Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 529 du 7 avril 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 529/XII - Iniziative per il superamento delle criticità emerse nella gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent. (Interpellanza)

Interpellanza

Preso atto della crisi in cui versa da tempo la Casa da gioco di St. Vincent;

Creduto che il Governo regionale abbia ormai tutti gli elementi per addivenire a decisioni per il superamento della criticità emerse negli ultimi anni;

Verificato, viceversa, il permanere di una situazione di stallo, caratterizzata da una sostanziale assenza di decisioni;

Osservato che a tale situazione si associa una qualche confusione di ruoli (fra l'azionista Regione, il Consiglio di amministrazione della S.p.A. e la Dirigenza del Casinò), che alimenta l'assenza di iniziative concrete;

Appreso che su tale tema si susseguono le riunioni dei gruppi consiliari di maggioranza;

Riservata ogni valutazione sulle iniziative da intraprendere per dare al Casinò de la Vallée caratteristiche strutturali e gestionali coerenti con le necessità di un equilibrato sviluppo economico della nostra Regione;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

che cosa intende fare.

F.to: Curtaz

Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Abbiamo presentato questa interpellanza, che vuole andare un po' al sodo, cioè andare a capire quali sono gli intendimenti della Giunta rispetto alla crisi che coinvolge la casa da gioco e lo abbiamo fatto - cosa inusuale - con 4 parole: "che cosa intende fare" l'Assessore competente.

Il perché di questa esigenza di andare al nocciolo della questione è indicato nelle premesse dell'interpellanza: mi sembra sia cosa nota e, peraltro, riconosciuta più volte, in quest'aula, dallo stesso Assessore, lo stato di crisi in cui versa la casa da gioco. Crediamo che ormai il Governo regionale abbia tutti gli elementi per addivenire a decisioni circa il superamento delle criticità emerse in questi ultimi anni; verifichiamo, viceversa, il permanere di una situazione di stallo, caratterizzata da una sostanziale assenza di decisioni importanti.

È vero che facendo il loro lavoro gli organi di stampa si affannano a darci come notizie clamorose delle notizie non secondarie, ma terziarie. Quali il fatto che si decida che ci sia un direttore piuttosto che tre, o viceversa. Non mi sembra una cosa di capitale importanza rispetto al futuro della nostra casa da gioco.

Osserviamo in tutta questa fase una certa confusione di ruoli. Nella mozione che verrà discussa alla fine del Consiglio ho letto che i colleghi del gruppo "La Casa delle Libertà" individuano in questa confusione di ruoli anche un conflitto di interessi in capo all'Assessore competente che, allo stesso tempo, rappresenta l'azionista che poi deve controllare, e rappresenta inoltre l'interlocutore politico. A me sembra che questa confusione di ruoli sia ancora più evidente quando si parla dei diversi soggetti che operano intorno alla gestione del casinò. Chi decide al casinò? Il Consiglio di amministrazione? Non mi pare finora che abbia potuto scegliere senza le indicazioni dell'azionista sostanzialmente unico, che è la Regione! Decide la Giunta? Mi pare che qui ci sia qualche difficoltà di carattere politico su tale vicenda; si susseguono le riunioni di maggioranza, a volte sospese per dei malesseri, a volte rinviate, a volte riprese, però finora tali riunioni non hanno "partorito" decisioni che ci sembrano importanti!

Ci sembra, invece, che sia venuto il momento di una maggiore chiarezza; in una prima fase avevamo perfino condiviso un certo atteggiamento di approfondimento prima che si prendessero le decisioni - perché questo, ci è stato detto dall'inizio della legislatura, era necessario per avere degli elementi utili ad adottare decisioni più ponderate e quindi migliori -, era un atteggiamento tutto sommato condivisibile nel metodo, però ci sembra che ormai sia tempo di prendere delle decisioni!

