Objet du Conseil n. 639 du 26 mai 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 26 MAI 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 639/XI Notizie in merito all'emanazione dei bandi di concorso per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto che il 13 maggio 1999 scade il termine per la presentazione delle domande di partecipazione ai concorsi ordinari per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, indetti dal Ministro della Pubblica Istruzione;
Constatato che alla scadenza di tale data non sono ancora stati emanati gli analoghi bandi per i concorsi in Valle d'Aosta e che tale situazione può danneggiare i docenti valdostani;
Constatato altresì che tale materia è disciplinata dall'art. 40 della legge n. 449 del 2 dicembre 1997, le cui disposizioni non si applicano alla Regione Valle d'Aosta, che disciplina tale materia nell'ambito delle sue competenze;
Preso atto che l'Assessorato non ha consultato le organizzazioni sindacali della scuola nel momento preventivo alla predisposizione dei bandi.
I sottoscritti Consiglieri regionali:
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere
1. Quali sono i motivi di così grande ritardo nella emanazione dei bandi di concorso;
2. Se non ritiene che tale ritardo abbia danneggiato i docenti valdostani;
3. Per quali motivazioni non sono state consultate le organizzazioni sindacali della scuola nel momento in cui si definivano le scelte relative ai bandi di concorso.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Con quest'interpellanza il nostro gruppo intende esaminare un po' più da vicino, quasi con una lente di ingrandimento, come una zoomata, alcuni aspetti relativi ai concorsi banditi proprio in questi giorni per i docenti delle scuole medie, inferiori e superiori della Valle.
La normativa che regola questi concorsi prende avvio proprio dalla legge finanziaria del 1998, la legge n. 449/97 in cui all'articolo 40, comma 10, si indicano quali sono i nuovi elementi che costituiranno i concorsi per la scuola in Italia e poi al comma 13, sempre di quest'articolo, viene precisato che "Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alla Regione Valle d'Aosta e alle Province autonome di Trento e Bolzano che disciplinano la materia nell'ambito delle competenze derivanti dai rispettivi statuti e dalle norme di attuazione".
La legge dello Stato, che indica quali sono le caratteristiche dei concorsi, sarà poi seguita da una serie di decreti attuativi di questo comma 10 dell'articolo 40 della legge n. 449/97, in cui si definiranno meglio le caratteristiche di questi concorsi.
Si dice che alla Regione Valle d'Aosta viene riconosciuta una capacità di disciplinare tale regolamento, non solo, ma si precisa che non si applicano tutti i contenuti di quest'articolo 40 alla Regione Valle d'Aosta che deve disciplinare con norma propria. Così è scritto.
Allora, la domanda è: come la Regione Valle d'Aosta esercita questa sua competenza, come si comporta rispetto a questo spazio di autonomia che il nostro Parlamentare a Roma ha voluto precisare in finanziaria.
Questo è un emendamento che il Parlamentare Caveri ha chiesto di introdurre perché c'era un progetto ben chiaro di creare spazi di autonomia in cui la Regione Valle d'Aosta governa la scuola. Qui come è esercitato questo spazio di autonomia? Può darsi che sia solo una mia impressione e sarei contenta se l'Assessore mi smentisse, ma la mia impressione è che il risultato di questo spazio di autonomia sia il fatto che la Regione Valle d'Aosta ha bandito i concorsi in ritardo rispetto ai concorsi che sono banditi a livello nazionale. Questa è l'impressione che ho; ripeto, può darsi che sia sbagliata e vorrei che quest'impressione sbagliata fosse smentita dall'Assessore.
Mi sono chiesta come fosse possibile occupare questo spazio di autonomia; credo che gli strumenti ci fossero. Intanto, era sicuramente possibile un intervento dal punto di vista legislativo perché qui si parla di disciplinare e, in genere, si disciplina con una legge.
Non so se l'Assessore se ne è reso conto in quest'anno di attività, ma la legislazione regionale in materia scolastica è talmente complessa (si accavallano le une alle altre una serie di leggi regionali che in parte si annullano reciprocamente, in parte si integrano), per cui di fronte ad un problema non si sa mai quale legge regionale attivare.
