Objet du Conseil n. 530 du 7 avril 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 530/XII - Potenziamento del trasporto ferroviario nella Regione. (Interpellanza)
Interpellanza
Ricordato che, al fine di potenziare il trasporto ferroviario in Valle d'Aosta, la Regione nel 1993, per prima in Italia, aveva deciso di utilizzare lo strumento del Contratto di servizio con le Ferrovie dello Stato;
Evidenziato che con il Contratto di servizio Regione-Fs dell'ottobre 1993 e con la successiva Appendice del marzo 1995 la Regione Valle d'Aosta ha ottenuto: a) il mantenimento del servizio ferroviario sulla tratta Aosta/Pré-Saint-Didier; b) un consistente aumento delle coppie di treni sulla tratta Aosta-Torino; c) una riduzione dei tempi di percorrenza; d) riduzioni sulle tariffe e sugli abbonamenti per i viaggiatori valdostani; e) importanti interventi sugli impianti tecnologici e di sicurezza; f) la realizzazione di parcheggi di interscambio presso alcune importanti stazioni, eccetera, eccetera;
Ricordato che tale politica attiva della Regione ha consentito nell'arco di soli tre anni un aumento di oltre il 50% degli utenti valdostani della ferrovia;
Constatato che negli ultimi anni, mentre numerose altre Regioni italiane, in attuazione del Decreto Legislativo 422/1997 e successive modificazioni, aumentavano il loro ruolo e le loro competenze, la Regione Valle d'Aosta ha invece fatto passi indietro, cosa che non ha consentito di migliorare ulteriormente il servizio ferroviario offerto alla popolazione valdostana ed ha escluso la parte valdostana della linea Chivasso-Aosta dalle importanti decisioni di ammodernamento che hanno riguardato la tratta Ivrea-Chivasso;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:
1. sulla base di quale o quali Contratti di servizio, regolarmente stipulati e vigenti, è attualmente disciplinato il numero delle corse e l'esercizio ferroviario che Trenitalia effettua sulla linea Aosta/Pré-Saint-Didier e sulla linea Aosta-Torino;
2. quali sono gli strumenti contrattuali con cui in questo momento la Regione Valle d'Aosta può efficacemente intervenire in merito alla regolarità e qualità del servizio ferroviario;
3. quali miglioramenti nel servizio ferroviario locale ed interregionale si intendono perseguire e realizzare nel corso di questa legislatura;
4. se vi sono intese, protocolli, accordi in fase di avanzata definizione con i competenti ministeri e le società ferroviarie per ammodernare le linee ferroviarie della Valle d'Aosta.
F.to: Riccarand
Presidente - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Arc-VA) - Lo scopo di questa interpellanza è di fare il punto sul trasporto ferroviario in Valle d'Aosta, una situazione che ci sembra stagnante, con un servizio che rimane inadeguato, ma soprattutto quello che ci preoccupa di più è che non ci sono chiare quali sono le prospettive di miglioramento e quali sono i programmi rispetto al futuro.
Ci sono tre aspetti su cui chiediamo chiarimenti con questa interpellanza.
Il primo punto riguarda i rapporti contrattuali in atto, cioè sapere se vi sono dei contratti in corso fra la Regione e le società che gestiscono il trasporto ferroviario, sia essa "Trenitalia" o "Rete Ferroviaria Italiana", perché, dalla documentazione che è a mia conoscenza, mi sembra di capire che siamo in una situazione di vuoto contrattuale, o comunque di assenza da parte della Regione di un rapporto contrattuale con le società ferroviarie. Ora, questo dato non è ininfluente. Nella premessa dell'interpellanza evidenzio anche il percorso degli anni passati, che aveva tracciato una linea. Adesso vorrei capire se su questa linea si è rimasti o se si è andati da un'altra parte. Con il contratto di servizio dell'ottobre 1993, la Valle d'Aosta, prima Regione in Italia, definì un rapporto contrattuale con le "Ferrovie dello Stato", poi, con la successiva appendice del marzo 1995, si era fatta una precisa scelta, cioè la Regione interveniva con un rapporto contrattuale con le "Ferrovie dello Stato" e con oneri finanziari con lo scopo di accrescere sia la quantità dei servizi, quindi il numero dei treni che serviva l'utenza valdostana, sia la qualità dei servizi, sia gli aspetti tariffari. Si trattava di contratti di carattere biennale, che avevano assunto una certa stabilità e che avevano consentito, in un arco di tempo relativamente breve, di raggiungere dei risultati importanti. È poi successo che, a partire dall'autunno del 1998, questa impostazione è stata un po' "annacquata", nel senso che - non so se per una non sufficiente convinzione, oppure, secondo la motivazione ufficiale, si era in attesa di dare un'attuazione al decreto legislativo n. 422/97 in cui la Regione Valle d'Aosta, come le altre regioni, avrebbe dovuto assumere un ruolo ancora più rilevante nella gestione dei servizi ferroviari di carattere locale - progressivamente siamo passati ad un rapporto contrattuale che è stato sempre più frammentato, sempre meno incisivo (fra l'altro, con contratti sempre rinnovati tardivamente a sanatoria). Nel 2003 poi, alla vigilia delle elezioni, con una deliberazione di Giunta assunta appena prima del rinnovo del Consiglio regionale, il contratto di servizio, così come era stato impostato negli anni precedenti, ha cambiato natura, perché è stata approvata una deliberazione per il contratto di servizio del 2003 che non conteneva più la parte più significativa: la questione del numero dei treni e del rapporto con "Trenitalia". So che dietro questo cambiamento vi era un rapporto con il Ministero, però, di fatto, la sostanza è questa.
