Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 934 du 3 novembre 1999 - Resoconto

OGGETTO N. 934/XI Intendimenti in merito al mantenimento delle stazioni ferroviarie intermedie nella tratta Aosta-Ivrea. (Interpellanza)

Interpellanza Appreso che le Ferrovie dello Stato intenderebbero chiudere le stazioni ferroviarie intermedie fra Aosta e Ivrea;

Sottolineato che tale decisione non può essere assunta senza il consenso della Regione, visto il contratto di servizio in vigore fra Ente pubblico e Ferrovie dello Stato;

Rilevato come sarà ancora la Regione a decidere, con il rinnovo del contratto e/o con la regionalizzazione della linea, se tenere aperte o chiudere le stazioni ferroviarie della nostra Valle;

Ritenuto opportuno, pur in presenza di nuove tecnologie, tenere aperte e operative almeno tre stazioni intermedie (Châtillon, Verrès, Pont St. Martin) in modo da evitare l’abbandono della struttura, garantendone invece vitalità e decoro;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l’Assessore regionale competente per sapere:

a) quali sono le ragioni che inducono le Ferrovie dello Stato a voler sopprimere tutte le stazioni intermedie fra Aosta e Ivrea;

b) quali sono gli intendimenti dell’Amministrazione al riguardo e, in particolare, se non si ritenga necessario il mantenimento di almeno tre stazioni intermedie;

c) quali concrete iniziative si vogliono adottare affinché gli attuali livelli di servizio vengano mantenuti e migliorati.

F.to: Curtaz - Squarzino Secondina

PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU)Ai primi del mese di ottobre abbiamo appreso, attraverso notizie di stampa che sono state riportate anche con un certo rilievo, che le Ferrovie dello Stato intenderebbero chiudere tutte le stazioni ferroviarie fra Aosta e Ivrea.

La notizia ci ha sorpreso soprattutto per come è stata presentata, perché oggi non è possibile che le Ferrovie dello Stato chiudano unilateralmente alcuna stazione. Non è possibile per il presente, perché c'è un contratto di servizio che prevede che le Ferrovie debbano tenere aperte le stazioni e in alcuni casi anche le biglietterie per un certo numero di ore al giorno; non è tout court possibile per il futuro perché anche con la definizione dei nuovi contratti di servizio sarà pure la Regione che insieme alle Ferrovie deciderà cosa eventualmente chiudere.

Quindi una notizia che intanto ci è sembrata presentata in maniera distorta, ma evidentemente una notizia che ci ha fatto riflettere, perché la possibilità che le Ferrovie dello Stato chiudano tutte le stazioni ferroviarie della nostra Valle - eventualmente in accordo con la Regione - significherebbe dal nostro punto di vista tutta una serie di conseguenze.

La conseguenza più ovvia è quella di uno scadimento del servizio ferroviario, scadimento che peraltro abbiamo già avuto modo di sottolineare in occasione della discussione del piano di bacino di traffico, perché le scelte che sono state fatte nella scorsa legislatura per il potenziamento del servizio ferroviario, che hanno portato dei dati significativi in termini d'incremento anche di utenza, non solo non sono state ribadite ma il nuovo piano di bacino di traffico prevede una disattenzione generalizzata nei confronti del traffico ferroviario, fra l'altro in totale contraddizione con i megaprogetti dell'Aosta-Martigny, che fanno sottolineare all'Amministrazione l'importanza del traffico su rotaia a sfavore del traffico su gomma.

Noi riteniamo essenziale che pur tenendo conto dei processi di modernizzazione del traffico vengano tenute in piedi almeno tre stazioni.

Su questo punto è vero che durante lo scorso Consiglio è stato accolto un emendamento del Consigliere Nicco che va nello stesso senso di quest'interpellanza, che fra l'altro è stata presentata qualche ora prima, non è stata presentata poi, lo dico altrimenti la si potrebbe ritenere per certi versi superata e inutilmente polemica. Però oggi, proprio perché è stato approvato quell'emendamento del Consigliere Nicco, voglio chiedere se questo intendimento sarà perseguito, come sarà perseguito, se ci sono novità a proposito dei rapporti con le Ferrovie dello Stato a questo riguardo, e come in sostanza l'Amministrazione e l'Assessorato competente in particolare intendono muoversi per favorire e per incentivare il traffico su rotaia nella nostra regione.

PrésidentLa parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.

Lavoyer (FA)Tralasciando gli aspetti legati alla continua nostalgia da parte del Consigliere Curtaz, anche se comprensibile, sull'ottimo operato del mio predecessore, entrerei nel merito dell'interpellanza.

Al primo punto si chiede quali sono le ragioni che inducono le Ferrovie dello Stato a voler sopprimere tutte le stazioni intermedie fra Aosta e Ivrea.

Non risultano a tutt'oggi ulteriori soppressioni di stazioni intermedie da parte di Ferrovie dello Stato fra Aosta e Ivrea. Gli impegni assunti dalle Ferrovie dello Stato con la Regione sono quelli previsti dai contratti di servizio e per quanto concerne le stazioni si riferiscono alla presenza del personale di biglietteria. Il contratto di servizio 1997-1998, articolo 6, servizi commerciali a terra, prevedeva l'impegno di Ferrovie dello Stato a garantire presso le principali stazioni ferroviarie: Aosta, Châtillon, Verrès, Pont-Saint-Martin, Pré-Saint-Didier, servizi di sportello e per Aosta anche un servizio di deposito bagagli.

