Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2158 du 25 juillet 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2158/XI Parametrazione dei criteri di valutazione, di cui all’articolo 22 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45 e successive modificazioni, ai fini dell’attribuzione dell’indennità di risultato al personale con qualifica dirigenziale.

Deliberazione Il Consiglio

Visto l'articolo 22 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, e successive modificazioni, recante "Riforma dell’organizzazione dell’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta e revisione della disciplina del personale" ed in particolare il comma 3 in base al quale con deliberazione del Consiglio regionale sono stabiliti i criteri e i parametri di riferimento per la verifica della realizzazione degli obiettivi assegnati al personale con qualifica dirigenziale;

Richiamata la deliberazione del Consiglio regionale n. 307/XI in data 16 dicembre 1998 concernente la costituzione della Commissione di valutazione ed in particolare il punto 4) del dispositivo il quale rinviava a successivo provvedimento del Consiglio regionale la definizione della parametrazione dei criteri di valutazione del personale con qualifica dirigenziale;

Richiamato l'articolo 16 del C.C.R.L. per l'area dirigenziale dell'Amministrazione regionale e degli enti locali della Valle d'Aosta per il quadriennio normativo 1998/2001 e per il biennio economico 1998/1999 che individua i fattori di valutazione per la retribuzione dell'indennità di risultato ai dirigenti;

Richiamato l'articolo 7 del suddetto C.C.R.L. che stabilisce, per quanto riguarda i criteri generali relativi alle modalità di combinazione, integrazione e ponderazione dei fattori di valutazione per la retribuzione di risultato, la possibilità per i soggetti sindacali di attivare la concertazione;

Richiamata la nota del Dipartimento del personale della Presidenza della Giunta regionale, prot. n. 16706/5/UP in data 28 maggio 2001, con la quale è stata attivata la concertazione ai sensi dell'articolo 7 del suddetto C.C.R.L.;

Richiamato il verbale di chiusura della concertazione, in data 2 luglio 2001, tra i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali ed i rappresentanti dell'Amministrazione regionale dal quale risultano le posizioni delle parti;

Ritenuto di stabilire che la parametrazione dei fattori di valutazione per l'attribuzione dell'indennità di risultato ai dirigenti, per posizione e livello dirigenziale, sia la seguente:

FATTORI DI VALUTAZIONE

3B

3A

2A

1A

a)

Grado di conseguimento degli obiettivi

50%

50%

50%

50%

b)

Capacità dimostrata nel gestire il proprio tempo lavoro/flessibilità

5%

5%

5%

5%

c)

Capacità di gestire, motivare, guidare i collaboratori

0%

5%

5%

5%

d)

Grado di collaborazione con gli altri settori

10%

10%

10%

10%

e)

Capacità di gestire promuovere innovazioni e formazione

10%

10%

10%

10%

f)

Qualità dell'apporto personale specifico

20%

5%

5%

5%

g)

Adattamento al contesto di intervento

5%

5%

5%

5%

h)

Capacità di gestione delle risorse assegnate

0%

10%

10%

10%

TOTALE

100%

100%

100%

100%

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 13 in data 11 gennaio 2001 concernente l’approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2001/2003, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;

Visto l’articolo 8 del decreto legislativo 22 aprile 1994, n. 320, come modificato dall’articolo 1 del decreto legislativo 16 febbraio 1998, n. 44, in ordine alla sottoposizione dell’atto a controllo;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Direttore della Direzione sviluppo organizzativo della Presidenza della Giunta, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;

Visto il parere della II Commissione consiliare permanente;

Delibera

di approvare la parametrazione dei fattori di valutazione per l'attribuzione dell'indennità di risultato ai dirigenti, per posizione e livello dirigenziale, come segue:

FATTORI DI VALUTAZIONE

3B

3A

2A

1A

a)

Grado di conseguimento degli obiettivi

50%

50%

50%

50%

b)

Capacità dimostrata nel gestire il proprio tempo lavoro/flessibilità

5%

5%

5%

5%

c)

Capacità di gestire, motivare, guidare i collaboratori

0%

5%

5%

5%

d)

Grado di collaborazione con gli altri settori

10%

10%

10%

10%

e)

Capacità di gestire promuovere innovazioni e formazione

10%

10%

10%

10%

f)

Qualità dell'apporto personale specifico

20%

5%

5%

5%

g)

Adattamento al contesto di intervento

5%

5%

5%

5%

h)

Capacità di gestione delle risorse assegnate

0%

10%

10%

10%

TOTALE

100%

100%

100%

100%

PrésidentLa parole au Président de la Région, Viérin Dino.

