Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 624 du 13 mai 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 13 MAI 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 624/XI Discussione congiunta di interpellanza e mozione relative agli addetti alla custodia di castelli e musei.

Mozione Venuti a conoscenza delle lamentele presentate da alcuni cittadini valdostani che negli anni scorsi hanno svolto l'attività di custodi temporanei di edifici di interesse storico o archeologico;

Tenuto conto che l'Amministrazione regionale già nei confronti di altre categorie di lavoratori dipendenti a tempo determinato adopera, come nel caso dei forestali, criteri di riassunzione temporanea basati su precedenti rapporti lavorativi nel medesimo settore;

Considerato altresì che quest'anno, a quanto ci risulta, per quanto riguarda l'assunzione di custodi temporanei di edifici d'interesse storico o archeologico, si è deciso di non attribuire più la priorità di assunzione a chi già aveva svolto tale impiego in passato;

Il Consiglio regionale

Impegna

la Giunta regionale a verificare la possibilità di porre in essere un corso di qualificazione professionale, sulla falsariga di quello adottato per gli assistenti domiciliari, che permetta di acquisire la qualifica specifica, e la relativa professionalità, di custode ai castelli e ai musei, in modo che il conseguimento di tale titolo potrebbe costituire premessa imprescindibile ai fini di future assunzioni.

F.to: Lanièce - Collé - Marguerettaz - Viérin M. - Comé

Interpellanza A conoscenza che i lavoratori addetti al Servizio dei Castelli per l'anno in corso non tutti hanno potuto riprendere la loro attività lavorativa, nonostante abbiano svolto per diversi anni la stessa attività in modo continuativo;

Constatato che data l'età ormai avanzata, alcuni di loro hanno difficoltà a trovare un'altra occupazione e rischiano di rimanere disoccupati e quindi di non maturare il diritto alla pensione;

Preso atto dell'esperienza dagli stessi acquisita in tanti anni di servizio ai Castelli della Regione;

Viste le richieste dagli stessi avanzate in sede sindacale e alla Amministrazione sindacale;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:

1) quali iniziative intende intraprendere per evitare che nel futuro si ripeta ciò che è accaduto in questi ultimi due anni, e quindi assicurare a coloro che da anni sono stati assunti a tempo determinato la continuità del loro rapporto di lavoro;

2) se intende riferire e approfondire l'intera problematica nella Commissione consiliare competente.

F.to: Beneforti - Squarzino Secondina

Président Je rappelle que la motion dont au point n° 34 est unifiée à l'interpellation dont au point n° 16.

La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Illustro quest'interpellanza a nome mio e della collega Squarzino, che ha sottoscritto con me l'interpellanza, e credo anche di entrare nel merito della mozione presentata dai colleghi Autonomisti.

Quest'interpellanza, come credo la mozione, è stata presentata in questo Consiglio su richiesta di un gruppo di lavoratori addetti alla custodia dei castelli; com'è noto si tratta di un gruppo di persone che ormai da oltre 12 anni annualmente sono state chiamate a prestare servizio presso i castelli della Regione o altri edifici in cui era richiesta la loro opera di lavoro nei periodi di apertura dei castelli e di altri edifici previsti dalla Regione.

Queste persone ogni anno erano avviate al lavoro e anche se il loro lavoro e salario era a tempo determinato, potevano contare su un'entrata certa, però oggi a molti di loro quest'entrata certa è venuta a mancare. Per alcuni di loro il calvario è cominciato lo scorso anno quando non tutti furono avviati al lavoro per l'intero periodo, alcuni di essi, per non essere chiamati al lavoro in tempo e aver superato i periodi previsti, persero anche il beneficio dei supporti sociali come la disoccupazione per non aver lavorato tutte le giornate previste dalla legge. Ci fu addirittura chi, per 3-4 giorni, perse l'indennità di disoccupazione.

Ricordo che portammo il problema in questo Consiglio nella seduta del 18 novembre 1998, ma nessuna delle richieste che avanzammo furono accolte dalla Giunta regionale. Ci fu solo un impegno da parte della Giunta regionale: quello di rivedere l'intera problematica quest'anno per evitare il ripetersi di quanto si era verificato, ma ciò non è avvenuto, anzi quest'anno la situazione si è presentata ancora più difficile dello scorso anno. Questo perché anche l'Ufficio del lavoro non ha voluto riconoscere la qualifica di custode dei castelli in precedenza sempre riconosciuta; da anni veniva fatta la richiesta e da anni sempre le stesse persone venivano prese al lavoro.

L'Ufficio del lavoro non ha tenuto conto della loro anzianità di servizio, non ha tenuto conto dell'esperienza da loro acquisita in tanti anni di attività lavorativa e, in base all'articolo 16 della legge sul collocamento n. 56/87, ha inserito nella graduatoria tutte le qualifiche più omogenee incurante di come i custodi dei castelli venivano penalizzati dalla nuova graduatoria.

