Objet du Conseil n. 2696 du 26 juin 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2696/XI Valutazioni sulla relazione relativa alla Fondazione Istituto musicale redatta da un consulente. (Interpellanza)
Interpellanza Vista la relazione sulla Fondazione Istituto Musicale della Valle d'Aosta, predisposta dal Dott. Carmelo Barbera, su incarico dell'Assessore regionale all'Istruzione e Cultura;
Considerato che in tale relazione vengono evidenziate alcune criticità, quali:
- da parte del Consiglio di Amministrazione, il non rispetto della normativa che regolamenta il funzionamento degli istituti musicali pareggiati, la disattenzione nei confronti degli organi di rappresentanza dei docenti e dei genitori, le ingerenze nell'ambito didattico, proprio dei docenti;
- da parte della Direzione, le inadempienze circa la programmazione e il coordinamento didattico dell'Istituto Musicale, la conduzione irregolare dei collegi docenti;
- per quanto riguarda le iscrizioni, il numero statisticamente sproporzionato di alunni (17) sprovvisti di licenza elementare, ammessi nell'istituto pareggiato nell'anno 2001-2002;
Ricordato che l'incarico di consulenza era finalizzato ad offrire all'Amministrazione elementi di valutazione;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) come valuta le criticità, evidenziate nella relazione del consulente;
2) se, e come, intende tenerne conto;
3) quali sono le sue valutazioni circa l'operato del Consiglio di Amministrazione e della Direzione, e se esse si tradurranno in un allontanamento dei componenti di tali organismi.
F.to: Squarzino Secondina
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) So che molti colleghi penseranno: ancora un'iniziativa sull'Istituto musicale. Però non posso esimermi dall'intervenire su una relazione, che è un atto ufficiale, una relazione che è stata stesa da un consulente, il dott. Barbera, incaricato dall'Assessore all'istruzione nel novembre 2001, al fine di avere alcuni dati sul funzionamento dell'Istituto musicale. Come commissione, abbiamo avuto questa relazione ai primi di giugno, dopo che era stata trasmessa dall'Assessore a fine maggio.
A più riprese avevo chiesto notizie del risultato di questa relazione e mi stupivo che ci fossero dei tempi lunghi di predisposizione della stessa, però alcune risposte le ho avute proprio leggendo la relazione, là dove il consulente dice: "Sono stato condizionato dal fatto che i dati che richiedevo alla segreteria della Fondazione hanno richiesto verifiche incrociate"; come dire: non c'era chiarezza nei dati che mi fornivano, verifiche che hanno influito sui tempi di elaborazione. Capisco quindi che la dilatazione dei tempi da parte del consulente sia derivata da situazioni oggettive di difficoltà nel reperire e nel valutare questi dati discordi fra loro. In questa relazione cosa emerge?
Nell'interpellanza ho voluto indicare alcune criticità che emergono nella relazione. Intanto, emerge che il Consiglio di amministrazione di questa Fondazione non ha rispettato la normativa che regolamenta il funzionamento degli istituti musicali pareggiati.
A pagina 61 si dice che: "il consiglio di amministrazione non ha considerato che l'Istituto musicale pareggiato non può subire cambiamenti da parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione Istituto musicale". "Lo statuto della Fondazione…", pagina 62, "… non può modificare le disposizioni legislative dei conservatori musicali, né quelle relative agli istituti musicali pareggiati". Si dice pertanto chiaramente che il Consiglio di amministrazione non ha rispettato la normativa vigente.
Ancora: sempre nell'interpellanza, cito, quale altro punto di criticità, la disattenzione nei confronti degli organi di rappresentanza dei genitori. Leggendo i verbali si è visto che non è stato lasciato spazio o, meglio ancora, è stato lasciato uno spazio limitato agli organi di rappresentanza dei docenti e dei genitori. Si è verificata inoltre un'ingerenza addirittura nell'ambito didattico, proprio dei docenti. Viene detto: "si ha l'impressione che il Consiglio di amministrazione sostituisca i tecnici dell'insegnamento", entrando nel capo specificamente didattico, cioè relativo all'organizzazione dell'attività didattica, la cui competenza è del Collegio dei docenti: quindi invade un campo che non è il suo!
