Objet du Conseil n. 3210 du 9 janvier 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3210/XII - Interpellanze: "Interventi di manutenzione del Museo di scienze naturali di Saint-Pierre".
Interpellanza
Visto l'art. 43 della recente legge regionale che detta disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione, per il triennio 2008/2010, col quale vengono stanziate risorse per realizzare interventi di manutenzione straordinaria del Museo regionale di scienze naturali sito a Saint-Pierre;
Appreso nel corso della discussione in aula che nel periodo dei lavori il Museo di scienze naturali rimarrebbe non visitabile dal pubblico;
Considerando l'alto numero di visitatori del museo e l'attrattiva turistica rappresentata dal Castello col relativo Museo;
Ritenendo che un'eventuale chiusura del Museo costituirebbe una sottrazione di offerte del turismo culturale che invece andrebbe ulteriormente incrementato;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
gli Assessori competenti per sapere:
1) quali sono gli interventi di manutenzione straordinaria che si intendono realizzare presso il Castello di Saint-Pierre, e quali i tempi previsti;
2) come si intende operare per mantenere comunque, sia nell'attuale sede sia in eventuale sede diversa, la possibilità per i turisti di poter conoscere gli importanti ed interessanti esempi di fauna e flora della Valle d'Aosta di cui il Museo è ricco.
F.to: Squarzino Secondina - Bortot - Venturella
Interpellanza
Premesso che:
- il castello di Saint-Pierre, in proprietà della locale amministrazione comunale, ospita dal 1985 la sede del Museo regionale di Scienze naturali;
- i locali del castello sono concessi all'Ente museale in comodato gratuito sino al 2033 con esclusione della "Sala del trono", dei piani terzo, quarto e quinto;
- nel giugno 2003 la Regione e l'Ente museale hanno sottoscritto una convenzione, che prevede l'esecuzione di interventi di manutenzione della sede espositiva di Saint-Pierre per un importo stimato di € 1.200.000,00;
- nel gennaio 2005 l'Ente museale ha trasmesso all'Assessorato Agricoltura uno studio di fattibilità, contenente una previsione di spesa di € 3.300.000,00, per la realizzazione degli interventi previsti nella convenzione del 2003, oltre ad altri urgenti interventi di restauro strutturale;
- il 21 giugno 2006 l'ente museale ha approvato il progetto preliminare per una spesa prevista di € 6.179.000,00;
- il 24 agosto 2006 il Museo ha trasmesso il progetto preliminare all'Assessorato Agricoltura, il quale a sua volta l'ha inviato il 17 gennaio 2007 alla Soprintendenza per i Beni Culturali, che ha espresso parere il 26 febbraio successivo;
- nel bilancio di previsione triennale 2008-2010 sono stati stanziati 3 milioni e 200 mila euro per interventi di manutenzione straordinaria del Museo regionale di Scienze naturali presso;
- l'Assessore delegato ha comunicato che la sede museale verrà chiusa durante i lavori e che le collezioni dovranno essere custodite in altri locali;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per conoscere:
1) se non ritenga che la particolarità dei lavori sopra indicati possa usufruire di finanziamenti statali e europei, e in caso affermativo i motivi per cui non si è proceduto in tale direzione;
2) la durata e il periodo della prevista chiusura del Museo regionale di Scienze naturali e se non ritenga opportuno garantire la fruibilità delle collezioni ricollocandole, nelle more dei lavori, in altra sede espositiva;
3) come valutano il continuo lievitare dei costi inerenti i lavori indicati in premessa e con quali tempi e modalità pensano di farvi fronte;
4) se è intenzione recuperare alla fruibilità del museo anche gli spazi del castello ad oggi preclusi al pubblico.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi - Ottoz
