Objet du Conseil n. 642 du 26 mai 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 26 MAI 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 642/XI Risultati dell'accertamento delle procedure di produzione della fontina ad opera di un apposito gruppo tecnico. (Interpellanza)
Interpellanza Premesse le note vicende relative al sequestro di fontina e formaggio valdostano illecitamente congelati;
Richiamate le dichiarazioni dell'Assessore all'Agricoltura, il quale preannunciava l'intenzione di procedere ad una verifica "della linearità degli organismi di lavorazione, commercializzazione e tutela del prodotto, così come, a garanzia della qualità e della tipicità della fontina, sarà istituito un gruppo tecnico per l'accertamento delle procedure di produzione";
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
L'Assessore all'Agricoltura per sapere:
1) se sia stato istituito, da chi sia composto e quali risultati abbia ad oggi conseguito il "gruppo tecnico";
2) se non ritenga che l'episodio di cui in premessa e i danni conseguenti siano addebitabili ad una impropria ed imprudente conduzione della Cooperativa produttori latte e fontina da parte del Consiglio di amministrazione allora in carica.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) È la terza interpellanza che il nostro gruppo presenta su questo argomento, in quanto riteniamo che questo argomento abbia un rilievo importante nell'economia della nostra regione e che abbia anche dei riflessi significativi in quella che è la politica di gestione dei settori che sono comunque collegati alla produzione del prodotto fontina. Ed è anche la terza interpellanza perché dobbiamo dire che non siamo stati molto soddisfatti delle risposte che l'Assessore ci ha fornito nel corso delle precedenti interpellanze ed interrogazioni.
Vorremmo anche precisare che su questo argomento la responsabilità dell'Assessore Perrin dovrebbe essere una responsabilità di chi sta al di sopra di una certa situazione, cercando di conseguenza di adempiere a quello che è il suo mandato di garanzia per il prodotto e per l'immagine della Valle d'Aosta.
Abbiamo avuto invece la sensazione soprattutto nello scorso Consiglio, in riferimento ad una risoluzione che era stata approntata dai colleghi degli Autonomisti e poi modificata dall'Assessore - immagino, in nome e per conto della Giunta - che l'Assessore prestasse per certi versi disponibilità e copertura ad un problema nel quale vi sono responsabilità che, non fosse altro per la recente responsabilità che ha nel settore dell'agricoltura, non riteniamo per il momento di dovergli imputare. Però è evidente che i responsabili normalmente sono materiali, ma possono poi esserci anche delle complicità successive, delle coperture che auspichiamo invece che non accada.
Perché ho fatto questo tipo di premessa? L'ho fatta proprio per sottolineare come il nostro gruppo intenda sulla vicenda della fontina, o delle fontine in riferimento al sequestro delle 50mila forme, fare chiarezza nell'interesse - lo abbiamo detto e lo ripeteremo all'infinito - dei produttori, del prodotto e dell'immagine della Valle d'Aosta.
Non riteniamo assolutamente plausibile e condivisibile l'impostazione che mi sembra per certi versi essere emersa recentemente di dire che è un problema che non ci tocca, se il problema c'è aspettiamo le risultanze degli inquirenti che hanno alzato il coperchio dell'intera vicenda.
Detto questo, l'Assessore aveva preso degli impegni precisi all'indomani della divulgazione a mezzo stampa della vicenda, e aveva detto che avrebbe attivato tutta una serie di procedure. A distanza di quasi due mesi dall'inizio di questa vicenda domandiamo all'Assessore di conoscere quali siano state le scelte e i primi risultati dell'impegno che l'Assessore aveva ritenuto di dover anticipare a mezzo stampa e poi di ribadire in seno al Consiglio regionale. E questo è il primo punto dell'interpellanza.
