Objet du Conseil n. 830 du 23 septembre 1999 - Resoconto
OGGETTO N. 830/XI Divulgazione dell'opuscolo "La gestione dei rifiuti solidi urbani in Valle d'Aosta". (Interpellanza)
Interpellanza Presa visione dell’opuscolo "La gestione dei rifiuti solidi urbani in Valle d’Aosta", a cura dell’Assessorato Sanità, Salute e politiche sociali, inviato a tutti i nuclei familiari della Valle;
Constatato che si tratta della seconda delle cinque fasi in cui è articolata la campagna di informazione e sensibilizzazione, approvata dalla Giunta regionale con delibera di Giunta n. 4658 del 14/12/98 e che per tale iniziativa ci si è avvalsi della consulenza della Società VI.SA. S.n.c. di Aosta;
Considerando che la finalità precipua di questa seconda fase è "fornire le prime ed essenziali conoscenze sulla gestione dei rifiuti";
Visto che vengono anche presentati gli "Obiettivi del piano regionale smaltimento rifiuti in vigore";
La sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
L’Assessore competente per sapere:
1) se si ritenga che i risultati dell’indagine svolta nella prima fase siano stati tenuti in considerazione, e in che modo, nella predisposizione di tale opuscolo;
2) se si ritenga che il linguaggio usato sia adeguato ai destinatari dell’opuscolo;
3) a quale Piano regionale smaltimento rifiuti si fa riferimento.
F.to: Squarzino Secondina
PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Credo che tutti noi abbiamo ricevuto quest'estate l'opuscolo "La gestione dei rifiuti solidi urbani in Valle d’Aosta", e come tutti mi sono messa a leggerlo per capire se effettivamente questo opuscolo realizzava gli obiettivi della campagna voluta dall'Assessorato sui rifiuti. Sono andata a riprendermi la delibera che dà l'avvio a tutta questa campagna, è la delibera n. 4658 del 14 dicembre 1998, in cui si dice che da parte della Regione c'è la volontà di proseguire interventi "finalizzati alla sensibilizzazione e informazione nella gestione dei rifiuti", interventi "diretti a favorire la prevenzione, la riduzione della produzione e pericolosità dei rifiuti".
Quindi espressa questa volontà, la delibera affida alla società VI.SA. tutta una serie d'incarichi, per realizzare un progetto strutturato in alcune fasi; la prima fase riguarda un questionario che era finalizzato a sondare le conoscenze dei cittadini, evidenziandone anche le critiche e le aspettative.
Questionario su cui non mi soffermo perché il nostro gruppo ha già sollevato a più riprese dubbi su questo questionario, sulla carenza di scientificità, tra l'altro non garantita - come abbiamo verificato - dalla competenza della società a cui era stata affidata l'elaborazione del questionario. Con molta sincerità l'Assessore ha candidamente confessato che lui ha preparato il questionario.
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? allora, Assessore, mi dica chi ha preparato tale questionario? Lo ha detto qui in Consiglio di essere stato l'autore del questionario.
Curtaz (fuori microfono) ? Sì, questo lo confermo?
Squarzino (PVA-cU)? ci vogliono sempre i testimoni perché l'Assessore non possa smentire quanto ha detto. Mi conferma che è stato l'Assessorato, va bene: non è stata comunque la sanità pagata per questo.
Finalmente appaiono i dati e questi dati sono importanti, perché si dice, nella prima parte dell'opuscolo sulla gestione dei rifiuti, il questionario è finalizzato a raccogliere elementi. L'opuscolo è stato pertanto concepito anche sulla base delle diverse indicazioni emerse dal sondaggio. Sull'opuscolo appaiono alcuni dati relativamente al sondaggio, e dato che gli altri non appaiono, la curiosità è di sapere se i risultati dell'indagine sono stati tenuti in considerazione e in che modo nel predisporre quest'opuscolo, cioè cosa è emerso da questo sondaggio e come l'opuscolo ha cercato di rispondere alle indicazioni emerse dal sondaggio. Dice infatti l'Assessore Vicquéry nella prefazione che l'opuscolo è concepito tenuto conto delle diverse indicazioni emerse dal sondaggio.
