Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 828 du 23 septembre 1999 - Resoconto

OGGETTO N. 828/XI Progetto di "Soccorso e protezione civile in Himalaya". (Interpellanza)

Interpellanza Avendo constatato che con delibera di Giunta n. 2695 del 9 agosto 1999 è stata deliberata, nell’ambito degli interventi regionali di cooperazione e solidarietà con i Paesi in via di sviluppo, previsti dalla l.r. n. 44/90, la partecipazione della Regione ad un progetto di "Soccorso e protezione civile in Himalaya";

Considerato che tale progetto non aveva avuto parere favorevole da parte del Comitato regionale di coordinamento degli interventi di cooperazione, solidarietà ed educazione allo sviluppo, che, a fronte di molte richieste e di risorse predefinite, dovendo operare delle scelte, aveva considerato prioritarie altre tipologie di intervento a favore dei Paesi in via di sviluppo, sulla base dei criteri che si era dato per esaminare le diverse richieste;

Considerato anche la non corrispondenza tra le altre decisioni del Comitato e le (non) relative deliberazioni della Giunta circa i progetti da finanziare e l’entità del contributo da erogare;

La sottoscritta Consigliera regionale

Interpella

Il Presidente della Giunta per sapere:

1. in base a quali motivazioni è stato deciso di non tener conto del parere espresso dal Comitato sul progetto riguardante il soccorso alpino in Himalaya;

2. quali sono i criteri che sono stati seguiti per scartare altri progetti, cui il Comitato aveva dato il suo assenso;

3. se non si ritenga che con questa decisione la Giunta abbia nei fatti disconosciuto il ruolo del Comitato regionale previsto della l.r. n. 44/90.

F.to: Squarzino Secondina

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Per affrontare questo argomento bisogna collocarlo all'interno dei lavori del Comitato regionale di coordinamento per gli interventi con i Paesi in di sviluppo.

Questo comitato, come già altre volte ho sottolineato in questo Consiglio, ha un budget di 350 milioni, che personalmente io considero limitato, ma non è su questo punto che adesso sono interessata ad intervenire. Comunque il comitato di fronte ad un budget così limitato e di fronte ad una serie di progetti così imponente, e questo volume fa vedere quanti progetti sono stati presentati all'attenzione del comitato, si è posto anzitutto un problema di criteri, cioè quale criterio seguire per esprimere un parere su questi tipi di progetti. Credo che nessuno intenda usare il criterio del "tirare a sorte" o "degli amici degli amici", per cui in più riunioni si sono individuati, proprio sulla base di quanto dice la legge, diversi criteri, che vengono fra l'altro riportati sullo stesso modello di domanda che è stato proposto alle associazioni per presentare i progetti per l'anno 2000. Leggo, in sintesi, quali sono questi criteri: "priorità ad un unico progetto annuale per paese", se ci sono 5-6 progetti se ne privilegia uno e si privilegia la convergenza di diverse richieste in un'unica proposta, "priorità ad associazioni locali che hanno dato prova di efficienza proprio nell'ambito del volontariato, dell'associazionismo, dell'aiuto al terzo mondo", "privilegiare progetti che sostengono formazione di risorse umane", priorità a progetti che prevedono "la presenza in loco di un referente locale", e in questo modo si dice di privilegiare il fatto che ci siano dei partner locali o ONG - associazioni non governative - che fanno la richiesta di un progetto.

Questi sono i criteri che ci siamo dati. Sulla base di questi criteri si sono esaminati i vari progetti e il Comitato, il giorno 18 del mese di febbraio del 1999, ha espresso un suo parere su questi vari progetti, verificando se rientravano nei nostri criteri; quindi ha detto sì ad alcuni progetti e no ad altri, e poi anche in alcuni casi si è detto no alla cifra chiesta, perché dovendo stare nei 350 milioni, dobbiamo fare in modo di conciliare tutte le esigenze.

