Objet du Conseil n. 2191 du 19 septembre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2191/XI Tempi di completamento dei lavori di rifacimento della tratta ferroviaria Aosta-Chivasso. (Interpellanza)
Interpellanza Richiamata l’interpellanza datata 20.06.2001, n. 136/01 avente per oggetto "Conseguenze sui lavori di rifacimento della tratta ferroviaria Aosta/Chivasso derivanti dall’inchiesta giudiziaria in atto", discussa in occasione del Consiglio regionale dell’11.7.2001;
Ricordato che l’indagine penale in corso non ha comportato alcun sequestro del cantiere, né ha ritardato, di per sé, l’esecuzione delle opere di ripristino della tratta ferroviaria fra Aosta/Chivasso;
Temuto che si possano verificare ulteriori ritardi nel completamento dell’opera e nella riapertura di una via di comunicazione essenziale per la nostra Regione;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l’Assessore competente per sapere:
1) se nei mesi estivi la Regione si è in qualche modo attivata per ottenere la ripresa dei lavori di completamento della tratta ferroviaria Aosta/Chivasso e con quali risultati;
2) quando l’opera di rifacimento verrà ripresa e quando verrà definitivamente ultimata;
3) se è soddisfatto del funzionamento del servizio sostitutivo di pullman e, in caso negativo, quali iniziative intende adottare per migliorare il servizio.
F.to: Curtaz - Squarzino Secondina
PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)Il tema proposto dall’interpellanza in esame è quello dei lavori di completamento della tratta Aosta-Chivasso. Abbiamo seguito questo tema dal post-alluvione fino ad oggi. Sul tema specifico dei ritardi nella realizzazione dei lavori ci sono state già delle nostre iniziative, anche all’inizio dell’estate, e oggi torniamo con questa interpellanza per chiedere se ci sono novità. Ricorderanno i colleghi che in questa vicenda si è inserito un episodio di presunto illecito relativamente a un appalto: questo illecito, e la relativa azione penale che è stata intrapresa dalla Procura della Repubblica di Aosta, non ha comportato di per sé un sequestro e quindi alcun ritardo, perché non c’è stato blocco dei lavori da parte dell’autorità penale, e oggi i ritardi sono di natura amministrativa, seguono a quel fatto, ma sono esclusivamente di natura amministrativa.
Passati due o tre mesi, siamo a chiedere all’Assessore se ci sono delle novità rispetto a questa problematica, se - come temiamo - i tempi per la riapertura Aosta-Chivasso si andranno dilatando, e poi, dal momento che l’alternativa al traffico ferroviario oggi è costituita da un servizio sostitutivo di pullman, se l’Assessore è soddisfatto di tale servizio sostitutivo perché a noi risulta che gli utenti non lo siano molto. Vogliamo capire se invece l’Assessore ritiene soddisfacente questo servizio e, in caso negativo, quali iniziative intende adottare per migliorarlo.
PrésidentLa parole à l’Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.
Lavoyer (SA) Prima di andare a rispondere ai quesiti puntuali dell'interpellanza, mi sembra doverosa una piccola precisazione in premessa. Mi stupisce che il Consigliere Curtaz, informato com’è sulle vicende delle Ferrovie dello Stato, affermi che l’inchiesta giudiziaria non ha portato nessun disguido.
È vero che l’inchiesta giudiziaria, di per sé, direttamente, non ha portato al sequestro del cantiere, però il Consigliere Curtaz sa benissimo che a seguito di quella inchiesta è in atto la rescissione di alcuni contratti con alcune imprese e la procedura per il riappalto. Oggettivamente tutto questo porta a dei ritardi. Fatta questa premessa per chiarire le cose, passo alle risposte puntuali.
"Se nei mesi estivi la Regione si è in qualche modo attivata per ottenere la ripresa dei lavori di completamento della tratta ferroviaria Aosta/Chivasso e con quali risultati;": ci siamo attivati, indubbiamente, e posso elencare una serie di iniziative che sono state portate avanti dall’Assessorato.
Il 18 luglio 2001 abbiamo sollecitato ulteriori chiarimenti da parte di RFI sulle previsioni e sulla tempistica della piena ripresa dei lavori di ripristino della linea Aosta-Chivasso, facendo nuovamente presente l’estrema importanza per il tessuto socioeconomico della regione dell’immediata ripresa dei lavori.
