse Commission et, à ce qu'on m'assuré, à l'Aquila même il y a un représentant de l'Association "Italia nostra".
Tant pour dire les choses...
De façon que je crois que la Région qui paye, qui est intéressée pour une grande partie de son territoire devrait avoir ou comme série d'amendements ou comme article de loi spécial, un droit de regard et un droit de vigilance sur le Parc.
Mappelli (D.C.) - E, qui, stiamo prendendo il gatto per la coda, mi sembra. Io non so quando sia stata presentata questa legge, probabilmente non è che sia stata presentata, questa legge quadro, l'altro ieri. Comunque, entrando nella discussione del problema, è evidente che - sì, sì, possiamo votare tutti gli ordini del giorno che vogliamo, possiamo anche dare delle indicazioni, con degli emendamenti ai nostri rappresentanti in Parlamento - ma a me pare che il tutto sia un po' poco.
Non vorrei polemizzare con un problema così serio, ma vorrei invece informare i Consiglieri che fin dalla legge istitutiva del Parco, per quanto riguarda noi, la Valle d'Aosta, si era previsto, in base ad un articolo della legge istitutiva, che l'Ente parco, assieme con gli Enti locali, cioè i Comuni interessati, doveva fare un regolamento.
Ora, se questo regolamento non è stato fatto, evidentemente la responsabilità è un po' di tutti. Noi sappiamo, ed è giusto, doveroso, che noi ripetiamo cosa significa un parco. Innanzitutto non dobbiamo lasciarci spaventare quando giornali e riviste interessate o sollecitate cerchino di drammatizzare delle situazioni che per noi qui non esistono.
Eventualmente ci sono delle situazioni drammatiche, ma in senso inverso. Cioè non verso la flora e la fauna, ma verso le popolazioni, perché è questo che la gente, purtroppo - con tutto il rispetto che ho verso la categoria dei giornalisti, a volte però ci sono alcuni giornalisti che cercano di travisare una realtà che esiste nel parco, per quanto riguarda noi Parco Nazionale del Gran Paradiso.
E lo dimostro: abbiamo visto alla televisione, abbiamo visto su dei giornali - che in questo momento, non sapendo che veniva portato avanti questo discorso (io ho una cartella dove metto tutti i comunicati, tutti i giornali e le riviste che illustrano certe questioni, certi fatti) - che evidentemente non sono successi come quello della prima giornata di caccia quando si denuncia all'opinione pubblica, in un certo angolo della Valle d'Aosta, per non far nomi a Cogne, 18 camosci. Questo non è vero che ci son stati uccisi 18 camosci. Probabilmente son stati uccisi in tutta la stagione e forse neanche.
Ma il discorso è ancora diverso. Sono a migliaia di camosci, eventualmente, che sì, vanno per moria naturale in base alle nevicate, come l'anno scorso.
Ecco questi i problemi da affrontare eventualmente da parte dell'Ente Parco con delle attrezzature, ecc. ecc. per la sopravvivenza, ma non dobbiamo fermarci, non si deve drammatizzare l'opinione pubblica solo su certi aspetti.
Intanto, appunto, il parco è una ricchezza nostra. Questo bisogna che tutti lo sappiano e come tale lo vogliamo difendere come flora e fauna. Ma poi, al di là, quando noi lasciamo spazio a quelle che possono essere le leggi quadro e le leggi istitutive dei parchi, evidentemente noi vediamo mortificata, limitata, esonerata la proprietà e l'iniziativa privata. Questi sono i discorsi di fondo e che nessuno, probabilmente ha il coraggio di insistere, di informare l'opinione pubblica su questi problemi.
Son contento che ci sia proprio in questa sala il Consigliere Dayné che era sindaco sino a pochi mesi or sono e lui, in prima persona, può, in questa sede, confermare quanto io dico.
Quando si trattava di mettere il telefono in una frazione che ha tutte le infrastrutture, da secoli, la frazione di Valnontey, orbene, per mettere un servizio pubblico, quale è stato il ricatto? Ripeto: il ricatto da parte dell'Ente Parco?
Che lasciava mettere i fili del telefono a condizione che si bloccasse la strada da Valnontey in su. Ora non si può, secondo me, affrontare dei problemi di una collettività, di una popolazione, in questi termini.
Evidentemente ci sono delle esigenze da parte del parco, ma ci sono, soprattutto, a mio avviso delle esigenze delle popolazioni interessate del Parco.
