Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 114 du 16 mars 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 114/73 - Proposta di legge: "Provvedimenti per il risanamento conservativo di case di abitazione situate in zone con interesse storico ambientale". (Proposta ritirata)

Dolchi (P.C.I.) - Anche su questa legge non è la prima volta che prendo la parola. Fra le varie iniziative che sono state discusse dal Consiglio, noi riteniamo che non potesse mancare un provvedimento che integrasse le altre iniziative, che miravano ad affrontare il problema della riforma della casa nella zona valdostana, indirizzando l'attenzione sui centri storici della Città di Aosta e degli altri Comuni della Valle, poiché sappiamo come i risanamenti conservativi, per evitare il degradamento dei centri storici e per rendere abitabili in modo civile e moderno queste abitazioni, queste iniziative sono onerose e interessano il complesso della vita regionale. Quindi, incentivi e incoraggiamenti, proprio per l'onere che i proprietari dovrebbero sostenere, non possono che partire dagli Enti pubblici, dai Comuni e dalle Regioni.

Da questa premessa, ancora una volta, sorge la necessità che noi avevamo tradotto in proposta di legge per garantire questo pubblico intervento.

Montesano (P.S.D.I.) - Per favore, parla più piano, perché io sento quello che dici tu, di qua.

Dolchi (P.C.I.) - ...Garantire il pubblico intervento, perché oltre, come dicevo prima, alla difesa dei centri storici, l'intervento si pone l'obiettivo di rendere abitabili degli alloggi che vanno ad accrescere il numero degli alloggi che sono richiesti.

La nostra proposta prevedeva l'iniziativa regionale in stretto contatto con le Amministrazioni comunali, le quali, proprio per i loro specifici compiti, in base alla nostra proposta, sono chiamati a redigere gli elenchi indicanti le zone particolari presso cui è necessario l'intervento e le stesse Amministrazioni comunali sono chiamate a redigere delle... degli elenchi di priorità.

Noi riteniamo che questa legge, anche se, come l'altra, presentata due anni or sono, ha, mantiene tutta la validità per questa iniziativa, non è escluso che possa essere emendata nel quadro di una visione più generale di tutte le cose che sono state dette ieri, nel dibattito su questo argomento e, per le iniziative, anche da parte dell'Amministrazione comunale, che sono venute sorgendo in questi due anni.

Noi la risottoponiamo questa mattina all'attenzione dei colleghi Consiglieri, perché riteniamo che sia uno strumento, malgrado tutto, ancora valido.

Anche questa legge ha la caratteristica di proiettarsi nel futuro di cinque anni, in modo che gli interventi possano essere maggiormente coordinati e, nel tempo, regolamentati, proprio come la stessa legge prevede.

Io non mi dilungo di più, i colleghi che l'hanno certamente letta si rendono conto come questo non rappresenta certamente, non può rappresentare, anche per lo stanziamento proposto - di soli 200 milioni all'anno - il toccasana, la soluzione del problema, ma voleva e vuole essere un primo passo, un avvio in questo settore che è stato molte volte dibattuto per cui è stata sottolineata l'importanza, per cui non ci sono ancora degli strumenti legislativi specifici e validi.

Ecco perché la sottoponiamo all'approvazione del Consiglio.

Pollicini (D.P.) - Ma la Giunta approva indubbiamente gli obiettivi che si prefigge questa legge, così come approva altre considerazioni.

Evidentemente, la legge si propone di valorizzare il patrimonio storico regionale; si propone, evidentemente, di arrivare a questo fine attraverso l'intervento degli Enti pubblici; si propone di aumentare gli alloggi abitabili. Quindi, sugli obiettivi di questa legge, la Giunta concorda. Là dove la Giunta, lei, non è d'accordo, è quando si intende far partire immediatamente questa legge, prima di avere uno studio globale sulla ristrutturazione di tutti questi centri storici.

D'altra parte sappiamo che il Comune di Aosta ha in corso di revisione il Piano Regolatore, quindi ci pare importante che, prima di mettere in cantiere una legge come questa, sia opportuno avere uno studio globale di tutti i centri storici, dopo di che, su questa fotografia, impostare una legge per i provvedimenti, per il risanamento conservativo delle case di abitazione site in centri storici.

Pertanto, la Giunta propone al Consiglio un ordine del giorno che io andrò a leggere: "Il Consiglio regionale, dopo l'illustrazione della proposta di legge regionale concernente i provvedimenti per il risanamento conservativo di case di abitazione situate in zone con interesse storico ambientale, approvando gli obiettivi della proposta stessa (che sono: la valorizzazione e l'utilizzazione del patrimonio edilizio esistente nei centri storici di Aosta e di altri Comuni della Valle, la necessità di intervento degli Enti pubblici per il risanamento conservativo, l'aumento degli alloggi abitabili negli stessi centri storici da destinare preferibilmente agli abitanti attuali), constatato che il centro storico di Aosta è in questo momento oggetto di particolari studi nell'ambito della revisione del Piano Regolatore Generale della Città e che da questi studi emerge la notevole complessità del problema di Aosta rispetto agli altri Comuni della Valle e ritenuto doversi sollecitamente operare, anche se in forma diversificata tra Aosta e gli altri Comuni, per il risanamento dei centri storici, delibera di dare mandato alla Giunta di riprendere immediati contatti con le Amministrazioni comunali interessate, al fine di redigere, entro il più breve tempo possibile, i Piani esecutivi o gli elenchi delle zone in cui dovrà avvenire l'intervento dell'Amministrazione regionale e la graduatoria preferenziale delle zone stesse.".

Montesano (P.S.D.I.) - I Consiglieri desiderano delle copie? Pare che sia abbastanza chiaro. Lei ha delle copie, Assessore? Non per me, ma per chi le desidera.

Ci sono altri interventi? Allora, prima dell'esame degli articoli dobbiamo votare l'ordine del giorno, sul quale può essere chiesta la parola.