La predisposizione di quest'opuscolo rientra probabilmente nelle competenze più specifiche della società VI.SA., che ha competenze in realizzazione e stampa di opuscoli, pubblicità, e il suo compito è quello di realizzare e diffondere messaggi pubblicitari.
Andiamo a vedere quest'opuscolo, sappiamo benissimo qual è il fine dell'opuscolo perché è descritto a pagina 8 della delibera: "la sua capacità di penetrazione", si dice, "è proporzionale alla facilità di lettura dello stesso" e pertanto di capitale importanza, dev'essere "una veste grafica accattivante, coinvolgente", "il testo dev'essere di facile lettura", "il contenuto conciso", "i concetti espressi con chiarezza, collegati fra di loro", e via dicendo, "deve comprendere le informazioni essenziali così da suggerire all'utente di dover conservare l'opuscolo al fine di poter accedere in ogni momento alle informazioni in essa contenute". Questo è l'obiettivo dell'opuscolo, descritto nella delibera con cui è stata affidata alla società VI.SA. la predisposizione dell'opuscolo stesso.
Dato che ho iniziato a leggerlo e visto che incontravo alcune difficoltà di lettura, ho provato anche a verificare con altre persone, e molti di quelli che ho sentito mi hanno detto che avevano provato a leggerlo, ma che avevano dovuto metterlo via perché l'opuscolo è illeggibile.
Vorrei solo fare un esempio di linguaggio accattivante: "La normativa si basa principalmente sulla necessità dell'adozione da parte di tutti i soggetti interessati di misure atte a ridurre la produzione di rifiuti, la pericolosità dei rifiuti e la riduzione dello smaltimento in discarica degli stessi. Per il raggiungimento di tali obiettivi vengono individuate forme d'incentivazione e di penalizzazione attraverso l'applicazione più o meno gravosa di tasse ecologiche, il potenziamento dei controlli e l'aggravio delle sanzioni per i soggetti che non provvedono ad adeguarsi alle nuove procedure di gestione dei rifiuti". Mi sono detta: forse è solo questa una frase così complessa.
Ho fatto quello che si fa abitualmente, che il nostro Ufficio legislativo ci ha un po' attrezzati a fare, cioè a vedere la leggibilità di un testo usando mezzi molto più semplici di cui tutti noi disponiamo, il word. Ho sottoposto questo testo all'indice di leggibilità che presenta word, notate: indice di leggibilità che cambia a seconda se è un linguaggio pubblicitario o se è di testi più complessi. Io ho fatto proprio quello della relazione, come se fosse un discorso ufficiale. E cosa è emerso? È emerso che per poter leggere questo testo occorrono da 14 a 18 anni scolastici. Mi chiedo se le nostre famiglie hanno tutte queste competenze!
C'è un altro indice per indicare la sua leggibilità: un testo molto leggibile ha 100 punti, più ci si allontana dal 100, più il testo diventa poco leggibile. Gli indici di leggibilità di questo testo sono 37 in alcune parti, 42 in altre, quindi siamo sotto il 50 percento di molto.
A questo punto la mia domanda è: visto che quest'opuscolo aveva la finalità di essere accattivante puntando sulla veste grafica - e qui non entro nel merito perché si sfoglia abbastanza bene, ci sono alcune foto -, e sulla facilità di lettura, chiedo se quest'opuscolo ha risposto alle aspettative che erano state indicate in delibera.
PrésidentLa parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV)Gli interventi della collega Squarzino diventano sempre più accattivanti, interessanti e stuzzicanti perché sinceramente mi ha messo di buon umore in quanto la risposta al suo intervento è dal punto di vista tecnico, e qui darò lettura di quanto mi hanno preparato gli uffici. Mi sorge un dubbio: che se l'opuscolo non va bene, probabilmente è perché non è stato preparato dalla "premiata ditta" Didato, già consulente dell'Assessore Riccarand, e Dondeynaz, già Segretario particolare dell'Assessore Riccarand. Mi viene il dubbio, permettetemi di dirlo, perché se le cose stanno nei termini descritti dalla collega Squarzino, che ha fatto verificare da esperti in linguistica il dépliant, permettetemi di dire che questo è il tentativo di tradurre in modo un po' più chiaro e semplice i contenuti del Ministro Verde Ronchi, perché questi sono i contenuti del decreto!
