Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 959 du 17 novembre 1999 - Resoconto

OGGETTO N. 959/XI Intendimenti rispetto al modello di scuola valdostana in relazione al riordino dei cicli scolastici. (Interpellanza)

Interpellanza Preso atto delle affermazioni dell’Assessore alla Pubblica Istruzione in risposta ad una precedente interpellanza riguardante l’emendamento alla legge quadro in materia di riordino dei cicli scolastici, presentato dall’On. Caveri;

Considerato che tale emendamento prefigura per le sole regioni della Valle d’Aosta e del Trentino Alto Adige un modello di scuola dell’obbligo diverso dal restante territorio nazionale, in quanto inserisce fin dalla scuola dell’obbligo percorsi di formazione che nella futura scuola del restante territorio nazionale sono riservati solo al post obbligo;

Constatato che l’Assessore ha espresso condivisione rispetto ai contenuti di tale emendamento ed ha auspicato che la disciplina dell’innalzamento dell’obbligo scolastico tenga conto, nella nostra realtà, di percorsi integrati di istruzione, formazione, scuola, mondo del lavoro;

Considerando che tale modello di "scuola valdostana e sudtirolese" richiede un ricco e collaudato sistema di strutture formative ad hoc;

La sottoscritta Consigliera regionale:

Interpella

L’assessore competente per sapere

1) quali sono i motivi che stanno alla base della condivisione di tale modello di scuola da parte del governo regionale e per quali motivi si rifiuta il modello scolastico adottato nel restante territorio nazionale;

2) se è intenzione del governo regionale confrontarsi su tale prospettiva di "scuola valdostana" con i soggetti interessati prima che la proposta Caveri diventi definitiva e quindi norma di legge;

3) quali sono le strutture formative presenti sul territorio valdostano che possono consentire l’attuazione del modello formativo prefigurato per la Valle d’Aosta.

F.to: Squarzino Secondina

PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Ritorno su un tema che ritengo di particolare importanza proprio per la nostra scuola e sul quale vorrei che si aprisse un dibattito in modo che le scelte che vengono fatte siano scelte condivise dall'intera Comunità e non scelte casuali, cioè dovute a un emendamento dell'Onorevole Caveri a una legge di riordino dei cicli scolastici.

Ricordo che nel disegno di legge sul riordino dei cicli scolastici, votato in Parlamento, è stato introdotto un emendamento che prevede un modello di scuola dell'obbligo diverso da quello del restante territorio nazionale, un modello che riguarda solo due Regioni a statuto speciale: la Valle d'Aosta e il Trentino Alto Adige.

Dice quest'emendamento: "Le Province autonome di Trento e di Bolzano e la Regione Valle d'Aosta, nel rispetto delle norme statutarie, disciplinano l'attuazione dell'elevamento dell'obbligo scolastico anche mediante percorsi integrati d'istruzione e formazione ferma restando la responsabilità delle istituzioni scolastiche".

Mi vorrei soffermare su due elementi di quest'emendamento. "La Valle d'Aosta disciplina l'attuazione dell'obbligo scolastico": con questa dizione si prevede la necessità di una legge regionale perché in Valle si attui l'obbligo scolastico. Permetta, Assessore, che abbia qualche perplessità su un tipo di procedura che vedo analogo a quello che è stato previsto per regolamentare in Valle d'Aosta l'autonomia scolastica e lei sa meglio di me che questa competenza, riconosciuta alla Regione Valle d'Aosta con la legge n. 59 fin dal 1997 non ha ancora trovato attuazione; solo adesso si è iniziato a lavorare e troverà attuazione nel 2000; trascorrono quindi 2-3 anni prima che la Regione riesca a disciplinare le materie che, stante la sua competenza, vuole che le siano attribuite.

