Objet du Conseil n. 2705 du 26 juin 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2705/XI Invito alla Giunta regionale a contrastare le riforme in campo sanitario predisposte dal Governo. (Reiezione di mozione)
Mozione Constatato che la politica sanitaria del Governo è fondata su promesse cui non corrispondono i fatti, in quanto: i tempi di attesa sono aumentati, i farmaci costano di più, ci sono nuovi ticket, è sparita la fisioterapia, i servizi di salute mentale sono stati azzerati, l'assistenza odontoiatrica è stata sostituita dalle dentiere;
Preso atto dello smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale e della sua sostituzione con un sistema assicurativo, in cui le cure sono garantite solo in ragione del premio versato, per cui chi paga di più riceve di più e gli altri sono esclusi dai benefici;
Visto che il Governo ha deciso di privatizzare gli ospedali pubblici più importanti ed efficienti del Paese; di tagliare i fondi per le strutture edilizie sanitarie, per le tecnologie e la ricerca; di procedere, dopo il ritorno ai ticket e alle tasse, al taglio dei servizi;
Ritenuto che i valdostani vogliono una sanità di qualità per tutti e non per pochi; che vogliono certezze e non promesse, in quanto la loro salute non è in vendita;
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
- nel denunciare i rischi che corre in tutto il Paese il sistema sanitario nazionale pubblico;
- convinto che la salute si governa in relazione ai bisogni dei cittadini e non secondo le leggi di mercato;
- convinto, altresì, che una sanità giusta può essere garantita solo da un servizio sanitario nazionale, basato sulla solidarietà e che assicuri l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla salute e alla difesa della vita;
- vista la potestà legislativa della Regione in materia di politica sanitaria;
Invita
la Giunta della Regione e l'Assessore competente a non dare seguito alla contro-riforma messa in atto ed imposta dal Governo di centro-destra.
F.to: Beneforti - Squarzino Secondina - Curtaz
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Credevo che il problema della sanità non interessasse soltanto l'Assessore Vicquéry, ma interessasse tutta la Giunta. Ringrazio l'Assessore Pastoret che è presente, ma devo stigmatizzare l'assenza…
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… ma questo è anche troppo forse! Se manca il numero legale, si può riprendere fra un'ora, non è questo il problema!
Con questa mozione intendiamo affrontare la politica sanitaria, che il Governo e il Ministro Sirchia intendono attuare nel nostro Paese. Non è la prima volta che lo facciamo, ma torniamo sull'argomento perché devo dire che siamo sempre più preoccupati; sentiamo il dovere di insistere affinché da parte della Regione non si segua l'esempio nazionale.
È almeno la terza volta che presentiamo questa richiesta a questo Consiglio regionale; l'ultima volta l'abbiamo proposta quando abbiamo chiesto al Consiglio di aderire alla petizione promossa da 800 mila operatori della sanità, in difesa del servizio sanitario pubblico. Sulla mozione che presentammo come gruppo, la maggioranza di questo Consiglio si astenne.
A nostro parere, non colse l'occasione per essere vicina a quegli operatori della sanità, per sostenerli ed aiutarli nella difesa della loro azienda, che è il Servizio sanitario nazionale, per coinvolgerli nella gestione sanitaria, perché ogni riforma passa - e in modo particolare quella sanitaria - nella misura in cui riusciamo a coinvolgere gli operatori della sanità, in particolare la classe medica.
Tutte le riforme devono cercare di coinvolgere gli addetti, ma noi riteniamo che, in modo particolare per la delicatezza che riveste il servizio sanitario, debbano essere coinvolti gli operatori della sanità. In quell'occasione esposi ampiamente ciò che gli stessi medici ed operatori della sanità rivendicavano.
Dissi anche cosa richiedevano le organizzazioni sindacali confederali, cosa rivendicavano i cittadini, gli umili, i più poveri, coloro che non hanno le risorse per potersi curare a pagamento. Dissi allora cosa rivendicavano le regioni governate dal Centro-Sinistra. Dissi allora - e lo confermo oggi - che la politica sanitaria del Governo di Centro-Destra sta trasformando l'Italia in un paese di esasperati: infatti, alle promesse, anche suggerite e fatte in campagna elettorale, non corrispondono i fatti, anzi, da un anno a questa parte, le cose vanno in tutt'altra direzione.
I tempi di attesa sono aumentati benché Berlusconi avesse detto che gli stessi non dovevano superare i quindici giorni; se andiamo a vedere, da tutte le parti i tempi di attesa sono aumentati! I farmaci costano di più: basta accostarsi ad una farmacia per rendersi conto di qual è il costo dei farmaci. Ci sono nuovi ticket, ed è vero, perché io ho dei medicinali che devo prendere come salvavita, caro amico Ottoz, per i quali oggi devo pagare un ticket, altrimenti mi danno un altro medicinale.
Si racconta che la responsabilità politica dell'aumento della spesa farmaceutica ricade sui cittadini, sugli ammalati, che fanno troppo uso dei medicinali. Ma avete mai visto un ammalato ordinarsi le medicine? A me non è mai capitato!