Riteniamo che tutti abbiamo il diritto di lavorare, e questo l'ho detto anche alla Direttrice dell'Ufficio regionale del lavoro, aggiungendo però che si deve tenere presente che questi lavoratori sono anni che prestano la loro opera a tempo determinato nei castelli. Mi è stato risposto che si sarebbe trovata una soluzione con la Regione.

Sempre la Direttrice dell'Ufficio del lavoro dichiarava sul giornale: "Casi analoghi si sono già verificati in altre sedi e non c'è motivo di preoccuparsi, la soluzione passa attraverso un incontro con l'Amministrazione regionale, in quella sede vedremo di risolvere la questione delle equipollenze di modo che si possano ripetere le chiamate e garantire le aperture delle strutture nei tempi previsti" ma, nonostante quest'impegno, nonostante queste dichiarazioni, nonostante che siano passati diversi mesi, la soluzione non è stata trovata, i lavoratori si sono trovati soli e abbandonati. Siamo a conoscenza che una delegazione è stata ricevuta anche dal Presidente della Giunta, ma il problema è lì ancora da risolvere.

Per questo abbiamo presentato quest'interpellanza e credo che gli altri colleghi abbiano presentato la mozione. È possibile, ecco la domanda che poniamo, trovare una soluzione anche in sede sindacale a questo problema? Si tratta di 15-20 persone al massimo. È possibile dare loro una speranza per concludere il loro ciclo di lavoro, per maturare oltre al salario anche il diritto alla pensione perché c'è gente che ha una certa età e fuori di lì non trova altre attività lavorative. Hanno sempre creduto, o almeno così si è fatto intendere, che questo lavoro continuasse fino alla maturazione del diritto alla pensione.

È possibile trovare una soluzione? I castelli hanno bisogno di personale, i visitatori non mancano ai castelli nostri per fortuna, basta leggere le presenze negli anni 1997-1998 per rendersi conto delle frequenze che ci sono in questi castelli. È chiaro che dobbiamo con le nuove graduatorie cercare di evitare una lotta fra povero perché questo sta accadendo.

La legge sul collocamento esiste, ma anche l'Ufficio regionale del lavoro deve comprendere la situazione che si è venuta a creare e la Regione, a nostro avviso, deve seguire più da vicino certe situazioni che si presentano. C'è stato troppo silenzio, troppo distacco dalle necessità di queste persone che attendevano di poter andare a lavorare; non c'è stato un dialogo e un confronto vero e proprio fra l'Ufficio del lavoro e la Regione.

Questa è la realtà e questo si può dire chiaramente perché l'Ufficio del lavoro dice che era disponibile a trattare e a discutere, ma si è lasciato passare il tempo e non si è discusso fino in fondo come si doveva discutere e come si è discusso per altre categorie di lavoratori.

Ritengo che anche la Regione non possa - prima si parlava di Ponzio Pilato - scaricare tutte le responsabilità sull'Ufficio del lavoro come qualcuno in Regione ha affermato, con lo scarico di responsabilità non si risolvono i problemi. C'è da tenere presente che se non si pone un rimedio, c'è chi salta il lavoro ed ha la disoccupazione per l'anno in corso. È giusto questo? Ce lo dobbiamo domandare. È giusto questo, fra l'altro, dopo anni di lavoro continuativo ai castelli? Sostengo di no. Ripeto, non voglio fare polemiche, ma la sensibilità sociale non può essere esercitata solo quando c'è un tornaconto politico. Occorre porsi sempre e comunque l'aspetto umano quando è in gioco la persona, quando è in gioco l'uomo. Allora ve lo volete porre il problema dei custodi dei castelli affinché sia loro garantita la continuità del lavoro? Vediamolo come Consiglio, prendiamo degli impegni ben precisi su quest'argomento.

Nella mozione presentata dagli Autonomisti si propone un corso per circoscrivere la partecipazione di questi custodi dei castelli in modo da farli acquisire una qualifica.

Se questa è la strada, seguiamola, dato che ai castelli come alle mostre non può andarci una persona qualsiasi viste le frequenze che ci sono; ci vuole un minimo di preparazione per i custodi dei castelli e queste persone se la sono acquisita. Vediamo se è possibile organizzare un corso in modo da stabilire che coloro che hanno frequentato il corso rientrano in questa graduatoria e possono continuare a lavorare così come avviene nella Forestale: nella Forestale ogni anno vengono riassunti quelli dell'anno precedente e non vengono presi di nuovi fin quando non si creano posti nuovi.

Come si fa nella Forestale dove vengono riassunti ogni anno per non fare perdere la pensione, per non far entrare in disoccupazione, credo che anche in questa categoria dei custodi ai castelli si possa cercare di rimediare ovviamente in accordo con l'Ufficio regionale del lavoro.

