Objet du Conseil n. 2097 du 11 juillet 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2097/XI Opere di bonifica e realizzazione di infrastrutture per la riqualificazione dell’ "Area Cogne". (Interrogazione)
Interrogazione Considerato che la 2^ Commissione permanente "Affari generali" ha recentemente effettuato un sopralluogo presso l’Area Cogne, ove sono in atto le opere di bonifica e le realizzazioni delle infrastrutture da destinare alla riqualificazione del sito industriale;
Preso atto che le opere sono ormai in via di definizione sia per quanto riguarda gli accessi all’area sia per il ripristino ambientale;
Atteso che la legge regionale n. 3/2000 prevede "Interventi a favore delle imprese industriali per la realizzazione di insediamenti produttivi nell’area industriale Cogne di Aosta", secondo criteri di priorità stabiliti dalla Giunta regionale e istruttorie tecnico-economiche svolte da Finaosta S.p.A.;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
la Giunta regionale al fine di conoscere:
1) quali sono ad oggi le risorse stanziate e quelle effettivamente spese per il conseguimento degli obiettivi di cui in premessa;
2) quali sono le risorse finanziarie ancora necessarie per il completamento della riqualificazione;
3) se, ad oggi, sussistono richieste di insediamento da parte di imprenditori privati e, in caso affermativo, di quali iniziative si tratta e quali valutazioni sono state espresse.
F.to: Lattanzi - Tibaldi - Frassy
PrésidentLa parole à l’Assesseur à l’industrie, à l’artisanat et à l’énergie, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE)Per quanto riguarda la prima domanda, quali siano le risorse stanziate finora per la riconversione dell’area Cogne, esse ammontano a 64.840.650.000 lire.
Queste sono state oggetto di due convenzioni stipulate con Vallée d’Aoste Structure. Una convenzione in relazione al Programma comunitario "Resider" per la bonifica delle aree, che ha comportato una spesa di 32.917 milioni, e una convenzione in relazione all’obiettivo II per la reinfrastrutturazione dell’area compresa la realizzazione della Pépinière, pari a 31.923.650.000 lire.
Di queste risorse, quelle già spese per la realizzazione degli interventi ammontavano al 31 dicembre 2000 a lire 28.578.561.000, di cui 11.240 milioni a valere sul Programma comunitario "Resider" e 17 miliardi circa a valere sull’obiettivo II relativo alla reinfrastrutturazione.
Per quanto riguarda invece le risorse necessarie per il completamento dell’opera di conversione, in particolare per la realizzazione di 2.000 metri quadri di superficie per le attività artigianali e di 4.000 metri quadri per le attività legate all’industria e alla ristrutturazione del PAC, dell’edificio dei servizi comuni, dell’area immagine, dell’area sport, (quindi per le attività necessarie a risistemare l’area nel suo complesso) sono state valutate in uno studio condiviso dalla Giunta regionale con la deliberazione n. 897/2001 in 60.430 milioni, di queste 15 miliardi sono assegnati dal documento unico di programmazione, il Docup obiettivo II 2000-2006; 11.300 milioni dall’accordo quadro di programma con il Ministero del tesoro e 1.300 milioni da fondi regionali legati allo "over booking" dei fondi comunitari.
Per quanto riguarda l’ultima domanda: "se sussistono richieste di insediamento da parte di imprenditori privati?", fino ad oggi sono pervenute 12 richieste, 11 delle quali da parte di imprese o consorzi valdostani - si tenga conto che è un consorzio artigiano con più di 30 imprese - e da un'impresa piemontese.
Non è possibile fare al momento alcuna valutazione rispetto alle proposte di insediamento, la cui origine pressoché esclusivamente locale è dovuta al fatto che l’attività di promozione dell’area è appena stata avviata.
L’attività di promozione, il cosiddetto "marketing territoriale", si suddivide in una prima fase che è il marketing strategico, ovvero sia la definizione del prodotto da promuovere, e in una seconda fase, marketing operativo, relativo alle modalità di promozione. L’esigenza ovviamente è quella di far coincidere il lancio promozionale con uno stato di avanzamento rilevante dei lavori d’infrastrutturazione dell’area. È evidente che una promozione eccessivamente anticipata non consentirebbe ai soggetti non locali una valutazione dell’attrattività dell’area.
L’attività finora realizzata nell’ambito del marketing territoriale ha riguardato la valutazione delle esigenze formulate dagli attori socio-economici locali, quindi dalle imprese locali, la realizzazione di un progetto grafico e l’acquisizione di alcune pagine di riviste specializzate. A breve l’attività di promozione proseguirà con l’acquisizione delle ultime risultanze del marketing strategico che riguardano il "lay out" del "master plan", la definizione dei canoni di locazione, l’individuazione dei servizi strategici per area, il target a cui deve uniformarsi l’area e la definizione di standard elevati di qualità ambientale e architettonica. Seguirà la realizzazione del sito web, la predisposizione delle procedure per la selezione degli investitori e seguiranno attività di prestazioni a successo attraverso società specializzate, inoltre si terrà nel mese di ottobre di quest’anno a Saint-Vincent un convegno volto alla promozione dell’area.