La ricetta per l'acquisto dei farmaci la compila il medico, non l'ammalato; quindi che responsabilità politica può avere l'ammalato? Se ci sono degli abusi anche da parte dei medici, punite chi sbaglia, ma non fate ricadere, come si sta facendo, la responsabilità sulla collettività, su coloro che non ne hanno colpa!
Dopo le tasse, dopo i ticket, si è passati al taglio dei servizi, ed è una realtà. In Italia sta scomparendo la fisioterapia pubblica. I servizi di salute mentale sono stati azzerati. L'assistenza odontoiatrica è stata sostituita in Italia dalle dentiere: agli anziani si passano le dentiere! Sta calmo, Lattanzi, non ti riscaldare troppo, poi ti senti male…
(interruzione del Vicepresidente Lattanzi, fuori microfono)
… cari colleghi, si va verso lo smantellamento del Servizio sanitario nazionale e verso la sua sostituzione con un sistema assicurativo, in cui le cure sono garantite solo in ragione del premio versato, per cui chi paga di più riceve di più e gli altri purtroppo si devono arrangiare, mentre noi vogliamo - lo vuole la gente - una sanità di qualità ed efficiente per tutti e non per pochi, non solo per chi può pagarsi l'assicurazione!
Vogliamo una sanità giusta che può essere garantita solo da un servizio sanitario nazionale basato sulla solidarietà e che assicuri l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla salute e alla vita. Diciamolo francamente: la nostra salute non è in vendita!
La nostra gente non vuole fare la fine di "John Q", che nel film scopre che la sua assicurazione sanitaria non pagherà il trapianto di cuore di cui ha bisogno il figlio in fin di vita. La nostra gente vuole certezze, non promesse! Non può accettare gli effetti perversi di un sistema sanitario quale quello americano, messo in evidenza nel film, proiettato fra l'altro nei giorni scorsi anche al cinema Corso di Aosta. Chi ha visto quel film, si rende conto del perverso sistema che esiste nella sanità americana, e cosa vuol dire passare da un servizio pubblico ad un servizio assicurativo!
Il governo di Centro-Destra, inoltre, ha deciso di privatizzare gli ospedali pubblici più importanti ed efficienti del Paese e ha tagliato i fondi per le strutture edilizie sanitarie, per le tecnologie, per la ricerca, facendo ricadere tutte le spese sulle regioni. Tutto ciò perché? Per il ritorno al passato, per il ritorno al libero mercato della salute, per il ritorno al "privato", anche se il "privato" non fa della beneficenza, non investe nella salute senza avere un tornaconto!
Pertanto, nel denunciare i rischi che corre in tutto il Paese il sistema sanitario pubblico, nel denunciare la volontà del Governo di far ricadere sui cittadini la spesa sanitaria, con il rischio di realizzare ventuno sistemi sanitari, uno diverso dall'altro, nel nostro Paese; con la convinzione che la salute si governa in relazione ai bisogni dei cittadini e non secondo le leggi di mercato, come vuole il Ministro Sirchia; con la convinzione che l'esclusività del rapporto di lavoro dei medici non mortifica il medico, non lede la dignità del medico come qualcuno sostiene, anzi alza il prestigio e la credibilità del medico stesso e del Servizio sanitario nazionale, e quindi vista la necessità di mantenere - cosa che non avverrebbe - al centro del servizio sanitario l'uomo, il cittadino, l'ammalato, occorre migliorare l'esistente per quanto necessario, eliminando le insufficienze, come da tempo rivendichiamo.
Non peggioriamo la nostra situazione almeno, non ci prestiamo, come Valle d'Aosta, a delegittimare quanto è stato fatto con le riforme dei governi precedenti, non ci prestiamo a colpi di mano del governo, manteniamo fede alla nostra potestà legislativa in materia di politica sanitaria, e soprattutto facciamo la scelta da quale parte stare, perché questo è importante!
Non seguiamo la controriforma sanitaria messa in atto dall'attuale Governo di Centro-Destra, respingiamo le richieste delle baronie mediche, ascoltiamo, soprattutto, e facciamo nostre le richieste contenute nel manifesto degli 800 mila operatori della sanità, per il diritto ad avere:
- ospedali e ambulatori territoriali specialistici efficienti, sicuri e gratuiti in tutta Italia, ben dislocati sul territorio e con modalità di accesso garantite ed uniformi;
- il medico di famiglia e il servizio di guardia medica garantiti su tutto il territorio senza differenze di accesso;
- l'assistenza infermieristica, adeguata sia in ambito ospedaliero che nelle strutture territoriali;
- un'assistenza farmaceutica garantita tramite le farmacie con regole valide in tutta Italia;
- un servizio pubblico di prevenzione sanitaria che garantisca la qualità e la sicurezza degli alimenti, degli allevamenti e degli ambienti di vita e di lavoro;
- operatori sanitari sempre più preparati, aggiornati e capaci di ascoltare e di capire i bisogni dei cittadini.
Questo è quello che rivendicano gli 800 mila operatori della sanità che stanno raccogliendo le firme, e in Valle d'Aosta, almeno come movimento del "Partito Popolare", siamo arrivati a oltre 1000 firme.