Ne è uscita una lista di progetti che è stata inviata alla Giunta per una sua approvazione, perché poi si desse corso a quanto deciso dal Comitato. Eh no, attenzione, questo è il punto cruciale, perché vorrei capire allora? ma su questo ritornerò dopo.

I progetti sono inviati alla Giunta, ma nel frattempo avvengono due emergenze grosse, da una parte l'emergenza Nicaragua, poi in seguito l'emergenza Kosovo. In entrambi i casi, nonostante la sottoscritta in questo Consiglio avesse sottolineato più volte? sono responsabile delle cose che io ho sostenuto, non posso farmi carico delle idee degli altri? dicevo, nonostante si fossero verificate due emergenze grosse e conseguentemente ci fosse da parte mia la richiesta che si trovassero altrove le risorse per rispondere a queste emergenze, il Presidente della Giunta ha deciso di prelevare una parte delle risorse del Comitato per l'emergenza Nicaragua, di prelevare una parte di queste risorse per l'emergenza Kosovo, ma se questa fosse la logica da seguire, allora a questo punto i soldi del Comitato servirebbero soltanto per inseguire le varie emergenze: adesso ci sarebbe l'emergenza Timor Est, poi c'è l'emergenza del terremoto prima in Turchia, poi in Grecia, poi a Taiwan, e via dicendo!

Al mese di agosto constato che la Giunta ha deliberato di finanziare con 20 milioni, prelevandoli da questo fondo, il progetto "Soccorso e protezione civile in Himalaya", che non ha avuto l'approvazione del comitato, che si è così espresso - leggo dal verbale: "Dopo lunga discussione il Presidente propone la votazione per alzata di mano, 4 contrari, 1 astenuto, 4 favorevoli". Questa votazione non mi pare che sia a favore, tant'è vero che il comitato, visto l'esito della votazione, delibera di rideterminare la spesa prevista per i progetti in altre iniziative. Quindi il comitato dice no a questo tipo di progetto. Allora la prima domanda che io pongo è la seguente: in base a quali motivazioni è stato deciso di non tener conto del parere espresso dal comitato sul progetto riguardante il soccorso alpino in Himalaya?

Sempre nella seduta del 9 agosto, la Giunta approva una serie di altri progetti che il comitato aveva individuato come pertinenti ai criteri che si era dato. Verifico, con mia sorpresa, che ad alcuni progetti, su cui il comitato aveva deliberato in modo positivo, la Giunta dice di sì ad una parte e dice di no ad un'altra. Faccio degli esempi. Il comitato, nella riunione del 18 febbraio, aveva esaminato e dato il suo assenso ad un progetto dell'Unicef in Eritrea, ad un progetto di acquisto di barche in Brasile, ad un progetto a Bogotà per corsi di formazione per dei bambini, un progetto del Burkina Faso per la formazione, un progetto a Cuba, per acquisto di attrezzature agricole indispensabili.

Questi progetti non sono apparsi nelle delibere della Giunta, per cui ci chiediamo quali sono i criteri che sono stati seguiti per scartare altri progetti a cui il comitato aveva dato il suo assenso. E poi, come conclusione politica di tutta questa mia interpellanza, pongo una domanda ben precisa, e cioè vorrei che il Presidente chiarisse ufficialmente qual è il ruolo del comitato e dicesse anche a parole, non solo con i fatti, che il comitato non ha nessun valore, che viene svilito, che viene annullato politicamente!

Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Je vais essayer de répondre à toutes les questions posées par Mme Squarzino, en faisant au préalable quelques considérations que je développerai mieux ensuite.

Tout d'abord Mme Squarzino demande au Président du Gouvernement de connaître les fonctions du comité. Je dis à Mme Squarzino que les fonctions du comité sont inscrites dans la loi n° 44/90; ce n'est pas, Mme Squarzino, le Président du Gouvernement, mais c'est vous-mêmes qui avez voté cette loi? Vous n'avez pas voté? alors l'assemblée a voté cette loi et la loi n° 44 établit que les fonctions du comité sont consultatives.