Consigliere Dolchi e Consigliere Manganone.

Manganone (D.C.) - A me pare che oggi si contraddica un po' quel che abbiamo fatto ieri, con questo ordine del giorno letto adesso dall'Assessore Pollicini.

Ieri abbiamo previsto un fondo di rotazione per le Zone A, zone che comprendono anche il centro storico e stamattina abbiamo sentito dall'Assessore Pollicini che... (no, no, è così) ...il fatto delle vostre risposte di Giunta, non mi fido più! La verità dei fatti è questa.

Noi siamo convinti, anzi, crediamo proprio che il centro storico di Aosta non faccia assolutamente testo con gli altri centri storici degli altri Comuni.

Noi siamo qui, posso dire che appoggeremo la proposta del Ragionier Dolchi e siamo contrari all'approvazione dell'ordine del giorno emesso dall'Assessore Pollicini. Siamo contrati perché questa delimitazione dei centri storici, in base a quella circolare che ieri ho letto - circolare datata 03/08/1972 - avrebbero già dovuto essere delimitati. Se c'è stata una carenza, certamente non è stato una carenza del Consiglio, ma bensì della Giunta.

Ecco perché noi siamo contro all'ordine del giorno proposto dalla Giunta.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima il Ragionier Dolchi e poi Chantel... Allora, Assessore Chantel.

Chantel (P.S.I.) - La legge, così com'è stata presentata, vero, potrebbe portare alla bonifica dei singoli appartamenti e, anche, del centro storico, lasciandolo nel caso antigenico attuale. Io ritengo che, se si vuol metter mano al centro storico, sian necessari, come prima... tre punti fissi, cioè: la dichiarazione regionale di quasi tutto il centro storico, la manutenzione in queste condizioni delle case che si affacciano alle strade di carattere pedonali, la bonifica integrale, settore per settore, di tutto il centro ...Ma settore per settore, per arrivare non a un accavallamento di case, di stradicciole e di strade come sono attualmente, ma una vera e propria bonifica che dia delle case, in nuove condizioni igieniche ,con maggior spazio, maggior luce e possibilità di posteggio.

Così io vedo la soluzione del centro storico. Non riesco a concepire che mentre prima si cerca di dare dei quattrini comunque - o sotto forma di mutuo o sotto altra forma, vero - e si parte poi dal principio di non dar più dei soldi a vuoto, mi si venga, in un alloggio, a chiedere dei fondi senza nessun controllo.

Controllo in questo senso: cioè che il proprietario quando, coi soldi della Valle - una parte dei soldi della Valle - sia riuscito a bonificare il fondo, lo possa tenere o affittare a qualunque prezzo, anche a prezzo non più popolare, ma a prezzo realmente di una certa qual sostanza.

Arrivati a questo punto qui, io dico la verità: che il problema, risolto in quel modo lì, non riesco a concepirlo. Io riesco a concepire il problema con una legge come è stata fatta in altri posti, sia in Italia che all'estero, che mi piglia precisi settori, mi definisce quale deve essere la bonifica sanitaria e la bonifica edilizia, mi stabilisce finalmente quali devono essere le case che non devono essere toccate per conservare quel cachet di centro storico alla Citta di Aosta e si abbia il coraggio di dire che qualche chilometro o cinquecento metri, a piedi, fanno bene alla salute, mi si blocchi completamente il passaggio delle macchine in tutta Aosta, che è centro storico, mi si conservi quello che deve essere conservato, ma, nell'interno, dove ci sono delle vere casbah, liquidiamola sta situazione.

E non cominciamo a invitar la gente ad aggiustare alloggio per alloggio, in caso che poi, in un secondo tempo, per ragioni igieniche, devono essere abbattute. Questo non ha senso. Abbiamo il coraggio, prima di tutto, di dichiarare dove è idoneo per l'abitazione, le case che non sono idonee, poi denunciamo i proprietari e salviamoci dalla legge. E allora, probabilmente, arriveremo a una soluzione, perché finché le cose si fanno a metà o si fanno senza voler risolvere i problemi definitivamente, mi sembra che le lacune sono tante e moltissime. E allora, si vuol affrontare il problema? Lo si affronti nel suo insieme, lo si affronti completamente e si arrivi alla soluzione come hanno saputo risolvere il loro problema nella vicina Svizzera e anche in Francia, se non in Italia, in certe zone.

Questo coraggio bisogna averlo e ci vuole una legge completa e totale e allora sarà giusto che anche la regione marci coi pochi quattrini e aiuti la soluzione di un'opera che non è sovramezzata... dev'essere completa. Se una casa non è idonea, cosa abbiamo ottenuto il giorno che abbiamo aggiustato un alloggio? Niente. La casa rimane qual è, antigenica per tutti gli altri che devono abitarci, con limitazioni di abitazione di servizi e cosa ho fatto? Ho favorito uno che, in mezzo a questo caos, è riuscito con l'aiuto della Valle ad aggiustarsi un appartamento. E questo ha ancor meno senso che di dare i quattrini per aggiustare un alloggio completo. Ma io sono contrario anche alla sistemazione dell'alloggio completo, se non ci sono delle ragioni specifiche e delle condizioni per cui i quattrini della Valle servono a qualcosa.

Dolchi (P.C.I.) - Sull'ordine del giorno. Mi sembra che la nostra iniziativa abbia, per lo meno, portato ad affrontare questo problema ed è tutto giusto quello che dice Chantel, in linea teorica, ecco, ma chi deve volere... (voce) ...ma voi chi? Voi Giunta, tutti... all'iniziativa consiliare del Gruppo comunista che giace da due anni e viene discussa adesso e la Giunta, malgrado rinvii e malgrado le rinunce che abbiamo fatto alla votazione in tempi precedenti, non ha contro proposto alle nostre iniziative tutte le cose che stamattina ci dice Chantel. E, quel coraggio a cui si riferisce, l'ha avuto il Gruppo comunista, presentando questa proposta di legge, che non sarà perfetta, che sarà imperfetta, ma che poneva delle indicazioni per affrontare il problema dei centri storici, dice Chantel: "in modo parziale, nel caos generale".

