Objet du Conseil n. 641 du 26 mai 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 26 MAI 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 641/XI Dati forniti dall'Osservatorio epidemiologico e dall'Osservatorio per la condizione giovanile. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto della DG n. 1074 del 2 aprile 1999 con cui viene approvato il progetto di attivazione dell' "Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza";
Appurato che per attivare tale progetto sono state previste, oltre a risorse umane interne, anche risorse esterne all'amministrazione da attivare tramite convenzione;
Constatato che tale osservatorio si configura come "una integrazione con l'Osservatorio Epidemiologico e delle Politiche Sociali";
Considerata l'importanza dell' "Osservatorio epidemiologico" perché senza dati certi di conoscenza non è possibile impostare alcuna seria programmazione;
Considerato altresì che la legge regionale 21/3/97, n. 8 prevede l'istituzione di un "Osservatorio permanente sulla condizione giovanile";
I sottoscritti Consiglieri regionali:
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere
1) se ritiene che per l'attivazione e il funzionamento dell' "Osservatorio epidemiologico" e dell' "Osservatorio per la condizione giovanile" siano sufficienti le risorse interne all'Assessorato;
2) Quali sono i documenti finora redatti e i dati forniti dai sopracitati osservatori;
3) Quando l'utente a vario titolo interessato (USL, ente locale, associazioni varie, istituzione scolastica, ecc.) potrà attingere a tali fonti di informazione.
F.to: Squarzino Secondina - Curtaz - Beneforti
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Gli addetti ai lavori sanno sicuramente, quindi lo ricordo per i non addetti ai lavori, che recentemente nel 1997 è stata emanata una serie di leggi nazionali, finalizzate a prevedere e a finanziare interventi per promuovere i diritti e le opportunità per l'infanzia e per l'adolescenza, quella che si chiama una legge per i minori: una legge che preveda delle azioni positive per prevenire il disagio minorile ed adolescenziale, azioni positive che consentano una formazione dell'infanzia e dell'adolescenza. Vi è una seconda legge sempre del 1997, la n. 451, con cui s'istituisce una commissione parlamentare per l'infanzia e per l'adolescenza, e per offrire a questa commissione parlamentare dei supporti informativi si è istituito un osservatorio nazionale per l'infanzia. Osservatorio che può funzionare solo se è collegato con osservatori regionali con l'infanzia, e a questo scopo vengono previsti dei finanziamenti ad hoc per le regioni.
In questo quadro di leggi nazionali anche la nostra regione si è mossa ed ha utilizzato 400 milioni proprio per attivare un osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza con una delibera del 2 aprile 1999, quindi recentissima, che viene individuato nell'ambito dell'Osservatorio epidemiologico delle politiche sociali dell'Assessorato alla sanità, salute e politiche sociali. A me sembra molto positivo che nel momento in cui si attiva un osservatorio regionale, non lo si lasci a sé stante, ma lo si veda come un elemento di un sistema più vasto.
E qui vorrei, se l'Assessore accetta una sollecitazione e mi dà semmai una risposta, anche se non l'ho evidenziata nell'interpellanza, proprio nell'ottica di un osservatorio visto come strumento per conoscere, vorrei sapere se è prevista, o se l'Assessore può impegnarsi ad agire in questo senso, l'attivazione dei rapporti fra quest'Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza, e i servizi sia territoriali che ospedalieri che sono deputati a curare l'infanzia, in particolare penso ad un servizio pediatrico ospedaliero come ai pediatri di base. Non mi sembra di aver visto nella delibera nulla in questo senso, ma credo che, proprio nell'ottica di un osservatorio che vuole essere utile al territorio oltre che ad inviare dati a Roma, sia più che opportuno un collegamento con questi due sistemi medici che sono finalizzati a curare i bambini.
Chiusa questa parentesi, ritorno al fatto che l'Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza è previsto nell'ambito dell'Osservatorio epidemiologico, quindi nell'ambito di un sistema più ampio.
L'Osservatorio epidemiologico è sempre stato uno dei temi su cui sono tornata più volte, ricordo ad esempio che già nel novembre 1997 a mie precise domande mi veniva risposto che "l'Osservatorio epidemiologico non è mai esistito in termini specifici all'interno dell'Assessorato perché mancano le professionalità; è questo il problema di fondo, non basta essere laureati in economia sanitaria per sapere imbastire un osservatorio epidemiologico; finora non ho approvato nulla di concreto, questa è una responsabilità che in ultima istanza va all'Assessore competente, me ne assumo totalmente la responsabilità".