Qual è poi l'altro grande punto di criticità? Da parte della direzione. La direzione, come viene segnalato in questa relazione, è inadempiente circa la programmazione e il coordinamento didattico dell'Istituto musicale. Riprendo qualche frase: "manca un coordinamento tra i docenti da parte della direzione", "i docenti, non avendo elaborato alcuna programmazione educativa e didattica dell'istituto, non hanno mai stabilito i criteri a cui devono attenersi per l'assegnazione dei voti", "il piano dell'offerta formativa, che è stato formulato, è un organigramma di attività, non un vero piano di offerta formativa". La cosa più grave è che, osservando il funzionamento del Collegio dei docenti, si vede che "i verbali lasciano a desiderare, manca l'ordine del giorno, non sono indicati i presenti, si nota confusione nella conduzione del Collegio docenti, dovuta a mancanza di conoscenza di norme, di procedure delle delibere, di diritto assembleare?.
Un altro punto su cui eravamo intervenuti in questo Consiglio, cioè l'iscrizione di alunni non in possesso della licenza della scuola elementare all'Istituto musicale, viene ripreso dalla relazione che, fra l'altro nota come i numeri sono enormi. Si dice che "il numero degli alunni sprovvisti di licenza elementare e ammessi all'istituto pareggiato nel 2001-2002 è di 17, statisticamente sproporzionato, sia in sé, sia rispetto al totale degli ammessi"; da tener conto che l'anno precedente c'era un solo alunno e l'anno ancora precedente ce ne erano tre.
Ancora: sempre riguardo a questo, si dice che "per l'ammissione il giudizio deve essere articolato?, che "bisogna sentire il Collegio dei docenti", ma l'autorizzazione è stata data senza che sia stato sentito il Collegio dei docenti. Siamo di fronte ad un dato abnorme e statisticamente sproporzionato. Ho ricordato alcuni dei punti critici, leggendo proprio i passaggi della relazione.
Ora, questo studio è il risultato di una consulenza che l'Assessore aveva dato per avere elementi di valutazione per operare. A fronte di questo chiedo: intanto, qual è stata la valutazione dell'Assessore rispetto alle criticità che sono state evidenziate dal consulente, se intenda tenerne conto, penso di sì, e come; poi, mi interessa verificare l'operato del Consiglio di amministrazione della direzione e chiedo quali sono le sue valutazioni rispetto a questi che sono collegati direttamente con l'Assessorato e se queste valutazioni troveranno come una delle possibili risposte anche l'allontanamento dei componenti di questi organismi.
Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.
Pastoret (UV) Comme je l'avais déjà annoncé soit au Conseil de la Vallée, soit en Vème Commission, soit publiquement, au cours de l'année 2001 l'Assessorat a chargé l'ancien Inspecteur du Ministère de l'éducation nationale dans le secteur musical, M. Carmelo Barbera, de vérifier l'activité et l'organisation de l'Institut musical de la Région. M. Barbera a effectué une analyse détaillée sur la conduction de l'institut, et il a formalisé, comme on le lui avait demandé dans un rapport, son travail. L'intervention de M. Barbera était considérée de ma part utile pour l'individuation d'éventuelles défaillances de l'institut, surtout face à la situation complexe s'étant déterminée après les décrets de reconnaissance de la Fondation, décrets qui ont déterminé des parcours ayant trait aux conservatoires pour une partie dudit institut.
Ce travail a été fait, il s'est agi d'un monitorage, réalisé grâce à la collaboration aussi de la Fondation de l'Institut musical, se proposant de fournir le jalon pour la gestion de la partie conservatoire, et cela en vue aussi des règlements d'exécution de la loi de réforme du secteur musical, notamment de la loi n° 158/1999; tout cela, dans le respect du fonctionnement général de l'institut dans le respect de ses finalités originaires concernant l'épanouissement de la culture musicale de base dans la région, avec l'organisation aussi de cours pour amateurs ou de cours de type expérimental.
