Objet du Conseil n. 622 du 13 mai 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 13 MAI 1999 (MATIN)
OGGETTO N. 622/XI Iniziative per concordare una soluzione ottimale in ordine alla realizzazione dell'impianto di risalita Dolonne-Plan Chécrouit. (Reiezione di mozione)
Mozione Preso atto della questione concernente i lavori per la costruzione dell'impianto di risalita Dolonne-Plan Chécrouit, ovvero della querelle che intercorre attualmente tra la Giunta comunale di Courmayeur e il "Libero Comitato per il ripristino della vecchia ovovia di Dolonne", sostenuto da diversi cittadini di Courmayeur i quali non approvano la scelta comunale che prevede la costruzione del nuovo impianto con partenza situata nella zona del Plan des Lizzes;
Tenuto conto che l'iter per la concessione di costruzione d'impianti a fune è disciplinato da due leggi regionali, rispettivamente la n°13 del 10/04/1998 "Approvazione del Piano Territoriale Paesistico della Valle d'Aosta" e la n°29 del 1/09/1997 " Norme in materia di servizio di trasporto pubblico di linea",
Visto che tali leggi prevedono diverse procedure, a seconda dell'entità dell'intervento, distinguendo opere di rifacimento o sostituzione di impianti esistenti dall'edificazione di nuovi impianti, che comportano un aumento sensibile della portata e del carico sull'area sciabile;
Rilevato che l'Amministrazione regionale, pur riconoscendo piena libertà al Comune di Courmayeur di decidere l'opzione ritenuta più idonea, dovrà disporre un sostegno finanziario, in base alle leggi vigenti, per la realizzazione dell'opera, riservandosi ovviamente una valutazione tecnica del progetto, il quale comunque riveste, non solo per il Comune di Courmayeur bensì per tutta la Valle d'Aosta, carattere di grande rilevanza turistico-economica;
Il Consiglio regionale
Invita
la Giunta regionale a prendere in considerazione l'opportunità di incontrare ufficialmente, al più presto, anche allo scopo di dirimere l'attuale tensione venutasi a creare a Courmayeur, i rappresentanti dell'Amministrazione comunale e del suddetto Comitato, insieme agli esponenti delle varie categorie sportive ed economiche direttamente interessate, al fine di valutare serenamente la questione, in modo da riuscire ad individuare la migliore soluzione possibile per giungere in tempi opportuni alla realizzazione di un'opera in grado di soddisfare al meglio le esigenze future del comprensorio sciistico di Courmayeur.
F.to: Lanièce - Viérin M. - Collé - Marguerettaz - Comé
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) L'oggetto di questa mozione riguarda una vicenda che in questi ultimi mesi ha avuto grande spazio sugli organi di informazione a partire dal 21 dicembre 1998, data in cui il Consiglio comunale di Courmayeur ha preso una decisione in merito alla realizzazione del nuovo impianto di risalita.
Abbiamo notato come si sia creata a Courmayeur una forte tensione tra la Giunta comunale e un libero comitato di cittadini che si sono riuniti e hanno presentato un'iniziativa popolare, raccogliendo ben 2.000 firme di cui 1.500 circa di non residenti e 500 di residenti in loco, per il ripristino della vecchia ovovia di Dolonne sul vecchio tracciato. E proprio perché abbiamo notato questa forte tensione, ci siamo preoccupati e abbiamo ritenuto opportuno presentare questa mozione al fine di verificare la possibilità e l'opportunità da parte della Giunta regionale di incontrare ufficialmente le parti in causa, e cioè il Consiglio comunale di Courmayeur che ha preso una decisione a maggioranza relativa, i rappresentanti del Libero Comitato per il ripristino della vecchia ovovia di Dolonne e i rappresentanti delle categorie sportive, turistiche ed economiche direttamente interessate all'opera in corso, al fine di mettere intorno a un tavolo queste persone e verificare qual è la situazione, cercando di ripristinare un dialogo che come tutti sappiamo, in tutti i settori della vita, dell'economia, del lavoro e anche qui nella politica, è più che mai indispensabile e necessario.
Perché riteniamo così importante la decisione che prenderà il Comune di Courmayeur rispetto alla scelta di edificare o meno l'impianto di risalita Dolonne-Plan Chécrouit al Plan des Lizzes? Innanzitutto vogliamo sgombrare il campo da possibili dubbi: questa non è una campagna di strumentalizzazione politica come qualcuno vorrebbe far credere; gli Autonomisti non intendono giocare strategie di corridoio sulle spalle dei cittadini valdostani in modo particolare di quelli di Courmayeur.
Credo invece che il dialogo sia importante perché la realizzazione di quest'opera, qualunque sia l'opzione che verrà adottata dal comune, concorrerà in maniera significativa alla nascita di importanti modifiche strutturali, economiche e turistiche in tutto il comprensorio di Courmayeur e perché ci sia dialogo occorre che tutte le parti in causa sappiano affrontare con serenità e lucidità di giudizio i vari temi e le problematiche che un'opera, qual è quella in progetto, necessariamente deve sollevare.
È dunque importante scegliere bene i passi che si faranno in futuro perché Courmayeur e le sue valli sono state, sono oggi e devono restare luoghi a misura d'uomo, dove l'intervento dell'ingegno umano al verificarsi degli eventi naturali non può causare alterazioni che comprometterebbero lo sviluppo dell'ecosistema, anche perché lo stravolgimento dell'ambiente per Courmayeur significherebbe lo stravolgimento della sua economia turistica, oggi fragile come non mai per le tristi ragioni che tutti ben conosciamo.
Cosa può fare l'Amministrazione regionale in merito a questa vicenda che ha per oggetto l'individuazione della migliore soluzione possibile, in base alle esigenze presenti e future del comprensorio di Courmayeur, relativamente alla costruzione dell'impianto di risalita?
Non vogliamo qui assolutamente entrare nel merito del contraddittorio che vede il comune e il comitato schierati l'uno di fronte all'altro pur se entrambi rivolti al medesimo intento di fornire una soluzione. Ci troviamo di fronte a due proposte, a due progetti diversi, con l'ovvia consapevolezza che non si possono esercitare ingerenze gratuite nelle competenze del Comune di Courmayeur che, da solo, dovrà assumere decisioni e responsabilità in merito alla scelta finale che verrà operata.
Esistono però due leggi regionali che disciplinano l'iter per la costruzione di impianti a fune; queste leggi, votate da questo Consiglio, ben distinguono le opere di ristrutturazione o sostituzione di vecchi impianti da quelle edificate ex novo, che comportano necessariamente un aumento del carico e della portata e quindi della ricettività sulle piste di sci. Queste due leggi sono: la legge regionale 10 aprile 1998, n. 13, che riguarda: "Approvazione del Piano territoriale paesistico della Valle d'Aosta", il PTP, e la legge regionale 1° settembre 1997, n. 29, concernente: "Norme in materia di servizio di trasporto pubblico di linea".
La normativa prevede due procedure diverse a seconda che si tratti da una parte di un intervento di rifacimento o sostituzione di un impianto a fune esistente, senza che venga aumentata in maniera significativa la potenzialità degli impianti delle piste di un'area sciabile, dall'altra della costruzione di un nuovo impianto o del rifacimento di un impianto che aumenti invece in modo significativo la portata e il carico sull'area sciabile.
Nel primo caso la procedura è semplice perché, trattandosi di interventi privi d'impatto ambientale, la Giunta regionale può rilasciare la concessione per la costruzione e l'esercizio sulla base di una semplice domanda e di un'istruttoria di carattere tecnico; nel caso di un nuovo impianto la procedura invece è più complessa perché deve essere previsto sia nella programmazione comunale sia in quella regionale.
Infatti, se andiamo a verificare il PTP, l'articolo 9, commi 8, 9, 10, 11, prevede che per realizzare un nuovo impianto occorre che esso sia previsto esplicitamente da due strumenti di programmazione comunale: il piano di sviluppo turistico, approvato dal consiglio comunale, le cui caratteristiche sono stabilite dall'articolo 27 delle norme di attuazione del PTP e il piano regolatore generale del comune.
A sua volta, la legge regionale n. 29/97 prevede nel capo III, che riguarda gli impianti a fune, agli articoli 37 e seguenti, la programmazione regionale, cioè gli impianti di trasporto a fune con funzione di servizio pubblico devono essere realizzati in conformità alla programmazione della Regione e quindi gli articoli disciplinano tutti gli interventi necessari per questo programma, che deve essere approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta. L'articolo 39 stabilisce che il programma regionale per gli impianti a fune contenga, ad esempio, gli eventuali nuovi impianti da realizzare, con le motivazioni che li giustificano e le relative previsioni economiche.
Nel caso di rifacimento della vecchia ovovia, che è la proposta sostenuta dal comitato, la procedura per la concessione è rapida e semplice; se invece il Comune di Courmayeur opterà per la proposta che è a tutti noi presente, occorre che questa proposta sia prevista dal piano di sviluppo turistico del Comune di Courmayeur, dal piano regolatore generale del Comune di Courmayeur e dal programma regionale per gli impianti a fune.
Questo per dire che per queste due differenti opere edili esistono due tipi diversi di procedure volte all'acquisizione da parte degli enti locali dell'autorizzazione e dei relativi sostegni finanziari necessari per la realizzazione dell'opera; quindi, proprio perché quest'intervento è disciplinato da due leggi regionali, non è pensabile che l'Amministrazione regionale, che dovrà farsi carico d'importanti spese al riguardo - spese che riguardano un'opera indispensabile che modificherà e non di poco l'assetto futuro del comprensorio dell'alta Valle -, non si riservi una preventiva valutazione tecnica del progetto, come d'altronde ha sempre dichiarato l'assessore sugli organi di informazione. Infatti ha sempre detto che la Regione, al di là della scelta del comune, dovrà effettuare una valutazione tecnica prima di elargire i finanziamenti.
Ecco perché un incontro con le parti in causa servirebbe all'Amministrazione regionale per venire a conoscenza, visto che ci è sempre stato dichiarato che la Regione non sa nulla di questi progetti, tenuto conto che anche nell'ultimo Consiglio, rispondendo ad un'interrogazione dei Verdi è stato detto che non si è ancora a conoscenza di questa proposta…
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
... ufficialmente, certo… quindi quest'incontro servirebbe per venire a conoscenza della proposta presentata dal comune e anche per conoscere la proposta del comitato che è stata sottoscritta da oltre 2.000 persone di cui 585 residenti in Courmayeur. Questo ultimo fatto dimostra anche un'altra cosa: la volontà del comitato di non strumentalizzare politicamente quest'operazione perché altrimenti avrebbe potuto benissimo cercare di raccogliere un numero di firme pari alla maggioranza più uno dei votanti di Courmayeur. Sappiamo che la raccolta è durata due settimane: di solito le raccolte di firme per le petizioni durano anche mesi se c'è la volontà di destabilizzare qualcosa, invece qui c'è stata la volontà solo di sostenere un'opera diversa da quella sostenuta dalla maggioranza comunale per cercare di creare un democratico dibattito.
Questa è la mia opinione e anche quella dei responsabili del comitato tanto più che il comitato è composto da cittadini e giustamente non può essere considerato un comitato politico perché sappiamo bene che all'interno di questo comitato ci sono anche degli esponenti di un certo rilievo della stessa Union Valdôtaine, che ha sostenuto l'amministrazione comunale uscente e vincente. Insomma, Roberto Rota, candidato alle ultime regionali dell'Union Valdôtaine, rappresentante dei maestri di sci, è uno dei portavoce di questo comitato.
La stessa cosa vale per Savoye che ha dichiarato pubblicamente di aver sostenuto Blua e di essere unionista. Questo vuol dire che non è uno schieramento politico, ma è un raggruppamento di cittadini che non credono nella proposta presentata dal Sindaco Blua per valutazioni tecniche che tutti avete letto sui giornali e che non sto a ripetere per brevità.