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Darei per illustrato, perché è chiarissimo e non è il caso che facciamo delle filosofie su domande precise, ma vorrei che l'Assessore fosse disponibile ad ascoltare.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - L'interpellanza è abbastanza articolata nella premessa e sarebbe forse superfluo illustrarla se non fosse per la chiarezza di chi sta seguendo i lavori del Consiglio attraverso gli strumenti informatici; di conseguenza, forse è opportuno fare un minimo di breve storia sulla vicenda del Castello di Saint-Pierre che dal 1985 ospita la sede del Museo regionale di scienze naturali. I locali del Castello, come si ricorda nelle premesse, sono stati poi concessi all'Ente museale, che nel frattempo si è costituito, e sino al 2033, in base a una convenzione all'epoca stipulata, avrebbero dovuto ospitare il Museo di scienze naturali, con esclusione di diverse aree che sono state indicate in quella convenzione nei piani terzo, quarto e quinto e della sala forse più importante dal punto di vista storico e del decoro: la cosiddetta "sala del trono". Nel gennaio 2005 l'Ente museale ha trasmesso all'Assessorato dell'agricoltura uno studio di fattibilità per l'ammodernamento degli spazi che ospitano il Museo stesso e una previsione di spesa di 3,3 milioni di euro. Il 21 giugno 2006 il progetto preliminare, rispetto a questo studio di fattibilità fatto l'anno prima, fa lievitare la spesa: un raddoppio dell'importo previsto: da 3,3 milioni arriviamo a 6 milioni 179mila euro. Nell'agosto 2006 il Museo trasmette il progetto all'Assessorato dell'agricoltura, il quale lo invia il 17 gennaio 2007 alla Sovrintendenza e questa a febbraio 2007 esprime il suo parere. Nel bilancio di previsione triennale che abbiamo recentemente approvato sono stati stanziati 3,2 milioni di euro per gli interventi di manutenzione straordinaria, di conseguenza sono stanziate delle cifre che equivalgono al 50% delle previsioni di spesa del progetto preliminare. Abbiamo appreso che la sede del Museo verrà chiusa per poter consentire l'esecuzione di questi lavori, ma che comunque le collezioni dovranno essere spostate in altre sedi per consentire l'esecuzione dei lavori stessi.
Fatte queste premesse, vorremmo capire anzitutto la motivazione che ha portato a tale lievitazione dei costi. Soprattutto vorremmo capire come mai - perché non ci sembra di averlo dedotto dalle deliberazioni di Giunta che dal 2003 in avanti ho cercato di riassumere - non siano stati attinti finanziamenti a quei fondi statali, ma soprattutto europei che in situazioni di questo genere potrebbero essere ottenuti, in quanto c'è una particolare attenzione rispetto ai beni culturali. Vorremmo sapere se, nel momento in cui viene previsto il trasferimento delle collezioni in altri locali, non fosse il caso di ipotizzare di renderle comunque visibili e visitabili, quanto meno negli aspetti più significativi del Museo stesso, anche perché la chiusura non sarà di breve periodo e il valore di quel Museo nell'ambito del circuito turistico culturale è un valore importante, perché nel frattempo ha acquisito una sua visibilità. Vorremmo capire se nell'ipotesi di andare ad effettuare questi lavori vi è la previsione di andare anche a recuperare quei locali che ad oggi non sono nella disponibilità dell'Ente museale, in particolare i piani terzo, quarto e quinto e sopratutto la sala del trono. Queste sono le questioni sulle quali vorremmo dei chiarimenti e, alla luce delle sue risposte, ci riserviamo ulteriori valutazioni.
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - Le 2 interpellanze sono state accorpate proprio perché c'è un comune denominatore che ritroviamo in tutte e 2 le istanze e vi sono anche alcuni punti più specifici che cercherò di affrontare. Anzitutto le premesse, sia quelle date per lette, sia quelle illustrate dal collega Frassy, hanno ripercorso lo storico legato a questa struttura e legato anche al ruolo e al compito svolto dal Museo di Saint-Pierre per la sua specificità in questi anni. Si sono resi necessari - pur avendo di fronte una disponibilità di tali locali per un tempo molto più lungo e quindi non necessariamente si sarebbe dovuto procedere ad una revisione degli accordi - degli interventi per la precarietà delle situazioni strutturali innanzitutto, al fine di mantenere un giusto livello di sicurezza per i visitatori e per chi opera in queste strutture e non ultimo per tutto il patrimonio che in tali strutture è stato collocato negli anni: questo riguarda sia la parte espositiva, sia la parte delle strutture che, vista la particolarità dell'edificio, richiedono un'attenzione non indifferente.
