Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2777 du 25 septembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2777/XI Impegno alla Giunta regionale a rivedere i criteri per l'assegnazione di contributi per le rassegne di bestiame. (Reiezione di mozione)

Mozione Premesso che:

- nel comparto zootecnico permane tuttora una situazione di crisi;

- le leggi regionali n. 21 del 2001 e n. 3 del 2002 finalizzate ad interventi mirati nel settore non hanno ad oggi conseguito i risultati auspicati;

- i provvedimenti amministrativi di applicazione della normativa regionale in alcuni casi hanno penalizzato il settore introducendo criteri restrittivi all'erogazione dei contributi;

Rilevato che:

- i contributi per le rassegne sono erogati solo ai capi "presenti ed identificati nella situazione di stalla dell'allevatore alla data dello svolgimento della rassegna e presenti nella situazione di stalla da almeno 8 mesi";

- l'entità dei contributi è riconducibile ad un'attività preparatoria stimabile in due mesi di lavoro;

- l'attuale maggior termine richiesto di otto mesi penalizza i capi oggetto di compravendita e/o in affidamento invernale;

- l'anagrafe regionale del bestiame consente di controllare la movimentazione dei capi impedendo duplicazione nell'erogazione dei contributi;

tutto ciò premesso, il Consiglio regionale

Impegna

l'Assessore all'Agricoltura e Risorse Naturali a ridurre a mesi due il requisito della presenza dei capi in stalla ai fini dell'ammissibilità a contributo per le rassegne.

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) La mozione può sembrare eccessivamente tecnica, ma è anche la concretezza degli argomenti che molte volte può determinare l'incisività e la funzionalità dei provvedimenti legislativi di principio che vengono portati al voto dell'aula. Abbiamo parlato precedentemente, nel corso dell'illustrazione di una nostra interpellanza, delle problematiche che persistono tuttora nell'ambito del settore zootecnico e l'Assessore, pur con un'impostazione diversa rispetto alla nostra, ha comunque riconosciuto che ci troviamo di fronte ad un rodaggio e auspica che, superato il rodaggio, tempistiche e situazioni, possano dare quei risultati auspicati dalle due leggi regionali già citate che qui richiamo: la n. 21/2001 e la n. 3/2002.

Sappiamo benissimo che, quando il Consiglio è stato chiamato a votare questi disegni di legge, li ha votati sul presupposto di individuare degli strumenti di sostegno economico finanziario che sostituissero quegli aiuti diretti che precedentemente venivano forniti direttamente dall'Amministrazione regionale e che, oggi come oggi, in virtù di quelli che sono limiti delle direttive comunitarie, non possono essere più concessi se non a condizioni determinate. Sappiamo anche la difficoltà dell'iter di queste due leggi che hanno impegnato il Consiglio e le commissioni per un periodo stimabile in un anno e forse anche qualcosa in più.

Ricordano i colleghi quelle che sono state le polemiche, le contestazioni, le interpretazioni sull'esigenza di fare e di non fare le notifiche, di scrivere o di stralciare certe norme e, con la fatica della Regione nella sua interezza, la legge è stata portata a casa; una legge - avevamo detto noi - troppo sintetica perché lascia un'ampia discrezionalità alla Giunta, con il rischio che i provvedimenti adottati dall'organo esecutivo potessero a loro volta impattare in quelle che sono le rigide direttive comunitarie. Penso che sicuramente non fosse intendimento di nessun collega, e soprattutto dei colleghi che hanno espresso un avviso positivo a quel disegno di legge - mi riferisco nella fattispecie al disegno di legge n. 21/2001 -, pensare che la Giunta, nell'attuare le deleghe che la legge le conferiva per dare applicazione alla legge stessa, potesse individuare dei meccanismi restrittivi e penalizzanti rispetto allo spirito della legge stessa. Ci sembrava che il rischio fosse l'opposto: che la Giunta, nell'intendimento di andare incontro a certe esigenze del comparto zootecnico, potesse incorrere in un'eccessiva apertura delle strade segnate dall'Unione europea.