Voglio addirittura fare un passo indietro, che forse non è oggetto dell'interpellanza, ma sul quale mi piacerebbe sentire l'Assessore, ed è in riferimento a quale casinò immaginiamo in questa Valle, mi chiedo se c'è stata una qualche riflessione. Qui inseguiamo dei problemi: un momento l'accerchiamento, un momento la dirigenza, un momento qualcos'altro, e sono tutti problemi da affrontare, ma quello che appare - almeno a chi, dall'esterno, segue queste manovre e scopre le cose dai giornali - è che manchi una riflessione su quale casa da gioco si vuole, oppure questa riflessione c'è, ma non è stata rappresentata in alcuna sede ufficiale. Quando chiedo che casinò si vuole, mi riferisco in particolare alle dimensioni; questo è un problema centrale, le dimensioni del casinò dei prossimi decenni.

Rimpiangiamo il primo casinò d'Europa? Vogliamo un casinò anche ad Aosta? Vogliamo due casinò a Saint-Vincent? È necessario espandersi e quindi rompere l'accerchiamento? Oppure, visto l'attuale mercato e la potenziale apertura di altre case da gioco nei dintorni, è più prudente fare delle scelte meno grandiose, per avere un casinò che possa funzionare bene con le sue gambe senza fare dei voli pindarici? Questa riflessione io non l'ho ancora sentita e mi sembra una riflessione propedeutica a qualsiasi decisione, altrimenti cosa andiamo a decidere? Quale mandato diamo al Consiglio di amministrazione, se non abbiamo chiaro qual è il casinò che vogliamo? Perché questa dovrebbe essere la successione delle cose: 1°, il casinò che vogliamo; 2°, un piano strategico per ottenere il casinò che desideriamo; 3°, tutto il resto, la gestione, le persone, la orizzontalità, la verticalità, le parole crociate e tutto quello che volete!

A me sembra che questi siano i punti in discussione e noi sostanzialmente questo chiediamo alla Giunta regionale; mi rivolgo sempre all'Assessore, ma chiaramente è un problema che coinvolge l'intero Governo regionale, anche se l'Assessore si è esposto in prima persona in questa vicenda, perché sue sono le competenze, perché forse ha interpretato la sua delega in maniera incisiva, particolare.

Spetterà poi anche a noi dire la nostra, criticare eventualmente la scelta della Giunta, fare le proposte, ma in un ambito di correttezza istituzionale credo che sia in primo luogo dovere del Governo regionale e delle forze di maggioranza di rispondere a queste domande, altrimenti rischiamo di stare in quell'ambito di non sufficiente chiarezza, di stallo, di impossibilità di prendere delle decisioni che, invece, debbono essere prese! E le decisioni vanno prese a seconda degli orientamenti circa il futuro della casa da gioco.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - La ringrazio, Consigliere Curtaz, perché avevo nostalgia dell'argomento, oggi ho dovuto occuparmi di tutt'altro, ma in realtà avevo nostalgia.

Se dovessi esprimermi in termini economici, mi diventa difficile individuare una posizione monopolistica della confusione, mi pare che la confusione agisca in libera concorrenza, perché credo che ognuno per conto suo abbia poche idee, come quelle della domanda, ma ben confuse, quindi immagino di dover partire dalle premesse, perché se dovessi partire dalla domanda, riuscirei ad arrivare poco lontano; invece, parto dalle premesse.

La prima riga, tutto sommato, è un dato acquisito in termini quantitativi; "preso atto della crisi in cui versa da tempo la Casa da gioco di Saint-Vincent" è un dato numerico: partivamo da più di un milione, un milione e cento presenze, oggi siamo a 700.000, quindi la lenta diminuzione del numero degli ingressi, che peraltro è progressiva anche oggi, è il dato più evidente, perché nell'ambito dell'attività da gioco, essendo l'oggetto sociale l'azzardo, è ovvio che i numeri rispetto alla casualità possono portare a volte a risultati buoni, a volte negativi, bisogna sembra guardare le cose con un arco temporale leggermente più dilatato. L'aspetto numerico, le affluenze e gli ingressi sono comunque un dato che dobbiamo prendere.

