Objet du Conseil n. 3209 du 9 janvier 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3209/XII - Interpellanza: "Diniego ad una richiesta di contributo per avvio d'attività di impresa nell'ambito del Piano di politica del lavoro".
Interpellanza
Premesso che:
- la legge regionale 31 marzo 2003, n. 7 recante Disposizioni in materia di politiche regionali del lavoro, di formazione professionale e di riorganizzazione dei servizi per l'impiego stabilisce che "la formazione professionale può essere finalizzata al lavoro autonomo, singolo o associato, al lavoro nelle cooperative e alla creazione di impresa" (articolo 11);
- il Piano di politica del lavoro per il triennio 2004-2006 approvato dal Consiglio regionale (DCR n. 666/XII del 9 giugno 2004) prevede azioni di sostegno alla creazione di nuove imprese e di nuova occupazione mediante la formazione e l'incentivazione al lavoro non dipendente (macrobiettivo 3, paragrafo 1, punto 2);
- con provvedimento dirigenziale n. 1973 del 18 maggio 2007, l'Agenzia regionale del Lavoro ha respinto una richiesta di contributo per avvio di attività d'impresa inoltrata da una neo imprenditrice che ha presentato regolarmente un progetto aziendale, ha frequentato il corso base obbligatorio ed è titolare di partita IVA;
ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione e/o l'Assessore delegato per sapere
1) se è a conoscenza di tale vicenda;
2) se ritiene sostenibili le motivazioni contrarie addotte dal Nucleo di Valutazione poste alla base del provvedimento di reiezione dell'Agenzia del Lavoro;
3) se intende disporre il riesame della richiesta di cui in Premessa.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi - Ottoz
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Pensavo che rispondesse l'Assessore La Torre, visto che teoricamente aveva determinate deleghe... va bene, Presidente, ascolteremo la sua risposta.
L'interpellanza evidenzia il problema già nella premessa. Se la politica del lavoro e lo sviluppo sono un "atout" del programma di maggioranza da tenere in particolare considerazione, l'interpellanza evidenzia uno scivolone, dove - benché la legge regionale n. 7 del 2003 preveda che la formazione professionale possa essere finalizzata anche al lavoro autonomo, al lavoro nelle cooperative, alla creazione di impresa e questa legge regionale abbia avuto applicazione anche con un piano di politica del lavoro per il triennio 2004-2006, che per altro è stato prorogato per il 2007 e per questa prima parte del 2008, con azioni di sostegno alla creazione di nuove imprese e di nuova occupazione - l'esempio riportato in interpellanza evidenzia un provvedimento di diniego. A nostro avviso - poi sentiremo la voce autorevole del Presidente - non ci sono i presupposti di questo diniego, perché si tratta di una vera e propria attività di impresa che è stata avviata da una persona, in questo caso da una donna, che ha messo insieme tutti i fattori produttivi acquistando i beni strumentali, pagando le pigioni per la locazione degli uffici, le cosiddette "spese fisse", è titolare di partita IVA, è iscritta al Registro imprese. Il nucleo di valutazione dell'Agenzia del lavoro, che ha fatto la valutazione, ha escluso tale progetto, perché non prefigura le autonomie gestionali tipiche della figura dell'imprenditore, fino a quando la proponente non acquisirà la licenza di "tour operator" o di agenzia viaggi. La proponente in questione opera in regime di "franchising", che è un'attività di impresa a tutti gli effetti, giuridicamente, fiscalmente e anche sotto il profilo legislativo della Regione Valle d'Aosta.
Questo nuovo accoglimento ha suscitato la legittima preoccupazione della proponente. Sappiamo che gli uffici competenti sono stati informati di questa situazione, vorremmo sapere se il Presidente è a conoscenza di tale vicenda, se ha potuto approfondire le motivazioni che abbiamo scritto nell'interpellanza, se ritiene sostenibili le motivazioni contrarie addotte dal nucleo di valutazione e se intende disporre il riesame della richiesta, anche perché a nostro avviso questa richiesta avrebbe tutti i requisiti per poter essere accolta.
A lei la risposta, Presidente.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Non conoscevo questo caso, non essendo mia abitudine entrare nel merito dei processi di valutazione che prevedono il rispetto di un iter rigoroso e sono affidati a figure tecniche di comprovata professionalità, quindi ho acquisito informazioni solo sulla base della sua interpellanza.
In effetti, nel Piano di politica del lavoro c'è questa azione di politica attiva come sostegno alla creazione di nuova occupazione, mediante la formazione e l'incentivazione al lavoro non dipendente. C'è uno sportello all'Agenzia del lavoro per l'accoglienza e la consulenza gratuita alle persone disoccupate che intendano avviare un'attività in proprio: l'ufficio prevede l'erogazione di servizi informativi e orientativi sulle opportunità e i vincoli relativi alla creazione di impresa e sottopone a una prima diagnosi l'idea imprenditoriale proposta. Dopo questo primo momento informativo si accede ai servizi specialistici che consistono in attività di formazione e consulenza, anche individualizzata, per giungere alla definizione del progetto di impresa.
Normalmente gli aspiranti imprenditori si rendono conto, al termine di questo iter, se esiste oppure no la fattibilità della loro idea di impresa, ossia chi segue il percorso ha in genere modo di valutare i rischi che corre e l'impegno professionale ed economico che deve essere messo in campo per la riuscita. Contestualmente valutano l'opportunità di avviare l'impresa e richiedere l'ammissione alla fase di valutazione tecnica del proprio progetto, per ottenere il contributo economico. Il progetto di impresa viene sottoposto alla valutazione di una commissione tecnica composta da soggetti esterni: solo il parere positivo del progetto di impresa, espresso da parte loro e ratificato dal Consiglio per le politiche del lavoro, permette di accedere al contributo regionale e al servizio di tutoraggio, per sostenere l'imprenditore nella realizzazione degli obiettivi previsti dal progetto iniziale, per risolvere le eventuali criticità.
