Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 752 du 28 juillet 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 752/XII - Stato delle trattative per l'acquisizione dei beni costituenti l'accerchiamento del Casinò. (Interpellanza)

Interpellanza

Osservato che da qualche tempo non si hanno più notizie circa lo stato delle trattative per l'acquisizione dei beni costituenti l'accerchiamento alla Casa da gioco di Saint-Vincent;

Tenuto conto che la questione riveste un'oggettiva rilevanza in riferimento alle future scelte strategiche circa l'attività del Casino de la Vallée;

Richiamate tutte le precedenti iniziative del gruppo "ARCOBALENO-Vallée d'Aoste" sul tema della profonda crisi in cui versa la Casa da gioco valdostana;

Osservato inoltre che non si hanno più notizie del (pur superato) piano strategico, depositato la scorsa estate presso gli uffici del governo regionale;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) se le trattative per l'acquisto dei beni costituenti l'accerchiamento del Casinò si sono arenate o sono ancora in corso e, in quest'ultimo caso, con quali risultati;

2) se alla luce delle difficoltà evidenziatesi, anche in riferimento ai nuovi contenziosi nel frattempo apertisi, la Giunta intende confermare o meno la volontà di acquisire i detti beni;

3) quando verrà portato all'attenzione del Consiglio regionale, ai sensi di legge, il piano strategico del Casino de la Vallée.

F.to: Curtaz

Président - La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Mi ricordo che, in occasione di una precedente adunanza consiliare, l'Assessore si lamentava bonariamente che eravamo sempre sul tema del Casinò e ogni adunanza consiliare presentavamo delle iniziative su questo tema. Il nostro gruppo lo ha lasciato tranquillo per almeno due adunanze consiliari, quindi alla terza adunanza consiliare ci permettiamo di chiedere degli aggiornamenti relativamente a due questioni, anche un po' diverse fra di loro, ma che sono connesse riguardando entrambe la situazione non brillante della casa da gioco. La prima questione, che ha titolato l'iniziativa, riguarda le famose trattative per l'acquisizione dei beni costituenti l'accerchiamento. Per non tediare, non sto a rifare tutta la storia di queste trattative; di nuovo, per quanto ne sappiamo noi, vi sono stati degli ulteriori contenziosi che sono stati posti in essere da parte della proprietà dei beni e in ogni caso non si hanno più notizie delle trattative, che, se non ricordo male, sono portate avanti da "Finaosta" su incarico della Giunta. Vorremmo capire, alla luce della nuova situazione - se di "nuova situazione" si può parlare -, se gli intendimenti dell'Amministrazione, corretti o inopportuni che siano, vengono riconfermati oppure, se alla luce di queste nuove difficoltà, per caso il Governo regionale abbia cambiato idea. Ricordo che, nonostante gli sforzi dell'Assessore - a cui non abbiamo problemi a riconoscere una certa "attività" nel settore -, è passato un anno dall'insediamento del Governo e in questo ambito non si è fatto un solo passo avanti, se non a livelli preliminari di acquisizione di cifre per fondare una base di trattativa. Si potrà dire che è già qualcosa e si potrebbe obiettare che analoghe trattative su prezzi già individuati erano già state infruttuosamente iniziate nella scorsa legislatura... quindi passi concreti non ve ne sono, almeno per quanto ne sappiamo noi, poi aspetteremo la risposta dell'Assessore per capire se potrà darci notizie migliori.