Non è la prima volta che l'Amministrazione regionale tenta di risolvere il caos generale, tende, con dei palliativi, ad intervenire e a tacconare qualche situazione valdostana. Ebbene, noi non arriveremo alla soluzione di questo problema se non facciamo il primo passo e noi ritenevamo che questa proposta che da due anni giace nelle Commissioni del Consiglio regionale, che è già venuta in Consiglio regionale e che è stata rinviata, proprio perché la Giunta facesse delle contro proposte, sia quell'atto di coraggio cui si richiamava Chantel.

E non serve citare all'esempio della vicina Svizzera e della vicina Francia, compete alla Giunta di prendere delle iniziative quando le iniziative consiliari, come la nostra, non soddisfano - dice l'Assessore Chantel - alla globalità della risoluzione del problema, perché la legge prevede degli interventi e dei contributi. La legge è di due anni fa e due anni fa, e ancora ultimamente, abbiamo preso dei provvedimenti di questo tipo - l'Amministrazione regionale interveniva con contributi a fondo perduto - e solamente con il Fondo di rotazione si cerca di modificare questo indirizzo.

Quindi, non venga fatta una colpa al Gruppo comunista che ha studiato il problema, che ha affrontato questo problema.

E noi siamo d'accordo che non si può, come Amministrazione regionale, prendere delle iniziative che non siano coordinate con quelle dei Comuni, con gli studi dei Piani regolatori, con una concezione diversa e nuova dei centri storici.

Ecco, però, riteniamo anche che non si possa fare l'appello al coraggio che dovrebbe avere l'Amministrazione regionale quando, proprio da parte dell'Esecutivo, iniziative, proposte concrete in questo settore non vengono.

Dice l'ordine del giorno - e mi sembra una cosa più completa - che in questa situazione bisogna prendere questi contatti che non sono stati ancora presi (o che sono stati presi e sono solo presi in modo informale), in modo coordinato con le Amministrazioni regionali, con le Amministrazioni comunali, al fine di redigere quei Piani esecutivi nei quali potrà intervenire l'Amministrazione regionale.

In questo possiamo essere d'accordo e allora faccio una proposta concreta: mi sembra che il concetto dell'ordine del giorno che si è votato mi sembra che escluda, poi, la votazione della legge... soprattutto se noi lo votiamo, debba concludere in qualche cosa, cioè debba concludere - e ne dà conferma l'intervento dell'Assessore Chantel - con un impegno che non sarà certamente questo Consiglio, che è alla sua scadenza, ma che dovrà essere un impegno nella continuità amministrativa e politica del Consiglio per la redazione di un dispositivo di legge, di un intervento coordinato, di una presa di posizione nei confronti di questo problema. E quindi, riservandomi di redigere meglio il testo, proporrei che nel deliberativo dell'ordine del giorno proposto, dopo che si dice che i Piani esecutivi e gli elenchi delle zone di cui dovrà avvenire l'intervento dell'Amministrazione regionale e la graduatoria preferenziale delle zone stesse, si debba mettere il concetto al fine di mettere il Consiglio regionale in condizione di adottare dei provvedimenti legislativi in questo settore, ecco, perché sennò ci limitiamo a dare mandato alla Giunta per fare ancora una volta una statistica, una fotografia della situazione, anche più perfetta e migliorata, ma senza che da questo Consiglio nel quale si discute la legge comunista - che dovrà essere ritirata se il Consiglio approva questo ordine del giorno - venga anche fuori la volontà politica che il problema, in seguito a questa analisi, a questo ordine del giorno, ritorni con una iniziativa legislativa, con una iniziativa che sarà quella che vorrà il prossimo Consiglio adottare, ma che si serva di questo ordine del giorno che promuove i contatti con le Amministrazioni comunali e i Piani esecutivi, affinché si giunga a una conclusione.

Quindi, noi siamo d'accordo di ritirare la nostra legge se sarà votato questo ordine del giorno, perché mi sembra che l'ordine del giorno riassuma una... recepisca gli obiettivi, li allarghi, chieda un tempo di riflessione per le case, che sono andati maturando in questi due anni e, secondo noi, può essere accettabile, se conclude con una manifestazione di volontà per quello che dovrà essere fatto in futuro.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Dolchi, scusi, se volesse ripetere, così, per l'ultima frase che ha detto... (Voce di Pollicini) ...Lo scrive, poi me lo dà.

La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (U.V.) - Io vorrei dare atto al Gruppo comunista di avere sollevato un problema di enorme importanza e dire però, al tempo stesso, che non sono d'accordo né sulla legge, così come proposta, né sull'ordine del giorno, in quanto mi sembra che se si vuole affrontare veramente il problema - ripetendo che è stata una cosa valida di sollevarlo - bisogna tenere conto che nel bilancio regionale, agli articoli 868 - 869, sono previsti degli interventi per questo specifico settore, che devono essere coordinati, a nostro avviso, questi interventi, con il fondo di rotazione e non procedere con un accavallamento continuo di leggi che toccano alcuni punti e non si ha mai una visione coordinata di quello che deve essere l'intervento regionale in una determinata materia.

L'intervento di questo tipo, in certi casi e molto sovente in Valle d'Aosta - e penso soprattutto a Bard, a Donnaz - ha un carattere che non è soltanto un carattere conservativo o migliorativo di un alloggio che deve ritornare a essere inserito nel ciclo economico, ma ha un carattere evidentemente culturale, un carattere di difesa di un certo tipo di valore di abitazione per il quale - almeno, questo Consiglio - si è sempre dimostrato sensibile e all'unanimità ha preso, fino ad oggi, delle decisioni che sono rimaste in aria, perché, in realtà, ancora una volta, dobbiamo constatare che l'assessorato che dovrebbe avere in mano i piani regolatori, i piani esecutivi, sapere là dove è possibile intervenire, questo assessorato brilla come al solito per la sua assenza.