La raccolta delle firme durerà fino alla fine di luglio e noi continueremo a raccoglierle, come le raccolgono i medici nei loro studi, come le raccolgono altri operatori della sanità in altre parti per mantenere il Servizio sanitario nazionale, e per chiedere quello che ho letto adesso e che sta scritto nella petizione che viene sottoscritta dai cittadini, anche valdostani.
Dobbiamo respingere le richieste della Confindustria, che richiede rigore e tagli. Senza tagli e rigore a pensioni e sanità, dice il suo presidente, si ferma lo sviluppo e non si diminuiscono le tasse a carico delle imprese. E lui vuol togliere ai poveri per dare ai ricchi? Chi garantisce l'ammalato che non ha le risorse per curarsi? Questo ce lo devono dire! Se, a chi non ha le risorse per curarsi e per farsi un'assicurazione, si garantisce la possibilità di curarsi, si proceda pure!
Vorrei poi che mi si dicesse da parte di Confindustria, che lamenta sempre questo "debito pubblico" che deve essere rivisto e parla solo di pensioni, se questa spesa pubblica è fatta solo di pensioni e di sanità, o è fatta anche di ammortizzatori sociali? Le ore di cassa integrazione chi le crea? I prepensionamenti chi li ha favoriti? L'indennità di disoccupazione chi la crea?
L'evasione fiscale chi è che la crea? Il lavoro nero e sommerso chi è che lo crea? Lo creano forse gli ammalati, i pensionati, la povera gente? O lo creano coloro che oggi rivendicano i tagli alla sanità e i tagli alle pensioni? Se si riducono i servizi e le prestazioni sanitarie, le conseguenze ricadono sulla povera gente, su coloro che non hanno i soldi per potersi curare!
Con l'approvazione di questa mozione, noi dimostriamo, come Valle d'Aosta, la volontà di cambiare, sì, ma di cambiare in meglio, per cui dimostriamo di essere coerenti: noi, del gruppo "Ulivo", abbiamo sempre sostenuto il Servizio sanitario nazionale pubblico perché convinti che la salute non si governa con il ritorno al passato, ma in relazione ai bisogni dei cittadini e della comunità valdostana, mentre voi, della maggioranza, avete rivendicato la totale autonomia nella gestione della politica sanitaria, per non dover far fronte alle spese che vengono decise in altre sedi per nostro conto. Oggi è il momento di dimostrare che questa era la strada che volevate seguire: con la potestà legislativa che abbiamo in materia sanitaria, è il momento di dimostrare che vogliamo salvaguardare questa autonomia! Insieme, possiamo dire di "no" alla controriforma messa in atto dal Governo, solo nell'interesse di pochi e a scapito di tanti. Noi abbiamo interesse che non vada a scapito della popolazione valdostana, come non deve andare a scapito dei cittadini delle altre regioni italiane.
Concludo dicendo che la mozione può essere modificata: se lo ritenete, possiamo sospendere i lavori per concordare un testo comune. A noi interessa il principio di salvaguardare la nostra autonomia e la nostra potestà e di non seguire la linea di riforma nazionale, perché vorrebbe dire non difendere e tutelare gli interessi dei nostri concittadini: questo, almeno, a nostro parere.
Président Si personne ne demande la parole, je déclare close la discussion générale.
La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV)Cercherò di fare una replica breve, perché non vorrei che il Consiglio regionale diventasse un "repetita non iùvant" perché, nella seduta del 9 maggio 2002, il Consigliere Beneforti ha fatto lo stesso intervento che ha testé fatto, e devo dargli atto della sua assoluta coerenza! Coerenza che, però, non deve diventare una passione per questa Assemblea! Per questi motivi do per letta la mia relazione di risposta alla mozione del 9 maggio 2002.
Beneforti (fuori microfono) … povera Valle d'Aosta, questo è vergognoso!
Viérin D. (fuori microfono) … lasciatelo finire, così fate il processo alle intenzioni!
Vicquéry (UV) Lei, Consigliere Beneforti, dovrebbe avere almeno il buon gusto di dire le stesse cose che sostiene in questa Assemblea, anche nelle altre sedi, e di prendere atto, quanto meno, che tutto quanto lei afferma nelle premesse delle mozioni, in Valle d'Aosta, non avviene, perché la sfido a presentare un esempio solo di argomenti che vengono applicati in Valle d'Aosta. Mi dica se in Valle d'Aosta sono aumentati i tempi di attesa, mi dica se in Valle d'Aosta i farmaci costano di più, mi dica se in Valle d'Aosta ci sono nuovi ticket, mi dica se in Valle d'Aosta è sparita la fisioterapia, mi dica se in Valle d'Aosta i servizi di salute mentale sono stati azzerati, mi dica se in Valle d'Aosta l'assistenza odontoiatrica è stata sostituita dalle dentiere, mi dica se in Valle d'Aosta il sistema assicurativo è stato messo in piedi, mi dica se in Valle d'Aosta sono stati privatizzati i servizi pubblici, mi dica tutto quanto lei cita nelle premesse!
