Objet du Conseil n. 960 du 17 novembre 1999 - Resoconto
OGGETTO N. 960/XI Iniziative per la prevenzione della diffusione delle droghe sintetiche in Valle d'Aosta. (Interpellanza)
Interpellanza A conoscenza dell’espandersi del mercato e spaccio delle nuove droghe sintetiche e in particolare dell’"Ecstasy";
Constatato che non si conoscono ancora le conseguenze sociali e sanitarie di questo nuovo pericolo, anche se sta diventando una trappola mortale per tanti giovani e giovanissimi;
Verificato che l’affermazione di nuove sostanze stupefacenti impone un rapido adeguamento delle strategie di lotta e quindi una efficace e diffusa azione di prevenzione;
Ritenuta necessaria una capillare informazione per far conoscere ai giovani cosa sono le nuove droghe e i rischi che si corrono assumendole;
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
Il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore competente per conoscere:
- i dati sulla diffusione tra i giovani valdostani delle nuove droghe sintetiche;
- quali iniziative intende assumere per una efficace opera di prevenzione per combattere le nuove droghe;
- se non ritiene necessario intraprendere una azione di preparazione e formazione professionale specializzata da adibire alla prevenzione, informazione e reinserimento delle vittime;
- se ci sono state iniziative concertate con le forze dell’ordine, le comunità terapeutiche e servizi pubblici, le autonomie locali esistenti sul territorio, per combattere il traffico e lo spaccio della droga nella Regione Valle d’Aosta.
F.to: Beneforti - Curtaz - Squarzino Secondina
PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU)Credo di non dover fare una grande illustrazione del perché abbiamo presentato quest'interpellanza. Sono ormai diversi giorni che gli organi d'informazione in video e stampa ne parlano sviscerando il problema sotto ogni aspetto e nello stesso tempo richiamando l'attenzione di tutti sul pericolo che incombe sui nostri giovani sia con le droghe tradizionali che con quelle nuove oggi sul mercato, le cosiddette "droghe sintetiche", prese nelle discoteche per sentirsi vivi, agili, per ballare e divertirsi per un'intera notte.
Abbiamo presentato quest'interpellanza per conoscere se anche in Valle d'Aosta viene fatto uso di questo tipo di droghe e in quale misura; se possibile vorremmo conoscere da quando e dove si consumano droghe come l'ecstasy. Vogliamo sapere se la situazione è sotto controllo, oppure - come accade spesso - si hanno solo dei dati approssimativi.
Ma anche se il fenomeno è più o meno esteso, questo ce lo dirà l'Assessore nella risposta, riteniamo che occorre prendere dei provvedimenti prima che accadano fatti mortali. Occorre un impegno innanzitutto umano, istituzionale e sociale sempre maggiore verso questo problema.
Non voglio creare allarmismi più di quelli che non ci sono, ma ritengo che non si possa abbassare la guardia perché, come penso sia avvenuto in questi ultimi tempi, sia per le droghe in generale che per quelle sintetiche in particolare. Sembra quasi che queste droghe sintetiche siano piovute all'improvviso senza che nessuno se ne fosse accorto.
C'è chi sostiene che il problema droga debba essere affrontato a livello di Stato, a livello italiano, a livello europeo ed internazionale. Certo ognuno deve esercitare il ruolo che gli compete, ma riteniamo che anche le regioni debbano fare la loro parte.
Come Regione Valle d'Aosta credo che nessuno possa dire che siamo rimasti indifferenti, anche nel passato molto è stato fatto in questo campo e molto si sta facendo; purtroppo anche noi oggi registriamo dei ritardi nella prevenzione che io ritengo siano notevoli, perché non è con la liberalizzazione delle droghe che si combatte e tanto meno con la repressione. I fatti di questi ultimi giorni lo dimostrano ampiamente.
Oggi la prevenzione è l'arma principale per battere questo male che dilaga, ma per fare prevenzione occorre anche essere preparati. Per questo anche con la nostra interpellanza si richiede se la Giunta non ritenga opportuno intraprendere un'azione di preparazione e formazione di quadri specializzati da adibire alla prevenzione, all'informazione, che è altrettanto indispensabile, e al reinserimento nella vita attiva dei giovani che sono colpiti da queste malattie. Oltre alla prevenzione occorre combattere il mercato, lo spaccio della droga e questo deve avvenire a livello generale, ma riteniamo che si debba fare anche a livello locale.