Ancora un punto distante da questa tematica dell'accerchiamento è quello del piano di sviluppo, qui mi rifaccio a quanto era stato detto già questa mattina. Ci troviamo di fronte a un problema procedurale piuttosto delicato, perché già la vecchia gestione della "Casino S.p.A." ha depositato nell'agosto del 2003 un proprio piano strategico, che è stato sommariamente depositato presso la commissione competente. Questo piano strategico - che io stesso ho definito superato dagli eventi e da una serie di questioni che nel frattempo si sono succedute, superato quasi dal tempo perché è passato un anno - tuttavia, non è mai stato portato all'attenzione del Consiglio, come era doveroso fare nel rispetto della legge, perché la legge istitutiva della "Casino S.p.A." prevede certi obblighi a carico della società di gestione e della Giunta, fra cui quelli di mettere il piano strategico a disposizione per una discussione in Consiglio. Può darsi poi - perché voglio essere onesto - che, una volta portato all'attenzione di tale Assemblea, tale piano venga accantonato da tutte le forze politiche perché ormai superato alla luce dei nuovi fatti, però doveva essere portato in Consiglio regionale, si tratta di capire perché non è stato portato. Si tratta di capire quando il Governo regionale intende portarlo perché, mentre per i primi mesi potevamo immaginare che la nuova situazione in evoluzione avrebbe reso più opportuno che il Consiglio si occupasse di un secondo piano di sviluppo, ormai è passato più di un anno e non vi è traccia di un piano di sviluppo diverso sulla base di nuovi elementi, quindi riteniamo che questo Consiglio, quanto meno per un adempimento doveroso del dettato legislativo, si debba occupare anche di quel piano superatissimo. Sarebbe in ogni caso l'occasione per un dibattito generale, franco ed allargato a tutti i colleghi della vicenda del Casinò, perché si tratta di un tema talmente importante da non poter essere esaurito con il semplice scambio di richieste di informazioni fra uno o più consiglieri di opposizione e il Governo regionale.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - La mia bonaria lamentela sul fatto di avere ogni Consiglio tutta una serie di richieste sul Casinò non è assolutamente una mancanza di volontà di relazionare, ma solo frutto di una considerazione che la discussione in Consiglio alla fine deve portare ad un arricchimento e ad avere degli elementi che permettano a tutti di fare un passo avanti, e non è il caso di questa interpellanza. Non sta a me dare dei giudizi se le interpellanze vanno bene o meno, ma ritengo che questo tipo di iniziativa sia opportuna, perché permette di fare il punto della situazione e quindi, da un certo punto di vista, sono lieto di riaffrontare un argomento, per poter dare al Consiglio una serie di elementi. Non trovo neanche le due questioni poste dal gruppo così distanti, perché, di fatto, sono decisamente collegate e cercherò di sviluppare questo ragionamento.

Alla prima domanda, "se le trattative per l'acquisto dei beni costituenti l'accerchiamento del Casinò si sono arenate o sono ancora in corso e, in quest'ultimo caso, con quali risultati", devo rispondere affermativamente, nel senso che le trattative sono in corso. Per quanto riguarda la seconda domanda, dal punto di vista del Governo, nulla è cambiato negli intendimenti, lo abbiamo scritto nel nostro programma di legislatura: la volontà è quella di acquisire la proprietà di queste aree perché riteniamo possa dare quelle certezze e quelle garanzie che sono indispensabili per poter immaginare un certo tipo di processo. Da questo punto di vista, non vi è nulla di nuovo, perché se ripercorriamo nel tempo... si vede che tutti gli interlocutori - siano essi appartenenti al Consiglio regionale, siano essi appartenenti al Comitato di gestione o al Consiglio di amministrazione della "Casino" - hanno affermato la funzionalità del complesso rispetto all'attività della casa da gioco. Concordo anche sul ragionamento effettuato dal Consigliere Curtaz, nel senso che l'attività e gli obiettivi sono sempre stati chiari, ma le "paludi" giuridico-amministrative non permettono di concludere l'operazione.

