Objet du Conseil n. 479 du 24 mars 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 479/XII - Procedure per il rinnovo della Funivia del Monte Bianco. (Interrogazione)
Interrogazione
Preso atto che l'Assessorato al Turismo, con un Avviso pubblico comparso recentemente sul quotidiano "La Stampa", ha comunicato l'avvio della procedura relativa al rinnovo della "Funivia del Monte Bianco", con l'indicazione dei mappali di terreno interessati all'opera che saranno oggetto di esproprio;
Rilevato che tale comunicazione precede l'avvio del procedimento pubblico di valutazione dell'impatto ambientale del progetto, nell'ambito del quale verranno valutate le differenti opzioni rispetto alle caratteristiche ed ubicazioni dell'impianto funiviario;
Evidenziato il fatto che, avviando tale procedura prima della conclusione dell'iter di valutazione dell'impatto ambientale, si anticipano delle conclusioni e decisioni che potrebbero emergere solo al termine del procedimento di v.i.a.;
Sottolineato che al punto 5 del suddetto Avviso pubblico viene indicato che "qualunque portatore di interessi pubblici, privati e diffusi, può intervenire nel procedimento dell'Amministrazione competente entro e non oltre 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso. Eventuali osservazioni saranno valutate dall'autorità espropriante ai fini delle definitive determinazioni";
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:
1. quale significato deve essere attribuito all'Avviso pubblico comparso su "La Stampa";
2. a che cosa si riferiscono e che valore hanno le "osservazioni" previste al punto 5 del suddetto Avviso?;
3. per quale motivo si è deciso di dare avvio alla procedura prevista dalla legge 327/2001 prima ancora di dare avvio al procedimento di valutazione dell'impatto ambientale del progetto funiviario.
F.to: Riccarand - Lanièce
Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce, aux transports et aux affaires européennes, Caveri.
Caveri (UV) - J'essaie de répondre aux différentes questions en suivant l'ordre des questions.
La signification qu'il faut attribuer à la vie publique est celle qui est imposée par les procédures de la loi nationale en matière d'expropriation (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità, DPR 8 giugno 2001 n. 327).
Le décret prévoit que: "Se la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio può essere disposto, ove espressamente se ne dia atto… mediante una conferenza di servizi, un accordo di programma, una intesa ovvero un altro atto, anche di natura territoriale, che in base alla legislazione vigente comporti la variante al piano urbanistico". Le choix de l'Administration régionale a été celui de prévoir le "vincolo preordinato" à l'expropriation au sein de l'accord de programme, qui est en cours de formalisation.
A l'article 11, alinéa 1, du DPR n° 327/2001 on explicite que: "Al proprietario del bene sul quale si intende apporre in vincolo preordinato all'esproprio, va inviato l'avviso dell'avvio del procedimento… almeno 20 giorni prima dell'emanazione dell'atto" (dans ce cas le perfectionnement du programme). L'alinéa 2 de l'article 11 précise, de plus, que: "L'avviso di avvio del procedimento è comunicato personalmente agli interessati alle singole opere previste dal piano del progetto. Allorché il numero dei destinatari sia superiore a 50, la comunicazione viene effettuata mediante pubblico avviso, da affiggere all'albo pretorio dei Comuni nel cui territorio ricadono gli immobili da assoggettare al vincolo, nonché su uno o più quotidiani a diffusione del territorio nazionale e locale e, ove istituito, sul sito informatico della Regione o Provincia autonoma nel cui territorio ricadono gli immobili da assoggettare al vincolo. L'avviso deve precisare dove e con quali modalità può essere consultato il piano o il progetto. Gli interessati possono formulare entro i successivi trenta giorni osservazioni che vengono valutate dall' autorità espropriante ai fini delle definitive determinazioni". Puisque le nombre des destinataires de l'avis résultait en effet être supérieur à 50, on a procédé avec la publication prévue par la loi.
Deuxième question. Les observations auxquelles on se réfère, sont celles qui sont mentionnées à l'article 11, DPR n° 327/2001 - que j'ai déjà eu l'occasion de lire - et concernent toute considération formulée par les ayants droit sur l'intention manifestée par l'organisme expropriant, d'occuper leur bien pour une exigence d'utilité publique.