Spesso si sente dire che la situazione è sotto controllo, che dalle statistiche il numero dei tossicodipendenti come pure i casi da droga sono diminuiti rispetto magari all'anno precedente, ma questa ritengo che sia una magra soddisfazione perché c'è sempre chi si droga e chi muore.
Le statistiche comunque dimostrano una cosa: che il problema è aperto e che non tende affatto a migliorare per cui la Regione non può non farsi carico anche del nuovo che viene avanti. Occorre verificare se le direttive specifiche del Ministero degli interni sono state messe in pratica, se gli interventi investigativi mirati di prevenzione e di controllo nelle zone cittadine frequentate da tossicodipendenti, come nei pressi delle scuole, dei pubblici esercizi o all'interno delle discoteche, sono stati messi in atto, saltuariamente o anche in forma continuativa.
La mia esposizione termina qui, penso di avere illustrato gli obiettivi che quest'interpellanza intende raggiungere, dopo la risposta dell'Assessore mi riservo d'intervenire in base a quello che lui dirà.
PrésidentLa parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV)L'interpellanza del Consigliere Beneforti è di estrema attualità perché da qualche settimana su tutti gli organi di stampa e sui mass media non sentiamo parlar d'altro che di ecstasy. Speriamo che quest'improvvisa accelerazione su un tema così delicato non sia un fuoco di paglia, come spesso succede in Italia, e che alle sacrosante parole che vengono pronunciate in questi giorni dai massimi responsabili seguano dei fatti perché la realtà è che drammaticamente abbiamo scoperto che lo Stato è assolutamente in ritardo sull'argomento specifico delle nuove droghe e spiegherò perché.
Rispondo puntualmente ai singoli quesiti posti.
Al primo quesito: i dati sulla diffusione tra i giovani valdostani delle nuove droghe sintetiche, questi dati, per quanto riguarda gli anni 1998-1999, non sono significativi, come già anticipava il Consigliere Beneforti, perché il fenomeno della diffusione delle droghe sintetiche non è infatti ancora rilevato. Il SERT dell'USL Valle d'Aosta non ha avuto in carico nessun caso di dipendenza da droghe sintetiche, in special modo ecstasy. Gli organi di polizia non hanno effettuato nessuna segnalazione riferita al consumo di ecstasy o di altre droghe sintetiche da parte di Valdostani ai sensi dell'articolo 75 del DPR n. 309/90: "Possesso per uso personale di sostanze stupefacenti".
Le operazioni di contrasto del mercato effettuata dalle forze dell'ordine hanno portato nel solo 1998 al sequestro di 49 grammi di eroina, 150 grammi di cocaina e 994 grammi di cannabis, mentre nessun sequestro ha riguardato anfetaminici, fra cui l'ecstasy. Questo, come giustamente è stato rilevato, non significa che non si abbia percezione del fatto che il fenomeno è presente anche in Valle d'Aosta e che non ci si renda conto del fatto che si presenta in modo non dissimile dal resto d'Italia, significa invece che per tutte le regioni italiane, anche per quelle che dispongono di alcuni dati sul numero dei casi e sulla quantità delle nuove droghe sequestrate, il rilevamento è impreciso e sottostimato.
È comunque difficile anche per altri fenomeni disporre di dati epidemiologici che abbiano una valenza oggettiva e non siano, ad esempio, come quelli sulle altre dipendenze, riferiti a una casistica di decessi, di avvii alle strutture comunitarie per la terapia e la riabilitazione di utenti in carico ai SERT o di segnalazioni alle prefetture, dati che sono la punta emergente di una realtà la cui dimensione è ben maggiore.
Nel 1998 una ricerca sul tema "Adolescenti fra rischio e benessere", promossa dal Dipartimento di psicologia dell'Università di Torino, in collaborazione con l'Assessorato istruzione, cultura e sanità, ha evidenziato, per quanto riguarda l'uso di altre droghe in Valle d'Aosta, che su un campione di circa 800 adolescenti, il 4 percento farebbe - uso il condizionale - uso di pasticche, il 3 percento di LSD e il 3 percento di ecstasy.