Dopodiché passiamo all'altra premessa: "creduto che il Governo regionale abbia ormai tutti gli elementi per addivenire a decisioni per il superamento della criticità emersa negli ultimi anni"; anche qui, sono probabilmente condizionato dalle mie esperienze, ma nell'ambito di un'attività societaria l'azionista non è un soggetto che interviene quotidianamente nella gestione, dà dei mandati, richiede al Consiglio di amministrazione di proporre, di effettuare delle analisi e quindi di prospettare un certo tipo di soluzione! Possiamo prendere qualsiasi tipo di società: non è l'azionista che si mette a fare attività di ricerca, c'è chi per lui; il casinò non è una società che abbiamo inventato noi, né in questa legislatura, né in quella precedente, esiste da decenni, per cui, a questo punto, dobbiamo guardare quello che veniva fatto e, se del caso, cosa dobbiamo modificare, perché questo tipo di casinò ha avuto un "trend" dove, alla fine - gli ingressi sono lì a testimoniarlo -, più di un milione di persone all'anno veniva in Valle d'Aosta per giocare.

L'analisi parte dalla valutazione storica e, se del caso, vanno proposti correttivi: cambia il sistema generale del gioco, cambiano le disponibilità? Questo "trend" di crescita lo è stato anche nei momenti di crisi; anzi, alcuni studi addirittura portano una sorta di controtendenza fra una congiuntura economica sfavorevole alla propensione al gioco, perché perdendo di riferimento, perdendo alcuni valori un significato, la gente cerca le chimere, cerca soluzioni poco credibili che possono essere anche quelle del gioco di azzardo. Vi sono sicuramente anche altre questioni che potrebbero condizionare: i giochini nei bar, la concorrenza dello Stato con "Superenalotto", con lotterie varie, che, da un certo punto di vista, sistemano i conti del Governo nazionale, però ci troviamo in una situazione in cui l'azionista non si è inventato un'attività, c'era già, e dobbiamo immaginare di creare un percorso che ci possa portare ad un recupero.

Devo dire la verità - ma questa è una visione mia e non del Consiglio di amministrazione -, ho certe difficoltà nell'immaginare che, di punto in bianco, il casinò cambi completamente la sua impostazione e diventi un luogo frequentato da famiglie, in cui il bambino va nella sala giochi, altri vanno a giocare a golf!

Il settore che è interessato alla casa da gioco - ma prego di fare le visite, che sono anche opportune da parte dei Consiglieri regionali, di andare a vedere i frequentatori delle case da gioco - si compone di persone che hanno una certa propensione al gioco e sono abbastanza indifferenti a tutta un'altra serie di aspetti, anzi sono addirittura indolenti, perché vengono per giocare. Devo dire la verità, devo immaginare di avere una continuità aziendale; poi, se del caso, ci si deve attivare per migliorare, ampliare l'offerta.

Questo tipo di comportamento è delegato da parte dell'azionista al Consiglio di amministrazione, e qui non voglio sottrarre né al Consiglio, né alla Giunta un ruolo, ma noi abbiamo un'attività che è quella di individuare dei gestori e valutare i gestori per i risultati. Non possiamo immaginare di intervenire quotidianamente in questo tipo di discorso, perché andremmo lontano! La formazione della decisione, se facciamo un Consiglio di amministrazione del casinò di 35 persone, che sarebbe la cosa che alcune volte qualcuno magari immagina, sarebbe mortale! Noi dobbiamo fare invece una cosa diversa, lì sono d'accordo con voi, ovvero acquisire tutti i dati e tutte le valutazioni del caso per dire: "questa è stata amministrata bene, questa è stata amministrata male", ma nell'ambito di un solco che è già segnato.

