Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2830 du 6 novembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2830/XI Progetti di sviluppo e utilizzazione del Forte di Bard. (Interpellanza)

Interpellanza Preso atto delle notizie apparse sugli organi di informazione circa i progetti di sviluppo e di utilizzazione del complesso del Forte di Bard;

Appreso che il relativo piano economico prevedrebbe perdite annue mediamente superiori ai due milioni di euro, ma che, secondo il parere di alcuni amministratori, queste sarebbero compensate dall'indotto che si creerebbe nel territorio circostante;

Considerato che, tenuto conto delle attività che si intenderebbero collocare (tra cui alberghi e ristoranti di charme di altissimo livello; spazi espositivi per mostre; un museo delle fortificazioni; un Parco tematico delle Alpi; botteghe commerciali), sarebbe necessario contestualmente indicare con chiarezza quali sarebbero le possibili ricadute sull'economia circostante: in quali settori, con quale coinvolgimento di chi lavora e vive nella zona, con quale rapporto con le scelte di sviluppo del territorio;

Ritenendo che sia importante coinvolgere nella scelta del futuro del Forte anche le popolazioni e le amministrazioni locali, che dovrebbero essere i futuri protagonisti dello sviluppo creativo dell'indotto;

Constatato che le proposte di utilizzo del Forte riprenderebbero vecchie ipotesi progettuali e non terrebbero conto di successivi approfondimenti e riflessioni che consideravano vitale per il Forte di Bard ospitare un centro di elaborazione culturale;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere:

1) se sono veri i dati relativi alla perdite previste dal piano economico concernente la gestione delle attività collocate all'interno del Forte di Bard;

2) come è stata coinvolta la popolazione e i suoi rappresentanti locali nella scelta delle attività future del Forte;

3) cosa si intende fare perché siano adeguatamente preparati i futuri operatori dei settori dell'indotto che si pensa potranno svilupparsi;

4) se si intende rivedere il progetto, al fine di inserirvi, come cuore dell'intero sistema, un centro di produzione ed elaborazione culturale.

F.to: Squarzino Secondina - Curtaz - Beneforti

Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Vorrei fare una premessa. Noi abbiamo condiviso la scelta di recuperare questo enorme complesso monumentale per farlo diventare, in sinergia con il Borgo, un volano per l'economia locale. Possiamo rimanere scettici - lo abbiamo anche detto qui - su alcune soluzioni tecniche, fra cui il parcheggio pluripiano, per esempio, su cui abbiamo avuto alcune osservazioni da fare, ma riteniamo sia positivo che un patrimonio architettonico storico sia stato recuperato in modo da renderlo visitabile, agibile, funzionale, ed è questo, a nostro avviso, un modo per riappropriarsi della propria storia. Abbiamo anche condiviso le indicazioni generiche che erano indicate nel progetto che accompagnava tutto il piano di recupero del Forte, progetto in cui erano indicate diverse funzioni polivalenti: musei permanenti, mostre temporanee, centro di formazione, accoglienza e di promozione delle attività economiche. Era uno studio ancora molto generico rispetto alla futura realizzazione; allora si parlava chiaramente di "ipotesi di utilizzo", di "ipotesi di gestione", e queste ipotesi erano finalizzate ad avere delle idee dal punto di vista progettuale, idee generali sul possibile utilizzo, per poter progettare la ristrutturazione interna e la distribuzione funzionale degli spazi. Anche dal dibattito che ci fu in quel momento era chiaro che un grosso lavoro di definizione andava ancora fatto; d'altra parte, so con sicurezza che sono avvenuti degli incontri successivi, degli studi, delle ulteriori ipotesi appunto, perché è un grosso patrimonio che va valorizzato al meglio.

