Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 899 du 20 octobre 1999 - Resoconto

OGGETTO N. 899/XI Campagna di prevenzione del trauma cranico. (Interrogazione)

Interrogazione Venuti a conoscenza della campagna di prevenzione del trauma cranico 1999/2000 organizzata dall’Assessorato Regionale alla Sanità e Politiche sociali;

Preso atto che tale campagna si svolgerà prevalentemente con la distribuzione di un pieghevole, di magliette e con una serie di incontri serali con la popolazione;

Ritenuto opportuno, considerata l’importanza del tema trattato, organizzare nel miglior modo possibile la relativa campagna informativa;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

la Giunta regionale per conoscere:

1) quali sono tutte le iniziative previste dalla suddetta campagna di prevenzione;

2) se sono stati previsti degli incontri con i giovani, presso i diversi istituti scolastici della Valle d’Aosta, oltre agli incontri serali citati in premessa.

F.to: Lanièce - Collé - Viérin M. – Comé

PresidenteLa parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.

Vicquéry (UV)Je remercie avant tout les Conseillers qui ont posé cette question, car elle nous permet de débattre un thème fort important et qui nécessite d'une amplification de la part des médias auxquels je demande de bien vouloir nous aider en ce sens.

Les traumatismes crâniens représentent dans tous les pays industrialisés un gros problème de santé publique. Leur impact, en termes de décès ou de vies irrémédiablement compromises, est énorme et inacceptable, force est désormais de parler d'épidémie manifeste. Ce phénomène est fort inquiétant si l'on considère que, lors d'accidents de la route, les victimes sont en majorité des jeunes; chaque jour les chroniques des quotidiens signalent des graves accidents de la route ou parfois des accidents en montagne.

A l'échelon national les accidents de la voie publique, provoqués notamment par une trop grande vitesse, sont responsables de la plupart des morts pour traumatisme crânien dans la couche d'âge 5-24 ans. Si l'on tient compte des retombées d'ordre social et économique de ces accidents (soins médicaux, hospitalisation, invalidité permanente, pensions viagères et cetera), il s'avère indispensable d'encourager la diffusion de la culture de la sécurité, afin que le nombre des traumatisés diminue progressivement.

La Vallée d'Aoste ne sort pas indemne de cette épidémie. Pour beaucoup des familles de notre Région le samedi soir est devenu malheureusement une sorte de cauchemar. Le médecin chef de l'unité opérationnelle de Neurologie et de Neurophysiologie pathologique de l'Hôpital d'Aoste a signalé qu'au cours de 1998, 966 consultations pour traumatisme crânien ont été effectuées au service des urgences, soit une moyenne de 80 visites neurologiques par mois avec un pic de 120 visites en février. Toujours en 1998, 143 victimes de traumatisme crânien ont été hospitalisées, sans compter les personnes qui ont trouvé la mort sur le lieu de l'accident et les patients qui ont été admis dans les structures situées hors de la région.

Le directeur de la session d'Aoste de la police de la route a fourni des données alarmantes au sujet du premier semestre 1999. La session d'Aoste a constaté 22 accidents ayant fait des blessés, la sous-section de Pont-Saint-Martin en a constaté 66 et celle d'Entrèves 67. D'après le commandement de la police communale d'Aoste, des 55 accidents enregistrés au cours du premier semestre 1999, 15 ont provoqué des traumatismes crâniens et 13 des lésions du rachis.

L'Assessorat de la santé a donc lancé un projet dénommé "Campagne de prévention du traumatisme crânien" en collaboration avec l'Assessorat de l'instruction publique, dont le but est de pousser les "usagers" et surtout les adolescents à examiner attentivement le problème des accidents.

Il s'agit notamment de faire en sorte que les participants aux séances informatives comprennent quelles sont les causes possibles du traumatisme crânien, de faire en sorte que la connaissance de ces causes arrive à se diffuser, d'apprendre aux participants les méthodes et les comportements susceptibles d'éliminer ces risques, et de faire en sorte que les participants adoptent un comportement correct. Le projet en cause mobilise les entités les plus représentatives dans le domaine de la prévention, des traitements et du respect des règles, à savoir: l'unité opérationnelle de Neurologie et de Neurophysiopathologie de l'Hôpital d'Aoste, la police de la route, la police communale, l'Association valdôtaine des transports par câble.

Ce projet s'articule en 4 phases: distribution de 10.000 brochures et de 500 affiches sur tout le territoire de la région, communes et communautés de montagne, districts socio-sanitaires, écoles, centres de socialisation, pharmacies et cetera; réalisation de 20 rencontres dans les classes de troisième des écoles secondaires de premier degré et dans les classes de quatrième et de cinquième des écoles secondaires de deuxième degré ayant adhéré à cette initiative, pour un total de quelques 1.200 élèves; ces rencontres, d'une durée de 2 heures chacune, ont débuté le 19 octobre et s'achèveront avant les vacances de Noël. Tous les élèves concernés recevront du matériel de vulgarisation et une T shirt avec le logo de la campagne. Le projet prévoit encore la réalisation d'une quinzaine de rencontres avec la population dans les principales bibliothèques de la Région: ces rencontres auront lieu le soir à partir du mois de janvier et jusqu'au mois d'avril de l'année 2000. La dernière phase verra l'organisation d'un concours final à l'intention de tous les élèves ayant participé à la campagne. La remise des prix est prévue par le 7 juin de l'an 2000 à 20 heures 30 dans la salle des manifestations du Palais régional.