La domanda che pongo adesso allora è la seguente: siamo ad aprile 2004, sulla base di quale contratto "Trenitalia" sta facendo viaggiare i treni che servono l'utenza valdostana? Se vi è un contratto con la Valle d'Aosta - ma non mi risulta che vi sia - e, del resto, già il contratto del 2003 non disciplinava più questo aspetto. Oppure se è un contratto che è stato stipulato con il Ministero delle infrastrutture? Può darsi, ma nel frattempo neanche il contratto di servizio parziale, che riguardava gli aspetti tariffari e alcuni aspetti di qualità, non è ancora stato definito. Siamo quindi, per quanto riguarda la Valle d'Aosta, in una situazione di vuoto contrattuale, per cui il primo obiettivo è chiarire questo aspetto e capire a che punto siamo e come sta evolvendo tutta la materia. Prendo anche atto che vi potrebbe essere un'evoluzione positiva, però vorrei capirne le dimensioni e le caratteristiche.
La seconda domanda riguarda, più che lo stato attuale, gli obiettivi: quali obiettivi si vogliono raggiungere all'interno di questa legislatura in termini di servizio ferroviario, locale e regionale? Attraverso quali strumenti anche di tipo contrattuale o di altro genere si pensa di poterli raggiungere?
Infine, il terzo aspetto riguarda l'infrastruttura e il suo ammodernamento, perché vi è un problema di ammodernamento per quanto riguarda la linea su Torino e la tratta Ivrea-Aosta, perché abbiamo appreso che vi sono dei fondi di provenienza CIPE che sono stati destinati al miglioramento di alcuni passaggi a livello. Sentiamo parlare di varianti di tracciato nel Canavese per evitare l'inversione di marcia a Chivasso, di acquisto di materiale rotabile da parte della Regione, che sono tutte cose interessanti, però il problema di fondo è un altro: è capire, rispetto a questa tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, quali sono gli ammodernamenti infrastrutturali che si intendono realizzare, soprattutto per quanto riguarda le due questioni fondamentali che sono i punti di incrocio da aumentare e da allungare per consentire dei tempi più ridotti e per quanto riguarda l'elettrificazione. Su questa materia, ammodernamento dell'infrastruttura, si è molto parlato negli anni scorsi di accordi di programma e di protocolli con il Ministero, vorremmo capire a che punto siamo.
Questi sono i tre punti che abbiamo voluto porre in questa interpellanza.
Si dà atto che dalle ore 17,34 presiede il Presidente Perron.
Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce, aux transports et aux affaires européennes, Caveri.
Caveri (UV) - Je voudrais d'abord vous rassurer sur le fait que nous sommes parfaitement à même d'imaginer un programme d'ensemble pour ce qui est du futur du chemin de fer. Nous aurons, lors de la séance extraordinaire de vendredi, dans l'après-midi, une discussion sur le futur du chemin de fer au Val d'Aoste, justement, parce que je pense que c'est le moment des choix.
