Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 553 du 22 avril 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 553/XII - Valutazione sull'operato del Direttore generale della Casa da gioco di Saint-Vincent. (Interpellanza)

Interpellanza

Considerato il difficile momento di mercato che colpisce la Casa da Gioco di Saint-Vincent;

Evidenziato il calo sensibile di presenze registrato nell'ultimo periodo di gestione;

Preso atto della delicata situazione creatasi dall'indagine della magistratura nella quale l'immagine del Casinò non ne giova;

Considerate le dichiarazioni dell'Assessore che ritiene in dirittura d'arrivo la trattativa per l'acquisto del Grand Hotel Billia;

Evidenziate le dichiarazioni dello stesso che anticipano dopo il deficit del 2003 anche uno sbilancio d'esercizio molto probabilmente anche per il 2004;

Considerato che è stato completamente rinnovato il consiglio di amministrazione mentre è rimasto in carica il direttore generale responsabile dei bilanci della Gestione Straordinaria del Casinò prima e della nuova Casinò S.p.A. oggi;

Considerata la necessità di un rilancio immediato della Casa da Gioco attraverso un nuovo piano di sviluppo con nuove risorse e nuove strategie;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente al fine di conoscere:

1) quale giudizio esprime sulla gestione della Casa da Gioco attuata dall'attuale direttore generale;

2) quali sono i motivi che hanno indotto il Consiglio di Amministrazione a congelare di fatto il ruolo del direttore generale;

3) se non ritiene centrale, nel rilancio della Casa da Gioco la figura del direttore generale quale responsabile del nuovo piano di sviluppo necessario all'azienda.

F.to: Lattanzi - Tibaldi

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Questa interpellanza, per i rinvii continui, potrebbe sembrare datata, invece l'Assessore sa perfettamente che è diventata di assoluta attualità - nella vita ci vuole anche un po' di fortuna...! - proprio per le decisioni in materia di Casinò da lui annunciate in queste ultime settimane.

Voglio subito dire che il primo quesito, "quale giudizio esprime sulla gestione della casa da gioco attuata dall'attuale direttore generale", è una domanda provocatoria, perché conosciamo tutti i giudizi che sono stati espressi sulla gestione di questi ultimi anni, anzitutto da noi come opposizione. Per la verità, per qualche anno vi è stata una copertura politica, ma i bilanci in rosso per tutti questi anni avevano già dato un giudizio sulla gestione dell'attuale direttore generale. Dico per inciso che non ho assolutamente nulla contro il Dott. Roberto Trentaz come persona, sto parlando del Direttore generale della casa da gioco, che ha sistematicamente presentato dei bilanci - è vero in un momento di mercato particolare -, ha prodotto dei dati sistematicamente in rosso che, come consiglio di amministrazione, noi abbiamo dovuto ripianare e, quando altre case da gioco crescevano, la nostra, purtroppo, perdeva quote di mercato.