PresidenteLa parola al Consigliere Lanièce.

Lanièce (Aut)Sicuramente è un'ottima idea quella di proporre alla popolazione una campagna informativa sulla prevenzione dei traumatismi cranici e quindi questo fa onore all'assessorato, ma purtroppo l'assessorato non ha saputo concretizzare al meglio quest'iniziativa: quindi l'idea è ottima, un po' meno la sua attuazione.

Organizzare una serie d'incontri serali aperti alla popolazione per una campagna informativa, che si rivolge in modo particolare ad un target di adolescenti e che ha come scopo primario l'incentivazione dell'uso del casco e delle cinture di sicurezza, può essere interessante a patto che ci sia a monte una forte pubblicità di tale iniziativa onde evitare, come è successo nella prima di queste serate, che oltre ai relatori ci sia la presenza di un solo spettatore: il sottoscritto.

Alla presentazione mercoledì 13 ottobre c'erano 6 persone presenti: 5 relatori e il sottoscritto che vi era andato per avere cognizione sul problema. Quindi certamente l'idea è positiva, ma bisogna cercare di farle più pubblicità, altrimenti rischiamo il fallimento di questa lodevole iniziativa o anche una limitata comprensione del problema, dato che di norma il mercoledì sera sappiamo ci sono le partite e i giovani a cui è indirizzata la campagna il giorno dopo vanno a scuola, quindi difficilmente escono e se escono, difficilmente vanno ad ascoltare una conferenza di circa 2 ore.

Mi auguro che i fatti smentiscano questa mia paura, ma si ha il timore che a queste riunioni sul territorio si possa trovare solo qualche amministratore, qualche mamma e basta. Sarebbe un peccato perché, mi ripeto, l'iniziativa è lodevole.

Secondo me sarebbe stato più utile entrare in modo più capillare nel mondo della scuola, perché è vero che sono stati coinvolti molti alunni, però si poteva magari puntare esclusivamente o quasi sul mondo della scuola in quanto sono loro gli utenti di quest'iniziativa, rubando qualche ora di lezione, ma informando correttamente i giovani, visto che il problema del trauma cranico non mi pare che sia così sentito come invece si vorrebbe che lo fosse. Questa è la nostra indicazione, quindi un maggiore coinvolgimento delle scuole visto che l'Assessore ha parlato di 1.200 allievi; da dati forniti dall'Assessorato della pubblica istruzione risulta che gli alunni in Valle d'Aosta iscritti alla terza media e alle superiori, in pratica persone che usano i motorini, sono circa 5.000.

Secondo noi era meglio puntare più sulle scuole lasciando perdere questi incontri serali magari riducendoli a 4, uno ad Aosta, uno in bassa Valle, in centro Valle e in alta Valle anche perché per esperienza personale ho verificato che al primo incontro non c'era nessuno al di là del sottoscritto.

Un'altra cosa da evidenziare è che l'assessorato ha deciso di distribuire delle magliette: da quello che ho visto sono magliette simpatiche, ma inutili rispetto al problema. Si sarebbe fatto meglio forse ad utilizzare i soldi stanziati per queste magliette, circa 12.500.000 lire, per acquistare e poi regalare dei caschi perché penso che lo scopo principale del trauma cranico è fornire il casco. Visto che un casco costa circa 90 mila lire, con 12,5 milioni si potevano regalare 120-130 caschi. È vero che non si poteva darli a tutti, ma sicuramente è meglio sorteggiare un casco tra qualcuno che dargli una maglietta che non so cosa possa tutelare di fronte a un incidente. Quindi ribadiamo la validità dell'iniziativa, anche se abbiamo delle riserve sull'applicazione della stessa.

"La Stampa" di oggi parla di un'iniziativa a livello nazionale in merito al problema del trauma cranico; il sottosegretario ha parlato di un budget di 800 miliardi in 3 anni per iniziative riguardanti la comunicazione di educazione stradale e la sicurezza e un altro budget di circa 1.100 miliardi già stanziati nella finanziaria in itinere. Invitiamo l'Assessore a verificare, visto che è stata anticipata questa campagna da parte dell'Assessore, la possibilità di utilizzare questi soldi messi a disposizione dal ministero per acquistare in questo caso i caschi e offrirli ai giovani?

(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)

? visto che ci sono tanti miliardi a disposizione, l'invito è ad utilizzarli in modo più utile ai soggetti ai quali la campagna viene rivolta.