Deuxième question. C'est vrai, nous avons dû établir, en tant que Gouvernement, un ordre de priorité par rapport aux projets sur lesquels le comité avait exprimé un avis favorable, du fait qu'il y avait eu un retranchement de 120 millions de lires qui ont été affectés au Kosovo. Mais vous avez oublié de dire, ou mieux encore dans votre présentation vous présentez toujours les choses comme si on avait utilisé uniquement les fonds affectés au Comité de coopération en voie de développement pour le Kosovo.

Je vous ai déjà répondu à cette question lors d'une précédente interpellation; nous avions déjà auparavant engagé quelque 700 millions de lires pour le Kosovo et nous avons estimé qu'il était opportun d'intégrer ou de pouvoir utiliser une partie de ces fonds, parce qu'il nous semblait qu'il correspondait exactement aux finalités de la loi n° 44. Et, sur la base de cette considération, vu qu'il y avait cette diminution des financements, sur la base des critères que je vais vous présenter, nous avons approuvé les projets, y compris - et je vous donnerai les raisons - le projet dénommé "Secours et protection civile dans l'Himalaya", projet pour lequel il y a eu une ferme opposition de Mme Squarzino et d'autres membres du comité; il y avait également l'avis des autres membres du comité, vu qu'il a eu 4 pour, 4 contre et une abstention.

Le projet dénommé "Secours et protection civile dans l'Himalaya" vise, selon la volonté de ses promoteurs, à soutenir la création d'un système organisé de secours de montagne au Népal, étant donné que ce Pays est complètement dépourvu des dispositifs de ce genre. En plus, ce projet est également parrainé par d'autres organisations: Struttura per la ricerca scientifica creata sotto l'egida del Consiglio nazionale delle ricerche italiano, la Fondation Benoît Chamont en France, l'Himalayen Trust de la Nouvelle Zélande. Le montant global de ce projet est de 290 millions; nous intervenons avec un financement de l'ordre de 20 millions sur un projet qui s'échelonne sur plusieurs années.

Ce projet s'inscrit donc dans le cadre de l'application de la lettre b) de l'article 5 de la loi n° 44/90 et se fixe pour objectif:

- de sensibiliser la population népalaise au secours en montagne;

- de réunir les conditions nécessaires à la réalisation d'un système organisé pour le secours en montagne au Népal;

- de mettre en place des équipes de secours et organiser un réseau d'assistance sanitaire dans les vallées de l'Himalaya, avec création d'emploi, de surcroît, avec utilisation de nos guides de montagne, de leur savoir-faire, de leur compétence, avec possibilité également d'échange d'expériences avec d'autres guides d'autres pays de montagne et formation sur place et création d'emploi.

Autant d'objectifs qui seront assortis de cours de formation spécifique.

L'avis du Comité régional de coordination pour la coopération avec les Pays en voie de développement lors de sa séance du 18 février a été 4 voix pour, 4 voix contre et une abstention. Donc on ne peut pas présenter ce dossier comme s'il y a eu une opposition totale, parce que pour tous les autres projets pour lesquels il y avait unanimité de la part du comité, le Gouvernement, en examinant les projets, ne les a pas considérés. Il a pris en considération les projets sur lesquels le comité avait exprimé un avis favorable et ces projets, dont les avis étaient pour le moins partagés. Mais je sais que l'avis de Mme Squarzino est toujours prioritaire.

Pour ce qui est, par contre, de la deuxième question de l'interpellation, le Gouvernement s'est efforcé pour accueillir tous les projets possibles sur la base des ressources financières disponibles, les 120 millions auxquels j'ai fait référence et qui ont été retranchés pour cette "opération Arc-en-ciel".

Des ressources qui, comme j'ai déjà eu l'occasion de l'illustrer à cette Assemblée en répondant à l'une des vos interpellations, ont été affectées à la programmation toujours au titre de la loi n° 44/90, auprès de l'action humanitaire à Valona, dans le cadre de la "mission Arcobaleno".