Viérin D. (UV)Cette proposition dérive essentiellement de l’application du troisième alinéa de l’article 22 de la loi régionale n° 45, portant: "Réforme de l’organisation de l’Administration régionale", selon lequel une délibération du Conseil régional doit établir les modalités de nomination et de travail de la commission d’évaluation ainsi que les critères et les paramètres de référence permettant de vérifier le degré de réalisation des objectifs et le bon fonctionnement des structures.

Cette délibération fait également suite à une initiative du Vice-président Lattanzi, sur laquelle nous étions intervenus, en annonçant que le Conseil serait appelé à délibérer en la matière après que la convention collective ait été appliquée et les syndicats exprimés. La commission d’évaluation a été instituée par délibération du Conseil en 1998 et à l’époque la définition des paramètres devant être appliqués aux critères d’évaluation était renvoyée à un acte ultérieur du Conseil.

C’est entre-temps qu’a été signée la nouvelle convention collective régionale du travail des personnels de direction de l’Administration régionale et des collectivités locales de la Vallée d’Aoste valable, pour ce qui est du volet normatif, au titre de la période 1998-2001 et, pour ce qui est du volet économique, au titre de la période 1998-1999.

L’article 16 de ce document définit les facteurs d’évaluation pour le versement du salaire de résultat des dirigeants et l’article 7 donne aux syndicats la faculté d’ouvrir la concertation sur les critères généraux relatifs aux modalités de prise en compte, d’intégration et de pondération desdits facteurs.

Le 28 mai 2001 la partie publique a ouvert la concertation, conformément à la convention collective, les parties se sont donc réunies les 14 et 16 juin ainsi que le 14 juillet 2001. Lors de cette dernière rencontre chacun a pris définitivement position et la concertation a été déclarée close.

Les discussions ne se sont pas bornées d’ailleurs à l’établissement des paramètres à appliquer aux critères d’évaluation. Il a également été question des modalités de versement du salaire de résultat des dirigeants en fonction de ladite évaluation ainsi que du seuil au-dessus duquel le salaire de résultat n’est plus versé à la suite d’une évaluation négative.

Ces deux derniers points ne seront pas soumis à l’appréciation du Conseil, mais ne sauraient passés sous silence dans la mesure où ils touchent au sujet en question. Les syndicats avaient demandé une pondération différente des facteurs d’évaluation en demandant également la réintroduction de la répartition par tranches des évaluations, mais la partie publique a proposé en revanche l’application des facteurs qui vous sont présentés.

Cette répartition a pour base le dernier accord conclu avec les organisations syndicales sur le salaire de résultat de 1999, accord qui prévoyait le versement dudit salaire en fonction du pourcentage total obtenu lors de l’évaluation. La proposition de la partie publique prévoyait en outre que toute évaluation inférieure à 50 pour cent serait tenue pour négative.

C’est ainsi que l’Exécutif a décidé de vous proposer cette clé de répartition pour la pondération des facteurs d’évaluation en vue de l’attribution aux dirigeants du salaire de résultat.

Le Gouvernement a également approuvé les objectifs de gestion fixés aux dirigeants pour 2001 et ceux-ci constituent l’un des facteurs d’évaluation en question.

Il ne reste donc plus maintenant qu’à approuver les paramètres des critères d’évaluation et il sera possible de mettre en place le système d’évaluation du personnel de direction préconisé par l’article 22 de la loi n° 45/1995.

PrésidentLa discussion est ouverte. Je rappelle que les amendements sont intégrés à l’acte en question, il s’agit de 4 amendements adoptés par la IIème Commission.

La parole au Vice-président Lattanzi.

Lattanzi (FI)Devo dire che con soddisfazione ho acquisito il documento che per la prima volta - finalmente, possiamo dire - pone una pietra miliare in quella che è la valutazione del pubblico impiego, in questo caso dei dirigenti.

