Objet du Conseil n. 704 du 23 juin 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 704/XII - Regolarizzazione dei canoni di locazione di immobili di proprietà regionale. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso che:
- a seguito di attività ispettiva effettuata dal gruppo CdL è emerso che la Regione risulta creditrice di una cifra stimata in circa 20 milioni di euro per mancati introiti dei canoni di locazione degli immobili a destinazione produttiva;
- molte situazioni non risultano ad oggi regolarizzate per l'omessa sottoscrizione dei rispettivi contratti di locazione e diverse aziende continuano ad occupare ad improprio titolo gratuito i locali di proprietà regionale;
- tale situazione risulta ancora più paradossale se si considera che aziende morose per migliaia di euro continuano a percepire lauti finanziamenti regionali a sostegno della loro attività;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per conoscere:
1) come intende procedere nelle more del passaggio di proprietà degli immobili ad uso industriale ad una società di capitali;
2) quante sono a tutt'oggi le situazioni in attesa di regolarizzazione;
3) se in attesa di stipulare i nuovi contratti non ritenga di definire un'indennità di occupazione temporanea per evitare l'accumulo di ulteriori crediti.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
Si dà atto che dalle ore 16,49 riassume la presidenza il Presidente Perron.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - L'argomento non è nuovo, perché su questa materia il nostro gruppo ha avuto modo di intervenire più volte nella scorsa legislatura e sin dalle prime battute di questa legislatura. Riteniamo però vi siano i presupposti e l'esigenza per fare il punto della situazione che, secondo noi, cercate di gestire al di fuori dell'esigenza di evidenza e di trasparenza del confronto politico. Confronto che spetta "in primis" a chi come noi, non facendo parte della maggioranza, sta per definizione all'opposizione di questa maggioranza e ha fra i suoi compiti preminenti quello del controllo. Quando avevamo affrontato l'ultima volta questo argomento, il Presidente della Regione aveva detto che suo intendimento sarebbe stato quello di arrivare alla definizione dell'intera materia nel corrente anno. Possiamo dire che facciamo la semestrale per quanto riguarda i bilanci delle aziende - e qui comunque di aziende si tratta - e, dalle situazioni che abbiamo potuto seguire, non vi è molta soddisfazione da parte nostra, perché ci sembra di capire che l'attività politica principale che questa Giunta ha messo in piedi su questo argomento sia stata essenzialmente dettata dalla preoccupazione di smantellare quel meccanismo difficile, che non aveva funzionato, ma di riservarsi con tempi più comodi e più lunghi di creare un meccanismo nuovo. Siamo perciò nel paradosso che, a fronte di una situazione, e mi riferisco alla legge n. 1/1998, che è l'ultimo tassello di un percorso che non ha funzionato nel tempo... le convenzioni, le leggi generali di riferimento... nello scorso Consiglio abbiamo votato quella leggina di 2 articoli, che stabiliva 15 giorni fa l'abrogazione della legge n. 1/1998, ma a decorrere dal 1° gennaio 2005. È una procedura quanto meno curiosa, anche perché contestualmente è stata votata dalla maggioranza di questo Consiglio una legge che statuisce un principio abbastanza generale e con ampio margine di discrezionalità in capo soprattutto all'Esecutivo di mettere in piedi una S.p.A. o di demandare a una società di capitali esistenti tutta la problematica gestionale di questa vicenda.
Non vi sono tempi certi, l'unico tempo certo è che al 1° gennaio 2005 la legge n. 1/1998 non avrà più vigenza; non vi sono tempi certi, dicevo, per la costituzione di questo nuovo soggetto a cui verranno conferiti i beni immobiliari a destinazione produttiva industriale, anche se per forza di un ragionamento logico dovrebbe avvenire prima dell'abrogazione della legge n. 1/1998. È evidente che il 1° gennaio 2005 sarà a un anno da quel punto che avevamo fatto 6 mesi fa, cioè gennaio 2004. Abbiamo visto che già a dicembre la Giunta aveva deliberato delle bozze di contratto e fino a poco tempo fa erano poche quelle che erano state sottoscritte, mentre erano più quelle che erano state modificate o addirittura riportate in Giunta, come alcune bozze del luglio 2003 non sottoscritte e poi modificate con le deliberazioni di fine 2003.