Ormai si è abbastanza a buon punto su quello che è il recupero strutturale e, da notizie di stampa, si sa che si comincia a pensare più in concreto che cosa fare. È apparsa molto chiaramente l'informazione sulla predisposizione di un piano economico finanziario per il periodo 2003-2010 che produrrebbe un disavanzo di oltre 2 milioni di euro all'anno. Rispetto a queste perdite medie ci sono state delle osservazioni da parte di amministratori, che credo fossero presenti alla riunione della comunità montana in cui è stato presentato questo piano, anche per costituire un'associazione "Forte del Bard" quale possibile, futuro ente gestore di tutto il complesso. Rispetto a queste perdite, alcuni amministratori hanno affermato che esse sarebbero compensate dall'indotto che si creerebbe nel territorio circostante. Quali sono le attività che si intendono collocare? Sarebbero, dalle notizie che abbiamo - non disponiamo del documento finale, quindi anche noi lavoriamo su notizie che possiamo recuperare su organi di informazione - alberghi, ristoranti anche di altissimo livello, spazi espositivi per mostre temporanee, e poi alcuni musei più stabili; fra questi, mi pare di aver capito il museo delle fortificazioni, un parco tematico delle Alpi, quindi anche un museo che vada in questa direzione, botteghe commerciali. Tutte queste attività dovrebbero costituire un volano di tipo economico, creando un indotto nel territorio circostante, nel senso che attorno ci sarebbe sicuramente un coinvolgimento di più persone.

La questione che ci siamo posti e su cui vorremmo attirare l'attenzione degli Assessori competenti è la seguente: che tipo di indotto si vuole creare? Sicuramente si vogliono creare nuove opportunità di lavoro, ma in quali settori, in quali direzioni? A noi sembra che sarebbe interessante capire meglio cosa si voglia mettere dentro il Forte, soprattutto a noi interesserebbe capire se è ancora prevista in questo progetto la presenza di un centro di produzione culturale. Nel progetto primitivo era stato visto, come uno degli esempi, un centro di restauro e di recupero, di lavorazione del legno, un centro di elaborazione di prodotti; questo non si è più realizzato, perché altri in Piemonte, in attesa che noi realizzassimo questa idea, l'hanno già attuata. Io credo che se non c'è un centro in cui si produca cultura e non solo si esponga cultura prodotta in altri luoghi, non si riesce a fare del Forte un volano interessante per il territorio circostante. Per questo, proprio avviando una serie di iniziative per seguire attentamente gli sviluppi di quello che avverrà, non tanto per quello che è la costruzione, ma per quanto si andrà a collocare in questo Forte, vorremmo cominciare a sapere una serie di elementi che oggi abbiamo qui indicato.

Vorremmo intanto sapere se sono vere queste perdite previste dal piano economico concernente la gestione delle attività collocate all'interno del Forte di Bard; ci interessa sapere anche il coinvolgimento della popolazione perché, se è vero che le attività nel Forte devono costituire un volano per il territorio, bisognerà anche che i soggetti che operano nel territorio, cioè coloro che saranno i futuri protagonisti dello sviluppo creativo dell'indotto siano, anche loro, coinvolti in modo corresponsabile e non si trovino di fronte a una scelta già fatta. Ancora: sempre nell'ottica di pensare a un indotto professionalmente alto, un indotto di elevata qualità, ci chiediamo se si è pensato a preparare i futuri operatori dei settori dell'indotto che si intendono sviluppare, quindi quali sono eventualmente questi settori, e poi - se non esistesse nel progetto - se si intende ripensarlo, inserendo comunque, come cuore dell'intero sistema all'interno del Forte di Bard, un centro di produzione e di elaborazione culturale.

Presidente La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Pastoret.

Pastoret (UV) L'interpellation de la collègue se réfère bien évidemment aux données financières parues dans un article de "La Stampa", qui préfigurait un avenir de dettes pour la Forteresse de Bard et citait le fruit d'une estimation de coûts et de recettes à la charge de la future association "Fort de Bard", à partir d'une idée de gestion des immeubles.

Il a été étudié un plan financier de gestion de la Forteresse de Bard et des édifices restaurés dans le Bourg, à l'exception faite de la mairie qui, évidemment, sera le siège de la Commune et qui représente un élément à part. C'est une étude qui représente une estimation des coûts et des bénéfices de l'organisme de gestion et pose les bases d'une hypothèse spécifique d'organisation des activités. Au sujet du plan financier de l'organisme de gestion de la Forteresse et des trois ou quatre maisons restaurées dans le Bourg, ainsi qu'au sujet des résultats obtenus au cours des huit premières années d'activité sur le Fort, Finbard a défini les coûts, ainsi que les bénéfices de l'organisme de gestion, sur la base d'une hypothèse spécifique d'organisation des activités, qui prévoit un déficit moyen annuel calculé dans la période 2002-2003 de 2 millions d'euros environ, dérivant de la différence entre les coûts moyens annuels de 3 millions d'euros et les bénéfices de 1 million d'euros.