Voglio invece affrontare i due quesiti che ritengo importanti, proprio alla luce di quelle comunicazioni che l'Assessore ci ha fatto in queste settimane. Il primo riguarda i motivi che hanno indotto il Consiglio di Amministrazione a congelare di fatto il ruolo del direttore generale. Abbiamo appreso dall'Assessore la notizia che si passerebbe da una struttura verticale ad una struttura orizzontale, così si è espresso spiegando quali potevano essere le prospettive di riorganizzazione del consiglio di amministrazione neo-eletto. Noi vorremmo capire bene che funzionalità ha questa scelta, perché ogni azienda in crisi che ha un radicale cambiamento, come quello che ha avuto e che auspichiamo avrà la casa da gioco - cito per ultima la "Fiat" -, ha anche un cambio gestionale, cioè un'azienda in crisi si presenta con un piano industriale, con una serie di innovazioni nell'organigramma, ma le modificazioni dello stesso sono funzionali al progetto industriale che si presenta. Noi invece riteniamo che, non avendo mai visto il progetto industriale e stando ancora qui ad aspettare in ansia la presentazione del progetto di sviluppo, sia quanto meno anomalo cambiare la "macchina" senza aver definito qual è la direzione. Noi quindi chiediamo, visto che di fatto si è congelato questo ruolo nell'organigramma della casa da gioco, quali sono le motivazioni alla base di questa scelta. Vorremmo sapere se non ritiene centrale nel rilancio della casa da gioco la figura del direttore generale quale responsabile del nuovo piano di sviluppo necessario all'azienda rispetto all'azionista, ai sindacati, agli istituti che dovranno sostenere finanziariamente questo rilancio. Abbiamo visto con "Parmalat" il ruolo del Dott. Bondi, con "Fiat" il ruolo del nuovo amministratore delegato, figure che si assumono in prima persona la responsabilità di raggiungere questi obiettivi. Abbiamo avuto invece la percezione che la frammentazione delle responsabilità ci possa portare, con il nuovo progetto di sviluppo - se mai riusciremo a vederlo -, a delle responsabilità rimbalzanti: mentre è chiaro che la casa da gioco deve essere rilanciata, non vorremmo che, da qui a qualche anno, vi fosse un rimbalzo di responsabilità proprio per la frammentazione delle stesse, passando da questa organizzazione verticale ad una orizzontale. Questo anche perché la nomina di un direttore generale non precluderebbe la ripartizione orizzontale delle deleghe operative, che verrebbero così a far capo a 5 consigli di amministrazione, per i quali sarà molto difficile stabilire una linea di demarcazione fra una competenza e l'altra. Questa è una perplessità che è stata sollevata anche dai sindacati quando hanno chiesto chi sarebbero stati i loro interlocutori; ora, qualcuno gli risponderà: "parlerete con chi si occupa del personale", ma così non sarà, perché i sindacati dovranno confrontarsi non solo sulle questioni del personale, ma anche sulle scelte strategiche che il consiglio di amministrazione, che si comporrà di 5 manager, dovrà realizzare. Chiediamo all'Assessore di fare chiarezza su questa scelta, in modo da comprendere bene il funzionamento futuro di questa macchina organizzativa e manageriale, ribadendo la nostra perplessità che si siano modificati la carrozzeria, il motore, le gomme, ma che non si sia ancora deciso se si va a Roma o in Africa, perché, a seconda della destinazione, cambia il tipo di carrozzeria di cui si ha bisogno. Vorremmo dunque sapere che tipo di struttura state costruendo, per andare dove.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Avrei innanzitutto due parole da spendere in termini di fortuna, forse è appropriato parlando di Casinò, ma devo dire la verità: sicuramente auguro ogni bene al Consigliere Lattanzi ma, anche se fosse stato presente, non avremmo mosso la classifica, perché le interpellanze sono tutte uguali! Non è questione di fortuna, è che dite sempre le stesse cose e, da un certo punto di vista, chiederei che si passasse dal dire al fare! Sicuramente è un invito che ha una valenza comune, quindi chi si sente più investito di questo... però, d'altra parte, con tutta una serie di interventi capisco che le professionalità in Valle d'Aosta in termini di Casinò sono molte. Credo che dovremmo chiedere al legislatore nazionale di aprire più casinò, perché con tutti questi direttori generali che parlano, con tutte queste competenze che anche quest'aula riesce a manifestare, credo che ci si possa avviare... perché ognuno ha in tasca una soluzione, ha delle competenze, cioè l'Italia è uno Stato di allenatori di calcio e la Valle d'Aosta è una Regione di amministratori di casinò, ognuno credo che abbia qualcosa da spendere. Su queste competenze avrei qualche dubbio...

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

... il sogno è una condizione individuale, per cui ognuno sogna quello che vuole, a meno che non vi siano dei "diktat" dove vi è un'impostazione.