Il tipo di attività che dobbiamo fare noi lo abbiamo già individuato: è il gioco di azzardo. È chiaro che, nell'ambito del gioco di azzardo, si pongono dei problemi che sono importantissimi, ma che mi diventa difficile analizzare in Consiglio regionale. Vogliamo analizzare la norma antiriciclaggio? Vogliamo analizzare i limiti che dal 1° maggio ci saranno sull'utilizzo del contante, che sopra una certa cifra necessiterà di individuare precisamente chi farà delle giocate in contanti superiore a 1.500 euro? Vogliamo metterci ad analizzare qui l'Ufficio cassa assegni? Voi mi direte: ma cos'è? Ma è il luogo dove si dà la linfa per giocare! È ovvio che lì dobbiamo avere qualcuno con competenze finanziarie, economiche, perché deve fare le valutazioni di certe gestioni, ma che per altro verso condiziona i risultati del casinò perché, nel momento in cui arriva qualcuno con un assegno e vuole avere in cambio delle fiches, ci devono essere delle persone competenti per capire se questo assegno avrà una copertura o meno, quindi dovrà esserci un supporto di tipo bancario, il cui utilizzo è completamente diverso rispetto a un approccio che normalmente abbiamo nel mondo bancario, in quanto l'erogazione dei crediti all'interno di una struttura bancaria presuppone la presentazione di un "business plan", la presentazione di garanzie, tutte cose che in altro dominio non sono possibili! Ma ci mettiamo a discutere di questo?

Chiedo se gli interventi che facciamo in Consiglio sono effettivamente finalizzati a comprendere e ad aiutare una struttura di proprietà della Regione a migliorare le sue "performances" o vogliamo cavalcare un argomento che entusiasma sia i giornalisti sia i lettori, perché alla fine ho paura che sia questo! Devo dire la verità: al centro della gran parte degli interventi vi sono i nomi delle persone o singoli aspetti, ma nell'economia generale non muovono la classifica, non danno alcun contributo!

In questi primi mesi di legislatura c'è stata un'attività che ha portato ad un'analisi puntuale di tutta una serie di attività generali, complessive; allora non la singola, ma abbiamo delle attività, che sono le manifestazioni. Queste manifestazioni rendono, non rendono, portano lustro all'Amministrazione regionale, portano lustro alla Valle d'Aosta, fanno sì che la Valle d'Aosta raggiunga quell'eccellenza che renderà la nostra regione appetibile a determinati flussi turistici? Oppure queste manifestazioni creano un flusso di giocatori nell'immediato che a quel punto, sia numericamente, sia qualitativamente migliorano i conti del casinò? Questi sono i grossi temi… allora mettere in piedi delle attività di "report", chiedere anche lì che il Consiglio di amministrazione individui delle metodologie che garantisca il Consiglio regionale. Abbiamo investito nel 2004: quali sono i risultati? Così, come facciamo per qualsiasi altra iniziativa! E ancora: le campagne pubblicitarie che facciamo, se fossimo in un ambito privatistico, hanno permesso una crescita del volume di affari? Queste sono le questioni! Le riunioni fatte anche a livello di maggioranza, è per dare il massimo possibile l'informazione di quello che viene fatto!

Sulle scelte, qui, stamani, ho subito iniziato a vedere una sorta di "verve" polemica su una mancata comunicazione su un'assemblea; ma quante società ha la Regione? E il Presidente deve venire qui a fare la comunicazione di tutte le assemblee che vengono fatte? Chiaramente questo è un qualcosa che rientra su una specificità. Allora - per quel che attiene l'assemblea di ieri - mi pare che ci sia stato un percorso molto lineare, in linea con quello che ha chiesto il Consigliere Curtaz: cosa fare? Ma non perché lo ha detto il Consiglio regionale, la Giunta o l'Assessore, perché il Consiglio di amministrazione, in carica da 3 mesi, ha fatto una verifica di qual è lo stato di gestione della società; in questo ambito ha verificato che vi era un'organizzazione non rispondente alle esigenze. La precedente organizzazione vedeva un Consiglio di amministrazione che si spossessava delle sue competenze, quindi non solo non c'era un Consiglio di amministrazione, non c'era il Consiglio regionale, ma lo stesso Consiglio di amministrazione si era spossessato delle sue competenze per attribuirle ad un direttore generale e amministratore delegato; quindi, in buona sostanza, per il 70-80% dell'attività, una gestione monocratica.