Dobbiamo dire che con sorpresa e con stupore in certi casi è accaduto esattamente l'opposto, nel senso che le delibere di Giunta hanno posto dei limiti che, ragionando fra di noi, ma ragionando soprattutto con gli addetti del settore, leggendo e facendoci una cultura in materia, sembrerebbero oggi non avere motivo di essere. Questa mozione si riferisce a uno di questi fatti specifici, tratta per l'appunto di quelli che sono i contributi che vengono riconosciuti per la partecipazione alle rassegne del bestiame, rassegne che sono dei momenti che, comportando il coinvolgimento di tutti gli allevatori, consentono l'erogazione di contributi che non vanno a "penalizzare" i meccanismi della concorrenza.

Nelle delibere di Giunta che regolamentano l'erogazione di questi contributi vengono individuati alcuni criteri ai quali ci si deve attenere per poter percepire il contributo stesso. Tra questi criteri ve n'è uno, che sicuramente non contribuisce a dare ampia applicazione alla norma di legge ed è quello che stabilisce che vengano beneficiati del contributo i capi che abbiano almeno otto mesi di stabulazione, oltre ad altri requisiti come l'anno di età ed altre ulteriori indicazioni, che sono in larga parte condivisibili. Perché ci soffermiamo sulla penalizzazione che la norma degli otto mesi costituisce per gli allevatori?

Ci soffermiamo su questo periodo di otto mesi perché lo riteniamo un periodo eccessivamente lungo, che nei fatti esclude dall'erogazione del contributo centinaia di capi in quanto in questa Regione ci sono due sostanziali abitudini nel comparto: quello del cosiddetto "svernamento", cioè dell'affido dei capi di bestiame a chi ha più fieno in cascina - se così vogliamo dire - e che di conseguenza consente di ridurre l'onere di mantenere il bestiame in stalla nel periodo invernale e il mercato, peraltro ormai asfittico, della compravendita dei capi stessi ed è evidente che andare ad individuare il requisito di stabulazione in otto mesi comporta un irrigidimento ulteriore del mercato dei bovini, va a penalizzare quanti danno in affidamento invernale gli stessi animali o quanti li mandano in alpeggio con altri allevatori. Si dirà che il contributo è riconosciuto per quelli che sono gli elementi preparatori alla partecipazione alle rassegne e io su questo mi permetto di dissentire, ma non perché sia una mia libera interpretazione, ma perché l'Associazione degli allevatori, l'AREV, nel programma di attività 2002 allegata al conto consuntivo 2001 scrive in maniera chiara a pagina 42 del programma delle rassegne: "Per quanto riguarda gli aspetti generali, si stabilisce che il periodo di preparazione delle bovine per la stagione dei concorsi è quantificato in circa sessanta giorni".

Se il meccanismo che ci porta a riconoscere il contributo è legato alla preparazione dei concorsi e delle rassegne, e non può che essere così, mi domando qual è la ratio che in questo atto amministrativo e regolamentare pone il termine a otto mesi, andando a penalizzare le situazioni che prima ho illustrato, e tenendo conto che non c'è neppure la possibilità di andare a riconoscere con una serie di passaggi di mano, di compravendite, lo stesso contributo più volte allo stesso capo perché il controllo dell'anagrafe bovina impedisce materialmente questo tipo di confusione. La conclusione della mozione allora è contenuta nelle due righe della parte impegnativa: ricondurre il criterio degli otto mesi ai due mesi perché riteniamo che un diverso criterio, che non trovi fondamento e spiegazioni in ragioni tecniche, sia un errore - lo vogliamo ancora considerare tale - di eccesso di burocrazia e reputiamo che il settore zootecnico di tutto abbia bisogno, fuorché di una burocrazia che vada a penalizzare un comparto che invece avrebbe bisogno di un aiuto sugli elementi concreti della conduzione delle aziende di allevamento.

Penso di aver illustrato in maniera chiara - me lo auguro - quello che è un problema tecnico, ma è un problema tecnico che, insieme a tanti altri piccoli problemi tecnici, dà concretezza o meno a quella legge che tanto ha appassionato il dibattito politico di questo Consiglio e, ridurlo semplicemente ad un problema tecnico, vorrebbe dire non capire che si perde l'opportunità di dare applicazione a delle norme che erano state studiate per agevolare e per riconoscere dei sostegni di tipo economico e che invece noi, una volta ottenuti i placet comunitari, andiamo ulteriormente a penalizzare e ad irrigidire. È per questo motivo che auspichiamo che il Consiglio regionale possa esprimere un parere positivo su questa mozione.

