Objet du Conseil n. 3024 du 19 février 2003 - Resoconto
OGGETTO N. 3024/XI Lavori di ristrutturazione dell'ex cinema Splendor. (Interrogazione)
Interrogazione Venuto a conoscenza che, dopo quasi un anno di immobilità, i lavori di ristrutturazione dell'ex cinema Splendor sono ripresi da poco;
Preso atto dei ritardi accumulati di detti lavori;
Tenuto conto dell'importanza della realizzazione di tale opera che permetterà finalmente ad Aosta di dotarsi di un auditorium;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per conoscere:
1) l'attuale situazione dei lavori di ristrutturazione dell'ex cinema "Splendor";
2) le motivazioni che hanno causato i ritardi ai succitati lavori;
3) la data di conclusione di detti lavori;
4) se sono già stati definiti i criteri e i metodi di gestione di tale struttura (indicando, anche se possibile, una stima dei costi di gestione).
F.to: Lanièce
Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV) Devo dire che non è proprio esatto parlare di "un anno di immobilità"; in effetti, il cantiere, al di là delle legittime sospensioni invernali per le condizioni meteorologiche, non è mai stato inattivo. È vero che i lavori sono in ritardo e il ritardo è relativo principalmente a due fatti specifici.
Il 2002 è stato caratterizzato dall'intervento di rimozione, bonifica e smaltimento dei manufatti contenenti amianto, che sono stati rinvenuti nell'edificio dell'ex cinema Splendor. Il rinvenimento di questi materiali ha comportato la sospensione dei lavori dal 4 aprile all'8 ottobre 2002. In seguito alla conclusione, in data 8 ottobre 2002, dei lavori di bonifica abbiamo proceduto, lo stesso giorno, alla riconsegna dell'immobile all'Impresa, che ha proseguito le attività di scavo archeologico dentro e fuori il fabbricato, sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza. Nel mese di dicembre 2002 l'Impresa ha concluso le attività di scavo archeologico nelle aree esterne al fabbricato, mentre quelle relative allo scavo archeologico all'interno del fabbricato proseguiranno presumibilmente fino a tutto il mese di marzo 2003: questo non significa comunque che l'Impresa non possa procedere con l'esecuzione degli altri lavori. La complessità dell'attività di scavo archeologico risultata più onerosa in termini sia di quantità che di qualità rispetto a quanto previsto, ha allungato i tempi della realizzazione.
La data di ultimazione quindi, che avrebbe dovuto essere il 3 novembre 2003, calcolando gli 830 giorni contrattuali previsti per l'esecuzione dell'opera, a cui vanno aggiunti i giorni di sospensione per i mesi invernali, concretamente non sarà rispettata, perché il cantiere ha accumulato un ritardo che può essere quantificato intorno ai 12 mesi; quindi presumibilmente avremo la conclusione negli ultimi mesi del 2004.
Per quanto riguarda l'ultima questione, al momento, come Giunta, abbiamo svolto solo alcuni ragionamenti, ma non abbiamo definito ad oggi criteri e metodi puntuali. Tra i ragionamenti che abbiamo fatto una considerazione è che la nuova struttura sarà prioritariamente sede della "Saison culturelle", nelle sue diverse e variegate espressioni artistiche. Non sarebbe in ogni caso opportuno il monopolio dell'Amministrazione su tutte le attività culturali, divenendo l'unico utilizzatore della struttura; bisognerà dare anche ampio spazio alle associazioni culturali operanti sul territorio, rispondendo alle loro aspettative e razionalizzando nello stesso tempo l'utilizzazione degli spazi disponibili. Il modello organizzativo quindi dovrà fare in modo che vi sia equilibrio fra la fruizione legata maggiormente all'organizzazione di spettacoli con artisti nazionali ed internazionali e la produzione di spettacoli e concerti da parte degli operatori culturali locali.