Se questa mozione fosse fatta in Parlamento, avrebbe una ragion d'essere; così, lei, prima di offendersi, deve aspettare le mie conclusioni, ma è fatta in Valle d'Aosta, la normativa in vigore è il Piano sociosanitario regionale, che è in vigore dal 2002 fino al 2004, salvo modifiche, abrogazioni, emendamenti in corso del triennio, e il Piano sociosanitario regionale ribadisce, in tutte le pagine, l'assoluta volontà dell'Amministrazione regionale di tutelare il sistema sanitario pubblico e non c'è un'azione, in Valle d'Aosta, da parte del Governo regionale, che vada in senso contrario! Le sto dicendo semplicemente questo!
Questa mozione conclude invitando la Giunta regionale a non dare seguito alla controriforma. Bene, premesso che io non considero in senso stretto "controriforma" quella che porta avanti il Ministro Sirchia, perché al di là delle dichiarazioni di principio, molte delle quali sono assolutamente discutibili, gli atti concreti di questo Governo non hanno portato ancora alla modifica della "riforma Bindi".
Il tanto contestato principio del "sistema assicurativo" è un principio contenuto nei decreti legislativi nn. 502-517, che nelle sue intenzioni non deve smantellare il servizio pubblico, anzi, al contrario, deve permettere al servizio pubblico di aggiungere risorse finanziarie e di dare la possibilità ai cittadini di avere prestazioni aggiuntive rispetto a quelle dei livelli essenziali di assistenza.
Qui si gioca la partita: porteremo all'attenzione della Giunta regionale, entro le prossime settimane, la definizione dei livelli essenziali di assistenza, da dove si misurerà nuovamente la volontà della Giunta regionale di mantenere in piedi tutti questi servizi, al di là dei livelli essenziali. Difendiamo con forza, in tutte le nostre azioni, quelli che consideriamo due capisaldi del sistema sanitario pubblico, cioè il principio dell'universalità delle prestazioni e dell'equità delle prestazioni.
Difendiamo il sistema del rapporto esclusivo, che è stato ed è uno dei capisaldi della "riforma Bindi", tant'è che ai primari responsabili di struttura complessa chiediamo che venga mantenuto il rapporto esclusivo. È discutibile se il rapporto esclusivo debba essere reversibile o non reversibile, è materia all'attenzione degli assessori e del ministero ma, sul principio del rapporto esclusivo, siamo e saremo fermi: non nomineremo primari che decideranno di svolgere attività part-time nell'ambito del sistema pubblico.
Siamo d'accordo per l'introduzione nel sistema di modelli di partnership pubblici privati per la necessità di reperimento di finanziamenti ulteriori e per sperimentare una maggiore flessibilità nel contesto operativo. Siamo per aumentare i finanziamenti nel sistema sanitario, investimenti in conto capitale; lo dimostriamo con i fatti nel bilancio regionale. Non è vero che il "Governo Berlusconi" ha tagliato i fondi né sulla parte corrente, né sulla parte degli investimenti; Consigliere Beneforti, forse lei ha degli informatori o delle informazioni inesatte, e lei può sorridere finché vuole, ma deve prendere atto che qui non sto raccontando favolette: io sono documentato, Consigliere Beneforti!
Le ripeto che l'accordo dell'8 agosto 2001 ha aumentato i fondi del Fondo sanitario nazionale rispetto al governo precedente: parlo di "spese correnti", riconoscendo maggiori finanziamenti e maggiori richieste da parte delle regioni. Questi sono dati certi, riconosciuti anche dalla controparte politica. Lei, evidentemente, fa parte di un settore dell'universo politico ancora diverso, ma questo è un dato di fatto: l'accordo dell'8 agosto è un dato di fatto!
Sui finanziamenti in conto capitale l'articolo 20 prevede la distribuzione, fra pochissimo, di 2500 miliardi alle regioni ed è forse qui che lei cade nell'equivoco; nell'ambito di questo finanziamento di 2500 miliardi il ministero ha chiesto di togliere una parte di questi finanziamenti, per finanziare gli istituti a carattere scientifico. Questa è la piccola "querelle" che è intervenuta fra assessori e ministro, che è in fase di conclusione, perché è stata riservata una parte per il finanziamento degli istituti a carattere scientifico, ma non è vero che non vengono più dati finanziamenti per gli investimenti in materia sanitaria.
Ripeto, questi sono dati di fatto, che vengono anche ribaditi da numerosi documenti; lei, avendo svolto per anni un ruolo di sindacalismo attivo anche nel settore, essendo stato per molti anni vicino alla categoria dei medici, dovrebbe conoscere il documento che le associazioni nazionali ANAAO e ASSOMED, la più grossa associazione dei medici italiani, ha ultimamente fatto a conclusione del 19° congresso nazionale, che si è svolto a Matera. È un documento complesso, è un documento molto interessante, è un documento che ribadisce la necessità di mantenere in piedi il Servizio sanitario nazionale, che entra nel merito di molti argomenti, ma che non parla assolutamente di "controriforma", che non vuole strumentalizzare posizioni che non vogliamo che siano strumentalizzate!