Partirei dai punti messi in evidenza, in particolare: "quali sono gli interventi di manutenzione straordinaria che si intendono realizzare presso il Castello di Saint-Pierre, e quali i tempi previsti". Gli interventi di manutenzione del Museo riguardano: la ristrutturazione, la messa in sicurezza dell'immobile e l'adeguamento tecnologico degli impianti, con predisposizione di un impianto di riscaldamento - attualmente non c'è, visto che la struttura è utilizzabile solo in alcuni mesi estivi - funzionante almeno in alcuni locali, nonché l'aggiornamento dell'allestimento museografico. Quest'ultimo è un obiettivo in più, perché con l'evoluzione delle esigenze per quel che riguarda le esposizioni è un ulteriore obiettivo da perseguire; questo risale al 1985 con l'individuazione di tematiche e percorsi rispondenti a canoni espositivi più attuali e moderni. L'apertura è del 1985: da allora l'edificio non è mai stato oggetto di alcun intervento di manutenzione o restauro e lo studio di fattibilità redatto dagli architetti incaricati, consegnato nel gennaio 2005, ha evidenziato l'urgente necessità di procedere a sostanziali interventi di restauro e risanamento conservativo del Castello stesso, in quanto sono state rilevate lesioni statiche, infiltrazioni di umidità, distacco di parti di intonaco, flessibilità e degrado strutturale dei solai portanti, nonché cedimento del parapetto merlato del terrazzo posto a nord-est. Tenuto conto della consistenza dei lavori e della necessità dell'azione integrata degli enti interessati, si è ritenuto opportuno procedere alla sottoscrizione di un accordo di programma fra Regione, Comune di Saint-Pierre, proprietario del Castello, e l'Ente museale.
Un punto in particolare citato dal collega Frassy: considerata la tipologia dei lavori, è stato previsto anche il ricorso a finanziamenti esterni e si è provveduto ad inserire nell'articolo 4 dell'accordo l'impegno, a carico dell'Ente museale, ad adoperarsi al fine di individuare sia in ambito nazionale, sia europeo eventuali finanziamenti aggiuntivi a quello della Regione da destinare agli interventi oggetto dell'accordo stesso.
L'accordo di programma è stato siglato il 27 giugno 2007 e l'Ente museale ha approvato il progetto preliminare il 22 ottobre 2007. Nel bilancio triennale 2007-2009 sono state previste le risorse economiche necessarie a permettere la realizzazione di un primo lotto funzionale, che riguarderanno quindi il consolidamento strutturale del Castello, che è prioritario, l'adeguamento normativo e la predisposizione degli impianti tecnologici. Con un secondo lotto si procederà invece all'aggiornamento dell'allestimento museografico, con 2 interventi successivi. Per quanto riguarda i tempi, l'Ente ha trasmesso il piano lavori il 6 novembre scorso. Il piano prevede l'approvazione del progetto esecutivo del primo lotto entro agosto 2008, l'esperimento della gara e l'aggiudicazione entro dicembre 2008 e l'inizio lavori a marzo 2009; la durata prevista è presunta in 2 anni. I lavori interesseranno l'intero edificio, quindi occorrerà procedere al completo svuotamento del Castello e alla collocazione dei materiali delle collezioni in altro luogo idoneo. A tal proposito, anche al fine di contenere oneri di locazione, l'Amministrazione regionale ha individuato nel proprio patrimonio immobiliare locali idonei che saranno destinati a custodire i reperti...
Squarzino (fuori microfono) - ... quali sono i locali?
Isabellon (UV) - ... i locali di proprietà regionale nella zona di Saint-Pierre a Villeneuve.