Mi ricordava la Consigliera Squarzino che addirittura quelli della Forestale vengono mandati ai castelli a sostituire i custodi quando ce n'è bisogno, forse all'Assessore Perrin non è stato fatto presente quest'aspetto, vedo che mi guarda fisso, mi sono detto che forse non lo sa, ma se vuole accertarsene, vedrà che quando c'è affluenza, vengono prese le guardie forestali e vengono mandate ai castelli.

Concludo per adesso e dico che bisogna trovare una soluzione per queste categorie di lavoratori che aspettano di poter concludere il loro ciclo di attività iniziato da tanti anni; non è giusto che proprio noi come Regione, quando per altre categorie andiamo a chiedere supporti sociali al Governo, per i nostri non riusciamo a trovare una soluzione quando si tratta di 15-20 persone.

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) L'intervento del collega Beneforti, intervento corretto ed esaustivo, ha già inquadrato in modo ottimale la questione oggetto della sua interpellanza e della nostra mozione, e quindi non ripeterò cose da lui già dette, ma farò alcune brevi considerazioni sperando che possano servire alla maggioranza per valutare la possibilità di votare, anche emendata, la mozione da noi presentata.

Ci sono parecchie perplessità in merito alle recenti assunzioni di custodi a tempo determinato nei castelli e nei musei della Regione; dico questo perché risulta che l'Amministrazione regionale, attraverso l'Ufficio di collocamento, abbia proceduto all'assunzione di custodi temporanei senza tener conto, come negli anni passati, della priorità di chi, dopo anni di servizio, aveva raggiunto una professionalità e un'esperienza nel settore.

Sono state dunque assunte 15 persone delle quali 8 a Verrès e 7 ad Aosta; solo 4 di queste nuove persone assunte sono persone che avevano già prestato servizio negli anni passati in qualità di custodi, mentre tutti gli altri 11 assunti hanno qualifiche diverse: assistenti alle mostre, guardia sala, guardia giurata, custodi semplici e portieri, ma c'è di più: per integrare l'organico ultimamente - il collega Beneforti diceva di aver sentito delle voci, invece qui è proprio una cosa ufficiale perché ho una lettera dell'Amministrazione regionale - sono state assunte altre 11 persone; quindi l'anno scorso lavoravano 21 persone, di queste 2 hanno scelto un altro settore, e sono rimaste in 19; di queste 19 ne sono state assunte 4 e ne sono rimaste fuori 15.

Adesso sono state assunte altre 11 persone, ma queste non sono state prese dalla graduatoria di custodi a tempo determinato, stilata poco tempo fa dall'Ufficio di collocamento, dove vi erano buona parte di quelli che lavoravano gli scorsi anni, bensì da quella dei forestali - qui c'è anche l'indicazione dei nomi -, i quali mantengono il loro contratto di forestali, anche se sono stati trasferiti ad una mansione ben diversa dalla loro qualifica.

Questo è già un aspetto particolare perché da una parte abbiamo persone che per anni hanno svolto una loro mansione, dall'altra c'è una graduatoria che viene stilata diversamente dagli anni precedenti per cui si inserisce non solo chi ha qualifica di custode, ma anche chi ha qualifica tipo portiere, guardia sala, guardia giurata, custode semplice; per di più avendo di nuovo bisogno di integrare l'organico, invece di fare riferimento a quella graduatoria, accontentando anche chi non era stato assunto, vengono assunti 11 forestali e i forestali cosa possono fare?

Possono svolgere attività di sistemazione e pulizia del territorio e di manufatti con movimentazione di materiale, raccolta ramagli o sistemazione piante, trasporto e spostamento di materiale vario, piccole attività di carattere manutentivo senza attività di travaso o uso di sostanze chimiche, attività di controllo e segnalazioni di eventuali anomalie al personale di custodia, il tutto senza uso di macchine rumorose e il tutto tenuto conto che loro non possono maneggiare soldi, cioè non hanno mansioni di cassa, cosa che hanno le persone assunte come custodi.

Allora questo è un passaggio incomprensibile se si pensa che altrettanti e ancora di più cittadini valdostani che negli anni passati hanno lavorato come custodi ai castelli e ai musei e quindi hanno maturato una certa esperienza lavorativa in tal senso, non sono stati più chiamati a ricoprire l'impiego temporaneo, pur trovandosi senza lavoro e iscritti in questa graduatoria.

Alcuni di questi ex custodi hanno presentato diverse volte negli anni passati e anche ultimamente alla Regione delle istanze al fine di ottenere un corso di qualificazione professionale, tipo quello della ADEST, fatto per gli assistenti domiciliari e che è stato poi approvato dall'Amministrazione regionale; corso che permetterebbe di acquisire la qualifica specifica di custodi ai castelli e ai musei e quindi una professionalità ben definita.

La partecipazione a questo corso potrebbe dunque costituire una premessa imprescindibile ai fini di future assunzioni; tale regola vige già per gli assistenti domiciliari come ho detto prima. Mi permetto di dire che forse questa richiesta è persino più di quanto non occorra, se si pensa che per altre categorie di lavoratori dipendenti, quali ad esempio i forestali, i criteri di riassunzione temporanea sono basati su precedenti rapporti occupazionali nello stesso settore.