Visto che si tratta di una struttura che avrà sicuramente ripercussioni in materia turistica, ambientale e di trasporti, non crediamo fattibile, questo è il parere degli Autonomisti, che tali importanti decisioni possano essere prese senza un serio ed equilibrato confronto, soprattutto oggi che la questione è vissuta con palpabile tensione da entrambe le parti in causa ed ovviamente da tutti i cittadini di Courmayeur.
Da qui l'incontro che proponiamo con questa mozione; si tratta solo di andare ad incontrare le parti in causa, non chiediamo di modificare la scelta del comune, chiediamo solo un incontro fra la Giunta regionale, che dovrà finanziare in base alle due leggi regionali quest'intervento, e i rappresentanti del comitato, delle categorie economiche interessate e della Giunta comunale che ha fatto una sua scelta.
L'incontro che proponiamo non vuole assolutamente favorire una o l'altra delle parti in causa; vuole soltanto riportare chiarezza e un sereno confronto dialettico nell'unico interesse della collettività che, dalle scelte che verranno operate dal comune, deve trarre i massimi vantaggi.
È per noi necessario ed inderogabile che su questa questione il Governo regionale, che è attento su molte iniziative - penso a come si sta muovendo sui problemi del tunnel e su altri problemi di un certo spessore -, presti molta attenzione e che si ponga quale strumento di incontro e di dibattito, al di là di qualunque strumentazione politica.
Per questo motivo auspichiamo che la nostra proposta non cada nel vuoto, ma possa trovare in quest'Assemblea piena adesione.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Prima del mio breve intervento, mi permetta, Presidente, di aprire una brevissima parentesi.
Ieri, in occasione della Conferenza dei Capigruppo, è stato portato all'attenzione della Presidenza il problema dell'informazione istituzionale e di come certi organi di stampa pubblici, perché gli organi privati possono fare quello che vogliono, seguono i lavori del Consiglio.
Questi stessi organi pubblici mi risulta che ieri sera, io non l'ho sentito, quindi riporto quello che mi è stato riferito da più persone, abbiano detto che oggi il Consiglio non c'era perché il Presidente della Giunta è a Roma. Oggi, visto che ci sono le iniziative dell'opposizione, non c'è nessuno in sala stampa perché tanto si è già fatto il pieno di notizie alla Conférence de presse del lunedì della Giunta e per questa settimana siamo a posto. Questo è lo stato delle cose.
Chiudo la parentesi, però chiederei che quanto meno rispetto al servizio pubblico - perché ripeto che i privati possono fare quello che vogliono, sono per la libertà piena di stampa anche quando non mi piace - venga inoltrata una nota di protesta da parte della Presidenza del Consiglio per questa notizia completamente destituita di fondamento e che denota anche un senso di scarsissima professionalità.
Président Je me permets d'ajouter simplement, à titre d'information pour les collègues conseillers, que nous avons déjà adressé, il y a dix jours, une note formelle de protestation au sujet du manque d'informations qui a accompagné les cérémonies du 50ème anniversaire du Conseil de la Vallée, au nom du Bureau de la Présidence, et que l'argument que vous avez évoqué tantôt, qui est celui de la communication institutionnelle, sera abordé la semaine prochaine dans une réunion spécifique de la Conférence des Chefs de groupe ayant pour trait ce même problème.
Je vous remercie de l'avoir reporté à l'attention de ce Conseil et je ne manquerai pas de faire les pas nécessaires à l'adresse du service public des communications vu que, comme vous l'avez dit, vis-à-vis des particuliers il nous est impossible d'intervenir.
La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Vengo con pochissime osservazioni sulla mozione illustrata dal Consigliere Lanièce. Devo dire che molte delle osservazioni fatte dal Consigliere Lanièce sull'importanza di questa decisione, sulle conseguenze di questa decisione, sono da me condivise e per certi versi apprezzo anche lo spirito con cui il Consigliere Lanièce ha esposto l'iniziativa del gruppo degli Autonomisti.
Non posso però tacere di una perplessità che ho rispetto a quanto ci si chiede di votare. La perplessità mi deriva dal fatto che allo scorso Consiglio l'Amministrazione regionale si è espressa già in maniera piuttosto evidente a favore di una soluzione, quindi mi riesce difficile immaginare una Giunta "super partes" che si mette attorno a un tavolo e tenta di ragionare, come sarebbe anche possibile, di questo problema. Fra l'altro colgo la contraddizione, che è emersa evidente allo scorso Consiglio, quando si dice che non abbiamo i progetti, che non sappiamo niente ufficialmente, ma che noi siamo dalla parte dell'Amministrazione di Courmayeur. Strano, se non si conosce, quanto meno ci si informa.
A proposito delle risposte che ci sono state date l'altra volta dall'assessore, voglio fare un'altra osservazione, e lo dico senza polemica, ma con rammarico sì perché non è la prima volta che a delle nostre iniziative consiliari l'assessore al turismo risponde con dati sbagliati.
È evidente che, quando glielo rileviamo noi nelle repliche, la cosa ha poco peso perché sembra che faccia parte della dialettica politica che poi rimane al nostro interno. Questa volta però mi ha fatto piacere perché i dati completamente sbagliati che ha dato l'assessore sono stati ripresi da alcuni cittadini indignati per quelle dichiarazioni con le quali si è fatto dire al comitato per il "no" cose che quel comitato rispetto a quell'impianto non ha assolutamente detto; l'assessore ha riportato dati sulla portata oraria del progetto preferito dal comitato per il "no" che sono completamente sbagliati; questi cittadini di Courmayeur si sono presi la briga di mandare una lettera - credo ricevuta da tutti i Capigruppo regionali - che è stata pubblicata dai giornali, i quali per una volta fanno giustizia di qualche frottola di troppo che spesso in quest'aula ci viene raccontata.
Questo lo dico perché mi auguro ci sia da parte della Giunta su un tema così delicato un atteggiamento trasparente, corretto, serio e che ci vengano portati dei dati che sono reali anziché - come è stato fatto - utilizzare dei documenti propagandistici da parte di una delle due parti da contrapporre a quelle che sono invece le argomentazioni dell'altra parte.
Altra parte che, lo abbiamo detto chiaramente, sosteniamo, che sosteniamo non per partito preso, ma perché ci sembra che la soluzione proposta dal comitato dei cittadini sia più ragionevole per tutta una serie di motivazioni che l'altra volta ho cercato di riassumere discutendo l'interpellanza del nostro gruppo e che non starò a richiamare.
Président La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (FI) Credo che questa mozione abbia anche il merito oggi di sollevare un altro tema oltre a quello specifico di cui parla la mozione.
Ascoltando attentamente la particolareggiata relazione di uno dei presentatori, si ha la tentazione di cominciare a farsi un'idea sulle scelte che la cittadinanza di Courmayeur sta attuando e magari nel caso anche del Consigliere Curtaz, che ha appena espresso dei favori su una posizione piuttosto che su un'altra, noi di Forza Italia crediamo che questa mozione possa essere invece oggi l'occasione per fare una riflessione su tutto quello che ci siamo detti in questi ultimi anni a proposito della sussidiarietà, dell'autonomia degli enti locali, del federalismo delle autonomie e di tutte quelle belle parole e di quei bei principi che un po' tutte le forze politiche in questo consesso si sono prodigate ad esternare nei loro vari interventi in più occasioni soprattutto in quelle più istituzionali.
Se veramente questo Consiglio regionale, così come ha espresso in molte occasioni, crede veramente nel principio della sussidiarietà e nel principio del decentramento delle decisioni al più basso livello verso il cittadino, questa mozione non può che essere l'occasione per dire che non è accettabile che il Consiglio regionale oggi possa diventare di nuovo il grande fratello delle comunità locali.
Abbiamo un grosso imbarazzo a discutere di questa mozione perché, pur comprendendo l'attenzione e la preoccupazione che i Consiglieri degli Autonomisti esprimono, credo che abbiano perso di vista con questa mozione lo sforzo che noi in questa legislatura stiamo facendo per poter - purtroppo sempre troppo poco - decentrare i poteri dalla Regione al cittadino.
Il fatto che il Sindaco Blua, che la sua amministrazione sia d'accordo su una parte del progetto piuttosto che su un altro progetto, dovrebbe vederci arbitri imparziali. Lanièce nella sua relazione ha citato i nomi di alcuni esponenti dell'Union Valdôtaine che si trovano nel comitato avverso piuttosto che nell'altro.
Credo che lui dovrebbe essere così onesto e dire che ci sono espressioni politiche da una parte e dall'altra in egual misura e che se la comunità di Courmayeur oggi si è incastrata in un dibattito sul suo futuro, su un certo progetto che sicuramente ha una rilevanza importante anche per la Regione, ma soprattutto per quella comunità, debba essere la comunità di Courmayeur nella sua autonomia a prendere una decisione, probabilmente se ancora non ci sono riusciti è perché le forze in campo, le decisioni in campo, i progetti in campo non acquisiscono la maggioranza di quella popolazione.
È delicato che il Consiglio regionale oggi esprima su questa mozione un voto di favore perché tornerebbe a fare, come purtroppo fa in tantissime occasioni, quasi quotidianamente ancora purtroppo diciamo noi, il grande fratello delle autonomie locali.
Noi dobbiamo avere il coraggio, anche approfittando del sistema elettorale che ha fatto eleggere il Sindaco di Courmayeur come sindaco maggioritario di quella comunità, e dobbiamo avere anche la forza di trattenerci dall'entrare nel merito di quelle questioni che sono tutte proprie di quella comunità locale altrimenti, mentre giustamente ci diciamo che le autonomie devono acquisire quel senso di responsabilità, di autogoverno, di decentramento del potere, dall'altra parte, forse inconsapevolmente e in buona fede, andiamo a ripristinare una procedura politica di potere, di attenzione, di sorveglianza, di indicazione magari anche giustificandola con lo scopo del "super partes" di dirimere le questioni di una comunità locale.
Se siamo per il federalismo vero delle autonomie, se siamo per il vero decentramento dei poteri regionali, credo che la Regione potrà, proprio in funzione delle due leggi che il relatore ha citato: la legge n. 13/98 e la legge n. 29/97, far fare alla Regione il ruolo che quelle leggi determinano, cioè l'acquisizione, la valutazione tecnica ed evidentemente anche di coerenza con il resto della Regione nel momento in cui quella comunità è in grado, è capace e autoconsapevole di esprimere un sì a maggioranza su un progetto piuttosto che sull'altro.
Dobbiamo resistere a questa tentazione, dobbiamo riuscire a farlo, altrimenti continuiamo a raccontarci che questa Regione ha bisogno di decentramento dei poteri e poi, proprio quando nascono questi conflitti, non permettiamo alle piccole realtà di acquisire quella consapevolezza, di far crescere il potere decisionale, di sposare realmente quel principio di sussidiarietà che significa che la Regione non interviene laddove il livello più basso amministrativo, in questo caso il comune, la comunità locale, può dirimere questa questione.
Quella comunità può esprimersi su un progetto piuttosto che su un altro, lo deve fare; se non è in grado di farlo, rimane senza la decisione e il Sindaco Blua, che è stato espresso a maggioranza da quella comunità, si assumerà alla fine del suo mandato la responsabilità di essere riuscito o di non essere riuscito a dare risposte alla sua comunità, ma è lui che ha la responsabilità di fronte alla sua comunità, non è la Regione che deve fare il grande fratello, che deve andare a fare il mediatore delle questioni che sono tutte proprie in questo caso del territorio di Courmayeur.
Président La parole au Vice-président Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Mi sento in obbligo di intervenire dopo l'intervento del collega di Forza Italia solo per precisare qual è la nostra posizione. Siamo i primi a condividere alcuni passaggi del collega Lattanzi, ma forse il collega Lattanzi non ha affrontato in maniera molto attenta il problema.
Qui non si tratta di decidere per altri; qui si tratta di affrontare in anticipo una questione che arriverà successivamente sul tavolo della Giunta, ma anche di questo Consiglio.
