Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2776 du 25 septembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2776/XI Impegno alla Giunta a realizzare l'istituzione di un'agenzia locale dell'AGEA. (Reiezione di mozione)

Mozione Premesso:

- che l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) è l'ente che ha sostituito l'AIMA e che ne ha assorbito competenze e risorse;

- che la struttura organizzativa dell'AGEA prevede l'istituzione in ogni capoluogo regionale di un'agenzia locale per le diverse operazioni burocratiche e per l'erogazione degli aiuti comunitari;

- che l'istituzione di un'agenzia locale, opportunamente interconnessa con idonei istituti di credito, consentirebbe l'immediato controllo sui flussi finanziari ed eviterebbe il trasferimento di risorse regionali (cofinanziamenti) alla sede centrale dell'AGEA per erogazioni a beneficio di operatori valdostani;

- che l'attuale sistema del cofinanziamento è fonte di ritardi nelle erogazioni e, conseguentemente, crea disagi agli operatori locali del settore agricolo e zootecnico;

tutto ciò premesso, il Consiglio regionale

Impegna

l'Assessore delegato a promuovere entro sei mesi l'istituzione di un'agenzia locale dell'AGEA.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) Con il decreto legislativo n. 165/1999 lo Stato italiano ha proceduto alla soppressione dell'AIMA, la vecchia Agenzia per gli interventi nel mercato agricolo, e ha istituito in sua vece l'AGEA, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Il decreto legislativo in oggetto prevede che questa nuova agenzia, che peraltro è già entrata in funzione, snellisca le procedure di erogazione degli aiuti comunitari e del FEOGA agli operatori del settore e funzioni come momento di raccordo fra le decisioni che vengono effettuate in sede comunitaria e le applicazioni di tali decisioni che vengono effettuate dai vari Stati, di conseguenza dagli enti locali e dagli enti territoriali che appartengono agli stessi Stati.

Il decreto legislativo citato prevede all'articolo 3 che anche le regioni abbiano una funzione attiva nell'articolazione di questo nuovo organismo, tant'è che le regioni possono istituire appositi servizi ed organismi per le funzioni di organismo pagatore, cioè per il pagamento di questi aiuti agli agricoltori, servizi ed organismi che devono essere riconosciuti previa verifica della sussistenza di determinati requisiti. Questi organismi possono essere istituiti anche sotto forma di consorzio o di società a capitale misto pubblico privato.

Le indicazioni contenute in questo decreto legislativo hanno trovato poi specificazione in una serie di decreti interministeriali che portano la data dell'anno 2000, i quali sono stati a loro volta sostituiti da tre recenti decreti del Ministero delle politiche agricole e forestali che portano la data del 14 giugno di quest'anno. Con questi decreti ministeriali si ribadisce la necessità di istituire sedi periferiche su tutto il territorio nazionale della stessa agenzia e si prevede che, nelle more del riconoscimento di questi organismi pagatori regionali, si provveda seguendo determinate modalità procedurali.

Non mi sto a soffermare sui dettagli, anche perché sono molto tecnici. Perché è importante istituire un'agenzia regionale per le erogazioni comunitarie? È importante perché dobbiamo superare innanzitutto il sistema del cofinanziamento ovvero del versamento di quote da parte della Regione Valle d'Aosta all'agenzia centrale a Roma e attendere che Roma eroghi il sussidio agli operatori del settore, cioè gli agricoltori e gli allevatori.

È facilmente comprensibile che se le istruttorie per le pratiche dei diversi agricoltori e allevatori vengono effettuate in loco, cioè ad Aosta, sarebbe altrettanto auspicabile che le relative erogazioni vengano sempre fatte con uffici residenti nella stessa città o, meglio, in Valle d'Aosta. C'è purtroppo questa sorta di disgiunzione fra il momento dell'istruttoria e il momento del pagamento dovuta al fatto che ancora non esiste un ufficio locale preposto al pagamento, cioè un organismo pagatore. Secondo un ragionamento, che è estremamente semplice e che rientra anche in quella logica federalista che il Governo regionale ha sempre dichiarato di tutelare e di perseguire, sarebbe opportuno che i soldi, anziché trasferirli da Aosta a Roma attraverso la modalità del cofinanziamento, venissero incamerati da Roma e qui distribuiti ai diversi beneficiari. Questo permetterebbe anche un maggior controllo sull'entità delle erogazioni e le qualità delle erogazioni stesse e permetterebbe soprattutto di ottenere il vantaggio di sveltire i pagamenti a favore degli operatori.

