Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 703 du 23 juin 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 703/XII - Ritardi nell'avvio della "Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales". (Interpellanza)

Interpellanza

Osservato che ad oltre due anni dall'approvazione della legge regionale n. 7/2002 ("Riordino dei servizi camerali della Valle d'Aosta") la "Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales" è ben lungi dall'essere operativa;

Preso atto che, da più parti, si addebitano i ritardi accumulati a problemi tecnici e burocratici;

Ritenuto opportuno conoscere lo stato della situazione e sapere delle ragioni che hanno comportato e stanno comportando evidenti ritardi;

Ribadite le perplessità già evidenziate in occasione dell'approvazione della riforma dei servizi camerali;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) quali sono le ragioni (politiche, tecniche e/o burocratiche) che hanno ritardato e tutt'ora ritardano l'"iter" per il concreto avviamento della "Chambre";

2) quali iniziative intende eventualmente assumere per recuperare il tempo perduto.

F.to: Curtaz

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - Nel rispondere vorrei ribadire come non vi siano ragioni politiche nell'avvio della "Chambre" in quanto questo Consiglio ha votato una legge che si sta, ovviamente, applicando. Abbiamo avuto recentemente un incontro con il Consiglio camerale per ripuntualizzare alcune questioni. I tempi previsti dalla legge vanno intesi come termini ordinatori e non perentori. Cosa prevedeva la legge? Articolo 14, comma 1: "la nomina dei componenti del Consiglio della "Chambre" deve avvenire entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge"; articolo 15, comma 1: "il trasferimento delle funzioni di cui all'articolo 1 deve completarsi nel termine di 18 mesi dall'elezione del Consiglio della "Chambre"". Con riguardo al primo termine - nomina del Consiglio della "Chambre" - si è registrato un ritardo di quasi 4 mesi; infatti il Consiglio camerale è stato nominato con decreto del Presidente della Regione il 20 febbraio del 2003, mentre la legge regionale è entrata in vigore a fine giugno 2002. Rispetto a ciò occorre evidenziare che il decreto del Ministero delle attività produttive, che dichiara rispondenti ai requisiti di cui al DPR n. 472/1995 i dati relativi al numero delle imprese, all'indice di occupazione e al valore aggiunto - necessari per distribuire fra i diversi settori i seggi del Consiglio camerale - è datato 20 dicembre 2002; per l'assegnazione dei seggi del Consiglio camerale, è necessario avere un apposito decreto del Ministero delle attività produttive: questo è conseguente alla legge nazionale, che è operante anche sul territorio regionale (la n. 5/1985). La richiesta di approvazione e di pubblicazione è stata inoltrata dagli uffici dell'Assessorato al Ministero in data 19 luglio 2002 ed è stata pubblicata il 19 dicembre 2002 sulla Gazzetta ufficiale; sono occorsi 5 mesi per la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e ciò spiega completamente il ritardo di 4 mesi. Si noti, peraltro, che risultano particolarmente complesse le procedure di individuazione e di valutazione del peso relativo delle associazioni e delle organizzazioni aventi titolo ad indicare propri rappresentanti in seno al Consiglio, ma che comunque tali procedure si sono svolte in tempi relativamente brevi e il ritardo perciò non può essere imputato all'attività svolta dagli uffici regionali.

La nomina del Consiglio camerale, di per sé, non ha però reso immediatamente operativo il Consiglio medesimo e quindi non ha avviato il periodo di 18 mesi previsto dalla legge per la realizzazione della fase di transizione; infatti, il Consiglio camerale per essere operativo necessitava della nomina del suo Presidente e della nomina dei rappresentanti camerali in seno al Comitato paritetico, chiamati a svolgere, unitamente al Presidente, anche le funzioni di Giunta camerale provvisoria. Rispetto a questa questione ho già ampiamente risposto ad un'interpellanza posta dal gruppo della "Stella Alpina", in quanto il ritardo che si è verificato proprio nella fase di nomina del Presidente era dovuto al fatto che, trovandoci in imminenza delle elezioni, lo scorso anno si era deciso, su richiesta delle associazioni di categoria, di andare all'elezione successivamente alle elezioni, quindi con l'avvio della nuova legislatura. Il Presidente è stato nominato il 27 ottobre 2003 e i componenti di parte camerale sono stati nominati il 5 dicembre 2003, infine il Comitato paritetico è stato nominato nel gennaio 2004; pertanto i 18 mesi della fase di transizione vanno conteggiati da quando gli organi incaricati di attuarla sono stati resi operativi, quindi gennaio 2004. È stato successivamente nominato l'organismo tecnico di supporto al Comitato paritetico e gli esperti stanno progettando la fase di transizione con riguardo alla redazione dello statuto e del regolamento della Camera di commercio, all'individuazione della sede, alla predisposizione del bilancio e all'individuazione della dotazione organica della "Chambre".