A ce propos, il est bien de rappeler deux éléments. Premièrement, pour la période initiale 2003-2004, le Fort ne sera pas ouvert ou il ne le sera que très partiellement; nous avons donc là un décalage important entre les bénéfices et les coûts. L'autre élément de caractère plus général à retenir est de rappeler qu'au sens strictement financier la gestion des biens culturels, à elle seule, est par définition toujours passive pour l'organisme de gestion. Dans ce sens les biens culturels ne sont pas différents de l'agriculture telle qu'elle est conçue actuellement et qui doit avoir des soutiens importants, si l'on veut, par exemple, que le territoire soit sauvegardé. Egalement, dans d'autres secteurs les investissements ont des coûts successifs à la réalisation brute et qui relèvent des dépenses de gestion et de fonctionnement. Il suffirait banalement de rappeler que lorsqu'on construit une route, on en supporte les frais sans aucun bénéfice immédiat, ne considérant que ses retombées économiques sur la communauté. Mais par la suite il est bien nécessaire de prévoir des frais qui relèvent de l'utilisation de la même. Cela dit, il faut retenir aussi que dans le cas de Bard, la prise en compte d'un déficit est donc analogue à toute autre gestion des biens culturels, puisqu'il s'agit d'activités dont la rentabilité dépend surtout des bénéfices économiques externes, ayant des retombées sur la communauté, les habitants du site et des lieux environnants, sur les utilisateurs de la culture, sur les sujets économiques de la filière touristique et culturelle et sur les services, et que ces bénéfices ne sont pas pris en compte lors de la prise des décisions d'investissement - on ne l'a pas fait à Bard, mais on ne le fait jamais généralement - et ils ne paraissent pas dans le plan financier de gestion, et que donc il en est ainsi pour la Forteresse de Bard.

Les biens culturels, pour pouvoir vivre, doivent être soutenus financièrement si l'on veut qu'ils ne représentent pas de déficits et il faut qu'ils comptent parmi leurs principales recettes aussi les parrainages, soit les sponsors. Dans ce cas, et pour le moment, les soutiens économiques extérieurs dérivant des parrainages qui devront être cherchés et trouvés, n'ont pas été pris en compte par les projections économiques développées. Egalement, les données financières qui ont été citées, ne tiennent pas en compte les avantages dérivant des investissements pour toute la collectivité concernée, c'est-à-dire pour tous les sujets et les acteurs économiques de la moyenne et basse Vallée qui peuvent être intéressés à participer à la future association du "Fort de Bard", qui devra être constituée pour gérer ledit Fort. Ces facteurs doivent donc être pris en considération avant d'exprimer des jugements complets; pour le moment, ce qui importe connaître c'est la quantité des sommes nécessaires pour couvrir l'ensemble des dépenses nécessaires au fonctionnement à plein régime du Fort et de ses activités. Voilà pourquoi il me semble trompé de parler de pertes dans le sens négatif du terme. Il est plutôt vrai que sur le chiffre cité il faut d'abord considérer qu'il représente le total des sommes à repérer pour égaliser les coûts. En effet les calculs dont on parle, ont été faits au préalable, pour établir le montant à rechercher pour pouvoir par la suite arriver à une gestion financière, qui ne soit pas déficitaire, de par la présence donc des parrainages et des sponsors, dont l'apport financier n'est pas définissable au préalable et donc dans cette phase, mais qui constitueront une partie d'entrées non négligeables dans la gestion des biens culturels.

