Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 942 du 3 novembre 1999 - Resoconto

OGGETTO N. 942/XI Situazione organizzativa e gestionale delle microcomunità. (Interpellanza)

Interpellanza Considerate le ripetute problematiche gestionali delle microcomunità;

Preso atto delle ripetute sollecitazioni delle organizzazioni sindacali fatte all’Assessore competente;

In riferimento agli atti di denuncia fatti ai Carabinieri da alcuni addetti ai servizi per gravi disagi vissuti nell’espletamento delle attività;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l’Assessore competente per conoscere la situazione gestionale delle microcomunità e le iniziative messe in atto per risolvere le problematiche organizzative e gestionali ripetutamente segnalate e discusse.

F.to: Lattanzi - Tibaldi - Frassy

PresidenteLa parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (FI)Questo Consiglio in quest'anno e mezzo di legislatura si è già occupato molte volte delle crisi gestionali riferite alle microcomunità; Forza Italia è ormai alla terza puntata di questa "telenovela", che pare non debba avere mai fine.

Anche se ogni qualvolta si presentano delle richieste di chiarimenti, d'indicazione di soluzioni, l'Assessore si è sempre prodigato nel farci conoscere la sua disponibilità, assicurando addirittura chi sollecitava soluzioni tempestive che la sua disponibilità era totale e che attorno alle problematiche legate alla gestione delle microcomunità, che sono problematiche legate alla gestione del personale, oltre a tante altre cose, ma sostanzialmente crisi di gestione di risorse umane, intendeva creare dei tavoli di confronto e di dibattito su proposte e su mozioni.

Noi, nelle altre puntate di questa "telenovela", sostenevamo, invece, che il problema era sufficientemente chiaro, ritenevamo che ci fossero già degli argomenti di base per poter affrontare in un tavolo tematico delle soluzioni e che spettava proprio all'Assessore proporre queste soluzioni, più che attendere e aspettare non solo le critiche, ma addirittura le proposte fatte dalle controparti.

Perché questo è il ruolo dell'Assessore: un ruolo politico di sovrintendenza alle operatività, certamente non di presenza diretta nella gestione, ma nel momento in cui i problemi diventano gravi fornire la soluzione politica e strategica per questi aspetti.

A distanza di un anno e mezzo, siamo ancora a dover presentare interpellanze perché a noi risultano non ancora risolte - e addirittura neanche affrontate - le problematiche, e quindi non ancora trovate le eventuali soluzioni.

L'interpellanza, in maniera molto sintetica, chiede a che punto siamo di questo confronto, a che punto siamo delle soluzioni per i due aspetti strategici, quello dell'uniformità dei bandi di concorso per il personale di assistenza alle microcomunità e, ancora di più, quali sono le situazioni riferite alla riorganizzazione delle risorse interne, anche perché nel mese di maggio una parte di questo personale preso dal panico della crisi operativa si è visto costretto a scrivere non solo all'Assessorato e ai responsabili del macrodistretto sanitario, ma addirittura a fare un esposto alla forza pubblica sull'inagibilità, impotenza e impossibilità di rispettare le norme di legge, ribadendo in maniera ancora più forte queste paure e queste problematiche, riferite non tanto alle loro fatiche personali, ma alle responsabilità nei confronti degli utenti delle microcomunità.

Vorrei sottolineare, e vorrei che l'Assessore lo prendesse come un atteggiamento costruttivo, che questi esposti ai Carabinieri sono datati al mese di giugno e Forza Italia non ha voluto cavalcare questi esposti in maniera strumentale. Abbiamo riflettuto sull'opportunità di portare in Consiglio quelle problematiche e addirittura quelle denunce ai Carabinieri, perché ritenevamo, alla luce delle risposte che l'Assessore aveva dato nel mese di marzo, che l'Assessore fosse in condizioni, a brevissimo, di portarci delle soluzioni o comunque di annunciare gli avvenuti incontri, in modo che le sollecitazioni avessero trovato presso di lui e presso l'Assessorato una risposta.