Pour ce faire, nous nous sommes concerté également avec le Président délégué du comité, de façon à maintenir un lien avec cet organisme.

Le Gouvernement a donc délibéré sans délai sur les actions au titre de la loi n° 44, étant donné que le Comité de coordination pour la coopération avec les Pays en voie de développement avait achevé sa phase de consultation sur les projets présentés pour l'année 1999, et après, autre élément essentiel, que la Direction générale pour la coopération au développement du Ministère des affaires étrangères, qui n'a pas soulevé toutes ces questions et n'a pas considéré ce projet d'assistance au Népal d'une façon si négative, telle que Mme Squarzino l'a présenté, mais qui, au contraire, le soutient et l'approuve, avait donné son autorisation quant au sujet proposé.

A juste titre Mme Squarzino demande quels sont les critères qui ont été suivis, vu qu'il y avait un nombre de projets qui dépassaient la disponibilité financière.

Alors les critères suivants ont été adoptés pour la définition des projets:

- l'urgence: les actions sur le point d'être achevées et ayant déjà bénéficié des aides de la Région autonome Vallée d'Aoste;

- les actions de formation dans les Pays en voie de développement, liées à la création de nouveaux emplois;

- les actions de formation en Vallée d'Aoste.

Ce sont des critères qui répondent aux exigences que vous-mêmes, Madame, avez exprimées ici tout à l'heure et qui avaient été discutés et approuvés par le comité dans la séance qui s'est tenue le 28 janvier dernier. Lors de cette réunion, s'agissant de critères d'évaluation des projets, vous aviez vous-mêmes, Mme Squarzino, proposé de donner la priorité aux projets qui soutenaient la formation des ressources humaines: s'inséraient dans des projets de plus grande envergure, s'étalaient dans le temps et ne bénéficiaient pas totalement des subventions régionales. Je dois constater que tous ces critères sont entièrement remplis par le projet que vous contestez.

Le projet en question en effet répond pleinement à ces critères, étant donné qu'il s'agit d'une initiative axée sur la formation de 40 Népalais, avec création de 40 nouveaux emplois, une durée de 4 ans, la collaboration avec d'autres organismes publics et privés.

Alors, s'il est vrai que les fonctions du comité sont consultatives, il n'en est pas moins vrai que le Gouvernement dans ses décisions a tenu en considération et a voulu observer les critères que le comité s'était fixés.

Enfin je signale encore une fois que les promoteurs de ce projet ont signé un accord avec le Ministère des affaires étrangères pour la réalisation de leur projet, car ce dernier a été jugé fort intéressant et novateur du fait des thèmes qui y étaient traités, et autre considération, compte tenu également de l'importance internationale que ce projet a assumée, il nous paraissait important également que les guides valdôtains participent à ce genre de projet, ne laissant uniquement aux guides d'autres Pays alpins la participation et l'adhésion à ce même projet.

Pour ce qui est de la troisième question posée dans l'interpellation, à laquelle j'ai déjà répondu en partie, c'est l'article 11 de la loi n° 44 qui définit les tâches du Comité régional pour la coopération avec les Pays en voie de développement. A cet effet le Gouvernement n'a en aucun cas ignoré le rôle du comité, tel qu'il a été défini et tel qu'il est précisé dans ses fonctions par la loi n° 44, étant donné qu'il exprime un avis consultatif quant aux projets à financer au titre de cette loi. Il a en revanche respecté, oui, les critères de définition des projets signalés par ledit comité.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Non capisco mai, o capisco difficilmente la logica del Presidente, sono due logiche totalmente diverse e forse questo è comprensibile. Ma c'è un elemento che non mi è molto chiaro.

Vengo a sapere, ma credo che tutto il comitato venga a sapere oggi che la Giunta ha dei suoi criteri con cui esaminare i progetti; ce lo ha detto stamani il Presidente quando ci ha informato di aver seguito certi criteri ed ha elencato due criteri che ha seguito. Vorrei sapere?