Le rapport donc concerne deux réalités bien différentes: les cours reconnus et les cours non reconnus. Le rapport a mis l'accent avant tout sur le fait que le Conseil d'administration de la Fondation est l'organisme de gestion légitime de l'institut, soit pour les cours reconnus, soit pour les autres cours, avec la considération que les deux activités doivent cependant être considérées tout à fait différentes et diversifiées et, en ce sens, aussi pour ce qui est de l'organisation, de la gestion et des compétences.
Le rapport a indiqué quels sont les sujets qui doivent exercer des contrôles et des interventions par rapport à l'un et à l'autre sujet. Quant aux évaluations que je porte sur le rapport de M. Barbera, je voudrais avant tout revendiquer le fait d'avoir voulu ce travail et donc aussi les suggestions qui en découlent. Je rappelle que ce travail a été confié avec le but de vérifier et d'améliorer, si cela s'avérait nécessaire, le fonctionnement de l'institut. Je veux rappeler que le rapport résume un nombre important d'informations, qui seront utiles: dans l'immédiat, pour permettre à la Surintendance de régler toutes les questions qui lui appartiennent, ce qui est en train de se faire et dont je dirai encore à la suite, et de travailler aussi en plein état de cause de la part de tous; à la modification nécessaire et indispensable des statuts, pour permettre une gestion conforme et cohérente de l'institut; et puis, dans une perspective de plus longue haleine, pour revoir et redéfinir l'organisation de l'éducation musicale dans la région, sur la base des nouvelles dispositions découlant de la loi n° 158/1999.
Je voudrais souligner comme le rapport soit, dans son ensemble, positif, non pas pour les évaluations qu'il porte, mais parce qu'il représente un document important pour permettre soit une gestion importante et correcte dans l'immédiat, soit pour fournir des perspectives pour le futur. Il a donc respecté ces fonctions d'être un document conçu comme un support utile à l'amélioration de la gestion de l'institut: il souligne d'ailleurs les aspects critiques, il fournit les éléments pour mieux structurer l'ensemble des activités, il propose aussi, dans quelques cas, des solutions et des suggestions utiles.
La lecture de ce rapport présente différentes facettes, et je comprends bien que vous, Madame, vous ayez considéré important porter l'attention sur les points apparaissant plus négatifs du rapport, mais je le considère tout à fait normal, je ne suis pas scandalisé de cela.
Cependant, l'évaluation que vous faites du rapport est négative, mais vous ne citez aucun point de ce rapport qui pourrait porter des appréciations; d'ailleurs, le sens de votre initiative appert des prémisses de votre interpellation. Ce sont des affirmations partielles, parce qu'avec la même attitude on pourrait tirer aussi d'autres considérations. Je ne veux pas ouvrir sur cette question une querelle infinie j'estime que l'on devrait viser à la bonne utilisation de ce rapport et au bon fonctionnement de l'institut.
Même si d'autres citations pouvaient être faites à ce sujet, je considère qu'il est beaucoup plus important de s'occuper positivement des éléments ressortissant de ce rapport.
A ce sujet, en respectant ce que l'on se proposait quand on a décidé de confier ce rapport, j'estime que: une vérification des activités a été faite, le rapport bien évidemment n'avait pas la fonction de tisser des louanges de ce qui marche bien, mais de mettre en évidence les points critiques, et cela a été fait et les éventuels points critiques ne sont pas ceux liés aux cours pour amateurs et expérimentaux, qui ont été souvent évoqués dans le passé dans cette salle; l'utilité de ces évaluations est celle de permettre de fournir des adresses et des dispositions nécessaires pour un bon fonctionnement de l'institut pour ce qui est des compétences de l'Assessorat et de la Surintendance, de la direction, des enseignants et du Conseil d'administration même; avoir à l'esprit les enjeux et les opportunités de développement de l'institut, soit en ce qui concerne les aspects dérivant de l'application de la loi n° 158, soit pour une éventuelle réorganisation de l'institut à partir des statuts et de la loi de création de la Fondation.