Quanto al secondo punto della interpellanza, invece, riteniamo che l'Assessore non possa dopo due mesi mantenere un silenzio che diventa un silenzio complice alla fin fine, complice perché una valutazione politica di questa vicenda bisogna comunque darla. Bisogna darla perché è vicenda che tocca da vicino l'immagine Valle d'Aosta, di cui il Consiglio regionale e la Giunta ne sono per certi versi i tutori e dunque devono dare delle risposte, ma anche perché tutto il meccanismo della cooperazione dipende strettamente da tutta una legislazione regionale. Perciò l'Amministrazione regionale e la Giunta non possono non dare quello che è un giudizio su una vicenda che per la stessa intelaiatura normativa gli compete.
Domandiamo se non si ritenga che comunque una qualche responsabilità in una gestione incauta, imprudente o quant'altro sia da addebitare al consiglio di amministrazione della Cooperativa produttori latte e fontina allora in carica, perché abbiamo la sensazione che non si possa continuare a dire che nessuno è responsabile e che è stata una casualità. E questo lo diciamo anche perché l'8 marzo, quando ancora non si sapeva del sequestro dei NAS in quanto è accaduto circa un mese dopo, sugli organi di stampa si leggeva - in riferimento a quanto dichiarava un portavoce della cooperativa - che vi erano delle sovrapproduzioni e ci si complimentava ad alta voce dicendo: "c'è da segnalare come si stia rivelando di massima utilità il magazzino di Pollein, dove possono essere stoccate 50mila forme".
Ecco questo dato delle 50mila forme veniva anticipato in una dichiarazione rilasciata al quotidiano "La Stampa" sabato 8 marzo 1997, attenzione: 1997 perché questa è la data della recensione. Perciò nel 1999, due anni dopo, viene fuori il dato della sovrapproduzione, viene fuori il dato numerico delle 50mila forme, viene fuori il problema dello stoccaggio nei magazzini della GECA. E si legge ancora in quell'articolo di stampa: "dove grazie a moderne apparecchiature computerizzate…" e già questo dato delle moderne apparecchiature computerizzate lo riteniamo un po' antitetico rispetto alla trafila produttiva del prodotto fontina, secondo determinati protocolli, "viene anche tagliata, preparata, confezionata… ", eccetera.
Allora la scelta fatta dalla cooperativa e condivisa dall'Amministrazione regionale di utilizzare quel determinato tipo di stoccaggio, è una scelta che comunque era stata condivisa politicamente, forse era stata prospettata diversamente, però è evidente che qualcuno deve averle fatte queste scelte, probabilmente consigliandosi con organismi tecnici che hanno mal consigliato, non lo sappiamo, ci piacerebbe saperlo.
Lo dicevamo nello scorso dibattito su quell'ordine del giorno poc'anzi citato, su quella risoluzione: la tutela del prodotto fontina non dev'essere contrabbandata come tutela uguale immunità di quanti sono responsabili, perché su questa vicenda - e non per fare del colpevolismo e della criminalizzazione a tutti i costi - dei responsabili è bene che ci siano e che siano individuati, affinché non si continui a ripercorrere un percorso fuorviante, che alla fine ha portato danno economico e danno d'immagine alla nostra regione.
Di conseguenza invitiamo l'Assessore ad esprimere un giudizio di tipo politico su questa, chiamiamola, "disinvolta gestione"; sicuramente disinvolta per le procedure non molto ortodosse che sono state seguite nel curare e commercializzare il prodotto fontina.
Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.
Perrin (UV) Je crois avant tout pouvoir réaffirmer qu'il n'y a aucune raison de couverture particulière de ma part envers les opérateurs du secteur de la fontine.
Je répondrai avant tout à la première question, c'est-à-dire "se sia stato istituito, da chi sia composto e quali risultati abbia ad oggi conseguito il "gruppo tecnico";".
C'est clair qu'on a dû opérer quand même une recherche, parce qu'il avait déjà été annoncé que nous aurions voulu disposer d'un groupe technique au dehors de la Vallée d'Aoste et d'organismes qui n'aient pas traité le problème fontine jusqu'à ce moment, justement pour pouvoir compter sur l'avis exprimé d'une position neutre envers le problème, donc à garantie d'un examen tranquille et serein de toute la filière.