Si parteciperà inoltre ai meetings di Porto, di Francoforte, negli Stati Uniti, di Bruxelles, di Tokyo fra la fine del 2001 e il 2002 e si provvederà anche alla formazione di risorse umane volte al marketing territoriale sulla base di programmi concordati con l’ICE.
PrésidentLa parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (FI) Intanto vorrei ringraziare l’Assessore per le risposte precise e puntuali, risposte che in un certo senso ci sollevano anche da un dubbio e da un impegno: il dubbio che in quell’area non si sapesse cosa fare e l’impegno di doverci pensare.
Prendo atto che per gli stanziamenti già effettuati, i 64 miliardi stanziati di cui 28 miliardi già spesi, e i 60 preventivati per completare l’opera, sia già chiaro alla Giunta, perlomeno alla Giunta in Valle d’Aosta e magari a qualche altro personaggio fortunato, che quell’area è definita. Sarebbe interessante dirlo anche ai cittadini di Aosta che da anni aspettano di sapere cosa la Regione vuol fare di quell’area.
Oggi abbiamo appreso che è già pianificato un marketing strategico per il lancio dell’area, un marketing territoriale per lanciare questo prodotto che è già nella testa di qualcuno e che quindi definisce per quell’area cose molto precise.
Avvisiamo anche il Consiglio comunale di Aosta, dove qualcuno aveva aperto un dibattito per fare addirittura un tematico su cosa fare di quell’area: il turismo, centri congressi, aree verdi, sport, finalmente recuperiamo milioni di metri quadri alla città e, in un indirizzo di Aosta città turistica, storica, culturale, archeologica e chi più ne ha più ne metta, ci rimettiamo i capannoni e le industrie, almeno diciamoglielo a quelli della città di Aosta.
Devo dire che apprendo con amarezza questi obiettivi perché il nostro partito in tutti quelli che sono stati momenti di confronto su quell’area si è sempre battuto perché si potesse giungere alla definizione di un’area veramente recuperata alla città e, quando diciamo "un’area recuperata alla città", intendiamo ai cittadini, perlomeno quelli di Aosta, ma anche dell'intera Regione che in quell’area auspicavano che si potesse decentrare una parte di quelle che sono le attività artigianali, si parlava anche di quelle commerciali, il recupero della zona sud di Aosta e che invece ad oggi devono prendere atto che lì sostituiremo tutta l’area Cogne dell'industria metallurgica con una serie di capannoni, magari più moderni con gli alberi e con i lampioni dove si produrrà speriamo qualcosa.
Prendiamo atto con amarezza che non ci saranno aree verdi, che non ci saranno zone sportive o turistiche attraverso le quali recuperare quest’area, un’area controversa: abbiamo visto le opere di bonifica di quel territorio. Qualcuno ci dirà che d’altronde in quell’area bisogna portare delle attività che producono sviluppo; pensi che noi siamo convinti che il turismo produca sviluppo, pensi che pazzi!
Pensi che pazzi noi che consideriamo quell’area un sito che prima o poi dovrà vedere un ridimensionamento di parte dell'industria Cogne che oggi c’è perché solo un utopista pazzo può pensare che la Cogne possa mantenere quelle strutture così ampie per quello che sta producendo e soprattutto per quello che andrà a produrre, cioè l’alta specializzazione dell’acciaio nei prossimi decenni, come aveva detto anche l’Assessore, come unica via per rimanere sul mercato.
Spenderemo 130 miliardi, così sono stati stanziati, già spesi in parte e in parte preventivati, per costruire tanti capannoni e per vedere poi chissà chi si insedierà e a quali condizioni perché qui abbiamo dodici richieste fra cui un consorzio con trenta che, evidentemente, nella misura in cui si liberano delle aree cercano di organizzare le loro attività soprattutto laddove in questo momento, tipo Tzamberlet, ci sono e sono sistemate in maniera molto confusionaria, però 2.000 metri quadri sono destinati alle imprese artigianali e 4.000 metri quadri all’industria.
Perché ci siamo impegnati nel liberare quell’area? Potevamo lasciare i capannoni che c’erano, producevano e magari potevamo chiedere alla Cogne di fare uno sforzo maggiore per stare sul mercato.
Marketing strategico, marketing territoriale, lancio dell’area, lancio di un prodotto che è da vendere nel mondo con già un programma di lancio pianificato, ma, prima di vendere il prodotto nel mondo non sarebbe il caso di venderlo agli Aostani giusto per fargli capire cosa avranno a distanza di 100 metri dalle loro case da qui ai prossimi anni?