Questo problema non riguarda solo la scelta di un piccolo impianto a fune, questo problema - se il collega Lattanzi si è informato a Courmayeur - riguarda parcheggi per oltre 1.000 posti macchina, riguarda viadotti che andranno ad attraversare di nuovo la Dora Baltea, riguarda tutta la viabilità dell'alta Valle, riguarda quindi una cosa che non avrà un riflesso solo per il Comune di Courmayeur.
Oltretutto, noi come Consiglio regionale, siamo sempre intervenuti sulle strategie dei grandi comprensori sciistici, vedi Pila e altre località, ma per fare un esempio più comprensibile, prendiamo Saint-Vincent: per quella località abbiamo parlato di terme, che sono comunali, però abbiamo parlato di terme prima ancora che il comune decidesse, con l'intento di riportare un po' di vita in quel comune e la stessa cosa sta succedendo a Courmayeur dove la situazione si è aggravata dopo la tragedia del Tunnel del Monte Bianco.
Questo per dire che qui non si chiede di decidere a nome e per conto della comunità di Courmayeur, ma proprio anche a causa della tragedia del Tunnel questa sarà una scelta che determinerà non solo il futuro di Courmayeur, ma di gran parte dell'alta Valle, inoltre su questi eventuali interventi la Regione dovrà intervenire con finanziamenti molto rilevanti - e mi riferisco all'intervento del collega Curtaz che condivido pienamente, la Giunta non può dire: "Non so" perché, come noi della minoranza abbiamo le fotocopie di progetti, anche la Giunta ne avrà certamente di più completi e sa perfettamente che il Comune di Courmayeur se un domani trova l'intesa con la società che gestisce il comprensorio sciistico, dovrà affrontare anche tutto il problema della viabilità e come fa un comune ad affrontare una spesa di 15-20 miliardi per ridefinire la viabilità? Dovrà fare una richiesta alla Regione per una legge speciale.
Non penso che il Comune di Courmayeur riesca ad accantonare 20 miliardi per tale nuova viabilità, infatti la costruzione dei parcheggi e di altre opere come si evince da una certa bozza di accordo saranno a carico del Comune di Courmayeur. Allora non possiamo non affrontare questo discorso, e noi abbiamo proposto di affrontarlo non in termini distruttivi, ma abbiamo proposto di affrontarlo in termini di confronto su quello che sarà poi l'impegno finanziario che si dovrà fare come Regione, di questo penso siamo tutti convinti e, poiché in quest'aula ci sono vari amministratori comunali che hanno fatto esperienza negli enti locali, sanno perfettamente che a volte si può anche utilizzare una legge speciale, cioè una legge di settore, ma in questo caso non c'è una legge di settore che possa affrontare queste necessità finanziarie per quei tipi di progetti, parlo di viabilità, non parlo degli impianti di risalita.
Quindi c'è una situazione che ha spaccato la comunità e penso che in questo momento per il Comune di Courmayeur, visto che poi fra maggioranza e minoranza ci sono stati 29 voti, sia importante trovare un momento di dialogo per il bene di tutta la comunità e anche per il bene della Valle d'Aosta.
Riteniamo che questo sia lo spirito della nostra proposta; non si pretende niente di più, si vuole solo che si ragioni in maniera un po' diversa come d'altronde si è ragionato in altre occasioni.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Vorrei continuare, se possibile, sul ragionamento fatto dal collega Viérin che mi sembra molto pertinente.
Sinceramente sono stato indeciso se firmare o meno la mozione perché la prima cosa che mi è venuta alla mente sono state le considerazioni del collega Lattanzi, però l'ho firmata convinto di averlo fatto per una serie di considerazioni che vengono immediatamente dopo i principi enunciati da Lattanzi perché i principi devono fare i conti con la realtà, altrimenti rimangono perennemente inapplicati ed inapplicabili.
La realtà è quella che è stata descritta, la realtà è che la scelta che potrebbe essere fatta e che dovrebbe essere fatta per Courmayeur è una scelta non minimale, è una scelta molto importante come diceva bene Viérin, ma per un comprensorio assai più vasto di Courmayeur e lo spirito che sta sotto questa mozione è uno solo, se possiamo riassumere con uno slogan: è quello di rendere trasparente il più possibile un'operazione di così grande peso. In che modo? Con questo tavolo di concertazione, se possiamo chiamarlo così, dove il Governo regionale non può fare, come dire?, l'indiano.
In passato ci sono state tante esperienze in cui si è lasciata quest'autonomia ai comuni, perlomeno apparentemente, di decisioni su opere importanti, significative per il loro territorio; Courmayeur fra l'altro in parte è già stata toccata da un'esperienza di questo genere, vorrei ricordare l'esperienza del palazzetto di Courmayeur. Voglio dire che, quando si prendono in considerazione delle opere di tale portata, dove inevitabilmente ci sono degli investimenti enormi che entrano in gioco e sui quali è doverosamente necessario fare una valutazione preventiva di tutte le energie finanziarie ed economiche che si mettono in gioco, credo che la presenza del Governo regionale in questo tavolo di concertazione non assuma quella caratteristica che voleva dargli Lattanzi, non è cioè, come invece forse purtroppo spesso accade e in maniera non ufficiale, un'ingerenza del Governo regionale, ma è una collaborazione offerta da parte del Governo regionale da chi fra l'altro anche a livello azionario partecipa di quella società che un domani dovrà gestire l'impianto nuovo o vecchio che sia.
Quindi al di là delle strumentalizzazioni alle quali facilmente si può prestare questa mozione, chiedo ai consiglieri tutti di fare uno sforzo in questa direzione. Certo, la via più facile e più bella da rappresentarsi è quella di dire che noi siamo per una controtendenza, quella di lasciare l'autonomia ai comuni, che siamo per eliminare una volta per tutte l'ingerenza della Regione nei confronti degli enti locali e sappiamo tutti farli benissimo questi discorsi, invece io invito i consiglieri a rendersi conto di ciò che è la posta in gioco e del ruolo importantissimo, se giocato correttamente, del Governo regionale in quest'operazione. Come diceva già chi mi ha preceduto, qui ci troviamo di fronte ad un'operazione di un grosso spessore di fronte alla quale la Regione ha due possibilità, perché se vogliamo far cadere un velo di ipocrisia che potrebbe esserci, non veniamo a raccontarci che la Regione in tutta quest'operazione da qui a un anno, cinque anni, dieci anni, quello che sarà il tempo di durata, non metterà il becco in questo affare, non veniamo a raccontarci delle cucche, invece oggi, prima che la strada prenda dei corsi poco piacevoli per un verso o per un altro, rendiamo trasparente questa necessità.
Rendiamoci conto tutti che non siamo qui a chiedere un'ingerenza, non siamo a chiedere che sia la Regione a scegliere, a decidere, ad imporre; siamo a chiedere che la Regione si adoperi con le sue strutture, con le sue capacità di analizzare più profondamente l'operazione a livello economico e a livello finanziario, di aiutare il Comune di Courmayeur in questa vicenda che comunque è di difficile risoluzione.
Président La parole au Conseiller Lattanzi pour deuxième intervention.
Lattanzi (FI) Ringrazio i colleghi che hanno voluto con i loro interventi far comprendere la scelta che hanno voluto fare con questa mozione, io però rimango fermo del mio avviso, soprattutto dopo gli interventi che ho ascoltato con attenzione perché Marguerettaz soprattutto ha esordito dicendo di avere anche lui condiviso i principi della sussidiarietà, del concetto di decentramento dei poteri alle comunità locali, ma di aver poi dopo dovuto fare i conti con la realtà, con le scelte, con quello che sta succedendo.
Il Vicepresidente Viérin in tutto il suo intervento in replica al mio ha sostenuto che così è sempre stato fatto, che in tutte le occasioni delle decisioni che le comunità locali hanno dovuto prendere su fatti rilevanti per la loro innanzitutto economia e poi con un riflesso importante per la Regione, la Regione ha sempre svolto il ruolo che oggi con questa mozione si chiede ancora di svolgere.
Credo che questo sia un fatto di per sé significativo, credo che questa sia l'argomentazione con la quale noi oggi ci dobbiamo confrontare sulla reale volontà nostra di quale ruolo deve giocare l'Amministrazione regionale in un contesto economico fatto da diverse economie, non diciamo 74 perché non è così e lo sappiamo, ma da diverse economie, diverse nelle loro economie sociali, culturali, diverse nel loro sviluppo di fare economia.
Sappiamo che ci sono realtà industriali di piccola industria, realtà di servizio come può essere il centro della Valle e realtà economiche fortemente turistiche molto diverse da altre.
Credo che proprio Viérin con la sua frase: "È sempre stato questo il ruolo", frase ancora ribadita da Marguerettaz che diceva: "La Regione mette poi il becco in questi affari", ha messo in evidenza una situazione che dobbiamo considerare perché la realtà è che la Regione alla fine mette il becco in questi affari.
Posso anche condividere questa riflessione, però dobbiamo resistere, cioè se ci crediamo dobbiamo smetterla di farlo, dobbiamo riuscire ad avere il coraggio di dire che la Regione esprimerà un parere tecnico, economico, d'impatto, tutto quello che le leggi prevedono nel momento in cui la Regione avrà i progetti e le richieste delle varie comunità sul tavolo e non questa forma di protettorato che voi chiamate la collaborazione che l'Ente regionale può dare preventivamente perché questa collaborazione preventiva diventa ingerenza, diventa peso politico, diventa arroccarsi su una posizione che parte del presupposto che noi, le nostre teste, i nostri cervelli siano più qualificati dell'amministrazione di Blua, della sua maggioranza e anche di quell'amministrazione comunale.
Quell'amministrazione comunale ha un'occasione, quella di dimostrare - se ne è capace - che è capace di gestire il suo territorio, se non sarà così, i cittadini di Courmayeur li manderanno a casa.
La realtà, se non vogliamo fare ipocrisia, Marguerettaz, è che si sta cavalcando su questa funivia uno scontro di tipo politico, ce lo dobbiamo dire che chi ha perso le elezioni sta cavalcando questa cosa per tornare in pista e non ha importanza se è del mio partito o del tuo.
Questo ce lo dobbiamo dire perché siamo il Consiglio regionale, se vogliamo dare a questo Consiglio regionale un ruolo istituzionale che è il suo che non è quello di gestire tutte le amministrazioni locali. Certo che è sempre stato fatto così, ce la facciamo a non farlo più?
La Regione, se parliamo di ipocrisia, lo ha sempre fatto e probabilmente hai ragione tu, continuerà a farlo. Dobbiamo avere la forza di cambiare questo ruolo perché questo è quello che ci è stato chiesto in questi cinque anni di legislatura, di cambiare il ruolo della Regione nei confronti delle autonomie locali; abbiamo fatto delle leggi che tra l'altro non condividevamo perché troppo poco federaliste…
(interruzione del Consigliere Marguerettaz, fuori microfono)
… la nostra non è una posizione a favore dell'Union, a favore dei liberali, a favore dei cattolici; qui non è una questione di essere a favore di qualcuno di Courmayeur, qui è essere a favore di un principio per cui la comunità di Courmayeur come quella di Cogne, di Pont-Saint-Martin, di Valsavarenche si arrocchino sulle loro posizioni per conflitti personali, per conflitti politici di scorie delle ultime elezioni e non riescano a risolvere il loro vero problema perché su una cosa siamo tutti d'accordo: Courmayeur ha bisogno di persone, di scelte amministrative capaci per dare un'economia a quel paese, ma che sia la Regione, vista questa difficoltà, ad andare a intervenire per porre fine a certe discussioni di cortile perché è in gioco un progetto importante, perché Courmayeur è importante per la Valle d'Aosta, lasciamo che trovino loro la soluzione.