Il me semble que, sur ces points, les objectifs ont été atteints, notre objectif étant celui d'avoir des éléments suffisants à intervenir pour résoudre des problèmes et des points critiques là où ils auraient été annoncés.
Donc, les points critiques, quelques-uns plus importants et d'autres moins, dans leur ensemble ont déjà été pris en considération et sur ces points on a déjà commencé à fournir des indications à la direction des cours reconnus de la part de la Surintendance, ainsi qu'à demander les éclaircissements nécessaires à la direction de l'institut. On a aussi pourvu à fournir au Conseil d'administration les informations nécessaires pour la gestion des autres cours, puisqu'il appert de toute évidence du rapport qu'il n'en est pas question d'avoir un seul institut avec uniquement des cours reconnus comprenant toutes les activités, comme il semblerait souhaité par les enseignants qui en sont exclus, et que donc les deux créneaux ne sont pas mis en discussion et doivent être conservés.
Pour ce qui est des cours reconnus, le Département de la Surintendance des études, en vertu du pouvoir de contrôle qui lui est conféré, est en train de fournir à son organisme de référence, le directeur, toutes les indications susceptibles d'améliorer la gestion de la structure du Conservatoire, notamment du point de vue didactique et, tout en particulier, pour toutes les questions ayant trait à l'organisation des activités, au fonctionnement des organes collégiaux, et au plan de l'offre de formation.
En bref, pour toutes les observations qui ont été avancées dans le rapport en ce qui concerne les cours reconnus, la Surintendance est en train de faire toutes les vérifications nécessaires et, par la suite, sera assuré l'adoption d'éventuelles mesures.
Quant à la Fondation de l'Institut musical, les difficultés majeures concernent la nécessité de modifier les statuts de la Fondation, statuts qui doivent s'adapter, sur la base du décret de reconnaissance émané par l'Assesseur, aux nouvelles dispositions concernant les conservatoires de musique. Le parcours de modification qui est passé par des phases alternées et qui a été stoppé, pourra maintenant être repris sur la base des éléments ressortissant du rapport, grâce aussi à l'investissement du Conseil d'administration et à la collaboration profitable avec les bureaux de l'Assessorat, qui sont déjà en train de travailler sur ce point, puisque, compte tenu des délais de la procédure de réforme, s'avère nécessaire la modification des statuts.
Une modification qui permette à la Fondation d'être dotée d'un instrument d'autonomie, mieux adapté aux nouvelles exigences de l'éducation musicale en Vallée d'Aoste, en tenant compte du partage sur les deux créneaux des activités présentes, après la présence des cours reconnus, car il ne faut pas oublier qu'en ce qui concerne la compétence gestionnaire du Conseil d'administration, celle-ci est confirmée par le rapport et, tout en particulier, cette compétence est renforcée en ce qui concerne les cours non reconnus.
Enfin, pour ce qui est de la requête concernant la dernière question de l'interpellation, il est important avant tout de souligner que le Conseil d'administration a toujours agi dans le cadre de la légitimité, et cela en dépit des difficultés de gestion, dues à des dispositions insuffisantes et remontant au début de 1920.
Il a ?uvré pour donner le plus de réponses possibles aux usagers, peut-être il n'a pas toujours réussi à le faire, il a été investi de la responsabilité de gérer le passage difficile de l'institut pendant la réalisation des cours reconnus, quoique dans une situation difficile et compte tenu des superpositions législatives récentes, qui ont compliqué le cadre législatif en la matière, et cela malgré les sollicitations auxquelles il a été soumis de la part de ceux qui voulaient soutenir, comme il en a été aussi le cas dans cette même salle, des situations parfois partisanes pour des intérêts que je pourrais définir pas toujours "nobles".