Entre-temps je rappelle que nous sommes en train de réaliser une étude, qui nous permettra finalement d'avoir un peu de données sur le chemin de fer, parce que les données qu'on avait dans le passé étaient plutôt superficielles. A mon avis, aujourd'hui il faut avoir une photo qui soit plutôt précise des usagers du chemin de fer, parce que dans le passé il s'agissait de données qui arrivaient d'une journée de relèvements, donc ce n'était pas un résultat scientifique.
J'essaierai de vous répondre aux différentes questions et je commencerai par la première question qui a été posée: je rappelle que, jusqu'à l'an 2002, les contrats de service passés entre la Région et "Trenitalia" prévoyaient un remboursement contre le fournissement de services ultérieurs attribués à la Région Vallée d'Aoste au moment de la régionalisation et financés avec des contributions ministérielles et un remboursement pour les services commerciaux sur place, qui prévoyaient la présence… par exemple, la vente de tickets, l'ouverture et la fermeture des salles d'attente dans 5 des gares présentes sur le territoire: Aoste, Châtillon, Verrès, Pont-Saint-Martin et Pré-Saint-Didier. Dans ce contrat étaient également réglementées les réductions des tarifs accordés à des catégories spécifiques d'usagers, encore une fois contre un remboursement régional. Le monitorage du service de la qualité, fourni du point de vue économique et gestionnaire, a été prévu sur la base de méthodes de spécificité contenues en une série de pièces jointes et le non respect des engagements du contrat impliquaient l'application d'amendes.
Au cours de 2003 le Ministère des infrastructures a prévu un "articolato contrattuale", référé à la totalité des services fournis sur le territoire à appliquer aux directions régionales de "Trenitalia", se rapportant à régions qui n'ont pas encore adhérées au processus de réforme, entre lesquelles la Vallée d'Aoste. Le contrat de service entre la Région et "Trenitalia" pour 2003 prévoit par conséquent deux typologies de prestations, qui peuvent être réduites de manière synthétique aux services commerciaux sur place, d'un côté, et aux réductions des tarifs. Ce contrat a toutefois une annexe qui contient le programme d'exercice et une annexe qualité avec une série de facteurs indiquant la qualité du service fourni; ces facteurs sont liés aux temps des standards minimaux, ainsi que des amendes à appliquer en cas de non respect de ces derniers. Parmi les indicateurs contrôlés, on retrouve: le respect des horaires, voyages en retard, voyages effectués, ainsi que la fiabilité, voyages limités ou supprimés, voyages programmés. Le nombre des voyages et les exercices ferroviaires sont donc également contrôlés, même dans ce dernier contrat de service, en termes d'impact sur les obligations de qualité, auxquelles est associé un système d'amendes. Il faut ajouter qu'il y a eu une certaine normalisation du service seulement tout le long de 2003, parce que, comme vous savez, dans cette année il y avait encore les conséquences de l'inondation donc, selon les chiffres fournis par "Trenitalia", on peut dire que grosso modo seulement vers la fin de l'année l'exercice est devenu plutôt régulier, parce que, surtout les travaux dans la zone du Canavese, ont engendré dans la première partie de 2003 toute une série de problèmes.
Pour ce qui est de l'année 2004, le renouvellement du contrat de service est en phase de négociation avancée avec "Trenitalia"; on essayera de donner toute une série d'améliorations, mais 2004 sera l'année dans laquelle je proposerai au Gouvernement régional toute une série de décisions de longue haleine, c'est-à-dire de perspective pour l'ensemble de la législature et j'essayerai de vous donner une série d'éléments.
Deuxième question: l'instrument contractuel possédé par la Région est représenté par l'annexe qualité au contrat de service, qui contient une série de paramètres, les standards de référence afférents et les amendes applicables en cas de non respect des engagements. En particulier, sont contrôlés, tant sur la base des documents de support fournis par le gérant, que sur la base d'inspections faites par les fonctionnaires régionaux et même sur la base des lettres que nous recevons de la part des usagers, les aspects suivants: respect des horaires, fiabilité, propreté - et là, malheureusement, plusieurs fois on a dû observer un manque de contrôle de la part de "Trenitalia" -, renseignements au public, affluence et repérage des titres de voyage. Je tiens à ce propos à vous dire que la récente rencontre avec les responsables de "Trenitalia" a été tout à fait utile, parce que celle-ci nous a permis de mieux comprendre, grâce aussi aux rapports personnels que j'avais dans le passé avec M. Cimoli, une stratégie, qui soit une stratégie qui va au-delà du contrat, parce que, évidemment, de ce point de vue, nous sommes en retard, il faut l'admettre. Quand je suis arrivé, on n'avait pas encore lancé les accords et, à mon avis, 2004 sera seulement une année de passage.