Questi dati non hanno assolutamente un carattere di ufficialità in quanto sono tratti dalle risposte di un questionario anonimo, ma possono essere considerati quanto meno indicativi anche se sulla veridicità di questi questionari - dobbiamo dircelo francamente - tutti, gli statistici in prima battuta, hanno dei grossi dubbi perché proprio nella fase dell'età degli adolescenti si tende a camuffare le risposte. Sembrerebbe che chi fa effettivamente uso di droga tenda a non dirlo nel questionario, mentre chi ne fa uso tenda a volte ad esagerare, però questi sono dati che possono essere quanto meno indicativi.
Ho citato prima i dati a livello nazionale che sono ripresi dalla relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia e vi do lettura solo di 4 dati complessivi relativi al periodo 11 luglio 1990 - 31 dicembre 1998, sette anni e mezzo di rilevazione. Il numero delle persone segnalate in Valle d'Aosta è stato di 871, di cui 793 maschi e 38 femmine; di 793 maschi solo 37 sono minori.
Per quanto riguarda la distribuzione regionale per anni del numero di soggetti in trattamento presso i SERT, che però, come ho detto prima, non hanno cognizione del fenomeno delle altre droghe perché l'aspetto nuovo di queste nuove droghe rispetto alle classiche è che non darebbero assuefazione, pertanto non necessiterebbero del metadone e dell'utilizzo del SERT in quanto non attività di prevenzione, ma attività di cura, i soggetti in trattamento nel 1994 in Valle d'Aosta erano 294, nel 1995: 289 nel 1996: 341, nel 1997: 337 e nel 1998: 338. La distribuzione regionale per quantità delle principali sostanze stupefacenti l'ho già citata prima; risulta anche nel 1998 un 4 grammi di altre droghe sequestrate in senso generico.
Un ultimo dato: la distribuzione regionale delle persone deferite alle autorità giudiziarie per tipologia di sostanze stupefacenti nel 1998; in Valle d'Aosta sono stati 15 soggetti deferiti per possesso di eroina, 17 per cocaina e 13 per cannabis; nessuno riguardante le altre droghe.
Mi chiede il Consigliere quali iniziative si intende assumere per un'efficace opera di prevenzione per combattere le nuove droghe. Va precisato, come ho detto prima, che paradossalmente l'ecstasy non è ancora considerata sostanza pericolosa e dannosa tant'è che recentissime dichiarazioni del Ministro della sanità Bindi dell'11 novembre scorso vanno nel senso di dire che la raccomandazione formulata dalla V Commissione del Consiglio superiore di sanità relativa alla messa al bando delle sostanze stupefacenti, ecstasy e derivati è stata fatta propria dal ministro che presenterà al Consiglio dei ministri il decreto operativo.
"Certamente?", dice il ministro, "? il decreto non risolverà la situazione perché bisogna agire soprattutto sulla prevenzione?"; siamo il primo Paese della CEE ad adottare un provvedimento di questo tipo, ha proseguito il ministro, ciò che manca è ancora la consapevolezza da parte dei giovani degli effetti devastanti di queste sostanze.
L'inserimento nella nota tabella A delle sostanze pericolose e dannose di tutte le anfetamine è un fatto tutto italiano. Questo significa che verranno inserite a giorni in questa famosa tabella A perché paradossalmente queste non sono a tutt'oggi considerate droghe a tutti gli effetti.
Ciò detto, le iniziative intraprese rispecchiano anzitutto la dimensione internazionale del fenomeno; in applicazione di un accordo sottoscritto nel 1997 dai Paesi europei anche in Italia si è posta l'esigenza di attivare un servizio di allerta rapido sulle nuove sostanze sintetiche, in tal senso è stato costituito presso il Ministero della sanità un gruppo tecnico chiamato a svolgere attività di prevenzione, rilevazione, sperimentazione e valutazione ed attivato con la partecipazione diretta delle regioni, compresa la Valle d'Aosta.