A fronte dell'impegno assunto, la Regione concorreva ai costi del servizio corrispondendo un contributo forfetario, tenuto conto che le Ferrovie dello Stato in analogia a quanto previsto sulle altre linee della rete nazionale, avrebbero automaticamente proceduto alla totale disabilitazione commerciale degli impianti, prevedendo un servizio ridotto di biglietteria soltanto nella stazione di Aosta (articolo 6, contributo per i servizi commerciali).

Tale impegno è stato confermato nel contratto di servizio del 1° gennaio 1999-29 maggio 1999 - articolo 7, qualità del servizio ferroviario a bordo e a terra, servizi commerciali a terra e contributo per i servizi commerciali - e in quello attualmente in vigore dal 30 maggio al 31 dicembre 1999, sempre all'articolo 7.

In caso di mancata erogazione del servizio, Ferrovie dello Stato paga una penale, ed è quanto prevede il contratto di servizio; attualmente le penali ammontano a circa lire 38 milioni. Da riscontri effettuati sembrerebbe che la politica di Ferrovie dello Stato sia quella di non erogare più tali servizi per alcune stazioni minori, in particolare Pré-Saint-Didier, e di erogarli in maniera non soddisfacente per altre, tipo Verrès.

Seconda domanda: quali sono gli intendimenti dell’Amministrazione al riguardo e, in particolare, se non si ritenga necessario il mantenimento di almeno tre stazioni intermedie. Premesso che non è necessario mantenere delle stazioni ferroviarie che non sono state soppresse, se con il termine mantenimento s'intende garantire alle attuali stazioni, perfettamente funzionanti dal punto di vista del movimento, anche del personale, un emendamento al piano di bacino di traffico recentemente approvato dal Consiglio regionale, presentato dal Consigliere Nicco, prevede il potenziamento delle stazioni di Pont-Saint-Martin, Verrès e Châtillon, in quanto centri di interscambio nodale, assicurando tra l'altro il personale di front-line nelle stesse.

Terzo quesito: quali concrete iniziative si vogliono adottare affinché gli attuali livelli di servizio vengano mantenuti e migliorati. L'Amministrazione regionale, in attesa del trasferimento delle competenze, non potrà che agire con i tanti limiti peraltro già sperimentati anche dal mio predecessore. Al di là di conferenze stampa, di comunicati, nella sostanza e nella concretezza i limiti sono quelli che ha sperimentato anche l'Assessore Riccarand prima di me.

Non potremo che operare sul contratto di servizio, adoperandoci per ribadire la volontà del potenziamento delle stazioni di Pont-Saint-Martin, Verrès e Châtillon, in quanto centri di interscambio nodale, assicurando fra l'altro il personale di front-line nelle stesse.

In conclusione, le vere iniziative - al di là di comunicati o di dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano - potranno essere concretizzate quando finalmente avremo il trasferimento delle competenze.

PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU)Francamente non ho capito il tono dell'intervento dell'Assessore, che ha tentato di essere ironico, ma senza successo, perché il rispondere che ad oggi non risultano soppressioni, questo francamente lo sapevamo già! Ma non era necessario che l'Assessore ce lo ricordasse, anche perché l'interpellanza non faceva riferimento alle soppressioni ad oggi, ma faceva riferimento alle soppressioni che probabilmente si avranno nei prossimi anni, a leggere le notizie della stampa, che peraltro egli non ha potuto ovviamente smentire.

L'unica cosa certa è che fino al 31 dicembre 1999 la situazione non dovrebbe modificarsi di tanto, salvo il discorso delle sanzioni nel caso in cui le Ferrovie dello Stato non adempissero ai loro doveri contrattuali.

Quindi sapevamo già che ad oggi non sono state soppresse le stazioni, e io non sono convinto che non è necessario mantenere qualcosa che oggi non è soppresso, perché può darsi che lo sia fra poco, e anche perché proprio lei, Assessore, insieme agli altri componenti della maggioranza e al sottoscritto, l'altra volta ha votato l'emendamento del Consigliere Nicco che chiedeva il potenziamento delle stazioni. Perché non si può potenziare una cosa che verrà soppressa! Vede, allora, che questo cenno di ironia era totalmente fuori luogo!

Sappiamo bene che le competenze della Regione si potranno esprimere in maniera più puntuale quando sarà in atto la regionalizzazione. Quello che chiediamo oggi però è che l'Amministrazione ci indichi i suoi orientamenti.

Avremo la regionalizzazione per fare che cosa? Questa risposta non mi è stata data! Ma questo non mi stupisce perché in almeno altre due o tre occasioni ho tentato attraverso delle interpellanze di capire qual è l'orientamento di quest'Amministrazione rispetto alle Ferrovie e non mi è stato mai risposto. Addirittura, se non ricordo male, nella prima occasione mi era stato risposto che trattandosi di argomento troppo vasto, l'Assessore non aveva il tempo di rispondere. Allora io chiedo che, pur essendo un argomento un po' vasto, magari quando l'Assessore avrà un po' più di tempo, cerchi di rispondere alle domande che vengono eluse da almeno tre o quattro interpellanze!