Perché quindi questo "modus operandi", che fino alla passata stagione costituiva prassi anche per i custodi, è stato ora invece abbandonato? Perché si è preferito occupare nei castelli e nei musei operai provenienti da altri settori che per precise regole contrattuali, come ho detto prima, non possono maneggiare il denaro della cassa e non possono certo accompagnare i turisti in visita guidata?

Allora ben venga la nostra proposta di un corso di qualificazione professionale - che in pratica ricalca l'istanza fatta dai custodi - in grado di permettere ai suoi partecipanti di divenire esperti qualificati in materia, tutelandoli in vista di future assunzioni.

Vogliamo dare maggiore professionalità? Diamo la possibilità di fare questo corso di qualificazione ovviamente ricordandoci che se faremo fare questo corso, sarà opportuno inserire nel regolamento di assunzione la necessità di avere questo corso di qualificazione, altrimenti faremmo fare un corso per nulla; sarebbe inoltre opportuno che, se tale corso fosse posto in essere, parte delle adesioni fossero riservate a coloro che negli ultimi anni hanno già svolto la mansione di custodi ai castelli e ai musei.

Mi auguro che la Giunta voglia accettare questa proposta, penso per il tramite dell'Assessore Pastoret, che a quanto mi è stato riferito si è dimostrato sensibile al problema, visto che ci sono stati diversi incontri in cui l'assessore ha sempre dichiarato di essere disponibile ad affrontare il problema e a trovare una soluzione.

Mi auguro quindi che l'assessore voglia in questa sede passare dalle semplici parole ai fatti aderendo all'impegno di creare questo corso di qualificazione professionale, già accettato a parole dall'Agenzia del lavoro.

Con quest'impegno rivolgiamo un invito all'assessore a verificare questa possibilità sempre ribadendo la nostra disponibilità ad emendare il testo pur di raggiungere il fine che sarebbe quello di permettere la creazione di questo corso di qualificazione, che possa servire nel prossimo anno ad evitare a queste persone la situazione che vivono adesso, una situazione di forte disagio per loro.

Président La discussion générale est ouverte.

La parole au Conseiller Collé.

Collé (Aut) Brevissimamente per alcune riflessioni perché molto è stato detto dal collega Beneforti e dal collega Lanièce.

Mi sembra di tornare indietro di qualche mese quando in quest'aula con l'Assessore Vicquéry avevamo affrontato il delicato tema degli assistenti domiciliari laddove in alcuni enti locali della nostra Valle si adottava un metodo e in altri comuni della stessa nostra Regione si adottava un metodo completamente diverso.

Credo che oggi ci troviamo di fronte a questa situazione, Assessore Pastoret.

Disparità; disparità per dipendenti che bene o male lavorano per la Regione Valle d'Aosta. Capisco che ci possano essere delle situazioni diverse e dei contratti diversi, però per chi lavora, per il lavoratore che di molte cose non si può occupare, non è al corrente, gli viene difficile capire come mai un operaio della Forestale viene chiamato automaticamente ogni anno, mentre per un lavoratore che fa il custode dei castelli questa situazione non venga messa in pratica, quindi la prima cosa da capire è questa: perché per gli uni sì e per gli altri no.

La seconda questione di cui l'assessore dovrebbe darci delle spiegazioni è questa: quando questi dipendenti si sono mossi, hanno parlato credo più volte con l'assessore, con il Presidente della Giunta e con il Presidente del Consiglio, si sono mossi anche con il collocamento e al collocamento gli è stato detto tra le varie cose, nelle varie riunioni che hanno fatto, che la Regione aveva i mezzi per tutelarli e per farli lavorare.

Oggi vorremmo capire come mai questa tutela non è avvenuta da parte della Regione, se questo corrisponde al vero; credo che comunque una chiarezza in questo senso debba essere fatta anche perché poi sulle risposte che ci darà l'assessore andremo a verificare per capire chi dalle due parti dice la verità o meno.

Un'altra domanda che vorrei fare all'assessore, e qui credo che non dipenda da altri enti, è sapere perché, visto che l'assessore era a conoscenza di questa delicata situazione, al momento della chiamata è stata fatta in primo luogo la chiamata per i custodi e successivamente per le assistenti alle mostre.

Perché dico questo? Dico questo perché da qui è degenerata un po' la situazione, nel senso che nel momento in cui c'è stata la chiamata per i custodi e venendo a cambiare quello che era il discorso generale e cioè che le assistenti alle mostre potevano anche entrare nel meccanismo dei custodi, queste ultime hanno preso il posto dei custodi, quindi come mai non si è fatto in primo luogo la chiamata per le assistenti alle mostre e successivamente la chiamata ai custodi?