La Regione Emilia Romagna, capofila delle iniziative regionali - capofila per evidenti ragioni essendo la realtà dove più è presente il fenomeno delle discoteche -, in stretto rapporto con il Ministero della sanità ha predisposto un sistema pilota di monitoraggio analitico ed osservazionale sulle droghe sintetiche, le loro caratteristiche, le modalità di consumo, l'impatto sui servizi sanitari e sociali, le conseguenze sulla sicurezza e sulla salute. Proprio questa mattina alle ore 10,00 è convocata a Roma, presso il Dipartimento affari sociali della Presidenza del Consiglio, una riunione per esaminare le iniziative del Governo in materia di lotta alle nuove droghe con specifico riferimento al coinvolgimento delle regioni e degli enti locali.
Gli argomenti all'ordine del giorno sono molteplici. Ripeto, la prima riunione è questa mattina, poi continuerà nei giorni successivi e la convocazione è pervenuta direttamente dal Ministero della sanità, Dipartimento di prevenzione. I punti principali sono il programma di sensibilizzazione e formazione dei medici di Medicina generale per la prevenzione primaria e secondaria dell'uso inadeguato della dipendenza da alcool nonché per la gestione dei trattamenti in soggetti tossico-alcooldipendenti.
È un tema fondamentale perché è arcinoto che la figura professionale che meglio conosce i soggetti è sicuramente il medico di Medicina generale che può avere cognizioni anche da elementi oggettivi considerati più o meno astratti da altri se il suo paziente è un paziente che fa uso di droghe o meno, ma si tratta d'intraprendere una grossissima operazione di formazione dei medici di Medicina generale che sono oggi impreparati a riconoscere i sintomi dell'uso o meno delle droghe.
Segue poi l'analisi dei modelli di efficacia degli interventi psicosociali nei servizi pubblici, il programma di formazione per gli insegnanti appunto, finalizzato ad incrementare nell'ambito delle attività svolte nei CIC la trattazione delle problematiche connesse all'uso inadeguato e all'abuso di alcool; l'attivazione di un gruppo di lavoro informativo fra istituzioni centrali e periferiche per lo scambio di esperienze e la formazione permanente nel campo della tossicodipendenza, l'analisi dei costi degli interventi socio-sanitari attuati nei servizi pubblici per l'assistenza ai soggetti tossicodipendenti. Questa è la dimostrazione che ci si muove con energia e questo dà da sperare.
L'impegno di quest'Amministrazione, che ha aderito a quest'iniziativa ministeriale, è operare in stretto contatto con gli organi dello Stato e collaborare con le altre regioni poiché il fenomeno non può essere affrontato solo sulla base dell'emozione e di una generica urgenza, ma piuttosto sulla considerazione che nessuna regione ha singolarmente il potere d'intervenire in modo risolutivo.
Ciò non significa che la Valle d'Aosta si debba esimere dall'intervenire, ma piuttosto che lo debba fare nel quadro di un intervento complessivo e globale coordinato con tutte le altre regioni e con lo Stato. È inutile che spendiamo soldi per stampare un dépliant informativo quando già lo Stato ha predisposto questi dépliant molto interessanti di due tipi: uno che riguarda l'informazione per gli operatori, nuove droghe ed un altro che riguarda l'informazione ai ragazzi, ai possibili utenti. Io li ho letti, sono molto interessanti perché usano la terminologia dei ragazzi e possono avere un piccolo significato a livello informativo presso questa generazione.
Questa considerazione è valida anche rispetto ad un altro fronte d'intervento che l'assessorato intende attivare per affrontare il problema e che comporta la consultazione delle forze dell'ordine, dei gestori delle discoteche valdostane per promuovere congiuntamente iniziative di prevenzione.
La rappresentante delle discoteche valdostane ha dato la propria piena disponibilità a farsi portatrice del pensiero della federazione che raggruppa i gestori delle discoteche italiane anch'essi preoccupati del diffondersi del fenomeno e disposti ad impegnarsi a fondo per affrontarlo. A tal fine è previsto un incontro probabilmente già nel mese di dicembre fra la Questura, l'Associazione delle discoteche, l'Assessorato della sanità e gli operatori sociali per concordare le iniziative da assumere a livello regionale.