Le 24 mai le Gouvernement régional a chargé l'Université de Padova pour procéder à une étude de la filière du lait, afin d'en examiner les différentes phases et vérifier s'il y a des points critiques, afin de garantir et défendre avant tout les intérêts des consommateurs quant à la qualité de la fontine et ensuite redonner au produit la crédibilité sur le marché que cet épisode a touchée.
L'étude sera conduite par ladite université en collaboration avec l'Institut agricole régional, et cela en raison de sa parfaite connaissance de notre réalité ainsi que de ses compétences techniques dans le secteur laitier. A l'Institut régional est confié surtout la partie d'expérimentation et de recherche dans le secteur laitier.
Le groupe technique est composé par le professeur Bitante, titulaire de la chaire de "zootecnia generale e miglioramento genetico", par le professeur Paolo Spettoli, directeur du département de biotechnologie agraire, avec la collaboration de Mmes Anna Lante et Lucia Bailloni, du même département. Plus en particulier, l'enquête - dont est chargé le groupe - portera sur l'analyse de toute la filière de production, surtout quant au respect du cahier de charge, c'est-à-dire du disciplinaire, et l'identification d'éventuels points critiques comportant une possible révision du cahier susdit, ensuite l'identification des méthodes et des temps requis pour une meilleure valorisation de l'image fontine.
Le groupe vient de définir les lignes d'action et devra porter à terme son engagement avant le 31 décembre 1999, c'est-à-dire avant la fin de cette année. Je crois que cela répond à cet engagement que j'avais pris et que le Gouvernement a voulu porter de l'avant pour analyser et approfondir tout le problème de la filière du lait et aussi donner des indications pour la récupération de l'image, que cet épisode a touchée.
Pour ce qui concerne la deuxième question, c'est-à-dire: est-ce que la Coopérative fontine a des responsabilités, certainement la Coopérative fontine a la responsabilité de sa gestion, cela c'est évident. Mais le rôle de l'Assessorat est-il celui d'entrer dans la politique commerciale de vente de la Coopérative fontine, ou bien il a un rôle de contrôle surtout pour ce qui concerne ses compétences, c'est-à-dire de faire une action de vigilance quant au respect des statuts et aux normes du Code civil en matière de gestion d'entreprise.
Pour ce qui est des affirmations de M. Frassy quant au fameux dépôt magasin de Pollein, je crois avoir expliqué clairement que le magasin de Pollein est doué de toute une série de structures où il y a une maturation de la fontine à température contrôlée; cela ne signifie pas le tunnel de surgélation, c'est une autre affaire, et donc je crois justement que le choix de l'Assessorat à ce temps-là, quand il a mis à la disposition de la Coopérative fontine une structure qui représentait et représente un poumon pour la commercialisation de la fontine, c'est-à-dire pour accélérer ou retarder la maturation selon la nécessité commerciale que la Coopérative fontine a dans le moment voulu, ça a été un bon investissement. Et c'est dans ces termes qu'il faut lire les déclarations que le Conseiller Frassy a citées.
Pour ce qui est du tunnel de surgélation en dotation à cette structure, nous l'avions dit et je l'ai répété maintes fois; ce tunnel de surgélation était en dotation de cette structure en prévision d'une utilisation correcte et selon la loi pour des produits agricoles, parce que cette structure aurait pu et peut être utilisée aussi par d'autres structures agricoles. Il faut faire une distinction claire entre le magasin où l'on peut contrôler la maturation et l'utilisation de la structure, sur laquelle il y a cette enquête, et je crois qu'il faudra attendre ce qu'en jaillira. Je l'avais déjà anticipé entre autres, le disciplinaire de la fontine ne prévoit pas de normes précises pour ce qui est de la période de commercialisation, il y a des règles précises jusqu'à l'apposition du label, mais rien n'est dit après. Donc, sans vouloir donner des responsabilités à d'autres organismes, je crois que c'est normal qu'on aille attendre ce que la Magistrature dira sur cet aspect particulier.
