Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2735 du 24 juillet 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2735/XI Rispetto delle clausole contrattuali sottoscritte dalla società Abit al momento dell'acquisizione della "Centrale laitière S.p.A.". (Interrogazione)

Interrogazione Preso atto di quanto affermato nella scorsa seduta consiliare dall'Assessore all'agricoltura circa alcuni impegni che la società Abit si è assunta nel momento della stipulazione del contratto di acquisizione della Centrale Laitière, e precisamente:

- la valorizzazione del marchio Centrale Laitière;

- l'utilizzo di tale marchio in modo consono al prestigio che esso vanta sul mercato;

Appreso che dagli scaffali dei grandi magazzini (Carrefour, Cidac, ecc.) in cui sono esposti il latte e lo yogurt della Centrale Laitière è stata tolta la scritta "prodotti valdostani";

Ritenendo che finora il marchio Centrale Laitière valorizzava la qualità del prodotto valdostano ed era a sua volta valorizzato da fatto di indicare prodotti "valdostani";

la sottoscritta Consigliera regionale

Interroga

l'Assessore competente per sapere:

1) se esistano i presupposti perché si ravvisi nel fatto citato in premessa il non rispetto, da parte della società Abit, di impegni assunti nel contratto;

2) quale soggetto è preposto a rilevare eventuali inadempienze contrattuali e a procedere di conseguenza.

F.to: Squarzino Secondina - Curtaz

Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.

Perrin (UV) I Consiglieri nelle premesse fanno rilevare che alcuni prodotti della centrale, il latte e lo yogurt, non sarebbero più venduti in alcuni magazzini come "prodotti valdostani".

Senza entrare nel merito della validità o della veridicità della scritta "prodotti valdostani", che è una scritta generica, risulta che sia il latte fresco che lo yogurt di qualsiasi marca o provenienza sono da sempre proposti al consumatore nei grandi magazzini, come nei piccoli negozi, negli appositi frigoriferi a parete insieme ad altri prodotti della medesima gamma. Non risulta, almeno al sottoscritto, che nei punti vendita della Valle d'Aosta i commercianti abbiano volutamente cambiato le modalità di presentazione dei prodotti della centrale per un qualsiasi recondito motivo, tant'è vero che al Carrefour nelle isole dedicate ai prodotti valdostani sono presenti i formaggi della centrale e sono proposti anche in confezioni miste con fontina e altri prodotti regionali. Venendo ai quesiti posti nell'interrogazione, rispondo prima al punto due, che serve da premessa: il soggetto tenuto a valutare il comportamento dell'ABIT per quanto riguarda il rispetto o la violazione delle clausole contrattuali, anche quelle che riguardano l'uso corretto e la valorizzazione del marchio Centrale laitière, è la Finaosta.

La Finaosta, sentita specificamente in merito alla questione oggetto di questa interrogazione, ritiene che la valorizzazione del marchio Centrale laitière e il suo utilizzo adeguato al prestigio vantato sul mercato al momento della cessione risultino elementi rispettati come da contratto in quanto ad oggi la totalità dei prodotti a marchio commercializzati dalla Centrale laitière d'Aoste sono stati mantenuti, non solo, la gamma di prodotti a marchio "Centrale laitière" risulta attualmente ampliata e ciò è avvenuto attraverso l'inserimento dei formaggi a pasta molle. Oltre al latte e allo yogurt, infatti, con il marchio Centrale laitière, sono commercializzati vari formaggi e li cito perché c'è un elenco preciso: il Vallée Blanche, il formaggio leggero, il Gran formaggio Valle d'Aosta, tre formaggi ai gusti di peperoncino, ginepro e pepe nero, il formaggio Gargantua, il Castello, tomino bianco neve, il reblec e la Casatella.

Secondo la Finaosta inoltre la distribuzione dei prodotti a marchio "Centrale" e la loro promozione attraverso i canali commerciali e di comunicazione della cooperativa piemontese sono garanzia di serietà e di prestigio, in linea con quanto previsto nella clausola contrattuale citata nell'interrogazione. Alcuni dati: l'ABIT fornisce i suoi prodotti a 5.500 punti vendita in Piemonte e Valle d'Aosta, fa la distribuzione tradizionale, la grande distribuzione e la ristorazione collettiva e possiede 19 punti vendita diretti.