Ma non è questo il tema che mi interessa in modo particolare. Mi interessa più la seconda parte di quest'emendamento laddove si dice che "l'elevamento dell'obbligo scolastico avviene anche mediante percorsi integrati d'istruzione e formazione". Tutti siamo consapevoli che la scuola deve preparare anche al mondo del lavoro e alle professioni; sappiamo anche che, quanto più è solida la preparazione di base, tanto più facilità ci sarà in futuro per il giovane o per l'adulto di riconvertirsi a seguito dei necessari cambiamenti che il mercato del lavoro impone.

La stessa legge quadro prevede che negli ultimi tre anni delle scuole superiori ci siano brevi "inserimenti nelle realtà culturali, produttive e professionali", "collegamenti fra il sistema e la formazione", "acquisizione di crediti formativi" sia nel sistema d'istruzione che nel sistema della formazione che possono poi essere fatti valere nell'altro sistema; ma si tratta di esperienze formative collocate nel post-obbligo, nella fascia che va dai 15 ai 18 anni.

Nel nuovo biennio, nella fascia dai 13 ai 15 anni, periodo che riguarda l'elevamento dell'obbligo che noi dovremmo disciplinare con legge, sono previste sì delle iniziative, ma sono previste a due condizioni. Innanzi tutto sono iniziative complementari e in secondo luogo sono realizzate solo se richieste dai genitori (così stabilisce l'articolo 4, comma 4), e se previste nei piani dell'offerta formativa delle scuole. Quindi il modello formativo proposto nella legge di riordino dei cicli scolastici dice che le attività formative possono essere inserite nel biennio come attività complementari, solo se i genitori sono d'accordo e solo se rientrano nel piano dell'offerta formativa.

"L'emendamento Caveri" anticipa nella scuola dell'obbligo, nei primi due anni della futura scuola superiore, delle competenze di formazione professionalizzanti previste invece solo per il post obbligo, quindi attribuisce al biennio le caratteristiche che sono tipiche del triennio che prevede all'interno del canale formativo dei percorsi dal carattere professionalizzante.

In Valle d'Aosta si prefigura un nuovo modello di scuola, non vorrei che qui si volesse reintrodurre un modello scolastico simile al vecchio avviamento da anni abolito. Si prefigura un nuovo modello di scuola diverso da quello delineato nella riforma, perché sono altri gli obiettivi che in questo modello di scuola vengono attribuiti al segmento dell'obbligo: non l'obiettivo primario di acquisire e consolidare le competenze essenziali in materia di conoscenza, di procedure, ma piuttosto l'obiettivo di fornire abilità di carattere professionalizzante.

Rispetto a questo modello di scuola, che diventa un modello di scuola valdostano e sudtirolese - o meglio direi è un modello di scuola voluto da Trento e Bolzano, modello che è stato anche esportato per la Valle d'Aosta proprio su iniziativa dell'Onorevole Caveri -, rispetto a questo nuovo modello di scuola dell'obbligo, avevo già cercato l'altra volta di conoscere il parere dell'Assessore, però mi sembra proprio che, partendo dalle sue osservazioni, il quadro non sia così chiaro, quindi vorrei che fosse approfondito ulteriormente.

L'Assessore aveva detto l'altra volta che si trattava essenzialmente di "orientation qui pourra être explicitée lors de l'approbation de la loi en matière?", quindi sono solo orientamenti, "? ce n'est pas encore une certitude, c'est une hypothèse plus ou moins probable", quindi sono ipotesi.

D'altra parte dice: "Noi siamo d'accordo, nous souhaitons que le règlement d'élévation de l'instruction scolaire tienne en compte des parcours intégrés d'instruction, formation, monde du travail dans une réalité comme la nôtre, dans laquelle les compétences d'instruction et de formation professionnelle sont gérées par le même sujet".

