Objet du Conseil n. 961 du 17 novembre 1999 - Resoconto
OGGETTO N. 961/XI Mancata tutela della "privacy" dei degenti affetti da malattie infettive. (Interpellanza)
Interpellanza Avendo appreso che, a causa dei lavori di ristrutturazione dell’ospedale di Viale Ginevra, vengono trasferiti momentaneamente, a quanto si dice, l’ambulatorio di ipertensione e il Day Hospital di medicina, restringendo ulteriormente gli spazi dell’unità budgetaria delle malattie infettive;
Considerato che il trasferimento nella palazzina, destinata ad ospitare il reparto di malattie infettive, di pazienti di altre patologie comporta il passaggio di questi ultimi negli stessi percorsi utilizzati da chi è affetto da malattie infettive, col rischio di contagio e a detrimento della privacy che dovrebbe tutelare ogni ammalato, ed in particolare chi è affetto da HVS;
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l’Assessore competente per sapere:
per quali motivi si sono proposte soluzioni che non tutelano la privacy degli utenti e non consentono di garantire l’isolamento necessario per degenti affetti da malattie infettive.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti
PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Ancora un'interpellanza sull'Ospedale, qualcuno può dire, ma non sono certo io che mi incaponisco a parlare sempre dei lavori dell'Ospedale, è la realtà che lo impone. Da anni sono iniziati questi lavori e noi sappiamo anche che avremo questi lavori per alcuni decenni, almeno continuando così la situazione e la programmazione. Sono lavori che in una struttura funzionante creano dei disagi non solo perché ci sono rumori, martelli pneumatici che disturbano i degenti, ma perché interi reparti devono venire spostati da un edificio all'altro: penso a Gastroenterologia che è stata spostata al Beauregard.
Ma soprattutto c'è un ridimensionamento di spazi che sono messi a disposizione: sappiamo benissimo che, nel momento in cui intervengono dei lavori in un reparto dove ci sono le stanze a sei letti, non è che una stanza a sei letti io la possa trasformare in tre stanze a due letti o in due stanze a tre letti; in questo modo i letti diminuiscono e se si vuole mantenere lo stesso numero di utenti, si deve diminuire il numero delle degenze. Ancora, altri disagi sono determinati dall'occupazione temporanea di spazi finora destinati ad altri reparti ed è proprio a questo tipo di situazione che vuole fare riferimento l'interpellanza.
Sappiamo che proprio in questi giorni, in seguito ai lavori di ristrutturazione, c'è l'intenzione di trasferire momentaneamente, a quanto si dice, l'Ambulatorio di ipertensione, il Day hospital di medicina, restringendo ulteriormente gli spazi del reparto di Malattie infettive, occupando spazi adibiti ad altri servizi e questo naturalmente crea dei disagi.
La mia interpellanza vuole porre l'accento su due elementi: intanto il disagio che viene comunque creato, qui si parla di un trasferimento e di un disagio momentaneo, ma sappiamo che nella nostra realtà molte volte non c'è nulla di più definitivo di quello che è provvisorio, ma soprattutto, e qui entro nel tema specifico di quest'interpellanza, c'è un disagio che è legato alla delicatezza del reparto.
Siamo nel reparto di Malattie infettive, un reparto che richiede isolamento dei degenti rispetto agli altri utenti, ma anche la protezione di chi viene a transitare in questo reparto rispetto alla fonte di possibili infezioni che sono presenti, un reparto che richiede inoltre molta riservatezza; lei, Assessore, sa che è partito un servizio interessante di ambulatorio per le persone che temono di essere ammalate di AIDS, è un servizio che richiede la massima garanzia di riservatezza perché soltanto così le persone che hanno alcuni dubbi su una possibile infezione hanno il coraggio di andare in ambulatorio.
Di fronte a questa situazione, cosa sta capitando? Che proprio l'inserimento di nuovi servizi, l'Ambulatorio di ipertensione e il Day hospital di medicina, comporta l'utilizzo degli stessi percorsi, non chiaramente degli stessi spazi di ambulatorio, ma degli stessi percorsi di accesso e di percorrenza di chi si reca nell'Ambulatorio di malattie infettive. Capita che si crea una situazione per cui c'è un passaggio di pazienti di altre tipologie proprio negli stessi percorsi utilizzati da chi è affetto da malattie infettive con il rischio di contagio e a detrimento soprattutto della privacy che dovrebbe essere garantita in ogni momento, a ogni utente, ma in particolare da chi è affetto da HVS.