Voilà donc pourquoi les calculs ont été faits avec des précautions très amples et voilà pourquoi aussi, pour le moment, les entrées ont été calculées sur la base du prix des billets d'entrée et de location, qui sont délibérément réduits, et l'on ne tient pas en compte de l'augmentation progressive du nombre des visiteurs et des locations d'entreprise. Il faut en plus considérer qu'à fur et à mesure que les activités directes et collatérales se mettront en place, jusqu'à être pleinement opérationnelles, elles produiront de la richesse et on aura des retombées importantes sur le plan des emplois. Ce qui est indispensable est le fait d'avoir une cohérence de la gestion et de ses coûts initiaux, avec des standards compatibles. Ces standards sont généralement fixés sur la base des recherches sur le plan international et, dans ce sens, les projections qui ont été faites définissent les coûts annuels à 8 pour cent de l'investissement, ce qui correspond au pourcentage établi au niveau européen pour la gestion des biens culturels. Cela pour répondre à la première question.

Quant à la deuxième question, les représentants des collectivités locales - et, à travers eux, les habitants - ont été impliqués dans la rédaction du projet et dans la définition des activités futures à réaliser dans le Fort et dans le Bourg de Bard par la participation avant tout du Syndic de Bard et du Président de la Communauté de montagne Mont-Rose dans le comité de monitorage des activités de formation du plan, déjà au commencement; l'implication du Conseil communal de Bard dans la définition de l'entente sur les différentes phases de réalisation du projet, aux termes du dernier article de la loi régionale n° 11/1998; la participation d'un représentant de la communauté de montagne, du Syndic de Bard et des Syndics de Donnas et Pont-Saint-Martin au Conseil d'administration de Finbard, en vue aussi de la revalorisation et de la gestion du micro-système territorial d'offres culturelles, que l'on vient d'ailleurs d'approuver tout récemment et de financer pour quelques millions d'euros. Les représentants des collectivités locales de la basse Vallée ont donc jusqu'à présent partagé les choix et les engagements concernant le Fort de Bard et cela avec la pleine conscience du fait que leurs communautés en bénéficieront progressivement. Il suffirait pour le moment de rappeler la réhabilitation déjà presque terminée du Bourg de Bard, pour ce qui est de la voirie et des différents services.

On demande quelles sont les actions à entreprendre en vue de la préparation des futurs opérateurs du secteur, susceptibles d'opérer dans ce domaine. Il est prévu, sur la base du plan, la création dans le Fort et dans le Bourg - donc à l'extérieur, parce que, lorsque vous me posez la question: "che tipo di indotto", on entend des activités extérieures au Fort, qui de sa part devra être un lieu de culture et de production culturelle, qui bien sûr aura lui aussi toute une série de personnes qui travailleront - la création de 120 postes de travail environ, dont 16 dans le secteur administratif, gestionnaire et promotionnel au sein de l'organisme de gestion, 12 postes d'entretien des entreprises spécialisées (électricité, aqueduc, chauffage et cetera), 52 postes d'animation de la part des coopératives et des travailleurs autonomes, 40 postes dans le domaine hôtelier, de la restauration et du commerce. Un nombre de postes équivalents peut être envisagé dans la filière touristique du site, mais cela relèvera de la capacité entrepreneuse du secteur privé du site et des alentours. Reste que les initiatives de formation du personnel pourront être planifiées en termes opérationnels sur la base de ces données seulement lors de la création de l'organisme de gestion et lors de la définition des parties concernées pour l'exercice des autres activités professionnelles, vu que la détermination des professions dépendra des choix des opérateurs économiques, en fonction de l'organisation de leur activité de production, et que ceux-ci ne seront qu'en partie réduite de caractère public.

Vous demandez enfin si le projet doit-il être revu pour y insérer un centre culturel. Je ne sais pas d'où viennent les affirmations qui sont contenues dans l'interpellation d'après lesquelles "le proposte di utilizzo del Forte riprenderebbero vecchie ipotesi progettuali e non terrebbero conto dei successivi approfondimenti e riflessioni che consideravano vitale per il Forte di Bard ospitare un centro di elaborazione culturale". Je dois signaler qu'ont été reprises et développées les indications du projet dont avait été chargé le prof. Mossetto de Rome, et les ouvrages ont été conçus et réalisés sur la base d'un plan opérationnel, qui a été approuvé par le Conseil régional au mois d'avril 1996, par sa délibération n° 1907, et par le programme d'organisation des fonctions des structures restaurées, approuvé par le Gouvernement valdôtain le 11 août 1997 par sa délibération n° 2799. La destination, tout comme les activités concernant le musée, les expositions, les initiatives d'information et de promotion de l'offre culturelle, de soutien aux activités sportives et de valorisation du milieu appartenant à la tradition du Val d'Aoste, tout comme les activités d'accueil, de la restauration et de commerce, n'ont pas sensiblement changé sur l'essentiel depuis le début des travaux; d'ailleurs elles ne pouvaient pas changer, cela dans le respect des critères établis de sauvegarde des monuments, des ouvrages et des installations à réaliser, qui d'ailleurs, dans leur ensemble, constitueront un vrai centre créateur de culture, dans le sens plus ample du terme. Ces principes ont été d'ailleurs récemment précisés par Finbard en accord avec la Région et à l'aide d'une commission scientifique et d'experts externes, chargés de définir le projet, la réalisation des équipements et des travaux d'aménagement des sections supplémentaires nommées "Charles Albert", "Vittorio", "Mortai" et "Ferdinand", puisque ces éléments étaient à définir successivement.