Detto questo, devo ripercorrere l'interpellanza nelle sue premesse, perché presentandola il Consigliere Lattanzi ha ampliato molto il tema, ma vorrei fare alcune puntualizzazioni perché non vorrei dare certe cose per acquisite. Nell'ambito dell'interpellanza si parla di "un momento di mercato che colpisce la casa da gioco", come altre case da gioco, poi vedremo in che misura; di fronte a delle situazioni di difficoltà, chi è più bravo reagisce e chi non reagisce perde delle quote di mercato. "Evidenziato il calo sensibile di presenze registrato nell'ultimo periodo di gestione": ormai il calo di presenze è abbastanza costante nel tempo, quindi non è qualcosa che riguarda l'ultimo periodo. Vi è poi qualcosa di estemporaneo, si dice: "preso atto della delicata situazione creatasi dall'indagine della Magistratura nella quale l'immagine del Casinò non ne giova". Ovviamente, la Magistratura interviene su questioni di ordine penale che afferiscono a responsabilità individuali, non possiamo pensare di estendere la responsabilità penale su tutto un comparto. Lì sono d'accordo con il pensiero del Consigliere Lattanzi: gli ultimi episodi mi hanno sconcertato, mi riferisco agli ammanchi di cassa su cui è necessario approfondire.

Si parla di un deficit del 2003: non ho visto il bilancio di tale anno perché non credo sia ancora stato predisposto, quindi non mi pare opportuno parlare di deficit; ho visto la diminuzione di ricavi, ma questo è un altro discorso. Quando si dice: "uno sbilancio d'esercizio anche per il 2004", ripeto: io non ho ancora visto il bilancio, ma non mi pare che nella gestione ordinaria vi siano deficit nel 2003, vi è una diminuzione di ricavi. Se poi emergono delle poste straordinarie che porteranno il bilancio del Casinò in perdita, questo lo sa il Consigliere Lattanzi, io aspetto la bozza di bilancio che verrà presentata agli azionisti. Nell'ambito del 2004, ho la decade, non abbiamo una perdita in valore assoluto di ricavi, anzi, alla seconda decade del mese di aprile abbiamo 1.454.928 euro in più rispetto al 2003. È pur vero che le ultime 3 decadi hanno visto costantemente perdere rispetto al 2003, per cui, parlando di gioco di azzardo e di calcolo delle probabilità, i ragionamenti vanno sempre fatti su tempi e su archi temporali maggiori. È chiaro che è inopportuno avere delle esaltazioni gridando ad aumenti di ricavi, come è inopportuno fasciarsi la testa; è pur vero - ripeto - che nell'ultimo mese il raffronto ha visto costantemente perdere rispetto alle decadi precedenti. Chiederei quindi un po' più di prudenza nell'analizzare questa situazione.

Entrando nel merito dell'interpellanza, il Consigliere Lattanzi ha già definito la prima una domanda provocatoria; è ovvio, anche perché il direttore generale non è un interlocutore del Consiglio regionale, della Giunta o dell'Assessore, ma è un interlocutore del consiglio di amministrazione. Noi nominiamo, in virtù di una legge regionale approvata da questo Consiglio, un consiglio di amministrazione che, secondo lo statuto della società - inviterei a ripercorrere tale statuto -, ha la competenza di nominare il direttore e i dirigenti, per cui se qualcuno deve dare un giudizio del direttore generale, questo "qualcuno" è il consiglio di amministrazione; noi in quest'aula dobbiamo dare un giudizio sul consiglio di amministrazione, che è quello che deve perseguire gli obiettivi e le linee guida fissate dall'azionista. L'azionista, ovviamente, parla nelle sedi opportune, che sono le assemblee; tutto il resto ha un po' il sapore di "aria fritta".