È la prima volta infatti che una delibera, che fa seguito a una legge di cui abbiamo avuto modo di discutere nell’interpellanza che ho presentato circa un mese fa, pone degli obiettivi e definisce che il premio è ottenibile in termini meritocratici al raggiungimento di quegli obiettivi.

Tutto questo, per la prima volta, non viene comunicato ad anno finito, ma viene comunicato nell’anno in corso. Siamo ormai a luglio, certo questo sarebbe stato doveroso comunicarlo a gennaio, anche per dare tempo a chi aveva in mano gli obiettivi di poterli prendere in considerazione ed operarci, però è sicuramente un passo avanti molto importante.

Ricordo che per pagare il 1999 siamo ricorsi ai criteri del 1998, per il 2000 i criteri li abbiamo praticamente inventati alla fine dell’anno, dunque il fatto che per il 2001 riusciamo a farlo in corso d’anno è un buon auspicio per il 2002 perché i dirigenti, vedendo la macchina già oliata in termini operativi ed organizzativi, sapranno il 1° gennaio 2002 cosa dovranno fare per meritarsi il premio.

Questa è la prima riflessione che mi sento di fare ed è una riflessione positiva e costruttiva.

Devo dire che dall’analisi degli obiettivi, e scendo nel contenuto della legge, emergono due aspetti. Il primo è l'identificazione degli obiettivi che prendono in considerazione le diverse attività di cui si occupa ogni singolo dirigente e vengono identificate una, due, tre, quattro, cinque attività diverse, quindi adesso vengono fissati degli obiettivi. Su questo si dice che al raggiungimento di certe quantità si considera l’obiettivo raggiunto, in altre parzialmente raggiunto, in altre ancora l'obiettivo non raggiunto.

La prima considerazione che mi sento di fare è che ci sono due questioni in ballo, secondo me la seconda non è stata definita, forse lo sarà più avanti, fra l’altro ne abbiamo parlato anche discutendo con il Capo del personale, Dott. Lillaz, e cioè l'identificazione di qual è la percentuale minima per poter accedere al premio, che è il secondo aspetto che qui viene definito, ma non viene definito in termini percentuali. Non l’ho capito, se mi viene spiegato, ne sarei felice.

Ho notato, ed è la seconda considerazione, che per quanto riguarda i dirigenti fiduciari la misurazione degli obiettivi è diventata cosa quasi impossibile perché, mentre è molto chiara la descrizione dell’obiettivo, nel quantificare l’obiettivo raggiunto si parla di valutazione dell’amministratore. Immagino che, essendo un incarico fiduciario, spetti esclusivamente all’amministratore che lo ha nominato decidere se il dirigente meriti o non meriti questo premio.

Noi possiamo condividere l’aspetto fiduciario, ma solleviamo un elemento di disuguaglianza che in un certo senso potrebbe essere positivo perché il fiduciario potrebbe aver già garantito il raggiungimento del suo premio obiettivo, dall’altra parte potrebbe anche non esserlo, nel senso che, essendo un rapporto fiduciario, potrebbe anche essere la valutazione negativa la conclusione di quel rapporto fiduciario.

Su questo solleviamo una perplessità e vorremmo sapere dal Presidente quali sono le motivazioni che hanno portato a non definire nessun obiettivo per gli incarichi fiduciari, mentre per gli altri sono tutti definiti.Altra riflessione che emerge dall’analisi di queste indicazioni. Ho potuto dividere gli obiettivi in due grandi definizioni e mi permetto di dire che per molti dirigenti la descrizione dell’obiettivo corrisponde quasi in maniera precisa con quella che è l’attività normale di quel dirigente: mi chiedo cosa ci sia di straordinario per un dirigente, che deve preparare delle relazioni ogni quindici giorni, il fatto che egli faccia delle relazioni ogni quindici giorni.

Ma voglio scendere più nel concreto. Qui si dice che il Direttore della Direzione della casa da gioco fra i suoi obiettivi ne ha cinque con pesi abbastanza diversi, uno ha un peso molto piccolo, il cinque percento, mentre degli altri quattro pesi il più grosso riguarda il rapporto semestrale contenente l’elaborazione statistica dei dati fisici e contabili, biglietti, ingressi, introiti e mance concernenti l’andamento della casa da gioco. Il 35 percento di questo obiettivo ha come misuratore il tempo, quindi:

- entro 30 giorni, secondo trimestre: obiettivo raggiunto;

- fra i 31 e i 45 giorni: obiettivo parzialmente raggiunto;

- oltre questo tempo: obiettivo non raggiunto.