Siamo a novembre, siamo in attesa di capire quali sono state le soluzioni dall'Assessore prospettate, e attendiamo la risposta, che ci auguriamo non sia una risposta simile a quelle date a tutte le interpellanze che il nostro gruppo ha presentato su questo tema.

PresidenteLa parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.

Vicquéry (UV)Confesso che speravo che dall'intervento del collega Lattanzi venissero esplicitati con maggior chiarezza i motivi che hanno spinto il Consigliere a presentare l'interpellanza. Non vorrei sembrare colui che non vuole affrontare i problemi, anzi, ma a noi non risulta che ci siano particolari problemi gestionali all'interno delle microcomunità dopo quanto è stato detto nel dibattito in quest'aula del mese di marzo scorso.

Non ci è pervenuta nessuna richiesta in tal senso da parte delle organizzazioni sindacali, tranne una richiesta nel mese di settembre che riguarda l'ipotesi di istituzione del Forum.

È già fissato un incontro per il prossimo 11 novembre con il gruppo di lavoro che ci ha aiutati per l'organizzazione dell'anno internazionale degli anziani: in quella sede vorremmo dibattere con loro come e con quali modalità istituire il Forum per il prossimo anno. Però non abbiamo nessun tipo di richiesta scritta e neppure sollecitazioni né da parte delle organizzazioni sindacali né da parte degli enti gestori, perché - e vorrei ribadirlo con forza - la competenza in materia di gestione del personale è di esclusiva derivazione degli enti locali, non è la Regione - dico Regione, non dico Assessorato regionale alla sanità o Ufficio del personale della Presidenza della Giunta - che ha competenza. E questo è stato chiarito in un incontro nella primavera scorsa, a cui poi è seguita una lettera in data 6 aprile 1999, a firma mia, indirizzata alle organizzazioni sindacali, al Presidente del CELVA, e per conoscenza al Presidente della Giunta regionale, al Coordinatore del dipartimento enti locali, Servizi di prefettura e protezione civile, al Presidente dell'ASL. In quest'incontro, presente il Presidente dell'ASL, con le organizzazioni sindacali, è stato chiarito quali sono i limiti di responsabilità.

Con questa lettera chiedevamo alle organizzazioni sindacali quanto segue: "È necessario giungere ad un incontro per la conoscenza delle situazioni che sono all'origine delle preoccupazioni e delle richieste di codeste organizzazioni sindacali; si resta dunque in attesa del documento riassuntivo da parte sindacale".

In quell'incontro si è parlato di tutto e del contrario di tutto, ma se si vuole porre un problema in termini di applicazione o meno dei contratti, che sia di competenza dell'Amministrazione regionale nel suo ruolo non gestionale ma politico, bisogna capire quali sono i problemi, perché non possiamo discutere a livello regionale della "querelle" che c'è fra i segretari comunali e le singole assistenti domiciliari per i turni di lavoro, per il riposo compensativo e quant'altro! Si può porre il problema dell'interpretazione dell'applicazione di un istituto contrattuale o meno, ma non della singola applicazione nelle singole realtà degli enti locali! Ad oggi, dopo quell'incontro, non abbiamo più avuto nessun tipo di sollecitazione, perché è stato capito il messaggio che è stato dato e se vertenze ci sono, le vertenze vanno risolte in ambito locale, aprendo eventualmente a livello sindacale delle vertenze utilizzando i metodi che sono utilizzabili, cioè Ufficio del lavoro, TAR, e via dicendo. Questa è la situazione.

Poi c'è stata una riunione del Consiglio permanente degli enti locali a cui ho partecipato, nella quale ho distribuito corposi documenti relativi alle proposte di organizzazione delle RSA e anche un documento che riguarda gli standard strutturali e gestionali dei servizi per anziani e per soggetti con limitata autonomia personale.