L'action du Gouvernement, pour ce qui est de la réponse à la troisième question, c'est-à-dire les améliorations: là je serai obligatoirement synthétique, donc peut-être j'oublierai quelque chose, mais je suis à disposition pour fournir des éléments éventuels.
Passages à niveau: la réduction permettra une plus grande fiabilité du service, surtout moins de probabilités de panne, plus de sûreté, c'est-à-dire la séparation du trafic; celle-ci on la fera dans le domaine d'un accord de programme cadre avec l'Etat. La Région a établi de consacrer les ressources qui lui sont destinées avec les délibérations CIPE n° 17/2003 et n° 36/2002, pour un total de 3,82 millions d'euros, à la suppression d'un certain nombre de passages à niveau sur le territoire valdôtain… parallèlement ont été entamées les initiatives opportunes pour promouvoir une action analogue en territoire piémontais, surtout sur les lignes Pont-Saint-Martin/Ivrea, parce que, comme vous le savez, sur l'Ivrea-Chivasso il y a un vieil accord… qui est en train de se faire, et qui concerne l'électrification. Evidemment, j'espère - mais c'est une proposition que je dois avancer vendredi - que les ressources du même accord CIPE de l'année prochaine puissent être dédiées de nouveau au chemin de fer; à mon avis, c'est quand même un signal politique.
Pour ce qui est des gares, on est en train de coordonner le passage des gares aux collectivités locales pour en éviter la dégradation et l'abandon. En deux cas: Sarre et Morgex, la procédure d'acquisition était en phase avancée. En ce qui concerne l'instrument du commodat gratuit, puisque les communes devront effectuer des investissements importants - et je cite par exemple Châtillon, mais il y a un intérêt de Pont-Saint-Martin, de Donnas, il y a un accord très avancé pour Bard, je pourrais vous fournir un ensemble d'accords -, moi j'ai essayé surtout d'avoir une gestion un peu centralisée des accords, pour éviter que chaque commune puisse faire son accord personnel, tandis que, à mon avis, il faut avoir une certaine régie de l'ensemble. Le gros problème c'est la durée minimale du commodat gratuit, parce que le chemin de fer ne pose pas de problèmes jusqu'à 10 ans, mais ce délai est compliqué pour les communes surtout en cas d'un gros investissement. On est là donc à travailler surtout avec Rome sur une durée qui soit au moins de 20 ans.
Les problèmes des tracés: l'étude effectuée par RFI dans le domaine de la liaison internationale Aoste-Martigny présente déjà plusieurs points intéressants pour l'amélioration de la ligne. De ce point de vue, je dois dire que, selon quelques expertises qu'on a commencé à faire, le problème le plus remarquable costi-benefici c'est la question de l'électrification, sur laquelle pas mal d'experts nous ont donné des réponses, qui ne sont pas pour le moment suffisantes pour dire que l'électrification est un projet réel et réaliste.
Quand même, à mon avis, il y a toute une série de questions spécifiques qui méritent un approfondissement, qui sera fait dans un délai raisonnable, dans le sens que celui-ci devrait faire partie d'une étude qui sera lancée dans quelques semaines.
Le premier point c'est le by-pass du noyau de Chivasso, par conséquent l'acheminement direct des trains vers Turin, celui-ci réduirait sensiblement le temps de parcours. J'ai eu une rencontre non seulement avec les Canavais, qui évidemment sont très intéressés, surtout M. Grijuela, le Maire d'Ivrea, mais, il y a quelques semaines, avec M. Chiamparino, le Maire de Turin, et, dans quelques jours, j'aurai une rencontre avec M. Casoni, Assesseur aux transports et Vice-président de la Junte du Piémont, parce que je pense que la chose la plus intelligente serait d'imaginer, en accord avec la société, qui dans le passé s'appelait "Satti" et qui maintenant s'appelle "Gruppo Torinese Trasporti", ce célèbre "baffetto" entre Montanaro et Volpiano pour rejoindre la gare "Stura", qui, entre autres, sera une gare très importante pour ce qui est de l'arrivée de l'alta capacità.