"Come si intende operare per mantenere comunque, sia nell'attuale sede sia in eventuale sede diversa, la possibilità per i turisti di poter conoscere gli interessanti esempi di fauna e flora della Valle d'Aosta di cui il Museo è ricco", è stata valutata con i competenti uffici della Sovrintendenza la possibilità di individuare un'altra sede espositiva, ma in questo momento non si è ancora raggiunta una soluzione. È difficile trovare una sede vuota dove permettere la fruizione delle collezioni sia per le dimensioni necessarie, sia perché, quand'anche si trovasse, sarebbero necessarie ulteriori risorse finanziarie per un allestimento anche minimo: questo è al momento oggetto di studio e di valutazione. Nell'ambito dell'accordo di programma è previsto però l'allestimento di uno o più punti informativi sul territorio di Saint-Pierre, con possibilità di rappresentazione minima di quegli aspetti più significativi che venivano ricordati precedentemente, per informare turisti e abitanti sul progetto di restauro e sui tempi di realizzazione. È inoltre intenzione degli enti coinvolti organizzare nel periodo estivo eventi di comunicazione sul territorio per mantenere vivo l'interesse del Museo. Infine si ricorda a tal proposito anche l'importante ruolo svolto dai centri visitatori delle aree naturale protette presenti sul territorio regionale quali luoghi per conoscere e apprezzare il ricco patrimonio naturalistico della regione, nell'obiettivo a regime di collegare in rete tutti questi punti di esposizione e di presentazione di tale tipo di patrimonio, anche da sedi diverse, utilizzando i mezzi che la tecnologia attualmente permette. Evidentemente qui si tratta di proseguire questa trattativa con il Comune di Saint-Pierre per verificare la disponibilità di spazi sia nell'ambito della sede del Comune che si trova nelle immediate vicinanze, sia presso il Castello Sarriod de la Tour.
Per quel che riguarda altri aspetti: "come valutano il continuo lievitare dei costi inerenti i lavori indicati in premessa e con quali tempi e modalità pensano di farvi fronte", qualcosa avevo già detto, rimane da aggiungere che, per quanto attiene il lievitare dei costi, il Castello di Saint-Pierre, dalla sua apertura come sede del Museo nel 1995 non era mai stato oggetto di alcun significativo intervento manutentivo di restauro. Quando è stata stipulata la prima convenzione nel giugno 2003, la stima dei costi era stata fatta su basi indicative ed era volta soprattutto ad assicurare un'apertura annuale, anziché semestrale del Museo. Lo studio di fattibilità invece ha evidenziato gli importanti problemi strutturali dell'edificio, inizialmente non considerati, che anche nella scorsa estate è stato interessato da distacchi di intonaco, calcinacci e pietre che rendono la struttura insicura e non ne permettono la fruizione al pubblico: questo è stato rilevato successivamente. Proprio a causa dei gravi problemi di sicurezza, la fruizione è stata assicurata solo tramite visite guidate nell'ultimo periodo di apertura. Trattandosi di un castello e quindi di un bene culturale, è prioritario intervenire sull'edifico prima ancora che sull'allestimento. La spesa prevista di 6 milioni 179mila euro è importante, ma occorre evidenziare che il Castello di Saint-Pierre è uno dei castelli simbolo per la Valle d'Aosta. Il Museo di scienze naturali dalla sua apertura ha svolto una funzione essenziale come centro di divulgazione della cultura scientifica e negli anni ha registrato elevati flussi di visitatori, malgrado l'apertura semestrale, con affluenze medie annuali per un primo decennio intorno alle 50mila unità, che si sono poi ridotte fino a 22mila dello scorso anno. Un intervento così radicale permetterà all'Amministrazione di recuperare un bene storico e al Museo di svolgere appieno un ruolo di centro di divulgazione e promozione dell'ambiente naturale, andando anche ad accrescere l'offerta turistica regionale. Qui è importante dire che, per quel che riguarda gli aspetti scientifici, è previsto un collegamento con le attività che verranno svolte presso le strutture del "Marais" di Morgex, in quanto - sempre per un discorso di lavoro in rete che deve essere improntato ad un collegamento diretto fra i centri espositivi, i centri di accoglienza delle aree naturali, il "Marais" di Morgex, il Castello di Saint-Pierre - si pensa di ottimizzare gli spazi, non andando a creare dei doppioni sul territorio e con l'obiettivo di ridurre i costi e razionalizzare l'uso delle strutture.