Concludo, Consigliere Beneforti, dicendole che, nei fatti, dimostriamo che stiamo dando applicazione già a quello che viene definito "federalismo sanitario", con la nostra legislazione concorrente, che non è ancora competenza primaria, e lei questo dovrebbe saperlo… ha più volte parlato "dell'ambito delle competenze", ma quali competenze? Non abbiamo ancora competenza primaria in materia sanitaria, mi pare che le sia noto questo, per capire in che ambito ci muoviamo!
Ma nell'ambito delle nostre competenze, noi, stiamo già facendo delle scelte che vanno nell'assoluta tutela e potenziamento del servizio pubblico, perché in questi anni abbiamo continuato ad aumentare servizi e continuiamo ancora, in questi giorni, ad aprire nuove istituzioni!
Stiamo parlando di agopuntura, stiamo parlando di omeopatia, abbiamo appena fatto decollare la "Fivet", e tanti altri servizi, per cui siamo assolutamente in controtendenza rispetto ad alcune realtà - questo è vero - in cui queste cose che lei cita nella sua mozione vengono fatte; ma non si può generalizzare!
Visto che siamo in ambito della Regione autonoma Valle d'Aosta, evidentemente dobbiamo calarci nella nostra realtà, e non mi permetto di fare il processo alle intenzioni ai colleghi delle altre regioni, che hanno fatto scelte politiche diverse, perché questo è "federalismo sanitario", questo significa non fare ventuno sistemi sanitari regionali, ma questo significa dare la possibilità alle regioni di fare le scelte politiche autonomamente, finanziandole autonomamente! Per questo motivo la mozione, in quanto tale, non può essere accolta; chiediamo di ritirarla: in caso contrario, ci asterremo.
Concludo, Consigliere Beneforti, invitandola a presentarmi ufficialmente la petizione degli 800 mila, perché personalmente io la firmerò. Me la faccia avere, se vuole la firmiamo "in camera caritatis", se vuole organizziamo una conferenza stampa! Consigliera Squarzino, se avesse almeno il buon gusto di non far sentire a me i suggerimenti che fa al Consigliere Beneforti, gliene sarei grato, invece sento il "refrain" quotidianamente! Le faccio presente che queste cose le ho già riferite nella seduta del 9 maggio, quando abbiamo respinto la sua mozione che chiedeva al Consiglio regionale di sottoscrivere quella petizione, perché, come ho avuto modo di dire, nessuna regione aveva firmato quella petizione, essendo quella petizione riferita non alle istituzioni, ma al singolo cittadino.
In quell'occasione ho avuto modo di dire che avrei firmato quella petizione, visto che se n'è fatto promotore per fini nobili, perché lei, tutto ciò che fa a livello di petizione, lo fa per fini nobili, e dobbiamo dargliene atto, sicuramente non sono fini di "basso elettorato"… la invito a darmi copia della mozione in modo che possa firmarla. Se ritiene, organizziamo una conferenza stampa per dare ampiezza e trasparenza alla manifestazione; se non lo ritiene opportuno, visto che non è quello il mio obiettivo, la firmerò, o nel suo ufficio, o nel mio ufficio!
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Mi aspettavo sicuramente questa risposta e non mi illudevo di aver fatto centro con questa mozione, ma devo dirle anzitutto, Assessore, che la mozione non è rivolta alla Regione.
Si cita nella premessa ciò che avviene, a nostro avviso, a livello nazionale e si chiede, nella parte finale, come Valle d'Aosta, di non adeguarsi a queste iniziative, che possono portare, se tutte realizzate, ad una controriforma che non abbiamo mai portato avanti.
Lei, Assessore, ha detto che questa andava bene se presentata al Parlamento italiano, non va bene in Valle d'Aosta: ma la mozione non è rivolta alla Valle d'Aosta! Ci sono le ripercussioni di certe iniziative che vengono prese a livello nazionale, che ricadono sulla Valle d'Aosta.
Si chiede allora, nella parte finale della mozione, che la Giunta regionale e l'Assessore competente non diano seguito alla controriforma messa in atto e imposta dal Governo di Centro-Destra, perché questa è una "controriforma", noi la consideriamo una "controriforma" finalizzata a favorire l'assicurazione privata rispetto all'ente pubblico.
Quando mi sento dire: "per adesso non voglio andare a sindacare", le dico che nemmeno io voglio andare a sindacare ciò che altre regioni fanno, a noi interessa la Regione Valle d'Aosta.
Lei dice che l'ANAAO ha fatto un documento; lo so, anche la Federazione italiana medici di medicina generale ha fatto una riunione e ho qui il documento che hanno approvato, ma ribadiscono, tutti, che bisogna mantenere il Servizio sanitario nazionale e che la via dell'assicurazione non è opportuna.
Questo è quello che tutti dicono, e di cui si preoccupano; l'ANAAO fa parte del Comitato solidarietà e salute, di cui fanno parte anche l'ASSOMED, la Federazione nazionale dell'ordine dei medici chirurghi, odontoiatri, il SUMAI, ci sono tutte: sono 800 mila operatori della sanità che chiedono questo ed è inutile che me lo ricordi lei, io la faccio firmare questa petizione, vuole che non lo sappia?