Il faut travailler, dans ce projet qu'on lancera, à la réalisation d'un certain nombre de doublements localisés pour permettre des creusements dynamiques, ceux-ci pourront être très utiles. Ce n'est pas pour le moment très clair si on les pourra faire sur le territoire valdôtain, qui est très limité; on imagine que ce serait plus facile entre Ivrea et Pont-Saint-Martin.
Troisième argument: le rayon de certains virages peut être augmenté pour permettre une vitesse plus élevée surtout sur le territoire valdôtain.
Autre point d'interrogation c'est le tracé en correspondance de Montjovet, qui est un point très chaud. J'ajouterai deux éléments nouveaux, que je discuterai avec les membres du Gouvernement: la question de la gare d'Aoste, qui représente une barrière qui sépare en deux la ville, elle devrait être modifiée de quelque façon et cette question devrait faire partie du progetto de fattibilità, en tenant compte du rôle - moi j'avais déjà dit que nous sommes en train de travailler même sur la question de l'Aoste/Pré-Saint-Didier -; enfin l'hypothèse qu'on a longuement discutée avec la ville d'Ivrea: la question de l'éventuel transport des ordures, si ce sera le cas, parce qu'il y avait déjà une espèce d'accord avec la Province de Turin dans le cas de l'existence dans la zone entre Turin et le Canavais d'un incinérateur. Celle-ci c'est une chose à voir puisque, comme vous le savez, la Province de Turin n'a pas encore choisi dans le nord vers le Canavais une zone, tandis qu'il existe déjà la décision dans la zone d'Orbassano pour ce qui est du sud de la ville; là aussi pourrait être une hypothèse à étudier.
Le bilan régional prévoit des affectations spécifiques pour entamer cette étude approfondie des problèmes indiqués, composés par plusieurs points: évaluation des coûts et des bénéfices, gare d'Aoste, ligne Aosta-Ivrea et by-pass de Chivasso, qui devra être conduit avec les sociétés du groupe "Ferrovie dello Stato", en accord avec le Canavais et avec la Région Piémont, de façon à partager les contenus et à coordonner les différentes actions.
Dans le mois dernier, pour repérer des solutions, des rencontres techniques se sont déjà déroulées entre les fonctionnaires de notre Région et de la Région Piémont - à la fin du mois d'avril je rencontrerai même M. Casoni pour faire le point de la situation - et avec la société "Gruppo Torinese Trasporti" avec les Maires d'Ivrea et de Turin; on a les mêmes problèmes, évidemment.
Enfin l'exercice. Je voudrais commencer par les horaires. Le programme d'exercice actuel est près de la saturation, on met en évidence un important nombre de tracés avec différents creusements pour chaque train et une fragilité interne en cas de mauvais fonctionnement, c'est-à-dire le retard d'un train se répercute sur le suivant et sur ceux qui le croisent; c'est la logique del binario unico. La Région est en train d'effectuer une campagne d'enregistrement des fréquentations, 2 des 4 semaines ont déjà été effectuées, à croiser avec celle de "Trenitalia" faite chaque année, pour repérer la possibilité de supprimer des arrêts moins utilisés et les trains moins fréquentés; celle-ci pourrait permettre une amélioration des horaires, évidemment ce sera une chose à réfléchir pour les horaires de l'année prochaine.
Pour ce qui est du matériel roulant, on partait d'une espèce de protocole d'entente avec "Trenitalia", qui avait été discuté à la fin de la dernière législature. Il y a cette hypothèse d'une contribution de la part de la Région pour l'acquisition de 9 trains "Minuetto". C'est un engagement très important pour la Région dans la période 2004-2007; personnellement, je proposerai au Gouvernement régional d'arriver à cet accord pour améliorer dans un délai raisonnable la qualité du matériel roulant, parce qu'il faut reconnaître que ce matériel n'est pas à la hauteur de la qualité de l'emploi de cette ligne.
Je terminerai avec deux mots seulement sur la question des rapports avec le Ministère. On a eu une série de rencontres, aujourd'hui le problème, pour ce qui est du financement, est le montant de l'ensemble des financements pour les Régions autonomes. Nous sommes sur ce point d'accord avec les deux Provinces autonomes, avec la Sicile, le Frioul et la Sardaigne, cette dernière est dans notre situation, c'est-à-dire il n'y a jamais eu le choix d'avoir un plein transfert de compétences à travers un décret d'exécution: norme di attuazione dello Statuto. De ce point de vue, je pense qu'il faudra y réfléchir, dans le sens que la nôtre est une situation drôle: avec la Sardaigne on est les seuls qui, pour le moment, n'ont pas choisi de se faire transférer l'ensemble des compétences. Je pense que, dans le rapport avec l'Etat et la Présidence du Conseil des ministres… parce que il faudrait le régler à l'intérieur de la Commission paritaire Etat-Région; à mon avis, il faut le traiter avec cette étude qui nous donnera dans quelques mois une idée plus précise de l'ensemble de la situation.