Il problema legato alla fruibilità del Museo: anche per gli spazi del Castello ad oggi preclusi al pubblico il progetto prevede il consolidamento strutturale dell'intero Castello e anche dei sottotetti, solai, camminamenti e locali oggi non utilizzati. La fruizione dei locali oggi non utilizzati sarà utilizzata sulla base delle caratteristiche stesse degli ambienti e della possibilità di assicurare condizioni di sicurezza per la loro fruizione. Questo è previsto perché se si fa un intervento così radicale, l'obiettivo è quello di utilizzare quelle parti che attualmente non lo sono, anche perché la possibilità di uscire all'esterno, mettendo in sicurezza quei balconi che danno un colpo d'occhio molto importante su tutta la zona circostante ha un pregio non da poco, perché svolge un ruolo di collegamento con il territorio circostante che è un obiettivo da perseguire.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Ho ascoltato la risposta ricca e dettagliata dell'Assessore Isabellon, ma devo dire che sono abbastanza insoddisfatta delle cose che ha detto, non perché abbia raccontato cose non vere, non mi permetterei mai di pensare questo, ma perché ho l'impressione che non si sia preso sul serio questo problema e soprattutto che i tempi delle decisioni e degli interventi siano tempi veramente biblici. Lei mi deve spiegare come riesce a giustificare che nel gennaio 2005 lo studio di fattibilità abbia riscontrato un'urgenza per i lavori di restauro, con tutto un elenco di problemi strutturali, solai... e poi solo a giugno 2007 si fa questo accordo di programma, 18 mesi per realizzare un progetto, ossia 18 mesi per tradurre il criterio dell'urgenza in un accordo di programma, mi sembra che questi tempi siano tempi biblici. Mi sembra che qui dietro sia mancata un'attenzione di chi doveva seguire questa vicenda, chi la segue? L'Assessore ai lavori pubblici, l'Assessore all'agricoltura? I lavori chi li fa? Non è ben chiaro chi ha seguito tale problema. Sono molto preoccupata del fatto che, tenendo conto dei tempi che lei indica, fino al 2015 non sarà possibile riaprire questo Museo. Lei ha detto: entro marzo 2009 si pensa di iniziare i lavori, 2 anni di lavori, marzo 2011, poi si sa che per i lavori ci sono sempre delle perizie, quindi arriverà al 2012 e questo è solo il primo lotto, poi vi è il secondo lotto di aggiornamento dell'allestimento e anche questo non si farà in 2-3 mesi, ma richiederà del tempo. Rischiamo quindi che fino al 2013-2014 - ad essere proprio ottimisti - il Museo di Saint-Pierre non potrà accogliere né l'allestimento concluso, né potrà essere aperto alle visite dei turisti. È vero che lo scorso anno sono un po' diminuite, ma una media di 50mila persone all'anno, tenendo conto che era solo per alcuni mesi, mi sembra una cifra notevole di visitatori che indica un interesse forte che esiste rispetto a questo tipo di offerta e, proprio nell'ottica di un turismo culturale da sviluppare, credo che questo sia un limite forte ad eventuali progetti di sviluppo di turismo culturale.