Parla poi delle spese correnti: mi vuole spiegare quali contributi saranno dati per finire le opere edilizie dell'Ospedale…
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… sì, ma mi lasci finire, io non l'ho interrotta, lei si arrabbia quando la Consigliera Squarzino la interrompe, allora lasci finire anche me!
Le voglio dire che quando il Ministro Sirchia parla di passare ai privati gli ospedali, vuol dire che non intende farvi degli investimenti, altrimenti non li passerebbe ai privati. Le dico come noi vediamo la questione e quello per cui i nostri Parlamentari stanno battendosi in Parlamento.
Noi vogliamo che vengano mantenuti in piedi tutti i servizi a livello nazionale, e se la Valle d'Aosta li ha tenuti in piedi, noi ne siamo ben lieti, vogliamo che continui a mantenerli in piedi, che non succeda come avviene a livello nazionale o come sta accadendo in altre regioni. Guardate bene, non votando questa mozione però - o astenendosi - ognuno si assume la propria responsabilità politica di ciò che accade oggi e di quello che accadrà domani.
Votare questa mozione vuol dire anche difendere la nostra autonomia, e la nostra autonomia non si può difendere solo a parole, Assessore, ma è con i fatti che la si difende. Io la capisco, lei va alle riunioni nazionali, si trova in mezzo a ventuno regioni, chi la pensa in un modo e chi la pensa in un altro, me ne rendo conto, l'ho provato anch'io quello che prova lei oggi, però bisogna sempre tenere alti i nostri propositi e i nostri principi di difesa della nostra autonomia, e allora, quando si vuole difendere la nostra autonomia, si prendono le decisioni conseguenti.
Non votare questa mozione vuol dire creare un danno alla comunità valdostana sul piano economico e sociale, vuol dire dipendere da quella minoranza di professionisti che non ha mai accettato nessuna riforma, vuol dire dipendere da quei settori economici che premono per l'introduzione delle assicurazioni e di forme alternative di finanziamento della sanità, vuol dire dimostrare che la maggioranza di questo Consiglio non ha approfondito ciò che è in gioco oggi!
Vorrei capire da questa maggioranza, in Consiglio, cosa è stato approfondito sulla situazione che oggi attraversa la sanità nel nostro Paese. Certamente, può far comodo non prendere le distanze dal Ministro Sirchia, può servire a giustificare anche - e non voglio pensare male - le operazioni che riterrete necessarie d'ora in avanti, non nell'immediato, metto le mani avanti e mi auguro che non sia così, dato che in questo anno che ci separa dalle elezioni nessuno si assume la responsabilità di iniziative impopolari! Ieri l'ho sentita parlare del bilancio dell'USL e devo dire che mi sono meravigliato di sentirla parlare in quei termini!
Lei ha letto delle cifre a cui io non credo - glielo dico in tutta sincerità - e quando arriveremo al consuntivo ce ne accorgeremo! Perché vede, Assessore, ho qui due delibere… lei canta sempre con questa storia dell'USL, ma voi risparmiate sapete dove? Nel taglio dei servizi: lavanderia, pulizia, eccetera, mentre c'è un'altra delibera che prevede 277 euro per la clinica privata della radiologia, per fare le mammografie e dove c'è da aspettare da sei a otto mesi! Non venga a raccontarci novelle qui, Assessore; in sei-otto mesi qual è la prevenzione che si mette in atto?
Vicquéry (fuori microfono) … quale clinica privata, nome e cognome… lei è in malafede…
Beneforti (PVA-cU) … allora fa finta di non capire! Glielo rispiego. Si parlava del bilancio, dove si risparmia, e io le ho detto: "voi risparmiate nel taglio di certi servizi". Infatti c'è qui una delibera che cita la riduzione di frequenza di interventi del servizio di pulizia presso presidi diversi; poi si trova: "approvazione a sanatoria dei progetti obiettivo mammografia e programma di screening ai tumori femminili", dove si prevedono 277 milioni, che vanno alla clinica privata di radiologia del suo ospedale, quella che avete creato con gli amministrativi dell'INVA e con i medici che avete lasciato lì.
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… ma non le ho mica scritte io queste delibere, per lei è tutto falso, allora dice cose false è falsa la Dottoressa Riccardi che ha fatto la delibera, i funzionari che l'hanno firmata e che sono responsabili del procedimento: è la dirigenza che dice cose non vere? Io ho preso dei documenti ufficiali, e non si metta a ridere, Assessore! Lei prima mi diceva che le liste di attesa non sono aumentate; allora le prendo un caso, quello della mammografia, e qui sono state pubblicate anche delle lettere sul giornale!
Un mio familiare si è recato nell'ufficio per la prenotazione, gli hanno detto che i tempi vanno dai sei agli otto mesi, altrimenti, a pagamento, l'esame viene fatto subito, quindi le liste di attesa sono aumentate anche da noi, perlomeno in certi settori, in particolare in un settore come questo della prevenzione, che è uno dei più delicati per la donna.