Cioè qui andiamo a pagare un premio a un dirigente, chiunque esso sia, oggi questo signore, domani un altro, ma questa è una tabella che sarà punto di riferimento per tutti, così come il Capo del Servizio ispettivo che come obiettivo ha la tempestività nella presentazione di un rapporto mensile sull’esito dell'attività ispettiva della gestione delle manifestazioni, il peso di questo obiettivo è il 100 percento, il misuratore è il tempo e se presenta questa relazione di lavoro ispettivo degli ispettori della Regione al Casinò entro la fine del mese successivo, ha raggiunto l’obiettivo.

Voglio sollevare qualche perplessità su elementi di disuguaglianza perché, andando a vedere altri obiettivi, mi rendo conto che per altri dirigenti l’obiettivo è molto preciso e in questo senso è condivisibile perché un premio è un premio e non è il meritarsi il 27 del mese e quindi il premio è nella misura in cui per questioni di politica e di amministrazione la Giunta o il Presidente richiedono certi obiettivi in tempi anticipati rispetto alla naturale scadenza o alla normale routine per cui dirigenti, che potrebbero finire un lavoro entro il 31 dicembre, se lo terminano entro il 30 novembre, meritano un premio perché sono coerenti con una tempestività dell’Amministrazione.

Ho rilevato queste tre incongruenze:

- quella dei fiduciari;

- quella di molti dirigenti - ne ho citati solo due, ma potrei citarne almeno una ventina - dove l’obiettivo per raggiungere il premio è veramente normale amministrazione: fare una relazione entro i trenta giorni successivi vuol dire che per trenta giorni passa a guardare quello che hanno fatto e gli altri trenta giorni passa a fare la relazione e per questo lo premiamo al cento percento sull’obiettivo;

- altri dirigenti invece hanno gli obiettivi identificati in modo preciso, articolato, così come piace a noi, con criteri chiari ed identificabili e dove la meritocrazia svolge un ruolo veramente di distribuzione delle risorse laddove ci sono dei dirigenti capaci che sono utili all’azione amministrativa di chi governa: oggi è il Presidente Viérin e la sua Giunta, domani un altro Presidente, o magari lo stesso, e un’altra Giunta.

In questo dibattito generale mi sento di sollevare queste riflessioni che sono riflessioni che in commissione non sono emerse perché la commissione è stata molto utile per acquisire tutta una serie di elementi come ad esempio l’articolazione delle schede, che finalmente esistono, sono mirate, però su questa disparità di obiettivi noi, lo ripeto, solleviamo parecchie perplessità.

Spero che il Presidente voglia illustrarci le argomentazioni che stanno alla base di queste disparità in modo da poter condividere un impianto che in generale condividiamo perché il provvedimento va nella direzione di dare un premio che come era impostato sembrava frutto della concertazione sindacale degli anni ’90, dove si doveva stabilire un premio che di fatto era un aumento di stipendio, ma non lo si poteva dire apertamente, e allora il premio lo si dava a tutti per far contenti tutti.

Crediamo che se l’Amministrazione vuole essere al servizio del cittadino e vuole essere efficiente, abbia il dovere di identificare per ogni dirigente e per ogni dipendente dell’amministrazione pubblica degli obiettivi per i quali i premi si meritino, per andare a premiare chi non è fannullone, non è imboscato e lo stipendio del 27 non se lo ruba, ma se lo conquista sul terreno del lavoro e della professionalità.

Sotto l’aspetto della struttura del provvedimento siamo favorevoli, vorremmo avere più chiarimenti rispetto a queste iniziali e forse anche doverose differenze di valutazione, ma che non abbiamo potuto approfondire proprio perché questo documento non c’era nel momento in cui lo abbiamo discusso in commissione.

PrésidentLa parole au Président de la Région, Viérin Dino.