Je voudrais rappeler que ces experts sont: le prof. Michel Colardelle, directeur du Musée national des arts et des traditions populaires de Paris et professeur à l'école du Louvre, le prof. Walter Santagata, professeur de science des finances et d'économie des biens et des activités culturelles à l'Université de Turin, M. Cleto Bénin, entrepreneur valdôtain avec expérience dans le secteur du tourisme, M. le prof. Alexis Bétemps, déjà responsable du BREL et spécialiste en histoire des traditions populaires, M. l'architecte Michelangelo Lupo, spécialiste dans la restauration des anciens palais, déjà responsable des biens architecturaux de la Provincia autonoma di Trento, M. le docteur Marco Magnifico, historien et directeur du FAI (Fondo italiano per l'ambiente).

Les sections à aménager, travail qui devait être conçu expressément, concerneront notamment:

a) le parc thématique sur les Alpes et la montagne au premier étage, et en partie au rez-de-chaussée de la section "Charles Albert", conçu comme un voyage dans le temps et dans l'espace, où le visiteur pourra découvrir le milieu alpin et de montagne, traversant différentes sections, un voyage dans l'espace pour connaître le paysage et le territoire, et un voyage dans l'histoire pour connaître les grandes phases de transformation et des installations humaines, de la culture matérielle et du peuplement, un voyage dans la civilisation alpine pour connaître les activités économiques au cours des saisons, un voyage dans la culture de montagne à travers le calendrier annuel des fêtes, des rites et des activités sociales, un voyage dans les images et les représentations de la montagne, à partir de la période de leur découverte au XVIIIème siècle; une section contemporaine à la fin des voyages, consacré aux grands thèmes actuels de la montagne comme la protection de l'environnement et la circulation routière, le tourisme et l'économie de montagne;

b) le musée des frontières dans la section de "Ferdinand", visant l'histoire riche et complexe du devenir dans les Alpes occidentales, à travers trois grandes séquences: la frontière mobile, l'époque du peuplement et des migrations de la préhistoire au moyen âge, la frontière rigide ou l'époque des affrontements du XVIIIème siècle à la résistance, le dépassement de l'idée de frontière et la paix retrouvée de la IIème guerre mondiale à nos jours. L'idée originale concernant la création d'un centre de restauration n'a pas eu des suites en raison des locaux peu adaptés à ce genre de destination, et surtout à l'existence, à peu de distance, 200 km environ, à "Veneria Reale", un centre de restauration de pointe concurrentiel;

c) le musée de la Forteresse des fortifications alpines, dans la section "Vittorio", qui représente l'évolution dans le temps des fortifications en montagne, en fonction des machines de siège, de l'artillerie et, dans ce contexte, de l'organisation défensive de la vie dans la Forteresse de Bard;

d) la médiathèque, dans la section "Charles Albert", spécialisée dans les thèmes des Alpes de la Vallée d'Aoste et des fortifications alpines, destinée à accueillir une bibliothèque, une photothèque et un centre de documentation sur la Forteresse;

e) l'espace des expositions dans la section de "Charles Albert" au rez-de-chaussée, à affecter aux expositions temporaires;

f) la cour de la section "Charles Albert", équipée pour les spectacles en plein air, les concerts, les pièces, le théâtre, la reconstitution d'événements historiques, le parking, le passage du public;

