Objet du Conseil n. 640 du 26 mai 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 26 MAI 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 640/XI Stato dei lavori di ristrutturazione di palazzine adiacenti lo stabilimento industriale Tecdis da adibire a struttura scolastica provvisoria. (Interpellanza)
Interpellanza Premesso:
Che l'Amministrazione regionale ha avviato nel 1991 un piano di ristrutturazione delle tre palazzine adiacenti lo stabilimento industriale Tecdis;
Che il progetto è stato approvato, nell'autunno del 1993, dal Consiglio regionale e appaltato poco dopo nell'intento di destinarlo a struttura scolastica "provvisoria";
Che l'iter di realizzazione di tale opera ha subito rallentamenti e ritardi;
Che, con una recente deliberazione adottata dalla Giunta regionale, sono stati reincaricati alcuni professionisti per rielaborare e aggiornare il progetto esecutivo;
tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
La Giunta regionale per conoscere:
1) quali motivi hanno causato i ritardi nell'esecuzione dell'opera di cui in premessa;
2) quale incidenza, in termini finanziari, hanno procurato all'Amministrazione regionale i rallentamenti dei lavori;
3) se, alla luce del calo demografico scolastico registrato specificatamente in riferimento all'Istituto Panorama di Châtillon, si intenda -ad oggi- mantenere la "provvisoria" vocazione scolastica della costruenda struttura.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Di questo argomento ne abbiamo già parlato un'altra volta in questo Consiglio, un po' di tempo fa perché era il 1993, più o meno all'esordio della scorsa legislatura. Allora le risposte le diedero altri due Assessori, Louvin per la pubblica istruzione e Ferrero per i lavori pubblici. Da allora sembra che il tempo si sia fermato, perlomeno per quelli che sono i lavori e le tempistiche che erano previste secondo quelle che erano state le dichiarazioni degli Assessori dell'epoca.
Le palazzine nn. 2 e 3 vicine allo stabilimento Tecdis di Châtillon avrebbero dovuto - uso il condizionale passato, non so se è ancora di attualità usare il condizionale presente, dovrebbero - sostituire provvisoriamente l'Istituto "Panorama" come plesso scolastico, in quanto tale istituto, che in questo momento accoglie l'Istituto tecnico per geometri e l'Istituto tecnico commerciale, era sottodimensionato sia dal punto di vista strutturale sia dal punto di vista distributivo. Diceva infatti l'allora Assessore Ferrero: "In sostanza esso è molto al di sotto degli standard legali per questo tipo di scuola", e prendeva in considerazione una serie di elementi che poi ha elencato e che adesso non sto a ripetere. Sostanzialmente quindi, la funzione della ristrutturazione di queste due palazzine era di dare ubicazione a studenti, quindi a questi due istituti, in altri locali, in altri edifici, affinché il "Panorama" potesse essere ristrutturato anche da un punto di vista della sicurezza, perché si parlava di scale antincendio e quindi di sistemi di evacuazione rapida dallo stesso edificio in caso di incendio.
Allora ricordo che la puntualizzazione in particolare del sottoscritto venne fatta anche sulla spesa, perché, secondo le previsioni inizialmente formulate da una Giunta del 1991 (data a cui risale il progetto, se i documenti che ho a disposizione sono corretti), la spesa da 5 miliardi lievitò a quasi 10 miliardi.
A distanza di 8 anni, dal 1991 al 1999, non abbiamo ancora la disponibilità provvisoria, ancorché urgente, perlomeno sulla base delle dichiarazioni dell'Assessore dell'epoca, di questi due edifici, e abbiamo anzi una serie di traversie che si sono manifestate nel corso di questi anni, sulle quali avremmo piacere di sentire qualcosa dall'attuale Assessore competente.
In particolare vediamo che con la delibera n. 1344 del 26 aprile 1999, delibera che non è citata nell'interpellanza se non in forma generica - "con una recente deliberazione" -, sono stati reincaricati alcuni professionisti della rielaborazione e dell'aggiornamento del progetto esecutivo.
