Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 702 du 23 juin 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 702/XII - Corso di formazione post diploma per "tecnico della promozione turistica e culturale". (Interpellanza)

Interpellanza

Preso atto dell'attivazione del corso di formazione post diploma, "Tecnico della promozione turistica e culturale", finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo;

Ritenuto che l'inserimento di tale corso all'interno del programma regionale di formazione risponde a possibili prospettive di occupazione nella nostra regione;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interpella

la Giunta per conoscere:

1) quanti sono i partecipanti al corso e quale la durata di tale corso;

2) quali sono gli eventuali ambiti lavorativi in cui possono essere utilizzate le competenze acquisite a conclusione di tale corso di formazione;

3) se si intende far ricorso a tali competenze anche per attività in capo all'Amministrazione regionale, specie nel settore culturale.

F.to: Squarzino Secondina

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Volevo porre l'attenzione oggi su un corso di formazione post-diploma che è finanziato con i fondi sociali europei; la sua attivazione sicuramente si basa su un minimo di ricerca di mercato, di individuazione di bisogni. Credo vi sia stata una rilevazione di quali sono le esigenze in ambito culturale, turistico, per vedere di quali figure si ha bisogno, quali sono le competenze che queste figure dovrebbero avere, quindi, sulla base di questi elementi, come può essere strutturato questo corso.

Vorrei solo ricordare che sicuramente siamo per la formazione, quindi ogni volta che si destinano risorse per la formazione riteniamo siano risorse ben spese, nel senso che sono per un obiettivo che sicuramente fa crescere la persona, quindi, in prospettiva, il capitale umano, che è la risorsa più importante del nostro sviluppo economico e culturale; credo però che, quando si individuano dei corsi di formazione, si abbia anche presente un progetto di sviluppo più ampio, qual è il contesto entro cui sia il settore culturale, sia il settore turistico intendono svilupparsi e sulla base di questi si possano individuare le figure professionali necessarie, che magari non esistono ancora sul mercato, che vanno ridefinite, che vanno meglio preparate.

Penso - tenendo conto anche dei pochi elementi che ho a mia disposizione - che i privati possono trovare figure professionali di cui magari necessitano, ma anche l'Amministrazione potrebbe aver bisogno di queste figure, quindi è interessante capire se anche l'ente pubblico ha definito se intende o meno utilizzare tali competenze professionali ed eventualmente in che ambito e come intende farlo. Il nostro intento era quindi avere una ricognizione dell'insieme dei problemi a cui attiene la figura professionale che emerge da questo corso di formazione per capire perché si è scelta questa figura, quale tipo di competenze avranno a conclusione del corso e come queste competenze potranno trovare sul territorio regionale, ma non solo, una loro eventuale collocazione.

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - Le questioni poste sono tre, la prima riguarda: "quanti sono i partecipanti al corso e qual è la durata di tale corso". Il progetto FSE "Formazione post-diploma: Tecnico della promozione turistica e culturale" fa riferimento, nell'ambito delle azioni formative previste dalla "misura C3" del "POR Valle d'Aosta", alla tipologia di azione denominata "Percorsi professionalizzanti post secondari". L'azione è rivolta prevalentemente ai giovani in uscita dalla scuola secondaria superiore ed è finalizzata a ridurre il "gap" tra la domanda e l'offerta di lavoro attraverso l'acquisizione di competenze di area professionale aggiuntive a quelle acquisite normalmente nei percorsi scolastici e maggiormente richieste dalle aziende del settore di riferimento, in seguito illustrerò in che modo viene fatta l'analisi dei fabbisogni. Si intende in tal modo incrementare l'occupabilità dei diplomati, favorendone l'inserimento lavorativo. Il percorso formativo, rivolto a 15 partecipanti, è costituito da un segmento di attività d'aula della durata di 200 ore e da un tirocinio della durata di 520 ore presso aziende turistiche ed enti pubblici/privati, interni/esterni alla Regione ed è stato avviato il 31 di maggio, quindi si sono già svolte 3 settimane di corso.

"Quali sono gli eventuali ambiti lavorativi in cui possono essere utilizzate le competenze acquisite...": le competenze acquisite con la partecipazione al progetto di formazione sono spendibili in attività lavorative autonome - consulenza alle imprese e ad enti -, come dipendente di aziende ricettive turistiche, agenzie di viaggio, enti del turismo, associazioni culturali, o come operatore o socio di cooperative operanti nel settore, in ambiti di attività come l'animazione e la promozione turistica e la gestione di progetti turistici; sono altresì spendibili a vario titolo nelle aziende di informazione e accoglienza turistica e nei consorzi di operatori turistici, nonché nell'attività di guida turistica previo conseguimento della relativa abilitazione.