L'incontro, se si farà, avverrà nel momento in cui ci saranno queste indicazioni da parte del ministero per avere elementi di valutazione maggiori e anche in seguito ad un coordinamento delle discoteche di tutta Italia che è stato già messo in piedi e che dovrà andare nell'ottica di definire un cosiddetto "marchio di qualità" delle discoteche. Vogliamo avere questi elementi di valutazione per poi rapportarci a livello locale.
Per quanto concerne il terzo quesito: "se non ritiene necessario intraprendere un'azione di preparazione e formazione professionale specializzata da adibire alla prevenzione, informazione e reinserimento delle vittime", bisogna considerare che le iniziative di formazione degli operatori, le attività di valutazione e di miglioramento della qualità dei servizi forniti dal SERT ci sono, forse non sono proposti all'opinione pubblica in modo eclatante, certo non alimentano né protagonismi né personalismi, ma ci sono. Nel quadro di una formazione permanente obbligatoria a cui tutti i vari operatori, medici e personale del SERT soprattutto, non rifiutano di applicarsi, bisogna evidenziare che è difficile immaginare di quale ulteriore diversa preparazione e formazione professionale necessiterebbero, tuttavia dal coordinamento delle iniziative con le altre regioni e con lo Stato si evidenzieranno sicuramente nuovi ambiti di approfondimento e formazione che saranno osservati anche in Valle d'Aosta.
Ma più che a una diversa formazione degli operatori attualmente in servizio e che operano prevalentemente nell'ambito della cura e della riabilitazione dei tossicodipendenti, è necessario provvedere, come la Regione Valle d'Aosta e altre regioni si stanno predisponendo a fare, ad individuare nuove figure professionali da utilizzare soprattutto in azioni di prevenzione.
Stiamo discutendo da tempo dell'operatore di strada; un gruppo di lavoro si è interessato di questo problema, ma devo dire che non ha sortito nulla di concreto perché la realtà della Valle d'Aosta è basata su una territorializzazione dei nostri comuni ed è difficile pensare ad un operatore di strada che è stato concepito nella logica della grossa realtà che vada a proporsi sul territorio senza che sia immediatamente smascherato da coloro che potrebbero essere i possibili utenti.
È un tema difficile, però dobbiamo puntare a nuove professionalità perché i convegni, gli incontri, i dibattiti sono sicuramente utili ai fini della formazione, se ne stanno facendo continuamente nelle scuole, ma è necessario ricercare una nuova figura professionale - ancora da individuare: può essere l'educatore professionale piuttosto che l'assistente sociale - che dovrebbe essere utilizzata soprattutto in azioni di prevenzione.
Si tratta di una scelta necessaria, ma difficile in quanto questa tipologia professionale dovrebbe operare al di fuori delle consuete modalità di svolgimento del lavoro dipendente, solo in questo modo sarà vicina alle persone a rischio, in particolare ai giovani, mescolandosi ad essi, accompagnandoli nei percorsi complessi della prevenzione volti al non uso delle droghe o al primo intervento di assistenza e soccorso e alla riduzione del rischio del danno quando l'uso persiste.
Questo è uno degli obiettivi principali dell'incontro fra discoteche ed istituzioni perché uno degli obiettivi sarebbe quello di creare non dico degli "opinion leader", ma dei ragazzi trainanti all'interno delle discoteche che possano fare da traino nei confronti dei loro coetanei per dissuaderli dall'uso di droghe. È evidente che è difficile individuare i contorni precisi di questa professionalità ed ancora più difficile è individuare le persone da formare.
Sul quarto punto: "se ci sono state iniziative concertate con le forze dell’ordine, le comunità terapeutiche e servizi pubblici, le autonomie locali esistenti sul territorio, per combattere il traffico e lo spaccio della droga nella Regione Valle d’Aosta", vanno ricordate due cose: anzitutto il fatto che in Valle d'Aosta le funzioni prefettizie sono svolte dalla Presidenza della Giunta e tutto ciò comporta una continua e stretta collaborazione fra le forze dell'ordine e la Regione nell'azione di controllo del territorio, del traffico e dello spaccio delle droghe, a questo proposito il Comitato per l'ordine pubblico sarà convocato prossimamente proprio per affrontare questa problematica; in secondo luogo nella citata riunione di Roma è previsto il consolidamento della rete di collaborazione non solo fra le regioni, ma anche fra queste e gli enti locali nelle attività legate al problema delle nuove droghe.