Ora, come facciamo noi a fare una legge di questo genere dove l'intervento sarebbe puramente un intervento economico e non coordinato con il bilancio regionale (che almeno io non ho scrupoli, perché ho votato contro) ma dico che è stato approvato da questo Consiglio pochi mesi fa e quindi, a mio avviso, bisognerebbe che questo tipo di legge fosse studiato anche in relazione a esperienze che sono state fatte altrove. E non vorrei che per la Valle d'Aosta, con questo tipo di legge, si ripeta lo scandalo che in campo nazionale avviene con Venezia (che si parla di intervenire e Venezia sta sprofondando), noi abbiamo delle località meravigliose che stanno sparendo (perché non avete che andare a vedere il centro di Bard che sta letteralmente disgregandosi) e allora dovevamo fare degli interventi, ma non dobbiamo fare una inutile accademia e confondere due tipi di intervento che, secondo me, sono del tutto differenti. Anche nella Città di Aosta è necessario - e lì dò ragione a Chantel - è necessario che certe parti di Aosta siano abbattute. Noi dovevamo intervenire e questo non come restauro conservativo, ma dovevamo intervenire come creazione urbanistica di un nuovo spazio all'interno di Aosta e non sto a ripetere tutto quello che avevano già detto sulle prigioni e avanti di quel passo. Per cui, a nome del mio Gruppo, io dichiaro che, almeno, allo stato degli atti, votiamo contro la legge e contro l'ordine del giorno.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Consigliere Ramera.

Ramera (D.C.) - Una breve considerazione: sono lieto di aver votato contro al Comune di Aosta il Piano regolatore fatto dalla Giunta social-comunista, perché è stranissimo che, dopo dodici anni, gli stessi responsabili di quell'obbrobrio di Piano (che noi chiamavamo allora la Casbah - no? - dato che si voleva conservare appunto le topaie e tutto questo che poi si viene qui a chiedere e le case per i lavoratori...) si viene qui a chiedere la ristrutturazione del centro storico, proprio da parte di coloro che hanno commesso questi grandissimi errori dodici anni fa, quando hanno portato al Comune di Aosta il Piano regolatore e vengono oggi a ripetere tutte quelle considerazioni che io, ed altri miei colleghi, dovemmo fare al Consiglio comunale di Aosta e si chiede ancora anche una pausa di riflessione. Ma non si è ancora riflettuto abbastanza, collega Dolchi?

Avete avuto la possibilità di essere al Comune di Aosta e alla Giunta regionale in certi anni e non avete riflettuto abbastanza? Per cui abbiamo assistito alla costruzione di una Aosta nuova, disordinata in maniera paurosa e dovrei di nuovo ripetere delle strade nate storte, forse, per riparaci dal vento, come qualcuno diceva spiritosamente quando venivano costruite? Ma io ritengo che quello che ha detto ultimamente il Consigliere Andrione è esatto e, per la parte finanziaria, che dovrebbe essere il fondo di rotazione ad eliminare anche quelle leggi passate in tutti quei settori che oggi tocchiamo. Io ieri non ho neanche parlato, perché alcuni l'avevano sollevato il problema e così come dovrebbe essere fatto veramente (dopo dodici anni, credo che sarebbe ora!) un Piano particolareggiato di questo centro storico e quello che va abbattuto, va abbattuto, perché di storico ha proprio niente. Di storico... queste sono topaie che oggi venite qui a dire che sono topaie per cui occorrono le case per i lavoratori e siete voi i responsabili che avete voluto mantenere in piedi queste topaie, perché quando noi vi dicevamo che occorreva una soluzione del centro storico, allora, perché di storico non c'era proprio niente, voi avete impedito in maniera assoluta il sorgere di iniziative che portassero alla soluzione del problema.

Per cui noi veniamo qui ad assistere veramente - come diceva ieri Bordon - al cinematografo. Qui si sollevano problemi a rovescio di quel che si è detto prima o si dice prima quel che si è detto dopo, io non lo so più, perché, ad un dato momento, è veramente cinematografo quello che noi assistiamo in questi Consigli pre-elettorali (io li chiamo solo Consigli pre-elettorali) per buttare della polvere negli occhi alla gente, ma è ora che si sappia che le responsabilità, almeno per Aosta, sono vostre e sono ben lieto di avere votato contro quel Piano regolatore che voi avete predisposto.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Assessore Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Mi pare, però, che con questa discussione sia stata evidenziata ancora di più l'esigenza che, prima di dare corso a questi provvedimenti, occorra uno studio globale. D'altra parte, noi sappiamo che il centro storico di Aosta, in questi giorni, è oggetto di particolare studio nel quadro della revisione del Piano regolatore, quindi, ci sembra prematuro predisporre una legge prima di conoscere esattamente sia quanto riguarda i Comuni singoli, sia per quanto riguarda una visione globale del problema. Per cui completerei quell'ordine del giorno con un dispositivo di questo genere: "di prendere immediati contatti con...".

Montesano (P.S.D.I.) - Piano, piano...

Pollicini (D.P.) - Abbiamo fornito copia, no?

Montesano (P.S.D.I.) - Allora lo legga e poi lo passi qui.

Pollicini (D.P.) - Mi pare di averla passata.

Montesano (P.S.D.I.) - Alt, ce l'abbiamo, ma non corretta.

