Objet du Conseil n. 2242 du 17 octobre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2242/XI Situazione produttiva e occupazionale della Società Tecdis. (Interpellanza)
Interpellanza A conoscenza della decisione presa dalla Società Tecdis di Châtillon di mettere in cassa integrazione dal corrente mese 180 dipendenti sulle 360 unità lavorative;
Constatato che, fra l’altro, la Tecdis si è trovata coinvolta nella crisi in cui sono precipitati gli USA dopo gli attentati terroristici;
Visto cosa rappresenta la Tecdis sul piano economico, sociale ed occupazionale per Châtillon e la comunità del Centro Valle d’Aosta;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l’Assessore competente per sapere:
1) qual è, sul piano produttivo, la reale situazione in cui è venuta a trovarsi la Tecdis inducendola a ricorrere alla cassa integrazione;
2) se, e come, ritiene che la Tecdis possa uscire dalla crisi che sta attraversando;
3) quali iniziative intende assumere, qualora si rendano necessarie, a sostegno dell'occupazione.
F.to: Beneforti
Presidente La parola al Consigliere Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) I motivi che ci hanno indotto a presentare questa interpellanza derivano dalla preoccupazione che ci assale quando si apprende che le aziende dichiarano di essere in crisi, di dover ricorrere alla cassa integrazione, o di dover ricorrere alla riduzione del personale e, quindi, ai licenziamenti.
Ci preoccupiamo perché il lavoro è un bene di prima necessità e quando si perde, in una società come quella attuale, il futuro dei lavoratori non si presenta certo roseo e in positivo. Il fatto che queste situazioni si possano creare, mette la Regione e le sue istituzioni in fibrillazione, visto l’andamento dell’economia a livello regionale, a livello europeo e anche a livello internazionale.
Purtroppo la situazione economica e produttiva valdostana risente di ciò che accade all’esterno della regione, come risente delle situazioni interne (vedi l’alluvione, la chiusura del Monte Bianco e anche la chiusura della ferrovia), risente delle difficoltà di mercato e degli avvenimenti che oggi accadono nel mondo, come il terrorismo e le guerre che ci sono da più parti.
Sul piano produttivo ed occupazionale, la Tecdis, fino a ieri, non ha creato grosse preoccupazioni ma, visto che il suo andamento produttivo è legato a determinate forniture e commesse, può essere coinvolta nella crisi più facilmente di chi ha una rete commerciale più ampia. Per la Valle d’Aosta, dove non c’è un'imprenditoria locale su cui poter fare affidamento per un allargamento della produzione e dell'occupazione, il futuro si presenta più nero che altrove. Infatti quando un’azienda chiude perché colpita dalla crisi, o fallisce, o si trasferisce, occorre andare all’esterno alla ricerca di chi può sostituirla, perché non abbiamo alternative locali. Le condizioni che si creano per favorire gli insediamenti industriali nella nostra regione sono apprezzabili, ma non hanno dato all'imprenditoria locale quello sviluppo che noi tutti ci aspettavamo.
Lo stesso Patto per lo sviluppo, sottoscritto da oltre un anno dalle istituzioni e dalle parti sociali ed economiche esistenti nella nostra regione, non ha contribuito a risvegliare la volontà imprenditoriale: si rimane sempre legati a quella politica assistenziale che purtroppo non crea ricchezza. È in questo quadro che si colloca la crisi che attraversa oggi la Tecdis, crisi che ci preoccupa a fondo, perché si tratta di 180 posti di lavoro, e sono tanti per una realtà economica come la nostra, in particolare per quella del centro Valle dove è collocata tale società. È vero che non si tratta di licenziamenti, ma il passo fra la cassa integrazione e la disoccupazione è sempre breve.