Dal 1999 possiede il certificato di conformità Uni En Iso 9002 per la produzione e vendita di latte e panna pastorizzati, paste filate, formaggi ultrafiltrati, ricotte e yogurt; si tratta di un sistema di qualità applicato al procedimento produttivo che comporta il rispetto di un regolamento e il controllo da parte di un ente di certificazione.

In conclusione, da quanto relazionato dalla Finaosta, allo stato dei fatti non esistono elementi che possono indurci a sospettare l'ABIT di inadempienze contrattuali.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Su questa vicenda, su cui noi torniamo ripetutamente perché non c'è chiarezza, io vedo che anche l'Amministrazione regionale non vuole fare chiarezza. Lei ha detto alcune cose molto gravi e altre inesatte che hanno spostato su altri argomenti la questione fondamentale.

Prima cosa grave che lei ha detto: in merito alla scritta "prodotti valdostani", lei ha affermato che è una scritta generica, che tutto sommato non ha così grande valore. Mi spieghi allora perché nelle varie fiere, nei vari stand, dove noi paghiamo anche per andare, pretendiamo e chiediamo di scrivere "prodotti valdostani"; se questa scritta fosse così generica e poco significativa, non la metteremmo da nessuna parte; mi sembra strano che sia importante quando si parla di stand della Regione e sia poco significativa quando si vogliono indicare, sollecitare gli utenti ad acquistare certi prodotti.

Seconda cosa che da lei non mi aspettavo - è vero che lei ripete quanto dice la Finaosta, ma non doveva cadere in questo errore -: lei mi ha elencato, rispetto ai paletti rispettati, i prodotti formaggeri e ne ha fatto un lungo elenco. Noi abbiamo sempre insistito su altri prodotti, latte e yogurt, ed è sui prodotti latte e yogurt che non è più accettata la scritta "prodotti valdostani", non perché il Carrefour o gli altri magazzini abbiano cambiato idea, ma perché è arrivato l'ordine perentorio di non farlo più, ma perché, Assessore?

Mi stupisce che lei, come Assessorato, e la Finaosta non conosciate quello che sta facendo l'USL: l'USL ha fatto un riscontro preciso proprio sul latte e sullo yogurt e ha detto che sia il "latte fresco pastorizzato alta qualità intera", sia il "latte fresco pastorizzato parzialmente scremato", sia lo yogurt evidenziano quello che noi avevamo sostenuto qui in Consiglio e cioè che "il tipo di etichettatura è tale da creare confusione nel consumatore". La ditta ABIT pertanto è responsabile della violazione di legge perché ha prodotto, confezionato e commercializzato il prodotto in questione - il famoso prodotto della centrale che dovrebbe essere valorizzato dall'ABIT e che secondo la Finaosta è valorizzato - con etichettatura, pubblicità, presentazione tali da indurre in errore l'acquirente circa il luogo di origine e la provenienza del prodotto alimentare stesso.

L'USL pertanto non solo ha sanzionato la ditta con una multa abbastanza salata, ma ha chiesto che questi prodotti non entrassero più nella filière dei prodotti valdostani. Di fronte a questo fatto così grave lei, Assessore, e la Finaosta candidamente dite che nulla è cambiato, che i paletti sono stati rispettati, che i prodotti sono stati valorizzati, ma a chi le vuole raccontare, Assessore, queste cose? Le può raccontare a me, illudendosi che qualcuno le creda ma l'opinione pubblica, la stampa, queste cose le sanno! Come è possibile accettare che una società valorizzi i prodotti quando questi prodotti sono tolti dalla filière dei prodotti valdostani e quando questi prodotti sono sanzionati perché non rispettano la normativa e non rispettano la coerenza fra il prodotto e la confezione.

La confezione richiama il prodotto valdostano, il prodotto non lo è realmente, c'è una falsità sostanziale. Io credo che, di fronte a questo fatto, sia molto grave che lei non intervenga politicamente e che la Finaosta si limiti formalmente a guardare i formaggi. Vada invece a vedere il latte e lo yogurt e verifichi se, alla luce di questi dati, si può ancora affermare che questi prodotti sono stati valorizzati dall'ABIT!