A fronte di un cambiamento del Consiglio di amministrazione, lo stesso ha preso una decisione totalmente diversa, è un'assunzione di responsabilità, ma che spaventerebbe qualsiasi persona di buon senso, perché dice: "noi vogliamo gestire, vogliamo essere titolari come Consiglio di amministrazione di poteri specifici, quindi non deleghiamo a nessuno ed interveniamo direttamente ripartendoci i ruoli". Per fare questo, è ovvio che anche la struttura dirigenziale doveva essere in sintonia con una lettura di questo genere e, nell'ambito di questa lettura, è ovvio che i 2 livelli di dirigenza non erano più compatibili; quindi, anziché avere un livello di direzione generale e di direzioni subordinate alla direzione generale, c'era un'impostazione - qui abbiamo citato le parole crociate - di una "distribuzione orizzontale".

Non solo, all'interno di questa riorganizzazione, e sempre lì il Consiglio di amministrazione ha già evidenziato una certa attenzione, oltre alle direzioni esistenti - perché anche lì, i giornali riportano cose giuste e cose non giuste - che non sono soppresse, nel senso che la Direzione del personale, la Direzione del contenzioso, la Direzione legale erano e rimangono, vi erano 2 aree particolarmente critiche, e una era l'area della produzione, le sale giochi. Ora, quell'area ha la necessità di essere presidiata, perché è l'area in cui si ha il contatto con la clientela; non è possibile gestire in modo distinto la promozione, l'ospitalità rispetto a quello che accade nella sala giochi! E non sono dettagli questi, sono cose importanti, perché se non si presidia la produzione, credo sia difficile fare tutto il resto. Quindi dice: "introduciamo i presidi in quel dominio, così come l'introduzione di specifiche risorse nell'ambito dell'Amministrazione, inserendo figure che possano garantire quello che anche il Collegio sindacale ci ha segnalato come non funzionante". Ho ricevuto dei verbali del Collegio sindacale in cui si sollevavano delle disfunzioni, il non rispetto di regolamenti; ecco che a questo punto mi pare ovvio che ci sia un'attività conseguente.

Un Consiglio di amministrazione che fa una tale proposta, credo voglia dare già subito la sensazione di un percorso. È chiaro che all'interno di questo vi è stata, da parte della maggioranza, di chi si è assunto la responsabilità di governare, l'introduzione di criteri nell'ambito delle scelte di questi dirigenti, che rimangono di esclusiva competenza del Consiglio di amministrazione, perché sono i soggetti che devono trasmettere le decisioni sulla struttura, è la cinghia di trasmissione. È ovvio che questo tipo di ragionamento non può che essere fiduciario, perché in caso contrario rischiamo di non avere una trasmissione corretta delle volontà del Consiglio di amministrazione alla struttura. Non per questo non si possono indicare dei criteri; alla fine c'è stato un dibattito in merito ed è stato introdotto un criterio che ha salvaguardato l'autonomia del Consiglio di amministrazione, ma ha indicato, nell'ambito delle opportunità, di evitare di andare a ricercare dei personaggi esterni sia alla struttura attuale sia soggetti aventi cariche nelle precedenti gestioni.