Da qui emerge la consapevolezza che non c'era quest'osservatorio, anche se altre volte a fronte di mie richieste ed istanze sempre su questo tema mi veniva risposto che "quando parliamo di osservatorio non intendiamo istituire una struttura ad hoc esterna all'Amministrazione, perché si vogliono utilizzare le risorse interne all'Assessorato; non dobbiamo intendere l'osservatorio come una struttura che abbia una rappresentanza esterna ma piuttosto all'interno dell'Assessorato, e tutti i vari uffici contribuiscono ad offrire i dati per l'Osservatorio epidemiologico".
Vero che quest'Osservatorio epidemiologico comincia pian piano invece a dotarsi di strumenti; fra l'altro l'Assessore aveva annunciato il primo dicembre: "do una bella notizia alla Consigliera Squarzino, nella prossima Giunta verrà dato un incarico riguardo all'Osservatorio epidemiologico nella parte che riguarda lo studio del DGR, in quanto è fondamentale", e via dicendo. Poi in un secondo momento ho visto che c'è stato un'altra delibera in cui si dà un incarico al sistema informativo ospedaliero SIO, quello di Roma, proprio per quanto riguarda l'attività dell'Osservatorio epidemiologico regionale. Quindi la cosa che ritengo interessante è che si sta costruendo piano piano questo sistema di osservatorio.
C'è un elemento ancora che non è chiaro. Perché sono partita dall'Osservatorio epidemiologico dell'infanzia e della adolescenza? Perché mi sembra che, anche nella struttura stessa della delibera del progetto che è stato attivato, sia questo un modello da tenere come esempio anche per altre attivazioni dell'osservatorio, nel senso che si vede un momento necessario di strutture esterne per aiutare la struttura interna ad attivarsi rispetto a questo problema. Mentre per quanto riguarda l'Osservatorio epidemiologico, quella consulenza che è stata attivata mi sembra che sia più una consulenza esterna, che deve raccogliere dati che poi deve fornire. Sì, c'è la formazione, ma non vedo una struttura interna che diventi capace di portare avanti tutti i dati che vengono attivati.
E poi le confesso, Assessore, che ho avuto una "arrière-pensée" mentre prendevo visione della delibera del 3 maggio, la n. 1443, in cui si affida un incarico a questi istituti fisioterapici ospedalieri di Roma, IFO, perché l'ho collegata al fatto che non abbiamo come Regione, come USL, come diceva già l'Assessore rispondendo ad una mia interrogazione, inviato a Roma, al sistema sanitario informativo regionale tutti i dati. Può darsi che sia una arrière-pensée la mia, quindi sarò ben contenta se l'Assessore me la vorrà sfatare fornendomi altri elementi attraverso i quali conoscere quali sono le motivazioni che lo hanno spinto ad affidare questi incarichi per l'Osservatorio epidemiologico, nel senso che uno dei compiti di questo incarico è quello di approntare i rapporti sulle cause di morte nel periodo 1992-1997, di approntare le cause di ricovero, prestazioni erogate in regime di ricovero ospedaliero, di contribuire all'approntamento della relazione sanitaria regionale, proprio quella i cui dati non siamo riusciti rispetto al 1997 a fornire al ministero.
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) L'Assessore Vicquéry si scusa per la raucedine contratta frequentando locali dotati di aria condizionata e che sicuramente non migliorerà in una sala in cui in quest'amena mattinata la temperatura media ha oscillato intorno ai 24-25 gradi. E si scusa anche perché non potrà usare i toni enfatici della Consigliera Squarzino, che probabilmente partecipa a corsi di recitazione, perché nel momento in cui cita terzi cambia tono di voce. Mi scuso, perché non potrò farlo.
L'Osservatorio epidemiologico esercita la sua funzione, anche se con un organico minimo costituito da un tecnico informatico, uno specialista in statistica e un impiegato, esercita un lavoro attento che non è mai venuto meno, specie quando, per supporto alle decisioni o per richieste di operatori del settore, sono state rivolte loro richieste di dati o di analisi di dati sulle rispettive realtà di osservazione. I dati prodotti hanno costituito quindi un'informazione scientifica a quanti ne hanno fatto esplicita richiesta e documentazione interna all'Assessorato, utile a valutare e supportare sotto il profilo tecnico le scelte di programmazione sociosanitaria di questi ultimi, tra le quali figura per importanza il piano sociosanitario 1997-1999 con gli allegati.