Pour ce qui est de la gestion de la Coopérative fontine, la coopérative a réuni ses sociétaires, il y a eu un débat très profitable, auquel j'ai assisté, et la coopérative s'est mise face à ses responsabilités et a aussi indiqué toute une série d'actions pour sortir de cette impasse.
Quant à nous, lorsqu'on parle de surproduction de fontine, nous sommes en train d'analyser à travers notre comité de coordination qui travaille depuis cet hiver, toute la politique de la filière du lait. Donc ce n'est pas qu'on ait dormi pendant cette période, on est en train de travailler et d'analyser dans le détail toute la politique de la filière du lait. Certaines indications ont déjà été données et on arrivera, à la fin de ce travail, à donner aussi des indications pour une programmation de la transformation du lait en fontine, c'est-à-dire un plan de production. Cela devra être fait et répondra aussi aux nécessités de la coopérative quant à la disponibilité pour le commerce de la production fontine.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Avevo esordito riflettendo sul fatto che eravamo intervenuti con una terza interpellanza sull'argomento; penso che dovremo preannunciare la quarta interpellanza perché la risposta dell'Assessore è a dir poco fuorviante, sia sul punto uno, dove sembrerebbe invece aver risposto, e poi dimostrerò perché non ha risposto, e soprattutto sul punto due.
Fra i tanti elementi che possono coinvolgere l'immagine di questa regione e gli interessi economici di questa regione, penso che due siano quelli che hanno fatto andare in negativo sulle cronache nazionali la Regione Valle d'Aosta: il tunnel del Monte Bianco per i noti fatti e la vicenda della fontina.
Mi sembra che la Giunta sul problema del tunnel del Monte Bianco abbia avuto una tempistica diversa rispetto a quella che sta seguendo sul problema della fontina. Allora due date.
La prima è quella del 13 maggio, data in cui depositiamo l'interpellanza che stiamo discutendo chiedendo cosa sia stato fatto su quanto l'Assessore aveva tempestivamente preannunciato a mezzo stampa all'indomani del blitz dei NAS, cioè un mese prima del 13 maggio, perché eravamo al 13 aprile. L'Assessore ci ha detto di aver impostato un gruppo di lavoro in base a quelle che erano le previsioni, ma con la delibera del 24 maggio, perciò per quasi due mesi la Giunta non ha ritenuto opportuno di andare a verificare quali fossero tutti i sintomi di malessere che avevano avuto culmine con il blitz dei NAS. Dunque, ripeto, il 24 maggio, dopo che con la nostra interpellanza avevamo sollecitato l'Assessore a dare seguito a quanto aveva preannunciato.
Il problema però è un altro. Il gruppo preannunciato e il gruppo formalizzato in questa delibera nulla c'entrano con la vicenda del sequestro delle forme di fontina, perché ci troviamo di fronte all'ennesimo incarico sulla valorizzazione del formaggio, su quelli che possono essere i problemi di qualità, ma nulla ha a che vedere con i problemi inerenti la gestione dell'attuale produzione. Mi sembra che anche questo provvedimento dimostri l'imbarazzo o la difficoltà di far certezza e chiarezza su quanto è accaduto.
Poi rimaniamo perplessi dalle affermazioni contenute in questa delibera, perché sono delle affermazioni che non ci saremmo mai sognati di fare noi e ci stupisce che le faccia l'Assessore, quando dà per scontato, e leggo testualmente, che del prodotto fontina non si riesce più a valorizzare le elevate peculiarità (e passi), ma non si riesce più a dare garanzia al consumatore di qualità. Non sappiamo se la garanzia debba essere data sul prodotto o a un consumatore specifico che è il consumatore di qualità; non abbiamo capito se è un refuso nell'impostazione della delibera o se questo studio miri solo ai vari "Raspelli" e a questi consumatori di qualità. Se è un refuso, come immaginiamo, è molto grave che l'Assessore scriva e motivi questo incarico, sostenendo che non riusciamo più a dare garanzia ai consumatori.