Sappiamo benissimo che l'agricoltura e l'allevamento stanno vivendo momenti di disagio dovuti all'evoluzione di una politica agricola comunitaria che diventa sempre più restrittiva o, meglio, è molto restrittiva specie per le zone di montagna; sappiamo anche che le attese dei sussidi sono spesso lunghe e creano dei ritardi e dei disagi in carico ai potenziali beneficiari. Il sistema del cofinanziamento potrebbe essere superato con l'istituzione di un ufficio di questo tipo.

Abbiamo qui ad esempio una recente delibera di Giunta del 29 luglio 2002 che ha stanziato una cifra ragguardevole, circa poco meno di 4 milioni di euro, per cofinanziare delle misure strutturali che sono previste anche nel Piano di sviluppo rurale. Sono misure strutturali che vanno a favore dell'insediamento di giovani agricoltori, della permanenza dei giovani in agricoltura, quindi per fidelizzare la gioventù nel settore primario. Si tratta di interventi nel settore della silvicoltura, interventi a favore di zone svantaggiate o zone soggette a vincoli ambientali, indennità compensative per zone svantaggiate, cioè tutte misure che sono di importanza notevole, tutte misure che prevedono sussidi comunitari attraverso una partecipazione mista di fondi provenienti e dall'Unione europea e dallo Stato italiano e dalla regione di volta in volta interessata, in questo caso la Valle d'Aosta. Cercare di uniformare e unificare il momento del pagamento insieme a quello dell'istruttoria delle pratiche e del controllo quindi è una fase di semplificazione e di accelerazione delle procedure.

Ripeto: semplificazione e accelerazione che andrebbero e a vantaggio della Regione e soprattutto a vantaggio di agricoltori e allevatori. Il montante annuo dei fondi comunitari che sono erogati dalla nostra Regione a questo titolo è cospicuo perché si aggira su circa 25 - 30 miliardi di vecchie lire; non sono pochi soldi, se pensiamo ad un comparto, quello agricolo-zootecnico, che sta soffrendo di carenza di liquidità in questa fase. Riteniamo quindi che l'intervento che si propone in questa mozione sia semplicemente ispirato da quella logica del decentramento e dell'efficienza che oggi dobbiamo perseguire anche per agevolare le categorie produttive, categorie produttive come questa, che sono talvolta lasciate alla quotidianità, che non sempre possono occuparsi con costanza ed attenzione a pratiche burocratiche, code presso gli uffici o presso gli sportelli, ma devono utilizzare il loro tempo per attività più concrete che sono destinate o al loro bestiame o al loro pezzo di terra.

Riteniamo che un intervento che si concretizza nell'istituzione di un'agenzia regionale possa essere realizzato in un tempo ragionevole di sei mesi ed è questa in fondo la proposta che enunciamo nel dispositivo della mozione.

Président La discussion est ouverte. N'ayant pas de conseillers inscrits à parler, la discussion est close.

La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.

Perrin (UV) Ringrazio il Consigliere Tibaldi per avermi dato la possibilità di fare chiarezza su un argomento delicato e allo stesso tempo sostanzioso per le nostre aziende agricole, che è quello che riguarda le misure cofinanziate in attuazione del Piano di sviluppo rurale, misure che sono già state citate e che non riprendo. Come premessa posso affermare, per tranquillizzare i Consiglieri che hanno promosso la mozione, che non è vero che l'attuale sistema di cofinanziamento è fonte di ritardi nell'erogazione dell'indennità compensativa dei premi previsti e mi spiego.

Le procedure attualmente in atto prevedono la presentazione delle domande entro fine marzo di ogni anno e la liquidazione avviene a circa metà ottobre, cioè circa sei mesi dopo. Se si tiene conto che le domande presentate sono ogni anno intorno alle 3.200 per l'indennità compensativa e 2.700 per le misure agroambientali, minori sono invece le domande per le altre misure, praticamente gli uffici curano tutta l'istruttoria di queste pratiche e, una volta definite le aziende beneficiarie, gli uffici regionali trasmettono all'AGEA, in via informatica e su supporto cartaceo, gli elenchi distinti per comune con il conteggio degli importi da erogare. Generalmente l'apertura dei terminali da parte di AGEA coincide con la data del 15 settembre e con quella data coincide anche la determinazione dell'importo dei finanziamenti europei e statali per queste misure.

La Regione cofinanzia una parte di queste misure e la delibera citata va in quel senso: si tratta di 4 milioni di euro che noi trasferiamo ad AGEA e che vanno ad integrare il budget dei fondi statali e comunitari; se avessimo un organismo pagatore, dopo la data del 15 settembre, sarebbe l'AGEA che dovrebbe trasferire al nostro ufficio per le liquidazioni gli importi di Stato e Unione europea. Generalmente l'AGEA valida gli elenchi, che sono già stati confrontati nell'istruttoria, e provvede ad emettere il decreto di liquidazione entro un mese, cioè entro il 15 ottobre. Ripeto: sono domande presentate nell'anno, quindi praticamente l'annualità viene pagata nello stesso anno.