Per quanto riguarda la terza domanda: "se si intende far ricorso a tali competenze anche per attività in capo all'Amministrazione regionale, specie nel settore culturale", vorrei innanzitutto precisare che ogni progetto viene valutato dalla commissione costituita da esperti esterni e dai vari responsabili di misura e dell'autorità di gestione del "POR", quindi dell'agenzia, mentre l'analisi del fabbisogno e del contesto in cui si dovrebbe inserire il corsista al termine dell'iniziativa è a cura dell'ente proponente, in questo caso il "KNOS FAP", che ha fatto l'analisi dei fabbisogni e che in questo ha fatto riferimento a dati presenti nella Regione, a partire dai documenti che vengono elaborati dall'Osservatorio sul mercato del lavoro; nel caso specifico il "KNOS FAP" scrive nel progetto:

"Questa figura professionale trova collocazione negli enti pubblici e privati, agenzie di viaggio, enti del turismo, comuni e comunità montane, associazioni di categoria, associazioni culturali, strutture alberghiere e può svolgere il proprio ruolo sia come dipendente di tali strutture, sia come operatore di cooperative che agiscono nel settore turistico, sia autonomamente come consulente; egli svilupperà capacità e competenze professionali che gli permetteranno di prendersi carico del cliente e di gestirne il rapporto in fase di informazione/promozione/fruizione dell'offerta turistica. Il suo percorso professionale lo porterà a svolgere una funzione di interfaccia tra il cliente e la struttura turistica e/o l'offerta turistica, per meglio soddisfare le esigenze e gli interessi manifestati dai diversi "target". In seguito ad una solida esperienza lavorativa, gli allievi potrebbero dar vita ad un'attività di gestione di strutture turistico-alberghiere e/o di apertura di nuove imprese produttive nel settore dei servizi alla persona e del tempo libero."

È evidente che la commissione dell'agenzia ha ritenuto questa analisi, unitamente alla proposta didattica, valida e idonea al finanziamento. Risulta altrettanto evidente che, per quanto attiene all'utilizzo dell'Amministrazione regionale di queste figure professionali, partendo dal presupposto che un ulteriore incremento degli organici regionali non sia auspicato da nessuno, le assunzioni nella pubblica amministrazione - in particolare nella Regione, nel comparto unico - seguono le regole previste dalla legge n. 45. Queste figure professionali, quindi le certificazioni di competenze e di crediti, come in questo caso, gli stessi "IFTS", le qualifiche post diploma, la laurea triennale non sono attualmente previste né come titoli, né sotto altra forma all'interno della legge n. 45. È altrettanto vero che è in fase di elaborazione una modifica della legge n. 45 che deve tener conto anche di questo elemento, cioè del fatto che sono comparsi tutta una serie di titoli, che vengono rilasciati dal sistema della formazione professionale oppure dal sistema dell'istruzione, tali che devono trovare un riconoscimento anche nei confronti di chi vorrà sostenere dei concorsi pubblici. Nel caso specifico il corso non rilascia alcuna qualifica ma, come già evidenziato in precedenza, un attestato di competenze spendibili nei diversi contesti lavorativi. Per quanto riguarda il sistema della certificazione delle competenze, in Italia è ancora in fase di sperimentazione. La Valle d'Aosta ha partecipato - e continua a farlo - a sperimentazioni condotte da "ISFOL" su queste tematiche, ritenendole strategiche per il futuro del sistema nel suo complesso (formazione professionale e mercato del lavoro). Il corso comunque prevede già un modulo di tirocinio che si potrà svolgere anche in strutture pubbliche, come del resto avviene per numerose iniziative nel settore del terziario e, in particolare, in quello dei servizi alla persona. I tirocini sono in fase di progettazione da parte della struttura proponente l'iniziativa, il "KNOS FAP", che ci ha comunicato che si svolgeranno prevalentemente in strutture alberghiere, partendo dal presupposto che il titolo richiesto in ingresso era il diploma di scuola media superiore, con priorità al diploma rilasciato dagli istituti superiori di istruzione professionale indirizzo turistico-alberghiero.