Certo che la soluzione migliore sarebbe comunque quella di avere un nuovo ospedale in cui ci sia uno spazio disponibile da distribuire in modo più equo e più razionale; ma, in attesa che ci sia una sensibilità che vada in questa direzione, almeno - ed è questa la nostra richiesta - si cerchino soluzioni che tutelano la privacy degli utenti. Tra l'altro soluzioni dovrebbero esserci, so che gli stessi operatori di questo reparto hanno fatto delle proposte da parecchio tempo, ma non si sa bene che fine hanno fatto e non vorrei che ogni volta, di fronte ad una proposta razionale che ha una sua ragionevolezza, si debba sempre ricorrere a chi è più forte, a chi urla di più, a chi ha più potere, perché quelle che sono le ragioni della ragionevolezza vengano prese in considerazione.
PrésidentLa parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV)Sarò molto più breve nella risposta di quanto lo è stata la Consigliera nella sua esposizione.
Voglio tranquillizzarla, ma voglio precisare innanzitutto che la dislocazione degli spazi è di stretta competenza della Direzione sanitaria dell'Ospedale, che l'assessorato segue a distanza i lavori che sono gestiti direttamente dall'Assessorato dei lavori pubblici e che comportano evidentemente, su questo concordo, una serie di disagi che si tenta in tutti i modi di alleviare. Di certo c'è che a lavori ultimati la situazione dal punto di vista logistico e dal punto di vista ambientale del comfort è assolutamente ottimale, ma questo va messo in conto perché comunque sia i lavori dovrebbero essere svolti indipendentemente dalle scelte che la Consigliera ha citato.
Ho preso informazioni e mi è stato riferito quanto segue: nell'ambito del secondo lotto dei lavori di ristrutturazione dell'Ospedale di Viale Ginevra è necessario iniziare l'intervento nell'ala nord-est situata al secondo piano del corpo B. In tale ala sono attualmente presenti alcune funzioni dell'unità budgetaria di Medicina interna che devono essere trasferite temporaneamente in altra sede. Non è stato in proposito ancora assunta una decisione definitiva.
Presso la Palazzina delle Malattie infettive è disponibile al piano terreno uno spazio libero di accesso al Day hospital di oncologia e agli Ambulatori d'infettivologia, dove possono essere collocate delle funzioni ambulatoriali e non di day hospital, quali l'Ambulatorio di ipertensione e un locale destinato all'Ambulatorio di diabetologia rivolto ai degenti.
È possibile con interventi di minima garantire alle diverse tipologie di utenze dei percorsi differenziati ai fini di garantire privacy ai pazienti sulla tutela della quale si concorda pienamente, per intenderci il percorso differenziato riguarderebbe l'accesso da via Chaligne, quella dietro l'Ospedale, adiacente all'ingresso delle camere mortuarie. Sotto questo punto di vista ho fatto un sopralluogo ultimamente, per tutti i lavori ospedalieri ho potuto accertare di persona che il rischio di non tutelare la privacy, privacy che non poteva non essere garantita, è assolutamente evitato.
Per quanto concerne l'andamento dei lavori, è evidente che se si adottano queste tempistiche, si riesce ad ultimarli nei tempi previsti; sicuramente l'ultimazione dei lavori del secondo lotto gioverà molto all'organizzazione interna. È l'ultimo grosso spostamento che c'è all'interno delle strutture ospedaliere perché gli altri grossi interventi che inizieranno in primavera riguardano il lotto della Radioterapia, ampliamento farmacia e Pronto soccorso, che sono lotti che verranno realizzati nel retro dell'Ospedale e non all'interno. Sotto questo punto di vista ci sarà da spostare la farmacia, ma non ci saranno da spostare delle unità di degenza.
Questo secondo lotto di interventi, che riguarda l'ala nord-est, è quello che dal punto di vista organizzativo incide maggiormente assieme a quello della Traumatologia, dove finalmente mi hanno assicurato che i lavori saranno terminati per fine anno 1999 perché devo dire che non sono stato tenero nei confronti dei direttori dei lavori che hanno trascinato questi lavori di manutenzione straordinaria ben oltre il termine consentito. Spero che per fine anno 1999 siano terminati perché io stesso ho scommesso personalmente sul mantenimento di questa tempistica.
