Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3083 du 19 mars 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 3083/XI Tempistica dell'esecuzione di esami mammografici o ecografici presso l'USL. (Interrogazione)

Interrogazione Preso atto delle segnalazioni di diversi utenti circa i ritardi con cui vengono prenotati esami mammografici o ecografici presso l'USL;

Preso atto che sia il programma di screening mammografico sia il protocollo specifico elaborato dall'Usl non riescono a rispondere alle diverse esigenze di prevenzione, come ad esempio, la prescrizione medica di esami periodici;

Considerato che, in assenza di risorse soddisfacenti da parte della struttura pubblica, l'utente è costretto a rivolgersi a strutture private;

Considerata l'importanza della prevenzione, anche ai fini di contenere successive spese per curare le patologie tumorali insorgenti;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) se sono pervenute segnalazioni di utenti insoddisfatti per i lunghi tempi di attesa;

2) se è stata fatta una verifica della rispondenza dell'offerta proposta dall'azienda sanitaria (screening e protocollo specifico) alle esigenze degli utenti.

F.to: Squarzino Secondina - Curtaz - Beneforti

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Au cours de l'année 2002 les communications des usagers sur les délais d'attente excessifs pour les examens diagnostiques en question ont été 11 au total, dont une seulement portait sur la mammographie mais, cela dit, le problème, en effet, existe. Le programme de monitorage répond aux exigences de la couche de la population féminine de 50 à 70 ans, soit 65 pour cent des examens effectués par les services publics.

S'agissant des usagers restants - 35 pour cent - l'agence USL de la Vallée d'Aoste suit un protocole d'accès selon les prescriptions de la délibération du Gouvernement régional n° 1482/2002, relative aux modes d'accès, aux prestations offertes par les dispensaires, dont voici les points essentiels:

- mammographies urgentes à effecteur sous 24 heures sur la base de la prescription du médecin indiquant le diagnostic ou le diagnostic présumé et les symptômes qui le justifient;

- mammographies urgentes à effectuer sous 15 jours pour les femmes présentant des symptômes et sur la base du diagnostic d'une pathologie néoplasique présumée ou, en tout état de cause, en vue de poser un diagnostic définitif;

- mammographies pouvant être programmées, qui comprennent tous les autres examens diagnostiques.

Les mammographies considérées comme urgentes sont assurées dans les délais maximums prévus par la délibération du Gouvernement régional susdite.

Tout en constatant que les délais d'attente ont augmenté pour ce qui est des prestations non urgentes et que le monitorage constitue une action de prévention efficace, nous sommes conscients de la nécessité de réduire davantage les délais d'attente maximums pour les prestations en question. Des programmes visant la réduction des délais d'attente ont par ailleurs été lancés, ce qui a permis de relever la productivité des structures publiques par le recours aux professions libérales et d'autres mesures d'incitation du personnel. Je rappelle, à ce propos, que l'Administration régionale a mis en ?uvre, en collaboration avec l'Université de Turin, un cursus de radiologie médicale par imagerie et radiothérapie - 10 postes - dans le but d'augmenter la disponibilité des personnels et d'améliorer à l'avenir le niveau d'assistance fournie.

Enfin, je signale que dans la délibération du Gouvernement régional portant dispositions à l'USL pour la définition de l'accord de programme pour 2003, a été soulignée la nécessité d'acheter des appareils pour l'écographie dans les dispensaires de Morgex, Châtillon et Donnas. En conclusion, il s'agit, à mon avis, d'un problème culturel - dirais-je - qui concerne, avant tout, les médecins et, ensuite, la population, qui doivent se convaincre de l'inutilité de certains examens qui sont parfois nuisibles.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Assessore, lei ha alternato, nel suo intervento, due atteggiamenti totalmente diversi e contraddittori fra di loro: prima dice che il problema esiste e che cercherete di fare qualcosa, e poi conclude dicendo che è un problema culturale, che bisogna che le donne e i medici cambino idea e si adeguino - anche se questo lei non lo ha detto - alle prescrizioni sanitarie.

Non sono affatto contenta della sua risposta, perché prima di tutto lei ha fatto un cenno alle lamentele nel 2002. Nel 2003 - a parte quella lettera sul giornale, che tutti hanno potuto leggere e che è di febbraio - a me sono arrivate le segnalazioni di due persone che mi hanno telefonato per dirmi: "Senti cosa mi è capitato: io il 20 febbraio telefono per una mammografia e mi viene detto il 31 dicembre 2003"; un'altra persona ha telefonato per chiedere una prenotazione e le hanno dato l'appuntamento per il 28 dicembre; ancora, un'altra persona prenota un'ecografia e le dicono il 10 maggio! Ma a me interessava in particolare l'esame mammografico.

Abbiamo tutti letto la lettera della dott.ssa Riccardi, in cui ha indicato quali sono i criteri che l'USL sceglie, però la realtà è molto diversa, nel senso che lo "screening" riguarda una fascia di età ben precisa: da 50 a 69 anni. Prima di 50 anni, se uno ha dei problemi, o diventa urgentissimo, oppure deve aspettare un anno! Dopo 69 è la stessa cosa; non solo, ma vi sono dei casi - se vuole, le dico nome e cognome - che proprio perché hanno in famiglia una pericolosità rispetto a questa malattia…

Vicquéry (fuori microfono) … non esiste la familiarità…

Squarzino (PVA-cU) … hanno bisogno almeno ogni anno di fare questi esami periodici e questi non possono essere fatti! È inutile che lei parli di prevenzione, lei agisce come i Deputati di "Forza Italia" che non lasciano parlare gli interlocutori…

Vicquéry (fuori microfono) … sta dicendo delle eresie, non esiste la familiarità…

Squarzino (PVA-cU) … Assessore, Schifani, adesso abbiamo capito qual è il suo modello, Assessore! Lei può rispondere come vuole, ma il problema della prevenzione esiste realmente! È inutile che lei organizzi le giornate della prevenzione, in cui chiede alla popolazione di diventare attiva e di intervenire prima che il danno sia percepito, se poi non mette gli strumenti perché questo avvenga! Assessore, in alcuni casi l'USL ha fatto - giustamente - dei programmi per abbattere le liste di attesa; in questo campo non le ha fatte, perché si è limitato allo "screening". Allora, Assessore, la prego di insistere ancora con l'USL, perché vengano abbattuti i tempi delle liste di attesa. Perché dico questo? Perché le stesse persone che ho citato prima, hanno telefonato ad Ivrea e, nel giro di una settimana, hanno avuto prenotati i due esami; quindi lei vede come la nostra USL abbia molto da imparare rispetto a questo tema!