Objet du Conseil n. 933 du 3 novembre 1999 - Resoconto
OGGETTO N. 933/XI Notizie sul grado di utilizzo delle linee elettriche del Superphoenix e sulle prospettive future degli impianti. (Interrogazione)
Interrogazione Considerato l’impatto ambientale prodotto nella nostra regione dalle linee elettriche denominate Superphoenix;
In considerazione della politica incentivante il turismo della natura nella nostra regione;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
la Giunta regionale al fine di conoscere il grado di utilizzo delle locali linee elettriche e le prospettive future degli impianti e se è possibile preventivare, negli accordi con il gestore, un futuro abbattimento in caso di non utilizzo dei tralicci.
F.to: Lattanzi - Tibaldi - Frassy
PrésidentLa parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV)C'è un utilizzo forse improprio del plurale sia nelle premesse che nel testo dell'interrogazione con dei riferimenti alle locali linee elettriche. Credo però di aver interpretato correttamente, riferendo il tutto alla linea impropriamente detta "Superphoenix".
Per quanto riguarda quindi questa linea, che è una linea a doppia terna, 380 kilovolt, questa rappresenta una delle linee elettriche che attraverso la Valle d'Aosta, la Lombardia e il Veneto collegano il sistema elettrico italiano a quello europeo, che verrà interconnesso fra breve con quello della Grecia e della penisola balcanica mediante un cavo sottomarino. Infatti, il sistema elettrico a 380 kilovolt a doppia terna con due diverse dorsali scende lungo la penisola, parallelamente al Tirreno e all'Adriatico. La linea inoltre viene costantemente utilizzata dall'ENEL per immettere nel proprio sistema l'energia prodotta dalle centrali francesi.
La linea quindi non è strettamente connessa con la centrale elettronucleare di Creys-Malville, ma rappresenta una delle vie di scambio e di approvvigionamento di energia elettrica, ed è interconnessa con il sistema di linee ad alta tensione francese.
Quindi per quanto riguarda l'utilizzo e le prospettive future non sembra ragionevole ipotizzare un abbattimento perlomeno a breve termine, pur concordando sulla valutazione negativa rispetto all'altissimo impatto ambientale che la linea stessa comporta.
Quando poi nella seconda parte dell'interrogazione i consiglieri fanno riferimento agli accordi con il gestore, se il riferimento è alla trattativa in corso, evidentemente questo non è oggetto della trattativa in corso, considerato che per quanto riguarda la trasmissione comunque il "decreto Bersani" riserva allo Stato questo tipo di competenza.
PrésidentLa parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (FI)Intanto sapere che l'Assessore condivide il giudizio sull'impatto ambientale è già un aspetto positivo.
Una novità per quanto ci riguarda c'è, nel senso che la linea, o le linee, visto che sono a duplice mandata, quella denominata "Superphoenix" a noi risultava fosse sottoutilizzata rispetto a quello che era originariamente il progetto per il quale era nata, cioè questo interscambio, lei lo ha chiamato europeo, noi diciamo italo-francese, lei ha detto marginalmente e comunque non in maniera importante collegato alla centrale nucleare, a noi invece risultava che fosse nato per scambi di approvvigionamenti proprio con le centrali nucleari.
È una serie di informazioni di cui prendiamo atto, anche perché sono a verbale, e la novità per quanto ci riguarda è il superutilizzo del Superphoenix, nel senso che noi avevamo notizie di un utilizzo altamente al di sotto - se non marginale - del progetto iniziale, e questo ci faceva pensare che potesse rientrare nelle valutazioni future, anche negli accordi con il gestore, che sappiamo per effetto del "decreto Bersani" mantiene totalmente il monopolio della distribuzione e quindi delle linee, non quello della produzione per la quale invece stiamo discutendo, dicevo che questo ci faceva pensare che potesse rientrare in un dialogo con l'ENEL, visto che condividiamo politicamente il giudizio d'impatto ambientale, uno smantellamento, una riduzione importante della linea Superphoenix, proprio perché l'utilizzo e il beneficio che i Valdostani hanno da quella linea è marginale, per non dire - per quanto ci riguarda politicamente - nullo, mentre il costo che i Valdostani hanno dovuto, stanno e probabilmente pagheranno ancora per l'utilizzo di quella linea è altissimo in termini di ritorno turistico, ambientale e anche d'inquinamento.
Quindi la notizia che oggi apprendiamo che la Superphoenix è superutilizzata è addirittura?
(intervento dell'Assessore Vallet, fuori microfono)
? ha detto che è costantemente utilizzata, addirittura fa parte di un progetto europeo che va dalla Francia alla Grecia, se questo è vero - e non posso pensare che l'Assessore dica cose che non pensa -, ci viene difficile pensare nell'opportunità e nella possibilità per i Valdostani di liberarsi di questi mausolei dell'industria elettrica.
Noi solleviamo una preoccupazione e chiediamo all'Assessore di farsene portatore, cioè di andare a verificare il reale utilizzo, perché se quello che lui ha detto è vero, e vorremmo che lui lo verificasse in concreto con l'ENEL, che questa è una linea internazionale ed europea di distribuzione, importante per tutta l'Europa, dal nord Europa fino alla Grecia, è chiaro che le valutazioni che i Valdostani devono fare sono di un certo tipo!
Una valutazione è probabilmente quella di accollarsi il costo di quest'operazione in termini di occupazione del territorio, d'impatto ambientale, di ripercussioni sul turismo e sull'ecologia. Forse è una cosa che ci passa troppo sopra!
Se invece, come speriamo, la Superphoenix è poco utilizzata e addirittura scarsamente utilizzata, non fa parte di questo disegno così strategico per l'Europa, ed è quindi pensabile un suo abbattimento, chiediamo di mettere in atto sin da subito un dialogo con l'ENEL, che è la società che gestisce la distribuzione e che lo sarà ancora in regime di monopolio visto il "decreto Bersani", per la possibilità di eliminare quell'obbrobrio, che si somma all'altro obbrobrio della bassa Valle, altra linea che l'ENEL doveva impegnarsi a rivedere e comunque a limitare, cosa che invece non è avvenuta, oltre all'altro obbrobrio del sito produttivo industriale della diga di Beauregard, che evidentemente oggi è palestra ginnica e non è un sito industriale produttivo se non marginalmente.
Quindi chiediamo all'Assessore d'intervenire, perché questa è un'interrogazione, non è ancora una mozione né una proposta concreta, ma d'intervenire affinché si possa verificare il reale utilizzo di questa linea e si possa verificare la possibilità politica di eliminare questo che noi riteniamo un problema, se non utilizzato.