Troisième question. Les procédures entamées, finalisées à la transparence la plus complète et à l'information rapide des intéressés, même pour déterminer le cheminement le plus adapte et le moins onéreux pour l'Administration, prévoient que le perfectionnement de l'accord de programme précède la procédure d'évaluation de l'impact environnemental, auquel suivra le mandat ou la rédaction du projet définitif et exécutif. La motivation qui prévoit la procédure de VIA est une phase suivante au perfectionnement de l'accord de programme; elle est liée à l'exigence de faire évaluer à la commission de VIA un projet cohérent avec les dispositions urbanistiques en vigueur, en rappelant que les variations nécessaires au plan régulateur résultent approuvées, justement, avec la signature de l'accord de programme.
Cela dit, en soulignant à nouveau que la déclaration d'utilité publique coïncide donc avec le perfectionnement de l'accord de programme, la procédure prévue par le DPR n° 327/2001 ne pouvait qu'être entamée dans cette phase.
Président - La parole au Conseiller Riccarand.
Riccarand (Arc-VA) - Mi pare abbastanza evidente che questa procedura non va bene, perché è una procedura contraddittoria e confusa.
Il problema essenziale qual è? Che, di fatto, questo avviso pubblico - pubblicato fra l'altro anche sul sito informatico della Regione sotto il titolo "Avvisi di esproprio per pubblica utilità" - inizia la procedura di esproprio dei terreni rispetto a un progetto di cui deve essere ancora valutata la compatibilità ambientale. È questa la contraddizione rispetto alla quale ci troviamo; in pratica, il cittadino si trova di fronte ad un avviso che di fatto viene letto come una decisione, ormai intervenuta, di realizzare un'opera con certe caratteristiche, in certe località, che comporterà l'esproprio di certi mappali, senza che si renda conto che c'è tutta una procedura di evidenza pubblica in cui lui è chiamato a partecipare, al termine del quale soltanto si potrà dire se quest'opera si può realizzare perché è compatibile ambientalmente, oppure non può essere realizzata. Si determina confusione e diventa difficile, anche per il cittadino, capire che tipo di osservazione deve presentare: deve fare delle osservazioni sul progetto in generale, sulle caratteristiche della localizzazione della stazione di partenza, sui mappali che vengono espropriati… su cosa? Non è chiaro!
Mi paiono evidenti due cose: c'è una discrepanza che va sanata fra la normativa nazionale, statale, del DPR che prevede la procedura di esproprio, e le normative regionali in materia di VIA e in materia urbanistica; questa discrepanza va sanata con una legge regionale che trovi il modo di evitare la sovrapposizione di procedimenti ad evidenza pubblica, in cui uno pare contraddire l'altro, in cui uno pare anticipare decisioni che devono avvenire solo in una fase successiva.
Noi riteniamo - lo dico anche a nome del Consigliere Lanièce, cofirmatario dell'interrogazione e che oggi non può essere presente - che questa procedura, come è stata avviata, debba essere ripensata in 2 direzioni: la prima, intervenendo sulla normativa in modo che le procedure di esproprio, su cui la Regione ha competenza, siano disciplinate in modo diverso, in modo da evitare queste anticipazioni; in secondo luogo, se si vuole comunque - in attesa di una normativa regionale che risolva il problema - fare gli avvisi ai sensi del DPR statale, impostando gli stessi in modo diverso, bisogna che da questi venga evidenziato che la comunicazione fatta non è sostitutiva della procedura di VIA e che, in quella sede, si potranno presentare tutte le osservazioni di merito al progetto; infine, che l'esito della procedura di esproprio è comunque subordinata a quella che sarà poi la conclusione della procedura di VIA. È quindi anche un problema di formulazione dell'avvio del procedimento che, se lo si vuole fare - ho dei dubbi sull'opportunità di farlo in questa fase! -, va fatto in modo diverso.
Dal momento che tale problematica è destinata a riprodursi anche in altre circostanze, chiediamo all'Assessore e alla Giunta di fare attenzione, di prevedere una legge regionale che risolva tale questione e, nel frattempo, a predisporre degli avvisi in cui siano evidenti, per tutti i cittadini, quali sono i vari procedimenti e le varie funzioni, per non dare l'impressione che la decisione sia già anticipata, mentre invece si deve ancora intervenire!