Il SERT dell'USL Valle d'Aosta è presente con proprie iniziative nelle scuole e collabora strettamente con le forze dell'ordine; nel mese di dicembre parteciperà ad un'iniziativa di formazione e informazione sulle nuove droghe e sull'abuso di bevande alcoliche in relazione al problema della sicurezza stradale, iniziativa promossa dal sindacato di polizia. Mi pare che già la prossima settimana ci saranno questi incontri, ad Aosta il primo, il secondo a Pont-Saint-Martin.
Posso concludere riprendendo due passaggi di stampa, dove il ministro dice che l'emergenza delle nuove droghe impone di adeguare rapidamente le strategie d'intervento coordinando le iniziative fra le istituzioni coinvolte: dagli Affari sociali alla Sanità, dagli Interni alla Giustizia, alle regioni; che occorre accelerare il lavoro in corso con un tavolo specifico che affronti i nodi giuridici ancora aperti e metta in campo una politica d'intervento a tutto campo, dall'identificazione delle sostanze ai nuovi linguaggi della prevenzione. Sono inutili le misure necessarie e peggio l'inasprimento delle pene, meglio il dialogo e l'informazione su quell'inganno culturale della felicità contro il mal di vivere, è questo il leitmotiv di giuristi, psichiatri, sociologi sul fenomeno delle droghe sia leggere che pesanti, sia artificiali.
Il dibattito è apertissimo, concordo con il Consigliere Beneforti quando dice che bisogna comunque attivarsi a livello locale, però vogliamo attivarci in una logica di coordinamento generale perché rischieremmo di disperdere le forze e questo vorremmo assolutamente evitarlo.
Non con questo vorrei essere frainteso: il fatto di aspettare questo coordinamento tecnico, che è un coordinamento tecnico a livello nazionale, non significa non attivarsi a livello locale.
Confido molto sull'individuazione di questa figura professionale che è inesatto definire nuova figura professionale, mi riferisco a questi ragazzi trainanti che possono dare l'impressione e trasmettere un senso di segnale positivo. È difficile, ma bisogna tentare.
PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Prendo atto della risposta che l'Assessore ha dato alla nostra interpellanza, una risposta molto particolareggiata che ha fornito anche dei dati. Prego l'Assessore di darci in copia i dati che ha letto in aula, in modo da fare un esame più approfondito della situazione.
Prendo atto della volontà espressa dall'Assessore di seguire sì le indicazioni che vengono dallo Stato e dalla collaborazione con le altre regioni, ma anche di vedere a livello locale di affrontare il problema per il ruolo che ci compete.
Io dico che è questo un fatto essenziale; quello di prepararsi a recepire le indicazioni che vengono dallo Stato o che possono venire dalle altre regioni in modo da essere pronti a metterle in pratica, in modo da evitare quei disastri che potrebbero capitare e che sono capitati anche in altre regioni.
Ritengo che sia indispensabile comprendere che non ci troviamo di fronte solo alle vecchie droghe contro le quali si era riusciti più o meno a mettere a punto una serie di misure anche estremamente efficaci, sia a livello locale sia a livello nazionale.
Con l'affermarsi delle nuove droghe sono cambiati gli effetti, è cambiata la modalità di consumo, è cambiata la stessa utenza per cui è necessario rivedere le strategie da mettere in atto, strategie che pongano al centro di ogni intervento la prevenzione, intesa soprattutto come informazione. Non dico che se c'è un opuscolo a livello nazionale, se ne debba stampare uno a livello locale, ma quell'opuscolo che oggi c'è dobbiamo divulgarlo fra i giovani per informarli delle conseguenze che queste droghe sintetiche possono avere.
È in questa direzione che vanno compiuti gli sforzi se vogliamo anche valutare appieno le conseguenze provocate dall'assunzione di sostanze quali l'ecstasy e i suoi derivati.
La conoscenza delle conseguenze sanitarie è un passaggio obbligato per qualsiasi iniziativa che andiamo a prendere e anche per passare dalle parole ai fatti: o si conosce il fenomeno oppure si parla senza affrontarlo e risolverlo in maniera concreta.