Ultima cosa: sono d'accordo con tutti i sistemi informatici, i sistemi virtuali, la proiezione di immagine, tutto bene, tutto bello, ma noi non possiamo offrire un turismo culturale virtuale! Lei mi ha detto: "ci saranno nel comune 6 dispositivi in cui si esporrà quello che c'è", ma non si espongono gli esemplari! Si esporranno alcune fotografie, soprattutto lei diceva che si faranno vedere i progetti di restauro. Ora io credo che la Valle d'Aosta cominci ad essere la Regione "leader" delle mostre di progetto di restauro, ossia qui noi andremo avanti con almeno 5 anni, come abbiamo visto, in cui non sarà possibile visitare né il Castello, né il Museo, ma si racconterà come avviene il restauro: questa non è un'incentivazione al turismo culturale, al massimo saranno interessanti alcuni studenti o appassionati dei lavori di restauro, ma non il pubblico nella sua generalità. Ancora: lei parla che ci saranno collegamenti in rete, ma questo era già un progetto quando si è affrontata la questione del "Marais" di Morgex, già allora ricordo che si era parlato a lungo del fatto che bisognava collegare in rete tutti questi vari siti ambientali. Certo, tutto questo sarà fatto, ma lei capisce che i collegamenti in rete saranno poi messi anche in "internet" per cui ciascuno da casa propria potrà vedere tutto. Che interesse c'è allora a venire nella nostra regione a guardare di persona la natura, gli animali, i colori, sentire i profumi, sentire il rumore dell'acqua o il fruscio dell'erba e via dicendo? Noi stiamo costruendo un turismo con offerte virtuali quando abbiamo la possibilità di offrire cose concrete e reali. Credo che occorra assolutamente trovare delle sedi espositive anche minime, non possiamo tenere... certo nei magazzini, per quello che prima ho chiesto: ma dove collocate il materiale? Certo che Villeneuve, gli ex fabbricati "Cogne" della centrale dell'"Enel" quelli potete benissimo utilizzarli come magazzini, ma i turisti non si accompagnano a visitare in questi magazzini il materiale espositivo. Credo sia prioritario individuare alcune sedi espositive, provvisorie, ma che devono in qualche modo sostituire, allora sì ha senso tutto questo lavoro, si può spiegare alle persone che il lavoro è importantissimo, si fa vedere "in nuce" un assaggio anche minimo delle potenzialità di tale Museo, ma non possiamo trasformare un'offerta interessantissima, appassionata... vanno le famiglie intere e nelle giornate piovose è una delle mete che i turisti di tutta la Valle scelgono; quindi non possiamo sottrarre ai turisti questa meta importante per quasi 10 anni, bisogna trovare delle soluzioni. La prego quindi, Assessore, di studiare con i suoi tecnici e con gli enti locali una possibilità reale di individuare sedi espositive. Lei dice che sono necessarie altre risorse finanziarie, ma avete fatto il calcolo della perdita di risorse finanziarie che viene a quell'ente locale dalla chiusura di questo Museo? Credo che provare ad allestire... certo che sono risorse finanziarie che vengono erogate, ma in compenso, se non si facesse neppure questo, ci sarebbe una perdita secca senza nessun vantaggio, almeno alcune risorse possono essere impegnate, ma con un vantaggio.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Assessore, abbiamo alcune perplessità sulla sua risposta, una risposta ineccepibile dal punto di vista di una relazione amministrativa, probabilmente l'imbarazzo suo sta nell'atipicità che le foreste e l'agricoltura, che sono le materie di sua competenza, si occupino di musei. Mi immagino la difficoltà che avrebbe il suo collega di Giunta Laurent Viérin a parlarci degli alberi monumentali se da domani mattina dovessero in virtù di un concetto di patrimonio culturale cadere sotto la sua gestione politico-amministrativa. È per questo che lei si è attenuto a leggere ciò che fra l'Ente museale, la Sovrintendenza e i vari uffici sta accadendo. Noi le chiediamo più coraggio perché la gestione del patrimonio culturale va fatta molte volte con delle scelte politiche, anzi riteniamo che la cultura sia sempre un fatto politico; tra l'altro, riscontriamo come purtroppo una delle