Non sono qui a rappresentare degli alibi, ma una situazione; quindi, rispetto all'ultima volta, sono qui a rappresentarvi le ultime novità dal punto di vista giuridico e dei provvedimenti. Il Consiglio era già stato informato su indagini penali che venivano sviluppate sulle attività del gruppo "SAAV-SITAV", siamo a conoscenza di un'indagine della Procura di Alessandria e sembrerebbero esservi addirittura delle attività coordinate anche con la Procura di Roma, tant'è che poco tempo fa presso Saint-Vincent sono state acquisite dalla guardia di finanza tutta una serie di documentazioni, abbiamo avuto le informazioni in questo senso. Le responsabilità penali, da un certo punto di vista, potrebbero preoccuparci, ma normalmente sono responsabilità personali che non dovrebbero compromettere le attività della società. Abbiamo purtroppo avuto conoscenza di un provvedimento della Corte di giustizia inglese, un "order" inglese, che è rivolto a Manfredi Léfèbvre e che colpisce una serie di beni mobili e immobili per un valore di circa 60 milioni di euro e che al suo interno ha una serie di proprietà mobiliari, proprietà su varie società, fra cui compare la "Grand Hôtel Billia S.r.l." In questo "order" inglese è stabilita una certa indisponibilità da parte di Manfredi Léfèbvre di disporre di tutta una serie di beni. Su questa vicenda si è sviluppato un confronto fra i nostri legali, che hanno fatto un approfondimento tramite anche collaboratori inglesi e la conclusione dei nostri avvocati - degli avvocati che assistono "Finaosta" - è che questo tipo di provvedimento potrebbe comportare dei rischi di revoca o di annullamento degli atti fatti da "Finaosta"; nella parte iniziale "dell'order" si parla addirittura di responsabilità penali. Capite che, a fronte di questi problemi, il nostro operare diventa alquanto incerto, devo dire che lamentiamo anche una non chiarezza, perché questo tipo di provvedimento non lo abbiamo conosciuto tramite i legali della proprietà, ma in modo indiretto, quindi, sotto alcuni aspetti, vi è stata una mancanza di trasparenza. È vero che la controparte ha addotto delle motivazioni che dovevano portare a dire: "questo è un provvedimento che attiene alla sfera personale di Manfredi Léfèbvre, quindi non incide sulle società". Diventa difficile per noi slegare la figura di Manfredi Léfèbvre rispetto a quelle delle società, perché fino a poco tempo fa si muoveva come il "dominus" della situazione; può darsi che la situazione abbia avuto un'evoluzione, ma non possiamo negare di aver avuto dei rapporti con Manfredi Léfèbvre. Abbiamo preso atto di altri provvedimenti. Hanno nominato un ispettore giudiziale in "SITAV", ai sensi dell'articolo 2409, e questo contenzioso è da ricondurre ad una lite interna alla società fra soci di minoranza e soci di maggioranza; tutte queste azioni discendono da un'attività messa in opera dalla "SUIT", che rappresenta i soci di minoranza.

In una situazione del genere paradossalmente si lavora tanto e si conclude poco ma, se qualcuno ha una "ricetta" diversa - al di là dell'abbandono di questo tipo di obiettivo -, si faccia avanti, perché, se è vero, come è vero, che l'obiettivo nel tempo non è mai cambiato, ci si trova con "un'anguilla" che non si riesce a bloccare, è un problema senza fine. Per essere onesto, nelle ultime fasi i legali della proprietà hanno manifestato una disponibilità nel proporre alla Regione questo: "prendiamo atto che vi sono queste difficoltà, immaginiamo di trovare una "soluzione-ponte", dove andiamo a sottoscrivere un contratto preliminare, ponendolo sotto una condizione sospensiva che permetterà di dare efficacia al contratto solo nel momento in cui verranno definiti questi aspetti relativi al contenzioso". Dal punto di vista di principio, la cosa potrebbe avere anche un suo fondamento e abbiamo trasmesso a "Finaosta" e ai legali il mandato di approfondire; dal punto di vista strettamente giuridico, mi dicono che questo tipo di percorso può avere una sua apprezzabilità, ma diventa difficile perché i contenziosi sono in continua evoluzione e nascono a ripetizione. Come possiamo allora individuare e fissare delle clausole sospensive che poi garantiscano l'ente? La proprietà dice: "per fare questo diamo un ulteriore incarico ad un legale terzo che possa dirimere la questione". Credo che questa via possa anche essere esplorata, non buttiamo via nulla, però sollevo due problemi.

Il primo problema è un provvedimento che la proprietà ha messo in atto nei confronti dei dipendenti, ha proposto dei licenziamenti che riguardano quasi 50 persone e questo è propedeutico alla chiusura della trattativa. È vero che vi sono delle motivazioni anche dal punto di vista economico, dicono: "la gestione perde, quindi non possiamo immaginare di proseguire". È vero però che, se guardiamo la tempistica, questo tipo di provvedimento - i licenziamenti - è venuto in un periodo particolare ed inoltre vedrà la conclusione a metà agosto. Se questo tipo di provvedimento non viene ritirato e nel frattempo non abbiamo concluso, diventerà difficile immaginare la prosecuzione di una trattativa con un albergo che verrebbe così a perdere la sua attività; quindi, per la prosecuzione della trattativa, abbiamo chiesto il ritiro del provvedimento e un approfondimento ai nostri legali, per poter immaginare questa "soluzione-ponte", perché, così com'è oggi, non abbiamo assolutamente la possibilità di concludere positivamente la trattativa.