Evidentemente noi, la Valle d'Aosta, dà tanto per questa flora, per questa fauna. È una ricchezza nostra, la vogliamo e la difendiamo. Ma per conto mio, e ripeto, non è sufficiente un ordine del giorno, che noi sottoscriviamo e che noi, evidentemente appoggiamo. Per noi, al fine di dire una parola chiara, al fine di non andare al capestro, perché questa legge, evidentemente se vien fuori questa legge quadro così, io non so come sia ma me lo immagino in base già alla legge istitutiva del Parco Nazionale, so cosa significhi; quando una persona, un turista non può andare all'interno del Parco con un cane. Ma anche il proprietario di una proprietà all'interno del parco non può andare con il proprio cane all'interno del Parco.
Dunque, evidentemente, oggi che non abbiamo ancora una regolamentazione, ebben, se da una parte può esserci, diciamo, una carenza su questa regolamentazione, vi è il vantaggio però di poterle fare queste regolamentazioni. E qui sta a noi, perché se il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, se la nostra autonomia non ci permette di poter salvaguardare quelli che sono i diritti sacrosanti delle nostre popolazioni in base alla Costituzione, ebben, cari Signori, io mi chiedo cosa noi stiamo qui ancora a fare. Perché questo rimane alla base della nostra struttura autonomistica.
Pertanto, non voglio polemizzare quando è stata presentata, arriviamo in ritardo come sempre, ecc. ecc., sono tutte parole che non servono a niente.
Piuttosto la buona volontà deve essere dimostrata in un altro senso: occorre assolutamente che da parte nostra si prenda l'iniziativa di rendersi di persona - le persone fisiche che debbono andare dal Presidente del Senato - non è un problema, si tratta di mettersi d'accordo, ma occorre che assolutamente il Parlamento, e per esso il Senato in questo momento, tenga conto di queste nostre esigenze.
E per far questo, se questo non è stato fatto prima, da parte della Giunta o di chi evidentemente era a Roma, non so, Deputato e Senatore, saran solo 3-4 mesi, può darsi che non lo sapessero, io non so quando è stata presentata questa legge, ma evidentemente abbiamo il dovere morale di fare una pausa da parte di tutti, una riflessione per poter affrontare questo problema che è veramente molto, ma molto delicato.
Non crediamo che questo problema si possa risolvere con un ordine del giorno o con degli emendamenti per poi poter dare - e qui non voglio polemizzare, ma non vorrei poi, ad un certo momento che si vedano poi dei manifesti murali dove, come Ponzio Pilato, o come gli scarichi, coloro che lavorano al porto di Genova, scaricatori di porto, dove le responsabilità vengono addossate agli uni o agli altri e le popolazioni interessate vanno di mezzo.
Pertanto occorre, cari Signori del Consiglio Regionale, che noi questo problema, se effettivamente, come io credo in ognuno di noi vi è il senso di responsabilità, occorre che tutti assieme noi facciamo un appello a coloro che hanno presentato - e per essi gli organi responsabili del Senato - al fine che venga presa una pausa e nel contempo la nomina da parte nostra, eventualmente di una Commissione assieme ai Sindaci dei Comuni interessati, con dei tecnici che vedano anche in prospettiva cosa significa una legge di questo genere, e in quel momento proporre degli emendamenti e in quel momento proporre delle soluzioni.
Ecco, io ho fatto una proposta. Aspetto da parte di tutti i gruppi una risposta in merito a questa mia proposta.
Pedrini (P.L.I.) - È un problema, evidentemente, da non sottovalutare, signor Presidente e io, a nome del Partito Liberale, penso di poter dire in tutta coscienza di poter appoggiare la tesi sostenuta dal Consigliere Andrione.
Evidentemente non basta mandare un ordine del giorno che io approvo totalmente e di cui do atto al Presidente della Giunta - ma bisogna fare qualche cosa di più.
La nostra voce deve essere sentita a Roma, in senso di proporre anche noi qualcosa. Non so se il Presidente stesso, che ha stilato l'ordine del giorno, ritiene di far stilare un qualcosa, degli emendamenti, di vedere, insomma, abbiamo tempo sino a domani, domani siamo ancora qua tutti, io penso che si potrebbe vedere nel pomeriggio di trovare una soluzione concreta al problema al fine di non limitarci soltanto e solamente ad un ordine del giorno, ma di dare mandato veramente al nostro Senatore, facendo evidentemente arrivare anche nell'ambiente governativo e nell'ambiente di tutti i Gruppi al Senato qual è il pensiero della Valle d'Aosta, del Consiglio regionale su questo problema.