Voilà pourquoi, sans entrer dans les détails de la structure juridique de la Fondation, qui déjà empêcherait à votre requête d'être prise en compte, mais même si cela a été formellement possible, tout en étant conscient que des choses doivent être remises à leur place, aucune forme d'intervention ne paraît souhaitable, puisque le Conseil d'administration a essayé de mettre un peu d'ordre dans une situation où certaines licences, qu'aujourd'hui on a évité soigneusement de citer, ont risqué de devenir la règle.
Afin qu'il n'y ait pas des malentendus, je voudrais rappeler, pour ce qui est des prémisses de votre initiative et pour ce qui est du jugement qui est porté sur le Conseil d'administration, ce qui a été dit par M. Barbera, lorsqu'il parle du Conseil d'administration de la Fondation: "Il consiglio di amministrazione della Fondazione Istituto musicale, come si evince dalla lettura dei verbali, partecipa in maniera responsabile ed attiva alla vita e alla gestione delle varie attività che si svolgono nei vari settori previsti dalla Fondazione stessa. Riguardo al Consiglio di amministrazione, ritengo che le norme di cui all'articolo 256 del T.U. che riproducono quanto detto nella legge 2 marzo 1963, n. 262, non si applicano agli istituti pareggiati, in quanto l'ente gestore, che deve essere un ente morale, ha già un suo Consiglio di amministrazione".
Là M. Barbera légitime en fait le Conseil d'administration à gérer, dans son ensemble, l'institut musical en ce qui est de la partie administrative aussi pour ce qui concerne les cours reconnus. Encore: "Nel leggere i vari verbali, mi è sembrato che sia stato lasciato spazio limitato agli organi di rappresentanza dei docenti e dei genitori" et je cite, je ne veux pas cacher les choses, Madame; le rapport vous a été distribué, personne n'a voulu le cacher, j'ai dit tout à l'heure que ce rapport a été rédigé pour mettre en évidence les points faibles, et pas pour faire des louanges.
Donc je cite les points faibles: "Si ha l'impressione che il Consiglio di amministrazione sostituisca i tecnici dell'insegnamento. È vero che deve indicare finalità e indirizzi programmatici ed approvare il POF, ma nel campo specificamente didattico, ossia nell'organizzazione dell'attività didattica, la competenza è del Collegio dei docenti. Le innovazioni della proposta di modifica dello statuto, che cambiavano la posizione salariale e contrattuale di molti docenti della Fondazione, hanno dato la spinta a costoro di reagire con critiche aspre, forti, contestazioni, decisi rifiuti ad accettare la novità. È esplosa la latente frustrazione dei docenti dei corsi non pareggiati. La posizione delle figure direttive degli organi di natura didattico-amministrativa della Fondazione doveva essere riconsiderata, alla luce della grossa novità del pareggiamento dell'Istituto musicale, le cui norme sono quelle ministeriali, non modificabili dallo statuto della Fondazione".
C'est justement sur ce point que nous avions refusé les propositions de modification des statuts - ce dont je vous avais mis au courant dans cette salle - et c'est justement en tenant compte de ces observations qu'on procédera, par contre, à une modification des statuts, qui prenne en compte ces observations, qui sont les mêmes que d'ailleurs nos bureaux avaient déjà avancées au Conseil d'administration. Sur la base de ces évaluations, chers collègues, il ne me semble pas qu'il ait des éléments pour démissionner ledit Conseil.
Les autres éléments que vous avez cités, relèvent des compétences techniques du directeur et de l'ensemble du corps enseignant - je parle de la partie reconnue - et, sur ces aspects, les éclaircissements nécessaires devront être fournis à la Surintendance, avant d'exprimer des jugements définitifs.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) L'Assessore ha detto che ho messo in luce elementi di criticità, ma ha sottolineato che c'erano anche aspetti positivi; non me ne ha detto uno, di aspetto positivo!
Speravo che lei mi facesse, dopo questa affermazione, non dico un elenco lunghissimo, ma che almeno citasse due o tre aspetti positivi che emergono da questa relazione.