Personnellement je ne suis pas contraire à augmenter le degré de nos pouvoirs sur le chemin de fer, parce que, pour ce qui est de la situation actuelle, nous sommes liés à "Trenitalia", tandis que d'autres régions sont en train de faire des appels d'offres pour la gestion des lignes ferroviaires de leur compétence. Je pense donc que, de ce point de vue, il faut avoir une vision à l'horizon 2005-2006-2007 et ce sera un programme, comme je le disais, de l'ensemble de la législature, sur lequel je suis en train de m'engager personnellement et je me confronterai avec les commissions compétentes du Conseil et avec mes collègues du Gouvernement régional, parce que je vous assure que, à la lumière des changements qu'on est en train de vérifier, surtout avec le deuxième paquet ferroviaire qui est en train de s'appliquer en Italie, et le troisième paquet ferroviaire, c'est-à-dire l'ensemble des directives de l'Union européenne… le cadre d'ensemble est en train de changer très rapidement. D'ailleurs, nous avons toute une série de limitations qui nous viennent du fait qu'il y a pas mal des changements même dans les sociétés, par exemple, pour ce qui est des gares, chaque fois il y a une nouvelle société avec laquelle il faut discuter. C'est donc une situation très compliquée, qui tient à la question des rapports avec l'Etat, parce qu'il faut se rappeler que cette ligne ferroviaire est l'unique ligne ferroviaire qui nous relie avec les autres régions d'Italie, donc, du point de vue stratégique, ce n'est pas une des lignes ferroviaires d'une grande région, mais c'est une ligne ferroviaire cruciale pour notre Vallée.
Je vous assure donc, dans les limites des mes capacités, qu'il y aura, dans un plein rapport de collaboration avec le Conseil de la Vallée, de plus en plus la tentative d'avoir une vision d'ensemble. De ce point de vue, je vous assure que je suis en pleine bonne fois, parce que j'estime, sur la base de l'expérience que j'ai eue au Parlement européen et de la lecture attentive du travail que personnellement j'ai faite sur le Livre blanc, que le transport ferroviaire est important, mais je pense qu'aujourd'hui il faut avoir un ensemble de données scientifiques et techniques qui puissent nous permettre de décider.
Président - La parole au Conseiller Riccarand.
Riccarand (Arc-VA) - Credo che l'Assessore Caveri non rimarrà disoccupato sui problemi ferroviari nei prossimi mesi ed anni, perché il quadro che ci ha descritto implica un enorme lavoro da fare e molti nodi che sono tutti da sciogliere. Mi rendo conto che i problemi sono complessi, il problema è avere la determinazione e la volontà politica di affrontarli, poi un poco per volta vi saranno dei miglioramenti.
Sarebbe interessante a questo punto poter avere un'esposizione dell'Assessore nella Commissione competente, in modo da poter entrare nel dettaglio di una serie di aspetti che, in sede di dibattito consiliare di un'interpellanza, non si possono approfondire. Questo lo dico per quanto riguarda i rapporti con il Ministero dei trasporti, il trasferimento delle competenze, i meccanismi. Sono convinto che dobbiamo andare in quella direzione, sarebbe in contraddizione con tutta la nostra natura di Regione autonoma se non potessimo utilizzare delle competenze in materia ferroviaria, ponendoci alla retroguardia rispetto a tutte le altre regioni; chiaramente si deve fare facendo attenzione agli aspetti finanziari. Chiederei, se è possibile, nei tempi che l'Assessore riterrà opportuno, di prevedere soprattutto su questo aspetto un approfondimento in Commissione, che permetta a tutti i gruppi consiliari di avere un quadro preciso nel dettaglio.