Si chiede: "quali sono i motivi che hanno indotto il Consiglio di amministrazione a congelare di fatto il ruolo del direttore generale". Il consiglio di amministrazione è entrato in carica il 1° gennaio e ovviamente aveva il compito di monitorare e presidiare tutte le attività insite nell'ambito della casa da gioco. A fronte di questo, il consiglio di amministrazione - non l'Assessore - ha parlato di organizzazioni orizzontali, piuttosto che verticali; l'Assessore ha solo ricordato quello che il consiglio di amministrazione ha evidenziato. Cosa ha evidenziato il consiglio di amministrazione? Una concentrazione di potere decisionale in una figura che nel tempo aveva rivestito il ruolo di amministratore delegato e di direttore generale. Questo tipo di concentrazione di fatto non aveva permesso quello che il consiglio di amministrazione invece intende perseguire: uno sviluppo di una pluralità di competenze che possano andare a presidiare delle aree strategiche dell'ambito del Casinò. Sotto alcuni aspetti, quindi, il consiglio di amministrazione ha ritenuto di proporre un'organizzazione in cui vi è un rafforzamento di aree e di direzioni già esistenti e l'introduzione di aree che, oggi come oggi, non sono presidiate come si aspetta il consiglio di amministrazione. A fronte delle aree tipiche - quelle del personale, del contenzioso, delle manifestazioni -, quindi vi è da rafforzare l'area dove si produce: la Direzione giochi. È un qualcosa che è emerso in un confronto sereno e pacato anche con i sindacati, abbiamo la necessità di avere una regia, cioè un rafforzamento di quell'area e, anche in virtù delle discussioni che abbiamo avuto all'interno di questo Consiglio, un rafforzamento dell'area amministrativa, che è un'area un po' particolare: è un'area amministrativa di un casinò. Ricordo che, per definizione, il gioco di azzardo è illegale, vi sono delle attività che possono essere ricondotte nell'alveo della legalità se vengono fatte in determinati ambienti autorizzati, appunto i casinò. Ecco che è un amministrativo che non deve essere competente esclusivamente in materia di partita doppia, ma deve essere una figura che ha delle competenze specifiche di casinò, quindi essere un finanziere - non un militare, ma un soggetto competente di finanza - e nel contempo un soggetto con competenze in materia di antiriciclaggio, in materia di gioco, un soggetto in grado di gestire nella legalità un'attività particolare. Quello che il Consigliere Lattanzi chiama "congelamento" è un progetto di riorganizzazione; come in qualsiasi struttura che sta affrontando una riorganizzazione, non si vanno ad assumere iniziative straordinarie, ma si fa un'attività di ordinaria amministrazione. Mi pare che non vi sia nulla di straordinario, quindi il congelamento è una fase. Ricordo, come ho detto all'inizio: il 1° gennaio, quindi sono 3 mesi.

Oggi vi è un consiglio di amministrazione, e mi ha fatto piacere che sia stato riconosciuto da parte delle forze lavoro che è presente in azienda, che va nelle sale giochi e nelle aree amministrative. Si tratta quindi di persone che si stanno adoperando per cercare di dare quel contributo che l'azionista ha richiesto. Devo anche esprimere pubblicamente un apprezzamento per persone che qualcuno ha definito: "le persone giuste al posto sbagliato"; vi è un'assunzione di responsabilità che deriva dalla disponibilità ad assumere deleghe in proprio, in modo da avere una trasmissione diretta e immediata fra dirigenti e organo amministrativo, in modo tale da creare questo collegamento. Non sottovaluterei una cosa di questo genere ed è chiaro che anche per queste persone questo rappresenta una scommessa, perché questo tipo di attività non è un'attività che esula dal concetto del rischio di impresa. L'attività del Casinò è un'attività imprenditoriale, quindi la gestione delle risorse finanziarie e umane non ha come risultato un risultato scontato, ma può avere successo o insuccesso. Qui invece qualcuno dà per scontato tutta una serie di cose, che il Casinò sia un qualcosa che automaticamente genera risorse. Non è vero.