Piccola cronistoria: si comincia, ripeto, nel 1991; nell'estate 1993 si arriva ad approvare il progetto e l'appalto; in seguito, dopo una prima aggiudicazione provvisoria dell'appalto al Consorzio ravennate delle cooperative di produzione e lavoro, quest'aggiudicazione viene improvvisamente annullata e viene riaggiudicato l'appalto ad un'altra impresa, Costruzioni generali CGP, per un importo di 7,977 miliardi, al netto del ribasso d'asta quasi 8 miliardi. Quindi una prima scelta dell'Amministrazione cade purtroppo su un'impresa che non ha le qualità idonee per il raggiungimento dell'obiettivo costruttivo prefissato.
Per quanto riguarda la seconda impresa, come leggiamo nelle premesse della delibera, nel 1998 viene rescisso per grave negligenza il contratto anche con la seconda impresa, quindi anche la seconda esperienza di appalto da parte dell'Amministrazione regionale va "a buca" e il tempo passa, i soldi sono stanziati.
Si arriva alla fine dello scorso anno, 30 novembre 1998, e si decide di affidare l'esecuzione in economia dei lavori della copertura del tetto. Viene incaricata un'altra associazione d'imprese locali e questo è già un fatto sul quale chiediamo una spiegazione all'Assessore: un primo affidamento non è andato in porto, un secondo è stato rescisso, mentre c'erano altre imprese che concorrevano, come mai si è deciso come amministrazione di procedere all'esecuzione in economia? Questo anche sulla base di un parere legale formulato dal prof. Garancini, perlomeno qui è citato a livello di premessa.
Dopo aver costruito il tetto, è necessario rielaborare e riaggiornare il progetto esecutivo; ma come, non avevamo incaricato anni fa lo stesso architetto di realizzare un progetto? Penso che prima di costruire qualsiasi edificio sia necessario avere un progetto a monte che debba essere approvato dall'ente pubblico interessato. Invece no, a distanza di 8 anni, soldi stanziati, lavori bloccati o perlomeno andati avanti anche con il metodo dell'economia, decidiamo di reincaricare un tecnico, lo stesso progettista - qui si legge: "perché è conveniente economicamente e in termini temporali" -, e procedere alla rielaborazione progettuale.
Anche questa ci sembra una contraddizione; a meno che siano nuove modalità di costruzione di edifici pubblici o ad uso pubblico, ma che non hanno nulla a che vedere con la logica delle cose, perché un privato che deve costruire una casa ha l'onere di presentare il progetto, progetto che deve essere approvato secondo una certa trafila; la costruzione dovrà rispondere ai contenuti dallo stesso elaborato e il privato ha poi l'onere di rispettare quanto ha disegnato. Qui no, qui addirittura si arriva a posteriori a riprogettare e a riaggiornare il progetto.
Forse dalle premesse della delibera, ci dirà l'Assessore, non si comprende quella che è la chiarezza di una situazione; è necessario che comunque venga fatta luce, perché gli anni sono passati, i soldi sono stati stanziati, in buona parte presumo che siano anche stati spesi, però non abbiamo né le palazzine ultimate per l'utilizzo provvisorio di cui era stata invocata o almeno prevista la necessità e l'urgenza, e abbiamo l'Istituto Panorama che ha ancora questa necessità di essere riadattato.
Tra l'altro, un'ultima domanda dell'interpellanza fa riferimento all'aspetto scolastico, didattico della questione; sappiamo che al "Panorama" c'è stato in questi ultimi anni un calo demografico, pertanto alla luce di questo calo demografico le intenzioni della Giunta, perlomeno quelle manifestate allora, sono anche quelle di questa Giunta, oppure si pensa di provvedere in qualche altro senso?
Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV) Due battute preliminari. Una per dire che diventerebbe più facile rispondere, e qui riprendo il mio collega Pastoret, se le domande venissero formulate nel testo dell'interpellanza, perché si avrebbe modo di fornire dati più puntuali e più precisi. Nel senso che il Consigliere ha ripreso punto per punto la delibera che reincarica per la revisione del progetto, ha fatto un po' di cronistoria; se io avessi immaginato che questo era il punto avrei potuto documentare meglio, nell'interesse dei consiglieri, certamente.
Cercherò di farlo comunque; cercherò di dare risposte puntuali alle ulteriori domande che sono state formulate. Seconda battuta: ci sono purtroppo dei lavori pubblici che forse nascono sotto una cattiva stella, il tempo purtroppo passa inesorabile, non è vero che sembra si sia fermato, e può anche capitare che, trascorso tanto tempo, a volte il bisogno da cui era nata la programmazione del lavoro pubblico diventi un bisogno superato. Questo è uno di questi casi, come adesso andrò a spiegare.
L'aggiudicazione provvisoria al Consorzio ravennate non è stata improvvisamente annullata, e qui comincio la cronistoria, ma rispetto alla data dell'appalto svoltosi nel 1993 l'aggiudicazione provvisoria è stata annullata nel luglio 1997; sono trascorsi 4 anni da allora perché, avendo verificato gli uffici che l'impresa non presentava i requisiti richiesti, la questione fu oggetto poi di ricorsi e controricorsi che hanno richiesto anni per essere risolti.
Finalmente giungiamo al luglio 1997 e l'Amministrazione aggiudica definitivamente all'impresa costruzioni generali CGP di Milano l'esecuzione del lavoro per un importo di 7,977 miliardi. Da qui in avanti, se i consiglieri avranno voglia di seguire cronologicamente le date che cito, dimostrerò che ritardi non ce ne sono stati.
Partiamo dal 17 luglio 1997, perché dall'autunno 1993 al 17 luglio 1997 il tempo è trascorso nel dirimere la questione ricorsi e quindi procedere alla revoca dell'aggiudicazione provvisoria ad un'impresa che non ha scelto l'Amministrazione, Consigliere Tibaldi, ma che dalla verifica dei numeri risultava essere vincitrice. Per dire che non c'è stata una scelta discrezionale dell'Amministrazione, ma abbiamo preso quanto la gara ci ha riservato.
La consegna dei lavori è stata fatta il 13 ottobre 1997, l'esecuzione prevedeva 540 giorni naturali consecutivi, i lavori avrebbero dovuto terminare il 5 aprile 1999. Il 19 dicembre 1997 sono stati sospesi per le avverse condizioni climatologiche, e questo mi sembra naturale; sono stati ripresi il 2 febbraio 1998 ed è stato emesso il 24 aprile 1998 un primo stato di avanzamento di 859 milioni a testimonianza che nei mesi di attività l'impresa aveva prodotto. Successivamente, nei primi giorni del giugno 1998, il cantiere entra in una fase di stallo per insorte difficoltà economiche dell'impresa appaltatrice, che non è in condizioni neppure di pagare gli emolumenti alle maestranze e di far fronte al saldo delle forniture.
In data 10 luglio ha inizio la procedura di rescissione contrattuale, che presuppone evidentemente prima della delibera tutta una serie di atti di contestazione da parte dell'Amministrazione; la procedura si conclude il 26 ottobre 1998 con la delibera di Giunta che rescinde il contratto.
Da questa sequenza si evince con chiarezza che dall'aggiudicazione definitiva alla data odierna non ci sono stati ritardi dell'Amministrazione, ma le cause sono quelle della difficoltà economiche dell'impresa aggiudicatrice, peraltro balzata anche agli onori delle cronache nazionali per altre questioni che non attengono questo lavoro.