Intanto vorrei capire bene qual è l'intento dell'assessorato e soprattutto - qui riprendo le domande precise fatte nell'interpellanza - quali sono i motivi che stanno alla base della condivisione di un modello di scuola che è stato pensato dal Trentino Alto Adige e che viene in qualche modo da noi esportato, quali sono i motivi per cui si sceglie questo modello di scuola, quali sono i motivi per cui si dice di no al modello scolastico che viene adottato nel restante territorio nazionale. E ancora su questo modello di scuola valdostana se c'è la volontà da parte del Governo regionale di confrontarsi con i soggetti interessati, è prima che questo modello diventi legge dello Stato con l'approvazione della legge anche nel secondo ramo del Parlamento. Ed infine se la nostra Regione ha delle strutture formative, presenti sul territorio, in grado di attuare questo modello.

PrésidentLa parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV)Aujourd'hui j'ai quelques doutes parce que je ne sais pas si dans ma réponse je dois me référer à ce qui est porté dans l'interpellation ou à l'illustration qui en a été faite; j'essaierai de tenir mon attention à l'interpellation et au texte qui m'a été fourni.

Comme il a été rappelé durant la séance du Conseil du 20 octobre 1999, Mme Squarzino m'avait déjà adressé une interpellation sur ce même sujet et aujourd'hui elle me demande de m'exprimer une nouvelle fois sur le même thème et je dois constater que, si la forme des questions a été modifiée, le fond reste le même.

Je comprends parfaitement que Mme Squarzino désire fortement me faire dire un certain nombre de choses qui lui permettrait de tisser une étoile de suppositions, mais je ne peux apporter aucune réponse ni par rapport à ce qu'elle me demandait le mois dernier, ni par rapport à ce qu'elle me demande aujourd'hui et je vais expliquer cette affirmation. Pour le faire, j'ai cependant besoin de tirer au clair un détail, qui est bien loin d'être secondaire et qui rapporte à la première question de cette interpellation, c'est-à-dire: "quali sono i motivi che stanno alla base della condivisione di tale modello di scuola da parte del governo regionale e per quali motivi si rifiuta il modello scolastico adottato nel restante territorio nazionale". Ce que Mme Squarzino dit là n'est pas vrai. Je ne sais pas si cela elle le dit à dessein ou par distraction, j'espère que ce soit pour la deuxième question, mais si je crains que ce soit pour la première.

Cette affirmation ne répond pas au vrai et il suffit de lire le procès-verbal de la séance du 20 octobre 1999, car ce jour-là j'ai dit - je cite -: "A ce propos je dois dire que, sans qu'on ait fourni à M. Caveri des informations ou des conseils, je partage entièrement le principe de la reconnaissance d'une compétence supplémentaire au Val d'Aoste et que cet amendement pourra représenter un élément positif vers une compétence accrue en matière d'instruction pour le Val d'Aoste".

Si c'est de cette affirmation que ma collègue déduit que nous préférons, comme elle l'affirme, un modèle d'organisation plutôt qu'un autre, je dois souligner à nouveau que ses affirmations sont contraires à la vérité. Certes, je peux excuser Mme Squarzino, car il peut s'avérer qu'en prenant rapidement quelques notes, elle a perdu de vue le sens de mes déclarations, mais en revanche, Madame, permettez-moi de dire que je ne saurais pas vous excuser si vous avez pris le temps d'aller consulter le procès-verbal de cette séance et de le lire, comme je viens de faire, parce que là vous aurez donné une interprétation totalement différente et contraire à la vérité comme je viens de le dire et je tiens à compléter mon affirmation en citant encore une autre partie de mon intervention du 20 octobre dernier.