Se Blua, se questa maggioranza non sarà capace di trovare una soluzione sul progetto, verrà mandata a casa, anche la cittadinanza di Courmayeur imparerà ad essere federalista, imparerà che, quando i problemi di Courmayeur non si risolvono, non arriva "mamma Regione" a risolvere i problemi, probabilmente anche quelli di Courmayeur lo capiranno se non interverremo e se faremo il nostro ruolo che la legge ci ha dato, cioè quello di valutare i progetti delle comunità quando queste comunità ce li presentano dopo averli dibattuti, scelti, confrontati e a maggioranza democratica approvati, poi ci possono piacere o meno, il palazzetto ci può piacere o meno, ma quel palazzetto c'è più per l'ingerenza della Regione che per la volontà del Comune di Courmayeur e per questioni politiche sulle questioni di Courmayeur…
(interruzione del Consigliere Marguerettaz, fuori microfono)
… appunto, pre-elezioni o post-elezioni, quindi se vogliamo ridiscendere sulle strumentalizzazioni, credo che questa mozione abbia il merito oggi di chiarirci anche le idee.
Invito i proponenti della mozione, lo faccio io da rappresentante della minoranza, quindi comprendendo che poi si sono delle questioni laggiù, voi avete degli elettori, noi uguale, chiunque credo che sia qui nella stessa condizione, ma non possiamo andare noi Palazzo regionale ad entrare nelle questioni di cortile sapendo che lì ci sono i terreni di uno, i terreni dell'altro, le speculazioni di uno, le speculazioni dell'altro, gli interessi di uno e gli interessi dell'altro; dobbiamo avere il coraggio di volare al nostro livello e di non scendere ogni qualvolta nel campanile di un cortile.
Se riusciamo, anche e soprattutto grazie a questa mozione, a prendere una posizione chiara, cioè: "Courmayeur, la tua economia è nelle tue mani, noi finanzieremo 25 miliardi, 30 miliardi, 100 miliardi, quello che sarà la proposta che farete, se il Palazzo regionale riterrà quella proposta che voi, cittadini di Courmayeur, a maggioranza avete scelto coerente con il progetto regionale". Questo sì, ma dopo: "Fate la proposta, abbiate il coraggio e la capacità di risolvere i vostri problemi", cosa diversa è il tunnel dove è la comunità di Courmayeur che chiede l'aiuto della Regione, qui lasciamo che decidano su quel progetto, non andiamo a parteggiare come Consiglio regionale sulle beghe delle piccole fazioni, delle famiglie e delle speculazioni edilizie.
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) L'intervento accorato del Consigliere Lattanzi lo avrei capito meglio se alla fine del suo discorso avesse proposto un emendamento alla mia mozione.
Lattanzi (fuori microfono) È tua la mozione, proponilo tu.
Lanièce (Aut) Il collega avrebbe potuto proporre un emendamento alla mia mozione con l'invito alla Giunta a prendere in considerazione soltanto l'opportunità di incontrare le parti in causa e basta togliendo così la parte finale.
Questo lo avrei capito perché avrebbe fatto un discorso finalizzato a qualcosa, invece abbiamo appreso che la cosa migliore per il gruppo di Forza Italia è di aspettare che la proposta venga presentata all'Amministrazione regionale, che ci sia tutto l'iter, che durerà un anno o due anni, per poi sperare che quella proposta sia accettata finanziariamente e tecnicamente dall'Amministrazione regionale.
E nel caso in cui non lo sia? Perché non voler neanche incontrare le parti in causa? Il testo parla di incontrare, non di decidere: infatti il quarto capoverso dice: "Rilevato che l'Amministrazione regionale, pur riconoscendo piena libertà al Comune di Courmayeur di decidere l'opzione ritenuta più idonea…", e quindi vuol dire che riconosciamo al Comune piena libertà (e questo concetto mi sembra sottolineato benissimo); in conseguenza di questo chiediamo però un incontro, non essendoci stata per ora nessuna proposta ufficiale, come ha detto l'assessore, per verificare ufficialmente questa proposta, per rendersi conto se su questa proposta, quando arriverà in Giunta, sia possibile dare una valutazione positiva dal punto di vista sia finanziario, visto che costerà decine di miliardi, sia tecnico.
Perché, come diceva giustamente il collega Viérin, quest'opera comporterà diverse opere indotte: ci sarà bisogno di fare un collegamento con la strada statale, ci saranno da creare i parcheggi, ci sarà da creare un indotto intorno a quest'opera, e quindi non ci sarà solo un intervento minimo ed unico nella zona dove verrà costruito eventualmente il nuovo impianto.
Ribadiamo che qui c'è solo la volontà d'incontrare per capire meglio la situazione, invece secondo Lattanzi è meglio aspettare due anni; se poi fra due anni gli uffici tecnici non riterranno opportuno dare il parere favorevole, diremo alla comunità di Courmayeur che hanno perso altri quattro anni, tanto a noi cosa interessa se a Courmayeur per quattro anni non hanno nulla?
A noi non interessa se una delle cittadine più importanti dal punto di vista turistico non ha un impianto di risalita funzionante, non ci interessa niente; noi siamo qui per decidere le cose meno importanti, siamo qui per decidere magari gli interventi del singolo comune dove il consigliere ha interessi come Cogne, Champdepraz, eccetera e allora lì si che si possono fare interpellanze, ma quando parliamo di un intervento in un comune con una ricaduta regionale, allora non possiamo neanche permetterci di chiedere alla Giunta di fare un incontro e lo ribadisco: un incontro! Non vuol dire incontrare per modificare, ma incontrare per conoscere meglio, per conoscere subito, in anteprima, se possiamo dire così, la proposta del comune, in modo da renderci conto se sarà fattibile finanziariamente e tecnicamente.
Se avete paura, cancelliamo dopo la parola "incontro" le ultime tre righe laddove si dice "in modo da riuscire ad individuare la migliore soluzione possibile…", togliamo quello, mi va anche bene visto che la nostra mozione è finalizzata solamente a cercare di mettere l'Amministrazione regionale a conoscenza ufficialmente della proposta in modo che possa assicurare il comune, dicendo: "Guardate, di fronte a questa soluzione da voi prospettata, noi come Regione siamo disponibili a darvi l'ok fra un anno, due anni, tre anni".
Almeno sapere ciò, altrimenti i cittadini hanno paura che ora si vada avanti con quest'iter, e poi che alla fine per motivazioni tecnico-finanziarie non ci sia questa disponibilità. Come si fa a sapere qualcosa, se non c'è un incontro?
Non c'è niente che vada contro il federalismo, non c'è nessuna ingerenza contro il Comune di Courmayeur, lo abbiamo ribadito, riconoscendo la piena libertà al comune di decidere l'opzione che è ritenuta più idonea. Probabilmente non siamo riusciti a farci capire, ma mi sembra che il testo sia chiarissimo; se volete essere ancora più sicuri, togliamo le ultime tre righe in modo da chiedere solo l'incontro fra la Giunta regionale e il comitato, la Giunta comunale e i rappresentanti delle categorie economiche interessate, fra cui i maestri di sci che penso siano quelli che sanno meglio dove sarebbe opportuno creare o ricostruire un impianto di risalita.
Questa è l'ultima cosa che volevo dire per sottolineare che siamo disponibili ad un emendamento di questa mozione perché l'unico senso di questa mozione è quello di cercare di far incontrare la Giunta regionale con le parti in causa per venire a conoscenza della situazione e per metterli intorno al tavolo e ricostituire un dialogo che purtroppo non c'è, ora come ora, a Courmayeur.
Président La parole au Conseiller Curtaz pour deuxième intervention.
Curtaz (PVA-cU) Più che un secondo intervento volevo soltanto fare una battuta perché il problema posto da Lattanzi, a mio giudizio, rispetto al caso di specie è mal posto e cerco di spiegarlo.
In linea di principio Lattanzi ha detto delle cose condivisibili, nel senso che è evidente che l'autonomia locale va rispettata, è evidente che la Regione non deve ingerirsi nei confronti di scelte di carattere localistico.
Ma è proprio questo il punto: non ci troviamo di fronte a un'opera di carattere localistico, non è il pezzetto di fogna che va da La Saxe al centro di Courmayeur o il piazzale da fare a Dolonne, stiamo parlando di un'opera che ha un impatto dal punto di vista non solo ambientale, ma economico che trascende di gran lunga quella che è l'economia del Comune di Courmayeur. Ecco perché mi permetto di dire che il problema, come lo hai posto tu, è mal posto, ed è quello che cercava di dire anche Marco Viérin, se non ho inteso male, cioè ci sono dei problemi che, pur essendo caratterizzati dal fatto di appartenere fisicamente a un territorio, hanno poi un ambito di interferenza che è molto più vasto…
(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)
… non è vero perché su una scelta strategica di questo tipo credo che la Regione debba far sentire la sua voce, altrimenti c'è il rischio di delegare agli enti locali delle competenze che secondo me non possono appartenergli perché ripeto che si tratta di un'opera che condiziona tutta l'attività economica dell'alta Valle.
Président La parole au Conseiller Borre.
Borre (UV) Ieri abbiamo parlato della riforma della legge sulla VIA, la legge n. 6/91, abbiamo approvato il Piano paesaggistico territoriale, tutti i comuni hanno il piano regolatore, quindi mi sembra assurdo che ancora si voglia vedere delle opere dove dobbiamo intervenire come Regione.
Quello che ha detto il Consigliere Lattanzi mi trova pienamente d'accordo e mi dispiace, caro Viérin, tu hai fatto il sindaco e quante volte sei venuto qui a reclamare autonomia per i comuni; oggi sei dall'altra parte della sponda, vuoi comunque mettere il becco negli affari degli altri, cosa che prima condannavi e rifiutavi per cui non riesco a capire.
Più che Autonomisti voi veramente dovreste essere Forza Italia, siete dalla parte sbagliata. Mi dispiace, cercate di ripensarci, ritirate questa mozione.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz pour deuxième intervention.
Marguerettaz (Aut) L'intervento di Borre è quello che ci aiuta a capire i termini della questione. Anche il Consigliere Borre, quando era Assessore ai lavori pubblici di Aosta, in ogni consiglio comunale reclamava l'autonomia del Comune nei confronti della Regione e puntualmente ogni martedì si recava in Regione con il cappello in mano…
(applausi dai banchi degli Autonomisti)
… questa è la realtà della Valle d'Aosta ed è questo velo di ipocrisia che questa mozione vuole togliere.
Président La parole au Vice-président Viérin Marco pour deuxième intervention.
Viérin M. (Aut) A volte mi chiedo se l'Union Valdôtaine in questi ultimi anni si sappia difendere solo su alcune dichiarazioni dettate dall'ipocrisia, perché, cari colleghi, parliamoci chiaro, su questo discorso la Giunta regionale ha già una sua idea, altrimenti non si spiegherebbero tante cose. A volte ci sono progetti, come diceva anche Curtaz, che hanno un impatto che non toccano tutta la Valle d'Aosta, ma che toccano certe strategie in cui la Regione è presente, tipo quella degli impianti a fune, tipo quella dei comprensori sciistici.
Allora il concetto qual è, caro Borre? Qui apro una parentesi: quando uno fa l'amministratore comunale, giustamente deve chiedere autonomia e tutto quello che ne consegue, ma deve anche sapere che ci sono cose che non si possono utilizzare per spaccare una comunità in due tronconi quando una comunità è già in difficoltà da anni perché da anni a Courmayeur non si sta più facendo niente proprio per questo motivo. Da quanto tempo si parla di questo problema a Courmayeur? Da tantissimi anni e cosa riusciremo a fare, Signori, tutti insieme? A non dare neanche un piccolo aiuto per mettere queste parti a confronto perché sappiamo perfettamente che la minoranza comunale ha chiesto un incontro al Presidente della Giunta, che il martedì incontra tutti, e il Presidente della Giunta ha rifiutato l'incontro e questo è vergognoso! Allora non prendiamoci in giro, caro Borre.
Il Presidente della Giunta ha rifiutato un incontro con la minoranza di Courmayeur che voleva spiegare le motivazioni e questo è vergognoso, cari colleghi Borre e Cottino!