Quando al terzo punto si parla di "piano di sviluppo necessario all'azienda", è ovvio che tutto quello che si sta facendo deve avere come obiettivo contestuale quello di definire un piano, non vorrei entrare nell'equivoco... un piano aziendale... quindi, ad un certo punto, dice: come voglio organizzare l'azienda? Anche lì abbiamo tutta una serie di iniziative che risalgono ormai a tanti anni fa. La costruzione di una sala giochi davanti all'attuale Casinò, che possa permettere lo sviluppo di una serie di attività sui giochi elettronici, non la dobbiamo inventare oggi, è nata purtroppo tanti anni fa e il mio rammarico è che non vi sia questa fase di esordio, questo sì, ma credo che il flusso dei rientri economici, dell'impiego sia una conseguenza di questa riorganizzazione... per cui la determinazione di tempi certi, di piani economici e finanziari relativi e poter misurare via via dei ritorni. Ritengo che un confronto sereno su questo tipo di argomento possa evitare di tornare sempre sulle stesse cose. Anche lì, finita questa fase, dovremo andare a individuare un percorso dove il Consiglio si misura sui risultati che vengono ottenuti, per cui vi sono in azienda dei momenti in cui si progetta e dei momenti in cui si monitorizzano nel corso del tempo i risultati, per evitare di trovarsi al consuntivo a dover dire che non si sono ottenuti risultati. Queste sono nozioni elementari di contabilità industriale, ma siamo costretti a fare questo, in modo che a quel punto non parleremo più dell'effimero, ma di qualcosa più puntuale. Evito di criticare i processi alle intenzioni; a questo punto, delineate le linee guida, dobbiamo aspettare i risultati, per dare a queste persone l'opportunità di lavorare. Nelle parole del Consigliere Lattanzi ho individuato una critica dell'operato di qualcuno che non ha ancora operato, questo è semplicistico e prematuro, se l'atteggiamento è di criticare tutto e tutti... sicuramente ci sarà qualche "ciambella" che viene fuori senza il "buco", allora lei alzerà il ditino per dire: "ma io l'avevo detto!". Sì, ma ha detto tante altre cose, se dobbiamo contare tutte le cose sbagliate che vengono dette, rischiamo di essere ingenerosi nei giudizi.

Termino dicendo, in merito al terzo punto, che il consiglio di amministrazione riuscirà a definire un piano aziendale, degli obiettivi che non siano ciclopici, ma anzi propedeutici al piano di sviluppo che non ha tutti i tasselli già definiti. Anche qui, nelle premesse, si dice che l'acquisizione del Billia è cosa fatta, ma non è così. Ho detto che abbiamo preso delle decisioni come Giunta, abbiamo dato mandato di proseguire la trattativa, ma le trattative si compongono di due soggetti: chi vuole comprare e chi vuole vendere. Ricordo, siccome il Consigliere Lattanzi è attento alle indagini della Magistratura, che, nell'ambito di questa trattativa, i soggetti sono molto presenti nelle aule di tribunale, quindi tutto ha una sua definizione. Facendo già un piano aziendale, facendo già l'ordinaria amministrazione molto bene, diamo già una risposta a tutta la comunità di Saint-Vincent, all'azienda, ai consiglieri regionali, alla Valle d'Aosta intera.

Si dà atto che, dalle ore 11,35, riassume la presidenza il Presidente Perron.

Président - La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Lei ha ragione, Assessore, quando dice che noi, dell'opposizione, non abbiamo una grande fantasia nel ripetere in continuazione dei quesiti. Devo dire che lei non ha una grande fantasia a darci delle risposte, perché ci costringe a fare ulteriori quesiti e devo anche dire che, ogni volta che la sentiamo, il livello della fiducia che abbiamo nelle sue risposte cala, perché è indubbio che quando lei si è insediato qui... Si, c'era quando lei si è insediato qui, c'era la fiducia! Voglio dire, al di là delle capacità personali che erano riconosciute anche alla Giunta precedente e all'Assessore e, quindi, al di là del giudizio sulle persone, era riconosciuta una fiducia dovuta a chi si insedia di buona volontà, uomo di buona volontà, e dice: "ma io adesso prendo in mano delle situazioni e le voglio mettere a posto", devo dire che, a distanza ormai quasi di un anno - fra un po' faremo il compleanno! - non solo i problemi che lei ha trovato e che aveva la buona volontà di risolvere non si sono risolti, ma devo dire che lei ha dato un buon contributo a complicarli!