Sarebbe stato opportuno utilizzare questo spazio di autonomia per mettere ordine in questa legislazione regionale, probabilmente i tempi non c'erano, però ci si chiede se non era almeno possibile fare una verifica di come questo spazio di autonomia va realizzato in Valle, di fare una verifica proprio con il mondo della scuola che è interessato. Una verifica, per esempio, in sede sindacale: ora, con i sindacati che sono i rappresentanti del mondo della scuola, non c'è stata una valutazione preventiva rispetto ai bandi di concorso. I sindacati sono stati interpellati come rappresentanti all'interno del Consiglio scolastico regionale, ma solo per esaminare una bozza di bando di concorso già definita, con le scelte già fatte, per cui i sindacati non sono stati coinvolti nel momento in cui si andava a chiarire come si voleva disciplinare la materia dei concorsi in Valle, al punto tale che addirittura le informazioni arrivate alle scuole non sono neanche arrivate ai sindacati.
La domanda che ci si pone è come mai non si è agito in questo modo. Fra l'altro vorrei ricordare che ci sono alcuni temi che non sono così facilmente risolvibili, che richiedevano un momento di riflessione e faccio un esempio. Il bando a livello nazionale stabilisce una serie di cattedre per cui vengono banditi i concorsi; il concorso può essere fatto anche ai soli fini abilitativi, anche soltanto per acquisire un'abilitazione che poi consentirà di avere punteggi ulteriori per le supplenze e per gli incarichi e di partecipare eventualmente ai concorsi riservati.
Cosa capita invece con il meccanismo posto in essere qui in Valle con i nostri concorsi? Che sono state individuate come cattedre da mettere a concorso solo quelle cattedre in cui non c'è esubero di insegnanti. In questo modo, si dice, noi garantiamo soltanto l'entrata in ruolo, il concorso soltanto ai docenti che possono poi insegnare in questa Valle.
Il problema però era di vedere se non era possibile, come una legge regionale precedentemente prevedeva, bandire i concorsi, anche solo ai fini abilitativi, per tutte le discipline che vengono insegnate in Valle d'Aosta, ad esempio, per il francese.
Semmai tornerò dopo su questo problema, comunque per il francese credo che tutti noi abbiamo…, ma lo posso fare anche adesso… credo che tutti noi abbiamo letto con estremo interesse quell'articolo apparso sul "Corriere della Valle" del 13 maggio, in cui viene sottolineato il fatto che se è vero che da un punto di vista formale è ineccepibile, rispetto alle scelte che sono state fatte, che non sia bandito nessun concorso neanche ai fini abilitativi per i docenti di francese nelle scuole medie inferiori e superiori, dal punto di vista sostanziale sembra proprio strano che, da una parte, la Regione incentivi gli studenti a frequentare corsi universitari in cui si può conseguire una laurea di lingua francese e dall'altra non faciliti l'ingresso nella scuola di tale personale.
Nell'articolo si dice che la situazione descritta costituisce l'ennesimo paradosso nella politica scolastica regionale, in quanto la Regione autonoma Valle d'Aosta finanzia generosamente gli studi degli studenti universitari, con una profusione di denaro pubblico per garantire la frequenza negli atenei dei Paesi francofoni da parte degli studenti di lingue, con tutti i problemi che poi questo solleva e che i colleghi di Forza Italia stamani hanno già messo in luce, e contemporaneamente non prevede degli sbocchi occupazionali.
Nel momento in cui diciamo che la lingua francese è importante, che vogliamo sostenerla in tutti i modi, non offriamo neanche questa possibilità agli studenti valdostani.
Fra l'altro vorrei ricordare all'Assessore, ad esempio, che non può dire: "Ma noi non vogliamo essere posti di fronte alla situazione in cui noi mettiamo a concorso questi posti di francese, questi prendono l'abilitazione, poi non hanno posti in Valle d'Aosta". Tenga conto, Assessore, ma lo saprà benissimo, che alcuni docenti valdostani, cioè dei laureati valdostani, dei supplenti che hanno le caratteristiche per accedere a un concorso, hanno chiesto di partecipare al concorso fuori Valle proprio in lingua francese. Questi si prenderanno sicuramente l'abilitazione, torneranno in Valle d'Aosta e diranno: "Assessore, lei non voleva neanche che noi potessimo prendere l'abilitazione qui in Valle d'Aosta, noi l'abbiamo presa e anche noi siamo insegnanti che entrano insieme agli altri nella lista degli abilitati". D'accordo, non avranno il posto subito adesso, ma costituiscono quell'insieme di persone che aspirano a entrare nel mondo della scuola e che sono disposti a lavorare in modo consapevole, cosciente, preparato nel mondo della scuola.