Questo è molto grave ed è ancora più grave di quanto non sia emerso due mesi fa in riferimento al sequestro, perché il sequestro riguardava 50mila forme di fontina, il fatto che l'Assessore dica che non si dà più garanzia di qualità, investe l'intera produzione della fontina.
Purtroppo queste delibere sono atti pubblici e sicuramente la lettura e la divulgazione di questa delibera non faranno altro che affossare ulteriormente un'immagine per certi versi non dico compromessa, ma offuscata, dalla nota vicenda delle 50mila forme.
Ma la cosa paradossale è che abbiamo una serie di strutture in loco, dipendenti anche dall'Amministrazione regionale, che scopriamo non essere in grado di gestire il problema della fontina e perciò appoggiamo questo affido all'Università degli studi di Padova, la quale potrà comunque far riferimento all'Institut agricole.
È un po' come se qualche consorzio partenopeo appoggiasse un incarico all'Institut agricole per decidere quali sono i procedimenti da eseguire nella produzione e commercializzazione della mozzarella; avrei alcuni dubbi che l'Institut agricole potesse suggerire ai produttori partenopei napoletani quali sono i procedimenti di commercializzazione e di elevazione degli standard qualitativi della mozzarella. Questo per esemplificare.
Ma è un'esemplificazione che riteniamo sia preoccupante oltre che calzante, perché questo provvedimento non va assolutamente ad affrontare il problema che abbiamo più volte portato alla valutazione e alla discussione dell'aula.
Andando a fare una considerazione sulla risposta successiva che l'Assessore ci ha dato, la risposta successiva è la conseguenza della prima risposta, perché il provvedimento che l'Assessore ha voluto adottare su questo argomento è un provvedimento che non centra il tema che avrebbe dovuto affrontare.
Perciò è evidente che l'Assessore ci dica che la cooperativa si assume le responsabilità della sua gestione, è una responsabilità codicistica che sta nelle leggi.
Altro era ciò che andavamo a domandare, anche perché ribadiamo che ci sembra paradossale che il Collegio di revisione dei conti della cooperativa stessa e il meccanismo istituito con la legge regionale che comporta il controllo biennale delle cooperative non si siano accorti che c'erano nelle poste di bilancio tali e tanti giacenze, perché la giacenze hanno un valore economico, e quel valore economico doveva creare una preoccupazione per quelli che potevano essere i riflessi di commercializzazione, e via dicendo.
Allora siamo totalmente insoddisfatti della risposta che l'Assessore ci ha dato, siamo totalmente insoddisfatti della linea politica che la Giunta, nella persona dell'Assessore all'agricoltura, sta tenendo su questa vicenda, una linea di basso profilo che alla fine verrà pagata dai produttori, da quei produttori che dovrebbero essere i primi ad essere tutelati, perché se è vero che la cooperativa raggruppa i produttori, è altrettanto vero che non tutti i produttori sono nella cooperativa ed è altrettanto vero che i produttori agiscono "uti singuli" nella produzione del formaggio mentre la cooperativa agisce sulla commercializzazione del prodotto stesso.
Chiudendo con una battuta, non vorremmo che l'Assessore si ritenga soddisfatto di quella che è stata l'innovazione tecnologica dei tunnel della GECA, sostenendo che ha anticipato la diversificazione di cui si parla da tanto tempo, perciò dopo la fontina in forme, la fontina a dadini, la fonduta che è fontina sciolta, avesse anticipato quello che sarà il prossimo prodotto, il gelato alla fontina. Se questa è la diversificazione della produzione, riteniamo di non poterla condividere.
Président Sur cette note gastronomique nous terminons la séance de la matinée, les travaux reprendront à 16 heures.
La séance est levée.