Le decisioni recenti assunte dal Governo regionale, relative all'uso delle convenzioni con istituti esterni altamente qualificati e dotati di professionalità specifiche, non rispondono quindi all'esigenza di colmare i vuoti di una dotazione organica insufficienti, quanto a quella ben più lungimirante di formare il personale, organizzare l'attività degli uffici in modo da aumentarne il potenziale e la professionalità interna entro i termini previsti dalla convenzione stessa.
Ai documenti derivanti da questo processo di formazione e collaborazione con le strutture esterne convenzionate si sta già lavorando, e qui rispondo alla seconda domanda, la stesura di una prima relazione sanitaria riguardante ovviamente la Regione con i dati riferiti al 1997 e 1998 è prevista indicativamente entro la fine dell'anno; sarà la prima vera stesura di una relazione sanitaria.
La possibilità di una produzione periodica e continua di dati pubblicati sotto forma di relazione sanitaria socioassistenziale piuttosto che come monografie tematiche è oggi resa possibile grazie all'implementazione dei sistemi informativi dell'Assessorato e dell'USL e dall'istituzione di alcuni flussi informativi relativi all'area delle politiche sociali, che nel tempo daranno vita ad un sistema informativo socioassistenziale per la Valle d'Aosta.
La Consigliera Squarzino ha citato due programmi già presenti nel sistema informativo sanitario; in effetti si sta cercando di far sì che i due sistemi informativi colloquino fra loro per avere una banca dati utilizzabile da tutti, a questo proposito c'è una commissione specifica gestita sia dall'Assessorato che dalla Presidenza della Giunta che dall'USL. Per cui confermo che l'obiettivo è di andare verso questa logica, per evitare passaggi burocratici difficoltosi.
Per quanto concerne la risposta alla prima domanda, la Consigliera ha già risposto da sola, ovvero alla domanda: "se ritiene che per l'attivazione e il funzionamento dell' "Osservatorio epidemiologico" e dell' "Osservatorio per la condizione giovanile" siano sufficienti le risorse interne all'Assessorato;" la risposta è no perché la Consigliera ha citato le due delibere, nn. 1443 e 1074. Preciso però che con la delibera che istituisce l'Osservatorio per l'infanzia e l'adolescenza intendiamo riassorbire in queste funzioni anche quello che era definito dalla legge sulle politiche giovanili l'Osservatorio per la condizione giovanile.
Prendendo spunto dalla delibera n. 1074 del 2 aprile 1999, giustamente la Consigliera sottolinea che il progetto per l'attivazione dell'Osservatorio regionale per l'infanzia va inteso nell'ambito dell'organizzazione e articolazione dell'Osservatorio epidemiologico delle politiche sociali, che sarà uno dei temi degli articolati della legge di riorganizzazione del servizio sanitario.
Si parla esplicitamente di Osservatorio epidemiologico delle politiche sociali, comprendendo tutta l'attività dell'Assessorato e facendo in modo che non siano distinte le politiche sanitarie dalle politiche sociali, ma al contrario che sia visto tutto in un'ottica di sinergie reciproche, perché i dati che vengono forniti da un servizio possono e devono essere utilizzati anche dagli altri servizi.
Per quanto riguarda la delibera n. 1443, voglio subito sciogliere l'arrière-pensée della collega Squarzino, che non riesco bene ad interpretare, perché non ho capito se la Consigliera dubita che l'incarico sia stato dato a Roma, all'Istituto fisioterapico ospedaliero IFO di Roma, che fino a prova contraria non è il Ministero della sanità, perché Roma è un'entità piuttosto complessa e i dati dei flussi informativi sono stati trasmessi al Ministero della sanità, Ufficio della programmazione sanitaria, che pur avendo sede in Roma non è la stessa cosa dell'Istituto fisioterapico ospedaliero di Roma, ma se l'arrière-pensée della Consigliera Squarzino residua nel fatto che avremmo incaricato Roma per non si sa bene quale operazione di copertura del mancato passaggio dei flussi informativi, che comunque sono stati inviati nei termini previsti, posso tranquillizzarla nel senso che non c'è nessun collegamento di questo genere.
