Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2831 du 6 novembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2831/XI Stato degli studi tecnici sulla frana della Becca di Nona. (Interpellanza)

Interpellanza Richiamate le precedenti iniziative relative alle possibili soluzioni per risolvere il problema della frana della "Becca di Nona", ed in particolare all'interpellanza n. 1900/XI, discussa nella primavera del 2001;

Ritenuto opportuno avere informazioni più precise sugli intendimenti dell'Amministrazione circa la necessità di portare a soluzione l'annoso problema, alla luce dello studio della Società SPEA di Milano e degli altri approfondimenti tecnici finora espletati;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere:

1) successivamente al deposito dello studio della SPEA, quali altri approfondimenti tecnici sono stati effettuati per valutare quale sia la soluzione più idonea a risolvere definitivamente il problema della frana della "Becca di Nona";

2) se si è provveduto a coinvolgere nell'approfondimento del problema e nella ricerca delle soluzioni le Amministrazioni Comunali e i Comitati locali, costituitisi a seguito degli eventi alluvionali dell'ottobre 2000;

3) come intende concretamente procedere l'Amministrazione regionale alla luce degli elementi acquisiti.

F.to: Curtaz - Squarzino Secondina

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Il tema della frana della "Becca di Nona" è un problema che, come tutti ricordiamo, si trascina da qualche anno ed è un problema che ha dimostrato tutta la sua drammaticità in occasione dell'alluvione di due anni or sono. Nei giorni scorsi abbiamo superato il termine dei "due anni" dagli eventi calamitosi di metà ottobre e, proprio in considerazione di ciò, l'occasione ha fornito lo spunto per tornare su tale problema.

Mi sembra che il tenore dell'interpellanza sia sufficientemente chiaro. È una tematica che già in passato il nostro gruppo ha ripetutamente tenuto sotto osservazione e oggi, con questa nostra iniziativa, torniamo a chiedere all'Assessore competente se, successivamente al deposito dello studio della SPEA - la società di Milano che è stata incaricata di eseguire due studi a proposito del fenomeno - sono stati effettuati altri approfondimenti tecnici, e quali, per valutare la soluzione più idonea a risolvere definitivamente il problema della frana della "Becca di Nona"; secondariamente, chiediamo se si è provveduto a coinvolgere nell'approfondimento del problema e nella ricerca delle soluzioni le amministrazioni comunali e i comitati locali, costituitisi appunto a seguito degli eventi alluvionali del 2000; infine, chiediamo all'Assessore come intende concretamente procedere l'Amministrazione regionale alla luce degli elementi acquisiti.

Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Per dire preliminarmente che, allo stato attuale, la situazione della frana della "Becca di Nona" è assolutamente sotto controllo, monitorata costantemente attraverso i più moderni strumenti e, fortunatamente, non ci sono stati segni particolari di evoluzione negli ultimi tempi.

Con la delibera di Giunta n. 3451/2001 abbiamo affidato alla società di ingegneria SPEA un incarico finalizzato all'esecuzione di un approfondimento tecnico conoscitivo per la verifica e la definizione delle soluzioni necessarie per proteggere il torrente Comboé dal rischio di sbarramento da frana in località Pontey, in comune di Charvensod. L'incarico faceva seguito allo studio di fattibilità tecnico-economica sviluppato dalla stessa SPEA nell'autunno 2000/inverno 2001, ed era indirizzato a dettagliare in maniera più approfondita, da un punto di vista quantitativo, le soluzioni prospettate e analizzate in maniera qualitativa nello studio di fattibilità eseguito.

Sulla base dell'analisi comparata, svolta nello studio di fattibilità, erano stati infatti indicati una serie di possibili approcci progettuali che necessitavano, per la loro specifica tipologia, di informazioni di natura geognostica molto particolareggiate, di informazioni di natura idraulica per il corretto dimensionamento e per una corretta valutazione sulla loro efficacia nella laminazione e controllo di un evento critico.

Gli approfondimenti di natura tecnico-conoscitiva sono stati sviluppati attraverso un'approfondita campagna di indagini geognostiche classiche e geofisiche, accompagnate da un rilievo geologico morfologico di dettaglio, volti alla caratterizzazione dei terreni in rapporto alle problematiche di uno scavo in sotterraneo e quindi agli aspetti di natura operativa che influenzano in maniera importante tali tipi di opere. Parallelamente, sono state approfondite le problematiche di natura più strettamente idraulica per le valutazioni delle portate di progetto, indispensabili per il corretto dimensionamento delle opere e, di conseguenza, per una valutazione preventiva degli oneri economici più corretta rispetto alle stime parametriche iniziali. Contestualmente, è stata richiesta una valutazione di natura tecnica ed economica sulla fattibilità di abbattimento della massa instabile, così come era stato richiesto dalle Amministrazioni comunali di Pollein e di Charvensod.