A la question: "Quali sono gli intendimenti dell'assessorato circa l'esercizio delle competenze relative all'obbligo scolastico" j'avais alors répondu: "Au-delà de toutes opinions personnelles qui ne font pas l'objet de la question de Mme Squarzino?" et, quand je disais "opinions personnelles", je me référais à ce que j'ai cité tout à l'heure "? les orientations et les intentions en matière d'obligation scolaire du ressort de la Région pourront être définies et explicitées lors de l'approbation de la part du Parlement d'une loi en la matière lorsqu'il y aura donc des certitudes et non pas des hypothèses plus ou moins fondées sur l'élévation de l'obligation scolaire?". J'ajoutais: "? Certes, cela ne signifie pas que nous ne nous occupons pas de la chose, nous sommes en train de suivre avec une attention particulière ce thème, cela ne signifie aucunement que nous ayons assumé par contre des orientations à cet égard".

Voilà mes affirmations lors de la séance du 20 octobre dernier et je trouve étonnant que, sur la base de ces affirmations, on croit bon affirmer que le Gouvernement valdôtain aurait approuvé un modèle d'organisation en en ignorant un autre. J'estime que nous sommes là en plein paradoxe.

Mme Squarzino demande: "se è intenzione del governo regionale confrontarsi sulla prospettiva di "scuola valdostana" con i soggetti interessati prima che la proposta Caveri diventi definitiva e quindi norma di legge". Et encore: "quali sono le strutture formative presenti sul territorio valdostano che possono consentire l'attuazione del modello formativo prefigurato per la Valle d'Aosta".

Je regrette de dire qu'il ne peut y avoir de réponses à ces questions, car elles ne sont pas fondées sur des faits réels, notamment pour ce qui est du prétendu choix de la part de l'Administration régionale ou du Gouvernement et de l'Assessorat de l'éducation; je répète que l'Administration n'a effectué aucun choix comme je l'avais déjà précisé devant cette même Assemblée le 20 octobre dernier lorsque j'affirmais ce que j'ai dit tout à l'heure: "Au-delà de toutes opinions personnelles? les orientations et les intentions en matière d'obligation scolaire du ressort de la Région pourront être définies et explicitées lors de l'approbation de la part du Parlement d'une loi en la matière lorsqu'il y aura donc des certitudes et non pas des hypothèses plus ou moins fondées?".

Je regrette de dire que la position de l'Administration n'a subi aucun changement depuis, à l'heure actuelle il n'existe donc aucun "modello formativo prefigurato". Si quelqu'un a proposé un modèle ce n'est pas moi. Les procès-verbaux sont là pour le témoigner, il suffit de les lire, aucun modèle d'aucun genre n'a été présenté, ni soutenu, ni illustré par qui que ce soit.

J'invite donc Mme Squarzino à reconnaître que ce que je viens de rappeler et qui figure clairement au procès-verbal de la séance du 20 octobre, a été tout ce qu'on pouvait dire et qui ne portait aucune décision en la matière.

Cependant je comprends la curiosité tout à fait légitime et la préoccupation des personnes qui s'intéressent à l'éducation à ce sujet, je comprends qu'on veuille entamer ce discours et là je profite de cette occasion pour fournir à la collègue Squarzino quelques éléments de réflexion.

L'amendement proposé par M. Caveri n'évoque pas un modèle d'éducation opposé au modèle étatique, mais réaffirme la possibilité des autorités scolaires de concevoir des parcours de formation intégrant éducation et formation professionnelle, école et travail. Il s'agit non pas d'une obligation, mais d'une possibilité, d'une chance dont dispose l'établissement et cela en sus de la flexibilité à l'échelon pédagogique et organisationnel pour limiter l'abandon scolaire, pour vérifier l'efficacité de leurs choix en matière d'enseignement et pour faire de la prolongation de la scolarité obligatoire un succès.

Je précise que la prolongation de la scolarité obligatoire ne sera pas assurée par le système de la formation professionnelle, mais relèvera toujours du système éducatif.