Noi vorremmo mettere in chiaro l'insieme di questa vicenda complessa ed ingarbugliata, ci rendiamo conto che siamo in una fase di transizione da un sistema che non funzionava, ma che avevamo capito come avrebbe potuto funzionare, e siamo in "navigazione" verso un sistema che non sapremo come potrà funzionare, perché non ne abbiamo ancora le coordinate di base. Vorremmo allora sapere - ed è questo il senso della prima domanda - come si intende procedere nelle more di questo passaggio di proprietà degli immobili a destinazione industriale, attualmente in proprietà pubblica dell'Amministrazione regionale, alla proprietà di questo nuovo soggetto di tipo privatistico e se in questo intertempo gli uffici competenti - dall'Ufficio legale all'Ufficio patrimoniale e tutti gli uffici che hanno avuto modo di interessarsi a queste vicende - stiano continuando a portare avanti quel lavoro difficile di definizione contrattuale. Vorremmo avere anche un quadro della situazione ad oggi, cioè di quante sono le aziende che hanno firmato ed iniziato a pagare i canoni rispetto alle aziende che non hanno firmato o a quelle che, pur avendo firmato, i canoni ancora non li stanno pagando.
Il terzo punto di questa vicenda ci porta a ricordare che, al di là di quelle che possono essere le simpatie o le predisposizioni e le inclinazioni di ognuno di noi verso un settore o verso l'altro, stiamo comunque parlando di denari pubblici; sarebbe opportuno che, nella consapevolezza che avevamo già espresso a gennaio, non si andasse ad infierire e a "prendere per il collo" mettendo in difficoltà aziende che già sono in difficoltà, ma che si evitasse di continuare ad accumulare situazioni debitorie che diventeranno sempre più difficili da recuperare nel loro complesso.
Quello che avevamo già indicato a gennaio perciò lo ribadiamo 6 mesi dopo, soprattutto alla luce di quei risultati che riteniamo essere ancora abbastanza scarsi in termini assoluti - ma poi il Presidente ci darà contezza -, ovvero se non sia il caso di utilizzare un meccanismo - spesso usato nell'ambito della contrattazione del settore privatistico - che consiste nell'individuare, nelle more di definire criteri e puntualizzare i canoni, un canone sicuramente inferiore a quello che può essere... ma che interrompa questa situazione di tolleranza da parte dell'Amministrazione regionale di un'occupazione senza titolo ed impropriamente a titolo gratuito, in quanto anche non dovuta, ma in quanto anche situazione che crea una disuguaglianza fra tutti quei soggetti che sono in affitto da privati e che il canone lo mettono fra i loro costi fissi.
Queste in sintesi sono le questioni che solleviamo su una vicenda che non è nuova, auspichiamo che le risposte possano essere puntuali per darci un quadro preciso della situazione che si andrà delineando nei 6 mesi di transizione per arrivare al nuovo corso. Alla luce delle risposta che il Presidente vorrà fornire, ci riserviamo ulteriori valutazioni.
Président - La parole au Président de la Région, Perrin.
Perrin (UV) - Pour ce qui est des mesures que la Région estime adopter dans l'attente du transfert de la propriété de ses immeubles à usage industriel à une société de capitaux en cours de constitution, je peux vous garantir que les procédures sont déjà engagées, suivant les modalités visées à la délibération du Gouvernement régional n° 1227 du 31 mars 2003 visant la régularisation des rapports avec les entreprises industrielles qui utilisent des immeubles appartenant à la Région. La structure compétente estime être en mesure de les mener à terme avant le 31 décembre 2004, c'est-à-dire avant l'entrée en vigueur de la loi abrogeant la loi régionale n° 1/1998 et de la nouvelle loi attribuant à une société par actions la propriété des immeubles appartenant à la Région et destinés à des activités productrices. À cette date les contrats de location prévus par la loi régionale n° 1/1998 auront été signés, les dossiers en souffrance auront été traités et les actions en justice nécessaires auront été engagées contre les entreprises opposées à cette régularisation et ce en vue de sauvegarder les droits de l'Administration régionale.