In risposta ci hanno informato che stavano valutando, tramite la consulenza del Politecnico di Torino, le soluzioni tecniche idonee a ripristinare la funzionalità dell’opera e di poter presumibilmente procedere al riappalto dei lavori entro il mese di settembre. Questa è la risposta indiretta alla premessa. In quella comunicazione - sempre Ferrovie dello Stato - definiva non più certa la data di riapertura entro il 31 dicembre 2001, proprio per questi ritardi oggettivi. Cosa fanno l’Amministrazione regionale e l’Assessorato?
Facciamo altre due note sui lavori di ripristino, la prima datata 2 agosto - con questo, quindi, tranquillizzo il Consigliere Curtaz che non siamo andati in ferie - del seguente tenore:
"Sulle pagine regionali del quotidiano "La Stampa" del 1° agosto 2001 è stato pubblicato un articolo dal titolo "Bloccati i lavori della ferrovia. Addio alla riapertura promessa entro dicembre", ove viene fatto riferimento ad un'intervista al sig. Alberto Ferrero, qualificato come Direttore generale Trenitalia, il quale afferma che la ferrovia non riaprirà a dicembre, attribuendone la causa essenzialmente alle recenti vicende giudiziarie che hanno interessato la ristrutturazione della linea ferroviaria. Sottolineiamo che in ogni caso, come da noi in più occasioni messo in evidenza, non risulta - e qui confermiamo la linea sostenuta dall’interpellante - che le vicende giudiziarie in questione interferiscano sull'operatività dei cantieri relativi al ripristino della linea, per cui si sottolinea l’assoluta necessità del pieno rispetto degli impegni presi a suo tempo per la riapertura della linea stessa entro la fine del corrente anno. Impegni, d’altro canto, recentemente ribaditi con lettera di Ferrovie dello Stato, Divisione infrastrutture, in data 12 giugno 2001. Appare appena il caso di sottolineare l’esigenza che eventuali modifiche della situazione, come sopra delineata, debbano essere portate a conoscenza di questo Assessorato. Con l’occasione si fa presente che il permanere degli ormai cronici disservizi e disagi per l’utenza che caratterizzano i servizi sostitutivi e di cui il sig. Ferrero risulta essere, per sua stessa ammissione, perfettamente consapevole, non potrà che dar luogo ad un'iniziativa di sostanziale revisione del contratto di servizio in essere con Trenitalia. In attesa di vostre comunicazioni?" eccetera, eccetera.
Questa è la prima comunicazione.
Successivamente, il 6 agosto, inviamo la seconda nota:
"Si è appreso, con grande disappunto, che in occasione all'avvenuta rescissione del contratto relativo alla ricostruzione del ponte sul fiume Dora a Settimo Tavagnasco, il ripristino della linea ferroviaria Aosta-Chivasso inizialmente previsto per la fine del corrente anno, come da vostra lettera del 12 giugno 2001, potrà subire ulteriori e finora non quantificati ritardi. Al riguardo non si può non ricordare ancora una volta il gravissimo danno che la Valle d’Aosta subisce a causa dell'interruzione della linea, nonché i crescenti disagi degli utenti, in particolare dei pendolari, a causa delle rilevanti carenze di servizi sostitutivi, sempre più spesso oggetto di rilievo da parte di mezzi di informazione. Al fine di attenuare, almeno in parte, gli accennati disagi e di dare alla pubblica opinione un concreto segnale positivo, si invita codesta Direzione a valutare la possibilità di un più rapido parziale ripristino almeno della linea in territorio valdostano, cioè della tratta Aosta/Pont-Saint-Martin.".
E avanti di questo passo.
C’è un dossier piuttosto consistente in questi mesi estivi su tale argomento: oltre a questo sollecito del 6 agosto, l’Amministrazione ha sollevato la questione della riapertura della tratta al servizio del trasporto pubblico locale con un’altra nota, datata 17 luglio 2001, che dice:
"Con riferimento alla nota di codesta spettabile Divisione concernente lo stato dei lavori di ripristino della tratta ferroviaria, si chiede la possibilità di verificare insieme la riapertura almeno della tratta Aosta/Pont-Saint-Martin, in modo almeno da soddisfare il pendolarismo locale.".
Queste e altre lettere di corrispondenza sono state oggetto di approfondito esame sulle cause che hanno determinato l'opportunità della sede del Comitato paritetico di gestione, di cui al contratto di servizio, per verificare penali o eventualmente modifiche all’interno del contratto di servizio relativo all'erogazione del contributo stesso. Non sto ad elencare le altre corrispondenze, ma, per rispondere al primo quesito, l’Amministrazione regionale ha sollevato compiutamente non solo le problematiche relative agli appalti, ma tutto quanto ruota intorno al discorso ferroviario e al collegamento con Aosta. Abbiamo anche segnalato, proprio in relazione all’impegno, ai fini dell’ammodernamento delle tratte ferroviarie valdostane, che si è proceduto con la richiesta al Ministero dei trasporti sullo stato dell’arte dello studio preliminare di comparazione fra i costi e i tempi necessari al ripristino del collegamento ferroviario Aosta-Chivasso nel tracciato in essere alla data delle calamità del 2000, e quelli conseguenti all’ammodernamento della linea con rettificazione di tracciato, eventuale elettrificazione, raddoppio, eccetera. Abbiamo mandato una lettera il 10 aprile 2001, abbiamo mandato un sollecito il 15 maggio 2001, e abbiamo mandato un’ulteriore lettera il mese di settembre.