Vado poi ad aggiungere quanto è già stato detto sia dal collega Beneforti che da Lanièce che, per mettere la ciliegina sulla torta, oggi ci troviamo ad avere dei dipendenti della Forestale a sostenere, a fare questo lavoro. L'assessore poi ci spiegherà, questo è quanto risulta a noi. Senza poi nasconderci il fatto - se corrisponde al vero - che i dipendenti della Forestale hanno un livello diverso e credo anche che questi non portino a termine quelle che erano le mansioni di custode finora eseguite in un certo modo.

Ci troviamo pertanto ad avere 11 persone su 15 che si trovano di punto in bianco senza lavoro, a trovarsi a casa con situazioni familiari che lascio immaginare. È gente che, come credo capirete, non ha più 18-20 anni, è gente che lavorava da 10-15 anni in questo meccanismo e non mi sembra giusto nei loro confronti che la situazione sia arrivata a questo punto.

Voglio ricordare all'assessore che in anni precedenti, e lui sicuramente lo saprà perché glielo avranno fatto presente gli uffici, con il suo assessorato e con il vertice dell'Ufficio del personale questi lavoratori avevano fatto presente di dare la possibilità all'Amministrazione regionale di organizzare un corso di qualificazione, così come è avvenuto per altre situazioni, con il quale riconoscere una qualifica che permettesse loro poi di concorrere, a parità di situazioni, a questo posto di lavoro.

Non si dice qui che questo corso deve essere fatto esclusivamente per questi lavoratori, uno può accedere, poi ci potrà essere l'esperienza e gli anni di lavoro, eccetera, ma questo poteva essere un tassello importante per il futuro. Non capiamo perché questo non è stato fatto, soprattutto ci chiediamo oggi - e il senso della nostra mozione è questo - se non è possibile da parte dell'Amministrazione regionale organizzare un corso di questo genere.

Concludo qui questo primo intervento, mi auguro che arrivino delle risposte chiare e concrete da parte dell'assessore per poi ritornarci sopra.

Président Pas d'interventions en discussion générale? Je ferme la discussion générale.

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret pour la réponse à la motion et à l'interpellation.

Pastoret (UV) Qui abbiamo un'interpellanza e una mozione e sono stati introdotti molti elementi di riflessione, sono state dette molte cose. Una prima considerazione la vorrei fare in risposta ad un'osservazione che ha fatto il Consigliere Beneforti, il quale ha ricordato una sua iniziativa del 1998 riguardo al problema dei custodi dei castelli che non avrebbero avuto il periodo di tempo necessario per poter poi ottenere l'indennità di disoccupazione; in quella sede ricordo che fu data la risposta dal Presidente della Giunta e fu detto che si sarebbe posto rimedio per quest'anno.

È stato posto rimedio: i custodi sono stati chiamati e avviati al lavoro non nel mese di giugno, come fu l'anno scorso, e con questo ritardato avviamento al lavoro si verificò il fatto che, non avendo la copertura sufficiente per tutti i mesi necessari, non poterono avere l'indennità di disoccupazione. Questi lavoratori, quest'anno, sono già stati avviati.

Dico subito in apertura una cosa che poi risottolineerò dopo. Nel giro di 20 giorni avvieremo di nuovo un certo numero di custodi per le attività nei castelli, verrà richiesto l'avviamento di una serie di questi custodi proprio per poter garantire l'attività istituzionale all'interno del castelli.

Prima di entrare nel dettaglio tecnico però, vorrei chiarire alcune cose che riprenderò anche dopo, intanto credo che la sensibilità rispetto ai problemi dei lavoratori non sia univoca, ma che appartenga a tutti; capisco che ognuno debba esporre le sue ragioni, le sue valutazioni, però attribuirsi delle primogeniture mi sembra rappresenti un mancare di rispetto anche agli altri. Questo lo dico senza nessuna verve polemica, ma solo per sottolineare la cosa.

Faccio già subito un chiarimento riguardo alla situazione che è stata evocata prima e che concerne gli operai forestali cosiddetti in servizio nei castelli. Gli operai forestali che prestano la loro opera all'interno dei castelli non prestano quest'opera in sostituzione dei custodi, perlomeno non quest'anno, perché - e qui parlo a nome dell'Assessore Perrin - il suo assessorato ha dato disposizioni ben precise rispetto all'attività di questi operai forestali all'interno dei castelli che si occupano delle aree verdi e di estirpare tutte le erbacce, le piantine, le piantumazioni selvatiche che crescono, come potete verificare, quando vi è mancanza di cura in questo senso, sui muri e sulle realizzazioni perimetrali in muratura di questi monumenti. Questo è il compito che hanno gli operai forestali, sono chiamati per fare questo.

Risottolineo poi un altro aspetto: a quest'attività sono dedicati - e mi scusi l'Assessore Perrin se lo dico al posto suo - e avviati dei lavoratori forestali che non troverebbero più posto in nessun altro cantiere forestale.