Situazione di mercato: è vero che è difficile per il Casinò di Saint-Vincent, ma come lei mi insegna - essendo un professore in economia o commercialista, comunque che fa delle lezioni di contabilità -, il mercato c'è per tutti e a un costante calo di presenze - come lei ha ribadito, purtroppo - altre aziende non rilevano lo stesso calo di introiti e di presenze, mentre la nostra casa da gioco continua ad avere questa "emorragia" di presenze, è evidente che manca una strategia aziendale, ma questo lo sappiamo tutti!

Un riferimento che lei ha fatto alla Magistratura, riprendendo la mia premessa, quella di dire che evidentemente le indagini della Magistratura su furti, ammanchi, cattive gestioni non fanno bene, pur essendoci la responsabilità soggettiva, non fanno bene all'intera immagine dell'azienda. Mi permetto di dire che io, di Magistratura, me ne occupo quando questa si occupa di me e, fortunatamente, recentemente ha archiviato qualcosa che era stato nei giornali e chi l'aveva scritto è stato radiato dall'Albo tra l'altro! L'unica cosa di cui io mi occupo, quando mi occupo di Magistratura, è quando la Magistratura si occupa di me: nella mia vita è successo una volta sola e spero Iddio che non succeda più! Ammanchi, furti: lei mi insegna, azionista che ci rappresenta tutti quanti, lei ci insegna, come azionista e soprattutto come commercialista, che quando in un'azienda vi sono dei furti, l'amministratore delegato dovrebbe intervenire, alla luce delle ispezioni interne, delle inchieste interne. Non sto parlando della Magistratura, dovrebbero arrivarci i processi che non hanno funzionato, soprattutto quando gli ammanchi sono continuativi e ripetuti, perché qui non è che stiamo parlando di ammanchi che succedono una volta ogni 10 anni! Una volta ogni 10 anni entra la Finanza e porta via i faldoni, perché, ripetutamente, succedono cose che non dovrebbero succedere!

Se il Consiglio di Amministrazione non si assume le responsabilità della gestione dei controlli, io dico: visto che non abbiamo più il Direttore generale, cosa facciamo, tagliamo la testa all'azionista, che è lei? Perché se non c'è nessuno che controlla, chi è che dovrebbe controllare i controllori? L'azionista, chi ha messo il capitale e, in questo caso, lei, a nome di tutti noi Valdostani, quindi se lei mette il capitale e non controlla cosa succede nella sua azienda, essendo azionista per il 99%, dovrebbe essere lei, il primo responsabile! Faccia qualcosa perché non chi ha nominato il Padre eterno, ma chi ha nominato lei... lei li ha nominati, lei li ha indicati, faccia i controlli! Diventa difficile perché arriviamo al punto dell'organizzazione trasversale verticale-orizzontale.

Due parole sui dati da lei fornitici... lei non aveva tempo e purtroppo io ho solo 6 minuti! Bilancio 2003; lei diceva: "ho annunciato meno ricavi". Io chiedo scusa, ho capito male, mi pareva che parlassimo di 9 milioni di euro del 2002 di deficit e lei annunciava che anche il 2003 probabilmente avrebbe chiuso con un deficit, quindi io chiedo scusa se ho capito male, mi andrò a rivedere le dichiarazioni registrate, avevo capito che, avendo discusso dei 9 milioni di euro di deficit del 2002, lei ci stesse annunciando un deficit...

Bilancio del Casinò: non faccia il gioco delle 3 carte! Anche sul 2004 sappiamo che i primi 3 mesi sono andati giustamente in pari con il 2003; io rilevo soltanto che il 2003 è stato uno degli anni più disastrosi, quindi, andando in pari con un disastro, sempre di disastro si parla!