Mi sono soffermata su quest'aspetto per evidenziare un tema, uno dei vari argomenti e dei vari temi che potevano essere oggetto di riflessione concordata con i soggetti della scuola; ma, ripeto neanche questo è stato fatto.
Chiediamo pertanto quali sono i motivi del ritardo nell'emanazione dei bandi di concorso. Se non è stato "perso" tempo per discutere con i sindacati e con la scuola rispetto a questo problema, perché questo confronto non c'è stato, come mai questo grande ritardo? Non lo si capisce. Questo ritardo, fra l'altro a nostro avviso, ha danneggiato i docenti valdostani, nel senso che i docenti valdostani hanno saputo soltanto il 6 maggio, quando il termine di scadenza delle domande era il 13 maggio, delle cattedre i cui concorsi sarebbero stati banditi in Valle d'Aosta, per cui hanno dovuto in pochi giorni prendere informazioni dove c'erano dei posti disponibili rispetto alla loro cattedra nelle altre zone del Paese, preparare i documenti, fare domanda…
Président … Mme la Conseillère, je vous prie de conclure l'illustration de l'interpellation…
Squarzino (PVA-cU) … quindi credo che in qualche modo questo ritardo abbia danneggiato i docenti valdostani.
Con la terza domanda chiediamo per quale motivo non c'è stato quest'incontro con i sindacati.
Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.
Pastoret (UV) Ci sono dei momenti in cui mi chiedo se l'Ufficio di Presidenza trasmetta all'Assessore un'esatta copia delle interpellanze che vengono presentate rispetto agli argomenti che sono contenuti sulla copia che io ho e quelli che vengono esplicitati in quest'aula.
Presidente Ci atteniamo per quanto possibile al testo originale.
Pastoret (UV) Può darsi che ci siano dei problemi di comunicazione oppure può darsi che a mia insaputa la modifica del Regolamento del Consiglio sia già avvenuta e la "question time" sia già operante in quest'Assemblea. Prendo atto di questo tipo di situazione e cercherò di rispondere alla Consigliera Squarzino rilevando peraltro che oggi abbiamo anche assistito all'evento di pubblicizzazione di una testata giornalistica locale, che già non è male, all'interno di questo Consiglio.
Prima di fornire risposte puntuali ai tre quesiti ai quali ha fatto riferimento la Consigliera Squarzino e nei quali si articola l'interpellanza presentata, occorre evidenziare in premessa che i presupposti su cui si basa l'interpellanza, quella che ho avuto per iscritto, così come descritti nelle premesse e in parte citati, in parte molto ridotta, risultano erronei e privi di fondamento.
In primo luogo si sostiene che il termine per la presentazione delle domande di partecipazione ai concorsi ordinari indetti dal Ministero, quindi facendo riferimento a quelli, per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, scadrebbe il 13 maggio 1999; ciò intanto non corrisponde al vero in quanto i concorsi nazionali sono stati pubblicati in "Gazzetta ufficiale" in tempi differenti a seconda del grado di istruzione a cui si riferiscono. A costo di essere pedante, li cito: "Gazzetta ufficiale" del 13 aprile 1999 per l'istruzione secondaria, "Gazzetta ufficiale" del 20 aprile 1999 per la scuola elementare, "Gazzetta ufficiale" del 27 aprile 1999 per la scuola materna. Questi bandi prevedono quindi scadenze diversificate che corrispondono rispettivamente al 13 maggio, ma non solo al 13 maggio, ma al 20 e al 27 maggio rispettivamente.
Si dice, prendendo quindi a pretesto questa data del 13 maggio, che alla suddetta data in Valle d'Aosta i bandi regionali relativi agli analoghi concorsi non erano stati banditi.