Trovano posto in quest'attività all'interno dei castelli perché per le loro ragioni di salute e di invalidità riescono a fornire quel minimo di lavoro indispensabile; siamo in questo caso una valvola di sfogo occupazionale per loro, altrimenti questi starebbero a casa. Pertanto, quando si fanno delle affermazioni rispetto alle attività di queste persone, bisogna anche fare attenzione perché poi si va a mettere in pericolo quello che invece sembrerebbe essere l'obiettivo comune della conservazione del posto di lavoro per tutta una serie di persone.

Quindi non è vero che questi fanno questo tipo di attività. Non nego che questo sia stato fatto in passato, Consigliere Beneforti; sono stato preciso prima quando ho detto che quest'anno è così, c'è un preciso mansionario che è stato fatto dall'Assessorato dell'agricoltura che definisce e determina quali sono i tipi di attività che queste persone devono sostenere. Non so cosa succedeva in passato, ma quest'anno siamo in questa situazione; questi quindi non fanno il rimpiazzo di nessuno.

Un'altra cosa che voglio chiarire è il rapporto con l'Ufficio del lavoro. Premetto che l'Ufficio del lavoro non è una struttura regionale ed agisce e opera con delle competenze che gli sono proprie. Ho sentito dire - e poi chiederò conto di queste affermazioni e di quanto è stato riportato - che dall'Ufficio del lavoro sarebbe stato detto che l'Amministrazione regionale non si è attivata nei modi dovuti per poter assumere delle persone in una certa posizione piuttosto che altre.

Se qualcuno ha fatto un'affermazione del genere, ha detto qualcosa di molto grave e chiarisco qui qual è il percorso che ha portato a questo tipo di rapporto con l'Ufficio del lavoro ovvero la situazione che concerne i custodi dei castelli.

L'Amministrazione regionale ha avanzato, come sempre veniva fatto tutti gli anni, alle Sezioni circoscrizionali di Aosta e di Verrès la richiesta di personale in possesso della qualifica di custode di castelli, musei e giardini.

La Sezione circoscrizionale per l'impiego di Aosta comunicava il 25 febbraio 1999 - cito la data per dire quanto ci siamo mossi in anticipo perché non si verificasse la situazione dell'anno scorso per la quale poi questi hanno perso il diritto all'indennità di disoccupazione - alla Direzione sviluppo organizzativo che la chiamata pubblica del 24 febbraio, avvenuta sulla base di quanto richiesto dall'Amministrazione regionale, che richiedeva quei profili professionali, veniva annullata in quanto non erano stati applicati - da loro - i criteri previsti da un provvedimento del Dirigente della Direzione regionale del lavoro di Aosta, il quale parificava con questo provvedimento - del direttore e non della Regione Valle d'Aosta - alla qualifica di custode di castelli, musei e giardini anche altri profili professionali, quindi la chiamata sarebbe stata riproposta applicando le disposizioni previste da tale provvedimento.

Il sottoscritto ha fatto diversi incontri, come è stato ricordato dal Consigliere Collé, con il personale in servizio lo scorso anno, ne sono stati fatti con il Presidente della Giunta; sono stati fatti incontri organizzati da noi stessi con le organizzazioni sindacali.

A questo punto la Direzione dello sviluppo organizzativo del personale, su interessamento dell'assessorato, tenuto conto del problema che si veniva a creare per questi dipendenti e anche su richiesta delle organizzazioni sindacali, provvedeva a chiedere una sospensione della chiamata pubblica in argomento in attesa che ci fosse un incontro fra le organizzazioni sindacali e la Dirigente della Direzione regionale del lavoro di Aosta.

Da quest'incontro, che poi è stato effettuato e che è stato richiesto dalle organizzazioni sindacali, ma anche caldeggiato da noi, sia come assessorato sia come ufficio personale, emergeva che le disposizioni da loro applicate sono applicate a livello nazionale e sono vincolanti per le amministrazioni richiedenti.

Avevamo due scelte a questo punto: potevamo andare avanti e non risolvere un problema che faceva capo al collocamento e che avrebbe comunque avviato al lavoro quei profili professionali. Per contro lasciando trascorrere il tempo e non intervenendo, avremmo messo questi lavoratori assunti nelle stesse identiche condizioni in cui si erano trovati lo scorso anno, cioè ad avere dei periodi più corti con il rischio di perdere i benefici derivanti dalla disoccupazione, inoltre avevamo la necessità di mettere in funzione il personale di custodia dei castelli per le chiamate a tempo determinato.

La Direzione del personale provvedeva a riproporre la chiamata in argomento chiedendo di nuovo che venissero avviati lavoratori sulla base di quel profilo professionale.

Questa è stata una questione assolutamente ed esclusivamente interna dell'Ufficio del lavoro che ha determinato che questi profili professionali venissero ampliati. Le Sezioni circoscrizionali per l'impiego di Aosta e Verrès riproponevano la loro chiamata sulla base di quanto era stato detto prima ed estendendo la partecipazione a tutte le persone in possesso delle qualifiche previste dal provvedimento che ho citato prima. Questa è la situazione, questi sono i fatti.

