Objet du Conseil n. 123 du 15 octobre 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 123/XII - Soggetti interessati alla tariffazione agevolata praticata dalla CVA S.p.A.. (Interrogazione)
Interrogazione
Preso atto che da qualche tempo la C.V.A. S.p.A. (attraverso meccanismi associativi di carattere consortile) fornisce energia elettrica a condizioni agevolate ad alcune categorie "commerciali";
Ritenuto opportuno avere approfondimenti su dette iniziative;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) quali sono le categorie interessate all'erogazione dell'energia elettrica a tariffe agevolate;
2) quanti sono i soggetti economici interessati alla tariffazione agevolata e in quale percentuale sul totale complessivo di energia elettrica erogata nella nostra Regione;
3) quali sono le motivazioni politiche che stanno alla base dell'agevolazione prevista per alcune categorie e per l'esclusione delle altre.
F.to: Curtaz
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Vorrei innanzitutto premettere che l'erogazione di energia elettrica a tariffa agevolata è stata possibile grazie agli interventi effettuati dall'Amministrazione regionale, a partire dagli anni '90, relativamente all'acquisizione delle centrali della "Cogne", successivamente all'acquisizione del ramo di azienda "dell'ENEL".
Sulla materia, ovviamente, sono intervenute delle normative statali: la legge n. 9/91 e il "decreto legislativo Bersani" nel 1999, che ha avviato la procedura di liberalizzazione e ha consentito di ampliare ulteriormente quanto si era iniziato a fare, a partire dal 1994, con la costituzione della prima fase della "CVA", che riguardava esclusivamente le società idroelettriche "ex Cogne". Sulla base di questa normativa e dell'iniziativa regionale, il 2 ottobre 1996 è stata costituita una società consortile in forma di società a responsabilità limitata - ai sensi dell'articolo 2615 del Codice civile - denominata "Idroenergia", con un capitale sociale di 100 milioni di lire suddiviso in quote del valore nominale di 1 milione.
Le società che hanno aderito a "Idroenergia" sono state molte, fra le principali, indubbiamente, vi era la "CVA", come socio di maggioranza, poi: la "Balteadisk", la "Cervino", la "Coinca", la "Converter", la "Enrietti"; non sto a leggerle tutte, mi riservo di fornire al Consigliere Curtaz l'elenco delle aziende. Questo per dire che all'interno del consorzio vi erano le aziende prevalentemente del settore industriale e degli impianti a fune, che sono quelle con maggiori consumi di energia idroelettrica. La "conditio sine qua non" per le società interessate ad aderire all'iniziativa consortile inizialmente era, oltre ad avere la sede legale ed amministrativa in Valle d'Aosta, anche svolgere attività produttiva prevalentemente nel territorio della Regione. Con la deliberazione dell'assemblea straordinaria dell'ottobre 2000, che ha modificato l'articolo 6 dello Statuto sociale relativo ai requisiti dei soci consorziati, è stata eliminata questa condizione, quindi possono essere aziende con sede in Valle e anche fuori. Successivamente a questa modifica, la "CVA" ha progressivamente ceduto quote della società consortile, sia a soggetti economici operanti nel territorio regionale, che sull'intero territorio nazionale, mantenendo sempre la maggioranza assoluta del capitale sociale. A più riprese, pertanto, si è proceduto ad aumentare il capitale sociale di "Idroenergia", fino a raggiungere gli attuali 774.000 euro. Gli ingressi delle imprese valdostane nel consorzio hanno riguardato la maggior parte delle società aderenti all'Associazione valdostana industriali (AVI) e all'Associazione valdostana impianti a fune (AVIF). A partire dal 1° giugno 2001, in seguito all'accordo con l'Amministrazione regionale, gli impianti di produzione "dell'ENEL" passano alla "CVA". Al 31 dicembre 2002 le società valdostane appartenenti al consorzio erano 55, di cui 30 associate "all'AVI" e 12 associate "all'AVIF".