"Studio preliminare di comparazione", questa è la lettera del 10 aprile: "Con riferimento al mancato riscontro della nota di questo Assessorato concernente l’oggetto, si chiede nuovamente di conoscere a che punto è la predisposizione dello studio in questione inviato al Ministero dei trasporti, Ferrovie dello Stato, Divisione infrastrutture, Trenitalia.".
Il 15 maggio viene inviato un sollecito del seguente tenore: "A seguito delle note di questo Assessorato concernente l’oggetto "Studio preliminare di comparazione" e con riferimento alla nota del 23 aprile 2001 delle Ferrovie dello Stato Divisione infrastrutture, si chiede cortesemente di conoscere a che punto è la predisposizione dello studio in questione, rendendosi nel contempo disponibili ad un incontro ad hoc.".
A me pare che, dal punto di vista dell’azione dell’Assessorato, ci sia sufficiente documentazione, per sottolineare che l’argomento è stato affrontato con decisione. Sui risultati c’è anche da dire che nel mese di giugno ci sono state le elezioni, quindi ci siamo anche trovati di fronte ad una fase dove gli interlocutori per certi versi o erano impegnati per altri problemi, oppure addirittura erano interlocutori che sono cambiati.
Questo per sottolineare, ancora una volta, che le problematiche relative all'esecuzione dei lavori sono problematiche che non vedono direttamente coinvolta l’Amministrazione regionale, ma la stessa non può far altro che sollecitare affinché questi problemi vengano risolti nel più breve tempo possibile. L’unico strumento che abbiamo, ed è quello che stiamo verificando in modo approfondito, è il famoso "contratto di servizio".
L’interpellante chiede se l’Assessore "è soddisfatto del funzionamento del servizio sostitutivo di pullman e, in caso negativo, quali iniziative intende adottare per migliorare il servizio.". Sulla soddisfazione non ho capito bene se la domanda è ironica o cos’altro.
Posso dire che l’Assessorato si è mosso in modo tempestivo su ogni puntuale segnalazione, anche la più piccola, per evitare il disservizio, da una parte, e per risolvere i problemi che ci sono stati presentati, dall'altra. Anche qui c’è un dossier di 3-4 pagine con riferimento a lettere, azioni, verbali di riunioni; se poi il Consigliere Curtaz riterrà opportuno averne copia, gli farò copia di tutte le azioni che sono state poste in essere. Penso che il motivo principale dell’interpellanza fosse quello di capire se nel mese di agosto l’Assessore e i dirigenti del suo Assessorato sono andati in ferie. Sottolineiamo che abbiamo lavorato con puntiglio e determinazione per risolvere un problema che purtroppo non vede, in questo caso, l’Amministrazione regionale con la possibilità di agire liberamente a trecentosessanta gradi.
Si dà atto che dalle ore 11,24 presiede il Vicepresidente Viérin Marco.
PresidenteLa parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)Vorrei rassicurare l’Assessore: lo scopo della mia interpellanza non era quello di sapere se l’Assessorato in agosto è stato in ferie o se l’Assessore ha lavorato o meno. Lo scopo della mia interpellanza è sapere quando la tratta Aosta-Chivasso viene riaperta. Mi consenta, Assessore, non voglio essere sempre polemico con lei, ma alcune osservazioni le devo fare. Prendo atto che lei ha mandato tante lettere, le altre volte solo una lettera o due dopo un'interpellanza, ma questa volta ha mandato tante lettere, ha mandato missive tutta l’estate!
Lei ritiene che "mandare delle lettere" costituisca un'azione politica utile per ultimare i lavori del tratto Aosta-Chivasso. Io dubito che "inviare delle lettere" e "le efficaci azioni politiche" siano la stessa cosa, forse per lei coincidono, ma io credo che non coincidano, perché l'efficacia è sotto gli occhi di tutti: tante lettere, nessun risultato, Assessore!