Pollicini (D.P.) - Allora, dunque "di prendere immediati contatti con le Amministrazioni comunali interessate, al fine di redigere, entro il più breve tempo possibile, i piani esecutivi o gli elenchi delle zone in cui dovrà avvenire l'intervento dell'Amministrazione regionale e la graduatoria preferenziale delle zone stesse, al fine di consentire l'elaborazione di un progetto di legge attinente a provvedimenti per il risanamento conservativo di case di abitazione situate in zone con interesse storico-ambientale".

Montesano (P.S.D.I.) - Ragionier Dolchi, lei accoglie questo emendamento?

Dolchi (P.C.I.) - Se mi è concesso, due parole, per dire il perché accogliamo questo emendamento, voteremo l'ordine del giorno e, a nome dei presentatori della legge, la ritireremo, premettendo che, come diceva il collega Andrione, il problema è di una notevole importanza, che ha bisogno - lo ripeto - di un tempo di riflessione, proprio perché gli eventi vanno più rapidamente di quanto non lo ritegna il collega Ramera, che è rimasto fermo al suo voto negativo al Piano regolatore di Aosta di dodici anni fa e non si è accorto che le cose sul piano culturale, sociale sono avanzate nel nostro Paese e anche nella nostra Città e che il Piano regolatore non può essere un documento statico, ma deve, appunto, recepire e integrarsi con il trascorrere del tempo e che, nel 1963, noi siamo convinti, quello era il documento che poteva essere accettato, l'abito che poteva darsi la Città di Aosta e siamo stati allora convinti della necessità della salvaguardia del centro storico, proprio perché volevamo evitare la demolizione del centro storico, la demolizione delle topaie, assieme alle altre case, assieme a tutto un passato culturale del centro aostano. Perché era troppo facile, con la scusa di demolire le topaie, demolire tutto e togliere ad Aosta quella caratteristica per fare avanzare le iniziative speculative che erano molto più facili e più utili e più proficue nel centro della Città, che non in periferia. Abbiamo salvato il centro storico, insieme alle topaie, convinti che per le topaie bisognava prendere poi dei successivi provvedimenti e, coerenti con questa posizione, portiamo avanti anche le altre iniziative per il risanamento per la demolizione delle topaie alle spalle degli stabili, alle spalle delle costruzioni degli edifici da conservare. Aosta ha tratto beneficio da quel Piano regolatore, ha tratto beneficio dai voti favorevoli a quel Piano regolatore. Non avrebbe tratto beneficio dai voti contrari, che prevedevano la demolizione del centro storico, si rifacevano addirittura ai piani regolatori fascisti della demolizione completa per fare le belle strade larghe 24 metri, dove avrebbero potuto correre, sì, le automobili, ma sarebbe sparito l'animo del cittadino valdostano, l'anima del Capoluogo della Regione.

Noi difendiamo ancora adesso quel Piano regolatore, anche se riteniamo che il Piano regolatore, proprio perché non è un documento, non è una norma statica, deve screscere, modificarsi di fronte alle nuove soluzioni, alle nuove situazioni che si presentano. Ecco perché il centro storico di Aosta, come quello degli altri centri della Valle, ha bisogno dell'intervento dell'Amministrazione regionale.

Quella nostra proposta (che non era pre-elettorale - lo ricordo per l'ennesima volta - era stata presentata due anni fa, a metà legislatura, quando il Consiglio avrebbe avuto ancora tutto il tempo per intervenire in modo organico) tendeva ad affrontare il problema.

Siamo arrivati, non per colpa nostra, a discutere questo argomento in Consiglio regionale alla vigilia della scadenza del mandato. Mi sembra che la legge che, forse, assume solo aspetti settoriali ed economici e non ha la visione complessiva del problema, proprio perché (mi richiamo ancora una volta...) era stata presentata in un momento in cui si tendeva a risolvere il problema dell'abitazione. Ebbene può essere, questa nostra iniziativa, conglobata nella manifestazione di volontà che l'ordine del giorno prevede e cioè: del sollecito coordinamento di queste iniziative a livello comunale e regionale. E io sono d'accordo di accogliere l'aggiunta redatta dal collega Pollicini, perché mi sembra che sia il completamento di questa manifestazione politica, di questa scelta, di questa manifestazione di volontà del Consiglio quando si dice che questo ordine del giorno tende a consentire l'elaborazione di un progetto di legge attinente ai provvedimenti per il risanamento conservativo di case di abitazione situate in zone di interesse storico-ambientale e, quindi, precisa anche, localizza anche dove questa futura iniziativa legislativa del Consiglio regionale dovrà essere orientata. Quindi, non mi dilungo, signor Presidente, noi ritiriamo la nostra legge, non chiediamo che sia votata e voteremo l'ordine del giorno.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Bordon.

Bordon (D.C.) - Vorrei che concedeste anche a me di dire due parole così, non forse a livello di discussione come è avvenuto prima, perché qui si è ritornati indietro per discutere determinate impostazioni di piani regolatori, di punti di vista che si riferiscono a tanti anni or sono e che sono veramente importanti, come lo furono allora.

Io vorrei mantenermi a un livello un po' più basso e vorrei dire, così, in una chiacchierata che vorrei chiamare umana, più che altro, quanto penso di questo problema.