In sei-otto mesi ci si può accorgere di questo male e anche morirne! Nel momento in cui si porta avanti un discorso di prevenzione, bisogna portarlo avanti con efficacia e con senso di responsabilità. Lei ha risposto ad alcune lettere che le hanno scritto sul giornale, che non hanno soddisfatto gli estensori…
(nuova interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… no, non le ho scritte io, Assessore, io vengo qui e gliele dico in faccia le cose! No, lei è in malafede, Assessore, e inganna anche questa maggioranza, che non approfondisce le cose che devono essere approfondite e che si astiene perché glielo dice lei di astenersi, perché vorrei chiedere, a chi conosce la situazione interna dell'Ospedale regionale, quanti hanno approfondito la questione!
Credono a lei, l'hanno eletta e ci credono, ma non mi venga a dire che sono in malafede io; no, è in malafede lei, Assessore! Termino qui, dicendo all'Assessore che noi non ritiriamo la mozione, la manteniamo, prendiamo atto…
(nuova interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… ma se vuol firmare, io la lascio firmare, noi raccogliamo le firme da tutti, perché vuol dire impegnarsi a mantenere il Servizio sanitario nazionale. Più firme ci sono, meglio è, questo deve essere chiaro, non è una finzione quella che si sta facendo, è per fare in modo che a tutti gli italiani sia data la possibilità di vivere, di curarsi e di difendere la propria salute!
Manteniamo pertanto la mozione: chi la vuole votare, la vota; chi non la vota, si assume la responsabilità di quello che potrà accadere domani!
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Sarò brevissima perché molto è stato detto.
Vede, Assessore, uno dei motivi per cui abbiamo presentato questa mozione è proprio perché cominciamo a vedere qua e là dei segnali di slittamento, di scivolamento, di accoglimento di linee che a noi non sembrano coerenti con quelle che dovrebbero essere le linee della sanità.
Porto due esempi: uno, su cui vorrei avere il suo parere e sapere se siete giunti a decisioni, riguarda l'introduzione del ticket; le ricordo che in commissione lei ha evidenziato le difficoltà economiche che ci sono nel settore sanità e ha evidenziato anche un'ipotesi di introduzione del ticket sui farmaci. Sarebbe allora interessante capire la Giunta cosa intende fare in merito.
C'è poi già un dato di fatto, mi sembra una pietra grossa che è stata posta e che va nella logica della privatizzazione, e lei sa bene a cosa mi riferisco: penso all'ultima delibera in cui è stato dato l'avvio al progetto di attivare risorse private per costruire l'ala nuova dell'Ospedale e per avviare la terza fase di ristrutturazione dell'intero edificio. Ora, lei sa benissimo che mettersi su questa strada significa anche dare alla società che vincerà l'appalto la gestione diretta di tutti i servizi non medicali, servizi infermieristici compresi, dell'Ospedale. Prendere questa decisione politica - che non è sua, Assessore, è della Giunta, è della maggioranza, io mi rendo conto che sono decisioni politiche che non vengono prese singolarmente, ma collegialmente - comporta imboccare con decisione la strada delle privatizzazioni che noi denunciamo come pericolosa per la nostra regione.
Credo che lei mi conferma che tutti i servizi non medicali - ripeto, servizi infermieristici compresi - saranno gestiti direttamente da una società privata la quale - è vero - mette dei soldi per costruire un'ala nuova, ma poi riprenderà questi soldi attraverso la gestione di servizi non medicali all'interno dell'Ospedale.
Quale conseguenza avrà la decisione presa dalla Giunta? Sicuramente, questi privati avranno la precedenza se non l'esclusiva, rispetto ad altre possibilità di offerta di servizio. Non ci sarà neanche la possibilità di contrattare in un secondo momento il prezzo dei servizi resi. Non si sa nemmeno esattamente per quanto tempo i servizi saranno resi e, quali risorse saranno necessarie per questo tipo di gestione.
C'è un'altra cosa molto grave, Assessore: anche per quanto riguarda il "Beauregard", si è deciso di dare in gestione diretta, compresi i servizi medicali, sessanta posti letto per lungodegenza e sessanta posti letto per riabilitazione: allora questo non vuol dire affidare in mano ad un privato centoventi posti letto di un servizio pubblico?
Questa è una scelta che voi avete già fatto, che questa Giunta ha già fatto, quindi le nostre non sono falsità, ma sono dati reali che rispecchiano il vostro agire politico! Non si capisce perché c'è questo cambiamento di rotta! Ricordo ancora quanto abbiamo fatto, come Regione, per riacquistare, dall'Ordine Mauriziano, l'Ospedale, perché doveva essere "cosa pubblica nostra", e noi siamo ben contenti di averlo fatto e, adesso, cosa facciamo?
Affidiamo ad un privato la stessa struttura che abbiamo acquisito da un privato, con una differenza enorme: l'Ospedale Mauriziano era gestito da un privato, da una Fondazione privata il cui fine precipuo è quello di curare gli ammalati, di gestire gli ospedali, quindi con un'esperienza in questo senso e con una finalità di attenzione all'utente.