Pour ce qui est des situations restant à régulariser, je fais un bref rappel: 23 entreprises utilisaient sans contrat des immeubles appartenant à la Région; pour 8 d'entre elles, les procédures administratives se sont déjà conclues par une régularisation, accompagnée de la passation d'un contrat de location. En outre le Gouvernement régional a déjà approuvé les contrats de location afférents à 9 entreprises et la structure compétente est engagée à assurer les garanties qu'elles entendent constituer en vue du règlement de leurs dettes. Il faut ajouter à cela le cas des anciens associés de la Coopérative "Saint-Ours", qui est actuellement en liquidation, qui occupent toujours un bâtiment à Villeneuve - au titre d'entreprises unipersonnelles désormais - et pour lesquels il faudra établir des baux individuels, parce qu'il y a différentes situations. Quant aux 6 dossiers restants, ils sont actuellement en cours d'instruction.
Pour ce qui est de la troisième question, c'est-à-dire l'établissement d'une indemnité d'occupation temporaire dans l'attente de la signature d'un bail - dispositif qui permettrait d'éviter l'accumulation de dettes supplémentaires -, je rappelle que cette indemnité est fixée par la loi régionale n° 1/1998 et que les entreprises concernées sont au courant de son existence, certaines d'entre elles ont d'ailleurs déjà procédé au versement d'avances. Compte tenu du fait que les contrats devraient être signés pendant que la loi régionale n° 1/1998 est encore en vigueur, l'établissement d'une autre indemnité d'occupation temporaire contreviendrait à la loi en question, selon laquelle, incidemment, l'indemnité est calculée à partir des mêmes critères que les loyers. L'objectif donc c'est celui de conclure, pour arriver à déterminer les loyers pour ceux qui ont encore à être déterminés, parce que cette phase temporaire n'irait pas résoudre la situation. C'est un peu le cadre très synthétique, mais très précis de la situation des entreprises quant à l'utilisation des immeubles appartenant à la Région.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Molto brevemente. Nel prendere atto dei dati che il Presidente ci ha fornito e del percorso che sinteticamente ha tratteggiato, riteniamo di fare alcune considerazioni: la prima, a gennaio 2004, 6 mesi fa, avevamo 12 contratti approvati e 2 firmati; 6 mesi dopo i contratti firmati sono 8 su 23 regolari, ci dice il Presidente ma, come al solito, su queste situazioni abbiamo dei dati che non tornano, perché avevamo dei dati maggiori e ci riserveremo di tornarci sui numeri perché a noi risultavano più di 30 le aziende che non erano in regola con le locazioni...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... perciò sono 23 più quelle, perciò supereranno le 30... al di là dei dati che non collimano, perché avevamo dei numeri maggiori, sui 23 che il Presidente ha censito rileviamo che 1/3 di queste situazioni in 6 mesi sono state regolarizzate. Auspichiamo che vengano regolarizzati in questi ulteriori 6 mesi i 2/3 di contratti che non sarebbero ancora regolarizzati rispetto a quel dato, però tenga presente questo fatto, Presidente: che avete creato un meccanismo diabolico, perché al 1° gennaio 2005, se gli uffici non hanno portato a compimento la regolarizzazione dei contratti sulla base della legge n. 1/1998, i contratti non definiti al 31 dicembre non potranno più essere definiti su quei presupposti che erano stati - ritengo - adottati per quelli chiusi prima, cioè la legge n. 1/1998. Da quello che lei ci dice, vi è la volontà politica di consegnare a questo nuovo soggetto non solo gli immobili, ma i contratti già firmati, il problema di tipo amministrativo è che, se i contratti non vengono chiusi al 31 dicembre, non possono più essere chiusi su quei presupposti di una legge che nel frattempo viene abrogata. È importante che di questo vi sia consapevolezza, perché in 6 mesi ne è stato chiuso un terzo, dubito che con l'estate alle porte si riescano a chiudere il doppio dei contratti non chiusi nei primi 6 mesi...