Piuttosto abbiamo fatto una ricerca, io personalmente e i miei funzionari anche, per verificare qual era il livello di implementazione di conoscenza di gestione, ma non tanto di gestione, quanto di costruzione di un vero e proprio osservatorio epidemiologico, e abbiamo avuto la disponibilità del dr. Ettore Conti, che fa parte dell'istituto e che è commissariato dal Direttore generale D'Ari; questo può essere forse l'arrière-pensée. Il commissario di questo istituto è il direttore generale del ministero, ma è una pura e assoluta coincidenza. Il dr. Conti garantisce la sua massima professionalità, verrà a lavorare in Valle d'Aosta, ma come è stato giustamente sottolineato con tre funzioni principali: l'epidemiologia descrittiva, cioè approntamento cause di morte e quant'altro, la progettazione, sperimentazione e avvio regimi nuovi e innovativi di flussi informativi, la formazione, su cui dovrà lavorare molto.
Aggiungo che, pur essendoci questo nucleo operativo interno, è intenzione mia di verificare la disponibilità di formare un medico epidemiologo in Valle d'Aosta, perché gli osservatori epidemiologici funzionano a condizione che ci sia anche un medico, che per il momento non c'è: nelle specializzazioni presenti in Valle d'Aosta non c'è nessun medico che abbia questa formazione, ma si possono utilizzare figure corrispondenti come quelle specializzate in medicina del lavoro o meglio ancora in epidemiologia e sanità pubblica. Pertanto è mia intenzione far sì che si utilizzi un medico, utilizzando le risorse interne dell'USL senza per questo pensare di rivolgersi ancora all'esterno.
Avrei concluso, perché ho risposto alle tre domande; alla seconda, ripeto, i dati forniti a tutt'oggi sono quelli che si riferiscono ai dati interni di utilizzo dell'Assessorato alla sanità, documenti redatti non ce ne sono ancora e entro fine anno spero di poter portare questa relazione annuale. Evidentemente si potrà attingere ai dati quando il tutto sarà implementato. È un lavoro non facile, perché vanno recuperati anche dei passaggi degli anni scorsi, ma confidiamo che abbia dei risultati positivi proprio perché l'informazione è elemento fondamentale per la conoscenza e per la successiva programmazione delle politiche sociosanitarie.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Ringrazio l'Assessore per le risposte che mi ha dato. Rispetto al problema dell'arrière-pensée, non mi riferivo a delle persone, mi riferivo invece ad una cosa molto più oggettiva e documentabile. Se lei si ricorda l'interrogazione da me presentata il 7 aprile rispetto a quell'articolo apparso su "Il Sole 24ore", mi riferivo a questo, al fatto che mancavano…
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… certo che hanno prorogato i termini. La mia domanda era: se corrisponde a verità il fatto che non sono pervenuti al Ministero della sanità i dati relativi alla Regione, e alla mia domanda l'Assessore ha risposto - e qui, se permette, uso una tonalità di voce diversa, forse perché a scuola ero abituata a leggere di fronte ai ragazzi, e poi non cito altri, ma cito il mio interlocutore diretto, quindi credo che lui si riconosca -: "Ceci dit, l'information correspond effectivement à vérité, mais elle est inexacte parce qu'il y a des données de la Région, des données de l'USL,…" et cetera.
È stato rinviato il termine entro cui presentare i dati, ma il collegamento che ho fatto è stato di questo tipo: preso atto che come Regione non siamo capaci con le risorse interne a rispondere ai dati che il ministero ci chiede, ci attiviamo con una consulenza esterna per rispondere a questi dati. Era questa la mia arrière-pensée.
Prendo atto delle cose che lei mi ha detto, ma mi permetta di mantenere un minimo di dubbio su quello che lei dice, perché ogni volta lei mi dà delle informazioni che si contraddicono al loro interno. Forse ho capito male io, ma lei mi ha detto che l'osservatorio epidemiologico ha un tecnico, uno statistico, un impiegato che ha fornito i dati necessari per il piano sociosanitario. Il piano sociosanitario è stato votato da questo Consiglio prima dell'11 novembre 1997, e l'11 novembre 1997 lei dice che "finora l'osservatorio non ha prodotto nulla di concreto". Allora, oggi mi viene a dire che l'osservatorio c'è, funziona, ha i dati e che i dati sono serviti per il piano sociosanitario; nel novembre 1997, a piano sociosanitario approvato, licenziato, mi dice che l'osservatorio non esiste, non c'è, non funziona, non ha prodotto nulla di concreto; pertanto mi chiedo fino a che punto devo fare affidamento alle parole dell'Assessore. Comunque spero, ripeto, che le cose promesse dall'Assessore rispetto all'Osservatorio epidemiologico vengano attivate.
Gli chiederei ancora di seguire quel rapporto con i pediatri per quanto riguarda l'osservatorio, mi sembra che lei abbia preso nota e la ringrazio di questo, Assessore.