g) l'espace Vallée culture dans la section "Charles Albert", qui sera un point de promotion et d'exposition du patrimoine culturel de la Vallée d'Aoste en deux sections: l'une, permanente, de divulgation des principaux itinéraires culturels et, l'autre, temporaire, de présentation d'un thème d'actualité ou d'une activité de recherche, de restauration et de valorisation du patrimoine, qui changera donc à chaque fois;

h) la salle des conférences et des vidéos, dans la section "Charles Albert" à côté des bureaux de l'organisme de gestion;

i) le point d'information touristique sur la Vallée d'Aoste, sous les arcades du pont médiéval à l'entrée du bâtiment d'accueil;

j) l'espace didactique et logistique pour les groupes scolaires dans la poudrière et dans les sections des mortiers;

k) la restauration dans la cafétéria du musée et dans la brasserie de la section "Gola", dans le restaurant ex poudrière de la Forteresse et dans celui du Bourg, dans l'ex cour de l'ancienne mairie;

l) l'accueil dans l'hôtel de la section "Gola", dans l'hôtel du Bourg, dans l'hôtellerie de la "Maison Ciucca" du Bourg;

m) le commerce dans le hall du musée, dans l'Eglise Saint-Maurice de la Forteresse, dans les magasins des sections supplémentaires de la Forteresse, dans l'Enoteca de la "Maison Ciucca" du Bourg, le parking enterré à plusieurs niveaux à la base de la Forteresse, l'entrée par les ascenseurs inclinés externes et les deux routes militaires vers Donnas et Hône.

Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) … che ha ascoltato in religioso silenzio la conferenza fatta dall'Assessore; io, a questo punto, avrei voluto che ci fosse consegnato il documento predisposto, da cui sono state attinte le informazioni date. In sintesi, il documento già pronto, predisposto da consegnare. Allora, questo documento che ci ha illustrato è disponibile da qualche parte? È possibile avere questo documento? Assessore, questa è la sua relazione, la sua conferenza, e io ne sono contenta! Chiedo ufficialmente: è possibile avere questo documento, su cui sono riportate tutte queste iniziative? Credo sia possibile, non credo sia una cosa segreta, quindi la prego di farcene avere una copia e magari di farla avere anche agli altri consiglieri che sono interessati, perché ho sentito che alcuni di loro sostenevano di non sapere nulla di questo!

Se ho fatto questa iniziativa, è proprio perché volevamo informazioni, perché anche gli amministratori comunali vogliono avere informazioni e perché alcuni consiglieri regionali hanno detto che non ne sapevano niente! Sarei contenta se lei potesse farci avere questo documento, così possiamo capire meglio come si svolgono le cose e avere anche una risposta a tutta una serie di domande che ci poniamo. Per esempio, io non ho posto una domanda precisa - perché fra l'altro più di quattro domande non si possono fare -, ma sarebbe stato interessante capire la sinergia fra il Forte di Bard e il Borgo; pensavo che lei sviluppasse anche questo aspetto perché sono sicura che sono collegati! Sarebbe interessante capire se il Borgo di Bard sta in sintonia con il Forte, quali iniziative vengono fatte in un luogo o nell'altro. Lei mi ha illustrato tutto il Forte ma, l'altro aspetto, per esempio, no! Ora, se posso disporre di un documento complessivo, magari posso anche aver risposta a queste domande, quindi la prego di farci avere il documento, e la ringrazio per questo.

Detto questo, vorrei fare due osservazioni importanti, per le quali abbiamo voluto questa iniziativa.

Primo: ho posto l'accento sui dati finanziari, perché questi sono un'occasione per riflettere sull'intero sistema, ed è importante chiarire bene come vengono fatti questi piani economici, perché quando in questo Consiglio abbiamo approvato - io sono fra quelli che hanno approvato - il progetto nel suo insieme, contestualmente sono emerse alcune osservazioni. Fra l'altro, il progetto primitivo prevedeva non un deficit, ma chiaramente un ripiano fra costi e benefici e c'era tutta una serie di calcoli, da cui si evinceva che era un'azione, se non in attivo, comunque in equilibrio. Vorrei capire cosa è successo dal punto di vista dei calcoli fra quel progetto iniziale che prevedeva un equilibrio fra uscite ed entrate, e l'attuale progetto che, invece, prevede una perdita di 2 milioni di euro all'anno; ripeto, non è nei primi due anni, perché lo capirei, visto che stiamo iniziando, ma è proprio in prospettiva! Vorrei capire meglio questo aspetto.