Se questo è il discorso di autonomia, di ascoltare le comunità locali e così via, vuol dire che veramente, Borre, è al contrario di cosa dici tu perché io ho vissuto sì da sindaco, tu hai vissuto da assessore, io ho fatto le mie battaglie e alcune volte le ho fatte insieme al collega Cottino essendo sindaci della stessa zona, quando dovevamo fare alcune opere di enorme spessore, per le quali sapevamo che si sarebbero spesi magari decine, centinaia di milioni per i progetti e che poi non potevano essere realizzate per mancanza di risorse finanziarie, da buoni amministratori cercavamo di capire anticipatamente se c'erano delle possibilità di finanziare le opere. Perché ho detto prima, Assessore Lavoyer, e qui chiamo anche in causa l'Assessore Vallet, quando arriveranno delle richieste per 25-30 miliardi per fare delle opere che il Comune di Courmayeur ha messo nell'accordo di fare direttamente, vorrò proprio vedere come si farà. Si dovrà fare una legge speciale? Ci dimentichiamo l'autonomia dei comuni a volte per delle piccolezze e su queste cose che hanno un'incidenza elevatissima e che possono portare a uno spreco di denaro enorme, non possiamo dire niente, aspettando che arrivi tutto.
Aspettiamo di spendere alcuni miliardi prima di dire che l'opera non si può finanziare? Oppure verremo qui e diremo che dobbiamo fare una legge speciale di 40 miliardi? È questo che noi diciamo, non vogliamo sorpassare nessuno, vogliamo riconfermare, caro Borre, quello che dicevi tu; vogliamo solo creare un'occasione dove una metà della comunità di Courmayeur incontri l'altra metà e si affronti il tema in senso pratico. Questo abbiamo chiesto, non abbiamo chiesto altro.
Si dà atto che, dalle ore 10,35, presiede il Vicepresidente La Torre.
Presidente La parola al Consigliere Cottino.
Cottino (UV) Per la verità non è che avessi molta intenzione di intervenire se non successivamente per una brevissima dichiarazione di voto, però è chiaro che di fronte a certe affermazioni diventa abbastanza difficile stare zitti poiché qui veramente si cerca di strumentalizzare determinate affermazioni, si cerca di strumentalizzare determinati principi.
Credo che l'intervento del collega Lattanzi abbia spiegato in modo più che chiaro ed esaustivo quelli che sono i principi della sussidiarietà, quelli che sono i principi dell'autonomia dei comuni e quelli che sono i principi della legge di decentramento. Venire oggi ad accusare su questi temi l'Union Valdôtaine, ci vuole un certo coraggio. Ci vuole un coraggio notevolissimo perché ci si dimentica effettivamente chi è che ha iniziato questo tipo di percorso, si dimentica tutto quello che si è fatto ultimamente, ma soprattutto si dimentica il periodo in cui questo discorso è stato completamente bloccato e sono i primi anni '90, vorrei che su questo qualcuno riflettesse un po' di più.
Fatta quest'affermazione, e naturalmente all'interno delle maggioranze qualche volta bisogna necessariamente concordare e può darsi che qualcuno sia stato impedito a portare avanti determinate cose, comunque io guardo ai risultati. Se poi il collega Viérin vuole smetterla di disturbarmi, può darsi anche che io smetta di colloquiare con lui e possa dire quello che penso a proposito di questo problema.
Spero che mi perdoneranno gli estensori della mozione se non riesco a capire il senso politico di una mozione di questo genere. Arrivare a presentare una mozione da parte del Consiglio per impegnare la Giunta ad incontrare qualcuno, mi lascia abbastanza perplesso e ho delle grandissime difficoltà a capire un concetto di questo genere.
È stato affermato che il Presidente della Giunta non avrebbe voluto incontrare la minoranza del Comune di Courmayeur, naturalmente verificherò, ho dei fortissimi dubbi, ma verificherò perché se così è stato, sicuramente c'erano dei motivi, mi sembra comunque una cosa un po' strana, ma ripeto che queste sono cose che si potranno verificare ma, al di là di questo, siccome ho sempre avuto un senso di stima nei confronti degli altri fino a quando questi non hanno dimostrato di non meritarsela, non riesco a capire un'altra cosa che è quella di dire: "Se fosse soltanto l'interesse economico e ambientale di Courmayeur, allora il discorso del principio di sussidiarietà potrebbe anche andare bene, ma poiché quest'opera interessa non solo il Comune di Courmayeur, ma un comprensorio molto più vasto, allora non è giusto che sia Courmayeur a decidere".
Credo che bene o male gli amministratori di Courmayeur si giocheranno questo tipo di scelta sulla loro pelle, e quello che mi lascia stupito di queste affermazioni è che non riesco a concepire come un'eventuale scelta che possa garantire all'economia e all'ambiente di Courmayeur dei risultati buoni a dimostrazione che la scelta è giusta, possa essere poi per l'economia del comprensorio valutata in modo diverso. Se la scelta sarà giusta per Courmayeur, la scelta sarà sicuramente giusta anche per il comprensorio e viceversa se la scelta sarà errata per Courmayeur, sicuramente sarà errata anche per il resto del comprensorio. L'autonomia dei comuni su queste cose deve essere effettivamente rispettata; se nel passato questo non si è fatto, non significa, colleghi, che per forza di cose debba continuare in questa direzione. Credo che il discorso dell'ingerenza a tutti i costi nei confronti dei comuni possa o debba essere terminato.
L'assessore risponderà poi in modo sicuramente più compiuto, ma per quanto ci riguarda crediamo che anche se la mozione fosse ritirata, avrebbe permesso comunque un dibattito in questo Consiglio e se un merito le si vuole dare, è servita a chiarirci le rispettive posizioni, ma al di là di questo non potrà trovare il nostro appoggio.
Si dà atto che, dalle ore 10,46, presiede il Presidente Louvin.
Président Si personne ne s'inscrit, je ferme la discussion générale. La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.
Lavoyer (FA) Mi pare che si sia parlato relativamente poco dei contenuti della mozione, ma si sia utilizzato quest'argomento per esplicitare posizioni politiche più articolate, quindi prima di entrare nel merito della risposta specifica della mozione, vorrei dare alcune risposte a quelli che sono stati degli interventi secondo me più di carattere politico.
Il Consigliere Curtaz, da buon avvocato, è un abile provocatore e un abile manovratore e direi anche un abile pescatore perché lui comincia a buttare l'amo, poi vediamo se qualcuno abbocca, allora l'ironia sulla Giunta "super partes" che conosce o non conosce l'argomento e che quindi si contraddice, mi pare che sia un'ironia fuori luogo, nel senso che è una sottolineatura scorretta della posizione che la Giunta ha esplicitato in occasione della discussione dell'interpellanza o dell'interrogazione. Non ho detto che la Giunta non conosce l'argomento e non ho detto che l'assessore al turismo non conosce l'argomento…
(interruzione del Consigliere Curtaz, fuori microfono)
… Consigliere Curtaz, io l'ho lasciata parlare, ma infatti nessuno può conoscere il progetto perché il progetto non è stato fatto, nessuno può conoscere il progetto perché allo stato attuale non vi è nessun progetto, vi sono delle ipotesi di massima di localizzazione dell'impianto di risalita e soprattutto di localizzazione della posizione di partenza dell'impianto di risalita e poi qui stiamo discutendo di un argomento senza conoscere a fondo quali sono le problematiche, dopo entrerò nel merito delle cose più specifiche.
Allora, la Giunta conosce benissimo l'argomento, non è che non conosce l'argomento. Ho risposto all'interpellanza del Consigliere Curtaz dicendo che allo stato attuale delle cose la Giunta non è in grado di prendere delle posizioni ufficiali perché nessuno ha presentato all'Assessorato del turismo non solo il progetto, ma neanche posizioni ufficiali degli studi di fattibilità.
Sull'aspetto poi dei dati scorretti, non corretti, forniti dall'assessore, se il Consigliere Curtaz non racconta frottole, come ha detto che faceva l'assessore al turismo, dovrebbe anche sottolineare che i dati che l'assessore al turismo ha dato al Consigliere Curtaz nell'ultima interpellanza erano la lettura di una nota del Comune di Courmayeur che ho elencato per informare quali erano i dati relativi ad un'ipotesi di ripristino dell'ovovia. L'Amministrazione regionale non ha fatto studi sui contenuti e sulle portate orarie di questa possibilità di rifacimento dell'impianto; ho letto qual era la posizione del comune sull'ipotesi di rifacimento dell'ovovia.
Adesso chiedo al Consigliere Viérin se lui, quando prima faceva il ragionamento della soluzione dell'impianto, dell'ipotesi di infrastrutture, di viadotti, sostiene il rifacimento dell'ovovia o sostiene l'altra localizzazione dell'impianto rispetto a quella che ha deciso il comune. Io non sono riuscito a capirlo perché, caro Consigliere Viérin, la discussione che vi è all'interno dell'amministrazione comunale e all'interno della popolazione è cosa diversa rispetto all'iniziativa popolare per la ricostruzione dell'impianto di risalita di Dolonne, sono due cose completamente diverse. E ambedue le soluzioni, che non prevedono la ricostruzione dell'impianto dell'ovovia, hanno chiaramente delle ricadute dal punto di vista della viabilità, delle infrastrutture collaterali, di parcheggi, di collegamenti, ricadute economiche anche sull'economia del paese perché una è una soluzione dove l'impianto di partenza è prevalentemente decentrato rispetto a quella che è l'urbanizzazione del comune, mentre la soluzione che pare proponga e sostenga l'Amministrazione di Courmayeur individua un'ubicazione maggiormente localizzata al centro della comunità.
Quindi, se non parliamo del rifacimento dell'ovovia, alla quale il comune mi pare abbia ampiamente sottolineato in quella nota che è contrario, ambedue le soluzioni hanno comunque dei risvolti di parcheggi e di viabilità, ma saranno problematiche che esamineremo nel momento in cui avremo la decisione ufficiale comunicata all'Amministrazione regionale, a quel punto nessuno farà il Ponzio Pilato. Qualcuno parlava prima di leggi, infatti bisogna conoscere le leggi e riportare i termini del problema nell'alveo corretto.
Sono tre gli attori e sono: i gestori degli impianti di risalita, il Comune di Courmayeur e la Regione; cerchiamo di non fare confusione di ruoli.
I gestori, la società degli impianti di risalita, visto che è una società che pensa non solo a problemi di tipo urbanistico-ambientale, ma anche a problemi di redditività, è chiaro che fa delle ipotesi di progetti che tenderanno prevalentemente a cercare di dare un servizio dal punto di vista turistico, ma anche a creare degli utili alla società. Questo mi pare legittimo.
Il primo interlocutore su quest'ipotesi di progetto è il comune anche perché è il comune che ha la competenza per rilasciare o meno autorizzazioni e concessioni, pertanto la fase attuale di questa problematica è una fase che ancora è ferma nel primo momento che è quello di un esame da parte del comune insieme alla società degli impianti di risalita…
(interruzione del Consigliere Curtaz, fuori microfono)
… un momento, lasciami finire, io vi ho lasciati parlare, vi ho ascoltato attentamente anche in cose che non avevano nessun legame con la realtà.
Il comune è in una fase in cui ha esaminato il posizionamento di questo tipo d'impianto che va nella direzione di salvaguardare, secondo quello che sostiene l'amministrazione comunale, maggiormente gli interessi della comunità di Courmayeur.
Adesso andiamo a vedere, prima di parlare del ruolo della Regione, qual è stato il metodo che il comune ha utilizzato per prendere questa decisione e questo da un certo punto di vista svuota se non totalmente, parzialmente l'impostazione di questa mozione.
Il Comune di Courmayeur è pervenuto a questa decisione dopo più fasi preliminari di elaborazione delle idee accompagnate da varie riunioni informali del consiglio al suo completo; a completamento dell'informazione sul tema l'amministrazione ha provveduto ad organizzare un ulteriore incontro fra progettisti, Società Courmayeur Mont Blanc Funivie, consiglio comunale a cui hanno fatto seguito diverse riunioni congiunte con le categorie professionali, albergatori, commercianti, maestri di sci, guide alpine, associazioni operatori turistici.