Président La discussion est ouverte. N'ayant pas de conseillers inscrits à parler, la discussion générale est close.

La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.

Perrin (UV) Il Consigliere Frassy ha illustrato molto bene la mozione presentata dal gruppo. Non mi soffermerò sulle considerazioni generali, le abbiamo fatte già in sede di risposta all'interpellanza; intendo invece fare delle precisazioni puntuali ai rilievi espressi nella mozione ed illustrati dal Consigliere Frassy.

Le rassegne e i concorsi zootecnici rappresentano un'importante occasione per promuovere e valorizzare il patrimonio zootecnico. La rassegna, in particolare, rappresenta l'atto finale di un impegno portato avanti dall'allevatore durante l'anno, è un impegno che è legato alla corretta gestione delle aziende in primis e ad una serie di adempimenti previsti dall'iscrizione degli animali nel libro genealogico. I beneficiari degli incentivi devono rispettare tutte le regole che la selezione impone perché chiaramente vengono presentati alla rassegna gli animali iscritti al libro genealogico e che sono sottoposti alle regole che la selezione impone.

Queste regole sinteticamente possono essere riassunte così: la sottoposizione innanzitutto degli animali ai controlli funzionali, cioè alla pesatura del latte, al prelievo e all'analisi del latte; questi controlli funzionali avvengono nell'arco della lattazione, da qui il senso degli otto mesi, non l'anno completo, questa fase è la fase più importante per la gestione dell'animale in selezione, che corrisponde indicativamente al periodo di lattazione. In questo periodo avvengono poi tutti gli eventi fecondativi, fra cui i programmi di fecondazione e anche le fecondazioni programmate dall'ANABORAVA per gli animali, la scelta dei riproduttori e l'adesione a questi piani, quindi tutta una serie di operazioni alle quali l'allevatore che aderisce alla selezione sottopone gli animali.

La preparazione fisiologica stessa delle bovine però deve svolgersi nell'arco di più mesi; è vero che la preparazione puntuale e specifica per la mostra la si può probabilmente riassumere in operazioni che sono le operazioni dell'ultimo momento, cioè quelle operazioni che vanno dalla pulizia particolare alla toelettatura, che sono finalizzate alla sola mostra, però l'animale è alimentato e l'alimentazione corretta non è un finissaggio per ingrasso che si conclude nei due mesi, ma è un qualcosa di più costante e protratto nel tempo. Ecco perché questa indicazione era stata concordata, fra l'altro, anche con le associazioni nel momento della concertazione e cioè al momento in cui era stata discussa la delibera. Questi otto mesi in definitiva permettono all'allevatore di ottemperare agli impegni che la selezione impone e dedicarsi ad una preparazione graduale e costante dei propri animali. Il rimborso corrisposto quindi non deve essere confuso con un premio alla proprietà dell'animale perché quello non è, ma rappresenta un indennizzo per l'impegno profuso e protratto nel tempo. La riduzione della presenza delle bovine nella stalla a due mesi non trova giustificazione nelle finalità che questa misura comporta, farebbe venir meno le motivazioni che giustificano questi aiuti, a questo riguardo il Consigliere Frassy parlava di ratio di questa misura.

L'impegno che la Giunta può assumersi, anche con la valutazione del nuovo programma delle rassegne che l'AREV presenterà, è di un perfezionamento del sistema e credo che, per superare le difficoltà lamentate dai proponenti la mozione, sia importante innanzitutto favorire una maggiore celerità nei pagamenti: invece di dover aspettare 80-90 giorni, come è successo quest'anno, che non sono tanti, credo che si possa intervenire per fare in modo che i pagamenti siano liquidati in modo più celere visto che abbiamo attivato un sistema informatico, di predisposizione degli elenchi dei controlli.

Si potrà ovviare ad alcune incongruenze che ci sono comunque anche nelle definizioni di allevamento e approfondiremo la natura di alcuni passaggi: lo svernamento è una pratica del tutto locale, cioè è una nostra pratica, sono approfondimenti che si possono fare, però vorrei citare alcuni dati che dimostrano come la maggioranza delle bovine allevate viene mantenuta dall'allevatore per tutto l'arco della lattazione: più dell'80 percento degli animali normalmente sono mantenuti dall'allevatore e hanno ricevuto poi il premio in rassegna. Cosa manca? Manca circa il 10 percento, che corrisponde all'esubero dei 52 capi, che è il tetto massimo, e c'è un 3 percento circa di compravendite.