Adesso invece voi affiderete ad un privato - che non sappiamo perché, all'improvviso, vuole venire, qui, a fare un servizio in Valle d'Aosta - la gestione di un pezzo grosso di sanità, cioè tutto il "Beauregard", e di tutti i servizi all'interno dell'Ospedale, compresi i medicali, al "Beauregard" e, infermieristici, all'Ospedale. E' una scelta grave che va nell'ottica privatistica che noi non condividiamo.
Vorrei ricordare una ricerca recentissima: l'analisi di quattordici studi diversi realizzati fra il 1982 e il 1995 su ventiseimila ospedali americani, con un totale di trentotto milioni di ricoveri, con un'attenzione soprattutto a quelli di lungodegenza. Tale ricerca dimostra che esiste un rischio statisticamente significativo più alto di morte negli ospedali "profit", cioè quelli che si presentano come imprese private che devono fare utili, rispetto a quelli "non profit" - che ci sono anche lì - di proprietà di associazioni umanitarie religiose, e via dicendo.
C'è una differenza di rischio di morte fra i due tipi di ospedali, nel senso che si muore di più in quelli gestiti da società "profit" rispetto a quelli gestiti da società "non profit". Allora noi affideremo, perché questo la Giunta ha deciso, quindi "voi" affiderete e dovete spiegarlo "voi", anche ai vostri genitori e ai vostri nonni, che "voi" volete dare in mano a privati, a società che gestiscono per "profit", per guadagnare e non certo per beneficenza, l'assistenza e la cura degli anziani o delle persone in difficoltà o di quelle che hanno bisogno di riabilitazione.
Ho voluto ricordare che comunque questa Giunta ha iniziato una strada che va verso la privatizzazione, e non va verso la privatizzazione nei confronti di enti non lucrativi, per i quali - come abbiamo visto ieri - neanche si pensa di ribassare le tasse, e chiudo subito la parentesi, ma va nell'ottica della privatizzazione verso enti lucrativi. Mi chiedo se questa non è una scelta che contraddice tutta la politica sanitaria che questa Regione ha attuato.
Président La parole au Conseiller Frassy, pour déclaration de vote.
Frassy (FI) Penso che sia abbastanza scontata la posizione del gruppo di "Forza Italia" su questa mozione.
Il motivo del mio intervento in dichiarazione di voto non è tanto per annunciare il voto contrario del nostro gruppo, quanto per ribadire alcuni aspetti che sono emersi dal dibattito o dall'illustrazione e per evidenziare alcune contraddizioni fra quanto è stato scritto e dichiarato dal gruppo ulivista. Penso che questa mozione abbia la caratteristica di dire certe cose nel suo testo, e poi nell'essere stata accantonata nell'illustrazione che ne ha fatto il collega Beneforti. Riteniamo che, in Valle d'Aosta, si debba distinguere fra quelli che sono i principi indicati dalla politica sanitaria del nostro Governo e quella che è la gestione della sanità in Valle d'Aosta.
Diciamo questo perché condividiamo una parte delle argomentazioni sostenute dal collega Beneforti su alcune disfunzioni della sanità valdostana; disfunzioni che, a più riprese, abbiamo avuto modo di denunciare in aula con una serie di iniziative di tipo ispettivo, interpellanze e interrogazioni, ma vogliamo evidenziare come da un lato vada messo in massima luce questo atteggiamento delle scelte politiche che, al momento, non hanno ancora avuto concretizzazione se non nell'enunciazione di principi. Anzi, plaudiamo al fatto che l'Assessore Vicquéry si sia reso consapevole che soltanto un cambiamento di linea politica possa risollevare le sorti della sanità in generale e, in particolare, della sanità valdostana.
Voglio evidenziare come l'attuale gestione dell'USL della Valle d'Aosta, al di là delle affermazioni di principio su ciò che verrà fatto, che giudicheremo per quello che risulterà, è ancora legata in maniera pesante alle scelte di sette anni di politica ulivista nella sanità. Voglio ricordare ai colleghi dell'Ulivo come la "riforma Bindi" abbia pesantemente e negativamente condizionato la sanità, ma l'ha condizionata in maniera così negativa che, al di là di quello che andrà a fare il Ministro Sirchia del "Governo Berlusconi", lo stesso "Ulivo", con il Ministro Veronesi, ha dovuto prendere atto del fallimento di quella politica sanitaria.
Lo stesso Veronesi - ancora in era politica ulivista - ha dovuto porre degli argini ad una riforma che rischiava di mandare allo sfascio la sanità e allo sfascio i conti pubblici e le risorse impegnate nella sanità.
Con questa precisazione confermiamo il nostro voto contrario a questa mozione che parla di politica sanitaria del Governo, che riteniamo essere l'unica politica sanitaria che oggi ci possa consentire di uscire dal caos e dal dissesto economico che sta caratterizzando la sanità in generale, ma anche, in particolare, quella valdostana.
Président Je soumets au vote l'objet n° 26:
Conseillers présents: 33
Votants: 8
Pour: 3
Contre: 5
Abstentions: 25 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Louvin, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Vallet, Vicquéry, Viérin D. e Viérin M.)
Le Conseil n'approuve pas.