Questo documento va a regolamentare alcuni aspetti di ordine generale, a tutt'oggi pur avendo sollecitato per ben due volte l'amministrazione locale non abbiamo avuto ancora una risposta; aspettiamo che ci vengano date le risposte, il documento è comunque molto complesso, dopo di che si aprirà il confronto con le parti sociali per poi portare in Giunta l'approvazione di questi documenti; sono quattro i documenti che sono stati presentati, uno di questi riguarda gli aspetti strutturali e gestionali.

L'aspetto molto delicato che Lattanzi ha citato della denuncia fatta da alcuni dipendenti ai Carabinieri del NAS, confesso di non aver nessun documento a disposizione. Ho ricevuto dal NAS una lettera in data 14 agosto 1999, che fa riferimento ad un'ispezione nella notte fra il 12 e il 13 agosto, a seguito di esposto presentato alla stazione dei Carabinieri di Saint-Pierre, ma non dice da chi è stato presentato l'esposto. Mi stupisce che il Consigliere Lattanzi possa affermare quanto ha affermato! Comunque questo è atto di indagini istruttorie, pertanto non entro nel merito della questione!

Il problema di fondo sembrerebbe stare nel fatto se possono o meno gli anziani essere assistiti da una sola persona in turno oppure da due. Ad oggi non esiste nessun requisito strutturale in materia, per cui gli enti gestori hanno assoluta libertà di organizzazione, libertà che deriva da un'analisi medica dei pazienti che sono ospitati presso le microcomunità. C'è una sovrintendenza dell'UVG che definisce qual è il grado di autosufficienza degli anziani, in base al quale viene definita un tipo di assistenza rispetto ad un'altra; ma questo vale per la notte e vale per il giorno.

È un tema molto, molto delicato su cui sicuramente dovremo entrare, ma che potremo definire solo nelle linee generali e non nello specifico. Ricorderete la denuncia che è stata fatta mesi fa riguardo al Père Laurent per il supposto uso non autorizzato di cinture di contenimento, salvo poi scoprire che le cinture di contenimento erano state, come dice la legge, prescritte dal medico, da utilizzare nei casi di assoluta gravità dei soggetti che vi erano ospitati. Per cui invito tutti ad un po' di cautela su questa materia, che va ben al di là degli aspetti organizzativi e programmatori che sono di nostra competenza.

In conclusione, posso ribadire che dopo il dibattito che già è stato fatto non ho novità di sorta riguardo a quello che viene definito il problema da parte del Consigliere Lattanzi, cioè quello della gestione del personale. Se ci sono, evidentemente sono disponibile a fare la mia parte, ma, ripeto, nell'ambito delle competenze dell'Assessorato alla sanità, che poi non sono competenze di risposta in termini di applicazione giuridica e di applicazione contrattuale o meno.

Per quanto riguarda invece l'uniformità dei bandi di concorso, questo è di competenza esclusiva degli enti locali che, come ben si sa, in alcuni casi chiedono il requisito dell'ADEST, in altri casi non lo richiedono. È stato fatto un approfondimento da parte dell'Ufficio personale e dall'ASL, da cui risulta che a tutt'oggi è data facoltà agli enti locali di comportarsi in questo modo, anche se il problema di fatto non sussisterà più, perché i corsi di ADEST non si fanno, in attesa dell'emanazione del nuovo profilo professionale di OSS - operatori sociosanitari - che è già stato emanato dal Governo e sarà pubblicato entro brevissimo termine, partirà la formazione per questa nuova figura professionale e verranno risolti tutti i dubbi che sono stati avanzati con riferimento alla qualifica degli ADEST. Su questo con i sindacati abbiamo concordato che la strada da percorrere è quella di seguire il nuovo profilo professionale, perché questa nuova figura potrà essere utilizzata sia nelle strutture per microcomunità, sia nelle RSA, sia nelle strutture ospedaliere.

Rimango a disposizione del Consigliere anche fuori da quest'aula, per capire meglio se ci sono aspetti specifici da risolvere, ripeto, nell'ambito delle nostre competenze.