Je rappelle enfin que les parcours intégrés de formation ne sont pas une nouveauté, qu'ils n'ont pas été introduits par l'amendement de M. Caveri. L'article 6 du décret ministériel n° 323/97, portant l'application de la loi n° 9, relative à la prolongation de la scolarité obligatoire, prévoit déjà que les écoles mettent en place des initiatives de formation intégrée visant à faciliter à l'issue de la période de scolarité obligatoire le passage de l'élève du système éducatif au système de la formation professionnelle, article 6, je cite: "Le istituzioni scolastiche, titolari dell'assolvimento dell'obbligo e della sua certificazione, progettano e realizzano, nel corso del primo anno d'istruzione secondaria superiore, interventi formativi da svolgersi anche in convenzione con i centri di formazione professionale riconosciuti. Tali interventi, nel rispetto delle norme attuative, costituiscono parte integrante del curriculum del primo anno e della valutazione conclusiva ai fini dell'adempimento dell'obbligo della certificazione prevista nell'articolo 9". Cela est dit dans les lois, il n'y a pas de nouveautés incroyables.

Je termine en rappelant encore une fois à Mme Squarzino que l'amendement en question n'a pas été voté uniquement par les Democratici di Sinistra et par M. Caveri, mais également par ses collègues de l'Ulivo qui ont bien partagé l'intention de cet amendement.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Ringrazio l'Assessore per le osservazioni che ha fatto. Credo che qui ci sia una difficoltà a capire il senso delle cose che vengono scritte. Sono molto preoccupata quando lei dice testualmente: "Nessun modello di scuola è stato deciso". Io le credo, Assessore. Allora, se è vero che nessun modello di scuola è stato deciso da questa Giunta, è anche vero che "l'emendamento Caveri" prefigura un modello di scuola diverso dall'attuale.

Lei continua a dire che non è vero, io la pregherei di fare analizzare dai suoi esperti o dalle persone di cui si fida che cosa significa che la "Regione Valle d'Aosta disciplina l'attuazione dell'elevamento dell'obbligo scolastico" (mi pare che sia chiaro che è la Regione che regolamenta come si attua l'elevamento dell'obbligo scolastico), "anche?" - con questo, introducendo un elemento nuovo rispetto a quello che è scritto nella restante legge - "? attraverso percorsi integrati d'istruzione e di formazione".

Questo è un elemento nuovo, Assessore, perché, come le dicevo già prima, il disegno di legge che sarà approvato, se sarà approvato in questo modo, prevede la presenza di attività integrative di formazione.

Ma il comma 4 dell'articolo 4 del nuovo disegno di legge è molto chiaro a proposito: "Nel corso del secondo anno del biennio, se richiesto dai genitori, se previsto nei piani dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche, sono realizzate attività complementari, iniziative formative per collegare gli apprendimenti culturali con le diverse realtà sociali, culturali, produttive e professionali".

Questo non vuol dire percorsi integrati: percorsi integrati vuol dire un curriculum ben chiaro in cui c'è una parte più imperniata sulla conoscenza e una parte più imperniata sulla formazione professionale: è un percorso integrato che Trento e Bolzano hanno chiesto fortemente, perché loro hanno un sistema formativo professionale sul territorio molto articolato e molto ricco, loro hanno scuole formative per ragazzi dai 14 anni in su, loro hanno docenti che fanno queste cose, hanno esperienza, hanno strutture, quindi loro non volevano prescindere da tutta quest'esperienza: per questo hanno cercato di farla rientrare in qualche modo nella scuola dell'obbligo.

Ora, se lei dice, Assessore, che la Giunta non ha scelto nessun modello scolastico e non si rende conto che il Parlamento ha scelto un modello scolastico e che se la Giunta non entra?

(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)

? ma il Parlamento lo ha scelto perché Caveri lo ha chiesto, Assessore.

Mi sembra impossibile che non si capisca come, da una parte, si dica che non si è scelto nessun modello di scuola, ed è vero, ci credo, però dall'altra parte un modello di scuola Caveri lo ha scelto, lo ha fatto introdurre come emendamento e, se non si modifica quella legge, quel modello di scuola sarà deciso ed imposto.