I concorsi regionali in questione sono stati banditi per tutti i gradi di istruzione in data 19 maggio 1999 con scadenza del termine di presentazione delle domande al 18 giugno 1999 e questo, Consigliera Squarzino, conformemente a quanto appositamente concordato al riguardo con le organizzazioni sindacali e scolastiche della Regione e adesso citerò tempi, modi e date.
Va infatti precisato che nel corso di due incontri, non di uno, svoltisi rispettivamente il 15 e il 22 aprile 1999, finalizzati all'esame delle proposte per la definizione degli organici di diritto per l'anno scolastico 1999-2000, è stato riservato più che ampio spazio alla trattazione e alla discussione dell'argomento relativo all'indizione dei concorsi ordinari, questo fra la competente direzione del personale scolastico e i rappresentanti sindacali di cui non citerò i nomi, ma le sigle: SNALS, CGIL, SINASCEL, SISM-CISL e SAVT. Ed è stato in quella sede, fra l'altro, convenuto di individuare, tenuto anche conto dei margini temporali esistenti e fisiologicamente intercorrenti fra le date di pubblicazione delle gazzette ufficiali e quelli della loro effettiva disponibilità da parte degli uffici - elemento che credo possa e debba essere considerato - quale termine ottimale ed unico, a differenza di quanto ha fatto lo Stato, di scadenza delle domande per tutti i gradi di istruzione una data che si collocasse attorno al 20 giugno 1999.
Si è quindi conseguentemente prevista l'emanazione dei relativi bandi regionali nella data corrispondente al trentesimo giorno antecedente quello del suddetto termine perciò intorno al 20 maggio 1999.
Quanto poi all'affermazione che l'emanazione dei bandi regionali in data successiva ad una delle scadenze ministeriali potrebbe danneggiare i docenti valdostani, va intanto detto che, fermo restando che all'esistenza di un tale rischio le organizzazioni sindacali in quelle stesse sedute non hanno fatto accenno - e può darsi che a loro sia sfuggito e sia stato invece ritenuto dalla Consigliera Squarzino in modo più puntuale -, non risulta peraltro sufficientemente chiaro, nonostante anche l'esposizione che è stata fatta in questa sala, in cosa consisterebbero i presunti danni potenziali a cui gli interpellanti fanno riferimento.
L'unico inconveniente che la situazione descritta potrebbe comportare sembrerebbe - uso dei condizionali - quello connesso all'eventualità che la mancata indizione del concorso regionale per un determinato insegnamento, se resa nota al momento dell'emanazione del bando regionale, determini per i soggetti interessati l'oggettiva impossibilità, causa l'avvenuta scadenza del termine di presentazione delle domande, di concorrere in altra provincia o regione italiana dove il concorso sia invece stato bandito.
Ma va detto, e qui va dato atto sia alle organizzazioni sindacali sia a chi ha organizzato l'incontro, che tale eventualità è stata preventivamente individuata e rimossa e questo mediante un intervento di informazione che subito dopo la definizione delle vacanze di organico ha visto la consegna alle organizzazioni sindacali in data 5 maggio del prospetto analitico dei concorsi da indire e delle relative disponibilità e la trasmissione via fax a tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di specifica circolare, protocollo n. 19.656 del 6 maggio 1999 recante l'elenco dei concorsi banditi in Valle d'Aosta e l'invito alla massima diffusione fra il personale docente.
La Consigliera Squarzino afferma in seguito che la materia concorsuale sarebbe disciplinata dall'articolo 40 della legge n. 449 del 2 dicembre 1997 - in realtà la legge di riferimento è del 27 dicembre - le cui disposizioni non si applicano alla Regione Valle d'Aosta che disciplina tale materia nell'ambito delle sue competenze. Al riguardo però è stata fatta un'affermazione sia nell'interpellanza, sia qui in sala, della quale si deve rilevare l'infondatezza perché l'articolo 40 della legge n. 449 del 27 dicembre 1997, finanziaria per il 1998, non disciplina affatto la materia concorsuale relativa al reclutamento del personale ma si limita, contrariamente invece a quanto è stato detto, al comma 10 a prevedere, per le sole scuole secondarie, la possibilità di indire, laddove vi sia maggior fabbisogno, concorsi a cattedre per ambiti disciplinari comprensivi di diversi insegnamenti riferiti anche a scuole di ordine e grado diversi ai quali si acceda con lo stesso titolo di studio anziché bandire come prescritto precedentemente i concorsi con stretto riferimento alle singole classi di concorso. Questo era per chiarire questa situazione che non era esatta.