Per quanto riguarda la questione che tocca nel quotidiano tutti gli utenti della ferrovia, che è l'esercizio, ritengo che vi siano ancora dei margini di miglioramento nella riduzione di alcune percorrenze su Torino, che si possono ridurre e si possono ottenere dei risultati; così come anche sulla questione della puntualità, dell'informazione, della pulizia, sono tutti dei miglioramenti che si possono ottenere, a cui guardano soprattutto i pendolari che viaggiano ogni giorno e che sono interessati ad avere il miglioramento adesso e subito; così come si tratta di tenere fermo il principio sulle agevolazioni tariffarie, perché queste sono molto importanti anche rispetto all'utilizzo. Sulla questione del numero degli utenti, credo che questi dati che verranno fuori dal sondaggio in corso saranno sicuramente interessanti, però dobbiamo fare attenzione a non farci portare su una strada sbagliata da certe valutazioni.
Dobbiamo tenere presente che il servizio ferroviario in Valle d'Aosta ha un'utenza relativamente scarsa, soprattutto per la carenza dei servizi, poi noi scontiamo un periodo di oltre 2 anni in cui il servizio è stato interrotto per le conseguenze dell'alluvione, cosa che ha fatto perdere una grossa utenza alla ferrovia, che poi, con il funzionamento che ha avuto a fasi alterne nel corso del 2003, non è stata recuperata. Il dato quindi andrà preso come base su cui partire per andare avanti, non come base per scoraggiarsi e concludere: "poiché l'utenza è limitata, allora riduciamo il servizio", perché invece penso che dobbiamo puntare ad un potenziamento forte di questo servizio e se il servizio migliora, l'utenza cresce; questo è indubbio!
Per quanto riguarda l'ammodernamento dell'infrastruttura, vi sono, a nostro avviso, due nodi che sono difficilmente eludibili. Il primo è la questione dei punti di incrocio: è vero che nel nostro territorio non vi è molto spazio, però, per la realizzazione di punti di incrocio, non sono necessari tanti chilometri; si possono fare dei punti di incrocio anche su percorrenze limitate in varie zone della Valle d'Aosta e questo comunque favorisce lo snellimento del servizio. Sicuramente nel Canavese si può ipotizzare anche un raddoppio della linea, cosa che da noi non è possibile, però il fatto di avere più punti di incrocio degli attuali e più lunghi permette ugualmente di ottenere un grosso servizio.
L'altro nodo è il problema dell'elettrificazione. Questo è un problema che diventa ineludibile nel momento in cui sulla tratta Aosta-Ivrea-Chivasso si va ad elettrificare; è chiaro che, se lì fosse stata fatta una scelta diversa, ci si poteva porre il problema, perché vi sono dei treni diesel che funzionano molto bene e hanno anche ridotto le emissioni inquinanti. Nel momento in cui si elettrifica la tratta Ivrea-Chivasso, o comunque la tratta che va verso Torino, però diventa molto pericoloso rimanere fuori da questa logica, perché o si pensa a un servizio completamente diverso, ma allora i costi crescono enormemente, oppure dobbiamo integrare. Per cui io credo che, anche se i costi dell'elettrificazione sono elevati, sono comunque costi sostenibili che bisogna porsi con decisione e con coraggio sulla strada dell'elettrificazione, perché questa è fondamentale per potersi inserire bene sulla tratta Ivrea-Chivasso, Ivrea-Torino ed eventuali varianti. Vi è poi tutto il problema del passante ferroviario, che funzionerà in gran parte in sotterranea, quindi in futuro vi sono anche dei punti interrogativi sulla possibilità di un accesso senza limitazioni da parte dei mezzi diesel.
Crediamo che su questi due punti, che riguardano l'ammodernamento, punti di incrocio ed elettrificazione, vadano fatti gli approfondimenti opportuni, ma si tratta di una via che debba essere imboccata con decisione.
In questa interpellanza non abbiamo affrontato la "questione Aosta/Pré-Saint-Didier", su quella ci riserviamo di tornare con una specifica iniziativa perché, a nostro avviso, anche lì vi sono tutta una serie di motivi che ci inducono a pensare che sia il momento di fare un ragionamento e un punto definitivo su quello che si vuole fare e che vi siano delle prospettive interessanti, se facciamo una valutazione complessiva di cosa vogliamo fare di questa linea, non guardando solo l'Aosta/Pré-Saint-Didier, ma guardando la prosecuzione su Courmayeur, guardando il servizio urbano che può fare ad Aosta.
Concludo chiedendo all'Assessore di avere un approfondimento in commissione.
