Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 710 du 24 juin 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 710/XII - Riconoscimento delle specificità delle regioni di montagna e insulari nella programmazione dei fondi strutturali. (Approvazione di risoluzione)

Risoluzione

Vista la Convenzione per la protezione delle Alpi, firmata a Salisburgo il 17 novembre 1991 e i successivi Protocolli attuativi volti a salvaguardare l'ecosistema naturale delle Alpi e a promuovere lo sviluppo sostenibile dell'area alpina, tutelando gli interessi economici e culturali delle popolazioni residenti nei Paesi aderenti;

Considerate le risultanze dell'iniziativa "2002 Anno internazionale delle montagne" proclamato dall'Assemblea generale delle Nazioni unite con risoluzione del 10 novembre 1998;

Vista la Raccomandazione del Congresso dei poteri locali e regionali d'Europa del 22 maggio 2003, 130 (2003), ultimo documento sulla Carta europea della montagna che costituisce, nell'ambito del Consiglio d'Europa, un passo importante per una sempre maggiore presa di coscienza, da parte dei paesi membri, della necessità di una legislazione dedicata ai territori e alle popolazioni di montagna;

Vista la Dichiarazione dei Presidenti delle Assemblee elettive dell'arco alpino riuniti a Varese, il 30 aprile 2004, volta al riconoscimento di una "dimensione alpina" nel contesto europeo e internazionale;

Vista la Risoluzione del Parlamento europeo del 23 ottobre 1998 "Nuova strategia per le zone di montagna, le zone svantaggiate e le zone ecologicamente sensibili" nella quale il Parlamento europeo invitava la Commissione, in collaborazione con le regioni e i governi interessati, a rafforzare le misure già esistenti a favore delle zone di montagna, delle zone svantaggiate e delle zone ecologicamente sensibili, o a prendere nuove iniziative, quali la presentazione di un "piano d'azione comunitario" a favore di tali zone;

Vista la Risoluzione del Parlamento europeo del 6 settembre 2001 "25 anni di applicazione del regime comunitario a favore delle zone di montagna" che esorta ad elaborare un piano completo di sviluppo sostenibile delle regioni montane dell'Unione, comprendente misure a tutela dell'agricoltura;

Visto il Parere del Comitato economico e sociale dell'Unione europea del 16 gennaio 2002 sul tema "Il futuro delle aree montane nell'Unione europea" che sottolinea la necessità di una politica di finanziamento o di un intervento pubblico specifici per le aree montane;

Visto il Rapporto del Comitato delle regioni dell'Unione europea del 12 febbraio 2003 sul tema "L'azione comunitaria per le zone di montagna" che evidenzia, tra l'altro, la necessità di un'esplicita menzione della montagna nei Trattati;

Vista la Risoluzione del Parlamento europeo del 2 settembre 2003 "sulle regioni strutturalmente svantaggiate (isole, regioni montane, regioni a bassa densità di popolazione) nel contesto della politica di coesione e delle sue prospettive istituzionali" che, sulla base della relazione presentata il 28 maggio 2003 dalla Commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo del Parlamento europeo, chiede il riconoscimento delle differenti specificità delle regioni con handicap geografici e sollecita un quadro d'intervento specifico, destinato ad apportare un sostegno comunitario a qualsiasi azione volta a ridurre durevolmente i vincoli strutturali permanenti o a limitarne le conseguenze;

Preso atto, tuttavia, che, contrariamente alle aspettative, nel Progetto di trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa approvato dalla Convenzione europea e trasmesso al Presidente del Consiglio europeo a Roma il 18 luglio 2003, CONV 850/03, non si menzionano le zone di montagna in quanto zone soggette ad handicap geografici;

Preso atto degli esiti alterni dell'importante fase di consultazione avviata dalla Conferenza intergovernativa, tuttora in atto, per l'elaborazione di un testo costituzionale definitivo per l'Europa, che ha prodotto:

- in una prima fase, a seguito dell'accoglimento - da parte della Presidenza italiana - dell'Unione delle rivendicazioni delle regioni montane, il riconoscimento, nell'Addendum 1 della nota della Presidenza del 25 novembre 2003, CIG 52/03 ADD 1, delle problematiche delle zone sottoposte ad handicap geografici negli articoli:

o III-56 lettera c), che considera compatibili con il mercato interno "les aides destinées à faciliter le développement de certaines activités ou de certaines régions économiques, notamment celles qui souffrent de handicaps naturels ou démographiques sévères et permanents, quand elles n'altèrent pas les conditions des échanges dans une mesure contraire à l'intérêt commun";

o III-116 "Afin de promouvoir un développement harmonieux de l'ensemble de l'Union, celle-ci développe et poursuit son action tendant au renforcement de sa cohésion économique, sociale et territoriale. En particulier l'Union vise à réduire l'écart entre les niveaux de développement des diverses régions et le retard des régions les plus défavorisées. Dans la poursuite de cet objectif, une attention particulière est accordée aux zones rurales ainsi qu'aux régions qui souffrent de handicaps naturels ou démographiques sévères et permanents telles que les régions les plus septentrionales à très faible densité de population, les régions insulaires et les régions de montagne";

- in una seconda fase, un netto cambiamento di indirizzo con la soppressione della lettera c) dell'articolo III-56 come sopra citata e con il riferimento dell'articolo III-116 a "certaines régions insulaires, transfrontalières et de montagne";

Preso atto dello studio condotto dalla Direzione generale della politica regionale della Commissione europea "Analysis of Mountain Areas in the European Union and in The Applicant Countries" che può essere considerato come un primo strumento per aprire il dibattito politico sul riconoscimento della montagna nell'Unione europea in quanto soggetto trasversale;

Considerato il lavoro condotto in questi anni dall'Associazione europea degli Eletti della montagna, alla quale la Valle d'Aosta aderisce dal 1995, per il riconoscimento da parte delle istituzioni europee delle specificità delle zone di montagna;

Considerate le conclusioni delle conferenze organizzate nel quadro del Consiglio europeo di Taormina dei 14 e 15 novembre 2003;

Visto il Terzo rapporto sulla coesione economica e sociale presentato dal Commissario europeo alle politiche regionali il 18 febbraio 2004, che evidenzia la necessità di rispondere ai problemi di sviluppo nelle regioni ad handicap geografico, tra le quali vi sono le regioni di montagna, prevedendo, in particolare, che "L'allocazione delle risorse a favore della competitività regionale e della priorità occupazionale dovrebbe tenere conto di ciò attraverso l'adozione di criteri "territoriali", riflettendo così lo svantaggio relativo delle regioni che hanno impedimenti di natura geografica. Gli Stati membri dovrebbero assicurare che le specificità di queste regioni vengano prese in considerazione al momento di destinare le risorse all'interno dei programmi regionali";

Preso atto che lo schema di disegno di legge recante "Disposizioni per la valorizzazione e la tutela dei territori montani", approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 13 febbraio 2004, su proposta del Ministro per gli affari regionali - come modificato in sede di Conferenza unificata - non risponde alle aspettative di riforma organica della Legge 31 gennaio 1994, n. 97 "Nuove disposizioni per la montagna";

Viste le specifiche competenze spettanti alla Regione ai sensi dello Statuto speciale e relative norme di attuazione;

Il Consiglio regionale

Sottolinea

l'importanza di una consacrazione giuridica delle specificità delle zone di montagna per la salvaguardia e la valorizzazione dell'inestimabile patrimonio naturale e culturale che esse rappresentano;

Riconosce

quali obiettivi fondamentali per l'elaborazione di una politica coerente per le zone di montagna:

- l'individuazione di una definizione condivisa del termine "montagna", che permetta di riconoscerne le specificità territoriali, culturali, sociali ed economiche;

- il rafforzamento della coerenza e dell'armonizzazione tra le politiche interessanti la montagna, messe a punto nei diversi livelli istituzionali: internazionale, comunitario, nazionale, regionale e locale;

- il coinvolgimento di un ampio partenariato istituzionale e socioeconomico, nel rispetto del principio di sussidiarietà, per l'elaborazione di strategie di sviluppo condivise dagli stessi abitanti delle zone montane;

Chiede

che, a livello nazionale, il Governo:

- in linea con quanto previsto nel Terzo rapporto sulla coesione economica e sociale, recepisca le istanze regionali, procedendo ad una tempestiva definizione dei criteri per l'individuazione delle zone soggette ad handicap geografici, ai fini dell'attribuzione delle risorse previste nel quadro della riforma della politica di coesione comunitaria per il periodo 2007/2013;

che, a livello europeo:

- la Conferenza intergovernativa riformuli gli articoli III-56 e III-116 riguardanti la coesione economica, sociale e territoriale così come sanciti nell'Addendum 1 della nota della Presidenza del 25 novembre 2003, CIG 52/03 ADD 1, riconoscendo le problematiche dei territori soggetti ad handicap geografici permanenti, tra i quali i territori di montagna, e considerando dei conseguenza compatibili con il mercato interno gli aiuti allocati a tali territori;

- la politica di coesione economica, sociale e territoriale per il periodo 2007/2013, in linea con quanto indicato nel Terzo rapporto di coesione, risponda con strumenti adeguati ai problemi di sviluppo delle regioni ad handicap geografici permanenti, permettendo così a tali regioni di partecipare pienamente alle politiche avviate nel quadro delle Strategie europee di Lisbona e di Göteborg;

- nell'insieme delle politiche europee con ricadute territoriali siano esse nel settore dei fondi strutturali - lavoro, politica regionale, agricoltura - o nei settori dell'ambiente, dei trasporti e della concorrenza, una reale attenzione sia assicurata, a livello politico e quindi di bilancio, ai bisogni e agli atouts specifici delle regioni soggette ad handicap geografici permanenti;

- le specificità economiche, sociali, culturali e ambientali delle regioni di montagna, in generale, e della Regione Valle d'Aosta, nello specifico, siano adeguatamente considerate nella programmazione dei fondi strutturali per il periodo 2007-2013, in particolare in materia di lavoro, di ricerca e innovazione, di agricoltura, di ambiente e rischi naturali, di accessibilità ai trasporti e ai servizi di interesse generale.

Impegna

Il Presidente del Consiglio regionale a far parte di questa risoluzione i Consigli regionali delle Regioni di montagna e insulari, al fine di promuovere l'adozione di risoluzioni analoghe da parte di tali Istituzioni.

F.to: Caveri - Borre - Lanièce - Salzone - Riccarand - Sandri - Lattanzi

Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce, aux transports et aux affaires européennes, Caveri.

Caveri (UV) - Deux prémisses sont tout à fait nécessaires avant de commencer ce débat. La première est qu'aujourd'hui ce n'est pas l'occasion de débattre de la nouvelle Constitution européenne, ou mieux ce n'est pas le cas de traiter du "Traité constitutionnel", parce que c'est le mot employé pour la définition de la Constitution. Je pense que, si le Conseil voudra, on pourra par exemple en discuter - je le dis au Président Cesal - à l'intérieur de la commission compétente, parce que, de toute évidence, maintenant qu'on est en train de connaître le texte ce serait tout à fait souhaitable d'en discuter. Je signale au Conseil aujourd'hui une belle interview de M. Padua Schioppa et un éditorial de M. Panebianco sur le "Corriere della Sera", qui démontre que le débat est parti sur la Constitution européenne, parce que les Pays membres de l'Union européenne devront à travers des référendums décider si ce Traité constitutionnel sera ou non ratifié par le Parlement.

La deuxième évaluation concerne la résolution qu'on avait présentée lors de la dernière réunion du Conseil de la Vallée, on l'avait renvoyée parce que c'était tard, mais il faut dire que nos suggestions étaient celles de pouvoir obtenir une reconnaissance des régions de montagne à l'intérieur de la Constitution européenne. Il faut dire que cette reconnaissance a été confirmée dans l'article 116 de la troisième partie du Traité constitutionnel, donc aujourd'hui je proposerai au Conseil quelques amendements de type technique. Si nous avons aujourd'hui la confirmation de cette reconnaissance - on dit dans la dernière partie de l'article 116 que, parmi les régions concernées par la cohésion économique, sociale et territoriale, il y a justement les régions de montagne -, nous devons regarder un peu au-delà et d'un côté je me permets de proposer d'ajouter la "loi montagne", qui doit être discutée par le Parlement italien dans les prémisses, et enfin quelques petites modifications d'ordre technique, qui permettent aujourd'hui de regarder surtout aux problèmes les plus strictes, c'est-à-dire la question de la politique régionale, donc à l'horizon 2007-2013: est-ce qu'il y aura une reconnaissance des territoires de montagne vis-à-vis des fonds structurels et aussi vis-à-vis de la politique de la concurrence, c'est-à-dire de la possibilité d'obtenir des aides d'Etat avec des règles différentes pour les zones de montagne?

