Objet du Conseil n. 354 du 28 janvier 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 354/XII - Interventi per la sistemazione dell'alveo di un torrente nella Val Ferret nel Comune di Courmayeur. (Interrogazione)
Interrogazione
Considerato che in corrispondenza del ponte di Prà Moulin (all'imbocco della Val Ferret, in Comune di Courmayeur) si sono verificati nel passato pericolosi fenomeni di esondazione probabilmente dovuti all'insufficiente capacità dell'alveo, compresso dal ponte in questione;
Ricordato che, in occasione dell'ultima esondazione, avvenuta il 14/7/2003, i detriti hanno raggiunto l'abitato de La Palud, provocando danni significativi;
Ritenuto necessario sapere se sono in corso iniziative amministrative per la soluzione del problema;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) se è a conoscenza dell'inadeguata capacità dell'alveo del torrente in prossimità del Ponte di Prà Moulin, nella Val Ferret, in Comune di Courmayeur;
2) se l'Amministrazione regionale ha avviato qualche iniziativa progettuale per la soluzione del problema.
F.to: Curtaz
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Il ponte di Prà Moulin - o, meglio, tutta l'area di Prà Moulin - rappresenta un punto estremamente delicato dal punto di vista idrogeologico in quanto passano le acque, che convergono, di due torrenti glaciali, meglio sarebbe chiamarli raccoglitori di quello che viene giù dal ghiacciaio, che non è sempre e solo acqua: il torrente Prà Moulin, che si origina dal ghiacciaio del Mont Fréty, e il torrente Rochefort alimentato dal ghiacciaio omonimo. I due bacini idrografici sono caratterizzati da elevate pendenze e soprattutto dalla presenza di un substrato che è molto incoerente in quanto deriva dai processi di disgregazione del ghiacciaio e dal materiale che questi portano.
È una situazione in cui si verificano frequenti fenomeni di lave torrentizie, ma sarebbe più corretto dire, per non parlare di "debris-flow", l'apporto di materiale lapideo anche di grosse dimensioni che determina degli apporti di decine di migliaia di metri cubi di materiale. Dal punto di vista della sola portata idraulica, cioè se passasse solo dell'acqua… tenuto conto che vi sono due ponti, non uno solo… perché abbiamo dovuto fare quella variante, i due ponti sono in grado di smaltire completamente senza problemi le portate, anche le portate teoricamente a ripetizione molto lunga, cioè ogni 200 anni, cioè quelle che si ipotizzano in termini eccezionali. Il discorso diventa assolutamente diverso se alla portata idraulica si aggiunge questo materiale trasportato dal ghiacciaio. Non voglio entrare nel discorso tecnico ma, se andiamo a prendere in considerazione il potenziale materiale che potrebbe scendere, nessuno dei 2 punti, neppure la sommatoria dei due ponti è in grado di far passare al di sotto questa ipotesi.
Vi è poi da rilevare come tutti e due i bacini siano solcati da valanghe, che queste possono interessare, anche se solo per eventi non con frequenza annuale, le sedi viarie; di questo aspetto va certamente tenuto conto nell'eventuale progettazione di un nuovo attraversamento. Questa situazione idrogeologica così delicata è stata confermata da un aumento di trasporto di massa del luglio scorso, che non ha provocato danni significativi intesi come rilevanti di tipo strutturale all'abitato ma, sulla base di quello che è avvenuto, ci siamo attivati per far inserire tutta la zona come a rischio 4 (R4), di cui alla legge n. 267/98.
Per quanto riguarda gli interventi già realizzati sui due torrenti, tenuto conto di questa situazione di precarietà idrogeologica, in cui è inserito tutto questo sito, oltre ai numerosi disalvei effettuati negli anni - ed è una situazione che è costantemente monitorata, in maniera da andare ad eliminare del materiale, che potrebbe ostruire il deflusso sotto i ponti -, è stata costruita una scogliera in massi ciclopici sulla destra orografica, proprio allo sbocco della conoide del torrente Prà Moulin, al fine di contenere le possibili divagazioni dello stesso a monte dell'abitato de La Palud. Questa scogliera è stata oggetto nell'agosto 2003 di un intervento di manutenzione.
Grazie al fatto che l'area è stata inserita fra quelle a rischio molto elevato, è stato possibile accedere lo scorso autunno ad un finanziamento statale di 600 mila euro nell'ambito dei programmi di intervento urgenti, ex articolo 16 della legge n. 179/2002 per studi, progettazioni, realizzazioni di interventi per mitigare il rischio idrogeologico nelle zone di Prà Moulin, Pra-Sec in Comune di Courmayeur. Si procederà quindi entro il prossimo mese ad avviare un incarico di studio specifico, per poter valutare le possibilità di intervento e di protezione conseguibili con un intervento di tipo strutturale, con la premessa che ci troviamo al di sotto di un bacino glaciale, che in questi tempo sta dimostrando segni di instabilità e anche di impossibilità di fare delle previsioni.
Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per la risposta, una risposta molto tecnica in ordine alla quale io non posso che condividere per quelle che sono le mie poche competenze e cognizioni della zona; in effetti, ci troviamo in una zona estremamente delicata e soggetta a questo tipo di problemi.
In un primo tempo mi era quasi sembrato che la risposta all'interrogazione si concludesse con un "non c'è soluzione", nel senso che, vista la premessa, sembrava proprio che la conclusione dovesse essere quella. Di fronte a una risposta di quel tipo, non mi sarei dichiarato soddisfatto, perché sono vere le considerazioni che fa l'Assessore circa i problemi di portata idraulica e di materiale solido trasportato che si sommano, non c'è dubbio, ma è altrettanto indiscutibile che i ponti costituiscono una vera e propria strozzatura. È vero quello che lei diceva che, in occasione dell'episodio del 14 luglio scorso, non si sono osservati danni strutturali anche all'abitato de La Palud, ma è pur vero che i detriti, che sono fuoriusciti a causa di questa strozzatura, sono arrivati fino alla frazione La Palud e mi sembra di poter dire che quell'episodio ha costituito un campanello di allarme piuttosto preoccupante perché, se un fenomeno del genere dovesse ripetersi in dimensioni ancora maggiori, i danni strutturali alle abitazioni e a quant'altro potrebbero effettivamente verificarsi.
Prendo quindi nota con soddisfazione che l'Assessorato ha intenzione di affidare un incarico per lo studio di un sistema di protezione. Mi sono permesso di indicare come soluzione forse parziale, ma sicuramente migliorativa rispetto all'attuale situazione, una maggiore capacità dell'alveo in corrispondenza del ponte, ottenuta abbassando un poco l'alveo in corrispondenza del ponte, sempre che questo sia possibile dal punto di vista tecnico e non crei ulteriori problemi soprattutto a valle con una sorta di effetto diga.
Vedremo all'esito di questo studio se soluzioni prospettabili siano tecnicamente fattibili.