Lei non mi ha fornito un dato; io le ho chiesto quando verrà riaperta la tratta Aosta-Chivasso, lei mi risponde che non è più certa la riapertura entro dicembre, ma questo è un eufemismo! Io le dico: è certa la non riapertura entro dicembre a questo punto, è sicura, ci saranno dei ritardi? Temo che si rischi di fare la fine, in questo caso, del tunnel del Monte Bianco, con il Presidente della Giunta che rispondendo alle nostre interpellanze ogni volta diceva: "Si riapre fra tre mesi", "Si riapre fra sei mesi", "Si riapre a fine anno", ma il tunnel è ancora chiuso.
Con la differenza che qui non abbiamo i Francesi che rallentano, qui dipende dal Governo nazionale, dalla Regione, dall’ente che gestisce le ferrovie. Allora anche il cenno che lei mi fa sulle elezioni politiche io non ho capito se era riferito ai politici nazionali oppure a lei, Assessore, che ha rallentato i lavori durante le elezioni politiche?
(interruzione dell’Assessore Lavoyer, fuori microfono)
? me lo chiedo perché in questo caso l’interlocutore principale è tecnico-societario, è l’ente che gestisce le Ferrovie dello Stato, sono loro che fanno gli appalti, cosa c’entrano le elezioni del Parlamento? Non c’entrano niente!
(nuova interruzione dell’Assessore Lavoyer, fuori microfono)
? sì, ma hanno dei bilanci annuali e credo che le elezioni ogni cinque anni si siano sempre fatte, anzi in Italia ogni tre o quattro anni spesso, quindi non credo che le elezioni possano aver modificato i tempi d'ostruzione della tratta.
Nella sua replica, lei ha accennato, Assessore, e gliene do atto, al problema della riapertura, quantomeno parziale, di questa tratta. Giustamente dice l’Assessore, almeno riapriamo la tratta Aosta/Pont-Saint-Martin, e ovviamente da questa parte sfonda una porta aperta perché addirittura volevamo fare la metropolitana leggera da Sarre a Nus, cosa che era allo studio, anche se poi questo studio evidentemente non è stato fatto o non ha portato a niente di buono.
Mi sarei aspettato dopo questa osservazione di buon senso che lei ci dicesse qualcosa di più, che ci dicesse: "Sì, questa cosa si può fare" e quando, perché poi gli utenti della ferrovia, ma credo tutta la comunità valdostana che è isolata dal punto di vista ferroviario da circa un anno si chiede quando questa benedetta ferrovia verrà riaperta.
Dalla risposta a questa interpellanza non è venuto fuori. Sappiamo che l’Assessore si è attivato con tutta una serie di rapporti epistolari con i dirigenti dell’ente ferrovie. Lei dice che la soluzione di questo problema può esserci nel contratto di servizio, io modestamente ritengo di no perché sono due problemi diversi: un conto è il servizio, un altro è fare la tratta nuova, sono due cose diverse!
Assessore, ritengo che lei debba fare dei passi politici ai massimi livelli, denunci questi ritardi, vada a spiegare a queste persone qual è la situazione. Lei prima mi ha smentito e poi ha letto un passo di una lettera alle Ferrovie in cui dice esattamente quello che ho detto io, cioè che l’inchiesta della Magistratura di per sé non ha interrotto niente, poi ovviamente ci sono delle ricadute sulla procedura amministrativa, su questo condivido, ma è inutile nascondersi dietro il dito dell’inchiesta penale che in questo caso è fuori luogo.
Io le chiedo una maggiore disponibilità politica ad affrontare il problema, è questo che a nostro giudizio manca: c’è lassismo, c’è disinteresse, si pensa che mandando qualche letterina i problemi si risolvano. Ma i problemi così non si risolvono! La Giunta rispetto ad altri problemi ha una grinta ben diversa, mi pare! Oppure su tutti i problemi di carattere nazionale mandiamo due letterine a un funzionario delle ferrovie? Ma stiamo scherzando?
È questo che le chiediamo, Assessore: di prendere un'iniziativa politica forte, altrimenti sulle ferrovie ci troveremo non fra tre mesi, ma fra sei mesi o fra nove mesi ancora con la situazione attuale, con il tratto ferroviario chiuso e noi ad ascoltare qua l’Assessore che ci racconta che ha mandato altre tre lettere!
Non è che aumentare il numero delle lettere migliori le possibilità di risoluzione di questo problema; bisogna assumere un'iniziativa forte con i canali consueti, che è inutile che io indichi all’Assessore che è molto più esperto di me, per smuovere questa situazione e fare in modo che finalmente i Valdostani possano di nuovo utilizzare una via di comunicazione a mio giudizio essenziale.