Per quanto riguarda i costi e il tipo di gestione, i riferimenti di cui disponiamo oggi sono quelli contenuti nello studio di fattibilità che è allegato alla progettazione dell'opera e che avevo già illustrato in questo Consiglio rispondendo ad una iniziativa del Consigliere Frassy. Sono quindi dei riferimenti abbastanza datati, che fanno riferimento a quattro strutture analoghe e in termini di dimensioni, e in termini di destinazione, e in termini di bacino di utenza: due di queste, gestite direttamente dalle Amministrazioni pubbliche proprietarie e due di queste, invece, affidate alla gestione di aziende speciali costituite per lo scopo.
I riferimenti in termini di cifre indicavano costi di gestione che potremmo anche attualizzare, ma che si aggiravano dai 2,5 miliardi ai 3,5 miliardi di lire, con un'ulteriore precisazione che va nel senso di prevedere - comunque e sempre - un consistente intervento da parte dell'Amministrazione pubblica, variabile da 58 a 69 percento non essendo sufficienti a ripianare la gestione gli introiti che è possibile ottenere.
Avendo di fronte ancora due anni prima della conclusione del cantiere, la prossima Giunta potrà concretamente dedicarsi alla questione e quindi assumere delle decisioni in merito.
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (SA) Prendo atto della risposta fornitami dall'Assessore. Anche qui siamo di fronte ad un'altra opera che è iniziata tanto tempo fa e che ora sta cercando di arrivare alla sua conclusione. Sicuramente è un'opera molto importante perché la città di Aosta ha bisogno di un auditorium per poter proporre nel modo migliore le manifestazioni culturali, gli spettacoli musicali… che sono importanti, anche perché abbiamo anche noi diversi operatori locali che organizzano spettacoli e quindi hanno bisogno di avere una sede opportuna per presentare le loro opere.
La cosa positiva è che sia stato messo in evidenza il fatto che l'auditorium, una volta che sarà ultimato, sarà non solo sede della "Saison Culturelle", quindi di un evento istituzionale, ma sia messo a disposizione di tutte le associazioni culturali. Questa è una scelta che fa molto piacere al sottoscritto, perché in passato io stesso avevo presentato delle interrogazioni, con le quali chiedevo di dare maggior spazio alle associazioni culturali valdostane, quindi il fatto che sia già stato preventivato ciò è un segnale positivo ed è giusto sottolinearlo.
Per quanto riguarda i ritardi, ci auguriamo che questa volta sia "la volta buona" e che entro la fine del 2004 venga ultimata questa opera, molto importante per la città di Aosta e per la nostra Valle.
Per quanto riguarda i criteri e i metodi di gestione, penso che questa sia una cosa molto importante sulla quale invito l'Assessore a fare molta attenzione, nel senso che in Valle ci sono state in passato alcune esperienze tipo il Palazzetto di Courmayeur, dove è stata realizzata una struttura importante per la quale, una volta inaugurata, ci siamo trovati ad affrontare il problema della gestione con tutti i problemi conseguenti. È importante cercare fin da subito, anche se mancano ancora due anni, di mettersi attorno ad un tavolo per definire le modalità e i criteri di gestione, anche perché, già in precedenza, avevamo chiesto queste informazioni in Consiglio e i dati forniti allora ed oggi riconfermati, che facevano riferimento a questo studio di fattibilità, parlavano di circa 3 miliardi per il costo di gestione. I dati erano riferiti al 1994: oggi sono passati 8 anni e quindi probabilmente avremo dei valori superiori.
Occorre pertanto seguire con attenzione le modalità di gestione, in modo da non trovarci in difficoltà, una volta ultimata l'opera e messa in funzione, per aver realizzato una bellissima opera non gestibile per gli alti costi di gestione. Visto che attualmente non sappiamo chi si farà carico di questi costi, e non possiamo pensare che le associazioni culturali abbiano il denaro per sostenerli, occorre fin da subito mettersi attorno ad un tavolo per stabilire al più presto criteri e modalità di gestione dell'auditorium.