Relativamente alla terza questione, che vedo strettamente connessa, vi ripropongo un ragionamento da me effettuato già altre volte. Quel piano di sviluppo parte dall'assunto che il complesso alberghiero del "Billia" e aree e pertinenze sia disponibile per lo sviluppo del Casinò. Venendo a mancare questo elemento, non è possibile discutere quel piano di sviluppo, perché è inattuabile, perché è un piano di sviluppo che viene previsto su aree che non sono nostre: è come fare un progetto virtuale su un terreno non di nostra proprietà. Qualcuno mi dirà: "alt, non è vero, perché tutta una serie di interventi sono fatti sulle proprietà regionali". Vero, ma quegli interventi possono essere effettuati sulle aree regionali perché certe attività, che in questo momento vengono fatte lì, vengono spostate su aree del "Billia". È vero quindi che l'attività di ristrutturazione ed altri interventi particolari vengono fatti su aree e su immobili di proprietà regionale, ma perché queste aree vengono liberate da attività amministrative, che verranno poi spostate su aree che non sono nostre. Se questo processo non viene messo in atto, tutto quel piano di sviluppo, (al di là delle attività che non c'entrano con il Casinò e quindi un ragionamento complessivo... il tiro a volo, la pista di "go-kart", la pista di sci... non so neanche se è il piano di sviluppo che deve ragionare su questo) è inattuabile, tant'è che già il consiglio di amministrazione che ha presentato il piano - quindi quello dell'anno scorso - ha detto nel verbale che il "Billia" è indispensabile per parlare di questo piano di sviluppo.

Per essere concreto dico al Consigliere Curtaz: perché nel disciplinare si parla dell'approvazione del piano di sviluppo in Consiglio regionale? Per un motivo: perché quel piano di sviluppo verrà finanziato con un fondo, che è quello del 6% previsto dal disciplinare. Ma quel piano di sviluppo deve essere approvato e poi questa approvazione è finalizzata al finanziamento di questo piano di sviluppo o dei progetti... lì il tenore letterale potrebbe creare ambiguità, ma voglio sorvolare su questo, se sono i progetti o se è il piano... diciamo anche il piano, non voglio inoltrarmi in questo momento nella discussione.... Se questo piano di sviluppo è irrealizzabile, mi spiegate che "esercizio di stile" facciamo in Consiglio regionale? Parliamo di cose che non possono essere realizzate, infatti il consiglio di amministrazione attuale - e avrete modo di vederlo, ho distribuito in commissione il bilancio - dice che il piano di sviluppo deve essere rivisto. In più aggiungo altri elementi: vi sono dei provvedimenti che, purtroppo, non sono scelti, ma che "cadono addosso" come dei macigni; cito l'esempio della norma contro il fumo; quindi entra in vigore una disciplina in base alla quale, se non vi sono all'interno delle strutture certi impianti, è vietato fumare; questo incide anche sul Casinò. Mi si può dire: dov'è il problema? Non so cosa accadrà a Saint-Vincent nel momento in cui si vieterà di fumare; vi dico cosa mi è stato rappresentato dal consiglio di amministrazione: dicono che in Usa è diversa la situazione ma, su certi "domini", i casinò che hanno impedito alla loro clientela di fumare hanno perso il 30% di clientela. Se questi sono i risultati, capite quale può essere l'impatto di un mancato adeguamento a certe norme per permettere a tutti di fumare, o perlomeno per creare delle aree fumatori e non fumatori. Capite che il piano di sviluppo vero che dovremo fare immediatamente sarà composto da interventi che dovranno essere concepiti subito sulle aree regionali, per mettere a norma questo tipo di attività. Ecco qual è il corso delle attività, che poi sono le attività normali di un'azienda, che ha delle normative con una loro evoluzione e che purtroppo vedono l'imprenditore nella condizione di doversi adeguare; per cui non vi è alcuna volontà di non discutere, ma di discutere con un obiettivo, portando dei risultati e portando alla fine un giudizio positivo o negativo su delle cose da fare, non su delle idee, che non hanno alcuna possibilità di essere concretizzate in assenza di alcuni dati.