PresidenteLa parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (FI)Assessore, io credo che sia necessario che sì, ci si incontri io e lei, può essere utile, magari abbiamo delle cose da dirci che qui non possiamo dire. Non lo so, io di cose da dirle, personalmente, oltre a quello che sostengo in quest'aula, non ne ho, nel senso che quello che ho da dire alla sua risposta è che noi siamo molto preoccupati, perché quando lei risponde a queste sollecitazioni e a queste evidenze con la struttura mentale e con l'atteggiamento con i quali lei ha risposto oggi, è come avere un Assessore che sta giocando con una bomba ad orologeria in mano, e non si rende conto che la bomba gli potrebbe scoppiare da un momento all'altro! Fermo restando che poi, ogni qualvolta che lui risponde così, purtroppo per lui e per la comunità valdostana - ricordo il manager USL, ricordo tutte le cose che avevamo esposto, ovvero i problemi gestionali, i problemi delle sale operatorie, di fronte ai quali l'Assessore era sempre serafico -, dopo gli esplodono le bombe, e allora va sui giornali, fa le interviste dicendo di cercare la collaborazione in Consiglio, quando la cosa ormai è esplosa!

Per quanto riguarda il problema delle microcomunità, so che lei non è vero che non sa, lei fa finta di non sapere, ma sa, perché se non sapesse veramente sarei ancora più preoccupato! Lei sa perché gli esposti che i macrodistretti hanno ricevuto, lei li ha avuti per conoscenza, a meno che non glieli recapiti la posta o che dall'USL non le facciano avere copia di quello che loro ricevono, come gli esposti fatti ai Carabinieri.

Apro una parentesi: le ricordo che non stiamo discutendo nel mese di maggio quando sono avvenuti questi esposti, stiamo discutendo nel mese di novembre, e dico questo per farle capire che non c'è la strumentalizzazione! Questi esposti avrebbero dovuto informare la Direzione dell'USL - che a sua volta l'avrebbe dovuta informare - che il personale sta denunciando gravi carenze operative e organizzative che non lo mette nelle condizioni di dare sicurezza agli assistiti nelle microcomunità, ed è un problema che lei conosce dal marzo o maggio, non ricordo il mese, ma l'anno, del 1998, in maniera precisa da novembre 1998, quando lei ha avuto i primi incontri con le organizzazioni sindacali, con il personale, con il CELVA, dove ha cominciato a disquisire sulle opportunità di fare dei bandi unificati piuttosto che della riorganizzazione.

Lei però poi dopo si è sempre rifiutato di affrontare il problema, adducendo questi motivi: il problema è delle microcomunità, è degli enti locali, non spetta a me intervenire! Questo fino a che non ci scapperà qualche morto per negligenza del personale, che sta denunciando di non essere in condizioni di assistere chi paga delle rette e chi dovrebbe avere dei servizi in quelle organizzazioni che la comunità mette a disposizione?

(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)

? io glielo leggo, se vuole, visto che mi stimola, io glielo leggo l'esposto, così almeno è contento, così almeno è informato a livello pubblico:

"Con la presente i sottoscritti in qualità di assistenti tutelari delle microcomunità, nel portare a conoscenza la S.V. per quanto segue, intendono essenzialmente tutelarsi". Lettera indirizzata ai Carabinieri di Saint-Pierre e per conoscenza all'USL n. 1 di Aosta e ai signori Naudin Osvaldo, Frassy Enrico, Corniolo Piero, Borre Elman, David Paolo, responsabili del settore.