Questo credo che possa essere marginale rispetto al discorso generale. Se qualcuno vuole fare polemica su un aspetto che può pesare 1, 2 o 3% di un discorso generale, credo sia fuori strada, che faccia una speculazione, ma le speculazioni molte volte portano alla perdita, perché non sono capite dall'opinione pubblica. Qui sembra che tutta l'attenzione ruoti su dei nomi, ma fuori da questo palazzo tutta questa discussione non vale 5 lire…

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

… ma gli scioperi non sono rivolti alla discussione dei nomi, mi pare che i lavoratori abbiano introdotto dei ragionamenti che sono anche comprensibili, in quanto cercano di tutelare il loro flusso reddituale, per cui, a fronte di una diminuzione quantitativa evidente, chiedono di conoscere quali sono le iniziative, ma nessuno dei lavoratori ha fatto dei ragionamenti che siano di così basso livello! Da questo punto di vista penso che questo sia un primo passo; il secondo passo sarà quello di conoscere, nel momento in cui saranno attribuite le deleghe, nel momento in cui saranno individuati i mansionari, le aree, i perimetri di queste direzioni, ci sarà un momento in cui verranno tracciate anche le strategie.

Attenzione, anche in questo caso le strategie sono di 2 livelli: ci sono delle cose che possono essere fatte immediatamente, ecco perché in assemblea oltre a quanto comunicato dal Consiglio di amministrazione, mi sono permesso anche in virtù del ragionamento fatto all'interno della maggioranza, di chiedere un presidio dell'area tecnica, perché è impensabile che per cambiare un parquet si debbano rifare le solette! Vi sono questioni che possono essere affrontate subito, non abbiamo bisogno di buttare giù la casa per dare il bianco o per rifare un impianto di illuminazione o per ravvivare un ambiente che è tutt'altro che gaio e felice e che incentiva una certa generosità nell'ambito delle giocate, perché, in fin dei conti, dobbiamo fare un certo tipo di ragionamento, dobbiamo mettere il giocatore nella condizione di star bene e quindi se una persona sta bene, è disposta anche a spendere di più. Non so se è eticamente accettabile o meno, ma l'attività del casinò è questa!

Queste cose possono essere affrontate subito; una filosofia e un metodo di valutazione su tutta la promozione che facciamo può essere fatta subito. Altre cose necessiteranno di altri tempi, lo ha detto il Consigliere Curtaz; noi abbiamo già dato indicazioni su quali sono le strategie di medio-lungo termine, abbiamo detto che l'acquisizione - e quindi la rottura dell'accerchiamento -, oltre ad essere uno degli aspetti del programma di legislatura, è un obiettivo ancora attuale, da luglio ad oggi non è cambiato nulla. È chiaro che vi sono dei passaggi che necessitano degli approfondimenti, bisognerà fare le valutazioni, le garanzie, ma credo non sia onesto dire che noi non assumiamo delle decisioni, perché su certi passaggi, se il Consigliere Curtaz fosse qui, avrebbe gli stessi tempi che abbiamo noi, a meno che il Consigliere Curtaz non abbia la bacchetta magica! Non credo che neanche all'Envers ci siano le bacchette magiche, perché ci sono dei passaggi che sono obbligati! Qui, la "verve" polemica la fa da padrona su questo argomento.

Io, devo dire la verità: sono abbastanza soddisfatto del percorso che fino ad oggi abbiamo fatto, sono fiducioso che questo tipo di approccio permetta una razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse e porti l'entusiasmo per andare avanti, e che questo entusiasmo si rifletta anche sui risultati della casa da gioco.

Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Sono in crisi d'identità come Consigliere di opposizione, perché nelle scorse occasioni avevamo fatto alcune domande all'Assessore, con iniziative varie, e l'Assessore rispondeva in maniera sempre ampia, toccava tutto senza entrare nel merito delle questioni che venivano poste! Allora mi sono detto: provo a cavarmela con 4 parole, sperando che l'Assessore con 400 parole risponda alla domanda che viene fatta! La domanda è: Assessore, cosa intende fare? Io non mi sono distratto, lei non ci ha detto cosa la Giunta intende fare…

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

… non l'Assemblea, la Giunta regionale! Stiamo parlando in Consiglio regionale, vede che lei è talmente dentro questo conflitto di interessi che confonde questa istituzione con il socio di maggioranza del casinò! Lei non ha ancora chiara questa distinzione!