Questa procedura è stata instaurata proprio con l'attuazione del Piano di sviluppo rurale. Nel 2001 la liquidazione dei premi da parte di AGEA è stata effettuata per circa il 90 percento delle domande entro fine ottobre dello stesso anno; per quanto riguarda il 2002, gli elenchi sono stati trasmessi all'AGEA a metà settembre per la liquidazione prevista entro fine ottobre.

Gli elenchi, che corrispondono a circa il 95 percento delle aziende, quindi l'istruttoria è stata molto puntuale; rimangono sospese le aziende che hanno avuto controlli o che devono completare la documentazione. Gli elenchi riguardano nello specifico 3.002 aziende interessate all'erogazione dell'indennità compensativa per un importo globale di 8.808.000 euro e 2.466 aziende aderenti alle misure agroambientali per un importo globale di 4.200.000 euro circa.

Sono quei 25 miliardi circa di vecchie lire che andranno nelle casse delle nostre aziende a partire dal 15 ottobre: si tratta di misure importanti, conseguenti alla nuova politica agricola, in attuazione del Piano di sviluppo rurale, e vanno nella direzione, come dicevo già prima rispondendo all'interpellanza, del nuovo sistema che concede della liquidità alle aziende a condizione che esse si assumano gli impegni che sono previsti da queste misure specifiche.

Tornando all'AGEA centrale, i suoi compiti sono quelli del controllo formale dei dati, della validazione di tutti i dati anagrafici e catastali, dell'incrocio dei dati con altre banche dati, di esecuzione dei pagamenti e approvazione dei decreti di liquidazione, della liquidazione dei premi tramite banche convenzionate, della contabilizzazione dei versamenti effettuati dall'Unione europea, dal Ministero delle politiche agricole e dalle regioni. L'organizzazione delle agenzie regionali sinora è stata considerata solo da alcune regioni, si è anche discusso in diverse conferenze fra assessori regionali sull'opportunità di costituire questi uffici e generalmente devo dire che le piccole regioni sono state restie per le spese di costituzione di un organismo di questo genere.

Oggi, difatti, solo Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto hanno attivato queste agenzie, chiaramente i flussi finanziari di queste regioni sono rilevanti; per la nostra realtà l'organismo pagatore o un'agenzia regionale avrebbero senz'altro dei costi che devono essere valutati, non con questo dico che non si debba fare. Per fare un raffronto di movimentazione di denaro, noi movimentiamo, come abbiamo detto prima, circa 30 miliardi di vecchie lire; il Piemonte per esempio ne movimenta circa 10 volte tanto, cioè 300 miliardi di vecchie lire. L'Assessorato comunque si è attivato in questa fase ed è in contatto con le regioni che hanno istituito AGEA anche per capire i vantaggi che queste agenzie potrebbero portare. Il nostro impegno è soprattutto quello di approfondire e valutare i costi - ed è quello che stiamo facendo - e i vantaggi che l'istituzione di un organismo pagatore locale può apportare, quindi siamo indirizzati ad approfondire e ad attivare, se i vantaggi sono evidenti, un organismo pagatore.

Con questa assicurazione e con questo impegno chiedo al Consigliere Tibaldi di ritirare la mozione; potrei anche riferire alla competente commissione sull'evoluzione di questi contatti e sulle valutazioni economiche che credo sia giusto fare per l'eventuale istituzione di questo organismo. Nel caso in cui i Consiglieri proponenti non ritenessero di ritirare la mozione, chiederei alla maggioranza l'astensione.

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) L'Assessore ha utilizzato la prima parte della risposta per dire che non ci sono ritardi. Se è vero che non ci sono ritardi, se i tempi che Lei ha annunciato corrispondono a verità, è un punto a vantaggio degli uffici assessorili che stanno adempiendo alle loro funzioni e ai loro compiti in maniera ottimale. Non siamo in grado di confutare quello che Lei ha detto oggi, siamo però in grado di confermare che comunque il mondo agricolo zootecnico sta soffrendo di carenza di liquidità e di ritardi nei pagamenti. Se questi siano comunitari o siano quelli della rassegna o di altro tipo, questo lo sa meglio Lei; sta di fatto che la velocità nei pagamenti non risulta così rapida ed efficiente. Se tuttavia i tempi da Lei dichiarati sono quelli veri, non fa altro che elogiare il lavoro svolto dagli uffici che dipendono dalle sue competenze.