Il Consigliere mi chiede come mai nel frattempo l'Amministrazione regionale ha provveduto ad affidare in economia lavori per il rifacimento del tetto e non ha provveduto alla aggiudicazione alla impresa classificatasi terza successivamente, così come da parere del prof. Garancini. Questo è avvenuto perché quei lavori erano urgenti, le palazzine sono attualmente scoperchiate, per evitare che le intemperie producessero ulteriori danni. Evidentemente quei lavori in economia, affidati con urgenza, verranno calcolati in danno all'impresa aggiudicatrice.
Non abbiamo affidato i lavori alla terza, perché questa è una fase che stiamo verificando attualmente ed è la strada che stiamo seguendo per riprendere i lavori, nel senso che abbiamo fatto le verifiche necessarie. Nel frattempo si è attivata la procedura fallimentare nei confronti della CGP, che ci ha complicato ulteriormente le cose; ha impedito all'impresa che aveva vinto l'economia di entrare nel cantiere, perché a questo non è stata autorizzata dal curatore fallimentare. Se il Consigliere Tibaldi ricorda i tempi e le peripezie che sono state necessarie per riprendere i lavori nei cantieri, che erano stati oggetto ad esempio del fallimento SILP, si renderà conto che qui purtroppo i mesi sono poca cosa. Spero di riuscire a riaffidare questi lavori e di riprenderli nel corso dell'estate, ma mi auguro che questa non sia una previsione troppo ottimistica.
Con questo credo di aver risposto alla prima domanda. Per quanto riguarda l'incidenza che in termini finanziari ha procurato all'Amministrazione regionale il rallentamento dei lavori, dal punto di vista strettamente finanziario nessun danno, nel senso che i lavori verranno riappaltati, la rescissione è stata una rescissione in danno; là dove l'Amministrazione dovesse spendere di più per completare quei lavori, evidentemente questo verrebbe addebitato in danno al fallimento dell'impresa CGP.
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
… il rifacimento del tetto era comunque un lavoro previsto nel contratto originario d'appalto, quindi il tetto andava comunque rifatto ed era previsto che venisse rifatto. Si può parlare - ed effettivamente è così - di ritardo nella disponibilità di un bene pubblico, che però dal punto di vista monetario è di difficile quantificazione.
Il Consigliere Tibaldi mi ha chiesto perché si è dovuto rielaborare il progetto. La risposta è semplice: perché la rielaborazione del progetto consiste nella messa a fuoco della situazione attuale, tenuto conto che 894 milioni di lavoro sono stati già svolti, quindi aggiornamento del progetto detraendo i lavori svolti. Prima questione. Seconda questione, nel frattempo dal 1993 ad oggi sono evolute le normative, siamo in presenza di legge n. 12 e della "Merloni ter", pertanto per il riaffido alla terza impresa si tratta di adeguare i progetti alla nuova normativa.
Per quanto riguarda la terza domanda, è evidente che la provvisorietà della destinazione scolastica è superata, nel senso che si era pensato per un certo momento al trasferimento definitivo dell'Istituto tecnico per geometri e dell'Istituto per ragionieri nelle palazzine ex Montefibre, ipotesi che peraltro è stata superata e messa da parte, ma dicevo che la provvisorietà della destinazione è superata, anche perché nel frattempo non si sono potuti procrastinare gli interventi per la messa in sicurezza di villa Panorama; parte degli interventi è stata fatta, parte verrà fatta nei prossimi mesi, abbiamo affidato lunedì l'incarico di direzione lavori per questi lavori.
Cosa faremo e quale sarà la destinazione definitiva futura delle due palazzine ex Montefibre? La prima era già stata scorporata dalla destinazione scolastica e affidata come destinazione ad uffici della Tecdis; è chiaro che a questo punto l'utilizzo scolastico delle palazzine 2 e 3 ex Montefibre rientrerà in quel discorso di riorganizzazione e di riaccorpamento delle strutture scolastiche sulla base delle necessità della zona, e in senso anche più vasto e generico delle necessità dell'intera regione relativamente al fabbisogno di fabbricati scolastici.