Io non vado a vedere se è stata presentata questa proposta di legge in questi ultimi tempi... mi si dice che è stata già presentata due anni fa, ma io ricordo all'amico Dolchi che non si tratta qui di parlare di oggi o di due anni, è un problema che... Ramera ha parlato di proposta presentata oggi, io non rilevo quello che dice, non contraddico quello che dice Ramera, appunto, io non voglio neanche entrare in questo argomento e non voglio neanche che si dica che questo argomento è stato già dibattuto due anni fa. È stato dibattuto tanti anni fa questo problema, ecco perché è con una certa perplessità, ma con una certa amarezza, che io lo affronto oggi, perché quando mi si viene a dire, per esempio, c'era qualche d'uno che voleva demolire il centro storico, altri non lo volevano, ma come dicevo e come dico sempre "tutte le idee sono opinabili". Per esempio, io penso che nessuno volesse demolire il centro storico di Aosta, perché qui si gioca qualche volta sulle parole e in un campo e nell'altro campo e vengono fuori anche dei malintesi e delle discussioni. Quindi la cosa che mi preoccupa di più è questa: io ho l'impressione che qui quando si voglia mandare un accidenti ad un amico gli si potrebbe augurare di diventare proprietario di una casa del centro storico, perché potrei citare qui della gente, degli ingegneri che mi vedo passare danti, quindi, con parole tecniche quasi... Ho degli amici che sono commercianti che sono proprietari nel centro storico e che sono veramente demoralizzati, perché è vero che il centro storico è una grande cosa e che noi dobbiamo mantenere, perché è un passato culturale, è un passato storico, di ethnie valdôtaine, chiamatelo come volete, però, ad un certo momento, noi dobbiamo pur anche dire questo: che noi lo dobbiamo mantenere, lo dobbiamo non mantenere sulle spalle del proprietario singolo o di dieci o quindici proprietari che hanno le case in questa via storica, in questo centro storico, ma noi dobbiamo prendere un certo gravame, attraverso tutti quanti, perché è un patrimonio di tutti, è un vantaggio di tutti. E allora io vorrei portare qui uno di questi proprietari del centro storico dire: "Ma da tanti anni io non posso toccare la mia casa, da tanti anni io la devo mantenere lì, nell'interesse di tutti, nell'interesse dei turisti, di tutti quelli che vengono a visitare Aosta ed altri Comuni,...", perché, per esempio, su quest'ordine del giorno mi sembra che si parli soltanto di Aosta, ma noi dobbiamo parlare anche degli altri Comuni, degli altri centri, noi non possiamo soltanto fermarci ad Aosta perché si sta facendo questo studio. Io vorrei parlarvi di qualche d'uno che ha un pezzo di casa nelle vicinanze di un castello o di un rudere medioevale; è diventato centro storico, questa casa non la tocca più, ha soltanto di aspettarsi di provvedere a fare delle riparazioni della casa, perché esternamente non la può variare, ed è anche una cosa giusta, internamente... Voi sapete che per costruire una casa nuova, siete tecnici, geometri, ingegneri, sapete che è molto più facile costruire a nuovo che toccar il vecchio, quindi io devo toccarla solo internamente, senza toccare l'esterno, e che cosa posso fare? Niente. Perché, perdonatemi questa espressione, ma è di vita pratica, andate a vedere i servizi sanitari, i servizi igienici che ci sono in queste case, andate a vedere che cosa si potrebbe fare per adattare questi alloggi a moderno e vedete che se per frali nuovi avrete speso dieci lire, indubbiamente ne spendo venti per fare questo.

L'unico vantaggio che ha questo povero diavolo, è quello di preoccuparsi affinché non venga giù un pezzo di cornicione, non vada a colpire la testa di Dolchi (metto quella di Dolchi, perché mi è più diretto e quindi non per fare allusioni in altro senso), ma ad un certo momento questo signore ha solo la preoccupazione di assicurarsi, di vedere che cosa può fare, perché se va a finire sulla testa di un passante, paga i danni, perché questa è l'unica cosa che può fare, perché se domani...

Dolchi (P.C.I.) - ...può assicurarsi...

Bordon (D.C.) - ...ho detto prima, nell'interesse della baracca, ma questa è la verità. Ora, abbiate pazienza, io non voglio dare niente di tragico a questa discussione, la voglio portare in campo pratico e allora che cosa ne viene fuori? Ecco dove forse Andrione ci voleva chiedere la sospensione, la voleva chiedere l'amico Manganoni, di due o tre minuti, per vedere poi, insieme, perché non si può parlare solo di Aosta, si vuol parlare di fuori anche, ma che cosa facciamo qui? Non vogliamo né l'ordine del giorno né la legge, però richiamiamo un po' l'attenzione di questi nostri concittadini valdostani che si trovano in queste disgraziate condizioni di essere proprietari di case nel centro storico, ma se venisse uno qui vi dicesse: "Ma signori, ma che cosa avete fatto voi oggi qui dentro? Voi oggi ci state prendendo in giro, perché ci state prendendo in giro?". Perché, ad un certo momento, di una legge che non poteva essere presentata così, perché ha le sue lacune... Lacune perché abbiamo, per esempio, ricordato anche ieri, per l'altra legge, quella degli 800 milioni da portare avanti subito purché andassero, oggi come oggi, noi portiamo avanti una legge che ha tutte le carenze di questo mondo ed è bene che sia riveduta, però, nel pratico, che cosa abbiamo fatto? Siamo arrivati qui, abbiamo illuso questi signori di poter avere un aiuto finalmente pratico per andare avanti per riparare la casa, per fare qualche cosa e si fa un bell'ordine del giorno, stilato bene, con bellissime parole, con un finale che ti dice "bisogna ristudiare tutto il problema", perché, effettivamente, si possa avere un quadro generale. E con questo gli altri rimangono lì, fermi, e hanno aspettato i santi, quanti... 15-10, tutto quello che volete voi, continueranno ad aspettare lì e aspetteranno che si studi e, intanto, le case continueranno ad andare sempre più giù. Vedremo se dovremo fare l'isola pedonale o no, vedremo se dovremo togliere i vicoletti come qualche d'uno ha detto prima, quindi demolizioni o meno, e il problema rimane invariato.

Intanto noi, oggi, siamo venuti qui, abbiamo dibattuto di nuovo il problema, lo abbiamo messo a fuoco, ognuno dirà: "Ho portato avanti questa legge o non questa legge", ognuno di noi che è intervenuto nella discussione dirà: "Abbiamo speso delle parole per fare qualche cosa", ma in pratica non abbiamo fatto niente.