Il parere negativo espresso dal nucleo di valutazione e ratificato dal Consiglio è insostenibile, in quanto dal progetto aziendale preso in esame, nonché dall'analisi della documentazione fornita ad integrazione di questo progetto, è emerso come il proponente non fosse titolare dell'attività, non possedendo i requisiti professionali e quindi le autorizzazioni previste e necessarie per l'esercizio della specifica attività. L'attività presentata è, come risulta da visura camerale, un'unità locale di impresa avente sede fuori Valle. Tecnicamente si sarebbe creata una situazione tale per cui l'Amministrazione avrebbe finanziato un ampliamento di attività di un'impresa esistente non previsto dalla normativa in oggetto e non la creazione di una nuova impresa da parte di un soggetto disoccupato, ciò che costituisce l'obiettivo della misura di cui al citato Piano di politica del lavoro.
Per quel che concerne il riesame della richiesta, il dirigente della struttura che ha emanato l'atto ritiene che non siano ravvisabili ragioni ai sensi e per gli effetti di cui al capo 4bis della legge n. 241/1990, che possano motivare il riesame di questa pratica.
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Vede, Presidente, normalmente è anche spiacevole venir qui e individuare qualche caso specifico e sottoporlo all'attenzione del Consiglio, ma se lo abbiamo fatto è perché abbiamo, sulla base della nostra istruttoria, ravvisato che ce ne fossero i presupposti. Oggi la sua risposta preconfezionata dall'ufficio - ufficio nei confronti del quale, come anche della dirigente, abbiamo la massima stima e rispetto professionale - ripercorre pedissequamente la valutazione del nucleo di valutazione. Vorrei farle notare che, nel Piano di politica del lavoro al macrobiettivo n. 3 paragrafo 1 punto n. 2, ci sono delle istruzioni precise che avete adottato con deliberazione di Giunta e che sono state approvate con deliberazione consiliare, per cui sono ammissibili le iniziative imprenditoriali che hanno determinati requisiti. Io elencherei brevemente questi requisiti, perché sono quattro.
Sono beneficiari delle agevolazioni i soggetti residenti in Valle d'Aosta, che al momento dell'inoltro della richiesta di contributo risultino disoccupati - ed era il caso di questa persona - non essere iscritti o attivi al Registro delle imprese, non aver cessato attività di impresa analoghe a quella che intendono avviare nei sei mesi precedenti la presentazione della domanda di ammissione a contributo, non essere a nessun titolo appartenenti a società attive nel settore della nuova iniziativa. Non è scritto che devono essere titolari di attività di impresa in via principale. L'attività di impresa può essere esercitata anche con unità locali come in questo caso, e il "franchising" è una delle attività esercitate anche nella nostra regione. Una persona che da uno "status" di disoccupazione riesce ad intraprendere un'attività autonoma in un mercato come quello valdostano, penso che vada presa in considerazione, non fermata, anche perché gli uffici nel momento in cui hanno acquisito la richiesta di questa persona l'hanno iscritta al corso base alla creazione di impresa, che prevede una frequenza obbligatoria, l'hanno resa edotta degli impegni che doveva portare avanti, e lei ha osservato gli impegni previsti.
Mi sembra strano che lo sportello dell'Agenzia del lavoro dia questa informazione preventiva con una serie di adempimenti da osservare, il richiedente osserva puntualmente questi impegni, frequenta il corso con un dispendio di energie e di tempo, e alla fine gli dicono: "no, ci spiace, non sei titolare di licenza autonoma e di conseguenza, anche se hai la partita IVA e sei iscritto al Registro delle imprese, non hai diritto di percepire i benefici della legge".
Presidente, mi sembra che la sua risposta oggi sia una lettura asettica di quanto le hanno predisposto gli uffici e non ci sia la volontà di approfondire un problema che si è manifestato anche in altri casi. Oggi glielo abbiamo proposto con questo esempio specifico, ma sta di fatto che è una negazione di un'iniziativa privata che, sulla base delle leggi vigenti del Piano di politica del lavoro approvato, avrebbe diritto di essere preso in considerazione.
Ci spiace di questo, anche perché più volte avevamo segnalato che le politiche del lavoro passano spesso in sordina. Abbiamo un Consigliere di maggioranza che è delegato a questa materia: ci piacerebbe prendesse nota di questo caso come di casi analoghi. Con tutto il rispetto che possiamo manifestare per gli uffici competenti, credo che qui vi sia una carenza di attenzione politica. Ci dispiace che questa carenza di attenzione politica sussista nel momento in cui lei dice di avere le deleghe piene in politica del lavoro, il Consigliere Marco Viérin ha altre deleghe specifiche e l'Assessore La Torre pare non voler prendere in considerazione la questione.
Il problema sussiste e credo che una direttiva più puntuale debba essere emanata dalla Giunta per affrontare temi come questi. Oggi il commercio e il turismo si esplicano soprattutto attraverso il modello del "franchising": non è più come una volta che c'era il negozietto locale, il sistema si è evoluto. Se il macrobiettivo che non prevede paletti di questo tipo viene interpretato in forma così restrittiva per chi intraprende attività di impresa, nella fattispecie è una donna - quindi anche l'imprenditorialità femminile potrebbe essere guardata con più attenzione - credo che la Regione non dia un buon esempio dell'incentivazione da dare a chi oggi ha coraggio di intraprendere.
Presidente, le chiederei di non "fare orecchie da mercante", ma di mettere la testa su questo problema che lei forse giudica secondario, ma per chi intraprende un'attività del genere è di capitale importanza.