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Faccio subito una precisazione. Non mi sembra con l'intervento introduttivo di aver voluto eludere o comunque deviare quello che era l'obiettivo di quest'interpellanza; ringrazio comunque l'Assessore di aver risposto alle domande.
La prima domanda, "quali motivi hanno causato i ritardi nell'esecuzione dell'opera di cui in premessa", è una domanda che implicitamente raccoglie anche la necessità di avere delle risposte cronologiche esaustive sulle evoluzioni di questo appalto, quindi non è che abbiamo cercato di eludere l'intenzione dell'interpellanza o di mettere in difficoltà l'Assessore, anche perché esattamente era nell'interesse nostro avere una cognizione completa di quelle che sono state le vicende e i fatti.
Alcune brevi osservazioni per la replica. Innanzitutto è vero, ci sono stati dei ritardi, che non sono - sulla base di quella che è stata la cronologia - imputabili direttamente all'Amministrazione regionale.
È altrettanto vero che però tramite una procedura concorsuale regolare è l'Amministrazione che ha scelto le candidate all'appalto. Avete preso chi è venuto, è vero; sulla base di quelle che si sono presentate sono state fatte delle scelte sulla base dei requisiti che sono stati dimostrati, requisiti che sono stati valutati da una commissione di nomina regionale.
L'incidenza in termini finanziari: ad un certo punto l'Assessore dice che l'Amministrazione regionale è stata costretta ad eseguire lavori in economia per completare la copertura dell'edificio, in quanto l'edificio non può rimanere scoperto, perché se rimane scoperto i fenomeni meteorologici, in particolare l'acqua piovana o la neve, danneggiano la struttura che è stata già costruita.
Però i lavori in economia hanno avuto un costo - un costo comunque imprevisto - che non può essere sopportato dall'Amministrazione punto e basta, ma è un costo che deve essere imputato all'azienda che è rimasta inadempiente. È stata dichiarata in stato fallimentare o prefallimentare? Ebbene, questa richiesta dell'Amministrazione deve a nostro avviso entrare nel fallimento e diventare uno di quei danni che devono essere risarciti all'Amministrazione.
Quindi dal nostro punto di vista non è vero che non esistono danni; i danni esistono, dovranno essere quantificati altrimenti in una procedura regolare e in una esecuzione regolare di un appalto i lavori in economia, come ha detto lo stesso Assessore, non sarebbero stati assolutamente necessari. I danni ci sono, ci auguriamo che l'Amministrazione proceda anche ad avere un loro ristorno.
La disponibilità di un bene pubblico, e vengo all'ultima parte, ha subito un grosso ritardo; se nel 1993 sembrava di vitale importanza, estremamente necessaria e urgente da una parte la destinazione provvisoria delle due palazzine, dall'altra parte l'adeguamento tecnologico e in termini di sicurezza di villa Panorama, oggi scopriamo che è stata cambiata completamente la rotta.
In particolare, le palazzine 2 e 3 secondo l'ultima frase che ha citato l'Assessore serviranno per la riorganizzazione e il riaccorpamento delle strutture scolastiche della zona o comunque della Regione, il che, tradotto, significa che non avete ancora deciso la destinazione precisa, anche se nel 1993 sembrava che ci fosse una destinazione precisa. E sul "Panorama" avete fatto dei lavori di adeguamento che prima sembravano inopportuni, sconvenienti - riprendo le intenzioni della Giunta precedente, della quale faceva parte anche l'Assessore - per cui era necessario istituire questo nuovo plesso scolastico, che invece adesso viene completato perché è necessario completare.
La somma di quest'argomentazione qual è? Che l'assenza di chiarezza e di idee nel dare una destinazione precisa ad un edificio prima di ristrutturarlo, abbiamo visto nelle more e nelle vicissitudini verificatesi in questo caso, è stata più che mai dimostrata.
Ringrazio l'Assessore per la sua puntualità nella risposta, però mi pare che l'Amministrazione abbia dimostrato di non avere chiarezza negli obiettivi e nelle scelte da perseguire.