Chantel (P.S.I.) - Il Partito Socialista condivide la necessità di fare qualcosa. Però è convinto che qualcosa si farà se ogni Partito, ogni gruppo, è pronto ad interessare politicamente la propria parte. Perciò io mi impegno di mandare immediatamente al Partito Socialista le nostre richieste, le eventuali modifiche di legge, che dovrebbero essere proposte e votate, magari entro domani - come ha detto Pedrini - e inviterei gli altri Gruppi di fare la stessa cosa. Il Partito Liberale e il Partito democristiano.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola?
Allora io vorrei segnalare, a ricordo dei Consiglieri, un lato importantissimo della legge istitutiva del Parco che è quello che è l'art. 14, mi pare, che vieta l'indennizzo dei danni ai proprietari del comprensorio del Parco.
La Regione si è interessata di questo problema tante volte e ha dovuto sopperire alla mancanza di indennizzi da parte dell'Ente Parco.
Ecco, questo è uno degli emendamenti che può essere proposto in sede di discussione della legge da parte dei nostri Parlamentari perché altrimenti noi ritorneremmo sempre su questo grave problema dell'impossibilità di dare ai proprietari quell'indennizzo dovuto per danneggiamento da parte della fauna.
Allora, Signor Presidente, l'ordine del giorno, mi pare che sia stato accolto da tutti, così come è stato redatto. Vuole che lo si metta alla votazione?
Dujany (D.P.) - Due brevissime parole perché mi è parso, dall'intervento di alcuni Consiglieri, sentire un rimprovero per la intempestività dell'intervento. Mi è parso, non vorrei che questo fosse stato frainteso.
Voglio far presente che questa proposta di legge è stata presentata al Senato a fine luglio del 1972. Le proposte di legge sono a conoscenza del Presidente della Giunta come di tutti i Consiglieri. L'iniziativa è competenza di tutti i Consiglieri.
Per quanto riguarda il problema specifico ho ritenuto che un ordine del giorno non sia un mezzo di soluzione del problema. L'ordine del giorno è semplicemente una espressione del Consiglio regionale per richiamare l'attenzione del Senato sulla preoccupazione della Regione in merito a questo problema. È chiaro che immediamente e successivamente debbono essere prese iniziative concrete, attraverso contatti con il Senatore, con il Consiglio regionale e con i Sindaci per proporre eventuali emendamenti o proposte sostitutive.
Che qualcuno ha affrontato questo argomento in un modo molto episodico riandando e raccontando nuovamente tutta una serie di episodi che tutti conosciamo, però il contenuto di questa legge è ben più grave ed è ben più profondo.
Il contenuto di questa legge sta nel sostituire, completamente, l'attuale organizzazione del Parco per accentrarla in un modo ancora peggiore rispetto all'attuale.
È una legge centralizzatrice che dimentica la presenza della Regione, che toglie ogni competenza alle Regioni e che toglierà ogni competenza anche ai Comuni.
Questa è una proposta di legge ed è quella che mi preoccupa di più perché è l'apporto di iniziativa di Senatori appartenenti ad ogni Gruppo politico o quasi ad ogni Gruppo politico. Quindi, direi, è una proposta quasi unitaria dei Senatori. Ce n'è un'altra, che è una proposta peregrina, se non vado errato, di un certo Deputato Mazzoli, che non so nemmeno a quale Partito appartenga e mi pare che rispetti maggiormente la presenza delle Regioni.
Quindi direi che qui è un problema non tanto di concorrenza partitica o elettoralistica, è un problema di inserire la Regione e i Comuni nell'Amministrazione del Parco Nazionale Gran Paradiso che ha un interesse particolare in una zona, in una delimitazione regionale particolarmente ristretta, quale è quella della Valle d'Aosta.
Quindi ordine del giorno, contatti con Senatore, contatti col Presidente del Consiglio per vedere metodi e forme per adottare questi emendamenti e contatti con le Amministrazioni comunali per poter concordare anche con loro eventuali emendamenti o proposte sostitutive.
Montesano (P.S.D.I.) - Nelle comunicazioni c'è soltanto da fare dei... (Voce) ...Mi lasci parlare. Nelle comunicazioni del Presidente del Consiglio, del Presidente della Giunta sono ammessi dei brevi interventi... (Voce) ...Ma io non gliela concedo. Eh, scusi, io le dico questo, abbiamo un sacco di lavoro qui da fare, eh! Non possiamo mica dilungarci su una proposta che è stata fatta. Ma scusate, abbiate pazienza!
Prego, prego...