Continua l'esposto:

"Riteniamo infatti, anche in virtù di quanto appreso a seguito dei corsi recentemente sostenuti ai sensi delle attuali normative di sicurezza e d'igiene, di trovarci, nostro malgrado, in una situazione ad alto rischio per noi e per gli utenti della suddetta struttura. In particolare, riteniamo opportuno segnalarle che:

nonostante tutte le nostre richieste avanzate nelle riunioni, presente l'Assessore e rappresentanti dell'Amministrazione, secondo noi, a tutt'oggi, la struttura non soddisfa appieno i requisiti di sicurezza necessari inerenti la necessità di particolare sorveglianza ad alcuni utenti;

spesso ad aggravare una situazione di personale a nostro avviso insufficiente, in relazione ai particolari bisogni del tipo di utenza inserita, malgrado la positiva presenza di un obiettore di coscienza e di due lavoratrici socialmente utili, si aggiunge un'inadeguata gestione della turnazione: più volte, infatti, sono stati operati cambi turno d'ufficio in tempi brevi, senza che i diretti interessati siano stati interpellati o perlomeno avvisati in tempo, lasciando così i turni parzialmente scoperti con tutti i disagi e i rischi conseguenti immaginabili soprattutto per gli ospiti, oltre che per i lavoratori;

non esiste un referente responsabile reperibile al di fuori degli orari di ufficio degli amministrativi, non vengono a nostro avviso adeguatamente rispettati gli standard di igiene e di sicurezza, come evidenziata nell'allegata lettera inviata all'Amministrazione".

Mi ha tirato per le orecchie e allora è giusto che lei sappia; adesso sa, come sapeva nel novembre 1998, quando le organizzazioni sindacali tutte unite, di qualunque colore e tendenza politica, le chiedevano un incontro quest'anno dicendo che: "Le organizzazioni sindacali tutte, a seguito di numerosi incontri con gli enti gestori delle assemblee con il personale delle microcomunità, ribadiscono l'aggravarsi dei problemi relativi alla gestione del personale addetto e ai servizi di assistenza sanitaria anziani, presso le strutture territoriali regionali. Si evidenzia che tali problemi hanno origine principalmente da una non omogenea applicazione di studi contrattuali? ", eccetera, e ribadiscono le stesse cose.

Proseguono: "Si sottolinea che in data 20 novembre 1998, in una riunione con le scriventi, l'Assessore regionale alla sanità, dopo un'attenta disamina delle problematiche suddette - di cui lui oggi dice di non saper nulla - s'impegna ad attivarsi per promuovere un incontro con tutte le parti sociali, enti, gestori, sindaci, organizzazioni sindacali e Amministrazione regionale, interessate alla risoluzione dei gravi problemi che affliggono dal 1° gennaio 1998 il personale ADEST. Le scriventi organizzazioni la invitano, ciò premesso, ad un incontro ufficiale".

Lei ribadiva, rispondendo alla mia interpellanza di marzo, che non sapeva perché bisognava incontrarsi, perché il problema non era suo, ma lei stava ancora aspettando delle proposte di qualcuno.

Le proposte lei le ha in mano, e sono queste, perché sono documenti presentati ufficialmente?

(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)

? mi lasci finire, replicherà al prossimo giro? io sto ascoltando, quello che ho sentito non è quello che sto dicendo io, ecco? ho sentito che lei ha detto che non sa niente, l'unica cosa che sa è che ad agosto qualcuno ha fatto un esposto ai NAS.

Allora, qui c'è una proposta di armonizzazione delle norme contrattuali in vigore al personale assistente domiciliare e tutelare, dipendente presso le microcomunità in Valle d'Aosta; un'ipotesi di accordo, che lei ha in mano sua, nel suo Assessorato dal novembre 1998, e lei ancora sta aspettando che qualcuno le dia delle ulteriori proposte! Non so quale sia il motivo, perché veramente diventa difficile nella machiavellica mente di un Assessore comprendere dove voglia andare a parare! Se è semplicemente un'incapacità politica di gestire certi problemi, se è una superficialità della sua struttura mentale che pone certi problemi in termini superficiali, al punto che prima o poi ci scapperà qualcosa e lei dovrà venire qui, a raccontare con le orecchie basse, come ha fatto l'ultima volta, al momento della presentazione della mozione che ha chiesto al Consiglio di far approvare, dove lei impegnava sé stesso a fare cose che deve fare, ma noi non sappiamo più veramente qual è il giudizio che si debba dare di un Assessore che si comporta in questa maniera!