Sappiamo come vanno queste cose, sappiamo cosa vanno dicendo questi consulenti sulla cui legittimità della costituzione della "premiata ditta" avremmo molte cose da dire alle amministrazioni comunali e ad altri enti. Lo sappiamo perché la realtà della Valle d'Aosta è costruita in modo tale che, nel momento in cui certi soggetti si rivolgono dicendo tutto il male possibile delle politiche regionali in materia di politiche dei rifiuti, evidentemente gli stessi interessati, i sindaci e gli amministratori degli enti locali si rivolgono all'Assessorato per chiedere conferma o meno delle indicazioni tecniche che questi supposti consulenti danno in merito alla applicazione del decreto e delle politiche regionali dei rifiuti.
Allora, visto che ci si permette di dire tutto e il contrario di tutto in questa sede, mi sono permesso di fare presente che probabilmente il retroterra di questo attacco indiscriminato ad un semplice dépliant sta in quelle motivazioni. Se mi sbaglio, contento di sbagliarmi, ma permettetemi di dirlo! Sarò impazzito, ma vado semplicemente dietro alla logica vostra, che è una logica non di opposizione, ma di un puro formalismo che non ha nulla a che vedere con i problemi reali della nostra Valle!
E vi ringrazio anche per questo continuo intervenire sul tema, perché contrariamente alle nostre più rosee aspettative, questo dépliant è stato richiesto all'Assessorato da parte dell'ARPA di Bologna, da consulenti della Provincia di Crotone, da molte amministrazioni comunali e da operatori del settore svizzero.
Per concludere, siamo stati invitati a presentare il dépliant e il piano delle politiche dei rifiuti a un seminario di operatori specialistici nel settore, che si terrà il prossimo anno a S. Marino. Questo per dire che se gli esperti linguisti in Valle d'Aosta non lo hanno ritenuto valido, altri dal punto di vista contenutistico e non formale, perché bisognerebbe basarsi sul contenuto e non sul formalismo, ci hanno risposto in modo diverso.
Perché è stato costruito in questo modo il dépliant? Perché ne era già stato distribuito un altro a livello molto più divulgativo, che cercava di convincere i cittadini che più si faceva raccolta differenziata, più si risparmiava, e questo già era stato fatto; non volevamo riprodurre un opuscolo che avesse lo stesso contenuto. E l'opuscolo è partito appunto dal questionario famigerato che ha dato tre risposte fondamentali.
A pagina 3 si dice infatti che dal sondaggio esperito sono risultate ancora carenti le informazioni in possesso dei cittadini sugli orientamenti regionali in materia di gestione dei rifiuti, sulle funzioni del Centro regionale di trattamento di Brissogne e sulla destinazione dei rifiuti in genere.
Queste erano le tre carenze fondamentali, cioè la gente non sa cos'è il centro di Brissogne, tant'è che è convinta che si tenti di fare una raccolta differenziata e poi a Brissogne si raccolga di nuovo tutto, si rispedisca in un unico grande contenitore, e questo è stato detto a pagina 4 dell'opuscolo stesso, dove si è evidenziato che alla domanda "Ha mai sentito parlare del decreto Ronchi?" ben il 61 percento ha detto no e il 40 percento ha detto sì. Per cui si trattava d'illustrare i contenuti del decreto Ronchi, il 61 percento della popolazione non sa cosa sia; e si è tentato di farlo semplificando una terminologia difficile, tipica del decreto Ronchi, spiegando cos'è il rifiuto, cos'è il recupero, cos'è lo smaltimento, cos'è il rifiuto urbano rispetto allo speciale, cos'è quello pericoloso rispetto a quello non pericoloso, perché quest'opuscolo va anche nelle mani di aziende e di produttori. Tenete presente che non esiste solo il singolo cittadino, come possiamo essere noi, ma il cittadino a sua volta è artigiano, commerciante, agricoltore e ognuno di questi costituisce ditta, e in quanto ditta deve adempiere a tutta una serie di obbligazioni che sono previste da questo decreto.