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... abbiamo capito che diventa il contenzioso, ma se è per quello il contenzioso è da 10 anni, Assessore, che dovrebbe essere in piedi, perché la storia è lunga, non nasce nel 2003, ma nasce fra l'inizio e la metà degli anni '90, quando vi erano già delle convenzioni firmate, che dicevano certe cose su come dovevano essere conteggiati quei contratti di locazione, fra queste anche il prezzo di locazione lo faceva l'Ufficio patrimoniale. Per evitare il contenzioso la Giunta di allora inventò il meccanismo della legge n. 1/1998 che, nonostante lei l'abbia definita nello scorso Consiglio "non agevolativa", nei fatti lo era e lo è. Evidenzio un altro paradosso di questa vicenda: è vero che abbiamo l'onere di rispettare le leggi e magari le rispettassimo tutte, perché non sempre - soprattutto voi - lo sono e lei, Assessore Marguerettaz, è un campione nell'interpretare le leggi più che nel rispettarle, ma è difficile sostenere una posizione di un'Amministrazione regionale, che deve incassare dei soldi - questa, Assessore Marguerettaz, è materia sua - e, anziché incassare i soldi, finanzia i propri debitori. Qui abbiamo delle aziende che continuano a percepire miliardi di vecchie lire per finanziamenti a vario titolo essendo debitori nei confronti dell'Amministrazione regionale. Anche queste considerazioni forse dovrebbero essere fatte, tenendo presente sempre che in campo civilistico e - senza voler andare a scomodare l'istituto della compensazione - nella gestione dei rapporti economici a mutuo sappiamo che i mutui vengono erogati trattenendo già una quota, di conseguenza l'importo non viene mai erogato per l'intero.
Forse una suggestione, Assessore: a certe aziende erogare finanziamenti, decurtandoli di percentuali significative sulle esposizioni debitorie, vorrebbe dire non penalizzare le aziende, ma far capire che non si possono prendere finanziamenti mantenendo delle esposizioni di questo tipo. Questa suggestione, fra l'altro, non è "campata per aria", Assessore, perché vi è più di una regolamentazione nella legislazione nazionale che vieta addirittura alle aziende di ottenere agevolazioni riconosciute per leggi - mi riferisco alle agevolazioni fiscali che lei ben conosce o alle agevolazioni previdenziali che lei altrettanto ben conosce - se hanno posizioni debitorie nei confronti dello Stato, nel senso che deve essere fatta una dichiarazione di regolarità contributiva, fiscale e quant'altro. Non penso che sia una suggestione improponibile, che possa fare dello scandalo facile o della demagogia sul fatto che si voglia "mettere il cappio al collo" di queste aziende, ma un meccanismo va trovato, perché l'esposizione teorica - poi vedremo a quantificazione finale dei contratti chiusi - superava i vecchi 40 miliardi di lire. L'Amministrazione regionale, a fronte di un'esposizione del genere, dovrebbe forse valutare se non sia il caso di mettere in atto delle procedure che la possano cautelare, perché probabilmente, Presidente, il motivo per cui i nostri dati non collimano è che 23 sono le situazioni irregolari superstiti, di queste aziende diverse le abbiamo perse per strada perché sono saltate, sono fallite, hanno chiuso, sono andate in contenzioso, perché il dato che avevamo a marzo 2003 era stimato fra le 39 e le 40 aziende. È ovvio, vi sono di mezzo fallimenti datati di aziende che scendono per la media e bassa Valle, di conseguenza il rischio di trascinare questa posizione economica aperta comporta anche il rischio alla fine di finanziare dei soggetti che, dal punto di vista economico-imprenditoriale, non sono più in grado di reggere al mercato; questa è un'ulteriore responsabilità che cade in capo a chi eroga i finanziamenti. Rimarremo con "gli occhi aperti" su questa vicenda, perché riteniamo sia dovere dell'Amministrazione e nostro evitare che vengano fatti sconti a soggetti... e non norme che agevolino l'intera categoria.