Dopo un anno e mezzo, anzi a novembre del 1999 fanno due anni che si discute di questa cosa, lei viene qui a dirci che per quanto lei sa non ci sono problemi, che sì, c'è stato un esposto ai Carabinieri di Saint-Pierre, ma per una questione d'igiene, del NAS, ma lei è qui in attesa, è disponibile, anzi ha incontrato i sindacati per fare un Forum, e via dicendo!

Ma, Assessore, qui abbiamo del personale e degli assistiti, che pagano rette anche importanti, che non sono in condizioni di garantire un servizio di sicurezza riferito a persone che sono anziani, nella maggior parte dei casi disabili, assistiti soprattutto durante la notte da un'unica persona che non può fare le pulizie della cucina, mettere a posto i pannoloni, andare ad assistere le persone che si ammalano, che sono magari influenzate - e a 90 anni sono problemi un po' grossi - con insufficienze cardiache o polmonari o respiratorie; lei non può far finta di non sapere che questo esiste e non può neanche, da Assessore alla sanità, dire che è un problema che tocca i sindaci, gli enti locali, a cui è stata demandata la gestione, perché il problema dei sindaci, del CELVA, che sono in attesa di una sua convocazione per affrontare concretamente questo aspetto, è che sono inchiodati dalla normativa regionale che non gli permette di uniformarsi!

Le proposte ci sono, convochi al tavolo le organizzazioni sindacali, il CELVA e i dirigenti delle microcomunità, convochi al tavolo anche i dirigenti del suo Assessorato e cerchi di risolvere politicamente veramente i problemi delle microcomunità!

Non capisco perché lei continui a demandare in maniera superficiale questo problema, ma io so una cosa per certo, purtroppo la so: che prima o poi lei verrà in quest'aula dicendo che è successo qualcosa, che purtroppo ha bisogno del sostegno politico di tutto il Consiglio perché i problemi sono gravi e lei ha bisogno dell'aiuto e del sostegno politico. Noi, ancora una volta, Assessore, non glielo daremo, perché glielo stiamo denunciando in tempi non sospetti, senza strumentalizzare, come dice lei, le denunce, perché queste denunce sono state fatte a maggio ai Carabinieri e noi siamo qui a parlarne a novembre perché eravamo speranzosi che lei affrontasse e risolvesse il problema!

Certo che per essere il rilancio di una seconda parte del suo mandato è un gran bell'esordio; la invito a riflettere sul suo esordio in funzione della mozione che ha ricevuto da questo Consiglio!

PresidenteScusi, Assessore, lei ha chiesto la parola per fatto personale, ma su quale aspetto? Sulla condotta o sull'attribuzione di opinioni contrarie?

La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry per fatto personale.

Vicquéry (UV)La capacità di pescare nel torbido del Consigliere Lattanzi ha raggiunto livelli impensabili. Il Consigliere Lattanzi ha testé detto che delle prossime morti nelle microcomunità sarà responsabile l'Assessore alla sanità. Non mi abbasso a quel livello, perché non è degno di questo consesso. Mi limito a dire che il Consigliere per correttezza dovrebbe ascoltare le risposte dell'Assessore, e nella risposta dell'Assessore ho citato la lettera del 6 aprile 1999 che dava risposta a tutti i punti citati negli incontri del 1998.

Sull'aspetto legato?

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

? se mi è permesso, sull'aspetto legato alla denuncia al NAS chiedo che venga acquisita agli atti la documentazione citata, per accertare se quella documentazione è o meno in possesso dell'Assessore regionale alla sanità.

Lattanzi (fuori microfono)? ma si vergogni!

PresidenteLa seduta è tolta ed è riconvocata per le ore 16.