Je pense que d'un côté il faut être vraiment contents de ce parcours, je signale le rôle qu'il y a eu de la part de la session des élus de la montagne en Europe, dont le Val d'Aoste fait partie, je rappelle personnellement une rencontre tout à fait intéressante avec le Président de la Convention, M. Valery Giscard d'Estaing, entre autres un ami du Val d'Aoste, avec M. Gianni Letta, à la Présidence du Conseil des ministres; il faut reconnaître par contre qu'il y a eu un "lobbing" un peu partout avec les Grecs, les Espagnols, avec les Portugais et donc on peut dire qu'aujourd'hui il y a eu cette reconnaissance des zones de montagne, mais à ce point commence la partie la plus difficile, c'est-à-dire d'un côté très probablement obtenir une directive européenne sur les territoires de montagne, suivant à l'étude qui a été conduite sur les zones de montagne à l'époque du Commissaire Michel Barnier et par contre il faut même que Rome, c'est-à-dire surtout le Ministère de l'économie soit cohérent avec cette modification constitutionnelle. Je dois dire que les nouvelles ne sont pas extraordinaires, des réunions tout à fait récentes au niveau technique confirment qu'il y a beaucoup à travailler avec les autres régions et donc c'est tout à fait souhaitable d'imaginer - comme il a été dit dans la dernière résolution - d'envoyer notre texte aux différentes régions, parce qu'il y ait une action commune pour avoir une pleine reconnaissance des zones de montagne.

Président - Je déclare ouvert le débat.

La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (SA) - Esprimo a nome della "Stella Alpina" il nostro compiacimento per il fatto che sia giunta in Consiglio questa risoluzione. Questa iniziativa noi l'avevamo auspicata, ritenendo indispensabile formalizzare con un gesto unitario della massima assise consiliare tutta una serie di documenti assunti nei diversi livelli istituzionali in merito alle problematiche della montagna. Questa risoluzione in particolare riconosce un'identità e dei diritti alla montagna, quindi ne sottolinea non solo le asprezze, che vi rendono più disagevole la permanenza dell'uomo e lo sviluppo dell'economia, ma proprio i diritti che spettano a questa realtà, "la montagna non pietisce e non chiede, ma afferma e rivendica"; afferma persino che quelli indicati come "gap" rispetto ad altre realtà sono solo il risultato di una diversità, in quanto non sono certo riproducibili in montagna le economie possibili nelle zone di pianura. Se con il termine di "pianificazione economica" si intendono generalmente economie di vasta scala e di grandi dimensioni impossibili da riprodurre nella dimensione montagna, in definitiva questo non è più un handicap, ma una caratteristica. Pensando alla montagna è possibile anche interrogarsi sugli egoismi sfrenati di taluni progetti economici, che diventano poi sociali e politici, i quali sembrano non aver bisogno del rispetto di alcuni valori indispensabili per vivere in montagna, quali ad esempio la solidarietà.

Non entriamo nel dettaglio della risoluzione, se non per esprimere soddisfazione per il fatto che, leggendo tutti assieme o quasi le risoluzioni adottate ai diversi livelli locali, statali, europei, internazionali sulla montagna, si evidenzia la realtà di una dinamica inarrestabile e quindi ben venga anche la novità dell'approvazione della Costituzione europea. I popoli della montagna aggiungono a tutte le altre caratteristiche quelle culturali e linguistiche e un gran numero delle cosiddette "minoranze linguistiche" sono popoli di montagna e, poiché la montagna non divide, ma unisce, i primi ad essere riunificati in questa dinamica sono proprio i popoli alpini, artificialmente divisi da confini di Stato. Teniamo quindi conto di tutto ciò, oltre che di quanto espressamente affermato nella risoluzione.

Un'ultima considerazione: ritengo opportuno attuare un'azione di coinvolgimento dell'intera popolazione valdostana: facciamo conoscere questa risoluzione, troviamo il modo di fornire ai cittadini della Valle d'Aosta il materiale per approfondire la conoscenza del problema, in particolare auspichiamo che la Biblioteca regionale, alla quale abbiamo riservato di recente un'altra importante iniziativa, gli organi di informazione e il sito internet della Regione facciano conoscere i contenuti di tutti i documenti citati nella presente risoluzione, così che prenda spessore una conoscenza diffusa di questa nuova politica sociale e culturale rivolta alla montagna.