Viérin D. (UV)Quelques précisions s’imposent même si je confirme ce que j’ai illustré précédemment. Tout d’abord, pour ce qui est des paramètres et des modalités d’attribution de cette prime, deux problèmes.

Les organisations syndicales nous avaient demandé de réintroduire la répartition par tranches des évaluations, je cite cet exemple: la dernière tranche allait de 76 à 100, quelqu’un qui prenait 76 avait droit à 100 pour cent de la prime, par contre nous avons maintenu l’accord conclu en 1999, si l’évaluation est 90, on touche 90 pour cent de la prime.

Deuxième élément: quelle est l’évaluation minimale afin que l’on puisse considérer les objectifs comme atteints? Notre proposition a été - et sera donc ainsi appliquée - que toute évaluation inférieure à 50 pour cent soit tenue pour négative. Là je réponds à la question posée.

Encore, le personnel "fiduciario" est un personnel qui est nommé sur la base d’un rapport de confiance avec l’administrateur et il peut être nommé en dérogation des critères établis.

Il nous semble donc correct, vu que la responsabilité de la nomination de ce personnel incombe à l’administrateur, que ce soit ce dernier à exprimer un jugement sur l’activité déployée.

Il nous paraît cohérent avec le système, tel qu’il a été défini avec la loi n° 45 et tel qu’il est d’ailleurs aujourd’hui appliqué dans toute administration. Ainsi des éléments de flexibilité sont prévus à l’intérieur de cette Administration tout en gardant et attribuant la responsabilité du choix à celui qui propose cette collaboration.

Enfin, pour ce qui est des critères, tout d’abord il ne faut pas oublier qu’il y a des critères que le Gouvernement a établis qui ont une validité d’ordre général et qui concernent la fonction des dirigeants, la capacité à résoudre les problèmes, le temps ainsi que l’efficacité de leur action. Ensuite, pour ce qui est des différentes fiches, leur rédaction a été effectuée avec la participation des structures.

C’est une évaluation qui a donc une base presque entièrement technique et découle des tâches qui sont attribuées aux dirigeants.

C’est la raison pour laquelle, si nous examinons ces différentes fiches, il y a des critères différents. Cette diversité est due aux tâches différentes qui sont remplies et donc aux paramètres établis afin d’évaluer l'efficacité des fonctions accomplies et pouvoir disposer d’éléments pour attribuer une prime de résultat liée à l’exercice de ces mêmes fonctions.

PrésidentLa parole au Vice-président Lattanzi pour deuxième intervention.

Lattanzi (FI)Un secondo intervento che sarà anche una dichiarazione di voto anticipata, Presidente, per facilitare i lavori del Consiglio.

Ci sono questi due aspetti, uno positivo, ed è che c’è una struttura di legge sulla quale oggi c’è un riferimento preciso con atto amministrativo che diventa punto di riferimento. Come è positivo l’aver percentualizzato l’obiettivo: non si può dire che chi fa l’81 percento ha fatto il 100 percento, ha fatto l’81 percento e quindi è giusto che prenda l’81 percento del premio.

Il problema è l’altro, considerare il minimale, cioè al 50 percento noi paghiamo il premio, quindi con il 50 percento paghiamo il premio del 50 percento, ma ci rendiamo conto che per molti di questi fare il 50 percento di quello che è scritto vuol dire fare la metà del lavoro che gli viene chiesto normalmente?

A me spiace che il dibattito su questo atto amministrativo sia un dialogo fra me e il Presidente perché ritengo che questo sia uno degli atti amministrativi fra i più importanti per l’efficienza della macchina amministrativa della Regione in quanto andiamo ad incentivare o a disincentivare i punti nevralgici più importanti della macchina amministrativa che sono i dirigenti in questo caso, poi mi auguro che arriveremo anche a precisare gli obiettivi per i dipendenti.

Ma se vogliamo fare in modo che la macchina amministrativa diventi un organo efficiente per i cittadini, questi sono atti molto importanti, pertanto mi dispiace che ci sia questo pourparler fra noi e il Presidente soltanto, che non ci sia tutto questo interesse su un dibattito così importante.