Lei, oggi, qui, non risponde come rappresentante dell'Amministrazione nell'assemblea del casinò; io sono qui a discutere come Consigliere regionale e quindi lei risponda come Assessore, mentre all'assemblea risponderà come socio! Se non capiamo neanche queste cose, non possiamo discutere fra Consiglieri di opposizione e Giunta, perché manca proprio il minimo di alfabeto istituzionale! Anche perché - e qui vengo ad un punto che lei ha toccato - lei dice: qui l'azionista, qui l'azienda… ma l'azionista Regione non è un socio qualsiasi, non stiamo parlando di un casinò privato, l'azionista pubblico ha dei compiti particolari! Io glieli rammento modestamente; sono: intanto, quello di salvaguardare l'aziendalità - e questo andrebbe bene anche per un azionista privato - e poi discuteremo sul come farlo; poi quello di salvaguardare l'occupazione, che non è una cosa da poco, implica delle scelte ad esempio a favore dei giochi lavorati piuttosto che dei giochi non lavorati; ma, soprattutto, il socio pubblico ha il compito di attivare delle sinergie con tutta una serie di comparti, di enti, perché il casinò in questa Regione deve essere un elemento dell'offerta turistica, quindi va inserito nell'intero contesto offerta turistica! Deve coinvolgere delle realtà locali, mentre ad un azionista qualunque può non importargli di coinvolgere delle realtà locali!

Bisogna chiarire - cosa che non viene mai fuori! - quale posto il casinò deve avere nell'economia della nostra regione; se non rispondiamo a questa domanda, le risposte che vengono date dalla Giunta sono del tenore che abbiamo sentito, cioè di parla di tutto e del contrario di tutto, si parla di aspetti gestionali con una grande confusione. Nessuno ci dice, in questa sede, che è la sede dell'indirizzo politico, qual è l'indirizzo a cui è assoggettato il Consiglio di amministrazione del casinò! Non dico "indirizzo politico" nel senso di pressione partitica, perché questo lo abbiamo capito… siete voi che discutete dei nomi nelle riunioni di maggioranza, noi non abbiamo mai fatto un nome, siete voi che perdete le settimane a dibattere dei nomi nelle riunioni di maggioranza; non si discute altro che dei nomi, e non si discute delle cose importanti!

Non posso che dichiararmi addirittura sorpreso, a fronte di risposte tanto ampie e tanto farraginose rispetto ad una domanda così essenziale! Cercheremo di riproporla in altro modo, magari la proporrò a lei, Presidente, non so se vorrà rispondermi una volta alla domanda: "cosa intendete fare?", perché non so più come chiederlo! Mettiamo un punto all'ordine del giorno, facciamo un Consiglio straordinario, magari si capisce che questa non è l'assemblea del casinò, ma è il Consiglio regionale che deve dare gli indirizzi politici!

Qui finisco, perché non ho niente da replicare sulle singole cose, sono tutte cose di dettaglio, non mi interessano, sarà compito riservato al Consiglio di amministrazione e ai dirigenti; voi avete la responsabilità politica di averli nominati, ma è un problema loro! Qui, a noi, deve interessare l'indirizzo generale, deve interessare quale casa da gioco vogliamo in questa regione, di quali dimensioni, per fare che cosa, qual è il piano strategico… questo ci interessa e questa è la sede!

Voi avete il dovere e chiamo a questo dovere l'intera maggioranza, perché ormai abbiamo capito che la Giunta non è capace di esprimere un indirizzo politico. Non si sa; allora è dovere della maggioranza regionale dare una risposta a tale quesito, che ancora oggi non è emersa!