Veniamo alla "favoletta" del Consiglio di Amministrazione che, nella sua piena autonomia e libertà, dovrebbe nominare le persone... lei ha già messo dei paletti, come Giunta, non più quelli che hanno gestito il passato, compreso credo l'attuale Direttore generale, quello "congelato", immagino, no? Allora, lei sa perfettamente che non può venire in quest'aula a raccontarci che lei, come azionista, ha fatto semplicemente le nomine e qui, adesso, è in dolce attesa di vedere nominati, magari conoscendolo anche lei - come noi! - dai giornali: il Direttore amministrativo, il Direttore responsabile della gestione e poi, magari, il Direttore Marketing e poi il Direttore di tutte quelle nomine che servono per riempire le caselle che sono state ideate, ma che sono ancora vuote! Non ci venga a raccontare questa "favoletta", perché sappiamo perfettamente... questo è un insulto all'intelligenza del Consiglio regionale, ma anche ai Valdostani tutti, che il Consiglio di Amministrazione lo ha nominato lei e evidentemente non lo abbiamo nominato noi!

Secondo: quelle nomine verranno fatte certamente ascoltando l'azionista di riferimento, perché se non saranno graditi alla società i suoi dati di riferimento, dubito che qualche signore potrà essere nominato; quindi non ci venga a raccontare la "favoletta" che qui, lei, è in dolce attesa di aspettare che i "manager" le comunichino il nome dell'illuminato o "unto dal Signore", perché di "unto dal Signore" qui, in Italia, ce n'è uno solo, e basta e avanza!

Adesso non ridiamo più. Giudizio. Io chiedo però qualche minuto perché la risposta è stata lunga e controbattere tutte le risposte che ha dato l'Assessore è difficile! Giudizio sul concetto di amministrazione e gestione e giudizio politico. Lei, quando si è presentato qui, si è presentato con una Giunta che è la continuità di un assetto di Centro-Sinistra valdostano "Union" più "DS" per adesso, poi vediamo se gli amici della "Fédération" riusciranno a infilarsi anche loro, ma per il momento una continuità che è quella di assumersi una responsabilità di una continuità anche politica. Il giochino di dire: "quello che hanno fatto quelli, prima, non mi compete"... le ricordo che lei era Presidente dell'"Union" quando l'allora Presidente della Giunta sosteneva il Direttore generale, ripianava i debiti a colpi di maggioranza, cioè se qualcuno ha fatto qualcosa non mi risulta che l'attuale professore Dino Viérin - allora Presidente della Giunta - l'abbia potuto fare in estrema solitudine perché l'appoggio politico lei glielo dava, o no? Mi vuol dire che ha gestito 15 anni la Regione senza il suo appoggio politico? Allora non facciamo il gioco delle 3 carte, che quando Dino Viérin fa le cose buone siete tutti padri e madri dei progetti che hanno fatto e quando, secondo lei, Dino Viérin qualcosa che non andava bene non l'ha fatto allora lei è "orfano", quell'operazione lì è "orfana", il "padre" è solo Dino Viérin!

Non va bene, non va bene per correttezza politica, perché lei siede nella sede di Gino Agnesod che era il suo predecessore, di cui lei è la continuità, le competenze invece del Presidente della Giunta le ha invece prese in carico lei, quindi non facciamo il gioco delle 3 carte, perlomeno con noi dell'opposizione! Noi consideriamo lei, per quanto riguarda la "questione Casinò", il successore politico del Presidente Dino Viérin. Non faccia il gioco delle 3 carte, perché, o non condivideva prima - e lo doveva dire! - o ha condiviso ed è stato zitto e ha condiviso, e quindi oggi sostenga quella situazione! Non può venire a raccontare che il Direttore generale... adesso mettiamo i paletti e non lo nominiamo più! L'ha tenuto in piedi per 10 anni anche lei!

Direttore generale: se è "congelato", qualcuno mi deve spiegare se la motivazione, se il ruolo del Direttore generale è un'attimino in "normale amministrazione", qualcuno mi spieghi, perché noi paghiamo un Direttore generale che non fa più il Direttore generale, l'Amministratore delegato, ma lo paghiamo come prima! Qualcuno me lo vuol spiegare? Perché quel Direttore generale, quel ruolo, a quel ruolo sono stati definiti dei compensi da Direttore generale e da Amministratore delegato. Allora, o lo sta facendo, è nel pieno delle sue funzioni, e quindi lo state pagando per quello che sta facendo, o non lo sta più facendo e quindi, qui, la Corte dei Conti dovrebbe venire a vedere come stiamo spendendo i soldi dei contribuenti valdostani! Qui non mi venga a raccontare che adesso il Direttore generale è in "normale amministrazione"! Quel ruolo non era di normale amministrazione: era di gestione, di assunzioni di responsabilità da Amministratore delegato a Direttore generale, il compenso era per questo ruolo!