Rimangono i lavori nella piastra per gli spogliatoi, i lavori in Urologia che sono praticamente terminati, ma non sono lavori che vengono effettuati all'interno delle camere di degenza per cui il disagio è minore.
Concordo con l'impostazione che ha dato la Consigliera Squarzino, nel senso di cercare di limitare il più possibile il disagio, ma se si nota la parte relativa alla realizzazione delle camere mortuarie, pur seguendo la tempistica dei lavori, si è riusciti a spostare le camere mortuarie da un momento all'altro nella parte nuova e chiudendo contemporaneamente quelle dell'altra parte. Anche quei lavori stanno andando avanti bene, lì verrà inserita la Medicina legale e l'Anatomia patologica, garantendo a quest'ultima dei locali a norma perché attualmente così non è.
Altro da aggiungere non ho tranne che queste scelte vengono attentamente esaminate all'interno della direzione sanitaria assieme alla direzione lavori perché è solo in quel contesto che si possono verificare i tempi, cercare di trovare delle soluzioni che creino i minori disagi possibili e che nel contempo permettano il prosieguo dell'attività sanitaria e ospedaliera.
PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Rispetto a quello che ha detto l'Assessore chiaramente c'è qualcosa che condividiamo ed è la necessità che, se si interviene, lo si faccia con il minor disagio possibile per gli utenti.
L'Assessore ha ricordato che le scelte di cui si occupa quest'interpellanza sono scelte che non lo riguardano direttamente, ma sono scelte che sono attentamente esaminate all'interno della direzione sanitaria e della direzione dei lavori. Se lei permette, io userei il condizionale: dovrebbero essere attentamente esaminate.
Perché uso il condizionale? Perché da tutta la vicenda, che lei conosce, emerge una certezza: che non è chiaro chi comanda in Ospedale, chi prende le decisioni, chi ha l'ultima parola e mi spiego: lei ha detto che queste scelte dovrebbero essere prese all'interno della direzione sanitaria, ora la direzione dei lavori aveva proposto una soluzione di utilizzo dei locali nella Palazzina delle Malattie infettive, utilizzo dei locali che il personale medico che opera all'interno dell'unità budgetaria di Malattie infettive ha contestato proponendo un altro tipo di soluzione che rispondeva alle stesse esigenze di trovare i locali, ma che garantiva maggiormente la privacy.
Questa proposta è stata presentata al direttore sanitario, il quale ha dato il suo assenso, ma dopo pochi giorni il direttore sanitario contatta nuovamente i medici di Malattie infettive per informare che di quella proposta non se ne fa più di niente perché il tal primario - e ha detto nome e cognome - non è d'accordo su quest'impostazione.
Credo che ci sia da chiedersi chi comanda allora: è il direttore sanitario dell'Ospedale? È un primario?
Nel frattempo viene presentata quest'interpellanza che rende pubblico un problema reale degli utenti; credo che l'Assessore si sia fatto carico di questo problema reale e in qualche modo sia intervenuto perché, ripeto, quello che è un diritto dell'ammalato sia rispettato. Pertanto il direttore sanitario ricontatta nuovamente i primari e i medici delle Malattie infettive dicendo che è stata cambiata idea e che è possibile adottare la proposta inizialmente presentata.
Questo dimostra che è vero quello che il mio collega Beneforti continua a dire e cioè che all'interno dell'Ospedale chi comanda sono alcune lobbies, alcuni centri di potere che, in barba alle competenze che per legge vengono riconosciute alla figura di un direttore sanitario, continuano a comandare, a decidere, a rimettere in gioco decisioni che figure istituzionali preposte a decidere hanno assunto.
Questo, Assessore, è per farle notare ancora una volta come effettivamente all'interno dell'Ospedale va ridefinito tutto quanto il problema della dirigenza, altrimenti soltanto quando un problema diventa di pubblico dominio e tramite interpellanze, tramite gli strumenti di cui la società civile dispone, solo allora si cerca la soluzione più ragionevole perché bisogna anche giustificarla.