Abbiamo avuto tanti esempi in tal senso! Per questo abbiamo presentato questa interpellanza, dettata proprio dalla preoccupazione di chi, come noi, segue da sempre i problemi e gli avvenimenti sociali che accadono nella nostra regione, per conoscere la reale situazione in cui si trova la società sul piano produttivo; se, oltre alla crisi del mercato americano da cui dipende, ci sono altre cause alla base della richiesta della cassa integrazione; se la Tecdis potrà uscire dalla crisi che sta attraversando. È vero che nessuno può predire il futuro, ma vorremmo almeno conoscere il pensiero dei dirigenti di questa società!
Vogliamo sapere, infine, quali iniziative assumerà la Regione a sostegno dell'economia e dell'occupazione della zona, qualora si rendano necessarie. Mi rendo conto che non è facile dare una risposta, ma credo sia utile che in Consiglio regionale si apra un confronto su certe problematiche, perché ne va di mezzo il nostro futuro economico, sociale ed occupazionale. Mi riservo di intervenire dopo la risposta dell’Assessore.
Presidente La parola all’Assessore all’industria, artigianato ed energia, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) Credo che la risposta all'interpellanza già ci fosse nelle considerazioni che l’interpellante ha svolto, in quanto il Consigliere Beneforti ha riconosciuto che esiste una situazione dell’economia mondiale, non regionale né nazionale, dalle conseguenze tali per cui oggi ci troviamo di fronte ad un obiettivo arretramento dell'economia a livello generale. E ci troviamo, nel settore dell'elettronica, di fronte a licenziamenti di decine di migliaia di lavoratori, in ambito sia europeo che statunitense. Fortunatamente nella nostra regione non siamo ancora in questa situazione, anche se ci sono elementi di preoccupazione e li condividiamo, ma sono elementi di preoccupazione legati all’evoluzione di una situazione generale, che una regione come la nostra, e come altre a livello nazionale ed europeo, non può che seguire con grande attenzione, senza disporre di enormi strumenti di fronte a una crisi che sta portando alla paralisi dei mercati mondiali. La gente non prende neanche più l’aereo fra l'altro.
Per entrare nel merito delle questioni poste, la Tecdis è un'azienda che svolge attività di progettazione, commercializzazione e ricerca nel campo dei display a cristalli liquidi, che sono sia destinati a prodotti standard, che progettati su specifiche richieste del cliente, con la caratterizzazione che il fatturato è per lo più rivolto a produttori esteri che, in questo momento, non sono in ottima situazione dal punto di vista produttivo.
Il mercato è altamente competitivo ed è governato prevalentemente da grandi gruppi giapponesi e da aziende dell’area asiatica. Nel corso del 1999-2000 Tecdis ha attuato un piano di sviluppo che ha consentito all’azienda di acquisire una posizione di rilievo nel mercato europeo dei display a cristalli liquidi, sapete anche che l’azienda ha proceduto all'acquisizione di un'azienda in Spagna, e che, sulla base delle indicazioni fornite dall’azienda stessa, ciò ha permesso di mantenere soprattutto nei primi sei mesi di quest’anno, quando già c’erano le prime avvisaglie di crisi, la saturazione degli impianti. Questo a conferma di una sostanziale solidità dell'impresa.
È chiaro che la congiuntura che si è poi sviluppata nella seconda parte di quest’anno, in particolare la crisi che ha coinvolto il settore delle telecomunicazioni: è sotto gli occhi di tutti che Motorola, Nokia, Ericsson, Philips, per fare alcuni nomi, hanno enormi problemi da questo punto di vista - è legata anche al fatto che non sono entrati in produzione nuove tecnologie legate ai telefoni cellulari, in particolare la tecnologia legata all’UMTS. Rispetto a questo, sono state date delle concessioni ai produttori e alla fine non ci sono state conseguenze sul piano dell’utilizzo delle stesse. Come dicevo prima, queste ripercussioni negative hanno una caratterizzazione generale, e questo ha determinato il fatto che nell’ultimo periodo ci sono state riduzioni, annullamenti o dilazioni delle scadenze con rinvii al 2002, oggi ipotizzato come anno di svolta della situazione. Di fronte a questa situazione non è che l’azienda sia stata ferma.