Non è che il Comune di Courmayeur si è sognato di prendere una decisione perché nessuno è masochista tanto meno l'attuale maggioranza del Comune di Courmayeur, poi lì sul problema maggioranza e minoranza qualcuno omette di sottolineare che ci sono consiglieri di minoranza che sostengono questa soluzione, quindi il problema è tutt'altro che un problema di maggioranza e di opposizione.
Appare a questo punto evidente come ci sia stata un'articolata rete d'informazione sull'intera vicenda e che sia stata anche organizzata, nel corso di tutto il 1998, questa rete d'informazione e che gli elementi per la decisione finale fossero a conoscenza non solo del Consiglio regionale, ma di tutta la comunità locale e qui mi riferisco alla funzione di trasparenza che potrebbe avere l'incontro con le varie componenti fatto dalla Giunta regionale, ma sono cose che sono già state fatte.
Per quanto riguarda la proposta del libero Comitato per il ripristino dell'impianto di Dolonne, la posizione del comune è nettamente contraria.
Finora mi sono limitato a dire qual è la posizione del comune e il metodo che il comune ha usato per arrivare a questa posizione quindi, al di là di quello che può essere un generico comportamento di salvaguardare l'autonomia dell'ente locale, mi pare che qui l'amministrazione comunale si sia mossa in modo più che corretto e abbia fatto tutti quei passaggi di concertazione che doveva fare in un argomento di così grande importanza. A questo punto cosa deve fare? Deve riprendere tutti i contatti con tutte le associazioni? Ma questo lo ha già fatto il comune e ha preso questa decisione proprio perché a maggioranza le posizioni di tutte queste associazioni andavano in questa direzione.
Venendo al ruolo della Regione, qualcuno ha citato delle leggi, ma bisogna capire anche le procedure. Cosa dicono queste leggi? Che ci sarà una società d'impianti di risalita che farà la richiesta all'Amministrazione regionale per eventuali sostegni finanziari o contributi a fondo perso o mutui che variano in percentuale a seconda di quanto è la partecipazione pubblica all'interno della società degli impianti di risalita, in via puramente teorica la società potrebbe anche avere le risorse in proprio per costruirsi quest'impianto.
Qual è l'altro ruolo della Regione oltre a quello dell'ente pubblico che deve dare le concessioni? È chiaramente quello di esaminare l'eventuale progetto e autorizzarlo dal punto di vista di tutta una serie di procedure, non ultime quelle del VIA. Lasciamo stare il PTP e le norme del PTP che usiamo come un elastico: quando ci fa comodo, sono cogenti; quando non ci fa comodo, non sono cogenti.
Queste norme che sono state citate prima sono assolutamente delle norme di indirizzo e non sono delle norme cogenti. Comunque la Regione, al di là delle decisioni dal punto di vista finanziario, avrà non in questa sede, caro Curtaz, non in questa sede, non facciamo confusione perché se vogliamo fare confusione per carità, ma io sto cercando di parlare seriamente e di essere chiaro e poi chiarirò una volta per tutte qual è la posizione dell'Esecutivo, quindi qua non c'è nessuno che fa Ponzio Pilato. Per quanto attiene il PTP, dicevo, in questa sede non c'è.
Allora il ruolo della Regione è quello di valutare politicamente se sostenere dal punto di vista finanziario questi interventi oltre ad avere il ruolo di autorizzare o meno la realizzazione di questi impianti tenuto conto dell'impatto nell'ambiente, dell'impatto socio-economico e saranno valutazioni che faremo quando sul tavolo dell'assessorato, della Giunta regionale ci sarà il progetto, non studi di fattibilità o ipotesi perché non è detto, caro Viérin, che la localizzazione dell'impianto in quella posizione debba per forza comportare costruzione di viadotti e di svincoli, vi è anche un'ipotesi di un collegamento sempre funiviario che potrebbe collegare l'impianto con il parcheggio pluripiano, impianto che in questo caso avrebbe una gestione diversa da quella dell'impianto principale, ma in questo momento sono delle ipotesi che non sono state formalizzate, quindi sul metodo, sulla concertazione, già è stato fatto tutto.
Mi pare di aver chiarito quali sono i ruoli delle varie componenti in questa vicenda, ma sempre sulle leggi c'è un ulteriore passaggio e le leggi dicono, visto che devono essere rispettate come ci suggeriscono a più riprese i Consiglieri dell'Ulivo, che uno dei passaggi per poter avere o meno l'autorizzazione e il finanziamento dei vari impianti di risalita è una commissione ad hoc costituita, dove la componente politica non esiste…
(commenti fra i Consiglieri presentatori della mozione)
… poi vi dirò qual è la posizione della Giunta, non è che facciamo il Ponzio Pilato; noi in questo tipo d'impianto ci crediamo, lo crediamo strategico per lo sviluppo economico della Regione e anche per la comunità di Courmayeur e non solo, quindi è chiara la nostra posizione, non è una posizione da Ponzio Pilato. Prenderemo in esame la localizzazione nel momento in cui ci sarà presentato il progetto definitivo.
Sull'altro aspetto più di carattere generale, ribadisco in quest'occasione che la posizione della Giunta è per il pieno, totale rispetto delle decisioni dell'ente locale, ma non so se è chiaro quest'argomento. È chiaro? Qui non ci deve essere la confusione di dire che la Giunta non prende posizione; la Giunta è per rispettare in toto le decisioni dell'ente locale in questa fase.
Nel momento in cui la proposta sarà presentata alla Giunta regionale, si apriranno le valutazioni sul fronte tecnico da parte della commissione che è esclusivamente tecnica, sul fronte finanziario per verificare se sostenere o meno finanziariamente l'intervento ed eventualmente le opere infrastrutturali e per verificare sul fronte dell'impatto ambientale e delle ricadute economiche dell'intervento stesso.
In questa fase siamo per il totale rispetto delle posizioni dell'ente locale e in questo senso non posso che condividere in toto la posizione tenuta dal Consigliere Lattanzi.
Arrivo al nocciolo della mozione che aveva un contenuto di per sé molto limitato rispetto alla discussione che è stata fatta. Già ho detto che buona parte della mozione è stata svuotata perché tutta questa concertazione è stata fatta.
Allora, se tutta questa concertazione è stata fatta dall'ente locale e chiaramente la Giunta ribadisce che ha totale rispetto delle decisioni dell'ente locale, già ho svuotato il 90 percento di questa mozione perché un'ulteriore consultazione nostra non potrebbe essere che un'ingerenza e se invece va nella direzione della decisione dell'ente locale, mi pare superflua.
Sul fatto poi di dissentire parti o controparti, per quanto mi riguarda non ho avuto richieste se non colloqui informali sull'argomento con l'amministrazione comunale oppure trasmissione di dati relativi ad iniziative che il consiglio legittimamente pone all'interno dei lavori consiliari. A questo punto su queste iniziative chiediamo eventualmente la posizione del comune, quindi uno scambio epistolare con il comune; non ho avuto richieste di audizioni o d'incontri da parte di nessuno.
Penso che da parte dell'assessore non ci sia nessun problema, se ci sono dei cittadini di Courmayeur, come altri cittadini valdostani, che in modo non strumentale chiedono un incontro per parlare di un progetto ad incontrarli, ma questo esula da interferenze sull'azione del comune, sia chiaro; se è un'acquisizione di elementi maggiori di conoscenza, su questo non c'è problema, ma questa è un'azione-istituzione che ogni assessore fa nel ricoprire il suo incarico. Altra cosa è promuovere degli incontri o cercare di dirimere situazioni che qualcuno definiva di litigiosità con un ruolo della Giunta che dovrebbe andare a dirimere queste questioni.
La mozione dal punto di vista della concertazione è svuotata perché questo è stato fatto e noi condividiamo l'azione del comune, quindi non andiamo a rifare una cosa che è già stata fatta bene, dal punto di vista della disponibilità a sentire da parte dell'assessore, mi pare che non ci sia nessun problema.
Concludo dicendo che in diverse ricerche e studi sul turismo valdostano la sottolineatura che uno dei grandi problemi - in questo settore come in altri - perché tutta una serie di iniziative economiche si evolvano in senso positivo è legato molto alla litigiosità delle componenti in causa.
In questo caso non pensiamo che sia il ruolo della Giunta regionale entrare nel merito di posizioni di litigiosità che possono esserci all'interno di una comunità e soprattutto non abbocchiamo all'amo che mandano alcune forze politiche di andarci ad infilare in diatribe che non hanno nulla a che vedere con il progetto, con il benessere della Valle d'Aosta, con lo sviluppo socio-economico della Regione, con il benessere di Courmayeur e con il benessere della Valdigne, ma che sono puramente strumentalizzazione politica e puramente una posizione di parte.
In questo senso evitiamo di cadere in questa diatriba e sottolineo che la Giunta non ha la posizione di Ponzio Pilato. Mi pare di essere stato sufficientemente chiaro, quindi chiederemo ai proponenti della mozione, viste le cose che sono state dette, di ritirare la mozione, altrimenti ci asterremo.
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) Apprendiamo con rammarico la non disponibilità della maggioranza ad accettare, anche emendata, la nostra mozione, come avevo proposto io, togliendo le ultime tre righe e quindi impegnando la Giunta solo ad un incontro. Possiamo capire l'intervento dell'assessore, però ribadiamo che la nostra mozione aveva un intento molto utile, e cioè quello di riportare il dialogo su un problema che avrà rilevanza regionale; quindi non riteniamo opportuno ritirare la mozione pur mantenendo ferma la volontà di emendarla, visto che quando si viene in Consiglio con una mozione lo scopo è di ottenere una votazione unanime o a maggioranza per dimostrare che il Consiglio regionale sull'argomento ritiene opportuno dare una valutazione e prendere determinate iniziative, pertanto la nostra disponibilità è quella di emendare, ma non di ritirare la mozione.
Prima di lasciare la parola ai miei colleghi che interverranno successivamente, voglio solo ultimare questo mio breve intervento facendo una piccola battuta ironica. Lo scorso Consiglio, quando comunque questa mozione era all'ordine del giorno, anche se fu poi rinviata per problemi di tempo, il sottoscritto insieme al collega Collé aveva presentato un'interpellanza in cui vi era una proposta alla Giunta di verificare la possibilità di ospitare, in quel di Courmayeur, una squadra di calcio di serie A per cercare di dare una mano agli albergatori e ai commercianti, in modo da cercare di diminuire le ricadute negative, dovute alle tragiche vicende che riguardano il Tunnel del Monte Bianco.
Allora l'assessore, rispondendo a nome della Giunta, aveva detto no a questa proposta prendendo come spunto una ricerca fatta tre anni prima, epoca nella quale la Giunta aveva chiesto all'Amministrazione comunale di Courmayeur se era intenzionata ad ospitare una squadra di calcio, ricevendo da questa una risposta negativa anche perché gli stessi albergatori allora non erano disponibili. Io mi ero meravigliato perché avevo pensato che la situazione di tre anni fa non corrispondeva alla situazione attuale, purtroppo.
Peccato che oggi non si è fatto riferimento a tre anni fa, perché se si andava indietro di tre anni, si poteva notare che c'era allora una delibera del Consiglio comunale di Courmayeur, votata all'unanimità, nella quale si chiedeva di ripristinare l'impianto di arroccamento Dolonne-Plan Chécrouit dove era stato costruito.
In più sempre in quella discussione era intervenuto un consigliere che, in merito alla deliberazione comunale, relativa all'esame della situazione venutasi a creare a seguito della chiusura dell'ovovia di Dolonne, aveva posto la necessità di meglio spiegare che la volontà espressa all'unanimità dal consiglio comunale si riferiva al rifacimento dell'impianto nell'attuale fabbricato.
E sempre tre anni fa, durante il dibattito sulla delibera comunale n. 42 del 12 agosto 1996, effettuato nel Consiglio comunale di Courmayeur, esaminando la situazione dell'ovovia di Dolonne, un certo Consigliere di nome Blua - non so se lo conoscete - disse: "In tal caso oggi si può partire perché il consiglio ha già deliberato il rifacimento dell'impianto. Oggi ribadiamo la decisione, lì smantellato l'impianto, deve sorgere il nuovo".