Credo che non sia giusto pagare un premio a chi fa il 50 percento di molti degli obiettivi, per non dire la stragrande maggioranza di quello che sta scritto qui, perché per qualcuno significa incentivarlo a fare la metà di quello che deve fare, tanto il premio lo prende lo stesso. Se poi riesce a fare l’80 percento di quello che deve fare, prende anche un ulteriore premio dell’80 percento oltre allo stipendio.

Non siamo soddisfatti di questo, cioè siamo soddisfatti del primo atto, di questa prima inizializzazione di organizzazione del premio, sicuramente non credo che l’interpellanza abbia fatto da propellente, ma sicuramente ha messo in condizioni la Giunta di affrontare questo problema e di fare in modo che i dirigenti perlomeno a luglio sappiano cosa devono fare al 31 dicembre.

Rimango molto perplesso sulla risposta sui fiduciari perché, mentre comprendo che il giorno che potrei essere io lì - ragioniamo così: chiunque di noi potrebbe essere al posto suo domani -, la nomina di un fiduciario?

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

? ma non ci interessa cosa fa il Piemonte, Presidente, veramente; scivola sulla nostra indifferenza visto che parliamo dei 9/10 dei danari dei Valdostani e non dei Piemontesi, scivola sulla nostra indifferenza quello che fa il Piemonte.

Sul discorso dei fiduciari, dicevo, la seguo fino a un certo punto; credo che sia giusto che un amministratore abbia dei ruoli importanti di tipo fiduciario, credo però che, nel momento in cui la nomina è fiduciario, lo stipendio non sia fiduciario, ma sia definito da una legge. E anche il premio deve essere definito dalla legge e, siccome la legge l’avete fatta per tutti ed ha degli obiettivi molto precisi, anche i fiduciari per meritarsi quel premio dovrebbe essere scritto qui cosa devono fare e non che la quantificazione è data dalla valutazione dell’amministratore perché mi sembra un criterio un po' generalista. Che in Piemonte Ghigo faccia altre cose, non ci interessa, siamo per il federalismo, Presidente, non a caso, poi mi fa piacere che lei prenda lezioni dal nostro Presidente Ghigo?

Viérin D. (fuori microfono) ? potrebbe anche essere il contrario?

Lattanzi (FI)? potrebbe anche essere il contrario. Adesso non facciamo il ping-pong perché non credo che al Consiglio interessi.

Comunque noi rimaniamo positivi sotto l’aspetto dell’impianto dell’atto; le perplessità che avevamo lei non ci ha aiutato a chiarirle perché pensavamo che in questo senso si potesse essere più precisi per molte posizioni che sembravano veramente anche imbarazzanti, sembra quasi che gli sia stato già regalato il premio di fine anno, c’è qualcuno che qui il premio lo ha già messo in tasca senza neanche fare di più di quello che deve fare per il 27 del mese.

Noi questo concetto non lo condividiamo, pertanto anticipo che il nostro gruppo si asterrà su questo provvedimento perché non ne condividiamo gli aspetti specifici.

PrésidentSi personne ne demande la parole, la discussion générale est close.

La parole au Président de la Région, Viérin Dino.

Viérin D. (UV)J’ai beaucoup apprécié l’intervention de M. Lattanzi, parce qu’il nous a donné acte d’une amélioration importante. Je pense également d’une modalité innovante pour ce qui est de l’attribution de la prime de rendement. Nous nous sommes en effet efforcés, en tant qu’Administration régionale, de suivre des critères que nous définissons innovants.

Nous sommes probablement, à notre connaissance, la seule Administration qui applique ces barèmes. J’espère qu’à la suite des sollicitations qui nous ont été adressées quant au pourcentage minimum et nos collaborateurs soient adoptées aussi? (sans vouloir m’immiscer dans des questions qui ne nous intéressent pas, mais pour une question d’homogénéité) et soutenues avec la même force tout d’abord par le "Gouvernement Berlusconi", (nous verrons sur la base de quels paramètres l’on donnera les appointements et l’on fixera des paramètres) mais aussi par toutes les autres Régions qui sont aujourd’hui administrées par Forza Italia.

J'espère que, tout en appréciant la disponibilité à accepter la diversité et la différence, car le fédéralisme signifie respect de la différence, et donc du principe de l’unité dans la diversité? il y aura la une même sollicitation pour adopter ce qu’au Val d’Aoste a déjà été appliqué, de façon à établir un rapport correct entre administration et dirigeants.

PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti pour déclaration de vote.

Beneforti (PVA-cU)Non entriamo nel merito del provvedimento perché la nostra presa di posizione è diversa in quanto non accettiamo il metodo con cui è stato portato in questa sede: che qualche provvedimento, Presidente, debba essere sottoposto con sollecitudine all’esame del Consiglio è ammissibile - abbiamo tutti una certa esperienza di vita amministrativa - ma questo può avvenire quando le parti su cui il provvedimento deve ricadere sono d’accordo, e non quando le parti non sono d’accordo, o almeno non lo sono tutte, e si tenta di imporlo ad ogni costo, come è accaduto con il provvedimento in discussione per l’attribuzione dell’indennità di risultato.

Nella riunione di commissione del 19 luglio ho chiesto, prima di esprimere il parere, di sentire le organizzazioni sindacali, ma la risposta è stata negativa. Se i commissari avessero voluto, avrebbero potuto chiamare - non so se poi lo hanno fatto - il Dirigente del personale, Dott. Lillaz. Ho capito perché l’argomento era stato portato in tutta fretta all’esame della commissione: la maggioranza voleva esprimere il parere per poter iscrivere l’argomento all’ordine del giorno del Consiglio odierno.

A fronte di una convocazione d’urgenza per discutere di un argomento del quale non viene mandata la documentazione (perché la documentazione ci è stata consegnata in commissione e la delibera mi è arrivata addirittura il giorno dopo), di fronte ad un sopruso - io lo definisco così - che veniva commesso nei confronti dell'opposizione, per protesta ho abbandonato la seduta della commissione, cosa che io non faccio mai, anzi non l'avevo mai fatto.

Ho sempre cercato, in commissione, di collaborare anche come opposizione, ma non si può accettare il metodo con cui questo provvedimento è stato portato all'esame della commissione. Questo è un modo arrogante che forse ha la Giunta di imporre, anche alle commissioni, di esprimere il parere quando lo ritiene opportuno, ma noi, checché ne dica la maggioranza, non lo accettiamo.

Questo modo di procedere non è dignitoso nemmeno per i consiglieri di maggioranza, perché quando sono stati chiamati ad esprimere il parere non conoscevano il provvedimento. La documentazione infatti, come dicevo, ci è stata consegnata in parte lì, in parte il giorno dopo.

Comprendo, perché lo sono stato anch'io, qual è il ruolo del consigliere di maggioranza e cosa gli può essere richiesto, ma lo stesso comportamento non si può adottare nei confronti dell'opposizione.

Questo modo di considerare prima di tutto la concertazione, che deve sussistere fra le parti, nonché il rispetto verso l’opposizione?, questo metodo non è certamente democratico, Presidente, né degno di una Regione a Statuto speciale, perché chiedere di effettuare un'audizione credo non sia peccato? l'audizione si è sempre concessa! Voglio capire perché questo documento doveva venire immediatamente in aula!

Non c’è rispetto neppure nei confronti dei vostri dirigenti, ai quali viene tolta anche quella poca dignità che è rimasta loro. Di fronte a questa eliminazione della concertazione, a questo soffocamento della voce sindacale, all’annullamento del ruolo del Consiglio regionale, oltre ad esprimere la più solenne protesta vogliamo stigmatizzare questo comportamento e pertanto il nostro gruppo voterà contro il provvedimento.

PrésidentLa parole au Président de la Région, Viérin Dino, pour déclaration de vote.

Viérin D. (UV)Tout en réitérant la déclaration de vote favorable, je voudrais souligner que la concertation a été respectée, contrairement à ce qui a été affirmé sans connaître quelles sont les dispositions réglementant la concertation.

Nous avons donc respecté intégralement les accords conclus avec les organisations syndicales concernant les procédures de concertation et c’est seulement à la fin de ces procédures que le Gouvernement a présenté cet acte et qu'il a ensuite soumis à votre approbation.

PrésidentOn passe à l’examen de l’objet n° 26.2; je rappelle que nous votons sur le texte de la délibération avec les quatre amendements proposés par la IIème Commission:

Conseillers présents: 33

Votants: 30

Pour: 27

Contre: 3

Abstentions: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)

Le Conseil approuve.