E allora, oggi come oggi, votiamo l'ordine del giorno. Certamente avremo le elezioni, avremo il Consiglio futuro che viene... campa cavallo che l'erba cresce... e questi qui rimangono come sono. Con quale entusiasmo e quale fiducia verso noi amministratori, lascio a loro dire. E con questo, io ho detto tutto.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Manganone.

Manganone (D.C.) - Visto che il Gruppo comunista ha ritirato la legge, che noi certamente avremmo emendato e visto che pur qualcosa si deve fare (ha ben detto il collega Bordon), io chiedo se è possibile avere cinque minuti di sospensione per concordare un ordine del giorno anche con le altre forze politiche, con l'Union valdôtaine e col Partito liberale.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima c'era il Consigliere Pedrini.

Pedrini (P.L.I.) - Ma io stamattina sono tranquillissimo, sarò velocissimo. Io sotto un certo profilo debbo dire che approvo l'ordine del giorno; se è possibile, eventualmente, trovare una quadra in cui tutti siamo d'accordo, io penso che la cosa sarebbe gradita da tutti.

Volevo sottoporre soltanto a questa onorevole Giunta il fatto che qua si parla solo e sempre della Città di Aosta. Noi abbiamo altri centri storici, non dico soltanto ad Aosta e in alta Valle, ma in bassa Valle - tanto per citarne uno, quello di Bard - dove i liberali già anni fa si erano permessi di fare delle interrogazioni, delle interpellanze, senza ottenere praticamente nulla, perché le cose sono ancora come erano al tempo in cui noi facemmo pressioni sull'allora Giunta.

È evidente che Aosta è la capitale della Valle: Noi che non siamo di Aosta diamo atto di questo, però, nello stesso tempo, non desideriamo che Aosta - e qui poi ne parleremo dopo - sia una fuga di milioni ogni due minuti. Qua Aosta gravita evidentemente in una maniera talmente sperequata su quella che è veramente l'esigenza della Valle, per cui noi che non siamo della Città di Aosta, ma che pur tuttavia la amiamo, dobbiamo dire: "Ma qua si sta abusando della nostra dabbenaggine, della nostra educazione, di tutto quello che è il nostro amore stesso per la città di Aosta", perché evidentemente tutto si fa in funzione di Aosta.

Io sono lieto che una tantum il Presidente della nostra Giunta non sia di Aosta, ma mi sa tanto che il fumo della Cogne sia riuscito a captare anche lui e farlo entrare in questa mentalità prettamente cittadina, quando noi, invece, siamo di /bas per li/, di paesi che evidentemente non sono all'altezza di questa città ma che, pur tuttavia, hanno le stesse identiche esigenze di questa città, in quanto i cittadini valdostani, per me, sono tutti uguali e non vi deve essere una discriminazione per cui, ad un dato punto, il cittadino di Aosta è di serie A e noi, purtroppo, non dico nemmeno di B, perché saremmo già dei signori, ma molto, molto più giù nella classifica generale.

Quindi, se qui vi è un problema di risanamento, se qua vi è un problema di topaie, se qua vi è un problema di case operaie, anche noi reclamiamo le stesse identiche cose che reclamano gli amici del Partito comunista, con la stessa intensità, con la stessa volontà, con la sessa modesta intelligenza che noi mettiamo in tutti quei problemi che evidentemente toccano da vicino i cittadini valdostani.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (U.V.) - Semplicemente per una battuta che è questa: io non credo all'utilità degli ordini del giorno, specialmente in questo momento politico. Io troverei molto più utile che il Consiglio regionale si impegnasse in maniera concreta a iniziare gli atti necessari per gli espropri delle zone interne alle mura romane di Aosta e a riparare definitivamente la Torre Nicole di Bard e qualche altra sistemazione che si può fare sulla bassa Valle.

Noi con gli ordini del giorno andiamo avanti senza fare niente.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Manganoni e poi al Presidente della Giunta.

Manganoni (P.C.I.) - L'urgenza di risolvere il problema del centro storico, beh, è da anni che discutiamo in questa aula, da parte nostra abbiamo presentato mozioni, interpellanze ed abbiamo illustrato nel passato la situazione disastrosa nella quale si trovano i centri storici e però oggi stiamo di nuovo ed ancora discutendo.

Il Gruppo comunista... ecco, le ragioni per cui avevamo presentato una legge che, ha detto bene Dolchi, avrà i suoi difetti - chi è perfetto? - comunque tendeva a mettere un termine a questa situazione che non è solo di Aosta. Noi dobbiamo anche esaminare - e qui ne abbiamo parlato a più riprese - anche della questione dei centri storici fuori Aosta. Nei centri storici fuori Aosta, con i vincoli rigidissimi della Sovraintendenza, non si può fare niente, ma in genere i centri storici fuori di Aosta sono già disabitati... un momento... una buona parte, io vi ho citato l'esempio del Villaggio di Réan a St. Marcel, completamente disabitato perché bloccato dai vincoli della Sovraintendenza; non si può spostare una pietra e quel villaggio è costruito coi muri a secco - immaginiamoci a che punto siamo! - e quindi lì crolla tutto... i tetti, è pericoloso transitare in mezzo perché le lose del tetto capitano sulla testa a chi passa. E lì non si può toccare niente. Insomma, è una situazione allarmante, ma questo noi non ve lo diciamo oggi, ma ve l'abbiamo detto quante volte qui in Consiglio! Ecco la necessità e la urgenza di provvedere.

Ad Aosta il problema prende un po' un aspetto differente, perché non è disabitato, ma sono le famose topaie. E qui si fa presto a parlare di topaie, ma chi vi abita nel centro storico, come vi abito io, e beh, continuano a vivere in quelle topaie ed allora bisogna provvedere. Bisogna provvedere, perché - io non ripeto quello che ha detto chi mi ha preceduto - ha ragione Chantel quando dice: "questioni di igiene, questioni...", non si può vivere più oggi, nel 1973, nel centro storico di Aosta e nei centri storici degli altri, delle altre zone della Valle, sia molto chiaro.