Président La parole au Vice-président Viérin Marco pour déclaration d'intention.
Viérin M. (Aut) Mi ricollego all'intervento dell'assessore. Evito di ricollegarmi all'intervento di Cottino proprio perché ha solo parlato di decentramento, autonomie, di non ingerenza e richiamato i primi anni del '90 e quindi chiuderei una parentesi perché tutti i colleghi hanno già capito che questi temi sono utilizzati da chi non ha altri elementi da mettere in campo.
D'altronde le parole dell'Assessore Lavoyer hanno confermato quello che dicevo; l'assessore ha cercato di portare altri elementi dimostrando che il progetto la Giunta non ce l'ha ufficialmente, ma lo conosce. Ma che in questo momento preferisce non fare niente e lasciare una comunità intera in fibrillazione e questo non è il migliore esempio di dire, come sempre diciamo, che facciamo gli interessi della Valle, gli interessi delle comunità locali.
Lasciare una comunità in fibrillazione non è fare gli interessi della comunità e della Valle, caro assessore anche perché noi, caro assessore, non abbiamo detto: "Preferiamo le due proposte o la terza al discorso di Dolonne".
Il collega Lanièce ha fatto due o tre esempi per dire come sia frastagliato questo problema. Due anni e mezzo fa ad agosto c'era una proposta, adesso ne arriva un'altra a dimostrazione che in questa situazione noi - o chi sarà qui al posto nostro - tra sei anni saremo ancora qui a parlare dei problemi di Courmayeur, questa è la drammaticità della cosa.
Sul discorso lei, assessore, ha detto: "Voi non appena avrete un progetto, potrete esprimervi", non capendo quello che ha detto il sottoscritto. Ribadisco che non abbiamo una posizione per l'una o l'altra o la terza ipotesi; vogliamo soltanto anticipare un problema che verrà fuori in maniera ancora più grande, in maniera ancora più irrisolvibile perché l'assessore sa bene che toccherà anche il discorso della politica complessiva turistica dell'alta Valle.
Infatti, se un domani passa un progetto con 1.500 posti auto o 1.200 o quello che è, avremo nella Valdigne un turismo che sarà ancora più pendolare fatto di coloro che prenderanno l'autostrada, arriveranno lì, poseranno l'auto, andranno a sciare, pagheranno il biglietto alla società sciistica, mangeranno il panino e se ne andranno. Il discorso qual è? Vogliamo far vivere l'alta Valle su un turismo diverso per cui la gente vada a stare in alta Valle due o tre giorni? È una scelta che dobbiamo fare!
Il problema, cari Signori, è reale e ringrazio Cottino che invece nell'ultima parte del suo intervento ha detto che se non altro questa nostra proposta è servita per iniziare a discutere su questo tema perché è un tema importante.
Sulle posizioni che ci sono, assessore, lei è al corrente e ha dimostrato che tutti noi siamo al corrente della situazione, quindi non possiamo nasconderci dietro una foglia.
Qui ci sono due progetti, più il terzo, e tutti prevedono, o almeno i due progetti presentati e ben voluti dalla società, le ipotesi di fattibilità, se così preferisce chiamarle l'assessore, sono per un grosso stoccaggio di auto per un discorso di concentrazione. E questo non mi può dire, assessore, che non interessa la società e non mi può dire che la Regione non può entrare nel merito perché la Regione è proprietaria del 33 percento delle azioni della società; la Regione tramite Finaosta detiene il 33,6 percento delle azioni e i progetti di fattibilità presentati al comune sono stati presentati dalla Società Val Veny o funivie Monte Bianco, chiamiamola come vogliamo.
La Finaosta è una società finanziaria che, come tutti sappiamo, risponde alla Giunta perché la Giunta nomina i propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione e poi la Finaosta nomina i propri rappresentanti all'interno della Società funivie Monte Bianco. Non faccio i nomi, altrimenti alla fine qualcuno dice che bisogna chiudere le porte…, allora non prendiamoci in giro. Se la società già tre o quattro mesi fa ha fatto una scelta, c'erano anche i rappresentanti della Regione!
(interruzione di un Consigliere di maggioranza, fuori microfono)
… ha proposto quattro soluzioni, benissimo, però, cari Signori, qui vi ho stanato, ho pescato qualcuno, quindi sapete che c'erano quattro soluzioni, ma lo sapete da sei mesi…
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
… bravissimo, da due anni e allora abbiamo continuato a prenderci in giro. Altro che, caro Cottino, il discorso di decentramento e quel che ne consegue.
Noi non vogliamo con questa mozione chiedere una soluzione, chiediamo che si facciano le cose un po' più alla luce del sole e che si cerchi, caro assessore, quando lei mi dice che accetta il coinvolgimento di tutti, se quasi la metà della popolazione di Courmayeur ha deciso di chiedere e non ha voluto mandare in minoranza una certa fetta della maggioranza è perché giustamente come dice lei, assessore, ci sono posizioni nella maggioranza e nella minoranza che sono anche diverse e questo è ancora più preoccupante. Questo è un problema che crescerà a macchia d'olio, assessore, ed è per quello che invitiamo ad affrontare questo tema in maniera diversa, con la parola buon senso, buon senso che sempre lo diciamo, ma che mai mettiamo in atto.
Quando l'assessore mi dice che il gestore ha i suoi interessi, non fa che confermare quello che ho detto prima; la Società funivie Monte Bianco ha i suoi interessi che non sono per forza gli interessi della Valle e dell'alta Valle, in questa società c'è il 33,6 percento della Regione, dall'altra parte l'assessore mette fra gli attori anche il comune, che ha già fatto e sta facendo il suo ruolo, e c'è la Regione che è in attesa; tutto questo è smontato da quello che ha detto poc'anzi ed è in questo senso che voglio richiamare l'intervento di Lattanzi perché Lattanzi ha parlato in buona fede e noi condividiamo quanto ha detto, ma non si può più giocare a fare le stesse cose alla stessa maniera e venire qui a fare la parte dei difensori delle autonomie mentre dietro le quinte avere tutt'altro comportamento, quindi non ritiriamo la mozione appositamente, avremo altre occasioni, purtroppo perdiamo un'occasione per cercare di dare un aiuto affinché Courmayeur e l'alta Valle possano fare qualcosa per risolvere i loro problemi.
Ringrazio i colleghi e spero che i nostri interventi siano serviti a qualcosa anche se so che purtroppo poi ci si deve schierare per parti prese, però questo è il grande limite di questo Consiglio.
Président Je n'ai pas entendu la déclaration d'intention…
Viérin M. (Aut) … la manteniamo, la votiamo…
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Molto più brevemente del consigliere che mi ha preceduto. Ci asterremo su questa mozione, ma non perché, come ho già avuto occasione di accennare nel mio primo intervento, non ne condividiamo lo spirito e la buona fede che la animano, ma perché non ci crediamo nella sostanza. Dopo le dichiarazioni, dopo le prese di posizione che sono venute fuori anche oggi in quest'aula, è evidente che non c'è da parte dell'Amministrazione regionale quella terzietà, quello spirito collaborativo per trovare una soluzione ragionata su questo tema perché anche se non lo si vuole dire apertamente, anche se oggi non lo si può dire apertamente, c'è già un orientamento chiaro. È chiaro l'orientamento, è a favore del progetto approvato dal consiglio comunale e dal Sindaco Blua; è chiarissima questa cosa!
Come è altrettanto chiara la nostra posizione che è invece quella meditata a favore dell'altro progetto alternativo proposto dal comitato per il "no". Mi sembra una cosa chiara. Non capisco perché ci sia ancora questo timore di dire questa cosa. Su questo devo dare atto che l'Assessore Lavoyer è stato abbastanza chiaro anche se ha tentato di distinguere il favore dell'ipotesi dal giudizio sul progetto, cioè sull'elaborato tecnico che verrà presentato perché mi sembra che questa distinzione sia stata fatta, ma l'ho visto più come un artificio dialettico che una questione di sostanza. È stata fatta una scelta, ognuno si prenderà le sue responsabilità, quindi alla mozione di Lanièce io non ci credo più e mi astengo.
Voglio anche però approfittare di un minuto per tranquillizzare l'assessore, nel senso che non mi sono mai sognato di provocarlo, non ho il permesso di pesca né di caccia, non mi interessano queste cose. Ho fatto solo riferimento ad un elemento, l'ho detto con rammarico e lo sottolineo ancora, che su questa vicenda, come purtroppo su altre, e lo ribadisco perché non mi ha potuto smentire su questo punto, l'assessore mi ha dato dei dati sbagliati e l'altra volta l'assessore aveva un'attenuante perché ha detto che non conosceva il progetto, oggi invece mi ha detto che aveva ben presente la cosa.
Avete detto prima che conoscevate le quattro o cinque ipotesi della società da mesi, se non da anni, quindi il fatto di avermi dato l'altra volta dei dati sbagliati è molto più grave perché si sapeva che erano dei dati sbagliati. Non mi interessa se la fonte dei dati sbagliati è il Comune di Courmayeur, grave anche questo, se un Comune fa dei comunicati con dei dati sbagliati.
Comunque quei dati erano sbagliati; l'assessore li ha fatti propri, li ha dati in aula e poi vengono ripresi dagli organi di informazione salvo poi essere smentiti non solo da noi - perché conta poco -, ma da cittadini che sono dentro le cose, che mandano lettere ai giornali e dicono che non è vero niente, che le cose non stanno così. Allora noi preferiremmo da tutti gli assessori - di qualcuno dobbiamo dire la verità non abbiamo da lamentarci - non ci si dica qualche volta: "Così" e qualche volta: "Cosà".
Président La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (FI) Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio su questa mozione, il dibattito che è stato così ampio e così dettagliato e anche le illustrazioni, le posizioni dell'assessore così precise che diventa difficile su questa mozione esprimere un voto favorevole.
Agli Autonomisti va riconosciuto il merito di aver sollevato il dibattito e di avere anche già detto in aula quello che senza ipocrisia forse già nelle segrete stanze si sta muovendo, però bisogna altrettanto dare atto che l'assessore nella sua replica, pur avendo espresso già una posizione sostanzialmente favorevole su quella che è l'ipotesi che si sta facendo largo, abbia avuto l'occasione - che gli è stata offerta - di dire, purtroppo politicamente a suo favore, che c'è un atteggiamento di favore, ma su quello che il Consiglio comunale ha espresso; credo che migliore occasione per Lavoyer oggi di fare bella figura non gli poteva essere regalata. E non possiamo che su questa posizione concordare, cioè il difetto di questa mozione sta nella volontà di impegnare la Giunta ad intervenire preventivamente e qui capisco l'onestà intellettuale, Vicepresidente, di dirsi senza ipocrisia che lì stanno già intervenendo, cosa che probabilmente sappiamo già tutti, ma il difetto di questa mozione è che chiede di intervenire, mentre dovrebbe essere esattamente il contrario, la mozione avrebbe dovuto avere un'impegnativa dove si chiedeva di smettere di intervenire, quindi esattamente al contrario.
Ecco il difetto che ci ha spiazzato per quanto riguarda Forza Italia e il suo modo di vedere le cose.
Sono convinto che l'interessamento è sotto l'aspetto intellettuale onesto, ritengo però che in questo caso debba proprio questo Consiglio dire alla Giunta in maniera ancora più chiara, proprio su questa mozione con un voto non dico contrario perché abbiamo compreso il principio, ma con una forte votazione di astensione, debba dire alla maggioranza regionale: "Lì non si interviene fino a quando non arrivano i progetti qui in quest'aula e nelle nostre commissioni e lì si aprirà il dibattito sull'opportunità di tipo regionale, economica, amministrativa, finanziaria e solo in quel momento".
Quindi la nostra astensione che mi auguro sia compresa come una forte volontà di superare quello che da decenni vive il provincialismo di questa Regione, dove i consiglieri regionali, la Giunta soprattutto e i poteri politici delle Giunte entrano nelle questioni degli enti locali.