Gli interpellanti sostengono infine che l'assessorato non avrebbe consultato le organizzazioni sindacali della scuola nel momento preventivo alla predisposizione di bandi.
Devo di nuovo dire che tale affermazione non risponde al vero e viene già smentita da quanto ho detto precedentemente circa le intese raggiunte sull'argomento negli incontri del 14 e del 22 aprile 1999.
Nel corso di detti incontri si è peraltro discusso anche dell'accertamento preliminare della piena conoscenza della lingua francese che costituisce unitamente alla fissazione del termine di scadenza delle domande l'unico aspetto organizzativo procedurale disciplinabile a livello regionale in modo autonomo e parzialmente discrezionale. Su quest'argomento non sono state formulate, con riferimento ai concorsi ordinari, indicazioni o proposte innovative rispetto alle modalità utilizzate nei precedenti concorsi.
Sempre a questo proposito appare opportuno sottolineare un altro elemento perché la procedura seguita, ancorché attuata nell'ambito di incontri finalizzati all'esame di una materia diversa - e ci si può forse imputare il fatto che non è stata fatta una trasmissione scritta dicendo che si sarebbe anche discusso di quest'argomento -, ha sostanzialmente configurato non un'informazione alle organizzazioni sindacali, ma una vera e propria concertazione che rappresenta una forma di partecipazione sindacale di valenza sicuramente superiore a quella più riduttiva dell'informazione, informazione che è prescritta per la materia in questione in forza del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Pertanto, fatte tutte queste premesse che mi sembravano necessarie, scusandomi con i colleghi per la lunghezza, per quanto concerne il primo punto dell'interpellanza rispondo che non vi è stato alcun ritardo riferito all'emanazione dei bandi regionali relativi all'indizione dei concorsi ordinari perché questi sono stati emanati tra l'altro con anticipo rispetto a quanto è stato concordato con le organizzazioni sindacali.
Per quanto riguarda il secondo punto, se il danno presunto si riferisce all'emanazione in data successiva a quella della scadenza di parte dei bandi nazionali, peraltro espressamente concertata con i rappresentanti sindacali, lo stesso deve ritenersi inesistente perché, come ho detto prima, comunque i docenti sono stati posti nelle condizioni di essere informati e di produrre nei termini le domande per altre regioni.
Infine sul terzo punto, ripeto e risottolineo che le organizzazioni sindacali sono state consultate - e non solo informate come sarebbe previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro - in due incontri preliminari, le cui date ho citato prima, alla stesura dei bandi nei quali sono stati discussi e convenuti tutti gli elementi suscettibili di dare luogo ad una scelta a livello regionale. Questa è la risposta, Consigliera Squarzino, all'interpellanza che lei ha presentato.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Assessore, a me spiace che lei ogni volta rimproveri la sottoscritta di non attenersi rigorosamente al testo dell'interpellanza. Non siamo chiamati qui a rileggere ad alta voce il testo dell'interpellanza, ma siamo chiamati ad illustrarne i contenuti; allora, si illustra anche il contesto in cui un elemento si inserisce, diversamente l'elemento in sé non sta né in cielo né in terra. Non si capisce il senso di un fatto, se non si individua il contesto in cui si inserisce, quindi le ho parlato di problemi che sono attinenti alla normativa in questione.
La fonte di questa normativa è costituita dai vari decreti che sono una conseguenza del comma 10 dell'articolo 40 della legge n. 449/97.
Tale comma è importante non per la scuola materna elementare, ma per la scuola media inferiore e qui accetto il rilievo dell'Assessore circa il fatto che non sono stata sufficientemente precisa nel formulare l'interpellanza, nel senso che dovevo indicare i docenti di scuola media inferiore e superiore.