La creazione di un'agenzia regionale non è una proposta che nasce oggi; è un discorso già sollevato da tempo, che la legge dello Stato consente di fare in ogni regione e che altre regioni, come Lei ha detto, hanno già fatto, cioè hanno già percorso questa esperienza e si sono già organizzate per far sì che il denaro di provenienza comunitaria e statale sia erogato direttamente da organi esistenti in loco. Questo proprio secondo quella logica federalista e di decentramento da voi caldeggiata, da voi patrocinata, che dovrebbe essere un po' anche il criterio ispiratore dell'istituzione di un organismo di questo tipo. Nonostante una certa sensibilità dichiarata da parte dell'Assessore, sembra piuttosto che si voglia abdicare ad una funzione propria che la legge dello Stato una volta tanto ci riconosce. Abdicare ad una funzione propria di questo tipo, che consiste poi in termini spiccioli nell'erogazione di fondi, ci sembra paradossale; sono fondi che potrebbero essere direttamente sotto l'egida dell'Assessorato delle politiche agricole e forestali.

In passato con due interpellanze - la prima di carattere cognitivo, l'altra dal contenuto più ispettivo - abbiamo evidenziato il problema. Il Presidente della Regione prima e l'Assessore poi hanno dato risposte di tipo interlocutorio, attendiste nei confronti di queste iniziative. In particolare, nel 1999, il Presidente della Regione ci ha detto: "Une orientation s'est dégagée dans le sens que l'Administration aurait l'intention de constituer un propre service pour venir en aide aux bénéficiaires de ces mesures, mais pour l'instant ce n'est simplement qu'une orientation vu que nous ne connaissons pas les dispositions qui seront édictées par le décret du Ministère".

Risposta plausibile, condivisibile, tant'è che nella replica noi prendiamo atto e basta. Era il 1999, mancava il decreto che dava applicazione al provvedimento n. 165/1999. Più tardi ad una seconda interpellanza ha dato risposta l'Assessore Perrin, il quale anche qui ci ha elargito parole che oggi risentiamo: "L'Assessorat est en train d'évaluer les solutions possibles; nous avons à cet effet pris aussi des contacts avec les banques et nous sommes en train d'évaluer la situation".

Anche qui una risposta attendista, benché nel 2000 già ci fosse un primo decreto interministeriale e comunque i rapporti fra Stato e Regione andavano già nella direzione di perfezionare e di ottimizzare le articolazioni territoriali di un'agenzia di questo tipo. Oggi non ci sono più giustificazioni sostenibili: l'approfondimento appare come un'ulteriore perdita di tempo, le spese di costituzione e di funzionamento di un organismo di questo tipo, come lei ha detto, ci sembrano anche qui una scusa che non ha alcun fondamento perché il convenzionamento con appositi istituti di credito - per esempio il Polo bancario regionale - potrebbe essere una soluzione idonea, snella e assolutamente non costosa per la Regione.

Si farebbe anzi lavorare una banca regionale attribuendole in gestione un montante finanziario di 25-30 miliardi l'anno: penso che sia una buona cosa per una banca e non si tratterebbe assolutamente di istituire un nuovo carrozzone o un nuovo organismo con altri dipendenti o altre procedure, cioè nulla di più di quello che si sta già facendo a livello regionale per la fase istruttoria e di controllo, con il vantaggio di gestire direttamente il denaro facendocelo trasferire da Roma ad Aosta, come si fa già per altre poste finanziarie. Non ci sembra quindi di proporre nulla di così innovativo o spettacolare che possa coglierci di sorpresa, ci pare semplicemente di voler attribuire una funzione propria e riconosciuta dalla legge dello Stato alla Regione Valle d'Aosta. Non riusciamo a capire perché bisogna ancora attendere, cioè fermarci a valutare che cosa, quando sono tre anni che siamo ormai "incollati" ad una logica di questo tipo.

Non siamo noi che vogliamo carrozzoni, però vediamo che con estrema facilità vengono istituite fondazioni, società o enti per qualunque finalità, buona o meno buona. Non riusciamo dunque a comprendere perché oggi vogliamo rinunciare a questa grande opportunità, che potrebbe essere perseguita con un piccolo sforzo e neppure economico, perché i soldi ci arrivano direttamente da Roma e da Bruxelles.

Assessore, se non ci fossero i precedenti delle interpellanze e delle risposte che già ci avete dato, potremmo anche rinviare o ritirare la mozione; oggi questa richiesta ci pare pretestuosa, quindi la nostra mozione rimane ferma e va al voto.

Président Je soumets au vote la motion:

Conseillers présents: 28

Votants: 2

Pour: 2

Abstentions: 26 (Agnesod, Bionaz, Borre, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, La Torre, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Le Conseil n'approuve pas.