Il 4 maggio 2001, nell'ottica di far confluire tutti i soci valdostani, per poter garantire loro condizioni economiche competitive e allineate alle migliori condizioni di mercato, la "CVA" ha costituito un'altra società: "l'Idroelettrica Valle d'Aosta", sempre società consortile a responsabilità limitata, con un capitale di 50.000 euro suddiviso in quote sociali del valore uninominale di 50 euro, con soggetto sociale analogo a quello di "Idroenergia". Tale società è diventata operativa nel 2003. Il passaggio delle società valdostane da "Idroenergia" a "Idroelettrica" è stato perfezionato nel mese di dicembre, in alcuni casi mediante la semplice acquisizione di una partecipazione nella "Idroelettrica", in altri casi tramite permute di quote sociali con la "CVA S.p.A." controllate dai 2 consorzi. Ora, il motivo della creazione della "Idroelettrica" era quello di far confluire in un unico consorzio le aziende con sede in Valle, alle quali è possibile far avere delle condizioni tariffarie migliori e lasciare all'interno di "Idroelettrica" altre società non aventi sede in Valle a cui vengono praticate tariffe diverse. Nel corso del 2003 la "CVA" ha progressivamente ceduto quote di partecipazione della società "Idroelettrica" a nuovi soci. Sono stati di particolare rilievo gli ingressi nel consorzio di 44 enti pubblici locali aderenti al Consorzio dei comuni della Valle d'Aosta; il bacino imbrifero montano della Dora Baltea (BIM) stesso e anche la Regione Valle d'Aosta hanno acquistato una partecipazione nella "Idroelettrica".
Per quanto riguarda le associazioni di categoria, a seguito delle convenzioni sottoscritte con l'Associazione "ASCOM-Confcommercio della Valle d'Aosta", il 9 aprile 2003, e l'Associazione degli albergatori - "l'ADAVA" -, il 10 giugno 2003, la "CVA" ha ceduto 7 quote, per quanto riguarda 7 associati "ASCOM", e 24 per quanto concerne gli associati "ADAVA". Attualmente è stata sottoscritta una convenzione con "Confartigianato Valle d'Aosta" e sono in corso contatti con la "Fédération des coopératives". Il ruolo delle associazioni è quello di promuovere l'iniziativa presso i loro associati e quindi fare da coordinamento per quanto riguarda la documentazione tecnica per l'adesione al consorzio stesso.
In risposta alla seconda domanda, i requisiti associativi, i consorzi di autoproduzione sono costituiti da aziende che fanno riferimento a quanto previsto sia dal "decreto Bersani", sia dalla legge n. 9/91; in altri termini, l'energia autoprodotta deve essere utilizzata in misura non inferiore al 70% dai soci, i quali non sono sottoposti a particolari limiti di consumo.
Per quanto riguarda i limiti di consumo, la norma prevede attualmente che, a partire dal 2003, la liberalizzazione considera clienti idonei le imprese che consumano fino a 100.000 kW/h; sulla base del consorzio, per le imprese che aderiscono a "Idroelettrica", è possibile oggi avere consumi di 50.000 kW/h, quindi una soglia più bassa di ingresso. Questo anticipa quanto è previsto dal "disegno di legge Marzano" sul riordino del sistema elettrico, che attualmente è in discussione al Parlamento.
Per quanto riguarda le condizioni economiche, queste sono differenziate fra la società "Idroelettrica" e "Idroenergia". Per quanto concerne la società "Idroelettrica", le forniture di energia in bassa tensione hanno uno sconto rispetto al mercato vincolato del 10,5%, in media tensione del 12,40% e lo stesso per le forniture in alta tensione. Relativamente a "Idroenergia", consorzio a cui partecipano le società non aventi sede in Valle d'Aosta, vi è uno sconto rispetto al mercato vincolato del 5,3% e uno sconto per quanto riguarda la media tensione del 6,70.
Per quanto riguarda poi il mercato dell'energia in Valle d'Aosta, la situazione è la seguente: i consumi complessivi in Valle sono 876 milioni di kW/h, 380 per il mercato domestico, quindi le utenze delle famiglie normali; i grandi clienti serviti da "CVA" occupano in Valle 300 milioni di kW/h; la società "Idroelettrica" 148; vi è poi anche la "CVA Trading", che fornisce 2 importanti società: la "Meridian" e "l'Olivetti I-Jet" per 48 milioni. La quota relativa alla società "Idroelettrica" quindi è di circa il 17%.
In risposta all'ultima domanda, va detto che, stante le disposizioni delle norme, l'orientamento della regione è quello di mettere tutte le imprese sullo stesso piano; è chiaro che oggi vi è un limite di soglia: quello dei consumi annuali dei 50.000 kW/annui. Da questo punto di vista, la Regione ha creato un'opportunità per tutte le imprese, quindi non vi è intenzione di discriminare nessuno. Vi sono associazioni che si sono rese più diligenti nella realizzazione di questi accordi, mi auguro che anche altre lo facciano nell'immediato futuro, l'orientamento dell'Amministrazione resta quello di favorire le imprese per quanto riguarda una riduzione dei costi energetici che sono un elemento di competitività complessiva.
Da questo punto di vista, quindi, l'Amministrazione regionale non intende fare in alcun modo discriminazioni. Farò poi avere anche gli elenchi più specifici.
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Solo per prendere atto e ringraziare l'Assessore per l'ampia e dettagliata risposta.