Nell'interpellanza si chiede quali iniziative si intende assumere per evitare che in futuro si ripeta quanto è accaduto negli ultimi due anni. Ho già avuto modo di parlare ai lavoratori, ma prima di riassumere questo voglio ancora sottolineare un elemento assolutamente importante: l'Amministrazione quest'anno, come negli anni precedenti, ha richiesto un avviamento specificando quali erano le figure professionali che servivano all'Amministrazione regionale e fornendo i bisogni numerici al collocamento, richiedendo impiegati che avessero i requisiti riferiti a specifici profili professionali.

Il fatto che vengano avviati lavoratori che non hanno esperienza in questo senso crea un problema all'Amministrazione perché questi vanno formati, gli si deve insegnare un certo tipo di attività, quindi l'Amministrazione non trae dei vantaggi se non vengono chiamati i custodi degli anni precedenti e ne vengono chiamati altri. Eppure noi diciamo quali sono i profili professionali e quali sono le entità numeriche che devono essere avviate. Dico e ripeto: numeriche perché non può essere che così, di fatti non è possibile che si faccia una chiamata nominativa.

Questo è qualcosa che deve essere chiaro a tutti e che è stato chiaro sempre, in tutti i momenti, sia agli stessi lavoratori, sia alle organizzazioni sindacali, sia all'Ufficio personale, sia all'Ufficio del collocamento.

Dalla domanda che è stata posta dal Consigliere Beneforti mi sembra di intendere che si dovrebbe definire un sistema che consenta di riavviare coloro che già avevano lavorato gli scorsi anni dando continuità al loro rapporto di lavoro. Questo è un auspicio che facciamo tutti, ma risottolineo che è il collocamento che avvia i lavoratori e che una chiamata nominativa non è né consentita né lecita, quindi non è possibile. Queste sono regole che purtroppo ci mettono in condizioni di difficoltà, che non ci piacciono in questo caso, ma ci sono, non solo eludibili.

Fatte tutte queste lunghe premesse, dirò adesso quali iniziative intendiamo mettere in atto. Ho già avuto modo di dirlo sia ai lavoratori interessati quando li ho incontrati, sia all'Ufficio personale e noi procederemo in questo senso. Procederemo, e questo siamo obbligati a farlo adesso per l'anno prossimo, lo faremo in autunno. Non lo potevamo fare per quest'anno, altrimenti saremmo ricaduti in quella questione di tempi ridotti.

Per l'anno prossimo procederemo ad una selezione con la formazione di una graduatoria: come quella che abbiamo per i bidelli, che consenta di prelevare quantitativi utili di persone sulla base del posizionamento in questa graduatoria.

Questo è quanto legittimamente possiamo fare: creare una graduatoria, mantenerla in funzione per un certo periodo di anni e poi attingere da questa graduatoria per avviare i lavoratori. Confermo quindi sotto questo punto di vista l'impegno per l'anno prossimo nell'avere disponibile questa graduatoria, che avrà validità pluriennale, che consentirà di prelevare il necessario contingente di lavoratori e confermo il fatto che la Direzione sviluppo organizzativo del personale ha già provveduto a mettere in calendario lo svolgimento di tale selezione - che, ripeto, sarà fatta dopo la fine dell'estate - per ovviare al problema delle chiamate del personale di custodia. Questo è quanto è possibile fare.

Vengo ora alla mozione, ai suoi contenuti e ad alcuni riferimenti che sono stati fatti; rispondo in ultimo ad una parte della richiesta che è stata fatta dal Consigliere Beneforti riguardo alla commissione.

Nella mozione si dice: "Tenuto conto che l'Amministrazione regionale già nei confronti di altre categorie di lavoratori dipendenti a tempo determinato adopera, come nel caso dei forestali, criteri di riassunzione temporanea basati su precedenti rapporti lavorativi nel medesimo settore;" il Consigliere Collé l'ha citato en passant: i lavoratori forestali hanno un contratto di tipo privato, l'Amministrazione regionale che li assume si comporta in quel caso come un datore di lavoro privato e questi lavoratori sono assunti sulla base di un protocollo firmato con le organizzazioni sindacali che permette ciò perché questo è consentito nel settore di lavoro privato, ma non nel pubblico impiego. Questa è la ragione per cui i lavoratori forestali vengono presi con quel meccanismo e noi non possiamo invece prendere i custodi dei castelli con questo stesso meccanismo…

(interruzione da parte dei Consiglieri Autonomisti, fuori microfono)

… perché è un contratto di lavoro agricolo, d'altronde non siamo la sola Regione. In tutte le regioni d'Italia i lavoratori forestali hanno un contratto di lavoro agricolo che è un contratto di lavoro privato. Questo non dipende da me, poi se vogliamo possiamo metterci a studiarlo, ma questa è la situazione. Loro hanno questo tipo di contratto, infatti i lavoratori forestali non percepiscono l'indennità di bilinguismo proprio in virtù del fatto che sono sottoposti ad una disciplina contrattuale di questo tipo.