Quindi io non insisto, non ripeto quanto è stato detto, sottolineo solo questi fatti. Il problema va affrontato e va risolto, ma va risolto presto. Dopo anni di discussione veniamo ad una conclusione, era quello lo scopo che ci prefiggevamo noi. Quindi io finisco dicendo che io sono pienamente, io concordo pienamente con le dichiarazioni di Dolchi, sono d'accordo con quanto ha detto Dolchi.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Brevemente, per richiamare il Consiglio molto rispettosamente sull'opportunità di andare aventi nell'ordine del giorno. In due giorni siamo arrivati all'oggetto ventesimo, l'ordine del giorno è di 48 oggetti, abbiamo oggetti estremamente importanti e concreti e mi pare che spendiamo molto tempo in parole più o meno valide.

Noi avevamo già detto ieri che eravamo contrari alla legge presentata dai comunisti, perché non riteniamo opportuno prevedere degli stanziamenti che non avranno la possibilità di essere spesi, in quanto i Comuni non hanno avuto la possibilità di preparare i relativi piani di risanamento.

E per il problema di Bard - ah, c'è Pedrini - vorrei dire: il nostro ordine del giorno è esteso non solo al Comune di Aosta, ma a tutti i Comuni della Valle. Il Comune di Bard - che è un esempio tipico direi di un piccolo centro storico abbastanza omogeneo - anche se oggi decidessimo di mettere a disposizione un milione, dieci milioni o un miliardo, fra un anno ritroveremmo il miliardo lì disponibile, perché non c'è stato preventivamente lo studio di sistemazione, perché non sapremmo come spenderli, non sapremmo cosa fare.

Quindi, prima di prevedere degli stanziamenti, bisogna invitare le Amministrazioni comunali, le quali hanno il compito di provvedere a queste iniziative, anche con la collaborazione della Regione, con la collaborazione di tecnici che riterranno più opportuno, di preparare questi piani di sistemazione; successivamente potremo prevedere i relativi finanziamenti, altrimenti, signori miei, qui avremo stanziato dei denari che serviranno solo per spargere un po' di fumo e non di attività concreta.

Montesano (P.S.D.I.) - Il Presidente, avvalendosi dell'articolo 59, ha in sostanza chiesto la chiusura della discussione, per passare alla fase conclusiva di questo ordine, di questo oggetto messo... che dovrà essere messo ai voti.

Io desidero, per parte mia, all'emendamento aggiuntivo all'ordine del giorno presentato dal Consigliere Pollicini, laddove c'è la parola "elaborazione", cioè, io rileggo tutto... "...di prendere immediati contatti con le Amministrazioni comunali interessate ai fini di redigere, entro il più breve tempo possibile, i piani esecutivi, gli elenchi delle zone in cui dovrà avvenire l'intervento dell'Amministrazione regionale e la graduatoria preferenziale delle zone stesse, al fine di consentire l'"elaborazione", a questo punto io aggiungerei... mi lasci finire Bordon, "...l'elaborazione e la presentazione al Consiglio regionale di un progetto di legge attinente a provvedimenti per il risanamento, ecc. ecc.", cioè a dire impegnare anche la Giunta futura a presentare al Consiglio il progetto di legge che potrebbe rimanere soltanto elaborato ma che l'ordine del giorno non ravvisa, diciamo, come chiamata al Consiglio regionale.

Bordon (D.C.) - Lei, Presidente del Consiglio, mi sta mettendo in difficoltà, perché ci mette la zizzania in famiglia; dice l'amico Manganone di avere chiesto una sospensione, vuol dire il perché vuole questa sospensione, lasciateglielo dire.

Montesano (P.S.D.I.) - Io non dimentico mai le proposte, io ho voluto fare la mia proposta qui, prima, poi il Consigliere Manganone ha chiesto la sospensione, il Consiglio è d'accordo per questi cinque minuti di sospensione, anche per vedere di limare in alcuni punti l'ordine del giorno, di modificarlo, se necessario, e di recepire i concetti di tutti i Gruppi consiliari, perché è più che opportuno, trattandosi di una materia importante, che ci sia il voto unanime del Consiglio.

Bordon (D.C.) - Io la ringrazio.

Dujany (D.P.) - Voglio ancora far presente al Consiglio che siamo all'oggetto diciottesimo e ne abbiamo 48, volevo chiedere al Presidente del Consiglio se fosse possibile di rinviare la votazione di questo oggetto dell'ordine del giorno, in modo da poter concordare nell'intervallo pomeridiano un nuovo ordine del giorno, per non perdere ulteriore tempo.

Montesano (P.S.D.I.) - No, ma io proporrei ancora un'altra cosa, cioè, mentre va bene che dobbiamo arrivare alla votazione e quindi ci deve essere la sospensione, noi possiamo anche affrontare qualche altro oggetto e dare la possibilità ai Capigruppo di rivedere questo ordine del giorno e metterlo alla votazione al rientro in aula. Siete d'accordo? D'accordo.

Allora i Capigruppo o gli interessati, Manganone che ha chiesto la sospensione, possono vedere assieme per concordare questo ordine del giorno e noi andiamo avanti lo stesso nei lavori del Consiglio. Siete d'accordo? Consigliere Dolchi? Anche gli altri? Va bene.

Allora io desidererei che venisse chiamato il Consigliere Pedrini per far ribadire la sua dichiarazione di ieri, che la proposta di legge di cui al n. 20 è stata ritirata, cioè viene ritirata; il ritiro è già stato preannunciato ieri su mia precisa domanda.

Ragionier Dolchi, siccome lei è impegnato, per il momento, in questa riunione per l'ordine del giorno, io salterei l'oggetto 22, cioè l'Ufficio Stampa, e passerei al 23, poi riprendiamo il 22 quando rientrate tutti in aula.