Il secondo punto del sondaggio che è stato evidenziato, alla domanda "Lei conferisce separatamente i rifiuti?", l'85,7 percento ha risposto di no e il 14,3 percento di sì, per cui si è confezionata una parte dell'opuscolo spiegando cos'è la raccolta differenziata, quali sono le tipologie di rifiuti che vanno separati, per cui la raccolta stradale, i centri comunali di conferimento, la raccolta domiciliare, eccetera, per chiarire a questo 85 percento della popolazione che non lo sa, che cosa sia la raccolta differenziata.
Il terzo quesito a cui si è tentato di rispondere è quello contenuto a pagina 20, che riguarda la domanda: "Conosce il centro regionale di trattamento dei rifiuti di Brissogne?"; ben il 67 percento della popolazione dice di no, pertanto abbiamo tentato di spiegare anche visivamente con fotografie e con riproduzioni cos'è il centro regionale di Brissogne e come si svolge il sistema di smaltimento e recupero dei rifiuti dall'origine alla fine del processo produttivo. Questo è quello che si è tentato di fare e che si continuerà poi a fare, utilizzando lo strumento e mediante anche altre modalità, soprattutto conferenze e incontri con la popolazione, facendo appunto tutta una serie di attività e di iniziative che sono previste dal piano stesso. Questo è quello che si voleva dire. Poi ripeto, tutto può essere contestato, tutto può essere discusso, però la finalità dell'opuscolo era questa.
Si chiede anche nell'interpellanza a quale piano regionale di smaltimento dei rifiuti si fa riferimento; come si dice nell'opuscolo, è il piano di smaltimento rifiuti attualmente in vigore e si fa una comparazione fra l'impostazione del "decreto Ronchi" da una parte e del piano regionale in vigore dall'altra, tenendo presente le indicazioni che un gruppo tecnico di lavoro ha già dato alla Giunta regionale e che la Giunta regionale ha già recepito per la predisposizione del prossimo piano dei rifiuti.
Queste erano le domande poste; in conclusione ritengo che il linguaggio usato sia assolutamente idoneo perché lo scopo che volevamo raggiungere era quello d'informare meglio i cittadini. È pur vero che il pensionato o la casalinga possono avere problemi a capire alcune parti dell'opuscolo, ne convengo; ma vorrei chiedere ai consiglieri chi di loro sa spiegarmi la differenza che c'è fra rifiuto pericoloso e rifiuto non pericoloso.
Se facessimo un piccolo sondaggio qui, probabilmente daremmo tutti delle risposte poco corrette, perché l'argomento è delicato e c'è ancora tutta una fase di discussione, per esempio sui rifiuti sanitari, c'è una guerra aperta fra Ministero della sanità e Ministero dell'ambiente, perché il Ministero dell'ambiente nella sua asetticità e nella sua superiorità ritiene che tutti i residui sanitari, pur sterilizzati, siano da considerare rifiuti speciali. Il che, se fosse vero, significherebbe aumentare di almeno 10 volte il costo di smaltimento dei rifiuti con interessi e business alle spalle facilmente immaginabili; una volta che sono inertizzati, i rifiuti non sono più speciali, dice giustamente il Ministero della sanità, mentre il Ministero dell'ambiente che vola in alto, dice che sono ancora dei rifiuti pericolosi e vanno trattati come rifiuti pericolosi. Questo è un piccolo esempio per dire che la materia è ancora ben lungi dall'essere risolta.
Noi con questo non pretendiamo di risolvere una materia complessa, ma sicuramente abbiamo dato un aiuto e uno strumento a migliaia e migliaia di artigiani, commercianti, agricoltori, industriali della Valle d'Aosta, oltre che un piccolo strumento operativo a migliaia di casalinghe che sanno cosa devono mettere in un deposito piuttosto che in un altro.
PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Prendo atto che l'Assessore stesso ha dichiarato che quest'opuscolo è finalizzato essenzialmente ad artigiani e a coloro che hanno una piccola industria, perché ha ammesso lui stesso che le casalinghe non sono in grado di leggerlo?