Président - S'il n'y a pas d'autres conseillers, je déclare clos le débat.

Je donne lecture des amendements présentés par l'Assesseur Caveri:

Emendamenti

A seguito degli esiti della Conferenza intergovernativa tenutasi il 17 e 18 giugno 2004 si propongono i seguenti emendamenti:

- sostituire il paragrafo 11 delle premesse con il seguente:

"Preso atto dell'approvazione da parte della Conferenza intergovernativa, riunitasi il 17 e 18 giugno 2004, del testo definitivo del Trattato costituzionale da sottoporre alla ratifica degli Stati che prevede:

- all'articolo III-116, "Afin de promouvoir un développement harmonieux de l'ensemble de l'Union, celle-ci développe et poursuit son action tendant au renforcement de sa cohésion économique, sociale et territoriale.

En particulier, l'Union vise à réduire l'écart entre les niveaux de développement des diverses régions et le retard des régions les moins favorisées.

Parmi les régions concernées, une attention particulière est accordée aux zones rurales, aux zones où s'opère une transition industrielle et aux régions qui souffrent de handicaps naturels ou démographiques graves et permanents telles que les régions les plus septentrionales à très faible densité de population, ainsi que les régions insulaires, transfrontalières et de montagne."

ma che non menziona, nell'articolo III-56, 3 comma, le zone sottoposte ad handicap geografico permanente come auspicato dalle regioni insulari e di montagna e come originariamente previsto nell'Addendum 1 della nota della Presidenza del 25 novembre 2003, CIG 52/03 ADD 1;"

- aggiungere, dopo il paragrafo 16 delle premesse, il seguente nuovo paragrafo:

"Tenuto conto del ruolo cruciale del Parlamento in riferimento agli impegni assunti dal Governo nel quadro della riforma della Legge 31 gennaio 1994, n. 97 "Nuove disposizioni per la montagna";

- eliminare, nella parte "Chiede" del deliberato, dopo il capoverso "che, a livello europeo:", il seguente primo punto:

"la Conferenza intergovernativa riformuli gli articoli III-56 e III-116 riguardanti la coesione economica, sociale e territoriale così come sanciti nell'Addendum 1 della nota della Presidenza del 25 novembre 2003, CIG 52/03 ADD 1, riconoscendo le problematiche dei territori soggetti ad handicap geografici permanenti, tra i quali i territori di montagna, e considerando di conseguenza compatibili con il mercato interno gli aiuti allocati a tali territori;"

- aggiungere, nella parte "Chiede" del deliberato, dopo il capoverso "che, a livello europeo:", all'inizio del terzo punto e prima delle parole "nell'insieme delle politiche europee con ricadute territoriali", le parole:

"in applicazione dell'articolo III-116 del Trattato costituzionale,".

Si le Conseil partage, je soumets au vote la résolution avec les amendements présentés par l'Assesseur Caveri, dans le texte suivant:

Risoluzione

Vista la Convenzione per la protezione delle Alpi, firmata a Salisburgo il 17 novembre 1991 e i successivi Protocolli attuativi volti a salvaguardare l'ecosistema naturale delle Alpi e a promuovere lo sviluppo sostenibile dell'area alpina, tutelando gli interessi economici e culturali delle popolazioni residenti nei Paesi aderenti;

Considerate le risultanze dell'iniziativa "2002 Anno internazionale delle montagne" proclamato dall'Assemblea generale delle Nazioni unite con risoluzione del 10 novembre 1998;

Vista la Raccomandazione del Congresso dei poteri locali e regionali d'Europa del 22 maggio 2003, 130 (2003), ultimo documento sulla Carta europea della montagna che costituisce, nell'ambito del Consiglio d'Europa, un passo importante per una sempre maggiore presa di coscienza, da parte dei paesi membri, della necessità di una legislazione dedicata ai territori e alle popolazioni di montagna;

Vista la Dichiarazione dei Presidenti delle Assemblee elettive dell'arco alpino riuniti a Varese, il 30 aprile 2004, volta al riconoscimento di una "dimensione alpina" nel contesto europeo e internazionale;