Ora, quando il Governo regionale vuole fortemente una cosa, usa giustamente i suoi strumenti e chiede a chi lo rappresenta che intervenga perché noi vogliamo che il Parlamento rispetti la nostra autonomia. Se quest'emendamento così com'è non viene cambiato, significa che questa Giunta, questa maggioranza ha detto di sì a quest'emendamento perché tacitamente acconsente. Questo voglio dire, Assessore, e lei non può dirmi che non avete scelto nessun modello di scuola! Di fatto è stato scelto, di fatto se nulla cambia, questo farà il suo iter. Assessore, non mi può dire che quando sarà approvata la legge verrà affrontato l'argomento! Ma come? Lei pensa che dobbiamo porci il problema quando quest'emendamento diventerà legge, quando questo modello diventerà legge? Ma allora non possiamo più cambiarlo. Se è legge non ci resta che attuarlo o non attuarlo; però siamo obbligati a disciplinarlo.

Non è che non abbia capito quello che l'Assessore ha detto l'altra volta, proprio perché l'ho capito molto bene, ho voluto riproporre l'argomento.

Ho ripreso anch'io le sue affermazioni della volta precedente: "Nous sommes d'accord sur le fait de demander des compétences au sujet de l'instruction".

Ma qui il problema, Assessore, non è chiedere delle competenze; se questo disegno di legge va avanti così com'è, noi chiediamo un nuovo modello di scuola, un modello di scuola diverso, diciamo "l'avviamento"? Cioè un modello di scuola in cui è fortemente presente un percorso, ma non come attività complementare fatta dalla scuola, se richiesta dagli insegnanti e se inserita nel curriculum, ma come decisione, perché qui è scritto che è "la Regione che disciplina l'attuazione anche mediante percorsi integrati" e questo vuol dire che si vuole una cosa diversa rispetto alle semplici attività di orientamento o alle attività complementari previste nel biennio obbligatorio. È una cosa totalmente diversa, Assessore.

Sono molto preoccupata che non si capisca cosa significa quest'emendamento, che non si capisca che con quest'emendamento si prefigura un modello di scuola diverso.

Da notare, è un modello di scuola che vale soltanto per due Regioni a Statuto speciale perché è detto molto chiaramente: le Province autonome di Trento e di Bolzano e la Regione Valle d'Aosta.

Ripeto: capisco che Trento e Bolzano abbiano proposto tale emendamento perché hanno un sistema professionale molto forte, hanno una realtà molto diffusa sul territorio, ma proprio per questo le chiedevo quali sono le strutture formative da noi. Noi non abbiamo strutture formative professionalizzanti, non mi dica che abbiamo un sistema formativo professionalizzante perché abbiamo la scuola di Chavonne e la scuola alberghiera o non mi dica che i corsi di stage che si fanno alternando scuola e lavoro costituiscono un sistema formativo.

Noi non abbiamo dei centri con una direzione, con esperti, docenti qualificati, laboratori, attrezzature, esperienza consolidata. Noi non abbiamo tutto questo e tuttavia la Regione - tramite corsi - chiede che la scuola dell'obbligo qui in Valle d'Aosta abbia una connotazione diversa da quella del restante territorio nazionale: si prevede infatti un percorso integrato, un percorso cioè che si inserisce nel curriculum, che viene definito con programmi con un particolare davvero preoccupante per chi ad ogni piè sospinto rivendica il valore dell'autonomia: in tutte le scuole d'Italia sarà possibile che, se i genitori lo chiedono, se gli insegnanti lo inseriscono nel loro curriculum, si facciano attività complementari; qui da noi no, deve essere la Regione che disciplina che la scuola può fare o no tali attività e come deve farlo, dato che nell'emendamento si parla di percorsi.

Come vede, Assessore, ho capito molto bene il suo intervento; proprio perché lo avevo capito sono preoccupata e spero che questa mia preoccupazione diventi un patrimonio comune anche di altri colleghi.