Ribadisco la forte volontà di Forza Italia che quel consiglio comunale esprima non delle ipotesi, ma dei progetti di fattibilità chiari, che ci motivi quali sono i ritorni economici e finanziari per quella comunità e per la Valle d'Aosta tutta e poi se questo Consiglio nelle sue commissioni e nei suoi interventi, seguendo la legge regionale, determinerà che quello è un progetto utile a Courmayeur e soprattutto non impattante, non stravolgente dell'economia regionale, ma addirittura un valore aggiunto, un plusvalore, potrà esprimersi in maniera serena.
Questo non significa che alle aperture che l'assessore oggi ha fatto sull'ipotesi che si sta facendo largo, questo Consiglio non debba su queste aperture esprimersi. L'unica pecca della relazione dell'assessore forse è quella di aver già detto che ha condiviso l'ipotesi che si sta facendo largo. Asteniamoci da questi giudizi, lasciamo che Courmayeur decida qual è l'impianto…
(interruzione dell'Assessore Lavoyer, fuori microfono)
… la posizione del comune, questa secondo me è una cosa che in quest'aula sarebbe utile non fare visto che sappiamo che lì lei rappresenta istituzionalmente anche un partito oltre che la Giunta, quindi queste sono forse più dichiarazioni da conferenza stampa che da Consiglio regionale.
Ritengo che in questo caso dobbiamo avere la forza di resistere alle ingerenze, alle posizioni politiche di favore o contro, fino a quando questo progetto, semmai arriverà - ci auguriamo il più presto possibile per Courmayeur e per la Valle d'Aosta tutta -, arrivi qui e in questa sede inizi il dibattito sull'opportunità di quel progetto per l'intera Regione.
Su questa mozione ci asterremo ed auspichiamo che il Consiglio si astenga per dare un messaggio chiaro a Courmayeur che Courmayeur dia una risposta a sé stesso e alla Valle d'Aosta.
Président La parole au Conseiller Collé.
Collé (Aut) Non avevo nessuna intenzione di parlare, ma dopo alcune dichiarazioni che ho sentito in quest'aula mi vedo costretto perché - e mi auguro che l'assessore al turismo della scorsa legislatura se ne ricordi - in IV Commissione abbiamo, non solo una volta ma credo due, discusso dei vari domaines skiables della Valle d'Aosta e il Presidente della Giunta e il suo assessore, quando avevo sollevato il caso delle piccole e medie stazioni, ci avevano fatto tutto un ragionamento che condividevo all'epoca e condivido ancora oggi se questo vale ancora e l'Assessore Lavoyer dovrebbe farci sapere se la linea della continuità c'è o meno. In quel ragionamento si diceva che, per quanto riguardava i domaines skiables di un certo interesse, quali quello di Pila, La Thuile, Gressoney, Cervinia, c'era un'impostazione di un certo tipo ovvero questi domaines skiables avevano una rilevanza regionale in forza della quale tutta una serie di cose e di decisioni vedevano coinvolti questo Consiglio e la Giunta regionale.
Voglio capire oggi se questo ragionamento vale ancora, altrimenti dipende da quali sono gli argomenti e un momento si dice che questa è competenza del comune e questa è competenza della Regione.
Stiamo vivendo una situazione in Valle d'Aosta da un punto di vista turistico, mi riferisco in particolare alla situazione invernale che è sotto gli occhi di tutti, che vede un calo tremendo, mentre i nostri vicini in modo particolare gli amici della Savoia, gli amici dell'arco alpino francese, stanno vivendo un'altra realtà che è in salita. Ci dobbiamo chiedere il perché e non faccio questi ragionamenti buttati lì tanto per fare, ma di fronte a una situazione che vede oggi Courmayeur con posizioni diverse per quello che è il futuro di quel domaine skiable che voglio ricordare è stato definito di rilevanza regionale, la nostra non voleva essere e non è, a meno che qui non si voglia capire a modo proprio le cose, non è assolutamente un'ingerenza, non è la Regione che viene e che decide. La nostra voleva essere ed è un'iniziativa per vedere se era possibile come Amministrazione regionale - ricordando fra l'altro che Finaosta ha il 33 percento di questa società, non so se vogliamo dimenticarcelo, però credo che sia una cosa anche questa da dirsi - se era possibile trovarsi intorno a un tavolo e confrontarsi, quindi non è nessuna ingerenza, non è che si va su a Courmayeur e si dice: "Si fa così" o "cosà".
Abbiamo un paese diviso in due, questo è sotto gli occhi di tutti, almeno a livello personale non è che sono qui a dire che preferisco una soluzione all'altra, anche perché sinceramente non conosco così a fondo il problema, ma credo che qui si tratti solo di buon senso, se c'è ancora il buon senso, altrimenti, caro Borre, tu hai ragione in quello che hai detto, però alla fine va a cozzare contro tutta un'altra serie di cose perché sono belle le parole che hai detto, però facciamo attenzione: Courmayeur non è Saint-Oyen, e dico Saint-Oyen per non offendere nessun altro visto che vengo da lì, Courmayeur è uno dei domaines skiables più importanti della Valle d'Aosta così come ce ne sono altri 5-6, allora se fino a ieri si è detto qui dentro che questo, come altri domaines, sono di rilevanza regionale, io credo che in qualche modo la Regione debba dire qualcosa e non lavarsi le mani perché è facile dire nelle enunciazioni di principio che non siamo dei Ponzio Pilato, ma nella realtà delle cose è così. Perché, Signori miei, allora mi dovete spiegare come mai per quanto riguarda Saint-Vincent: casinò nuovo, ristrutturazione, abbiamo appreso dai giornali come il Sindaco di Saint-Vincent si alzi una mattina, si trovi di fronte a questa situazione, convochi il Consiglio comunale, non ne sapeva niente, allora il metro deve essere uguale per tutti; è vero che il casinò dal punto di vista economico ha una rilevanza maggiore, ma allora qui è questione di metro, di dimensioni, di ritorno economico. Gli stessi abitanti di Courmayeur non si offendono del fatto che si cerchi di trovare un'intesa, il nostro ragionamento era solo questo che non andava assolutamente contro il discorso di autonomia perché siamo i primi a difendere le autonomie dei comuni, ma laddove ci troviamo di fronte a un grosso problema, a un problema di rilevanza regionale, credo che non solo possiamo, ma abbiamo il dovere di andare a verificare le soluzioni migliori, altrimenti tutto è facile, ci laviamo le mani anche quando ci sono i dati relativi alle presenze estive e invernali dove si daranno le varie colpe alle amministrazioni per le scelte che hanno fatto. Questa non mi sembra una politica seria in campo turistico.
Quindi il nostro contributo voleva essere ed è un contributo serio, non ci stiamo nascondendo dietro a niente e non vogliamo portare via autonomia a nessuno; era solo per mettere attorno a un tavolo, così come non avviene più in questa Regione, i vari attori di questa situazione per vedere se si trovava una soluzione ottimale per quanto riguarda Courmayeur, ma credo di poter dire anche per l'intera Comunità valdostana.
Detto questo, il nostro gruppo voterà a favore della mozione che abbiamo presentato.
Président La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer pour déclaration d'intention.
Lavoyer (FA) Visto che viene mantenuta la mozione, confermiamo il nostro voto di astensione. Colgo l'occasione per sottolineare che non vi è peggior sordo di chi non vuole sentire.
L'Amministrazione regionale, caro Consigliere Collé, la Giunta regionale non si comporta come Ponzio Pilato. L'assessore ha detto a chiare lettere che l'impianto di risalita di Courmayeur va rifatto, lo riteniamo strategico per l'economia della Valle, è chiara questa posizione?
Altra cosa è entrare nel merito della scelta di dove quest'impianto deve essere fatto e in questo senso non siamo a favore della posizione della società e siamo consci di avere il 33 percento tramite la partecipazione azionaria di Finaosta e comunque con una partecipazione minoritaria, ma la società ha fatto cinque proposte di fattibilità al consiglio comunale. Abbiamo detto che siamo in posizione di rispetto delle decisioni del consiglio comunale, che dal punto di vista del metodo ne ha discusso con tutta la popolazione e con tutti i rappresentanti di categoria sulle varie proposte che la società a suo tempo ha avanzato.
Il ruolo della Regione sarà un ruolo importante nel momento in cui la scelta sarà definitiva e sarà ufficializzata alla Giunta regionale.
Altra cosa è il discorso dell'Alta Savoia; la crisi dello sci è una crisi generale, l'altro giorno, quando abbiamo avuto l'incontro a Annecy con i rappresentanti delle comunità locali e con il prefetto, non mi è parso di sentire dichiarazioni trionfalistiche, ma questo è un altro aspetto.
Caro Consigliere Curtaz, con pacatezza perché poi diventa un fatto personale, non ho dato al Consiglio regionale - chiedo al Consiglio di prestare attenzione a quanto sto per dire - dei dati sbagliati perché ho troppo rispetto non solo delle istituzioni, ma anche dei consiglieri. Ho letto una nota del Comune di Courmayeur che assolutamente non dà dei dati sbagliati, se volete la rileggo e poi specifico.
L'opuscolo che propone la cosiddetta iniziativa popolare per la ricostruzione dell'impianto di risalita di Dolonne-Plan Chécrouit sul percorso della vecchia ovovia è sicuramente un esempio di come si possono manipolare dati oggettivi per creare confusione su un argomento che necessita invece della massima chiarezza. Questa è la premessa, ora andiamo nel merito dove, secondo il Consigliere Curtaz, i dati sono sbagliati. È vero che quell'ovovia può essere ricostruita con portata maggiore e chi ha detto che non può essere fatto? Attenzione, quello che ho letto io, il documento, sorvolando sulle innumerevoli inesattezze, alcune delle quali talmente evidenti e grossolane da sembrare dovute, evidenziamo un solo fatto: "Si richiede che venga ricostruito sul tracciato sul sedime della vecchia ovovia un nuovo impianto con la stessa portata di quello dismesso al termine della stagione invernale 1995-1996 per poter usufruire di un iter burocratico semplificato ed abbreviato e diminuire i costi di realizzazione", quindi la scelta dell'ovovia non era tanto sulla localizzazione, ma era motivata sul fatto che, ricostruendo un impianto esistente, vi erano minori iter burocratici, vedi il VIA, vedi autorizzazioni varie, da sostenere.
Su questa base, visto che si sostiene la ricostruzione dell'ovovia, perché se manteniamo la stessa portata gli iter sono semplificati, condivido in toto che 600 persone-ora sono insufficienti per risolvere il problema di Courmayeur.
Président La parole au Conseiller Curtaz pour fait personnel.
Curtaz (PVA-cU) Fatto personale, chiedo scusa, mi rendo conto che è un po' dilatata questa…
Presidente È riconosciuto il fatto personale se sono attribuite opinioni contrarie a quelle che si intendevano esprimere.
Curtaz (PVA-cU) Esatto. L'assessore mi riconferma e mi ridà per l'ennesima volta, non so più cosa dire, un dato sbagliato, anzi sbagliatissimo...
Presidente Questo non è un fatto personale.
Curtaz (PVA-cU) Mi lasci finire. Un dato sbagliato - questa è la premessa - perché proprio in quell'atto a cui lei ha fatto riferimento si dice che la proposta del comitato per il "no" è di rifare un impianto di portata di 600 persone-ora, ma questo è falso! E lo dico per la quarta volta, è falso! È falso perché il comitato per il "no" propone una delle soluzioni previste dalla società, mi pare la numero due che non prevede assolutamente questo dato, quindi ritengo di dover chiarire questa cosa perché si attribuiva a me, magari non personalmente, ma indirettamente, una posizione che non coincide con quella del comitato per il "no", che personalmente condivido.
Président Je soumets au vote la motion au point n° 32 à l'ordre du jour:
Conseiller présents: 33
Votants: 8
Pour: 6
Contre: 2
Abstentions: 25 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Frassy, La Torre, Lattanzi, Lavoyer, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Squarzino Secondina, Tibaldi, Vallet, Vicquéry)
Le Conseil n'approuve pas.