Ramera (D.C.) - ... riguardo alla proposta fatta... Bene, quello che ha detto il collega Mappelli che l'ordine del giorno sta bene, che noi lo appoggiamo, ecc., però occorrono delle iniziative di maggior peso...
Montesano (P.S.D.I.) - L'avrei detto, l'avrei detto perché la proposta Mappelli io l'ho recepita e naturalmente...
Ramera (D.C.) - Ah! allora basta...
Montesano (P.S.D.I.) - Appunto, per ciò vi dico, io la proposta Mappelli la ricordo e la farò presente al Consiglio... (Voci) ...Va bene, ma il Presidente della Giunta è il Presidente della Giunta. Allora vogliamo rileggere questo, per vedere se c'è l'accordo nel Consiglio.
Andrione (U.V.) - "Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, nell'adunanza del 15 marzo 1973
A conoscenza che sarà prossimamente discusso dal Senato..." (legge ordine del giorno che è tutto uguale a quello letto dal Presidente Dujany sino a:)
"FORMULA UNANIME RICHIESTA
alla Presidenza del Senato affinché, prima dell'esame del predetto progetto di legge, sia sentito in merito il parere delle Regioni direttamente interessate ai problemi di cui si tratta".
Montesano (P.S.D.I.) - C'è l'accordo da parte dei Consiglieri? L'unica cosa che va modificata, per suggerimento del Presidente della Giunta è che "formula unanime richiesta AL PRESIDENTE del Senato" non alla Presidenza. E io proporrei, naturalmente, di inviare questo - ... interno nostro, della Presidenza del Consiglio - inviare questo ordine del giorno al Presidente del Senato, a tutti i Gruppi Parlamentari del Senato e alla Commissione competente che precisamente io non so quale sia, se è quella dell'Agricoltura, dovrebbe essere... (Voce - È pubblica istruzione)
Manganoni (P.C.I.) - ...non insisto però, di confermare, pur riconoscendo la necessità di una legge nazionale che regolamenti ed avevo esposto perché - non ripeto, non insisto, se si vuol accettare, va bene, se non la si vuol accettare... (Montesano: è implicito, anche, nel prendere atto) ...Mica tanto implicito. Per le ragioni che io ho esposto allora.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, il Consiglio approva. Ecco, unanime, allora l'ordine del giorno è approvato.
Per quello che riguarda la proposta Mappelli, mi sembra d'aver capito che egli desidera che una delegazione del Consiglio regionale, semmai integrata anche dai Sindaci dei Paesi interessati e compresi nel comprensorio del Parco possa recarsi al Senato, alla Presidenza, per esporre questi concessi che sono stati espressi nell'ordine del giorno.
Ora, io domando al Consigliere Mappelli se egli intende attendere almeno una risposta a questo ordine del giorno, cioè a dire se effettivamente la richiesta formulata dal Consiglio regionale del rinvio dell'esame del progetto di legge viene accolto, allora io penserei di mettere all'esame del Consiglio la formazione di una Commissione per poter, insieme all'ordine esecutivo, formulare tutte le osservazioni che devono essere formulate in sede di emendamenti, i quali emendamenti naturalmente devono essere recepiti da un proponente che può essere il nostro Senatore.
È d'accordo su questo?
Mappelli (D.C.) - Io ritengo che una cosa non escluda l'altra, cioè, nell'attesa, spero che da parte degli organi, particolarmente del Presidente del Senato, una risposta io penso dovrà pur darla, in attesa che questa riposta venga, ed è questione di giorni, non sarebbe male che noi, però, comunque, ci trovassimo in quanto Capi gruppo o una Commissione, integrata sempre dai sindaci, al fine di già portare avanti il problema degli emendamenti.
È evidente che se da parte del Senato vi è un impegno di rinvio allora la mia proposta, diciamo di recarsi a Roma, cade. Evidentemente che, nell'approssimarsi dell'ordine del giorno, della discussione in aula di questa legge, e allora decideremo il da farsi.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora la sua proposta rimane potenziale. Io la vorrei anche discutere - se lei vuole intervenire io l'invito - a questa conferenza dei Capi gruppo che c'è, mi pare, il giorno 22 prossimo alle ore 11. E fra gli altri argomenti ci aggiungeremo anche questo come argomento aggiuntivo e ne riparleremo in quella sede. (Mappelli: d'accordo) ...Quindi, d'accordo tutti.
L'ordine del giorno è stato votato e approvato all'unanimità e quindi si passa all'esame dell'ordine del giorno.