L’azienda ha proseguito nel proprio impegno per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico e la realizzazione di nuove applicazioni, ed è andata nella direzione di potenziare la struttura commerciale in quanto questo è un elemento cardine per la promozione e la vendita dei propri prodotti, e sta cercando di aggredire nuove aree di mercato, in particolare settori in cui non è attualmente presente, come il settore dell’auto, settori nei quali c’è un forte sviluppo dell’utilizzo dei cristalli liquidi.
Per quanto riguarda la terza domanda, definita difficile dallo stesso interpellante, a fronte della contrazione del volume di affari c’è stato un ricorso alla cassa integrazione ordinaria. La cassa integrazione è stata richiesta per una prospettiva temporale di 13 settimane per 180 addetti, ma al momento ne sono interessati solo 120, quindi non viene utilizzata appieno, su una forza lavoro di Tecdis che è di 388.
Ci troviamo in una situazione diversa da quanto accade in altri paesi europei, in cui grossi gruppi hanno proceduto direttamente al licenziamento dei propri lavoratori; in Italia, devo dire che alcuni meccanismi e alcuni ammortizzatori consentono di evitare fatti traumatici per i dipendenti, e allo stesso tempo di favorire la continuità delle imprese. Ci troviamo di fronte a una situazione di carattere generale, i cui contorni oggi difficilmente sono definibili, in quanto nessuno è in condizione di poter dire quando ci sarà una svolta.
Tutti siamo convinti che ci sarà una ripresa dell’economia, alcuni la situano nel prossimo anno; io non credo che sia pensabile una continuazione di una stagnazione del tipo e della dimensione di quella che quotidianamente verifichiamo. Mi auguro che non si debbano mai utilizzare gli strumenti adottati dalla Regione in caso di crisi aziendali irreversibili, che sono le azioni previste dal piano di politica del lavoro.
In una situazione come questa sono necessarie politiche comunitarie e nazionali, proprio perché non ci troviamo di fronte, come potrebbe essere per altri casi, ad una specificità legata a problemi aziendali e quindi ad una incapacità dell’azienda di stare sul mercato. Ci troviamo di fronte a processi di carattere diverso che la Giunta segue con particolare attenzione, ma ci sono elementi che non dipendono dalle possibilità di incidere di questa o di altre amministrazioni a livello regionale.
A livello generale c’è una situazione che tutti ci auguriamo si possa superare nel più breve tempo possibile e che seguiamo con grande attenzione anche sul piano delle iniziative regionali da prendere, iniziative che non sono assistenziali, stante ormai le norme della CE, perché anche se ci fosse una Giunta ad amplissima vocazione assistenziale - e le assicuro, Consigliere Beneforti, che non è così - non potrebbe fare assistenza alle imprese per non incorrere in procedure di infrazione delle norme sulla concorrenza.
Quindi l’assistenza alle imprese anche se la si volesse fare, e non la si vuole fare, è impossibile farla! Si può fare altro: si può cercare di migliorare gli interventi nei confronti del settore produttivo, ne discuteremo uno, in giornata, che riguarda la parte relativa alla certificazione ambientale e della sicurezza, che è un tassello - mi rendo conto, non risolutivo dei problemi di questa dimensione - ma è un tassello che, insieme ad altri, può consentire di rendere più competitivo il nostro sistema industriale.
Presidente La parola al Consigliere Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Prendo atto della risposta dell’Assessore e lo ringrazio.
Anche se oggi, come ha detto l’Assessore, non ci sono quelle grosse difficoltà nei confronti dell’azienda, la situazione ci lascia preoccupati per ciò che rappresenta la Tecdis per la Valle d’Aosta e per la zona dov’è collocata.
Quello che chiedo all’Assessore e alla Giunta, è di seguire la situazione della Tecdis e di riferire al Consiglio regionale, senza aspettare le iniziative dei Consiglieri per conoscere qual è lo stato delle aziende o lo stato produttivo e occupazionale nella nostra regione. Vedremo gli sviluppi che ci saranno, anche alla luce degli avvenimenti a livello internazionale, e riprenderemo il discorso.