C'è chi sostiene che occorra adeguare le tabelle delle droghe dannose e metterle al bando con decreto governativo; certo, ma è un falso problema vista la natura delle nuove droghe, vista la facilità di produzione dei nuovi composti.
Oggi il problema principale è la lotta a tutte le droghe, è il recupero e il reinserimento nella vita da parte dei consumatori per cui è necessario fornire strutture di supporto e risorse anche economiche per avviare e continuare una campagna di prevenzione, formazione ed informazione.
Dove questo deve avvenire? Sui luoghi di lavoro, nelle scuole tramite il coinvolgimento degli studenti, dei presidi, degli allievi e dei genitori, deve avvenire nei luoghi d'incontro del tempo libero, come nelle sale da ballo e nelle discoteche, dove i giovani si ritrovano e hanno l'occasione, più che altrove, di drogarsi; deve avvenire sul territorio con il coinvolgimento delle autonomie locali.
In Valle d'Aosta abbiamo condotto sempre una prevenzione centralizzata nelle scuole, poco con le famiglie e niente sul territorio perché da parte delle autonomie locali non è stato recepito il ruolo che avrebbero dovuto svolgere anche sul territorio. Il Progetto "Arianna" doveva passare dalla scuola alle famiglie e poi sul territorio, invece è rimasto bloccato nella scuola, ha fatto qualcosa con le famiglie, ma è stato purtroppo assente sul territorio dove con le autonomie locali doveva svolgere un ruolo diverso da quello che è stato svolto.
Occorre cercare tutti i canali più efficaci di colloquio con i giovani, l'Assessore ne citava alcuni su cui concordo. Occorre prevenire la vendita di sostanze stupefacenti tramite la repressione che devono esercitare le forze dell'ordine nei confronti di coloro che ne fanno un mercato arricchendosi sulla pelle degli altri.
Dobbiamo portare avanti una forte azione, Assessore. Forse sarò un po' troppo idealista e lo dimostro spesso e volentieri, ma per recuperare i giovani ai valori della vita occorre una linea dura e leggi severe, ma senza astruse misure di repressione come il trattamento sanitario obbligatorio che qualcuno invoca per i tossicodipendenti perché si finirebbe solo per intasare gli ospedali trasformandoli in carceri, oppure chiudendo le discoteche, in quanto sarebbe un provvedimento illegittimo e sicuramente sbagliato.
Cari colleghi, anche se oggi non ci sentiamo toccati fortemente dal problema delle nuove droghe sintetiche, come ci ha esposto l'Assessore, il pericolo sussiste.
È necessario dare vita a un "task force" regionale unitamente ai servizi pubblici, le comunità terapeutiche e gli enti locali per bloccare questo fenomeno prima che prenda campo come è successo nel passato per le altre droghe. Nel passato erano pochi i consumatori di droga, poi via via siamo arrivati alle cifre che l'Assessore indicava e che per una Regione come la nostra sono cifre fuori dal normale.
È necessario altresì l'impegno delle famiglie che devono essere coinvolte nella prevenzione e nell'informazione; le famiglie possono svolgere un grosso ruolo e noi dobbiamo metterle in condizione di svolgerlo così come compete alle autonomie locali e alla Regione.
Concludo augurandomi che l'invito che rivogliamo alla Giunta regionale venga accolto. Ma propongo anche, Assessore, che sia presa un'iniziativa per indire un convegno regionale, un incontro, un seminario, un qualcosa per aprire un confronto per ricercare insieme una sempre più articolata ed efficace azione di prevenzione coinvolgendo in quest'iniziativa: gli studenti, i presidi, gli insegnanti, le autonomie locali e le famiglie. La prevenzione deve avvenire nella scuola e nelle famiglie, ma anche sul territorio. Se facciamo un convegno, un seminario, chiamatelo come vi pare, sicuramente riusciremo a coinvolgere tutte quelle parti che oggi molte volte rimangono fuori da quel coinvolgimento che invece sarebbe necessario.
PrésidentAvec cette intervention nous avons conclu les travaux de cette matinée du Conseil régional.
Les travaux reprendront à 16 heures.
La séance est levée.