Président - La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - La mia replica sarà necessariamente e volontariamente assai più breve. Per quanto riguarda il primo punto, l'Assessore ha confermato le notizie riportate dalla stampa circa un "incancrenirsi" del contenzioso in atto, quindi l'Assessore ha parlato di "paludi" giuridiche che non permettono di chiudere la trattativa, ha immaginato dei possibili scenari, condizioni sospensive, tutti discorsi di una certa fondatezza teorica; poi, di fronte a questa sostanziale paralisi, l'Assessore ha detto: "se vi è qualcuno che ha delle idee migliori, ce le dica, noi ascolteremo i suggerimenti". Noi qualche suggerimento ve lo diamo anche... ma lo ascoltate poco in generale, forse sono sempre suggerimenti sbagliati! Non mi intendo di casinò, però di trattative un poco potrei intendermi... un poco di buon senso: credo che una qualsiasi trattativa debba avere un termine finale. Adesso avete ripreso la trattativa da un anno, prima vi era già stata una trattativa, ora vi è questa fase di congelamento; vogliamo dire che questa trattativa deve chiudersi: a fine anno, nel 2007, oppure quando volete! Ma ad un certo punto ci dovrà essere una parola "fine", perché questa questione somiglia tanto alla promessa di diminuzione delle tasse: l'"effetto annuncio" infinito, "l'effetto annuncio" delle trattative che vanno avanti, "vi sono dei piccoli passi avanti per la rottura dell'accerchiamento" non basta. In base a questo tipo di promesse e a queste cose il Ministro Tremonti è andato avanti tre anni, l'Assessore ne ha quindi davanti ancora due. Prima che passino altri due anni forse un paletto finale bisognerà metterlo a questa trattativa, altrimenti passeranno altri quattro anni, con l'Assessore impegnato a rispondere ai consiglieri di opposizione ogni mese o ogni due mesi dell'andamento delle trattative, ma passi in avanti non se ne vedono! Anzi, se possibile, dalla situazione che lei ha disegnato la soluzione è obiettivamente più lontana rispetto a otto mesi fa, quindi il consiglio che le do, se posso permettermi, è quello di "envisager" un termine finale, dopodiché non si discute più. Faremo altre scelte e faremo altri piani strategici e abbandoneremo tutto; vedrà che forse qualche spiraglio verrà fuori.

Sulla seconda questione sono in totale disaccordo. Ho avuto occasione di dire come da parte di questa Giunta, in particolare di questo Assessore, forse per attitudine professionale, vi sia poco senso istituzionale. Perché le dico questo? Lei mi ha fatto un ragionamento che può essere pure vero, ha detto: "cosa discutiamo di un piano di sviluppo che ormai è già superato dai fatti, che è inattuabile?". Mi perdoni, Assessore, chi lo decide che questo piano è attuabile o non è attuabile, se è un piano di buon senso o non è di buon senso, se necessita dei correttivi, se è carta straccia? Lo deve decidere il Consiglio regionale! Anzi, sono quasi convinto che decideremo in questo senso, però invito anche il Presidente della Regione a portare il piano in Consiglio ed eventualmente il Presidente del Consiglio - come dovrebbe dal punto di vista formale - a sollecitarne il passaggio in quest'aula. È chiaro che questo piano, più lo lascia lì, più è privo di senso. La legge non può dire che lei presenterà in Consiglio il piano che, a suo insindacabile giudizio, sarà quello che potrà essere approvato perché sarà quello attuabile, non è così: il Consiglio deve poter esaminare quel piano e vederlo e, tra l'altro, leggerlo, perché non è mai stato trasmesso neanche alle commissioni competenti. Vi è stata un'audizione in cui lei ha fatto riferimento a delle linee generali, oggi sentiamo parlare di altre cose estrose, tipo le piste di "go-kart", mai saputo che questo piano contenesse la previsione di piste di "go-kart"... ma per dire che forse non sarebbe male, per capire qualcosa in più sulla vicenda del Casinò, che tale piano venisse messo a disposizione del Consiglio, che poi, se sarà il caso, prenderà atto che quel piano è ormai superato; il passaggio però è doveroso in quest'aula, lei non si può sottrarre a tale adempimento! Invito quindi il Governo regionale... invito anche il Presidente del Consiglio a verificare se non debba sollecitare che un atto, nei "cassetti" della Giunta da un anno, venga in Consiglio in adempimento di una norma di legge; perché credo che il Presidente del Consiglio, che accetta - troppo supinamente secondo noi - le richieste della Giunta di iscrizione all'ordine del giorno di punti pretesi urgenti, poi non si ponga il problema del rispetto di una legge, che prevede che un piano debba essere discusso da questa Assemblea.