L'auspicio che si può fare, quindi, è che questo sia un corso di formazione che consenta di migliorare l'offerta dal punto di vista del settore privato, perché uno dei problemi che abbiamo nei diversi settori economici è quello di avere un personale più qualificato. Se la prevalenza dei frequentatori del corso ha conseguito un diploma nel settore turistico-alberghiero, è bene che lo esercitino in quel settore, non tanto nella Regione, che non ha, fra i suoi compiti, la gestione degli alberghi.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Prendo atto delle risposte, del fatto che è stata effettuata un'analisi dei bisogni da parte dell'ente proponente e che l'Agenzia del lavoro ha individuato all'interno del proprio programma il settore in cui tale proposta poteva essere accolta. A me rimangono alcune perplessità e voglio esplicitarle, anche perché sono problemi che riguardano l'insieme della formazione professionale, di cui talune volte abbiamo parlato e di cui parleremo ancora. Forse si tratta qui di capire bene il coordinamento fra le varie figure professionali esistenti, di vedere di quali figure professionali si necessita.

Lei mi ha detto che queste persone possono fare anche la guida turistica previo corso, ma non credo che per fare la guida turistica avessero bisogno di frequentare questo corso post diploma, perché di questo si tratta, quindi bisogna avere almeno un diploma per poter partecipare a questo corso ed è la stessa cosa richiesta per poter partecipare al corso per guida turistica. Anche qui il dire: "questo corso post diploma mi consente di accedere al corso per guide turistiche a cui potrei già accedere senza questo corso" mi sembra denoti una non chiarezza nelle varie figure professionali di questo settore, per cui varrebbe la pena di fare una verifica delle varie figure professionali. Deve essere chi ha in mano i finanziamenti a dare l'okay ad un corso o ad un altro, capire all'interno del quadro più generale dove si colloca e se quel bisogno che è stato rilevato riguarda un bisogno che nessun altro ancora ricopre; secondo me, andrebbe rivolta questa attenzione al sistema complessivo della formazione, anche per chiarire bene cosa possono fare. Credo che queste persone non sappiano quale destino li aspetta, nel senso che hanno visto questo corso e si sono detti che forse poteva essere interessante, ma non sanno neanche bene loro come poter essere collocati.

Lei ha detto che la Regione non ha bisogno di queste figure; se è vero, come lei ha detto, che queste sono professioni che sono un'interfaccia tra i clienti e la struttura, che è turistica, ma anche culturale, perché qui il corso è chiaro: tecnica, promozione turistica e culturale, quindi ha entrambi i due versanti... mi chiedo se la Regione, anche laddove gestisce direttamente alcuni servizi e lo fa, se non ha bisogno di queste figure da interfaccia fra il cliente e la struttura turistica, perché sarebbe utile anche spiegarlo, verificare se vi è un bisogno all'interno della struttura, per poterlo poi dire anche a questi corsisti, altrimenti si rischia che questi passino il loro tempo a studiare, che questo corso finanzi un ente promotore di corsi - che va anche bene perché dà lavoro a della gente -, ma che la ricaduta sul sistema economico complessivo regionale non sia così chiara ed immediata.

Sono poi molto preoccupata per la fatalità con cui lei accetta il fatto che tutti questi corsisti acquisiscano delle competenze che poi la Regione non è in grado di valorizzare nel momento dell'accesso...

(interruzione dell'Assessore Ferraris, fuori microfono)

... lei ha detto che sarebbe importante, ha detto che stanno studiando, ma queste cose le ha dette il 5 novembre 2003 quando, a fronte di un'iniziativa sempre riguardo ai corsi post diploma e "IFTS" avviati in Valle dal 2000, ha tutto spiegato come poteva valorizzare le loro competenze, poi, parlando del problema del settore pubblico, anche allora aveva detto le stesse cose: "è in fase di definizione, di sperimentazione, il certificato non costituisce oggi un riconoscimento nel senso di automaticamente utilizzabile nei concorsi pubblici, stiamo studiando la revisione della legge n. 45". Non si può giocare sulla pelle di oltre 2.000 corsisti in Valle! E per tutti vi è questo problema, a cui si sta studiando all'interno della legge n. 45 da almeno 6 mesi. Ora, non credo che su questo tema specifico dei titoli, che vengono valutati ai vari momenti di accesso ai bandi di concorso pubblici, non possa essere inserito qualcosa; non credo sia necessario fare la riforma dell'intera amministrazione per inserire alcuni di questi titoli, tanto più che lei stesso ha detto che in alcuni casi si potrebbe individuare già fin da subito la spendibilità all'interno di singoli bandi di concorso, allora cominciamo a farlo, altrimenti non diamo delle risposte chiare a questi corsisti e non diamo delle risposte serie.