carenze di una regione ricca di cultura siano le sedi in cui si possa testare, visitare, conoscere la cultura. Questa è una regione che è ricca di reperti celati ai più, abbiamo giacimenti di reperti non sotto terra, perché ne abbiamo scavati a migliaia, ma abbiamo casse neppure censite di reperti che sono reclusi da decenni negli scantinati, di cui si è perso addirittura memoria. Lo stesso Museo archeologico è una sezione miserrima rispetto alla storia di questa Regione, del patrimonio storico archeologico della Regione stessa. Il significato di un museo è un fatto culturale, ma è anche una realtà viva con la sua comunità e con il suo territorio e a maggior ragione se quel territorio, come è la Valle d'Aosta, vuole avere una vocazione turistica. Quello che le contestiamo è che nella sua risposta, puntuale su tutta la cronologia amministrativa, manca una visione politica; noi da lei pretendiamo un indirizzo politico, pretendiamo le scelte che competono alla politica. Lei non può dire: "l'accordo di programma è stato fatto, abbiamo demandato all'Ente museale di trovare i finanziamenti europei se li trova...", no, non se li trova! I finanziamenti europei esistono per queste cose! Ci va la volontà politica, e il suo Presidente Caveri ne può essere buon testimone, di andare a bussare alle porte giuste, attraverso azioni che devono avere una premessa di tipo politico, per poter individuare i fondi vuoi europei, vuoi statali. Non può lei dirci: "stiamo valutando l'ipotesi di un allestimento precario, transitorio...", non dobbiamo valutarla, dobbiamo pretenderla, dopodiché andiamo a vedere dove metterlo, ma non possiamo dire in questa Regione che il problema può essere quello dei costi, che andrebbe a comportare un allestimento transitorio di un periodo che fra l'altro non è breve, perché penso che, con tutto l'ottimismo che ci possiamo mettere, 5 anni siano il tempo minimo di chiusura dell'esposizione museale; allora su 5 anni vale forse la pena di fare un investimento, un investimento di cultura "in primis", ma un investimento anche per mantenere in essere un museo che, dai dati che lei ci ha fornito, ha dimostrato di essere una realtà ormai conosciuta e apprezzata. La scelta politica allora è quella di dire: "abbiamo deciso che quel Museo come sede fisica verrà chiuso, ma verranno rese visitabili le collezioni o la parte più significativa di quelle collezioni in una sede viciniora", che potrebbe essere il Castello Sarriod de la Tour, che potrebbe essere una sede addirittura più agevole, che nulla invidia al Castello di Saint-Pierre e che come il Castello di Saint-Pierre può forse avere il limite del riscaldamento, ma è un limite che già attualmente è conosciuto nella sede di Saint-Pierre.
Non vorremmo, Assessore, che in questa vicenda si innescasse il gioco del progetto del "Marais", del progetto del "Marais" ne parleremo in una delle prossime adunanze consiliari, perché vorremmo capire con quali tempistiche si sta muovendo, ma andare ad agganciare una realtà esistente ad un qualcosa che non abbiamo capito come, quando e se prenderà forma ha il rischio di chiudere un qualcosa che esiste e che comunque funziona in attesa di fare un qualcosa di più grande e noi questo rischio vorremmo scongiurarlo. Sarebbe poi interessante capire cosa se ne farà dell'Ente museale: lo chiudiamo, lo sciogliamo, lo commissariamo, lo terremo in piedi per fare il custode di un inventario e di un magazzino chiuso?
Su questa materia avremmo gradito maggior coraggio politico. Abbiamo registrato le sue risposte, auspichiamo che lei abbia registrato le nostre preoccupazioni, l'auspicio è che, essendoci tempo ed essendo fra l'altro un tempo che andrà ad impegnare la legislatura seguente, vi sia lo spazio per poter fare dei ragionamenti diversi rispetto a questa rassegnazione a subire gli eventi di una programmazione amministrativa. Torneremo perciò su questo argomento affinché vi sia una scelta e un impegno politico di non chiudere il Museo come esposizione delle collezioni e che si possa garantire la continuità della fruibilità delle collezioni che sono esposte attualmente al Museo di Saint-Pierre.