Credo che qui vi sia qualcosa da chiarire. Non possiamo pagare le persone per fare gli amministratori delegati e direttori generali e fargli fare la contabilità di cassa! Me l'ha detto lei, sta portando avanti la normale amministrazione! Allora, io non pago in maniera straordinaria un signore che fa il contabile in una normale amministrazione, non so nelle sue aziende, nelle mie no! Lei ha parlato di riorganizzazione che va nella direzione di..., avendo preso atto di una concentrazione di poteri in un decentramento di poteri. Il decentramento di poteri - e qui torno di nuovo al discorso che non condivido assolutamente, che prima si fa l'analisi della struttura -, si capisce come potrebbe funzionare bene la macchina, come si potrebbero affrontare le difficoltà di mercato, quali potrebbero essere le strategie e poi, quando abbiamo fatto tutta questa analisi e abbiamo definito gli uomini, abbiamo messo le caselle, abbiamo definito le strategie, ci diamo anche un obiettivo e un piano industriale: non è così!

Lei mi potrà venire a insegnare come si fanno i bilanci, e io piego la testa umilmente, però mi perdoni e mi consenta: io non riesco ad acquisire, nella mia cultura, che un'azienda prima definisca quanti soldi ci dividiamo, chi fa questo, chi fa quello, e poi decida quanto investire per poi dire per dove andare e ben adesso lo decidiamo, perché, se devo andare ad affrontare una strategia del mercato aggressiva, ho bisogno di definire bilanci, ho bisogno di definire strutture, ho bisogno di risorse umane, ho bisogno di stipendi di un certo tipo! Se voglio ottenere certi obiettivi in "management", si dice che vi sono 2 filosofie: chi parte dalle risorse per arrivare agli obiettivi, chi parte dagli obiettivi e definisce le risorse, e poi sfrutta le risorse per arrivare agli obiettivi. Io sono della seconda scuola, perché tutti quelli che hanno seguito la prima sono falliti! Sono tutti falliti! Che cosa ho, vediamo cosa possiamo fare... sono tutti morti!

Finisco con una cosa un po' delicata, Assessore. Le dico, con grande franchezza, siamo... il nostro gruppo è fortemente preoccupato, perché, al di là di questi mesi che sono passati purtroppo inutilmente in una faida - che dobbiamo ancora capire che inizio ha e che fine avrà! -, quello che ci preoccupa, e lo dico subito, lo dico in maniera che rimanga scritto, non per dire io l'avevo detto insieme a tante altre cose che dico ogni tanto, ma questo lo dico con coscienza, Assessore, il gioco al massacro sta diventando pericoloso! Allora, se dobbiamo privatizzare il Casinò, lo dobbiamo privatizzare ai valori massimi di mercato. Se la strategia è quella di girare sull'organizzazione, sui nomi, sul "tira e molla" per far crollare il Casinò, e lo dico con grande franchezza, per fare un'introduzione di privatizzazione, una vendita di azioni al minor prezzo possibile, io dico che noi non siamo d'accordo! Lo dice chi è stato per la privatizzazione e lo è tutt'ora, ma in maniera pulita, il gioco sporco non piace!

Non faccio processo di intenzioni; io dico: lancio una teoria. Se la strategia è quella di massacrare il Casinò, per poi presentare bilanci tra 1 o 2 anni - che sono la metà di quelli di oggi -, per valorizzare alla metà le azioni di oggi per un subentro di un privato che compra a un prezzo migliore di quello che pagherebbe oggi il Casinò, noi non siamo d'accordo, mentre se entra oggi e paga... i Valdostani ringraziano!