(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)

? vorrei capire perché la Giunta sceglie dei criteri, va benissimo che lo faccia, però non ha senso che la Giunta scelga i suoi criteri e poi dica al comitato di scegliersi i suoi. O è il comitato, che esamina le proposte e indica i criteri con cui analizzare i progetti, oppure è la Giunta che decide i criteri in base ai quali vanno analizzati i progetti. Questo non è chiaro!

Se non c'è questa chiarezza, tutto diventa discrezionale, signor Presidente, perché lei ha voluto dire: "noi abbiamo preso in esame i progetti che ha esaminato il comitato e quelli negativi li abbiamo scartati, ma gli altri li abbiamo presi in esame!". Posso accettare questo criterio, ma allora mi deve spiegare, Presidente, perché altri progetti che sono stati deliberati all'unanimità dei presenti, quello dell'Unicef, quello del Brasile, quello in Bogotà presentato da Don Reggiani, quello del Burkina Faso dove c'è Formation pour les jeunes filles, e via dicendo. Come mai questi progetti, che hanno avuto un parere unanime del comitato, non sono stati presi in considerazione? Allora qui c'è qualcosa che non funziona; non è chiaro il criterio in base al quale la Giunta ha deciso. È un criterio discrezionale, diciamolo subito, non ci sono alcuni paletti ben chiari all'interno dei quali si precisa quali sono i criteri entro i quali noi agiamo. Questo non è stato fatto, perché ciascuno sceglie, nel momento opportuno, un criterio che interessa e lo presenta come assoluto!

Lei, Presidente, ha detto che il ministero ha dato il suo assenso a questo progetto dell'Himalaya; d'accordo, però lei sa benissimo, signor Presidente, che il ministero ha dato ugualmente un parere positivo anche agli altri progetti che prima ho elencato e che la Giunta non ha accettato. Allora c'è un sì alle scuole per l'Eritrea, c'è un sì alla scuola di falegnameria a Cuba, c'è un sì alla formazione professionale a Bogotà, c'è un sì alla Formation pour jeunes filles nel Burkina Faso, c'è un sì alla stazione di pompaggio di acqua in Cuba. Il ministero ha detto di sì al progetto dell'Himalaya accanto a tutti questi sì e qui lei non mi ha spiegato perché ha scelto quello rispetto a tutti gli altri, perché mi ha dato come spiegazione che il ministero ha dato il suo assenso. Il ministero ha dato il suo assenso anche agli altri!

Altro elemento ancora: lei ha insistito sul fatto che il progetto dell'Himalaya ha due elementi caratteristici, formazione e inserimento anche in ambito internazionale. Quelli che io le ho letto prima sono quasi tutti al 90 percento, progetti di formazione di risorse in loco, quello dell'Eritrea addirittura è all'interno dell'Unicef, allora gli stessi criteri che lei utilizza per documentarmi che ha una logica la scelta del progetto dell'Himalaya, sono criteri che si attagliano anche ad altri progetti che lei non ha scelto!

Ultima osservazione. Ogni volta mi sento dire che il comitato ha una funzione consultiva; forse questo non lo sanno neppure gli uffici del comitato, perché come è possibile che un comitato, che ha un parere consultivo, continui a fare verbali in cui si conclude l'esame dei vari oggetti con la frase: "delibera di rideterminare questa somma", "delibera di approvare il progetto", "delibera di fare questo"? Questo vuol dire che c'è qualcosa che non è coerente fra quello che pensa il Presidente e quello che pensano gli uffici, che devono fra l'altro attuare la legge!

Infine, ricordo che quando il Presidente è venuto ad inaugurare il comitato, ha detto che era importante, che aveva un grande ruolo, poi ogni volta che il comitato si esprime c'è la censura del Presidente che decide quali progetti finanziare, quali non finanziare e l'entità con cui finanziarli.

(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)

Prendo atto di questo? Allora non è il Presidente ma è la Giunta che è responsabile di queste scelte.