Allo stato attuale, lo studio è stato consegnato al Servizio difesa del suolo dell'Assessorato del territorio ed è oggetto di analisi da parte della struttura competente. Nei prossimi mesi provvederemo a trasmettere lo studio alle Amministrazioni comunali di Pollein e Charvensod, non appena le strutture competenti avranno tratto delle conclusioni rispetto alle problematiche studiate. È evidente che, date la dimensione e la delicatezza della situazione, non prenderemo delle decisioni in maniera isolata, ma ci confronteremo con le Amministrazioni e la decisione rispetto alle cose da intraprendere sarà sicuramente collegiale.

Per quanto riguarda il terzo punto, allo stato attuale non ho risposte concrete da fornire.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Non posso essere soddisfatto della risposta da parte dell'Assessore, secondo me ancora troppo generica. Voglio però fare una premessa, anche se forse è un poco fuori tema, ma ha accennato lei alla "situazione", dicendo che la stessa è "sotto controllo", in totale sicurezza.

Le do un elemento ulteriore: non voglio fare polemica nei suoi confronti, ma le do un dato di cui lei, forse, non è a conoscenza. Le dico che dei quattro estensimetri presenti, uno è reciso: mi sembra una cosa preoccupante, quindi sarebbe forse il caso di mandare qualcuno, competente nel settore, a verificare quanto le sto dicendo. Questo perché il monitoraggio del movimento franoso in quel punto è dato da quattro estensimetri, di cui due attaccati a degli alberi - non mi sembra la cosa tecnicamente più corretta - e, di questi quattro estensimetri, uno è completamente reciso. Mi suggeriva l'Assessore che, oltre a questi estensimetri, ci sono due GPS - si tratta di un sistema satellitare di monitoraggio - che dovrebbero garantire maggiore controllo: sarà vero. Comunque, visto le esperienze degli altri anni, credo che si debba tenere questa frana sotto monitoraggio nella maniera migliore possibile.

Per quanto riguarda il secondo studio della SPEA, l'Assessore ha detto che è all'esame degli uffici tecnici competenti. Ricordo che questo studio è depositato da oltre un mese presso gli uffici regionali. L'Assessore ha detto che nei prossimi mesi su questo studio verrà aperto un confronto con le amministrazioni comunali e questa mi sembra una cosa condivisibile. Chiedo all'Assessore - ne faccio cenno anche nell'interpellanza - che un analogo confronto ci sia anche con i comitati di zona che si occupano del fenomeno.

È poi evidente che il peso decisionale degli interlocutori è diverso: un conto è l'organo istituzionale che deve avere un certo peso nella decisione, un conto sono i comitati che hanno diritto di essere informati e di poter divulgare gli elementi essenziali di questo studio. Penso che su una materia così delicata sia importante che ci sia sempre una interrelazione fra tutti i soggetti interessati: quindi, da una parte, le amministrazioni regionale e comunali e, dall'altra, i cittadini, quanto meno quelli che sono costituiti in comitato, che si riconoscono in comitato o, anche pur non riconoscendosi nei comitati, siano interessati a che questi comitati ci siano, operino e facciano un'azione di stimolo e di vigilanza, tipica dei comitati spontanei sorti nelle località interessate dagli eventi alluvionali.

Concludo dicendo che, stante la sua risposta ancora interlocutoria e del tutto generica, saremo costretti a tornare sull'argomento. Penso che il tempo trascorso abbia consentito un proficuo approfondimento tecnico. Si tratterà ora di decidere; capisco anche che non si tratta di una decisione facile, perché vi sono decisioni da prendere che comportano una grossa responsabilità in quanto sono in ballo delle soluzioni per la sicurezza. Bisogna quindi privilegiare una soluzione adeguata e convincente. Capisco anche che, d'altra parte, una qualsiasi soluzione comporterà un dispendio notevole di risorse finanziarie. Mi sembra però che, acquisiti tutti i dati tecnici che finora sono stati raccolti, sia anche tempo di decidere, prima che - auguriamoci di no - eventi anche meno catastrofici di quelli verificatisi nell'ottobre 2000 rendano di nuovo urgente un intervento in questa materia.