In questo momento, dai dati in possesso, circa il 3 percento delle compravendite non è rientrato nella permanenza degli otto mesi e non ha avuto diritto al rimborso per le rassegne, la stessa percentuale è dovuta al cosiddetto "svernamento". Fatte queste precisazioni proprio perché, a mio avviso e ad avviso del Governo regionale, la ratio di questa misura sta nel mantenimento dell'animale, che viene sottoposto a tutte le operazioni che sono previste dalla selezione, e quindi dall'iscrizione dell'animale stesso al libro genealogico.

Date queste garanzie di voler mettere a punto nel nuovo programma il sistema, per quello che è possibile e senza intaccare la ratio di questa misura, chiedo ai presentatori di ritirare la mozione; anche in questo caso se ciò non avvenisse, chiedo alla maggioranza di astenersi dalla votazione.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Assessore, è la seconda mozione che il nostro gruppo discute oggi e la conclusione che la Giunta propone è sempre la stessa: quella del rinvio. Noi potremmo rinviare la mozione, ma la rinviamo su un documento che concordiamo e sul quale vi assumete degli impegni concreti, altrimenti gli strumenti che noi abbiamo, non avendo altra possibilità che indicare con degli atti di indirizzo una linea a quello che è il potere esecutivo della Giunta, si riducono a nulla! Noi perciò possiamo ritirare la mozione, ma la ritiriamo se viene sostituita con un documento di indirizzo, altrimenti manteniamo questa mozione perché quanto lei ha detto è parzialmente vero rispetto allo scopo della legge e all'impostazione del programma delle rassegne che l'AREV esplicita in una pagina fitta, fitta.

È vero che c'è il concetto di promozione, di selezione di quella che è la razza bovina valdostana, ma attenzione perché il contributo è finalizzato al momento in cui si concretizza in vetrina la rassegna stessa, tant'è che sia nella vostra delibera di Giunta che nel programma dell'AREV viene detto in maniera chiara che l'importo riconosciuto per le rassegne, ammontante a 231 euro, è un rimborso dei costi sostenuti e che i costi sostenuti scaturiscono dalla preparazione a capo, dall'alimentazione a capo, dalla bardatura a capo, dal trasporto a capo; l'insieme di queste voci, che vengono precisate come quantificabili in sessanta giorni, determina questo importo.

Questo importo è semplicemente il rimborso dei costi sostenuti per partecipare a quel momento, non è il premio delle rassegne, Assessore, e qui bisogna essere chiari: non è il premio delle rassegne, attenzione! Non so se i colleghi hanno presente l'impostazione dei meccanismi delle rassegne, ma fra le voci delle rassegne - è bene dirlo, l'Assessore non lo ha detto - c'è il premio per chi partecipa alle rassegne e consegue certi risultati con il proprio animale portato in questa vetrina, ed è un'altra cosa, e c'è il rimborso!

Non nascondiamoci perché il meccanismo economico che abbiamo messo in piedi non è quello dei premi, perché l'incidenza dei premi su quelle che sono le risorse stanziate per le rassegne è di pochi euro rispetto a quelli che sono invece i contributi che percepiscono, tant'è che l'aiuto non è la rassegna, ma è il contributo per partecipare alla rassegna. Il contributo viene valutato sui due mesi, Assessore, perciò non possiamo confondere i due momenti e il fatto che questa confusione venga fatta da chi, avendo responsabilità esecutive, dovrebbe dare l'interpretazione ad una norma nata per venire incontro agli allevatori ci crea non poche perplessità. Ho voluto perciò chiarire l'equivoco nel quale si rischia di cadere: nulla c'entra il premio per avere conseguito il risultato di valorizzazione della razza con quello che è il rimborso perché il rimborso è stato conteggiato su una serie di dati precisi: 15 ore, tot chili, eccetera, totale: il contributo della rassegna, due mesi.