Lo davo un po' per scontato rispetto all'argomento, ma non sono stata chiara e gliene do atto; ma se prendiamo i concorsi della scuola media inferiore e superiore, proprio perché si basano sull'accorpamento in ambiti disciplinari, tutti questi bandi di concorso trovano la loro ragione in quest'articolo 40. Non solo, ma se vogliamo proprio essere pignoli come lei, Assessore, ha cercato di esserlo, il comma 10 individua come criterio per bandire i concorsi un ampio criterio di discrezionalità: a sua discrezione, il ministero ha deciso quali sono le materie da mettere a concorso, e quali no, nelle scuole superiori e nelle medie. In Valle è stato deciso di seguire il criterio della presenza di un posto vacante: è un criterio più oggettivo, meno discrezionale, per certi aspetti. Ma, perché insisto su questa discrezionalità? Perché tanto per essere chiari, accettare il criterio della discrezionalità nella decisione avrebbe consentito a questa Regione di bandire i concorsi anche per le cattedre di francese.
È vero, Assessore, lei ha formulato una parte della sua risposta parlando di scuole elementari che non avevo indicato nell'interpellanza e che avevo dato per non importanti nel senso che l'ho tutta imperniata sulla scuola media. La scelta di una data unica mi può stare bene, ma quello che volevo sottolineare è che qui c'è stato un ritardo rispetto al livello nazionale.
Lei, Assessore, ha ricordato la circolare; certo, anch'io nella mia presentazione l'avevo ricordata quest'informazione arrivata alle scuole ed avevo sottolineato che era arrivata un po' a ridosso della data del 13 maggio per quanto riguarda la scuola media inferiore e superiore.
Può darsi che non ci siano danni rispetto a questo e infatti, se lei nota, la prima domanda con "se non ritiene" è più un'opinione, mentre le altre domande erano più precise. Lei dice che non c'è stato nessun danno per gli insegnanti per il ritardo; io posso anche accettare tale opinione, anche se, ripeto, il délai di tempo lasciato agli insegnanti era proprio minimo per la scuola media inferiore e superiore.
Rispetto poi alla terza domanda dei rapporti con i sindacati, forse parliamo di cose diverse o abbiamo interlocutori diversi perché, è vero che la circolare del 6 maggio di cui lei parla, in indirizzo, riporta i presidi delle scuole secondarie e artistiche della Regione, le scuole coordinate e poi per conoscenza è indirizzata anche ai sindacati, ma a questi ultimi non è arrivata, tant'è vero che alcuni sindacati che cito: le Organizzazioni scolastiche SISM-CISL, SINASCEL-CISL, CGIL scuola primaria, CGIL scuola secondaria e SNALS - quindi le firme ci sono - proprio recentemente, quindi dopo la mia interpellanza, hanno ribadito che intendono manifestare il proprio stupore e rincrescimento per non aver ricevuto la nota protocollo, cioè quella del 6 maggio, pur figurando fra i destinatari della nota stessa.
Effettivamente i sindacati si lamentano, non solo, ma fanno altresì presente che, pur non essendo più formalmente operante la Commissione sindacale ex articolo 20, sarebbe forse stato opportuno fornire un'informazione preventiva alle organizzazioni scolastiche in ordine alle modifiche da introdurre nei bandi di concorso ordinari recentemente emanate dall'Amministrazione. Queste non sono le parole di Dina Squarzino, Consigliera regionale; Dina Squarzino legge una lettera che le organizzazioni sindacali della scuola - e le ripeto: CISL-SISM e SINASCEL, CGIL primaria e secondaria e SNALS - formulano. Prendo atto che degli stessi fatti c'è una lettura contrapposta, totalmente diversa, fra l'Assessore e i sindacati. Abbiamo appena sentito dire dall'Assessore che i sindacati sono stati ascoltati; probabilmente lui è convinto di aver fatto il massimo, però probabilmente il massimo che quest'assessorato fa rispetto ai sindacati della scuola è considerato non solo il minimo, ma sotto il livello di accettabilità dei sindacati di scuola, quindi c'è qualcosa che non va, Assessore.