(protesta vivacemente l'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? credo che da quanto ha detto l'Assessore emerge che l'opuscolo non è utilizzabile, leggibile dalle 40mila famiglie? riprendo, erano state previste 40mila spedizioni, quindi era stato previsto di inviarlo a 40mila persone, cioè alla totalità della popolazione. Ora questo tipo di opuscolo, dalle parole dette dall'Assessore, appare che non è utilizzabile dalla totalità della popolazione, perché non ha il linguaggio adatto. Fra l'altro l'Assessore non ha detto chi ha predisposto questo tipo di opuscolo, cioè chi ha predisposto i contenuti, qual è la persona che è capace di tradurre con un linguaggio facile, accattivante un contenuto così difficile perché tutti lo possano capire. Sarebbe interessante capire chi materialmente ha scritto queste cose e se è sempre la società VI.SA. che ha provveduto alla redazione di questo testo e anche alla sua veste grafica.
Seconda osservazione. Quello che ho analizzato è il linguaggio, e visto che quest'opuscolo è finalizzato a informare, tutto si basa sui mezzi d'informazione. Ho verificato anche i contenuti. L'opuscolo presenta degli errori, ad esempio a pagina 10 viene ripetuto lo stesso punto e) sia nella colonna "rifiuti non pericolosi" che nella colonna "rifiuti pericolosi", per cui probabilmente la persona che ha steso il testo non ha ben chiara questa differenza, se riprende lo stesso testo uguale identico e lo pone sia nella colonna "rifiuti non pericolosi" che nella colonna "rifiuti pericolosi".
Ancora, il piano regionale di smaltimento rifiuti a cui si fa riferimento è un piano che risale a diversi anni fa, molto precedente al "decreto Ronchi" del 1997, per cui sarebbe interessante capire, come è possibile paragonare tra loro gli obiettivi del "decreto Ronchi", con gli obiettivi della Regione sullo smaltimento rifiuti, obiettivi che la Regione ha definito nel 1989, quindi diversi anni prima del "decreto Rochi".
Se è così importante dare informazioni sul "decreto Ronchi", non c'è nessun dato sul livello di rifiuti differenziati che dev'essere raggiunto entro il 2003. Cioè non si dice su questa raccolta differenziata così importante né quanto è oggi il livello della raccolta differenziata dei rifiuti che viene fatta in Valle d'Aosta, né qual è l'obiettivo che la Regione intende darsi e come vuole attivarsi perché questo venga raggiunto.
Vorrei rispondere infine al suo attacco alquanto sopra le righe, sono sempre più convinta che, quando l'Assessore Vicquéry non sa cosa dire, aggredisce a parole o la sottoscritta, cercando di negare quello che io dico, oppure attacca delle persone che qui non ci sono, che non possono intervenire per portare le loro osservazioni. Si tratta di un atteggiamento veramente scorretto.
PrésidentL'Assesseur insiste dans la requête de fait personnel?
La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Utilizzerò per trenta secondi questo tempo, Presidente, per chiedere alla Presidenza di tutelare anche la Giunta regionale, perché i componenti della Giunta regionale sono "Consiglieri" a tutti gli effetti come gli altri, e i componenti della Giunta regionale non possono continuamente sentirsi mettere in bocca da "Consiglieri" parole non dette, affermazioni non fatte!
Nella sua stessa replica la Consigliera Squarzino utilizza termini dicendo che io sto bluffando; io chiedo al Presidente del Consiglio di tutelare, perché è giusto che sia così per la dignità di quest'Assemblea. Dignità che alcuni Consiglieri regionali stanno portando a zero, e io ritengo che la metodologia utilizzata soprattutto durante la discussione delle interpellanze non sia tale da tutelare i componenti della Giunta regionale.
PrésidentJ'estime que le terme qui a été employé de bluffer est un terme d'usage courant qui n'est nullement offensif à l'égard du Gouvernement, puisqu'il rentre dans la dialectique courante de la politique.
Je pense qu'on est libre d'interpréter ce qui a été dit de part et d'autre, mais votre propre tutelle dérive du droit de parole que je vous ai attribué. Vous n'êtes pas revenu, M. l'Assesseur, je regrette, sur l'argument, sur les questions concrètes; toujours est-il que vous avez le droit d'invoquer vous-même la possibilité de préciser et de rectifier ce que vous avez dit.