Si dice ancora che si è deciso di non attribuire più la priorità di assunzione a chi già aveva svolto tale impiego in passato; a quest'affermazione ho già risposto prima, nel senso che noi abbiamo chiesto di riavviare quelle figure professionali. Ovviamente se quelle figure professionali fossero state avviate senza quell'estensione che tutti abbiamo cercato, fra le organizzazioni sindacali, l'ufficio personale, noi stessi e gli stessi dipendenti, di fare in modo che non fosse prevista, come non era prevista per gli anni precedenti, non ci sarebbe stato nessun tipo di problema. Questo tipo di estensione ha portato al fatto che fossero inseriti in questa graduatoria altri lavoratori e ciò ha creato il problema che ho detto prima.

Noi, lo ripeto, facciamo una chiamata numerica, chiediamo il numero delle persone che vanno avviate sulla base del profilo professionale. Ribadisco che se è stato detto all'Ufficio del lavoro che l'Amministrazione regionale doveva e poteva attivarsi in modo diverso, questo è grave e mi sento assolutamente di dire che non risponde al vero perché quel tipo di scelta è andata contro gli interessi della stessa Amministrazione che si è trovata ad avere dei problemi di gestione non indifferenti.

La mozione impegna poi la Giunta regionale a verificare la possibilità di porre in essere un corso di qualificazione professionale sulla falsariga di quello adottato per le assistenti domiciliari.

Qui bisogna chiarire. Intanto a un corso di qualificazione professionale non si accede per un qualche diritto, si accede per una graduatoria che deve essere fatta. Va fatto un bando poi c'è il corso e chi lo supera entra a far parte della graduatoria.

Per quanto riguarda gli assistenti domiciliari, questi già facevano parte di un ruolo speciale che era un qualcosa di particolare, io non l'ho seguito e non lo conosco molto bene, ma poi questi sono passati nel ruolo degli enti locali, dei comuni con un supporto legislativo che ha consentito questa cosa che noi non possediamo. Questi fra l'altro fanno parte non di una graduatoria della Regione, ma di una graduatoria riferita agli enti locali. In questa fase stiamo per definire - dovremmo arrivarci alla fine dell'anno - il ruolo per quanto riguarda il comparto unico, pertanto non credo che ci dobbiamo mettere in questo momento a creare un supporto legislativo per creare degli elementi di confusione.

Ritengo che la soluzione più appropriata, che darà delle garanzie di continuità nell'attività lavorativa, sia: in primo luogo fare quello che abbiamo detto e per il quale mi sono impegnato prima, cioè una graduatoria che consenta pluriannualmente di pescare i lavoratori da avviare nei castelli facendo una selezione che abbia una durata come quella dei bidelli o di altre figure; in secondo luogo, nell'immediato credo che con molta probabilità…

(interruzione del Consigliere Collé, fuori microfono)

… non posso stabilire io le modalità, cercheremo di fare in modo che siano quelle più equilibrate… è possibile che sia così, ma non posso dare io una risposta tecnica che non mi compete, ve la potrò dare successivamente.

Nell'immediato, dicevo, procederemo ad una chiamata nel giro di 15-20 giorni a un certo numero di personale, proprio in risposta a quanto dicevo prima, perché il personale forestale che c'è nei castelli non si può e non si deve occupare delle visite e della custodia, ma deve fare altre cose, per questa ragione provvederemo ad avviare altro personale a questo tipo di attività come custode dei castelli.

(interruzione del Consigliere Lanièce, fuori microfono)

… noi faremo la richiesta, ma questa è di nuovo una competenza che non concerne noi perché se noi avessimo potuto decidere al posto dell'Ufficio del lavoro, oggi non saremmo qui a discutere di questo problema. Questo problema si è posto per il fatto che a quanto avevamo richiesto, non è corrisposto un avviamento consueto come gli altri anni.

Detto questo, c'è in coda all'interpellanza del Consigliere Beneforti una richiesta con cui chiede se l'assessore intende andare a riferire in commissione.

Ho già avuto modo di rispondere altre volte, così hanno fatto altri colleghi di Giunta: l'assessore va in commissione, ma non è lui che si offre volontario, ci va volentieri, ma se la commissione ritiene di doverlo chiamare, in tal caso lo convoca ed in qualsiasi momento l'assessore si presenta. Mi sembra pletorica come richiesta, nel senso che la disponibilità ad andare in commissione non può essere negata, anzi è un nostro dovere da questo punto di vista.

Per quanto riguarda la mozione, sperando di aver risposto a tutte le richieste avanzate, chiedo ai presentatori, poste le considerazioni che ho fatto nell'illustrazione, la disponibilità a ritirarla, altrimenti su questa mozione ci asterremo tenuto conto delle proposte e del percorso che l'Amministrazione intende seguire.