Ultima domanda: "quali iniziative intende eventualmente assumere per recuperare il tempo perduto". È vero che la ricostituzione di un organismo che non era più costituito, almeno nei termini con i quali è stato configurato dalla legge del 1946, un po' di tempo lo ha occupato. Si tratta ora di utilizzare al meglio il tempo, sapendo che l'obiettivo è quello di far sì che, a partire dall'anno prossimo, possa essere operante la Camera; lo stesso Consiglio camerale ha fissato nel giugno 2005 l'obiettivo del trasferimento delle funzioni. Da parte dell'Amministrazione regionale vi è la disponibilità a concludere la fase di transizione nei tempi previsti (giugno 2005), e in quest'ottica va letta la proposta di legge che il Consiglio esaminerà successivamente, relativa al finanziamento della Camera di commercio attraverso un apposito disegno di legge. Questo è un elemento ulteriore che consente l'attivazione della Camera, che comporta la costituzione di fatto della Camera con proprio statuto, bilancio e regolamento a partire dal gennaio 2005 e il trasferimento delle funzioni entro il giugno 2005.

Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Prendiamo atto della risposta che ci ha voluto dare l'Assessore, ribadendo e rinnovando le perplessità sulla legge che è stata approvata dal Consiglio nel 2002. Prendiamo atto con piacere che non vi sono ragioni politiche che giustifichino i ritardi e che quindi tali ritardi sono di carattere tecnico e burocratico in sostanza; certo che sono dei ritardi che renderanno - sempre che non se ne accumulino altri - operativa la "Chambre" a tre anni e mezzo dall'approvazione della legge, che ci sembra un lasso di tempo piuttosto consistente. È pur vero che l'Assessore ha ribadito - e penso che il suo ragionamento dal punto di vista giuridico non faccia una grinza - che non si trattava di termini perentori, ma di termini ordinatori; è ben vero tuttavia che tre anni e mezzo per costituire questo organismo, che da molti è ritenuto utile e necessario per l'economia della nostra Regione, ci sembra un periodo troppo ampio.

L'Assessore ha ripetuto quelli che sono stati a suo avviso i ritardi finora accumulati, alcune osservazioni sono peraltro anche condivisibili, anche se i dati che ci ha indicato per il futuro non portano a quell'auspicio che era implicito nell'interpellanza, là dove si chiedeva quali iniziative si intendono assumere per recuperare il tempo perduto. L'Assessore ha fatto riferimento a delle iniziative, non ultima quella del finanziamento che verrà discusso con la legge posta successivamente all'ordine del giorno, ma apprendiamo che anche questa iniziativa non consentirà di recuperare il tempo perduto perché, ben che vada, la "Chambre" sarà operante nel giugno 2005, quindi si saranno impiegati tutti quanti i 18 mesi decorrenti dal gennaio 2004. In definitiva è un iter che non ci può lasciare soddisfatti, un iter che ricorda burocrazie "pesanti" e quindi ci deve anche far riflettere - ma questo è un discorso più generale, che esula dall'interpellanza in esame - su come in genere la burocrazia regionale sia avvertita in maniera non solo fastidiosa, ma pesante e lenta, direi che questa vicenda ci dimostra tutti i problemi che questo stato di cose pone. Questo a voler essere ottimisti e a voler prendere per buone le indicazioni dell'Assessore, in riferimento al quale non dubitiamo della buona volontà che ci è stata anche oggi espressa, anche se il recente passato di questa vicenda ci fa forse dubitare che anche il termine del giugno 2005, che pure ci sembra assai lontano rispetto alle esigenze che vengono manifestate, sia un termine a rischio.