Lei invece non l'ha fatto, perché non poteva farlo! Non poteva farlo, perché come, lei ha detto, ci sono elementi critici molto gravi, Assessore. Io li appositamente elencati nel testo dell'interpellanza, per evitare che lei mi dicesse: "ah, queste cose io non le sapevo; lei, come al solito, mi presenta un'iniziativa e poi, nell'esposizione, aggiunge altri temi!". Io, ripeto, ho elencato tutti gli elementi critici, uno dopo l'altro, ma su questi lei non è intervenuto per commentare o per controbattere in qualche modo! I due elementi critici più gravi sono l'inadempienza del regolamento e della legge; qui siamo di fronte ad un istituto che per un anno scolastico non ha rispettato leggi e regolamenti! La sua Sovrintendenza ha un obbligo di vigilanza su questo istituto: e questa è venuta meno, è questa la base delle inadempienze!
È detto molto chiaramente che il direttore dell'Istituto musicale pareggiato deve rispondere dei suoi atti per quanto riguarda la contabilità al Consiglio di amministrazione ma, per quanto riguarda l'organizzazione didattica, deve rispondere al Sovrintendente scolastico della Valle d'Aosta - che, dopo il pareggiamento, è diventato gerarchicamente il superiore immediato - e all'Assessore all'istruzione e cultura, il quale, in Valle d'Aosta, sostituisce, in forza dell'autonomia della Regione, il Ministero della pubblica istruzione.
Per un anno ho chiesto inutilmente che il suo Assessorato, i suoi uffici, si facessero carico di questi problemi e intervenissero, e lei mi rispondeva sempre che sulla Fondazione, essendo un ente autonomo, l'Assessorato non poteva intervenire. Assessore, la sottoscritta lo ha fatto per un anno, i sindacati continuavano a chiedere, a ricordare che questo istituto pareggiato doveva rispettare alcune norme e regolamenti e, guarda un po', lei ha dovuto nominare un ispettore per capire qual era il suo ruolo, per capire cosa la legge diceva!
Certo lei dice: "adesso cominciamo a lavorare", ma per un anno ci sono state gravi inadempienze e, per un anno, voi non avete fatto niente. Questo è molto grave. La latitanza sua e dei suoi uffici ha portato a tutte le altre inadempienze, latitanza giustificata con il rispetto dell'autonomia di un ente privato, quando questa giustificazione non stava né in cielo né in terra. Le ho posto la terza domanda in modo un po' provocatorio, lo ammetto, del resto è compito mio anche quello …
(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)
… l'ho definito io, non lei! Riconosco che la terza domanda è anche un po' provocatoria e lo dico, perché chi legge percepisce che ha questa funzione. Gliel'ho posta, perché è scritto chiaramente - prendo sempre questa relazione - che "il Consiglio di amministrazione, in considerazione delle funzioni a cui è chiamato, in un'eventuale modifica dovrebbe essere composto prevalentemente da membri di provata capacità amministrativa".
Quindi si dice, fra le righe: "guardate che questo Consiglio di amministrazione è composto da membri che non sono in grado di padroneggiare la situazione dal punto di vista amministrativo" e, dal punto di vista legale. Quando si dice che la Fondazione non può modificare lo statuto, non può andare contro le leggi che regolamentano l'Istituto musicale, si dice di fatto che il Consiglio d'Amministrazione non conosce le leggi e non è in grado di applicarle. Oggi non ho parlato dei corsi sperimentali, però lei indirettamente li ha evocati.
Qui si dice chiaramente che è il Consiglio di amministrazione che, volendo modificare lo statuto, ha innescato tutto un movimento che ha stravolto la vita dell'istituto, ma queste sono le cose che noi, qui, inascoltati abbiamo continuato a dire!
Assessore, sono contenta che lei spenda i soldi per un consulente, che scrive delle cose ben chiare. Ma, se lei ascoltasse un po' di più la voce dell'opposizione, o anche la voce dei sindacati, o la voce di chi ha cura dell'istituto musicale, forse certe errori li avrebbe evitati e non avrebbe dovuto né spendere i soldi per il consulente né aspettare un anno per rendersi conto che lei e i suoi uffici dovevate intervenire!