Ogni altra interpretazione non è scritta in legge e non è scritta neppure nel documento amministrativo. Cambiamo la legge, cambiamo il documento amministrativo, ma non sosteniamo che la legge e il documento amministrativo ci portano a questa conclusione perché né la legge né l'atto di Giunta ci portano a questa conclusione! Dopodiché non mi addentro nel 3 percento delle rassegne, Assessore, le dico solo che se lei va adesso a vedere la partecipazione degli allevatori al momento mercatale all'arena, si renderà conto che non c'è più mercato, perciò la penalizzazione limitata al 3 percento su un mercato che non c'è è un dato che riteniamo non essere assolutamente significativo.

Ora, noi prendiamo atto che ci chiedete il rinvio, ma non proponete nulla e questa proposizione è fondata sul nulla! Lo dicevamo in esordio di questa nostra mozione: può sembrare un problema tecnico, ma è su questi problemi tecnici che si misura la capacità politica e amministrativa di incidere sul comparto della zootecnia.

Président La parole au Vice-président Viérin Marco, pour déclaration de vote.

Viérin M. (SA) Non è la prima volta che si discute in aula di zootecnia e agricoltura, mi sembra che sia in questa legislatura che nelle altre si sia discusso tanto.

Noi oggi vogliamo prendere atto dell'impegno dell'Assessore Perrin e, considerato che la "Stella Alpina" ha sempre seguito con attenzione le problematiche del mondo agricolo, soprattutto del comparto zootecnico, ci impegniamo come movimento della "Stella Alpina" a verificare eventuali possibili miglioramenti per il futuro del programma delle rassegne, che dovrà essere rivisto a breve, e ci faremo interpreti di queste proposte all'Assessore.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Presidente, chiediamo che venga fatta la votazione per appello nominale.

Président Je prends note de la requête.

La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin, pour déclaration de vote.

Perrin (UV) Per riconfermare l'astensione, ma vorrei approfittare per ribadire la ratio di questa misura.

Non ho parlato di premi, io ho parlato di indennizzi, quindi non è la stessa cosa, chiaramente l'indennizzo è un rimborso e la condizione di base per averne diritto è di aver partecipato alla selezione perché questo è il concetto di fondo di questa misura.

Président Je vous signale, Conseiller Frassy, que la requête doit nous parvenir de la part de cinq conseillers, aux termes de l'article 71, 1er alinéa du Règlement intérieur.

La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Anzitutto intervengo in relazione alla precisazione dell'Assessore. Riteniamo che non sia questo il testo della delibera di Giunta; nella stessa delibera lei si ricorderà di aver proposto e di aver fatto votare una serie di misure che sono dettagliate in maniera precisa: si parla di ore che vanno a costituire l'entità del rimborso, perciò non possiamo dire che il rimborso è un rimborso sganciato da quelli che sono, fra l'altro, criteri necessari per poter essere compatibili con il limite europeo.

Le devo dire perciò che non è vero che il rimborso è per il periodo di otto mesi, o di un anno o di quant'è, perché nella delibera il contributo per la rassegna viene "costruito" euro su euro e la "costruzione" è data da una serie di parametri che prevedono: 15 ore per la preparazione del capo, 30 mila lire per la bardatura, 100 mila lire per il trasporto del capo e 60 mila lire per l'alimentazione del capo. Sfido chiunque a sostenere che con 60 mila lire si rimborsi il 70 percento dell'alimentazione che vada oltre i due mesi, tant'è che si dice che, proprio nei due mesi antecedenti la rassegna, ci deve essere un'alimentazione particolarmente curata, che determina questo aggravio; questo per chiarezza tecnica.

Per quanto riguarda invece la richiesta del voto per appello nominale, chiedo se ci sono consiglieri che sono disponibili a sostenere la richiesta che il nostro gruppo ha testé effettuato.

Président Je ne vois pas d'adhésions en dehors à cette requête du groupe de "Forza Italia", je suis au regret de la repousser.

Je soumets au vote la motion:

Conseillers présents: 30

Votants: 4

Pour: 3

Contre: 1

Abstentions: 26 (Agnesod, Bionaz, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, La Torre, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.

Sur cela s'achèvent les travaux de cette séance du Conseil.

La séance est levée, le Conseil sera convoqué au domicile.

La réunion se termine à 20 heures 32.