Secondo: credo anche che sia un po' una scappatoia quella di dire: vediamo gli sponsor, perché sono quelli che ci garantiscono del capitale. Sì e no! Preferirei che quanto detto dagli amministratori locali fosse invece portato avanti in modo più rigoroso, perché credo fermamente che questo possa diventare un volano per l'intera economia del territorio. Attenzione però, perché se arrivano gli sponsor che hanno i loro interessi particolari, non so quali, che magari non sono in sintonia con la vocazione di quel territorio, con le scelte che quel territorio intende fare, mi chiedo se dobbiamo accettare gli sponsor tout court, purché ci siano soldi che arrivano, se poi il progetto viene svilito dagli sponsor o se non è coerente!

Altro aspetto del problema che va affrontato: cosa vuol dire che i benefici vanno cercati nelle attività che ci saranno nell'indotto? Secondo me, vuol dire che dobbiamo cercare delle ricadute al più alto livello possibile, nel senso che è vero che i beni culturali hanno un valore in sé, è vero che hanno un valore per le ricadute, ma le ricadute non sono automatiche, dipendono dalle scelte che vengono fatte, questo è importante! Per esempio, rispetto a queste 120 persone occupate - certo, 120 persone non è un numero indifferente - qual è la qualità di queste persone? Da un punto di vista professionale, sì, sono impiegati, sono tecnici, sono cameriere che lavorano nel campo della ristorazione; ci sono alcuni animatori museali, però - mi permetto di ricordare l'esperienza che abbiamo al nostro interno come Regione - è che proprio gli assistenti di mostre, questi animatori museali, sono i più bistrattati, i meno formati, i meno preparati a svolgere un ruolo propositivo e culturale. Di conseguenza, la proposta di questi 120 posti di lavoro è molto bassa come qualità; qui, cosa abbiamo, facendo i livelli funzionali della Regione? Avremo un ottavo livello nell'amministrativo, basta! Tutti gli altri sono di molto inferiori! Ora, non è che il livello sia la cosa più importante ma, dal punto di vista di una promozione culturale, dal punto di vista di una qualificazione di questa popolazione, noi non vogliamo che questa gente faccia solo il cameriere, in quanto è in grado di fare molto di più, e molto meglio: è in grado di fare una serie di cose legate proprio al proprio territorio, alla valorizzazione del prodotto del proprio artigianato, delle attività che svolge, di un turismo culturale e ambientale che, però, qui va costruito! Non basta provvedere ad un'elencazione di musei, come lei mi ha fatto, opere, senz'altro di esperti - e io non metto in dubbio che siano preparatissime le persone che hanno elaborato questo progetto. Ma, teniamo conto che ci dovrà poi essere la gente che deve costruire un proprio progetto di turismo culturale, di turismo ambientale, di capacità di accoglienza, di creazione anche di prodotti culturali da mettere in mostra! Tutto questo non c'è!

Lei ha parlato di formazione ed è chiaro che queste persone dovranno essere formate nel loro ambito, ma qui è la formazione di un intero territorio che va presa in considerazione! Abbiamo visto, in alcuni casi, in alcuni centri, per esempio nel Trentino - che vive sul turismo culturale - tutti gli abitanti, o almeno quelli che lavorano in questo ambito, impegnati per un mese all'anno in attività formative: qui c'è un progetto culturale complessivo! Quello che emerge dalla sua conferenza è un elenco di attività, ma non un progetto culturale! Perché ho insistito su quel centro di restauro? Perché era un esempio, poi possiamo trovarne altre di attività in cui effettivamente si produceva cultura. Questo aspetto di produzione culturale va affrontato e va definito meglio, altrimenti il Forte torna ad essere una cattedrale nel deserto, che arricchisce quei due o tre sponsor che vi investono denaro, ma che non ha ricadute effettive sul livello qualitativo del territorio!

Presidente La seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle ore 16,00.

La seduta è tolta.