Vista la Risoluzione del Parlamento europeo del 23 ottobre 1998 "Nuova strategia per le zone di montagna, le zone svantaggiate e le zone ecologicamente sensibili" nella quale il Parlamento europeo invitava la Commissione, in collaborazione con le regioni e i governi interessati, a rafforzare le misure già esistenti a favore delle zone di montagna, delle zone svantaggiate e delle zone ecologicamente sensibili, o a prendere nuove iniziative, quali la presentazione di un "piano d'azione comunitario" a favore di tali zone;

Vista la Risoluzione del Parlamento europeo del 6 settembre 2001 "25 anni di applicazione del regime comunitario a favore delle zone di montagna" che esorta ad elaborare un piano completo di sviluppo sostenibile delle regioni montane dell'Unione, comprendente misure a tutela dell'agricoltura;

Visto il Parere del Comitato economico e sociale dell'Unione europea del 16 gennaio 2002 sul tema "Il futuro delle aree montane nell'Unione europea" che sottolinea la necessità di una politica di finanziamento o di un intervento pubblico specifici per le aree montane;

Visto il Rapporto del Comitato delle regioni dell'Unione europea del 12 febbraio 2003 sul tema "L'azione comunitaria per le zone di montagna" che evidenzia, tra l'altro, la necessità di un'esplicita menzione della montagna nei Trattati;

Vista la Risoluzione del Parlamento europeo del 2 settembre 2003 "sulle regioni strutturalmente svantaggiate (isole, regioni montane, regioni a bassa densità di popolazione) nel contesto della politica di coesione e delle sue prospettive istituzionali" che, sulla base della relazione presentata il 28 maggio 2003 dalla Commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo del Parlamento europeo, chiede il riconoscimento delle differenti specificità delle regioni con handicap geografici e sollecita un quadro d'intervento specifico, destinato ad apportare un sostegno comunitario a qualsiasi azione volta a ridurre durevolmente i vincoli strutturali permanenti o a limitarne le conseguenze;

Preso atto, tuttavia, che, contrariamente alle aspettative, nel Progetto di trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa approvato dalla Convenzione europea e trasmesso al Presidente del Consiglio europeo a Roma il 18 luglio 2003, CONV 850/03, non si menzionano le zone di montagna in quanto zone soggette ad handicap geografici;

Preso atto dell'approvazione da parte della Conferenza intergovernativa, riunitasi il 17 e 18 giugno 2004, del testo definitivo del Trattato costituzionale da sottoporre alla ratifica degli Stati che prevede:

- all'articolo III-116, "Afin de promouvoir un développement harmonieux de l'ensemble de l'Union, celle-ci développe et poursuit son action tendant au renforcement de sa cohésion économique, sociale et territoriale.

En particulier, l'Union vise à réduire l'écart entre les niveaux de développement des diverses régions et le retard des régions les moins favorisées.

Parmi les régions concernées, une attention particulière est accordée aux zones rurales, aux zones où s'opère une transition industrielle et aux régions qui souffrent de handicaps naturels ou démographiques graves et permanents telles que les régions les plus septentrionales à très faible densité de population, ainsi que les régions insulaires, transfrontalières et de montagne".

ma che non menziona, nell'articolo III-56, 3 comma, le zone sottoposte ad handicap geografico permanente come auspicato dalle regioni insulari e di montagna e come originariamente previsto nell'Addendum 1 della nota della Presidenza del 25 novembre 2003, CIG 52/03 ADD 1;

Preso atto dello studio condotto dalla Direzione generale della politica regionale della Commissione europea "Analysis of Mountain Areas in the European Union and in The Applicant Countries" che può essere considerato come un primo strumento per aprire il dibattito politico sul riconoscimento della montagna nell'Unione europea in quanto soggetto trasversale;

Considerato il lavoro condotto in questi anni dall'Associazione europea degli Eletti della montagna, alla quale la Valle d'Aosta aderisce dal 1995, per il riconoscimento da parte delle istituzioni europee delle specificità delle zone di montagna;

Considerate le conclusioni delle conferenze organizzate nel quadro del Consiglio europeo di Taormina dei 14 e 15 novembre 2003;

Visto il Terzo rapporto sulla coesione economica e sociale presentato dal Commissario europeo alle politiche regionali il 18 febbraio 2004, che evidenzia la necessità di rispondere ai problemi di sviluppo nelle regioni ad handicap geografico, tra le quali vi sono le regioni di montagna, prevedendo, in particolare, che "L'allocazione delle risorse a favore della competitività regionale e della priorità occupazionale dovrebbe tenere conto di ciò attraverso l'adozione di criteri "territoriali", riflettendo così lo svantaggio relativo delle regioni che hanno impedimenti di natura geografica. Gli Stati membri dovrebbero assicurare che le specificità di queste regioni vengano prese in considerazione al momento di destinare le risorse all'interno dei programmi regionali";

Preso atto che lo schema di disegno di legge recante "Disposizioni per la valorizzazione e la tutela dei territori montani", approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 13 febbraio 2004, su proposta del Ministro per gli affari regionali - come modificato in sede di Conferenza unificata - non risponde alle aspettative di riforma organica della Legge 31 gennaio 1994, n. 97 "Nuove disposizioni per la montagna";

Tenuto conto del ruolo cruciale del Parlamento in riferimento agli impegni assunti dal Governo nel quadro della riforma della Legge 31 gennaio 1994, n. 97 "Nuove disposizioni per la montagna";

Viste le specifiche competenze spettanti alla Regione ai sensi dello Statuto speciale e relative norme di attuazione;

Il Consiglio regionale

Sottolinea

l'importanza di una consacrazione giuridica delle specificità delle zone di montagna per la salvaguardia e la valorizzazione dell'inestimabile patrimonio naturale e culturale che esse rappresentano;

Riconosce

quali obiettivi fondamentali per l'elaborazione di una politica coerente per le zone di montagna:

- l'individuazione di una definizione condivisa del termine "montagna", che permetta di riconoscerne le specificità territoriali, culturali, sociali ed economiche;

- il rafforzamento della coerenza e dell'armonizzazione tra le politiche interessanti la montagna, messe a punto nei diversi livelli istituzionali: internazionale, comunitario, nazionale, regionale e locale;

- il coinvolgimento di un ampio partenariato istituzionale e socioeconomico, nel rispetto del principio di sussidiarietà, per l'elaborazione di strategie di sviluppo condivise dagli stessi abitanti delle zone montane;

Chiede

che, a livello nazionale, il Governo:

- in linea con quanto previsto nel Terzo rapporto sulla coesione economica e sociale, recepisca le istanze regionali, procedendo ad una tempestiva definizione dei criteri per l'individuazione delle zone soggette ad handicap geografici, ai fini dell'attribuzione delle risorse previste nel quadro della riforma della politica di coesione comunitaria per il periodo 2007/2013;

che, a livello europeo:

- la politica di coesione economica, sociale e territoriale per il periodo 2007/2013, in linea con quanto indicato nel Terzo rapporto di coesione, risponda con strumenti adeguati ai problemi di sviluppo delle regioni ad handicap geografici permanenti, permettendo così a tali regioni di partecipare pienamente alle politiche avviate nel quadro delle Strategie europee di Lisbona e di Göteborg;

- in applicazione dell'articolo III-116 del Trattato costituzionale, nell'insieme delle politiche europee con ricadute territoriali siano esse nel settore dei fondi strutturali - lavoro, politica regionale, agricoltura - o nei settori dell'ambiente, dei trasporti e della concorrenza, una reale attenzione sia assicurata, a livello politico e quindi di bilancio, ai bisogni e agli atouts specifici delle regioni soggette ad handicap geografici permanenti;

- le specificità economiche, sociali, culturali e ambientali delle regioni di montagna, in generale, e della Regione Valle d'Aosta, nello specifico, siano adeguatamente considerate nella programmazione dei fondi strutturali per il periodo 2007-2013, in particolare in materia di lavoro, di ricerca e innovazione, di agricoltura, di ambiente e rischi naturali, di accessibilità ai trasporti e ai servizi di interesse generale.

Impegna

Il Presidente del Consiglio regionale a far parte di questa risoluzione i Consigli regionali delle Regioni di montagna e insulari, al fine di promuovere l'adozione di risoluzioni analoghe da parte di tali Istituzioni.

Conseillers présents et votants: 30

Pour: 30

Le Conseil approuve à l'unanimité.